Compostaggio a Pomigliano, rimossi i veti: intesa con la Regione. Bonavitacola riceve sindaco e pentastellati

Del Mastro: “Non possiamo mettere in discussione l’impianto”. Il vicepresidente della giunta regionale: “Incontro in un clima collaborativa e fuori da intenti che puntino a mettere in discussione la scelta di costruire la struttura”     Che il movimento Cinque Stelle abbia definitivamente sotterrato l’ascia di guerra contro l’arrivo dell’impianto di compostaggio dei rifiuti organici a Pomigliano, città di Luigi Di Maio e Valeria Ciarambino, lo conferma se non altro la comunicazione ufficiale fatta dallo stesso sindaco Gianluca Del Mastro durante il consiglio comunale di mercoledì scorso. “Non possiamo mettere in discussione l’impianto: è in fase esecutiva”, ha dichiarato il sindaco, che peraltro è il massimo esponente della maggioranza a guida M5S-Pd. Parole che a questo punto, per forza di cose, cancellano i veti fino all’anno scorso avanzati dall’M5S e che sono state confermate dall’incontro che Del Mastro, accompagnato dal vicesindaco del Pd, Eduardo Riccio, e da alcuni esponenti pentastellati, ha avuto alla Regione martedì con il vicepresidente della giunta regionale, Fulvio Bonavitacola. A questo proposito è trapelato che il Comune di Pomigliano abbia chiesto a Bonavitacola la gestione diretta dell’impianto. “No – risponde però il sindaco – è stato un incontro informale per discutere lo stato dell’arte e i prossimi incontri amministrativi. Un incontro cordiale in cui il vicepresidente Bonavitacola si è detto disponibile ad ascoltare le future richieste della nostra amministrazione”. Più esauriente è il resoconto che fornisce il vicepresidente. “L’incontro con il sindaco e alcuni amministratori di Pomigliano – spiega Bonavitacola – si è svolto in un fattivo e civile clima istituzionale. Sono stati approfonditi in termini costruttivi alcuni temi connessi alla realizzazione dell’impianto fuori da intenti dilatori e tanto meno di messa in discussione della scelta di realizzarlo”. Dunque: nessuna intenzione da parte dell’amministrazione pomiglianese di perdere tempo o di ostacolare. “Giustamente però il Comune ospitante – aggiunge il vicepresidente della giunta De Luca con delega all’ambiente – intende avere adeguate garanzie sulla realizzazione in conformità alle migliori tecniche e sulla successiva gestione. E la Regione – chiarisce Bonavitacola – di fronte a questo si pone in termini del tutto collaborativi, a partire dall’allestimento di strumenti all’avanguardia per la rilevazione dell’impatto odorigeno, che può essere controllato con l’utilizzo della più moderne apparecchiature di misurazione olfattometrica, Realizzando l’impianto ad opera d’arte e garantendo una corretta gestione con la partecipazione diretta del Comune, se lo riterrà, consentirà di evitare qualsiasi problema ambientale”. Tutti d’accordo quindi. “L’amministrazione comunale di Pomigliano – conferma Bonavitacola – ha ben compreso che la scelta strategica di evitare termovalorizzatori e discariche potenziando la raccolta differenziata non ha prospettive senza la realizzazione degli impianti di trattamento della frazione organica”. Il via alla costruzione del primo compostaggio pubblico nel Napoletano è previsto per il prossimo luglio.

Su Radio Blu Italia in Australia la trasmissione “W LE DONNE” ideata da Lara Molino

L’8 marzo, alle ore 9:00 e in replica alle ore 17:00, Radio Blu Italia dall’Australia, trasmetterà una puntata interamente dedicata alle donne. Venti cantautrici e interpreti saranno le protagoniste insieme alla loro musica e alla loro arte.     Un modo per celebrare la festa della donna e ricordare la sensibilità, la creatività, la bravura, la bellezza e la forza femminili. La trasmissione sarà aperta da un breve monologo dell’attore Gianfranco Jannuzzo. A seguire, i messaggi e i commenti delle protagoniste e le loro canzoni. Parteciperanno: Rossana Casale, Jessica Casula, Gigliola Cinquetti, Cliò, Luisa Corna, Grazia Di Michele, Marta Ferradini, Valentina Ferraiuolo, Claudia Fofi, Gabriella Lucia Grasso, I’m Erika, Sara Iveco, Linda Aka Sand, Luciemme, Carla Magnoni, Lara Molino (cantautrice e ideatrice della trasmissione), Mariella Nava, Alessandra Nicita, Lina Savonà, Valentina Sbs e il soprano Dominika Zamara. La puntata, della durata di un’ora e mezza, realizzata e condotta da Paolo Puglia, editore e speaker della radio di Adelaide, si intitolerà “W LE DONNE”. L’8 marzo, dunque, appuntamento su Radio Blu Italia, la radio degli italiani in Australia. La trasmissione potrà essere seguita in tutto il mondo tramite il web, sul sito: https://www.radiobluitalia.net/player oppure sulla pagina Facebook della radio.

