Zona rossa, Gori sospende le attività nelle case e attiva il servizio di videochiamata

Riceviamo e pubblichiamo dall’ufficio stampa della Gori   A seguito dell’istituzione di una nuova Zona Rossa in Campania, e al fine di tutelare la salute e la sicurezza dei cittadini e del proprio personale, GORI comunica la sospensione delle attività programmate che presuppongono l’accesso all’interno delle abitazioni, ad esclusione di quelle richieste direttamente dall’utente. Proseguono, invece, gli interventi sul territorio e tutte le operazioni utili e necessarie a garantire la continuità del servizio. Confermata, inoltre, la chiu­sura degli Sportelli al Pubblico fino al superamento di questa nuova fase emergenziale: resta attiva, in sostituzione di questo servizio, la funzione di Sportello Digitale che consente agli utenti di parlare con un operatore di GORI attraverso una semplice videochiamata, pre­notabile dal modulo presente sul sito www.goriacqua.com, che sarà poi effettuata attraverso la piat­taforma digitale TEAMS. L’Azienda ricorda, inoltre, che registrandosi all’Area Clienti MyGori del sito www.goriacqua.com, e scaricando l’app MyGori, disponibile per iOS e Android, è possibile effettuare dal proprio dispositivo tutte le operazioni di sportello (nuovi contratti, voltura, rateizzazione, duplicati della bolletta, ecc.). Le medesime operazioni possono essere eseguite anche tramite il Nu­mero Verde commerciale di GORI 800900161 (gratuito da rete fissa) e 0810206622 (da rete mobile). Infine, si ricorda che per effettuare il pagamento delle bollette non è necessario spostarsi da casa: oltre che con l’attivazione della domiciliazione su conto corrente, è possibile pagare online, at­traverso l’Area Clienti e l’app MyGORI, oppure utilizzando tutte le altre modalità presenti nella sezione “modalità di pagamento” del sito www.goriacqua.com. GORI si scusa per eventuali disagi, dovuti unicamente alla volontà di tutelare la sicurezza di tutta la comunità.  

Napoli – Bologna (Partita 39), sarei contento di vederti sempre così

Ti ho criticato, ho criticato squadra e allenatore, ho criticato molto negativamente la maggior parte, se non tutte, le partite recenti. Lo abbiamo fatto in tanti, giustamente direi. Ma l’onestà intellettuale ci deve far giudicare ogni partita come una singola partita, ovviamente contestualizzata, nel bene e nel male, nel momento storico. E quindi, Napoli, sarei contento di vederti sempre così.

   

Ho letto giudizi contrastanti, ma a me è piaciuto il Napoli. Il Bologna è una buona squadra, che riusciva ad arrivare facilmente a ridosso del nostro portiere, uscendo agevolmente dalla pressione azzurra, ma il Napoli ha mostrato sprazzi di bel gioco. Bravi i singoli. Fabian è in un buon periodo. Insigne è stato un mattatore, Ospina si fa trovare pronto. Zielinski ci mette la sua qualità, e quando lo fa sono guai per tutti. Ho visto scambi verso il centro, diagonali, inserimenti, veli, finte, dribbling e movimento. Così è arrivato il primo gol di Insigne. Non mancano i pericoli per Ospina, che salva su Palacio. Nel secondo tempo il Bologna non ci sta, vuole recuperare, si sbilancia, Gattuso sfrutta le praterie avversarie inserendo Osimhen. Il nigeriano è nella sua comfort zone, corre veloce verso la porta, segna, e ripaga il suo allenatore, e dopo poco se ne mangia un altro. Il Napoli dorme e il Bologna accorcia. Ma la squadra di Mihajlovic lascia troppo spazio, che permette al mattatore dell’incontro, Insigne, di segnare la sua doppietta. Le statistiche ci forniscono un certo equilibrio tra le due squadre, con una predominanza nel possesso palla (55%) e nei passaggi riusciti per il Bologna.

Io ho visto segnali positivi, finalmente il Napoli che fa gioco, non più quel blocco inerte e senza anima delle ultime partite. La strada è ancora lunga, le prossime 3 partite sono delle montagne difficili da scalare. Non è detto che il Napoli abbia la continuità richiesta, ha dimostrato più volte di perdersi nelle proprie incertezze. Io comunque, oggi sono soddisfatto, Napoli, sarei contento di vederti sempre così, con un senso e vincente.

