Confesercenti: «Discutibili le ultime strategie del Parco Vesuvio: l’attuale protocollo covid allontana i turisti, va rivisto»

Riceviamo e pubblichiamo  Il presidente di Confesercenti Campania Vincenzo Schiavo: «Discutibili le ultime strategie del Parco Nazionale del Vesuvio: urge incontro per trovare le soluzioni». Confermato il presidente del “Presidio Permanente Vulcano Vesuvio:  le elezioni hanno infatti rinnovato la fiducia, per i prossimi due anni, a Paolo Cappelli, già vice e numero uno della Figav (Federazione Italiana Guide Alpine e Vulcanologiche) Campania, legata a Confesercenti. Confermato anche il vice presidente, Davide De Luca, dell’ente che ha come scopo principale quello di tutelare il Vesuvio, in quanto bene primario naturale e risorsa turistica per la Campania e per l’Italia. «Accogliamo con grande piacere – commenta Vincenzo Schiavo, il Presidente di Confesercenti Campania – la conferma di Paolo Cappelli, persona di grandi capacità. Confesercenti continua a dotarsi, nelle proprie “verticali” di uomini di grande spessore che rendono sempre più operativo ed efficace il nostro organismo. Il Vesuvio è per noi un sito fondamentale, una grande opportunità per il mondo del turismo. Siamo critici nei confronti delle recenti strategie della direzione del Parco Nazionale del Vesuvio, a partire dai tanti disservizi legati soprattutto ai problemi di viabilità al prezzo del biglietto di ingresso, quasi raddoppiato in pochi mesi. Peraltro non esiste più la biglietteria in loco, dal momento che è possibile acquistare il ticket solo online  lì dove il wi fi non funziona come dovrebbe. Il Vesuvio è una perla che bisogna gestire in modo diverso. Ci auguriamo che il presidente del Parco Nazionale decida di incontrare le associazioni di categorie, presenti su questo sito, per ragione insieme su soluzioni e strategie future». Così invece Paolo Cappelli«Ringrazio tutti per avermi dato la fiducia, cercherò di non deludere nessuno rappresentando i diritti di tutte le Guide Vulcanologiche. La cosa che mi preme di più in questo momento unico e difficile per tutti è chiedere ad alta voce, anche insieme alle altre categorie del comparto turistico, la revisione del Protocollo Covid redatto dall’Ente Parco, che così come stilato, non fa altro che disincentivare la visita al Vulcano, non a caso alcuni Tour Operator, e Compagnie di Crociera si sono visti obbligati a cancellare il Vesuvio dai loro tour. E poi, se possibile, i servizi igienici per i turisti, non capisco come il 2° sito campano per numero di visitatori abbia operato ed operi tranquillamente senza averne. Urge una risposta da chi di dovere».

Somma Vesuviana, giovani talenti crescono. E’ on line “Give Me”, la nuova canzone del producer e dj Guido Perillo