Le Ricette di Biagio: pasta, pancetta e carciofi. Sapori netti come il disegno di Casorati

“Il piacere della gola” è di due tipi: uno nasce dall’armoniosa fusione delle qualità degli ingredienti- il sapore, il profumo, i colori, la densità-, l’altro, al contrario, viene dai “piatti” in cui gli ingredienti conservano nette le loro qualità, e tuttavia queste qualità formano comunque un’armonia, come in un’ “aria” musicale le voci diverse, e talvolta, antitetiche, dei cantanti. A questa seconda dimensione appartiene il “piatto” di oggi: e le qualità degli ingredienti hanno contorni nitidi come le figure nel quadro di Casorati “Daphne a Pavarolo”.   Pasta corta con carciofi e pancetta:   500 gr. di pasta corta,4 carciofi, 200 gr. pancetta, olio, pecorino, pepe q.b., una cipolla, ½ bicchiere di vino bianco. Prendete una padella alta e mettete insieme un po’ d’olio , la cipolla e  la pancetta tagliata a listarelle, fate cuocere  per cinque minuti, versate il mezzo bicchiere di vino, calate nel soffritto i carciofi puliti e tagliati alla julienne tenendo da parte i torsi e gambi che poi fate sbollentare per circa 10 minuti: e, dopo averli frullati, li aggiungete ai carciofi. Scolate la pasta al dente e fate amalgamare il tutto: servite dopo una “spruzzata” abbondante di pecorino e pepe.   Le “ricette” di Biagio tornano con la proposta di un “piatto” dominato dal carciofo. Sul carciofo è stato detto tutto, e negli articoli degli anni passati anche sul nostro giornale è stato pubblicato qualcosa. Abbiamo citato il “carciofo marziale” di Pablo Neruda, e ricordato i valori simbolici dell’ortaggio, che per i politici è un invito alla prudenza – gli avversari si mangiano uno alla volta, come si fa con le foglie dei carciofi- e per tutti è un tonico che dà forza alla pazienza. Il carciofo è anche un afrodisiaco, e lo era già per l’Aretino: per questo, e per la sua forma, il Ferrari e il Bargagli lo usano come immagine dell’organo sessuale maschile. I Napoletani, invece, tagliano il gambo e così la “carcioffola” diventa “figura” dell’organo sessuale femminile. E forse c’è malizia allusiva in “Carcioffolà” la poesia di Salvatore Di Giacomo, che Di Capua musicò. Abbiamo già detto che Caterina de’ Medici fece conoscere ai Francesi il carciofo che Filippo Strozzi aveva introdotto in Toscana con il “fico gentile”. Possiamo ricordare la storia di Cynara, la ninfa dai capelli biondo cenere e dagli occhi verdi, di cui Zeus si innamorò e che poi, quando lei incominciò a stancarsi e disse di voler tornare sulla Terra, trasformò in carciofo, ruvido e spinoso all’esterno e all’interno tenero: proprio come era la ninfa infelice. Ippolito Cavalcanti pubblicò molte ricette con i carciofi: ci piace ricordare i “carciofi al parmegiano”, “incroscati al forno” coperti di “parmegiano grattugiato e di burro liquefatto con sugo di vitella”. I carciofi sono gli ingredienti fondamentali di nove ricette di Artusi: a Firenze gli avevano parlato dei “carciofi ritti”, a cui è stato tagliato il gambo, “svettata con il coltello la cima”, e che “ritti” vengono collocati nel tegame, e soffritti. Nel 1963 Italo Calvino condusse una battaglia, vittoriosa, per far sì che il Premio Internazionale degli Editori venisse assegnato a Carlo Emilio Gadda.“ La realtà del mondo – così inizia il memorabile discorso da lui pronunciato nella circostanza – si presenta ai nostri occhi multipla, spinosa, a strati fittamente sovrapposti, come un carciofo. Ciò che conta per noi nell’opera letteraria è la possibilità di continuare a sfogliarla come un carciofo infinito, scoprendo dimensioni di lettura sempre nuove.” E l’opera di Gadda – dichiarò Calvino – consente questo gioco meglio e più a lungo di ogni altra. Ma in questa “annata” delle “ricette di Biagio” accanto al racconto delle notizie storiche e delle curiosità della simbologia gastronomica vorrei costruire dei collegamenti tra “piatti”, poesie e quadri, poiché ritengo che il “piatto” con la sua forma e i suoi colori, l’atto della masticazione e il “piacere della gola” coinvolgano tutti i nostri sensi, sollecitino memoria e immaginazione, spingano la percezione a “vedere” nessi e relazioni con il “piacere estetico”. Scrive Folco Portinari che la “soggettività del piacere non è univoca” e che “l’anima è gastrica”. “Il piacere della gola” è di due tipi: uno nasce dall’armoniosa fusione delle qualità degli ingredienti- il sapore, il profumo, i colori, la densità-, l’altro, al contrario, viene dai “piatti” in cui gli ingredienti conservano nette le loro qualità, e tuttavia queste qualità formano comunque un’armonia, come in un’ “aria” musicale le voci diverse, e talvolta, antitetiche, dei cantanti. Nel colore, nella forma e nel sapore il carciofo è corposo: conserva intatta la sua identità rispetto agli altri ingredienti, non si lascia contaminare nemmeno dalla pasta, che pure, in ogni “piatto”, tende ad assumere il ruolo centrale. La nitidezza dei “contorni” gastronomici del carciofo e la compatta coerenza del piacere che l’accompagna mi inducono a “sentire” un’affinità con il piacere che mi dettano i nitidi contorni delle forme e la definita densità colori del quadro di Felice Casorati “Daphne a  Pavarolo”. (fonte foto: Cookist .it)

