Napoli, covid, positivi sette operatori della metropolitana
ASI di Acerra, troppi rifiuti dal sottosuolo: sequestrato quarto cantiere
Palma Campania/Caserta, terra dei fuochi, sequestrate mille tonnellate di rifiuti
Torre del Greco, covid, 3 morti nelle ultime 24 ore. A Boscoreale chiuso un plesso scolastico
Somma Vesuviana , prima riunione della task-force sulla scuola. Di Sarno: “No allo smantellamento dei servizi Asl”
Riceviamo e pubblichiamo dall’ufficio stampa del Comune di Somma Vesuviana
Di Sarno: “Ora i dirigenti scolastici potranno comunicare direttamente ai medici di base eventuali casi di positività al Covid, qualora dovessero verificarsi, riducendo i tempi di intervento. No allo smantellamento dei servizi Asl sul territorio di Somma Vesuviana”.
Lunedì riapertura delle medie e superiori sul territorio di Somma Vesuviana.
“Scuole a pieno regime da Lunedì a Somma Vesuviana ma monitoreremo la situazione con particolare attenzione. Per questo abbiamo oggi riunito la TASK – FORCE sulla scuola formata da tutti i Dirigenti Scolastici, i Presidenti dei Consigli di Istituto, il Coordinatore dei medici di medicina di base, il coordinatore dei pediatri di libera scelta, dai rappresentanti dell’Associazione Nazionale dei Genitori presente in Campania e riconosciuta dal Ministero dell’Istruzione, al fine di interagire sulla situazione epidemiologica locale.Sono state poste tre questioni fondamentali: assembramenti fuori alle scuole, sinergia tra dirigenti scolastici e medici di base, infine lo smantellamento di alcuni servizi dell’Asl sul territorio di Somma Vesuviana di cui sono venuto a conoscenza e questo non è tollerabile”. Lo ha affermato Salvatore Di Sarno, sindaco di Somma Vesuviana comune del napoletano, a margine della riunione della Task Force comunale sulle scuole, svoltasi con modalità a distanza e terminata da poco.
Grazie alla TASK – FORCE i dirigenti scolastici comunicheranno direttamente ai medici di base eventuali casi di positività al Covid. No allo smantellamento dei servizi Asl.
“Sugli assembramenti all’esterno delle scuole la situazione deve essere molto chiara. Sarà fondamentale da parte dei genitori che accompagnano i figli il rispetto delle norme e dunque mantenere il distanziamento di almeno di un metro – ha continuato Di Sarno – e non fermarsi in abbracci. Nel corso della riunione abbiamo raggiunto un risultato estremamente importante. I dirigenti scolastici, grazie alla task – force, avranno una sinergia diretta con i medici di base. In questo caso qualora un bambino, uno studente dovesse risultare positivo al Covid, il dirigente comunicherà direttamente al medico di base che dialogherà con l’Asl di competenza. In questo modo si azzerano i tempi biblici per le risposte che arrivavano anche ad 8 giorni.
No allo smantellamento dei servizi Asl sul territorio di Somma Vesuviana. Non è possibile che una persona anziana debba recarsi alla sede di Marigliano per avere ciò che prima aveva a Somma Vesuviana. Nella mattinata di domani mi attiverò presso tutti i canali istituzionali per evitare che ci possa essere uno smantellamento del presidio di Somma Vesuviana. Chiederò il supporto anche dei nostri rappresentanti in Regione perché Somma Vesuviana è sempre capofila del presidio Asl e pretendiamo rispetto. Soprattutto in una fase pandemica delicatissima non è possibile che determinati servizi fondamentali per la popolazione vengano trasferiti a Marigliano, anzi chiedo che questi servizi vengano anche implementati!”.