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Essere un’artista nel 2021 non è facile. La voglia di arrivare, di essere unici e originali, di esprimere se stessi è sempre tanta e purtroppo in pochi ce la fanno davvero. Ci sono sempre più giovani che cercano di emergere anche grazie al mondo digitale in cui ci troviamo tramite piattaforme come YouTube, Instagram e altri social network. Lo sa bene Guido Perillo, classe ’99, originario di Somma Vesuviana, giovane producer e dj di musica Bass House e Dance Pop. La sua passione per il mondo della produzione musicale che ha studiato da autodidatta è iniziata quando aveva 15 anni, dopo vari anni di studio di pianoforte. Un talento naturale, puro, quello di Guido che ha scoperto di avere quasi per caso quando era ancora un bambino e che, col tempo, è diventata una passione incontrollabile. Oggi Guido, in arte Guisdx, produce ogni giorno nuove basi, scoprendo nuovi suoni e creando qualcosa che è e resterà per sempre suo. Una settimana fa è uscita una nuova canzone di Guisdx, ‘Give Me‘, il cui video è stato caricato proprio ieri. “La canzone è nata durante un periodo della mia vita abbastanza particolare in cui percepivo molta pressione da tutto ciò che mi circondava. A partire dall’università, passando per le relazioni personali fino ad arrivare al mio legame con la musica“. Guido infatti oltre ad essere un artista emergente e da sempre appassionato di musica, frequenta anche l’Università e sta per laurearsi in Chimica. Un periodo sicuramente difficile per tutti, anche per Guido il quale è stato però in grado di trasformare delle sensazioni negative in qualcosa di produttivo: “Un periodo in cui mi sentivo in debito con il mondo. Una pressione generale proveniente dall’esterno e dall’interno che in seguito mi ha spronato a dare il massimo.” Ed è proprio questo il significato di “Give Me” appunto “Dammi”, qualcosa che Guido è riuscito a dare a se stesso e contemporaneamente anche a chi gli era accanto. “Il video musicale è nato invece dalla voglia di dare un’immagine a questa canzone e di conseguenza a quel mio periodo” e Guisdx lo ha messo in pratica grazie ad altri due talenti vesuviani, Gabriele Coppola e Francesco Iovino, registi, produttori e sceneggiatori del video che collaborano da tempo ormai con Guido. “Gabriele e Francesco sono riusciti ad adattare e plasmare l’idea musicale in un video a tratti surreale, distopico e futuristico. Il video di Give Me in se è stato ideato con l’intento di porre una sorta di Velo di Maya sul senso e il significato. Lasciando il pubblico col dubbio e con molte domande, non da porre al video, quanto da porre a se stessi.” Il tema centrale è indubbiamente il tempo, che continua con il suo scorrere veloce ed inesorabile, travolgendo spesso chiunque si trovi nel tragitto, noncurante dei tempi delle persone che spesso, invece, sono in contrasto con la sua  velocità violenta ed incontrollabile. I tre ragazzi presenti nel video (Martina, Roberto e lo stesso Guido) hanno un compito ben preciso da rispettare, un duro lavoro da portare a termine e ne sono consapevoli. Il tutto collegato dal passaggio di una valigetta, il cui contenuto resta un mistero. I ragazzi si affrettano, si affannano, muovendosi scaltri e veloci tra la folla, facendo attenzione a non farsi mettere i bastoni tra le ruote. Solo Guisdx alla fine avrà il potere di aprire la valigetta e scoprirne il contenuto misterioso che resterà un punto interrogativo invece per il pubblico. Il significato del video resta quindi volutamente un mistero, lasciando a coloro che guardano libera interpretazione e il potere di alzare il proprio personale Velo di Maia. Le scene sono state girate in alcuni dei luoghi più belli e suggestivi di Napoli e provincia dando risalto all’arte della nostra terra. L’ idea di Francesco e Gabriele è stata quella di unire più stili architettonici, diversi ma allo stesso tempo simili, partendo dalle colonne neoclassiche di Piazza del Plebiscito fino ad arrivare alla elegante e futuristica stazione TAV di Afragola della famosa Zaha Hadid, di stile contemporaneo e la scena finale sul tetto di Castel Sant’Elmo con la vista mozzafiato di Napoli sulla sfondo. E poi ancora, elementi naturali, come le scene girate all’interno del Parco Nazionale del Vesuvio. Un progetto che unisce tutte le sfumature che una terra può creare, quelle dell’arte universale, che è ispirazione, pura passione e sentimento. Ed è proprio l’arte, sintetica espressione dell’essenza di una persona, che salva tutto ciò che può salvare e restituisce la vita a tutto ciò che sembra non averla. 

Somma Vesuviana, Di Sarno: “L’incidenza dei nuovi positivi è scesa e iniziamo con una ripresa graduale delle attività didattiche in presenza”

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Riceviamo e pubblichiamo dal Comune di Somma Vesuviana Di Sarno: “Stiamo vedendo un raggio di luce. L’incidenza dei nuovi positivi a Somma è scesa di 3 punti rispetto ad una settimana fa ed ora siamo sotto la media regionale. Resta però la chiusura delle scuole dell’obbligo, dunque delle elementari, delle medie inferiori e delle superiori, ma iniziamo con una ripresa graduale delle attività in presenza limitatamente ai servizi di Infanzia che non rientrano nella scuola dell’obbligo.   Restano il divieto assoluto di ogni forma di assembramento; il divieto assoluto dalle ore 18 di consumazione e/o stazionamento nei pressi delle attività commerciali e di somministrazione di alimentari e bevande; l’obbligo di  contingentamento degli ingressi e la sanificazione di tutti gli uffici pubblici e aperti al pubblico con apposizione all’esterno di autocertificazione attestante l’ avvenuta sanificazione”. “I risultati ci sono! A Somma Vesuviana l’incidenza dei nuovi positivi è scesa di quasi tre punti di percentuale passando dal 10,82% allo 8,05% e dunque sotto la media regionale. Pur tuttavia ho deciso di prorogare la chiusura di tutte le scuole dell’obbligo e dunque per il periodo che va dal 22 al 27 Febbraio 2021, le scuole elementari, le medie inferiori e gli istituti superiori resteranno con la didattica a distanza, nei modi e nei termini disciplinati dalla normativa vigente; fatta eccezione per lo svolgimento delle attività destinate agli alunni affetti da disturbi dello spettro autistico e\o diversamente abili, il cui svolgimento in presenza è consentito previa valutazione, da parte dell’Istituto scolastico, delle specifiche condizioni di contesto. Allo stesso tempo, dal momento in cui stiamo comunque valutando una riapertura graduale degli edifici scolastici in quanto il grado di modernità di un Paese è legato proprio al sapere e alla socializzazione, apriamo da Lunedì 22 Febbraio solo alle attività in presenza, esclusivamente dei servizi educativi e della scuola dell’infanzia (sistema integrato educazione ed istruzione 0/6 anni).  La decisione è stata adottata con particolare attenzione dopo confronto con la Task Force della quale fanno parte i rappresentanti dei pediatri e dei medici di base. Restano il divieto assoluto di ogni forma di assembramento; il divieto assoluto dalle ore 18 di consumazione e/o stazionamento nei pressi delle attività commerciali e di somministrazione di alimentari e bevande; l’obbligo di contingentamento degli ingressi e la sanificazione di tutti gli uffici pubblici e aperti al pubblico con apposizione all’esterno di autocertificazione attestante l’ avvenuta sanificazione”. Lo ha affermato Salvatore Di Sarno, sindaco di Somma Vesuviana comune del napoletano. Le misure adottate a Somma Vesuviana dalle precedenti ordinanze. “Abbiamo chiuso le piazze, abbiamo previsto obbligo di sanificazione degli ambienti chiusi, in particolare dei condomini e dei negozi, abbiamo effettuato controlli serrati sul territorio ed ora qualche risultato inizia a vedersi. E’ sceso il numero dei positivi attivi, oggi abbiamo 133 positivi attivi di cui 3 ricoverati in ospedale. E’ sceso il numero delle persone in sorveglianza sanitaria – ha concluso Di Sarno – oggi ne abbiamo 200 e nelle ultime 24 ore abbiamo registrato 6 nuovi positivi in città. Per quanto riguarda le scuole tutte le situazioni sono state individuate ed isolate e comunque per quanto riguarda la platea degli alunni su tratta di casi antecedenti alla chiusura. Ora valutiamo una graduale ripresa delle attività scolastiche in presenza”.