Somma Vesuviana, ancora una bomba carta

Dopo l’ordigno lasciato fuori dallo studio del consigliere comunale Peppe Nocerino e dopo un primo episodio pregresso che riguardava un altro esponente dell’amministrazione comunale, ancora paura a Somma Vesuviana, stavolta in via Milano.    L’ordigno, pare una bomba carta, sarebbe stato lanciato nei pressi dell’abitazione di un noto professionista, un tecnico. Le parole di rassicurazione espresse da una parte della politica locale nei giorni scorsi sembrano ora paradossali. Cosa sta accadendo a Somma Vesuviana? Intanto, sul posto ci sono  ancora i carabinieri che stanno già indagando su altri episodi.
Viamilano

Roma, si è spento Padre Gianfranco Grieco dei Frati Minori Conventuali

Aveva 78 anni ed era malato. Teologo, scrittore, giornalista, direttore responsabile della rivista il Cavaliere dell’Immacolata, fu inviato speciale, a partire dal 1978, al seguito di Giovanni Paolo II nei viaggi pastorali in Italia e nel mondo. Padre Gianfranco Grieco era nato a Barile in provincia di Potenza il 7 maggio del 1943. Entrò giovanissimo nell’Ordine dei Frati Minori Conventuali, studiando nei seminari serafici di Ravello, Nocera Inferiore e Portici. Dopo l’anno di noviziato in Assisi, frequentò gli studi liceali presso il seminario serafico di Sant’Anastasia in provincia di Napoli. Dopo due anni di filosofia e quattro anni di teologia presso la facoltà Teologica Seraphicum di San Bonaventura in Roma, ricevette l’ordinazione sacerdotale il 21 dicembre del 1967 dal Cardinale Paolo Marella, Arciprete della Patriarcale Basilica di San Pietro. Nel 1968 fu inviato all’Università di Friburgo in Svizzera per conseguire il Dottorato in Teologia e il Diploma in Giornalismo. Assunto nel1970 come redattore de L’Osservatore Romano, è stato inviato speciale, a partire dal 1978, al seguito di Giovanni Paolo II nei viaggi pastorali in Italia e nel mondo. E’ stato, inoltre, Capo Servizio del Servizio Vaticano de L’Osservatore Romano. Impegnato nella pastorale tra i migranti in Svizzera, è stato aiuto cappellano del carcere Regina Coeli dal 1975 al 1985. Giornalista professionista dal 1974 e autore di numerosi volumi, ha pubblicato nel 2007, per l’Edizioni San Paolo, due splendide opere: Pellegrino. Giovanni Paolo II tra le civiltà del mondo e Come a lampada che brillaMeditazioni francescane. Ha collaborato con il mensile San Francesco patrono d’Italia ed è stato direttore responsabile della rivista Cavaliere dell’Immacolata e del PCF Familia et Vita.

