Boscoreale, controlli a tappeto dei Carabinieri: 2 arresti, 1 denuncia e 12 sanzioni

Riceviamo e pubblichiamo dal Comando Provinciale dei Carabinieri di Napoli.

Servizio coordinato di controllo del territorio disposto dal Comando Provinciale di Napoli a Boscoreale e nei comuni limitrofi: 2 arresti, 1 denuncia e 12 sanzioni Covid.

I Carabinieri della Compagnia di Torre Annunziata, supportati dai militari del Reggimento Campania e del Nucleo Cinofili di Sarno, hanno eseguito a Boscoreale e nei comuni limitrofi un servizio coordinato di controllo del territorio disposto dal Comando Provinciale di Napoli.
A Poggiomarino, i Carabinieri della locale Stazione hanno arrestato due persone nell’ambito di due diverse perquisizioni domiciliari. A casa di un 53enne, già noto alle Forze dell’ordine, sono stati rinvenuti 350 grammi di marijuana, suddivisi in due buste. Quella con il maggiore quantitativo era stata occultata tra abiti vecchi, apparentemente dismessi all’interno di una stanza dello stabile. Una seconda busta è stata rinvenuta poco distante, già aperta per la preparazione delle dosi. Rinvenuto anche un bilancino di precisione e materiale per il confezionamento della droga, 180 € in banconote di piccolo taglio, somma ritenuta provento illecito.
Ancora a Poggiomarino, nell’abitazione di un 21enne, anch’egli già noto alle Forze dell’ordine, sono stati rinvenuti 42 grammi di hashish, occultati in una scatola che era stata riposta sotto un albero natalizio. I militari hanno sequestrato anche un coltello intriso di sostanza stupefacente – utilizzato per la preparazione delle singole dosi – e materiale per il confezionamento.
A Torre Annunziata, in via Sambuco, un 26enne è stato sorpreso alla guida di uno scooter risultato provento di furto consumato a Castellammare di Stabia la scorsa estate. L’uomo è stato denunciato, mentre il ciclomotore è stato restituito al legittimo proprietario.
Intensi i controlli effettuati lungo le principali arterie stradali. I militari hanno controllato 194 persone e 86 veicoli. 18 le contravvenzioni elevate ai sensi del codice della strada e 2 le patenti di guida ritirate.
Sempre elevata l’attenzione verso il rispetto delle normative anti-contagio. Durante il servizio sono state elevate 12 sanzioni a carico di altrettante persone, tutte sorprese, in diversi punti degli abitati di Boscoreale e Torre Annunziata, privi di dispositivi di protezione individuale al seguito.

Sessismo e discriminazioni: “Sei donna, non puoi stare in tornitura”. E lei trova lavoro al Nord