Covid, commercialisti categoria a rischio. Ranieri (Odcec) scrive a De Luca: “Programmiamo vaccinazioni in tempi brevi”

Riceviamo e pubblichiamo.

 I commercialisti tra le categorie a rischio di contrarre il Covid: il presidente dell’Ordine dei Commercialisti di Nola Domenico Ranieri ha scritto a nome di tutti gli iscritti a Vincenzo De Luca Governatore della Regione Campania.

I commercialisti tra le categorie a rischio di contrarre il Covid, partendo da questo presupposto il presidente dell’Ordine dei Commercialisti di Nola Domenico Ranieri ha scritto a nome di tutti gli iscritti a Vincenzo De Luca Governatore della Regione Campania.

“Ormai da qualche anno – scrive Ranieri nella sua missiva a De Luca – la nostra attività professionale viene considerata di “utilità sociale” e, in questo particolare periodo di pandemia ancora dì più, tant’è che, nel susseguirsi dei DPCM e decreti Legge emanati da marzo in poi, la nostra attività è stata considerata essenziale e quindi non ha subito fermi e/o rallentamenti, anzi, siamo stati, e tuttora siamo, ancora più impegnati nel supportare le aziende, rimanendo sempre “in prima linea” per poterle assistere negli innumerevoli adempimenti normativi, mettendo anche a rischio la propria salute e quella dei propri familiari”. Motivi importanti che testimoniano il costante impegno dei commercialisti esposti, dunque, maggiormente al contagio. “Da qui l’esigenza dell’inserimento dei Commercialisti dell’Ordine di Nola e di tutta la Campagna”, conclude il presidente Ranieri, “nell’elenco delle categorie a rischio nella campagna vaccinale avviata dalla Regione Campania e quindi la programmazione della vaccinazione in tempi brevi per i nostri iscritti”.

Saviano, celebrata la prima unione civile. Simonelli: “Una conquista di civiltà, uguaglianza e parità per tutti”

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È da tempo ormai che l’argomento “unioni civili” è all’ordine del giorno. In molti paesi del vesuviano e del nolano sono già stati celebrati diversi riti per unire in matrimonio due persone dello stesso sesso e oggi, finalmente, è successo anche a Saviano.   Ad annunciarlo è lo stesso Sindaco Simonelli tramite un post su Facebook esprimendo tutto il proprio orgoglio: ” Sono doppiamente onorato, da sindaco in primis e da uomo di diritto poi, perché ritengo questo riconoscimento giuridico un’importante conquista di civiltà che garantisce parità e uguaglianza a tutte le persone. A Roberta e Marie il mio personale augurio di una vita felice, vissuta nella piena condivisione dell’amore.” Un messaggio di positività quello trasmesso da Simonelli che tiene a sottolineare soprattutto l’importanza dell’inclusione e dell’uguaglianza sociale, indipendentemente dal proprio orientamento sessuale. Un passo in avanti sicuramente importante per la città di Saviano che, come tutti gli altri paesi, sta includendo una gamma di valori che per troppo tempo sono stati ignorati. Ogni giorno purtroppo siamo costretti ad ascoltare commenti omofobi, razzisti, discriminatori nei confronti degli omosessuali, e più in generale della comunità LGBT, per un motivo che è esattamente l’opposto dell’odio continuamente riversato: l’amore. Ed è proprio di questo che parliamo, di amore, e di una unione basata su uno dei sentimenti più puri e liberi che possano esistere, e se davvero è libero, allora non dovrebbe importare il sesso delle persone che lo provano e che proprio su di esso vogliono costruire la propria vita insieme. (fonte foto: rete internet)    