Brusciano, Il sindaco Montanile sotto scorta: la solidarietà di Sandro Ruotolo

Giuseppe Montanile, sindaco di Brusciano da poco più di due anni, è stato sfiduciato da 14 consiglieri su 16. Un vero e proprio terremoto politico  si è abbattuto sulla cittadina bruscianese, spesso sotto i riflettori per gravi fatti di cronaca. Sandro Ruotolo scrive sui social un messaggio di solidarietà per Montanile. Di seguito il testo del messaggio che in tanti stanno condividendo.
Vorrei che ognuno di voi sentisse il bisogno, come lo sento io, di esprimere la solidarietà al sindaco di Brusciano, comune del napoletano. Il sindaco Giuseppe Montanile è finito sotto scorta per aver denunciato due persone che sono state successivamente arrestate, perché avrebbero tenuto sotto sequestro un ragazzo. È una storia, l’ennesima storia di camorra. C’è un quartiere a Brusciano di edilizia popolare che è diventato una piazza di spaccio, un vero e proprio supermercato all’aria aperta, come una volta era Scampia o come oggi è il parco Verde di Caivano.
Quando si è minacciati il mondo ti crolla addosso. Sei preoccupato soprattutto per la tua famiglia, per i tuoi cari. E la solidarietà serve, eccome se serve. Ti fa sentire meno solo, protetto non solo dallo Stato ma dalla società civile. Questa di Brusciano è anche una storia indecente perché contemporaneamente al gesto di responsabilità civile del primo cittadino la sua maggioranza in consiglio comunale ha firmato insieme all’opposizione le sue dimissioni. Si, è una storia indecente che ci fa capire anche il bisogno di lavorare sul territorio come società civile per ripristinare la legalità. Non si vincono malaffare e camorra se istituzioni e società civile non interagiscono. Caro sindaco Montanile noi stiamo con Lei. La camorra è una montagna di merda“.

Covid-19, l’incubo della zona rossa: dall’emergenza ospedaliera alle proteste “No-DAD”

La Campania da lunedì si tingerà di rosso, trascinando con sé l’incubo del lockdown. A distanza di un anno dallo scoppio della pandemia, ancora tanti i problemi irrisolti, a partire dalle realtà ospedaliere costrette a fare i conti con reparti di degenza ormai pieni e proteste continue sul fronte scuola, messa in ginocchio dai colpi del virus. È ormai questione di ore, da lunedì la Campania finirà nuovamente in zona rossa. Decisione governativa inevitabile per affrontare una curva epidemiologica in salita. Troppi ancora i casi, numeri in costante aumento in ogni comune. Una realtà a cui tutti ci stiamo abituando, anche se a fatica, ma che ancora troppi sottovalutano, lasciando prevalere un discutibile senso di superficialità, arroganza e chi più ne ha, più ne metta. A pagarne le conseguenze è proprio chi, al contrario, rispetta le regole. Serrande abbassate per tanti commercianti non rientranti nella categoria di vendita di beni di prima necessità che fino ad ora hanno svolto il proprio lavoro nell’osservanza delle norme vigenti per tutelare la salute propria e altrui. Una cosa, però, è certa: servono maggiori controlli. E questo non è certamente un buon segno, perché con estrema chiarezza mette in luce l’incapacità di cittadini che non sanno autoregolarsi, necessitando, dunque, del malefico controllore munito di multe salatissime. Un quadro, dunque, in peggioramento; e in un anno cosa è cambiato? Assolutamente nulla. La realtà negli ospedali non è tanto diversa dallo scorso marzo 2020 con reparti di degenza ordinaria Covid ormai pieni. In affanno i pronto soccorso delle città, come il Caldarelli o l’Ospedale del Mare ancora sotto pressione. Tra le corsie ritorna l’incubo di un boom incontrollato di contagi che comporterebbe un inevitabile collasso. Nella sola area nolana, la città bruniana conta ben 185 positivi attivi, tra gli altri anche Padre Beniamino, vescovo emerito di Nola ricoverato da un mese al Cotugno di Napoli; 106 nel comune di Saviano; 88 a Marigliano; 47 a Scisciano e 43 in quel di Cicciano. Massima prudenza e rispetto delle regole sono la condizione necessaria per dire definitivamente addio alle sfumature cromatiche che ormai caratterizzano la mappa italiana. Al contempo, sul fronte scuola la situazione non è delle migliori. Intollerabile o apprezzata, la DAD continua a creare profonde fratture tra docenti, studenti e genitori. Nella giornata odierna, in una delle zone centrali di Napoli, in via Toledo, il comitato “No-DAD” ha dato inizio ad una protesta insieme a bambini e famiglie. A favore della riapertura delle scuole anche artisti di strada che si sono uniti alla manifestazione con cartelli riportanti lo slogan “La scuola è zona bianca”, candele e lingue di fuoco per richiamare l’attenzione proprio di tutti. Riaprire o non riaprire? Questo è un problema che necessita di una risposta definitiva, ma per ora l’unica certezza in Campania è che da lunedì tutti i plessi dovranno rispettare una chiusura imposta dai vertici del governo.