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La Michelangelo Srl di Somma Vesuviana è un centro di formazione professionale rivolta in particolare al mondo della meccanica di precisione e della saldatura, a cui tutti possono accedere, che ha l’obbiettivo di preparare professionisti pronti al mondo del lavoro. Non solo, dopo il corso di preparazione, il gruppo Michelangelo si impegna ad aiutare i ragazzi nella ricerca di un lavoro. Un ambito solitamente composto da uomini, o almeno questo è il pensiero comune, perché a sentire la parola “meccanica” in pochi riuscirebbero ad immaginare una donna al lavoro.   E invece no. Alcuni anni fa una donna ha svolto un corso di formazione in tornitura proprio alla Michelangelo diventando la prima e unica donna ad aver mai bussato a quella porta. Dopo aver svolto il corso di formazione come tutti gli altri, la ragazza era in grado di svolgere il lavoro di tornitura esattamente come i suoi compagni di corso uomini e, come da protocollo, la Michelangelo Srl, insieme all’agenzia del lavoro Tempjob di Nola, si è impegnata nella ricerca di un posto di lavoro per la ragazza trovando però molti, forse troppi ostacoli. Certo, tutti immaginavano sarebbe stato più difficile visto il sesso della persona in questione ma nessuno poteva aspettarsi un trattamento del genere. Alcune aziende hanno addirittura rifiutato di incontrare la ragazza, di parlarle, di sottoporla al classico colloquio di lavoro. Un colloquio solitamente serve ad analizzare la conoscenza e la preparazione di una persona in un ambito lavorativo ma in questo caso non è stato ritenuto necessario perché probabilmente trattandosi di una donna il risultato sarebbe stato scontato: non era all’altezza. Sconfortante, certo, ma i ragazzi della Tempjob non si sono fermati ai NO ricevuti da parte della aziende del sud e hanno deciso insieme alla ragazza di mettersi in contatto con un’agenzia della Tempjob del nord. Risultato finale? La ragazza, seppure dopo tantissime difficoltà anche dal punto di vista psicologico a causa dei recenti trascorsi, ha ottenuto il posto di lavoro per merito in una importante azienda di metalmeccanica in provincia di Padova e vive felicemente lì insieme a suo figlio da ormai due anni. Non si tratta di voler essere moralisti, né utopisti ma è così sbagliato che una donna voglia lavorare? E soprattutto, chi decide quali lavori può svolgere una donna e perché non nel campo della meccanica? Tutto questo ha un nome e si chiama sessismo. Discriminazioni, preconcetti, spesso insulti nei confronti delle donne nonostante ci troviamo nell’anno 2021. Esiste un concetto che pone l’uomo e la donna sulla stesso piano in tutte le azioni della vita, dove non vi è differenza tra l’uno e l’altra: la parità dei sessi. Perché una donna non può lavorare in un campo che per secoli è stato considerato maschile e perché un uomo non potrebbe fare ciò che per troppo tempo è stato forzatamente considerato di competenza della donna? Anni di lotta, di emancipazione femminile, di rivolte per le strade eppure siamo ancora costretti ad ascoltare, e spesso a vivere, storie come quelle di questa ragazza che è stata giudicata non adatta al lavoro perché donna. È una storia triste che ha però trovato un risvolto positivo seppure lontano dalla propria terra, dalla propria casa e dalla gente in mezzo alla quale è cresciuta che non ha voluto darle una possibilità. Ha trovato un futuro altrove, in questo caso al nord Italia, in un posto dove è stata considerata una persona e contemporaneamente una professionista, indipendentemente dal sesso. E forse è stata la cosa migliore perché “se non trovi quello che cerchi forse a cambiare non deve essere COSA stai cercando ma semplicemente il LUOGO in cui lo cerchi“.

Marigliano, la nota del sindaco Jossa sulla relazione tecnica dell’Unità di Crisi della Regione Campania

Riceviamo dal Comune di Marigliano e pubblichiamo. In merito alla relazione tecnica della Regione Campania si evidenzia che il dato relativo al Comune di Marigliano non è da “zona rossa”. Spieghiamo perché. Il comune di Marigliano è inserito nella top 30 dei Comuni con un andamento di positivi più alto negli ultimi 15 giorni. In questo caso si fa riferimento solo all’incremento della % di tamponi positivi rispetto ai tamponi effettuati messi in comparazione con la media regionale. Questo può accadere, per esempio, perché vengono svolti meno tamponi rispetto ad altre zone. Mentre per quanto riguarda il dato dell’incidenza (ossia numero positivi su numero abitanti moltiplicato per 100mila) è di 89,72 casi/100.000 ben al di sotto del dato regionale che è nella settimana 160 casi/100.000 dal 1 al 7 febbraio. Come si evince dall’immagine allegata pertanto la Città di Marigliano è in zona “verde” ovvero va fatto un monitoraggio e una rivalutazione a 3 e 5 giorni degli indicatori. Ribadiamo il concetto che bisogna fare massima attenzione ma il sistema reso oggi dalla Regione Campania crea ancora più confusione ed allarmismo, quando oggi è il momento di mantenere la calma e rispettare sempre le solite regole.