La task – force è formata da tutti i Dirigenti Scolastici, i Presidenti dei Consigli di Istituto, il Coordinatore dei medici di medicina di base, il coordinatore dei pediatri di libera scelta, dai rappresentanti dell’Associazione Nazionale dei Genitori presente in Campania e riconosciuta dal Ministero dell’Istruzione, al fine di interagire sulla situazione epidemiologica locale. Presenti il sindaco, Salvatore Di Sarno, l’Assessore alla Pubblica Istruzione, Stefano Prisco, l’Assessore all’Edilizia Scolastica, Salvatore Esposito.
Brusciano, maxi sequestro in uno scantinato: rinvenuto un vero e proprio arsenale di guerra
Riceviamo e pubblichiamo dalla Sala Stampa del Comando dei Carabinieri di Napoli.
– Un vero e proprio arsenale da guerra quello rinvenuto a Brusciano dai Carabinieri della Compagnia di Castello di Cisterna, nell’ambito di un servizio disposto dal Comando Provinciale di Napoli.
Armi e munizioni, ma anche droga, nascoste in una cassaforte occultata in uno scantinato nel rione 219 di Brusciano: 6 pistole semiautomatiche di vario calibro, una pistola mitragliatrice, una carabina con silenziatore e 350 proiettili di svariati calibri. Con le armi anche quasi 700 grammi di cocaina e materiale vario per il confezionamento. Le armi, sequestrate a carico di ignoti, saranno sottoposte ad accertamenti balistici e dattiloscopici per verificare se siano state utilizzate in fatti di sangue o intimidazioni.
Durante il servizio sono state denunciate 5 persone: 1 per evasione, 3 per ricettazione e possesso ingiustificato di strumenti di effrazione, 1 per detenzione di strumenti atti ad offendere.
I controlli continueranno senza sosta anche nei prossimi giorni con la rimozione di alcune grate che, secondo le ricostruzioni hanno permesso di spacciare al dettaglio in forma occulta lo stupefacente senza che acquirenti e pusher potessero vedersi.
Perché i Sangiuseppesi controllavano, già nell’’800, i mercati del grano e delle “vaccine”.
Somma Vesuviana, il Partito Comunista tra passione e ricordi
Quali furono i primi impegni del Partito?
“Essendo questo il quadro sociale, politico e culturale del paese, i primi anni di lavoro dei gruppi dirigenti furono rivolti al rafforzamento della struttura politico-organizzativa e alla cresci degli iscritti. Nell’ambito di quell’impegno, la sezione dette vita nel 1947 alla squadra di calcio Stella Rossa, nella quale giocavano giovani per lo più orientati a sinistra. Nel 1951 gli iscritti al Partito erano 230 di cui 10 donne, nello specifico mogli dei dirigenti la sezione. Prevalevano le categorie sociali e le figure professionali tipiche del tempo: agricoltori, muratori, artigiani e manovali generici. Oltre al costo della tessera, all’iscritto veniva richiesto anche il versamento mensile di soldi per bollini da applicare sulla tessera. Grande importanza si attribuiva alla diffusione domenicale de l’Unità perché “la lettura del giornale costituiva una vera e propria adesione politica. Il giornale contribuiva a rafforzare le proprie idee, a conformare i contenuti e le opinioni”.
Com’era il rapporto con la dirigenza provinciale?
“In quel tempo i dirigenti provinciali mantennero uno stretto e costante rapporto con le sezioni della provincia. Si tenevano periodiche riunioni col compagno della federazione. Per la sezione di Somma passavano a trovarci compagni diventati poi famosi come Mario Palermo, Massimo Caprara, Renzo Lapiccirella, Luciana Viviani, Giuseppe Romita, Emilio Sereni ed altri. Il lavoro politico, fatto di mobilitazione e propaganda sui temi politici nazionali e locali portò il PCI ed il PSI alle elezioni comunali del 1952 al 32,32% ad un incremento di voti del 4,5% rispetto al risultato del 1946. Il metro di misura della positività dell’agire politico dei gruppi dirigenti era il risultato delle elezioni amministrative. Dopo un decennio di impegno nelle elezioni del 1956, il Partito raccolse con la sola propria lista 1238 voti pari al 14,19%, una percentuale all’epoca che non verrà mai più superata nel corso dei decenni successivi, anche nei momenti di maggiore espansione del Partito, come nel 1976”.