Poggiomarino, tasse su suolo pubblico e pubblicità, le proposte dell’opposizione: «Incentivi a commercianti e imprenditori»

Riceviamo e pubblichiamo   Sospendere le tasse sull’occupazione del suolo pubblico e sulla pubblicità in periodo di pandemia, eliminarle per chi investe sul territorio, per chi adotta un’aiuola e abbatte l’uso della plastica. Sono le proposte delle forze di opposizione a Poggiomarino, presentate in commissione bilancio, che saranno sottoposte all’approvazione dell’intero consiglio comunale.   I consiglieri Michele Cangianiello, Giuseppe Annunziata, Nicola Salvati, Maria Stefania Franco, Nicola Guerrasio, Rossella Vorraro hanno chiesto l’adozione di cinque misure: dare al consiglio comunale il potere di sospendere le tasse di occupazione del suolo pubblico in situazione di particolare rilevanza sociale ed economica come la pandemia; eliminare le spese di occupazione del suolo pubblico per tre anni per le nuove attività imprenditoriali avviate da giovani imprenditore under 40; ridurre il canone al 50% per tutti quegli operatori commerciali ambulanti che attuano la politica del “plastic free”, con totale abbattimento dell’utilizzo della plastica e in esclusivo utilizzo di oggetti ed utensili usa e getta in materiale ecologico; eliminare la tassa sull’occupazione di suolo pubblico e sulla pubblicità per chi si prende cura degli spazi verdi comunali; eliminare la tassa sull’occupazione di suolo pubblico per gli operatori dell’arte e dello spettacolo in questo periodo di crisi del settore. «In un’ottica di dialogo e confronto, ci auguriamo che le nostre proposte vengano prese in considerazione, considerando che in campagna elettorale l’attuale maggioranza parlò molto di incentivi al commercio e alle attività produttive. Ci aspettiamo coerenza», spiegano i sei.

Somma Vesuviana, zona rossa, Di Sarno: “Il nostro è un territorio molto esteso: serve un potenziamento delle Forze dell’Ordine”