Somma Vesuviana, il sindaco si «sfoga» via social, in cinque chiedono un Consiglio per discuterne le dimissioni

Nella diretta social del 9 febbraio, un aggiornamento sull’emergenza da Covid – 19, il sindaco Salvatore Di Sarno, prima di entrare nel vivo, si è soffermato sulla presunta «cattiveria» di alcuni non nominati concittadini, lasciandosi andare a considerazioni che hanno suscitato varie polemiche: «Contesto la cattiveria che alcuni pseudo contatti sprigionano nei miei confronti, siete la feccia della mia città quando offendete un uomo che non sta facendo altro che il suo dovere».  Uno scivolone che alcuni consiglieri di minoranza hanno letto più a largo raggio, sostenendo che Di Sarno si sia, con quelle parole, macchiato del reato di «ingiurie e offese» ai cittadini e non solo ai suddetti «pseudo contatti» che il sindaco non ha meglio generalizzato, né facendo cenno a fake, né a persone reali. Cinque i consiglieri (Vincenzo Piscitelli, Celestino Allocca, Umberto Parisi, Pasquale Piccolo, , Lucia Di Pilato ) che hanno indirizzato al presidente dell’assise, Giuseppe Sommese, una richiesta di convocazione del consiglio comunale per discutere un ordine del giorno così formulato: «Affermazioni durante la diretta social del Sindaco per comunicazioni alla Città, avvenuta a mezzo della sua pagina istituzionale “Salvatore Di Sarno Sindaco di Somma Vesuviana”, tenutasi il giorno 10.02.2021 (di fatto era martedì 9, ndr).  Ingiurie e offese ai cittadini. Discussione. Richiesta Dimissioni del Sindaco».      

Trasporti, morto di Covid autista della CTP. I lavoratori: “Chiediamo bus sicuri”

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L’uomo aveva 49 anni ed era originario del Nolano. Guidava sulla linea tra Acerra e Napoli. Intanto i sindacati hanno incontrato in vertici aziendali
  Covid: morto un autista della CTP. Lavorava sulla linea a37 Acerra-Napoli. Il lavoratore dell’azienda di trasporto pubblico si chiamava Massimo Caliendo, era di Cicciano ed aveva 49 anni. Caliendo lascia moglie e due figli piccoli. L’autista della Compagnia Trasporti Pubblici, controllata dalla Città Metropolitana di Napoli, era stato ricoverato due settimane fa nell’ospedale civile di Nola. Poi però a causa del peggioramento delle sue condizioni era stato trasferito nell’ospedale Covid di Boscoreale, dove da una settimana si trovava intubato. Ma alla fine Caliendo non ce l’ha fatta, è morto ieri mattina. Nel frattempo c’è agitazione tra i dipendenti della CTP. Ieri alcuni esponenti dei sindacati dei lavoratori hanno avuto un faccia a faccia con i vertici aziendali. I rappresentanti delle maestranze chiedono condizioni di maggiore sicurezza. Da quando è iniziata la pandemia ammontano a 3 i dipendenti dell’azienda di trasporti deceduti a causa del Coronavirus, Si tratta di due impiegati degli uffici amministrativi, il primo è morto a luglio, il secondo a dicembre. L’ultimo è scomparso ieri, l’autista Caliendo appunto, primo conducente di linea a soccombere a causa del virus. Finora sono stati circa 80 i dipendenti della CTP contagiati dal Covid a partire da marzo 2020. I lavoratori della ditta di trasporti pubblica sono 750 mentre di questi sono 340 circa gli autisti. E gli 80 contagiati sono prevalentemente i conducenti di bus. Attualmente sono una ventina i dipendenti dell’azienda in quarantena. Chiedono migliori condizioni di sicurezza a partire dal rispetto integrale delle linee guida del ministero dei Trasporti. L’elenco delle maggiori criticità è lungo. Si va dalla questione relativa alla realizzazione di divisori in plexigas all’interno dei bus al numero massimo di utenti da trasportare. All’autista è delegato l’arduo compito di regolamentare l’afflusso nel mezzo che guida. “Una cosa che però ci risulta praticamente impossibile – racconta un conducente che vuole restare nell’anonimato – perché quando apriamo le porte a ogni fermata si registra un assalto sistematico. Dovremmo far entrare solo 3, al massimo 4 persone ad ogni fermata ma puntualmente sono molte di più quelle che entrano nel bus in tutta fretta, precipitandosi all’interno in tutti i modi per non perdere la corsa”. Una situazione resa più complicata dal fatto che i bus sono pochi. “Basti pensare – aggiungono i lavoratori – che dal deposito di Arzano escono ogni giorno tra i 20 e i 25 automezzi quando ne dovrebbero uscire almeno 80”. Un quadro aziendale molto difficile: la CTP ha chiesto al tribunale di accedere al concordato preventivo per scongiurare il fallimento.

