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Atalanta – Napoli (Partita 32), senza risultati le buone sensazioni contano poco
Il Napoli che incontra l’Atalanta nel ritorno di semifinale di Coppa Italia è una squadra che vuole abbandonare la melma in cui si sta immergendo, ma non riesce. Fallisce l’ennesima prova, e senza risultati le buone sensazioni contano poco.
E’ l’ennesima partita nella quale il Napoli regala un tempo, o comunque una parte di esso, quanto basta per concedere all’Atalanta due reti nel giro di 6 minuti. Prima Zapata e poi Pessina. Il Napoli è lento, il Napoli è lento nel pensiero, nel piede, nei movimenti difensivi, nel recupero palla, nei 2 metri e nel lungo. L’unico che darà segnali veramente positivi sarà Lozano e continuerà a farlo nella ripresa, il ragazzo è l’unica sorgente di luce propria, molti dei compagni non riescono nemmeno a riflettere la luce dei lampioni. Nella ripresa le cose cambiano, bravo Napoli, ci prova, va all’arrembaggio, arriva il gol con Lozano. Potrebbe arrivare il raddoppio con Osimhen, ma soccombe al terzo gol avversaio, è la doppietta di Pessina. Troppo forti gli avversari per una squadra che sbaglia tanto, che regala buona parte del primo tempo. Troppo per una squadra che, nonostante le buone intenzioni, è in difficoltà di idee e nell’organico. Troppo per una squadra che si fa perforare troppo semplicemente, come una lama nel burro. Troppo per una squadra che non si capisce, non si capisce quando concede troppo spazio a Zapata, senza attaccarlo e impedirgli di tirare così semplicemente.
Il copione, fatta eccezione per piccoli cambi di sceneggiatura, è sempre lo stesso. I cambi di sceneggiatura riguardano una volontà crescente di risalire la china. Ma il Napoli è in seria carenza di risultati. E la decimazione dovuta ad infortuni e covid ha dato la mazzata definitiva ad una squadra che proprio in questo momento avrebbe bisogno di tutti i suoi uomini. La difesa è un’armata brancaleone, e tra poche ore, con uomini contati, sarà una catastrofe con la Juventus. Siamo quasi al capolinea. Senza risultati le buone sensazioni contano poco.
L’ambasciatore del sorriso in Ciociaria con la Maschera di Pulcinella.
Riceviamo e pubblichiamo.
Pulcinella – Iannelli sbarca nelle scuole primarie della Ciociaria sfidando la Pandemia con il sorriso.
È con questa iniziativa ludica pedagogica ché l’Associazione Assoprom Italia nella sua programmazione 2021 vuole esprimere in questo momento particolare dovuto alla pandemia, un momento di positività e di sorriso rivolto ai più piccoli attraverso la presenza della maschera di Pulcinella famosa nel mondo e candidata come Patrimonio UNESCO. Sarà protagonista l’attore artista Angelo Iannelli maschera ufficiale di Pulcinella noto per le sue innumerevoli esternazioni in svariati momenti di attività teatrali e cinematografiche a livello Nazionale ed Internazionale, già premiato lo scorso anno nell’ambito del Festival dell’Amicizia con la menzione speciale prima Edizione del Premio Arte Teatrale e Cinematografica Città di S.Elia Fiumerapido a far visita agli alunni delle Scuole primarie dell’Istituto Comprensivo “S. Elia Fiumerapido” previsto in programma per venerdì 12 Febbraio e nel rispetto dei protocolli di sicurezza anti Covid-19 . L’Iniziativa che gode del Patrocinio del Comune di S.Elia Fiumerapido sarà la prima di una serie di visite presso altre Scuole Primarie del Basso Lazio che vorranno aderire al progetto. Ringraziamo in particolare modo l’amministrazione Comunale di S.Elia Fiumerapido nella persona del Sindaco Avv. Roberto Angelosanto per averci concesso il Patrocinio e il sostegno, nonché il Dirigente Scolastico Prof. Roberto Pellegrini per aver aderito all’Iniziativa.
Arzano, il liceo scientifico “Giordano Bruno” ospita il roadshow #Siisaggioguidasicuro
Riceviamo e pubblichiamo.
Sarà il Liceo Scientifico “Giordano Bruno” ad ospitare il prossimo 11 febbraio il roadshow #siisaggioguidasicuro promosso dall’Associazione Meridiani, che hanno il fine di compartecipare con i giovani i princìpi della guida corretta, di quella che è la base della educazione “civica”.