Somma Vesuviana, Progetto “Il Parco dei Cittadini”, dal Gal Vesuvio 200mila euro per la riqualificazione del Museo Etnostorico di S.M. a Castello

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Riceviamo e pubblichiamo dal Comune di Somma Vesuviana   Nasce “Il Parco tra i cittadini” con riqualificazione urbanistica dell’area alta di Somma Vesuviana! Di Sarno : “Parte la riqualificazione del Museo Etnostorico di Santa Maria a Castello. Non solo attività laboratoriali, inserimento nel circuito del turismo sostenibile ma anche panchine nuove lungo la strada e un sistema di segnaletica nuovo nei pressi delle stazioni ferroviarie, nei punti di maggiore interesse della città, alle uscite della superstrada, nella zona centrale e tutta Via Santa Maria delle Grazie, strada di accesso alla zona alta del paese”. Esposito: “Il Parco che verrà sarà invece il nome del laboratorio presso il Museo. I bambini delle scuole di tutti i Comuni del Parco Nazionale del Vesuvio a Somma Vesuviana realizzeranno delle loro opere di letteratura, pittura, scultura e nelle varie forme artistiche, raccontando il Parco dalla loro prospettiva. Sul fronte del turismo sostenibile la creazione di itinerari che metteranno insieme: Villa Augustea di Somma Vesuviana, Villa Arianna di Castellammare di Stabia, Oplonti di Torre Annunziata. Tre grandi siti romani. “Il Parco tra i cittadini” per mettere al centro la valorizzazione turistica della Montagna e portare al riconoscimento MAB – UNESCO del Parco Nazionale del Vesuvio”. Firmato l’accordo presso la sede del GAL VESUVIO: parte il progetto “Il Parco tra i cittadini”, con attività laboratoriali, eventi di promozione turistica, escursioni, conferenze, riqualificazione urbana e del Museo di Tradizioni Etnostoriche di Somma Vesuviana “Siamo in pandemia ma pensiamo alla promozione di Somma Vesuviana e stiamo cercando di farci trovare pronti già per il dopo Covid puntando soprattutto sul turismo culturale, sul turismo sostenibile. Nasce il progetto “Il Parco tra i Cittadini” per il quale abbiamo firmato l’accordo presso il GAL Vesuvio. Ben 200.000 euro a fondo perduto per la riqualificazione del Museo delle Tradizioni Etnostoriche di Somma Vesuviana nella zona alta del paese, nel cuore del Parco Nazionale del Vesuvio. Con questi fondi si svolgeranno attività laboratoriali, seminari ma riqualificheremo anche l’area con la realizzazione di panchine nuove nella zona di accoglienza, una segnaletica precisa che inizierà già dalle uscite della superstrada, presso le stazioni ferroviarie di Somma Vesuviana, segnaletica anche lungo le vie centrali per fare in modo che il turista non sia disorientato. Dunque è un processo di integrazione di Santa Maria a Castello, zona alta del paese ma allo stesso tempo parte del cuore non solo culturale di Somma Vesuviana. Non bisogna dimenticare che alla destra del museo c’è il Santuario mariano di Santa Maria a Castello, il più piccolo esistente nel Parco Nazionale del Vesuvio. Partendo dalla nostra storia, andremo a riqualificare anche la parte panoramica di Somma Vesuviana. Non solo strade, pubblica illuminazione nuova, parchi, scuole nuove ma anche valorizzazione del patrimonio ambientale e culturale della città incentivando i musei ed il turismo basato sui cammini. Ringrazio l’ideatore del progetto Biagio Esposito, Presidente Nazionale dell’Accademia Vesuviana delle Tradizioni Etnostoriche, da sempre impegnato nella valorizzazione del territorio. Noi non siamo per le polemiche, noi siamo per i fatti ed anche grazie ad una comunicazione di qualità stiamo dando a Somma Vesuviana l’occasione che merita: valorizzazione e visibilità nel mondo!”. Lo ha affermato Salvatore Di Sarno, sindaco di Somma Vesuviana comune del napoletano. Il Parco tra i cittadini con sentieri, visite guidate, attività laboratoriali che porteranno economia anche nella zona di Santa Maria a Castello.  Per il turismo sostenibile insieme: Villa Augustea di Somma Vesuviana, Villa Arianna di Castellammare di Stabia, Oplonti di Torre Annunziata. “Il progetto “Il Parco tra i Cittadini” è un percorso educativo-formativo e didattico con finalità ben precise: a vocazione naturalistico-ambientale, per le scuole, per le comunità del Parco Nazionale del Vesuvio e non, per il turismo, temi come: globalizzazione, localizzazione dei saperi, sostenibilità, sviluppo economico, biodiversità. Il Parco Nazionale del Vesuvio per le sue caratterizzazioni – ha dichiarato Biagio Esposito, Presidente dell’Accademia Nazionale delle Tradizioni Etnostoriche che gestisce il Museo –  è uno scrigno didattico ed esperienziale che si presta allo studio di molti argomenti, a svariati approfondimenti e soprattutto a cogliere ed evidenziare l’essenza della frase “tutto è attaccato”. In effetti, ci porta ad avere un Parco che non si è limitato a proteggere le zone boscate e più marcatamente naturalistiche, se non si fosse accolto il territorio nella sua complessità: con le sue zone di luce e le sue zone di ombra. E’ un progetto architettonico e didattico “Il Parco Tra i Cittadini”, grazie al quale avremo “PERCORSI E VISITE GUIDATE” e “ATTIVITA’ LABORATORIALI”. Si è pensato di approfondire la storia delle civiltà mettendo in rete i siti archeologici  Villa Augustea di Somma Vesuviana, Villa Arianna di Castellammare di Stabia, Oplonti di Torre Annunziata. Avremo escursioni presso il sito della Traversa/Ciglio dove ammireremo e conosceremo l’architettura rurale come ad esempio “Le baracche quale identità rurale da conservare e recuperare”.  