Marigliano, Covid: 88 positivi attivi, eppure la città entra nella “top 15” regionale dei comuni più a rischio

In mattinata la Regione Campania ha diramato i dati, aggiornati al 9 febbraio 2021, relativi all’andamento dei contagi nelle scuole, un tema caldissimo che è fonte di preoccupazione tra i genitori: come comunicato anche dal governatore De Luca, i dati sono stati trasmessi dall’Unità di Crisi a tutti i comuni della Campania. In base alle evidenze scientifiche contenute nella relazione prodotta dagli esperti della Regione, il documento dimostra una diffusione del coronavirus nelle fasce d’età anche riconducibili alla popolazione scolastica “in preoccupante aumento”. Di conseguenza è stato elaborato un sistema previsionale di alert particolarmente articolato, teso a individuare quei luoghi della Campania (comuni, province o macro aree) dove l’incremento dei contagi è più sostenuto, consentendo dunque di intervenire. Questi alert, stando alle intenzioni dell’Unità di Crisi, dovrebbero impattare in maniera particolarmente significativa sull’incidenza della malattia stessa a livello regionale. In base al nuovo strumento introdotto nel costante monitoraggio anti Covid, la cosa interessante che riguarda Marigliano consiste nel fatto che la città guidata dal sindaco Jossa non compare all’interno della tabella, realizzata ad hoc, che riporta i dati dei contagi per fascia d’età (raccolti fino al 7 febbraio). Tuttavia, un altro documento condiviso dalla Regione Campania poche ore fa, ossia la corposa relazione tecnica dell’Unità di Crisi, presenta al proprio interno un grafico (la figura 3c) che colloca Marigliano al quattordicesimo posto (su un totale di 550) della poco lusinghiera classifica che racconta l’andamento della percentuale dei positivi in Campania negli ultimi quindici giorni (dati aggiornati all’8 febbraio). L’ultimo aggiornamento comunicato dal primo cittadino parla di 88 persone attualmente positive a Marigliano: tuttavia la posizione in classifica e il colore abbinato dovrebbero indicare – posta la complessità della flow-chart alert Covid19 elaborata dalla Regione – un’incidenza pari a circa il 20% dei tamponi positivi in relazione alla densità abitativa. Solo per fare un esempio: Giosuè D’Amora, sindaco di Santa Maria La Carità, cittadina che si colloca al tredicesimo posto della classifica, appena sopra Marigliano, l’altro ieri ha comunicato che sono al momento 66 i casi attivi in città: 22 in meno di quelli mariglianesi (stando ai numeri istituzionali), eppure una posizione più alta nella classifica dei comuni campani con la maggiore incidenza percentuale di contagi, calcolata nelle ultime due settimane. Un altro esempio: Casapulla, comune casertano che occupa la dodicesima posizione. Il 9 febbraio i positivi attivi, comunicati dalla pagina Facebook istituzionale, ammontavano a 28, ben sessanta in meno rispetto a Marigliano. Sarebbe utile capire come mai il comune mariglianese venga elencato tra quelli maggiormente a rischio, e ciononostante non risulti inserito nella tabella regionale che somma i positivi per fascia di età. Vale la pena ricordare che le comunità dove si riscontrano numeri di contagi preoccupanti rischiano misure ad hoc, come ad esempio la zona rossa. Anche perché ciò che viene prefigurato dalla Regione Campania è un nuovo sistema con alert specifici, più circoscritti, al fine di scongiurare “pericolosi” (per l’istituzione guidata da De Luca) ricorsi al TAR che rischiano di sconfessare eventuali ordinanze più generali e omnicomprensive.