Arzano (NA)– Sarà il Liceo Scientifico “Giordano Bruno” ad ospitare il prossimo 11 febbraio il roadshow #siisaggioguidasicuro promosso dall’Associazione Meridiani. Gli incontri in didattica a distanza (DAD) e in didattica digitale integrata (DID) sulla sicurezza stradale – che hanno il fine di compartecipare con i giovani i princìpi della guida corretta, di quella che è la base della educazione “civica” cioè la comprensione del valore che è offerto dal comune rispetto delle “regole” – saranno animati dal vicepresidente dell’Associazione Meridiani Ada Minieri, dal generale Ciro Esposito, Comandante della Polizia Locale di Napoli in collaborazione con il capitano Antonio Muriano, Responsabile del Reparto di Infortunistica Stradale di Napoli. L’educazione stradale è una delle priorità del programma che il Ministero dell’Istruzione ha perfezionato per promuovere tra i giovani la cultura della sicurezza sulla strada come modulo al trasversale rapporto dei saperi per la formazione ad una cittadinanza attiva e responsabile. Le nuove linee d’indirizzo dell’Educazione civica, previste per le scuole secondarie, sottolineano espressamente come il rispetto delle regole condivise sia essenziale alla formazione efficace dell’uomo e del cittadino. Un metodo che l’Associazione Meridiani promuove da anni con il progetto sulla sicurezza stradale #siisaggioguidasicuro. È questa, difatti, l’ottava edizione del laborioso impegno che ha profuso l’Associazione Meridiani, in collaborazione con la Regione Campania, l’Università Federico II, l’Ordine degli Ingegneri di Napoli, la Polizia Stradale, l’Arma dei Carabinieri, la Guardia di Finanza, i Corpi di Polizia locale, le Forze Armate, l’Anas, la Tangenziale di Napoli, l’Associazione Nazionale dei Vigili del Fuoco, tante aziende e con la media partnership della Rai, che nel corso degli anni hanno partecipato allo sforzo economico di sostegno, per coinvolgere i giovani nel convincimento che prevenire gli incidenti guidando responsabilmente è essenziale per salvaguardare la propria ed altrui incolumità e per una concretizzare una corretta vita sociale. Il progetto #siisaggioguidasicuro si articola in tre fasi: un’attività di formazione; l’elaborazione di progetti da parte degli studenti che partecipano attivamente al Concorso di Idee – Inventa una soluzione per la sicurezza stradale! che terminerà il prossimo il 26 marzo e la manifestazione conclusiva, con l’allestimento del <<Villaggio Sii Saggio, Guida Sicuro>> che si terrà il prossimo 21 aprile presso il Centro Don Bosco di Napoli, dove assieme alla premiazione dei migliori elaborati, saranno diffusi gadget e materiali informativi/divulgativi.Numerosi i personaggi del mondo delle istituzioni, spettacolo, sport e cultura che con il loro videomessaggio, visionabile sulle pagine social dell’Associazione Meridiani, hanno aderito a #siisaggioguidasicuro.
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Pomigliano, terrorizza un condominio e la mamma resta ferita: in carcere il fratello della vittima di Natale
L’episodio è avvenuto a Pomigliano, nel rione Paciano. 35enne arrestato per minacce e maltrattamenti
Non c’è pace per la famiglia di Peppe Di Marzo, il disoccupato ucciso dall’imprenditore Vincenzo La Gatta con un colpo di pistola alla testa, durante il Natale del 2015. L’altro ieri il fratello di Di Marzo, Francesco, è stato arrestato dai carabinieri della stazione di Pomigliano perché ha terrorizzato un condominio, il palazzo in cui abita con la mamma, in una traversa di via San Pietro, nel rione Paciano. Di Marzo, infuriato a causa di un banale pettegolezzo, ha fatto irruzione urlando a squarciagola nell’appartamento di una vicina di casa. Qui ha cosparso il pavimento di benzina e, non contento, ha gettato il liquido anche su un motorino parcheggiato nel cortile. Obiettivo: dare fuoco a tutto. E’ stata la mamma del 35enne a sventare il peggio. La donna ha ingaggiato una colluttazione col figlio per provare a placarne la furia ma è rimasta ferita, sia pure in modo non grave. Alla fine sono accorsi i carabinieri che hanno arrestato Francesco Di Marzo e lo hanno portato in carcere con le accuse di minacce, danneggiamento e maltrattamenti. La madre è stata curata al pronto soccorso dell’ospedale di Nola. Secondo