Sant’Anastasia, 8 Marzo, riparte il “Centro Antiviolenza Artemisia”

Riceviamo e pubblichiamo dal Comune di Sant’Anastasia
La pandemia ha accentuato le disuguaglianze e le donne, acrobate da sempre, stanno pagando il prezzo più alto della crisi: Sant’Anastasia è un paese amico delle donne? E che cosa possiamo fare per migliorare la loro vita?
Non sono poche le donne colpite duramente dalla pandemia perché impiegate in lavori poco sicuri o precari e che sono scomparsi o mutati a seguito della crisi. Ma non solo, i lockdown continui hanno comportato un aumento dei casi di violenze domestiche.
L’8 marzo ricorre la Giornata Internazionale della Donna e per ricordare sia le conquiste sociali, economiche e politiche, sia le discriminazioni e le violenze di cui le donne sono state e sono ancora oggetto, il Sindaco Carmine Esposito e  l’Assessora alle Politiche Sociali – ma anche tutta l’amministrazione –  hanno deciso di istituire uno sportello di ascolto gratuito per le donne.
La giornata internazionale delle donne sta qui a ricordare come ancora oggi le donne non hanno gli stessi diritti degli uomini e di come si renda necessario avere sportelli di aiuto e di ascolto per donne.
L’Amministrazione Esposito, per tutto il mese di marzo intensifica le consulenze psicologiche dello Sportello Ascolto già attivo presso il Comune rivolgendo un’attenzione particolare alle donne anastasiane.
Lunedì 8 Marzo riparte il “Centro Antiviolenza Artemisia” e si può prenotare una consulenza gratuita chiamando in orario pomeridiano:
martedì e giovedì dalle 15.00 alle 18.00
Il centro è operativo attraverso varie linee telefoniche:
    • Numero Verde 800102590, in rete con il numero nazionale Antiviolenza 1522.
    • Sportello Centro Antiviolenza del Comune di Sant’Anastasia- 0818930258
Qui le dichiarazioni di alcuni membri dell’Amministrazione:
L’assessora alla Cultura la dott.ssa Saveria Giordano: “Il modello culturale esistente fa si che sulle donne si concentri quasi il 70% del cosiddetto <<lavoro di cura>>, dei figli, degli anziani, delle categorie cosiddette fragili.
Un lavoro che spesso non trova nemmeno un adeguato riconoscimento emotivo oltre che economico e questo mette le donne in una condizione di dipendenza dalla famiglia e/o dal partner, incidendo negativamente sul benessere psicofisico della donna.
 Pertanto come amministrazione pensiamo sia necessario prenderci cura di coloro che si prendono cura, offrendo uno spazio dedicato alle donne e al contempo allestire contesti di riflessione per favorire un riequilibrio di genere”.
“Le donne, casalinghe, madri, lavoratrici, tutte, hanno una capacità innata di accoglimento. Questo mese vogliamo dedicarlo prevalentemente a loro, ascoltando e supportando in un periodo così precario i loro bisogni e seguirle facendo sentire forte il nostro sostegno” -queste le dichiarazioni dell’Assessora alle Politiche Sociali e Pari Opportunità Cettina Giliberti.
Rosaria Fornaro Presidente del Consiglio comunale e avvocata lascia le sue dichiarazioni:
 In quale punto di riflessione questa società contemporanea ha sbagliato a intravedere, porre domande e giudicare? E le donne in questo speciale contesto in che modo possono far sentire la voce del loro cuore? Tutta la questione possiamo solo definirla giusta o sbagliata o si tratta solo di conseguenze?
La donna, a mio avviso, innescata in contesto societario deve impegnarsi e far impegnare gli altri tutti a non vederla e considerarla più come soggetto particolare ma a vederla come un soggetto dato e per questo motivo non in dovere di dover sempre dimostrare o urlare i propri diritti. Oggi è, a mio avviso, quasi un non curarsi della stessa donna, nel momento in cui ha bisogno ancora di tutelarsi e difendersi a denti stretti e ad unghie lunghe da un opinione falsamente aperta a tutte le difformità.
Il bisogno utopico di doverla adulare solo in determinate occasione risulta vano se non lo si fa quotidianamente, costantemente in ogni grande piccolo gesto. La donna nella sua immensità ha il diritto di essere apprezzata e onorata in modo semplice e naturale.
La donna è vittima di conseguenze di un sistema ancora antiquato e deve assolutamente impegnarsi con tutto il suo potere, ancora una volta, storicamente, a ribellarsi a ciò e pretendere di essere punto di appoggio già sicuramente dato e non essere tenuta a palesarlo e giustificarlo.
Chiude infine il Sindaco Carmine Esposito: “Credo sia doveroso porsi una domanda: in quale mondo vogliamo vivere? Cosa vogliamo lasciare ai nostri figli, nipoti?
La disuguaglianza di genere va combattuta trasversalmente alle attività  di tutti i giorni, nel Paese che al momento sto governando vorrei fosse chiaro un messaggio: la parità di genere è necessaria per crescere le generazioni future.
Spero che parlarne ora serva a non doverne parlare più”.

