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il sequestro di ieri
il sequestro di ieri

Ennesimo sequestro nello spazio di meno di tre mesi all’interno della zona in cui si sospetta l’esistenza di una bomba ecologica. Nessun commento da parte del sindaco      

 

Sono ormai tre mesi che i lavori per il miglioramento infrastrutturale dell’area industriale di Acerra vengono ripetutamente bloccati dal continuo ritrovamento di rifiuti nel sottosuolo. Ieri qui, nella zona “Asi”, gli agenti della polizia municipale, diretti dal comandante Domenico De Sena, hanno messo a segno il quarto sequestro consecutivo di un cantiere per la realizzazione di servizi, Ancora una volta sono emersi rifiuti durante uno scavo per la costruzione di un’infrastruttura. Secondo quanto riferito dagli ambientalisti del posto, che hanno dato l’allarme, sarebbe spuntata dal sottosuolo una preoccupante quantità di scorie, anche amianto. I rifiuti rinvenuti dovranno essere analizzati e classificati dall’Arpac. Intanto la polizia municipale ha bloccato i lavori del cantiere con un sequestro preventivo del terreno. La situazione da queste parti ormai è di quelle che vanno oltre i limiti dell’imbarazzo. Giovedi 14 gennaio i carabinieri forestali della stazione di Marigliano hanno dato il via, durante un lavoro di sondaggio ambientale, a un terzo sequestro penale di un terreno dentro cui sono state trovate scorie: metalli, plastiche, bitumi. Alla fine di ottobre, sempre i carabinieri forestali di Marigliano, diretti dal maresciallo Alessandro Cavallo, hanno effettuato due sequestri di altrettanti cantieri per la posa dei cavi per le telecomunicazioni e l’energia elettrica. Pure in questi due casi sono stati trovati rifiuti. A questo punto dunque sta prendendo corpo il sospetto dell’esistenza di un’enorme discarica occultata sotto l’intera superficie della zona di ampliamento industriale. Un’area che ospita decine di aziende, molte quelle per il trattamento e lo stoccaggio dei rifiuti. Uno spazio gigantesco realizzato tra il 2002 e il 2007. “Abbiamo analizzato – raccontano Alessandro Cannavvacciuolo, Vincenzo Petrella e Antonio Montesarchio, ecologisti del territorio – le foto satellitari della zona Asi risalenti al periodo in cui venne realizzato l’ampliamento. Vi si può vedere in modo chiaro che prima che fossero realizzati capannoni e strade i cantieri erano pieni di rifiuti”. Gli ambientalisti aggiungono comunque che non solo le foto satellitari provano l’esistenza della bomba ecologica. “Ci sono – spiegano – le testimonianze al processo sul disastro ambientale di Acerra, i rapporti dei carabinieri del NOE, il Nucleo Operativo Ecologico, e le operazioni di Michele Liguori, il vigile eroe morto di cancro sette anni fa”. Gli ecologisti stigmatizzano il comportamento delle ditte che stanno trovando i rifiuti sommersi: “Non denunciano, dobbiamo farlo noi”. Pericoli ovunque. A pochi passi dai punti degli ultimi ritrovamenti di rifiuti c’è una discarica a cielo aperto di amianto. Fu sequestrata anni fa dalla guardia di finanza. E’ rimasta   là, coperta da un telo di plastica ormai sforacchiato. Su tutta quanta la questione Asi il sindaco di Acerra, Raffaele Lettieri, ieri non ha rilasciato commenti.