quanto riferito dai carabinieri Francesco Di Marzo è un pregiudicato con un passato, e probabilmente anche un presente, di dipendenza dalle droghe. Da quando il fratello è stato ucciso sta peggiorando i suoi comportamenti. Intanto l’uomo che ha ucciso Giuseppe Di Marzo, l’imprenditore aeronautico Vincenzo La Gatta, è stato di recente condannato a 10 anni per omicidio volontario scaturito da futili motivi. Subito dopo la condanna di primo grado La Gatta ha finito di scontare gli arresti domiciliari ed ora è libero. Circostanze che hanno fatto inviperire la famiglia Di Marzo. “Spero proprio che questo episodio che l’altra sera ha coinvolto mio fratello Francesco – commenta Imma Di Marzo, sorella di Francesco e di Peppe – non venga utilizzato per influenzare la decisione della corte di Appello sull’omicidio di Peppe, corte d’Appello alla quale ci rivolgeremo per chiedere quella giusta condanna che non è arrivata in primo grado. Comunque, tornando all’episodio dell’altra sera relativo a Francesco, la mia famiglia precisa che mamma non è stata aggredita da mio fratello né ha subito da lui un tentativo di strangolamento, come si tende a insinuare. Piuttosto un parente della vicina ha reagito all’azione di mio fratello minacciando mia madre e sfondandole la porta di casa”. (fonte foto: rete internet)
San Giorgio a Cremano, un monumento per i Martiri di Pietrarsa
Riceviamo e pubblichiamo dal comune di San Giorgio a Cremano.
Il sindaco Zinno decide di realizzare un monumento commemorativo per gli operai uccisi il 6 agosto 1863 mentre scioperavano per il diritto al lavoro.
San Giorgio a Cremano – A cinque anni dall’intitolazione della prima strada in Italia ai Martiri di Pietrarsa, il Sindaco Giorgio Zinno, attraverso l’assessore alla Cultura e alla Toponomastica Pietro De Martino, decide di realizzare un monumento dedicato a quegli operai uccisi durante la strage del 6 agosto 1863 mentre scioperavano per il diritto al lavoro, davanti all’opificio ferroviario che si trova al confine tra San Giorgio a Cremano e Portici.
Verrà posizionato sulla strada che porta il loro nome e sarà realizzato su un’idea presentata gratuitamente dall’Arch. Umberto Ricciardi. In questo modo via Martiri di Pietrarsa, con l’installazione ad essi dedicata, diventeranno i simboli del Diritto al Lavoro e dell’importanza che la città di San Giorgio a Cremano attribuisce ad uno dei principi fondamentali sanciti nella Costituzione Italiana.
Quella strage segnò profondamente la storia, non solo di quel periodo ma anche delle generazioni successive e fino ad oggi, in quanto quel tragico episodio fece puntare i riflettori sul lavoro, sulla libertà e sulla dignità personale, soprattutto nel Meridione. L’obiettivo infatti è anche quello di trasmettere alle future generazioni la conoscenza dei fatti che caratterizzarono un periodo storico in cui, a seguito dell’annessione del Regno delle Due Sicilie al Regno d’Italia, il Sud fu depredato di ricchezza, arte, cultura e diritti non senza il sacrificio di tante vite umane.
“Oggi, in un momento difficile per tantissime persone, che a causa di questa emergenza, un lavoro lo hanno perso o non riescono a trovarlo– spiega il Sindaco Giorgio Zinno – abbiamo deciso di realizzare “un monumento” dedicato proprio alla difesa del lavoro, ripensando a quegli operai uccisi dalle truppe sabaude. Sarà in questo luogo che ogni anno si potrà celebrare la ricorrenza del Primo Maggio, Festa dei Lavoratori e il 6 agosto, anniversario di quella tragedia – conclude. “
Finora l’unico monumento che ricorda quell’eccidio, in cui sul posto persero la vita Luigi Fabbricini, Aniello Marino, Domenico Del Grosso e Aniello Olivieri, mentre tanti altri morirono successivamente a causa delle ferite riportate, si trova all’interno del Museo Ferroviario di Pietrarsa.
“Lì infatti le tante associazioni o privati cittadini che vogliono rendere omaggio ai caduti – aggiunge De Martino – sono costretti a pagare il biglietto del museo. Cosa che reputo inaudita, in quanto si vuole solo deporre una corona di fiori ai martiri. Per questo intendiamo realizzare un simbolo in un luogo pubblico, dove tra l’altro la prima amministrazione comunale riconobbe attraverso l’intitolazione di una strada le prime rivolte operaie in Italia”.