Nola, Contrasto alla povertà: l’Ambito N23 attiva il Pon Inclusione.

Riceviamo e pubblichiamo

Il sindaco di Nola Gaetano Minieri: “Servizi efficienti e dignità del lavoro sono i nostri obiettivi”.

Rafforzare le attività a favore di chi versa in condizioni economiche precarie e soprattutto favorirne la possibilità di raggiungere autonomia lavorativa: sono questi gli obiettivi principali del Pon inclusione, la misura nazionale di contrasto alla povertà che sarà attuata dai Comuni dell’Ambito sociale N23 di cui Nola è capofila.

Superate le difficoltà organizzative e finanziarie degli ultimi 2 anni l’avvio del programma, dal valore di un milione ed ottocentomila euro, per la cui realizzazione saranno impegnati 17 assistenti sociali, che da lunedì prossimo saranno già operativi nei 14 Comuni dell’Ambito, 3 psicologi, 2 sociologi  e 4 amministrativi che concorreranno a rendere più celeri ed efficienti le procedure alla base delle attività che saranno messe in campo. 

Al centro delle iniziative i percettori del reddito di cittadinanza che oltre ad un sostegno economico avranno la possibilità di partecipare a tirocini attivati presso strutture pubbliche e private, la cui finalità è quella di renderli autonomi dal punto di vista lavorativo oltre che sociale. 

“L’anno appena cominciato – spiega Giuseppe Bonino, neo coordinatore dell’ufficio di Piano dell’Ambito N23 – ci vedrà impegnati in un progetto destinato ad avere importanti risvolti sociali ed è per questo che ci siamo già attivati affinchè il lavoro prosegua anche oltre il 2021 nell’interesse del territorio”

Il Pon inclusione – ha sottolineato Gaetano Minieri, sindaco di Nola che è città capofila dell’Ambito – ci dà la possibilità di puntare a politiche che vanno ben oltre l’erogazione di sussidi fini a se stessi. Ciò che maggiormente ci preme è restituire dignità alle persone attraverso il lavoro”.

Tutto questo – ha proseguito il primo cittadino – è in linea con gli obiettivi e le strategie condivise con i sindaci dell’Ambito N23: meno assistenzialismo e più attenzione al superamento delle condizioni di difficoltà in cui versano i cittadini. E’ per questo che, anche nel caso del Pon Inclusione, il modello che seguiremo sarà l’efficienza dei servizi e delle risposte ai bisogni: davanti alle difficoltà di chi è più indietro non possiamo permetterci ritardi”.

Covid e DAD, Coordinamento Campania Tuteliamo i Nostri figli: lettera a De Luca e ai sindaci