Nasce il Manifesto/Appello per Brusciano libera dalle camorre

Riceviamo e pubblichiamo Solidarietà al sindaco di Brusciano, Giuseppe Montanile che ha denunciato, testimoniato e fatto arrestare due persone accusate di aver tenuto sotto sequestro un ragazzo. Da giorni subisce pesanti minacce, non sono le prime, ed ora è destinatario di una misura di vigilanza disposta dal Prefetto di Napoli a tutela della sua incolumità personale. Con uno strano tempismo sei consiglieri della sua stessa maggioranza, insieme ad otto dell’opposizione firmano le dimissioni davanti al notaio decretando la caduta dell’amministrazione comunale in carica da due anni. L’accusa rivolta al primo cittadino è quella di occuparsi di criminalità che non rientra nelle prerogative del sindaco. Nel mirino finisce anche un Consiglio comunale straordinario tenuto all’interno del rione 219 e l’ espressione “Comune decamorrizzato” pronunciata da Montanile. Non tutti i presenti gradiscono il proclama del sindaco. È un crescendo di tensioni che s’incrocia anche e soprattutto con l’attività amministrativa di questi mesi, portata avanti dal sindaco e dalla giunta, volta alla totale discontinuità con le ‘pratiche del passato’. Commissione d’Accesso Ci appelliamo al ministro dell’Interno affinché accenda un faro di legalità sul Municipio di Brusciano e valuti l’ipotesi di nominare una Commissione d’accesso per verificare se nella ‘Casa Comunale’ esistano condizionamenti esterni, interferenze indebite che influiscano sullo svolgimento sereno e legale delle attività amministrative. Lotta alla camorra Sul fronte della lotta alle organizzazioni criminali e alle attività ad esse collegate come la gestione delle piazza di spaccio, usura, racket è il momento di chiedere al Prefetto e al Ministro dell’Interno un’azione profonda, radicale di bonifica e liberazione dei territori. Rafforzare un lavoro di ripristino della legalità, già intenso e proficuo da parte della forze dell’ordine. In particolare, occorre concentrarsi sul rione 219 divenuto un fortino dei clan. Lo Stato ci dev’essere e riportare in quel luogo la bandiera italiana. È un dovere tutelare gli onesti, la stragrande maggioranza degli abitati di Brusciano, che subiscono il potere della camorra. Rinnovare la politica È necessaria una politica capace di autoriformarsi. Costruire un protocollo di legalità che garantisca la qualità delle candidature e innalzare il livello morale della rappresentanza. Non è solo questione di casellario giudiziario pulito o il non essere sottoposto a processi. La questione è più ampia, riguarda il declinare la parola ‘rinnovamento’. Fatti salvi i diritti e la legittimità della propria candidatura, i partiti, le liste civiche devono darsi un codice di autoregolamentazione affinché non sia più possibile ritrovarsi nelle liste persone che ininterrottamente da anni ricoprono la carica di consigliere comunale solo per dare copertura e forza a chiari conflitti d’interesse professionale, personale, familiare oppure colleziore surrettiziamente incarichi di consulenze e prebende. Una declinazione attuale della “questione morale” di cui la Politica deve farsi carico anche e soprattutto tenendo conto dell’etica e della natura comportamentale dei candidati. Rete di associazioni della società civile impegnate sui territori C’è un forte bisogno nella città di Brusciano di costruire, nel medio e lungo periodo, una rete civica dal basso, mettere assieme le realtà straordinarie che operano nel quotidiano, la bella politica, la società civile, i movimenti, l’associazionismo, le esperienze resistenti. Un fronte largo che garantisca discontinuità e colpisca i grumi di potere, le rendite di posizione e sconfigga il partito trasversale dell’interesse di pochi a scapito della ‘Cosa pubblica’. Si vince insieme con la partecipazione in un rapporto virtuoso tra istituzioni, società civile e politica. I promotori : Associazione Libera Campania, Associazione Di.Vo, Coordinamento campano contro le camorre, Lista ‘La politica perbene’, Associazione Melagrana, Associazione Ya Basta, Associazione Città Aperta Pomigliano, Rinascita Pomigliano, Associazione Sott’ e’ ncoppa, Masseria Ferraioli-Bene confiscato, Acerra Città futura, Legambiente Ottaviano, Rinascita, Gennaro Migliore (deputato Italia Viva), Sandro Ruotolo (senatore indipendente del Centrosinistra), Tommaso Sodano. Si accolgono altre adesioni

