La Campania da lunedì si tingerà di rosso, trascinando con sé l’incubo del lockdown. A distanza di un anno dallo scoppio della pandemia, ancora tanti i problemi irrisolti, a partire dalle realtà ospedaliere costrette a fare i conti con reparti di degenza ormai pieni e proteste continue sul fronte scuola, messa in ginocchio dai colpi del virus.
È ormai questione di ore, da lunedì la Campania finirà nuovamente in zona rossa. Decisione governativa inevitabile per affrontare una curva epidemiologica in salita. Troppi ancora i casi, numeri in costante aumento in ogni comune. Una realtà a cui tutti ci stiamo abituando, anche se a fatica, ma che ancora troppi sottovalutano, lasciando prevalere un discutibile senso di superficialità, arroganza e chi più ne ha, più ne metta. A pagarne le conseguenze è proprio chi, al contrario, rispetta le regole. Serrande abbassate per tanti commercianti non rientranti nella categoria di vendita di beni di prima necessità che fino ad ora hanno svolto il proprio lavoro nell’osservanza delle norme vigenti per tutelare la salute propria e altrui. Una cosa, però, è certa: servono maggiori controlli. E questo non è certamente un buon segno, perché con estrema chiarezza mette in luce l’incapacità di cittadini che non sanno autoregolarsi, necessitando, dunque, del malefico controllore munito di multe salatissime.
Un quadro, dunque, in peggioramento; e in un anno cosa è cambiato? Assolutamente nulla. La realtà negli ospedali non è tanto diversa dallo scorso marzo 2020 con reparti di degenza ordinaria Covid ormai pieni. In affanno i pronto soccorso delle città, come il Caldarelli o l’Ospedale del Mare ancora sotto pressione. Tra le corsie ritorna l’incubo di un boom incontrollato di contagi che comporterebbe un inevitabile collasso. Nella sola area nolana, la città bruniana conta ben 185 positivi attivi, tra gli altri anche Padre Beniamino, vescovo emerito di Nola ricoverato da un mese al Cotugno di Napoli; 106 nel comune di Saviano; 88 a Marigliano; 47 a Scisciano e 43 in quel di Cicciano. Massima prudenza e rispetto delle regole sono la condizione necessaria per dire definitivamente addio alle sfumature cromatiche che ormai caratterizzano la mappa italiana.
Al contempo, sul fronte scuola la situazione non è delle migliori. Intollerabile o apprezzata, la DAD continua a creare profonde fratture tra docenti, studenti e genitori. Nella giornata odierna, in una delle zone centrali di Napoli, in via Toledo, il comitato “No-DAD” ha dato inizio ad una protesta insieme a bambini e famiglie. A favore della riapertura delle scuole anche artisti di strada che si sono uniti alla manifestazione con cartelli riportanti lo slogan “La scuola è zona bianca”, candele e lingue di fuoco per richiamare l’attenzione proprio di tutti. Riaprire o non riaprire? Questo è un problema che necessita di una risposta definitiva, ma per ora l’unica certezza in Campania è che da lunedì tutti i plessi dovranno rispettare una chiusura imposta dai vertici del governo.