Riceviamo e pubblichiamo dal Coordinamento Campania Tuteliamo i Nostri figli.   Gentilissimo Presidente De Luca, carissimi Sindaci, siamo qui a consegnarvi la nostra resa. Siamo quei genitori che avremmo voluto continuare la dad. Siamo quei genitori che abbiamo creduto davvero che ci fosse una pandemia mondiale in atto. Pensate che stupidi!!!! Noi che abbiamo invaso le vostre pagine facebook a colpi di hashtag a favore della DAD e di ordinanze a prevenzione sui territori. Noi che a settembre siamo venuti perfino a votarvi, convinti, stupidi come siamo, che un Presidente della Regione avesse la facoltà di decidere della tutela del cittadino. Noi che davvero ci abbiamo creduto che i Sindaci fossero i primi responsabili della salute cittadina. Invece no, bastava rivolgersi alla legge e noi non sapevamo niente! Bastava essere in sette, come a Scafati, per scoprire che 800 contagiati e un numero nettamente superiore di bambini positivi, rispetto ai ricorrenti, fossero materiale sufficiente per farci aprire gli occhi e scoprire che tutto è a posto. Pensate addirittura che noi, sempre da profondi ingenui ed ignoranti, quali ci siamo scoperti, abbiamo persino creduto che fossero veri gli studi del Prof. Galli, del dott. Crisanti del dott. Ascierto, del dott. Burioni, del dott. Perrella, del dott. Ricciardi e di tanti altri. Invece no, sono stati sconfessati tutti con studi nazionali e internazionali, imposti come verità assolute, a botta di pillole di ottimismo che oggi con i contagi a valanga, a seguito della riapertura delle scuole, dal nostro caleidoscopico stupido punto di vista, stiamo ricevendo come bei suppostoni e tanti, ma tanti tamponi. L’abbiamo capito. Siamo ignoranti! Tant’è pensate che il tracciamento nelle scuole da parte delle asl a volte ci sembra inesistente. Gli ospedali, anche i pediatrici, sono piste di pattinaggio libere. Lo dice la Scenza (volutamente senza I) e noi chi siamo per poter parlare solo perché prestiamo attenzione al numero dei morti in crescente aumento dei vostri bollettini? In fondo, cari nostri governatori, cos’è un numero? Un numero è un numero e poco importa se dietro c’è un nome, una famiglia, un posto in più che vada ad incrementare la socialità nei camposanti. La socialità, questo perno imprescindibile! Pensate che noi, sempre i soliti sciocchi, bontemponi, pensavamo che essere vivi e in salute fosse il presupposto indispensabile per poter evolvere una società eticamente attiva e culturalmente produttiva! Pensate che noi siamo quelli che, quando non lavoriamo, dalle finestre di casa guardiamo scorrere normalmente la vita. Quella degli altri però. E sempre noi, i soliti low profile, ci eravamo illusi che nel 2021, epoca in cui si conseguono lauree telematiche autorizzate dal Ministero, fare la DAD fosse una scelta quantomeno contenitiva rispetto alla proporzione costi/benefici per la salute e l’istruzione stessa, al fine di non dover ricorre all’ottocentesca istruzione parentale. Pensate un po’ quante amenità siamo arrivati a ragionare! Insomma, dopo mesi di fastidio, siamo qui a chiedervi scusa, perché abbiamo capito di non aver capito. Non è un problema di economia che gira intorno all’indotto scolastico. Non è un problema di soldi, di avvocati, di battaglie estranee alla vita dei nostri figli e delle nostre famiglie. Non è un problema di prevenzione, di esercizio dei propri diritti fondamentali, nonché dell’ormai estinto, primordiale istinto di preservazione e sopravvivenza. E’ un problema di ignoranza. LA NOSTRA???? Chiediamo venia! I vaccini? Non servono, sono solo un altro business o no? Le varianti? Curioso ritrovarci una variante inglese, quando proprio lì si parlava di immunità di gregge. Ma poco importa. La SCENZA ci ha dimostrato che the show must go on. DURA LEX SED LEX, che è uguale per tutti. Anche per voi, cari nostri amministratori, ai quali suggeriamo, invece di spendere soldi per future campagna elettorali, di risparmiare per togliervi qualche sfizio in tribunale, anche a nome di chi in questi anni è venuto a votare voi o i vostri antagonisti, in nome di una democrazia della quale non abbiamo più traccia. Avrà preso il coronavirus anche lei! Forse era fra i numeri dei decessi di ieri, anonima, silenziosa, poco compianta, mentre noi ci accingiamo a tenere in terapia intensiva la nostra speranza, “ricorrendo” ancora una volta alle nostre istituzioni, alle quali confermiamo per l’ennesima volta FIDUCIA. Coordinamento Campania Tuteliamo i Nostri figli (FONTE FOTO:RETE INTERNET)