Ancora poi le visite ai sentieri ed a luoghi delle produzioni autoctone ed enogastronomiche.  Ci rivolgeremo in particolare alle scuole e all’indotto turistico con passeggiate nel bosco, i cammini lungo i sentieri, giochi tra gli alberi.  Avremo un laboratorio presso il Museo e che si chiamerà: “Il Parco che vorrei”. I bambini delle scuole primarie e secondarie di primo grado ricadenti nei Comuni dell’Area del Parco Nazionale del Vesuvio, dunque tutti i 13 Comuni, racconteranno a modo loro come vorrebbero vivere il Parco e lo faranno attraverso la letteratura, la pittura, la scultura e le forme artistiche più variegate che ameranno mettere in campo. Il tutto in coerenza con lo spirito di educazione ed avvicinamento alle tematiche ambientali ed al rispetto degli ecosistemi e rivolgendoci ai giovani con l’obiettivo di stimolare in loro la crescita di una coscienza “verde – la fauna”. “IL PARCO TRA I CITTADINI” rilancerà l’area alta di Somma Vesuviana anche nel suo decoro urbanistico con segnaletiche lungo i punti principali del paese, panchine nuove in Santa Maria a Castello. “Grazie a questo progetto avremo segnaletica e panchine. La segnaletica è il primo biglietto da visita che si porge al visitatore e che contribuisce in modo determinante all’immagine di qualità di una località. Se la segnaletica è di qualità, il turista è in grado di orientarsi e di apprezzare meglio il sistema di attrattive del territorio. La segnaletica stradale è una forma di comunicazione e di marketing importante per affermare l’immagine di un territorio o di una destinazione – ha continuato Esposito –  valorizzando al meglio le risorse artistiche, naturali e sociali presenti in modo diffuso nel nostro territorio. Inoltre, l’appartenenza dei comuni al Parco non è adeguatamente segnalata ovunque. Il progetto intende realizzare un sistema di segnaletica turistica/didattica (tradotta anche in inglese) omogeneo nel territorio cittadino incluso nell’area del Parco Nazionale del Vesuvio. Sono state previste due tipologie di segnaletica. La prima tipologia di segnaletica sarà inserita in ambito urbano, sia ai confini territoriali del comune che al suo interno in punti strategici e dunque all’inizio delle principali strade di accesso dai comuni limitrofi; nel centro urbano, nei pressi dei luoghi più visitati e frequentati come il Municipio, le chiese,  i complessi monumentali,  gli scavi. Una segnaletica con uno stile che sarà sobrio e compatibile per un’area urbana cittadina come di seguito. Avremo pannelli in acciaio zincato indicanti il nome “Il Parco tra i cittadini”, i loghi del Comune, della Comunità Europea, della Regione, della Repubblica Italiana, del Gal Vesuvio, Leader, PSR 14 – 20 Campania nel quale rientrano i fondi Saranno inserite immagini, mappe e percorsi di avvicinamento alla parte alta del Parco. La seconda tipologia di segnaletica sarà inserita in ambito più naturalistico lungo la viabilità e l’area di accesso al Parco in punti strategici e dunque all’inizio della viabilità di S. Maria delle Grazie a Castello principale strada di accesso al Parco; nell’area alta di accoglienza turistica.  Tale segnaletica sarà in legno trattato. Saranno inserite immagini e informazioni proprie del parco, flora, fauna, mappe e percorsi della sentieristica. Avremo anche ben 10 panchine nuove in località Santa Maria a Castello”. Obiettivi ben precisi: riconoscimento MAB – UNESCO del Vesuvio, valorizzazione del turismo sostenibile e del patrimonio ambientale. “Abbiamo l’obiettivo di promuovere, valorizzare veramente il patrimonio ambientale e culturale di questo territorio. E tratteremo dei temi specifici: Geologia e idrologia: (gli Alvei, i Canaloni, ecc.) del Parco del Nazionale del Vesuvio; la risorsa acqua: il ciclo dell’acqua, l’utilizzo dell’acqua; le civiltà del Monte Somma e del Vulcano; gli ambienti del Parco Nazionale del Vesuvio, in particolare quello agricolo; evoluzione del paesaggio, soprattutto quello di pianura (dalle zone acquitrinose alle bonifiche alle marcite); com’è cambiata l’agricoltura nel tempo – ha concluso Esposito –  cosa e come si coltivava, cosa si produceva; le coltivazioni intensive, biologiche e biodinamiche; prodotti a chilometro zero e prodotti a marchio; l’ambiente urbano: le relazioni, le scelte e le conseguenze; azioni e retroazioni; la visione antropocentrica; il Parco Nazionale del Vesuvio: la filosofia che lo sottende, le modalità con cui è stato costituito, il Piano del Parco, le sfide che deve fronteggiare, gli impegni di ogni cittadino, il riconoscimento MAB-UNESCO; la flora del Parco: botanica e conservazione; alla scoperta di fiori ed erbe, elementi della biodiversità speciale del Parco; tutela, buone pratiche e sviluppo sostenibile; turismo sostenibile, turismo di qualità, turismo slow: il valore delle Aree Protette e dello sviluppo ragionato, le forme di turismo di qualità, dolci e slow, l’analisi dello status quo nel Parco Nazionale del Vesuvio/Campania; io lavoro nel Parco: carta della qualità, prodotti e aziende, mestieri e artigiani; l’economia sostenibile attorno al Parco, le Tradizioni Popolari e Religiose nel Parco Nazionale del Vesuvio: il Sabato dei Fuochi, Festa della Montagna il 3 Maggio, Festa delle Lucerne, la Pertica”.