Riceviamo e pubblichiamo dal Comune di Somma Vesuviana   “A Somma Vesuviana nell’ultima settimana 53 nuovi positivi, in 7 giorni, dunque è l’ulteriore testimonianza che quando le misure restrittive vengono fatte rispettare la curva può essere tenuta almeno sotto controllo. Siamo stati gli unici a chiudere le piazze a Carnevale e a San Valentino, allo stesso tempo abbiamo in vigore anche ordinanze sindacali che vietano riunioni al chiuso e all’aperto, prevedono la sanificazione settimanale anche nei supermercati. Purtroppo dei limiti ci sono ma non per colpa dei sindaci. Ad esempio abbiamo solo poche unità di Vigili Urbani e le ringrazio perché stanno adempiendo in modo egregio al proprio compito sotto la guida del Comandante Claudio Russo e dell’Assessore alla Polizia Municipale, Sergio D’Avino. Ricordo che Somma Vesuviana per estensione è il quinto territorio della provincia di Napoli. Abbiamo scritto più volte al Prefetto chiedendo un rafforzamento della presenza delle Forze dell’Ordine sul territorio e non ultima una lettera a firma di 13 sindaci indirizzata al Ministero degli Interni. Solo grazie al grande lavoro delle unità dei Vigili Urbani ma anche dei Carabinieri e ringrazio anche il Comandante Alessandro Gambino e all’impegno della Base Cobra 2 della Protezione Civile sotto la guida del Presidente Vincenzo Secondulfo e delle Guardie dell’AISA con il Presidente Giovanni Cimmino, e al Corpo Volontari di Pronto Intervento con il Presidente, Raffaele D’Avino, stiamo riuscendo a garantire comunque i controlli. Solo l’intervento dei Vigili Urbani ha sventato il rischio che si organizzassero feste per bambini a Carnevale, infatti erano arrivate segnalazioni che andavano in questa direzione. Abbiamo  un tasso di positività ancora da tenere sotto controllo in quanto è al 14% anche se sceso di 9 punti in una settimana. Attualmente abbiamo 175 positivi attivi di cui 3 ricoverati in ospedale e 151 persone in sorveglianza sanitaria”. Lo ha dichiarato Salvatore Di Sarno, sindaco di Somma Vesuviana nel napoletano. Da Lunedì dunque tutti in zona rossa. NON POSSIAMO INCONTRARE AMICI E PARENTI ANCHE ALL’INTERNO DEL COMUNE! “La Campania tutta sarà in zona rossa. Ora più che mai è necessario seguire le misure di contenimento con il massimo impegno. Non possiamo – ha continuato Di Sarno –  permetterci di abbassare la guardia. Sono vietati gli spostamenti in entrata e in uscita dal proprio Comune e dalla propria abitazione, salvo che per comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute. È consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza. Sono sospese le attività didattiche in presenza delle scuole di ogni ordine e grado, comprese le scuole dell’infanzia ed elementari. Garantita la possibilità di svolgere attività in presenza per gli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali. Chiusi barbieri, parrucchieri e centri estetici. Chiuse tutte le attività commerciali, ad esclusione di quelle che vendono alimentari o beni di prima necessità. Restano aperti solo tabaccai, farmacie, parafarmacie e edicole. Per ristoranti, pizzerie, pub è consentito solo asporto fino alle 22 e consegna. Per i bar l’asporto è consentito fino alle 18, poi chiusura.  Restano chiusi teatri, cinema e musei. Sono sospesi gli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche, live-club e in altri locali o spazi anche all’aperto. NON possiamo incontrarci con parenti ed amici anche all’interno dello stesso comune. Ad esempio se abitiamo nei parchi, possiamo incontrare parenti ed amici? NO! Possiamo scendere, far giocare i nostri figli in prossimità dell’abitazione ma evitare contatti con persone non con viventi.  L’attività fisica è consentita solo in prossimità dell’abitazione e solo con uso obbligatorio della mascherina. Vietata attività motoria di gruppo. Non dobbiamo attenderci il controllo per rispettare le norme. Qualora non dovessimo rispettare le norme la pandemia si potrebbe prolungare con conseguenze sanitarie importanti. Tutti dobbiamo avere senso di responsabilità!!”.

Somma Vesuviana, omicidio Mario Cerciello Rega: la Procura di Roma chiede l’ergastolo per i due americani

La Procura di Roma ha chiesto due condanne all’ergastolo per Finnegan Lee Elder e per Gabriele Natale Hjorth accusati di concorso in omicidio del vicebrigadiere dei carabinieri Mario Cerciello Rega ucciso a Roma il 26 luglio del 2019. “Gravi sono i fatti e grave è l’ingiustizia che è stata commessa contro un uomo buono, che stava lavorando”. Lo ha detto il pm Maria Sabina Calabretta nel corso della sua requisitoria nel processo per l’omicidio del vicebrigadiere Mario Cerciello Rega. Dobbiamo separare i fatti provati da quelli che non lo sono, la verità dai dubbi. Il mio compito è dimostrare che Cerciello è morto solo per mano di due assassini, non deve succedere di ucciderlo un’altra volta. Per lui, strappato ai suoi cari per sempre, devono parlare tutte le cose che abbiamo ricostruito”, ha aggiunto il pm. “Una aggressione, un attacco sproporzionato e micidiale: una azione univoca per uccidere, la finalità era uccidere”. Così il pm Maria Sabina Calabretta descrive le drammatiche fasi che hanno preceduto la morte di Mario Cerciello Rega, ucciso con 11 fendenti da Finnegan Lee Elder il 26 luglio del 2019 a Roma. Per il magistrato Cerciello “avrebbe potuto poco anche se armato e non lo era. La volontà di Elder era omicidiaria”.