Marigliano, covid e scuola, il sindaco:”Situazione continuamente monitorata”

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Riceviamo e pubblichiamo dal Comune di Marigliano In attesa dei dati della Regione Campania, si valutano misure per l’inizio della settimana prossima Sono 9 gli alunni in età scolare attualmente positivi nella città di Marigliano che frequentano le scuole del territorio a fronte di un tale casi in città di 88 soggetti attualmente accertati Covid-19. Nel plesso della “Pacinotti” già da qualche giorno abbiamo 4 alunni positivi nella stessa classe più un altro per un totale di 5. Altri due alunni sono stati riscontrati positivi al “Elia Aliperti” ma in due classi separate. Un solo positivo nel primo circolo didattico “G. Siani”. È notizia di questa notte di una positività a un tampone rapido antigienico di un alunno della Scuola “Settembrini”. Si stigmatizza l’atteggiamento della stampa locale che titola “Allarme al Liceo” creando falsi allarmismi e situazioni che non corrispondono al vero non essendoci nessun “alunno” attualmente positivo. “In linea di massima è una situazione sotto controllo che risponde a un trend di crescita generalizzato della Provincia di Napoli”, dichiara il Sindaco Giuseppe Jossa che aggiunge: “abbiamo ricevuto un modulo dall’Unità di Crisi Regionale ma non c’è un quadro epidemiologico serio e dettagliato, in attesa di questi dati prenderemo un provvedimento per l’inizio della settimana prossima anche concordandolo con i sindaci dell’hinterland nolano perché il virus non si ferma ai confini comunali e pare inutile effettuare delle chiusure a macchia di leopardo. L’ansia e la comprensibile apprensione dei genitori non giustifica decisioni affrettate e scellerate. Siamo in una fase di convivenza con il virus da tanti mesi, con l’arrivo dei vaccini potremo finalmente tornare a una parvenza di normalità”. 

San Vitaliano, bonifica di un’area, ditta incaricata dal Comune interra parte dei rifiuti. Due denunce

 Incaricata della bonifica di un’area, ditta interra rifiuti sotto terrapieno. Dipendente del comune liquida pagamento senza verifiche. Due persone denunciate dai Carabinieri   I carabinieri della stazione di San Vitaliano, insieme a militari della stazione carabinieri forestali di Marigliano hanno denunciato un 34enne di Palma Campania già noto alle forze dell’ordine  e titolare di una ditta di smaltimento di rifiuti e un 66enne del posto, in passato responsabile dell’ufficio ecologia del comune di San Vitaliano. Secondo quanto accertato dai Carabinieri dopo un sopralluogo effettuato in un’area comunale adiacente all’autostrada in località Frascatoli a San Vitaliano,  la ditta incaricata dal comune per la rimozione dei rifiuti dell’area aveva provveduto solo in parte alla bonifica, interrando la restante parte dei rifiuti. Molti di questi – pneumatici, materiali plastici, guaine e rifiuti vario genere – affioravano da un terrapieno di circa 1 metro e mezzo, evidentemente sovrapposto al piano stradale originale. I militari hanno poi accertato che i lavori fossero stati messi in pagamento dall’ente comunale, senza un’effettiva e accurata verifica sulla realizzazione della bonifica. Per questo motivo, il titolare della ditta dovrà rispondere di gestione e smaltimento illecito di rifiuti mentre l’allora responsabile dell’ufficio ecologia del comune di San Vitaliano di abuso di ufficio. L’area – 1000mq circa – è stata sequestrata.