Granada – Napoli (Partita 34), errare è umano, ma “perseverance” è diabolica

I tifosi napoletani e gli appassionati dello spazio ricorderanno il 18 febbraio 2021 per la perseveranza umana nel raggiungere obiettivi sempre più ambiziosi, e per la perseveranza diabolica del Napoli nel perseguire i suoi loschi obiettivi di minare la psicologia dei propri tifosi. L’umanità raggiunge ancora una volta Marte, con la missione Mars 2020, lanciando il rover Perseverance, per studiare la superficie marziana e cercare anche tracce di vita. Il nome del rover significa proprio perseveranza, il tentativo spasmodico di raggiungere obiettivi così rivoluzionari per l’astronomia, ma anche per l’umanità intera.

Però c’è una piccola parte di umanità che vede la propria squadra rompersi in mille pezzi. Il Napoli continua a mostrarsi totalmente fuori senso, senza mezze misure, partendo da vittorie inaspettate e arrivando a prestazioni immonde, passando per la sconfitta di Granada. Il Napoli è in emergenza di uomini, ma più di quello è in emergenza di ritmo e idee. Non mancano delle folate, dei gesti importanti, il Napoli non è morto, a tratti sembra anche costruire qualche trama interessante, ma non è nulla di più di questo, poco o niente. Paradossalmente, una delle delusioni di questo Napoli, Fabian, è uno dei pochi che dà segnali di sé. Ma per il resto, manca la vitalità di Lozano, manca l’attenzione sui gol, manca la precisione per tramutare in gol quelle poche idee che portano gli azzurri nell’area avversaria. Di Lorenzo è distratto sul primo gol, sul secondo siamo ancora lenti. Gli azzurri sono lenti nel giro palla, non si infilano adeguatamente, sono in difficoltà.

Nel giorno dell’ennesimo “gigantesco balzo per l’umanità” (per riprendere la frase di Neil Armstrong), l’umanità gioisce, Perseverance atterra e il mondo applaude. Ma a centinaia di milioni di km di distanza dalle lande desolate marziane c’è un gruppo di ragazzi con una maglietta azzurra che, pur non giocando la loro peggior partita, non danno la miglior immagine di sé. La vittoria con la Juve è stata soltanto un effimero momento di sorpresa e di gioia. Il Napoli è questo, senza mezze misure, senza attenzione, senza idee. Serve una svolta o comunque un cambio di direzione perché errare è umano, ma perseverare è diabolico.

