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Nella diretta social del 9 febbraio, un aggiornamento sull’emergenza da Covid – 19, il sindaco Salvatore Di Sarno, prima di entrare nel vivo, si è soffermato sulla presunta «cattiveria» di alcuni non nominati concittadini, lasciandosi andare a considerazioni che hanno suscitato varie polemiche: «Contesto la cattiveria che alcuni pseudo contatti sprigionano nei miei confronti, siete la feccia della mia città quando offendete un uomo che non sta facendo altro che il suo dovere».  Uno scivolone che alcuni consiglieri di minoranza hanno letto più a largo raggio, sostenendo che Di Sarno si sia, con quelle parole, macchiato del reato di «ingiurie e offese» ai cittadini e non solo ai suddetti «pseudo contatti» che il sindaco non ha meglio generalizzato, né facendo cenno a fake, né a persone reali.

Cinque i consiglieri (Vincenzo Piscitelli, Celestino Allocca, Umberto Parisi, Pasquale Piccolo, , Lucia Di Pilato ) che hanno indirizzato al presidente dell’assise, Giuseppe Sommese, una richiesta di convocazione del consiglio comunale per discutere un ordine del giorno così formulato: «Affermazioni durante la diretta social del Sindaco per comunicazioni alla Città, avvenuta a mezzo della sua pagina istituzionale “Salvatore Di Sarno Sindaco di Somma Vesuviana”, tenutasi il giorno 10.02.2021 (di fatto era martedì 9, ndr).  Ingiurie e offese ai cittadini. Discussione. Richiesta Dimissioni del Sindaco».