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Marigliano, Covid: 88 positivi attivi, eppure la città entra nella “top 15” regionale dei comuni più a rischio

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In mattinata la Regione Campania ha diramato i dati, aggiornati al 9 febbraio 2021, relativi all’andamento dei contagi nelle scuole, un tema caldissimo che è fonte di preoccupazione tra i genitori: come comunicato anche dal governatore De Luca, i dati sono stati trasmessi dall’Unità di Crisi a tutti i comuni della Campania.

In base alle evidenze scientifiche contenute nella relazione prodotta dagli esperti della Regione, il documento dimostra una diffusione del coronavirus nelle fasce d’età anche riconducibili alla popolazione scolastica “in preoccupante aumento”. Di conseguenza è stato elaborato un sistema previsionale di alert particolarmente articolato, teso a individuare quei luoghi della Campania (comuni, province o macro aree) dove l’incremento dei contagi è più sostenuto, consentendo dunque di intervenire. Questi alert, stando alle intenzioni dell’Unità di Crisi, dovrebbero impattare in maniera particolarmente significativa sull’incidenza della malattia stessa a livello regionale.

In base al nuovo strumento introdotto nel costante monitoraggio anti Covid, la cosa interessante che riguarda Marigliano consiste nel fatto che la città guidata dal sindaco Jossa non compare all’interno della tabella, realizzata ad hoc, che riporta i dati dei contagi per fascia d’età (raccolti fino al 7 febbraio). Tuttavia, un altro documento condiviso dalla Regione Campania poche ore fa, ossia la corposa relazione tecnica dell’Unità di Crisi, presenta al proprio interno un grafico (la figura 3c) che colloca Marigliano al quattordicesimo posto (su un totale di 550) della poco lusinghiera classifica che racconta l’andamento della percentuale dei positivi in Campania negli ultimi quindici giorni (dati aggiornati all’8 febbraio).

L’ultimo aggiornamento comunicato dal primo cittadino parla di 88 persone attualmente positive a Marigliano: tuttavia la posizione in classifica e il colore abbinato dovrebbero indicare – posta la complessità della flow-chart alert Covid19 elaborata dalla Regione – un’incidenza pari a circa il 20% dei tamponi positivi in relazione alla densità abitativa.
Solo per fare un esempio: Giosuè D’Amora, sindaco di Santa Maria La Carità, cittadina che si colloca al tredicesimo posto della classifica, appena sopra Marigliano, l’altro ieri ha comunicato che sono al momento 66 i casi attivi in città: 22 in meno di quelli mariglianesi (stando ai numeri istituzionali), eppure una posizione più alta nella classifica dei comuni campani con la maggiore incidenza percentuale di contagi, calcolata nelle ultime due settimane. Un altro esempio: Casapulla, comune casertano che occupa la dodicesima posizione. Il 9 febbraio i positivi attivi, comunicati dalla pagina Facebook istituzionale, ammontavano a 28, ben sessanta in meno rispetto a Marigliano.

Sarebbe utile capire come mai il comune mariglianese venga elencato tra quelli maggiormente a rischio, e ciononostante non risulti inserito nella tabella regionale che somma i positivi per fascia di età. Vale la pena ricordare che le comunità dove si riscontrano numeri di contagi preoccupanti rischiano misure ad hoc, come ad esempio la zona rossa. Anche perché ciò che viene prefigurato dalla Regione Campania è un nuovo sistema con alert specifici, più circoscritti, al fine di scongiurare “pericolosi” (per l’istituzione guidata da De Luca) ricorsi al TAR che rischiano di sconfessare eventuali ordinanze più generali e omnicomprensive.