I principi Medici insegnarono agli  Ottajanesi l’arte della dissimulazione……

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Ottaviano è tornata, per un momento, al centro della cronaca: dopo aver letto, visto e ascoltato, ho ritenuto opportuno pubblicare una pagina del mio libro “Le pietre, il fuoco, la cenere” (2004), dedicata a un tema che mi ha sempre affascinato: gli Ottajanesi e l’arte della “dissimulazione”, l’arte di nascondere ciò che si è e ciò che si sa, l’arte di vedere tutto e di far credere che non si sia visto niente.   La signoria dei Medici durò trecento anni. Ottajano fu un loro feudo, anche dopo che i feudi furono cancellati per decreto, anche dopo la partenza frettolosa dei Borbone e l’arrivo dei Piemontesi. Nessuna città della provincia di Napoli ha goduto di una signoria così implacabilmente duratura e tenace, così tetragona ai rivolgimenti e alle rivoluzioni, salda come uno scoglio sui flutti degli eventi grandi e piccoli. Gli Eletti del ‘600 e del ‘700, i sindaci borbonici e quelli dell’Italia unita furono clienti, o agenti, o amici della famiglia. Senza eccezione: anzi, con un paio di finte eccezioni. Sapevano i Medici che ogni tanto conviene ai potenti far credere che la loro potenza sia incrinata, un poco, non più di un poco: gli eccessi, dell’uno e dell’altro segno, provocano l’ira e la vendetta degli dei. Finché i Medici durarono, gli Ottajanesi  ne ebbero rispetto e paura. Ma quando l’albero si disseccò, li dimenticarono: e consentirono che il Palazzo andasse in rovina, e le loro tombe venissero spogliate. Non ombra, non parola. Avendo promosso la nascita e la crescita, intorno agli interessi del Palazzo, di un cospicuo ceto togato – “mastrodatti”, notai, “razionali”, avvocati, ma anche agrimensori e ingegneri –, i  Medici fecero sì che i “parlamenti”, i consigli comunali, di Ottajano fossero, fin dalla prima metà del ‘600, teatro di un’attività politica di alto livello, e che alcuni deputati e consiglieri comunali, sapendo di latino e di diritto, di letteratura e di teologia, riuscissero, almeno nell’ufficialità dei discorsi, a contrabbandare per  pubblica utilità i privati interessi. La dichiarazione d’ amore  per la giustizia, l’integrità e il bene di tutti è, da quattro secoli, il più comune dei luoghi comuni dell’oratoria politica ottavianese: i lupi più rapaci hanno fatto sempre professione di disinteresse, e tanto più insistentemente e platealmente, quanto più insaziabile era la loro fame. Non si contano gli architetti, gli ingegneri e gli avvocati che hanno dichiarato e giurato di aver lavorato gratuitamente per il Comune: e l’ingrato Comune non ne eterna i nomi in tavole di marmo o di bronzo, come si fa per i caduti in guerra. I Medici hanno codificato due arcana imperii che il tempo non ha corroso: primo: i veri potenti non scendono nella lizza politica che in casi eccezionali, per battaglie risolutive; di solito fanno combattere clienti e vassalli; secondo: bisogna tenere i piedi in tutte le staffe, e non tagliarsi mai i ponti alle spalle. Michele de’ Medici, penultimo principe di Ottajano e duca di Miranda, si degnò di farsi eleggere consigliere comunale, e scegliere come assessore, e  promuovere a sostituto del sindaco “ assente ” quando capì che facevano sul serio le autorità centrali nel chiedere che si mettesse ordine negli archivi, e soprattutto tra le carte delle proprietà comunali. Era il 1864. Michele prese sulle sue spalle la croce del riordino dell’  Archivio Comunale di Ottaviano e,  esclusa “ ogni ingerenza di persona che non fosse nostra”-  annunciò, infine, trionfante, ai colleghi consiglieri che carte pandette e codicilli erano stati  ordinati, e messi in salvo; solo, non si erano trovati, nonostante le meticolose ricerche,  né “ la platea delle proprietà comunali ”, né  “ i titoli per compilarla  ”. E da allora nessuno ha più cercato i fastidiosi scartafacci: anche oggi nessuno potrebbe dire con esattezza quali sono le proprietà del Comune di Ottaviano. Le carte sistemate dal Medici furono da me trovate dieci anni fa, nel chiostro del Municipio, in uno sgabuzzino lercio e buio, sotto un cumulo di varia immondizia. Ho tirato fuori i fasci e le cartelle, che aspettano che qualcuno li sistemi da qualche parte: dentro vi è la storia quotidiana della nostra città dal 1770 ad oggi. La storia ha indotto gli Ottavianesi a vedere il loro mondo come una piramide. Al vertice, il Grande Vecchio: ora il principe, ora una famiglia o una consorteria di famiglie. In un sistema del genere l’avvicendamento avveniva per eredità, per cooptazione, o per quei salti che seguono alle variazioni improvvise della fortuna. Anche le eccezioni sembrano una banale conferma della regola a questo popolo di scettici incalliti che hanno assistito a molte partite truccate, in cui l’arbitro era anche giocatore, e hanno sempre sospettato che le decisioni importanti venissero prese non nei luoghi delle istituzioni, ma  là  ‘ncoppa o là basso, in case private a monte o a valle. Il carattere degli Ottavianesi porta, negli strati profondi, il segno della simulazione e del suo perfezionamento, la dissimulazione. Prima si impara a simulare, a mostrarsi per quello che non si è, poi si fa pratica  nel dissimulare, a nascondere quello che si è e quello che si sa. Credere, a torto a ragione, nell’esistenza dei Grandi Vecchi comporta il sospetto  che dovunque si annidino  spie e delatori, confidenti e cultori pazienti della lettera anonima, perpetuo flagello della vita sociale della nostra città. Torquato Accetto, J. F. Senault e M. Cureau de la Chambre, i grandi teorici della “dissimulazione”, se ci avessero conosciuti per tempo, ci avrebbero dedicato molta attenzione e  più di una pagina. Nel 1848 Ferdinando II, dopo aver concesso la Costituzione, ordinò al Ministro di Polizia di fargli sapere quale era stata la reazione dei cittadini nei Comuni più importanti. Il Giudice Regio di Ottajano scrisse al ministro che, sebbene avesse interrogato i suoi amici, sebbene avesse sguinzagliato gli informatori nelle piazze e nelle taverne, e perfino nelle chiese, non era riuscito ad avere notizie precise su come gli Ottajanesi giudicavano la decisione del re.