Bombe a Somma Vesuviana, Salvatore Rianna : “Somma oppressa da una cappa grigia”

Riceviamo e pubblichiamo dal consigliere Salvatore Rianna

“C’è una grigia cappa su Somma Vesuviana, come di piombo, ormai ve n’è certezza. Ordigni, l’ultimo stasera, intimidazioni, avvertimenti, attentati, minacce. Lo dicevo nel 2017, nulla è cambiato se non in peggio. Qui bisogna ripartire dalla Legalità” – il commento a caldo del consigliere di opposizione Salvatore Rianna subito dopo l’esplosione di un ordigno dinanzi all’abitazione di un professionista, un tecnico nel ramo dell’edilizia.

La seconda bomba, a circa dieci giorni da un altro ordigno lasciato fuori dalla porta dello studio di un consigliere comunale e dal momento in cui si è appreso dai media che altre intimidazioni simili erano occorse a parenti di amministratori, è preoccupante. “C’è qualcosa che non torna, questo è evidente – dichiara Rianna – non ci si può limitare alla pur salda fiducia nelle forze dell’ordine. Da tempo Somma Vesuviana è oppressa da una grigia coltre che non può essere squarciata dalla semplice enunciazione di Legalità, né servono riunioni, proclami o consessi ipocriti dove pubblicamente ci si dichiara solidali con la vittima di turno. La legalità è qualcosa di più complesso, deve trasparire in ogni singolo atto della vita amministrativa, dovrebbe accomunarci tutti”.

“Non si può più rimanere in silenzio – aggiunge il consigliere Rianna – in un paese dove tutte le iniquità sembrano normali finché non toccano gli interessi di qualcuno, né accorgersi solo ora di quello che ci sta capitando intorno”.

Bombe a Somma Vesuviana, Celestino Allocca: “Cittadini onesti non abbassino la testa”

Riceviamo e pubblichiamo dal consigliere Celestino Allocca

“A Somma Vesuviana continuano a verificarsi episodi estremamente gravi. La verità giudiziaria su questi fatti dovrà scoprirla la magistratura, insieme alle forze dell’ordine. Ma nel rappresentare l’opposizione io, come uomo libero e semplice cittadino, non posso restare in silenzio”. Così Celestino Allocca, già candidato sindaco a Somma Vesuviana e attualmente consigliere comunale di opposizione, commenta sui social l’ennesimo atto intimidatorio avvenuto a Somma Vesuviana.

Continua Allocca: “Ho già chiesto, insieme ad altri colleghi consiglieri, che il Sindaco Salvatore Di Sarno riferisca in Consiglio comunale il più presto possibile. A Somma Vesuviana, città libera e democratica, deve esserci la libertà di fare politica senza condizionamenti. E se tale libertà non c’è, non possiamo fare finta di niente”.

Celestino Allocca, poi, lancia un appello ai “cittadini onesti di Somma Vesuviana” e spiega: “Sono la stragrande maggioranza, a loro dico: non abbassiamo la testa, non molliamo e, soprattutto, non restiamo in silenzio. Questa non è la città delle bombe”.

Somma Vesuviana, il consigliere Piccolo: “Somma non merita l’appellativo di “paese delle bombe”: subito un consiglio comunale”

Riceviamo e  pubblichiamo dal consigliere comunale Pasquale Piccolo   Alla luce degli ultimi episodi di ieri 06/03/2021, pur condannando, senza se e senza ma, qualsiasi atto di violenza ai danni dei cittadini ed in modo particolare di consiglieri comunali, in quanto anche rappresentanti delle istituzioni, condivido con forza quanto affermato e richiesto dal gruppo “Insieme per Somma”. Il nostro paese sta vivendo un momento buio e soprattutto di grande silenzio da parte delle istituzioni, pertanto ritengo che sia necessario un chiarimento da parte del Sindaco al fine di tranquillizzare i cittadini, visto la sua funzione anche di responsabile della sicurezza cittadina. Domani stesso provvederò, in qualità di capogruppo de “L’ Aurora” a richiedere la convocazione di un consiglio comunale sui predetti episodi. Non credo che Somma Vesuviana, e lo posso sottoscrivere quale ex Sindaco, meriti l’appellativo “il paese delle bombe”. Pasquale Piccolo

