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I tifosi napoletani e gli appassionati dello spazio ricorderanno il 18 febbraio 2021 per la perseveranza umana nel raggiungere obiettivi sempre più ambiziosi, e per la perseveranza diabolica del Napoli nel perseguire i suoi loschi obiettivi di minare la psicologia dei propri tifosi. L’umanità raggiunge ancora una volta Marte, con la missione Mars 2020, lanciando il rover Perseverance, per studiare la superficie marziana e cercare anche tracce di vita. Il nome del rover significa proprio perseveranza, il tentativo spasmodico di raggiungere obiettivi così rivoluzionari per l’astronomia, ma anche per l’umanità intera.

Però c’è una piccola parte di umanità che vede la propria squadra rompersi in mille pezzi. Il Napoli continua a mostrarsi totalmente fuori senso, senza mezze misure, partendo da vittorie inaspettate e arrivando a prestazioni immonde, passando per la sconfitta di Granada. Il Napoli è in emergenza di uomini, ma più di quello è in emergenza di ritmo e idee. Non mancano delle folate, dei gesti importanti, il Napoli non è morto, a tratti sembra anche costruire qualche trama interessante, ma non è nulla di più di questo, poco o niente. Paradossalmente, una delle delusioni di questo Napoli, Fabian, è uno dei pochi che dà segnali di sé. Ma per il resto, manca la vitalità di Lozano, manca l’attenzione sui gol, manca la precisione per tramutare in gol quelle poche idee che portano gli azzurri nell’area avversaria. Di Lorenzo è distratto sul primo gol, sul secondo siamo ancora lenti. Gli azzurri sono lenti nel giro palla, non si infilano adeguatamente, sono in difficoltà.

Nel giorno dell’ennesimo “gigantesco balzo per l’umanità” (per riprendere la frase di Neil Armstrong), l’umanità gioisce, Perseverance atterra e il mondo applaude. Ma a centinaia di milioni di km di distanza dalle lande desolate marziane c’è un gruppo di ragazzi con una maglietta azzurra che, pur non giocando la loro peggior partita, non danno la miglior immagine di sé. La vittoria con la Juve è stata soltanto un effimero momento di sorpresa e di gioia. Il Napoli è questo, senza mezze misure, senza attenzione, senza idee. Serve una svolta o comunque un cambio di direzione perché errare è umano, ma perseverare è diabolico.