Ottaviano, due auto in fiamme in un solo giorno

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Ancora fiamme ad Ottaviano. Due auto hanno preso fuoco nella giornata di ieri, rispettivamente alle ore 14 e 30 e alle 19.45 circa. La prima era parcheggiata in via Roma mentre l’altra, una punto bianca,  era ferma in piazza Duca D’Aosta, nei pressi della farmacia Masciello. Le auto si trovavano in pieno centro, in luoghi molto trafficati sia da veicoli che da pedoni dunque risulta essere stata una fortuna che non ci siano stati feriti. I vigili del fuoco si sono precipitati sul posto e hanno tenuto a bada le fiamme riuscendo prontamente a spegnere il fuoco, intanto però sono già partite le indagini dei Carabinieri di Ottaviano che pare non abbiano escluso l’ipotesi di incendi dolosi. Sono giorni frenetici ad Ottaviano, proprio a ridosso della chiusura di un capitolo buio della storia di questo paese, ieri con gli incendi delle due macchine è stata scritta un’altra brutta pagina che non potrà essere cancellata. Una coincidenza piuttosto singolare, sicuramente bizzarra, che riporta alla mente le vecchie storie vissute ad Ottaviano, con le strade colorate dal blu delle sirene delle pattuglie che questa volta erano intente però ad accorrere sui luoghi degli incendi e a controllare l’intero paese per evitare ulteriori spiacevoli vicende. A questo si aggiunge la visita del Prefetto di Napoli, una visita messa in calendario da un mese, almeno.  

Marigliano, fino al 31 marzo è possibile firmare per una legge di iniziativa popolare contro la propaganda fascista e nazista

Riceviamo da Peppe D’Agostino, consigliere comunale del PD per il Comune di Marigliano, e pubblichiamo. Da oggi, su nostra sollecitazione, è possibile firmare anche a Marigliano per il progetto di Legge di iniziativa popolare “Stazzema: norme contro la propaganda e la diffusione di messaggi inneggianti a fascismo e nazismo e la vendita e produzione di oggetti con simboli fascisti e nazisti”. L’iniziativa è partita da Sant’Anna di Stazzema, il comune toscano che fu luogo del tragico eccidio del 12 Agosto 1944, una delle più feroci stragi naziste, dove furono fucilati 560 civili, tra i quali molte donne e bambini. Da anni infatti assistiamo nel Paese a qualcosa di preoccupante: si fanno largo sentimenti generalizzati di sfiducia, insofferenza, rabbia, che si traducono in atteggiamenti e azioni di intolleranza, discriminazione, razzismo, violenza, che portano al riaffacciarsi così di simboli, parole e gesti che dovrebbero appartenere ad ideologie passate. Per questo riteniamo fondamentale ripartire da un’iniziativa dal basso per difendere la Democrazia, la nostra Costituzione e i suoi valori. Essere antifascisti oggi è una battaglia di civiltà: affrontiamola insieme! C’è tempo per firmare all’ufficio elettorale, aperto presso il protocollo al piano terra della Casa comunale, fino al 31 Marzo!
Un ringraziamento all’Associazione culturale Oltremarigliano.
Per tutte le info su Anagrafe Antifascista, Carta di Stazzema e Legge popolare https://anagrafeantifascista.it/