Somma Vesuviana, episodi intimidatori, Insieme per Somma all’Amministrazione: “Dimettetevi per il bene di tutta Somma”

Riceviamo e pubblichiamo dal gruppo politico “Insieme per Somma”   È passato poco più di un anno (Febbraio 2020) dalle dimissioni dei Consiglieri Raia e Scala, che in accordo con Giovanni Salierno, Coordinatore del Gruppo “Insieme per Somma”, reputarono che non vi erano più i presupposti , a seguito di diversi articoli di stampa, relativa all’esistenza di indagini per presunto voto di scambio, per assicurare un governo sereno alla città. Ad oggi, considerato il susseguirsi di incresciosi episodi intimidatori, nei quali sono stati coinvolti anche esponenti della stessa maggioranza di cui facevamo parte, nonché il continuo silenzio del Sindaco, che mai è intervenuto, quanto meno per rassicurare la cittadinanza, sembra ormai inevitabile, al fine di raggiungere quella serenità già da tempo invocata, rinnovare l’invito all amministrazione di mettere fine a quest’esperienza e di dimettersi per il bene di tutta Somma.

A Sanremo a sorpresa trionfa il rock e i Maneskin tornano a casa con la vittoria

Alle tre di notte circa, tra lo stupore generale, l’edizione più difficile da gestire della storia del Festival di Sanremo la vince la giovane band romana di Torna a casa che dedica la vittoria a quel prof che a loro diceva sempre di stare zitti e buoni! Si impongono sulla coppia Fedez Michielin (nonostante l’influenza sulla Rete della Ferragni), seconda con Chiamami per nome e l’ottimo Ermal Meta, terzo con Un milione di cose da dirti. Willie Peyote con il brano Mai dire mai (La locura) si aggiudica il prestigioso Premio della Critica Mia Martini, mentre i bravissimi Colapesce e Dimartino che, ne siamo certi, faranno tanta strada ancora, con la loro egregia Musica Leggerissima conquistano il Premio Lucio Dalla.

San Giorgio a Cremano, l’appello di FreeCremano: “Salviamo Villa Bruno”

Riceviamo e pubblichiamo dal movimento politico FreeCremano

 

Dopo le infiltrazioni d’acqua si temono danni agli affreschi dell’ 800

Numerose associazioni, personalità della società civile e diversi cittadini attivi hanno risposto all’appello pubblico lanciato da FreeCremano all’indirizzo dell’Amministrazione comunale per salvare Villa Bruno. Nei giorni scorsi un video pubblicato sui canali social del collettivo sangiorgese testimoniava la presenza di severe infiltrazioni d’acqua in uno dei saloni del piano nobile della Villa vesuviana. Si temono danni permanenti agli affreschi dell’ ‘800 che decorano gli ambienti dei saloni nobiliari per la massiccia umidità presente sulle pareti. Al momento sono ignote le cause che hanno originato le infiltrazioni ma si ipotizza che qualche tubatura interna all’edificio abbia ceduto. Dal palazzo municipale bocche cucite sull’accaduto. “Chiediamo che venga messa in sicurezza nell’immediato la struttura e le decorazioni artistiche al suo interno”: è questo, in sintesi, il messaggio lanciato sui social ai vertici dell’Amministrazione locale. “Difendere un patrimonio collettivo – dichiara Danilo Cascone, referente di FreeCremano – come il complesso monumentale di Villa Bruno dovrebbe essere un obbligo morale, in primis da parte di chi ci amministra. Chiediamo a tutte le realtà associative del territorio, in special modo quelle che si occupano di cultura, di unirsi alla nostra battaglia di civiltà. È inaudito che uno dei nostri gioielli di pregio architettonico debba essere così tanto mortificato. È un colpo basso alla nostra storia, alla nostra identità. Si intervenga con la massima urgenza e si metta a conoscenza la popolazione su quanto accaduto!” Di seguito il link all’appello pubblico: https://www.facebook.com/FreeCremano/photos/a.114129387148689/185039603391000