E’ vero che chi votava per il PCI era un discriminato?
“Chi votava per il PCI lo faceva in gran segreto per evitare ogni possibile ritorsione. La politica discriminatoria e vendicativa del potere locale, incarnato dal Sindaco Francesco De Siervo e dai suoi galoppini nei confronti di chi la pensava diversamente, esercitava un condizionamento fortissimo. Pochi erano quelli che avevano il coraggio di esplicitare il proprio orientamento partitico di sinistra. Anche le famiglie di orientamento comunista erano consapevoli che una chiara esposizione o candidatura di qualche loro congiunto nelle liste del PCI – Partito di opposizione al governo nazionale e locale – non solo avrebbe fatto scoprire il proprio orientamento partitico, ma avrebbe pregiudicato l’avvenire di altri figli in cerca di un’occupazione. I giovani temevano di esporsi perché le loro famiglie li avrebbero dissuasi nel caso in cui avessero voluto impegnarsi in politica. Quando venivano in sezione si sedevano in una posizione tale che chi passava non potesse vederli. In particolare veniva esercitato uno stretto controllo anche sui potenziali aderenti”.
Quale fu la maggiore manifestazione d’impegno portata avanti dal PCI sommese?
“Una delle prime manifestazioni di impegno fu la lotta contro l’installazione di una discarica avvenuta nel corso del 1961. In quell’anno, infatti, il Sindaco De Siervo con una decisione autocratica, diede il nulla osta alla famiglia La Marca di Ottaviano per la realizzazione sulle pendici orientali del Monte Somma di uno sversatoio di rifiuti organici e speciali provenienti da Napoli e dai Comuni della provincia. Il PCI ed il PSI, uniti nella opposizione a quella decisione del sindaco, furono capaci di suscitare nel paese un notevole interesse. I cittadini, preoccupati per i danni che la discarica avrebbe potuto arrecare all’ambiente, da secoli considerato tra i più salubri della zona, ed alla loro salute, diedero vita ad un movimento d’opinione metapartitico. La battaglia politico amministrativa coinvolse buona parte della gioventù locale e non mancarono atti violenti ed intimidatori. Emblematico del clima di tensione politica del momento resta l’aggressione subìta da uno studente universitario, a conclusione di una manifestazione pubblica in piazza nel corso della quale aveva parlato contro lo sversatoio. A quella battaglia, oltre ai dirigenti della sezione, parteciparono anche i gruppi parlamentari comunisti di Senato e Camera dei deputati. Mario Palermo al Senato e Massimo Caprara alla Camera presentarono ai Ministri dell’Interno e della Sanità interrogazioni sul problema. Queste produssero una prima sospensione del provvedimento assunto dal Sindaco e ciò nonostante lo sversatoio continuò a funzionare fino al 1993”.
Caro professore, a conclusione del suo scritto, ha sviluppato un’analisi sulle cause del difficile radicamento delle idee della sinistra ed in particolare del PCI nella comunità sommese, individuandole nella natura vulcanica del territorio e nella sua storia politica. Quale è, oggi, il suo auspicio?
“Il mio auspicio è di ordine politico – culturale, nel senso che tutte le idee ed opinioni riproposte in questo mio intervento possano stimolare ulteriori analisi e riflessioni e possano ancor più aiutare i Partiti democratici, progressisti o di sinistra, se questa continuerà ad esistere, a tener conto della storia e del patrimonio culturale del popolo per evitare velleitarismi e facili illusioni. Comunque per chi volesse approfondire i contenuti del mio intervento, può leggerli sul sito www.centoannipci.it nelle date del 31 dicembre 2020, 5 e 18 gennaio 2021, oppure acquistando su Amazon il testo dal titolo L’idea che ci rapì la mente e il cuore (28 luglio 2017)”.

