Somma Vesuviana, Alberto Angrisani il primo podestà fascista

Nel 1927, il Duce Benito Mussolini, per le migliori sorti della città di Somma Vesuviana, scelse il dr. Alberto Angrisani, combattente valoroso e professionista esemplare, come podestà. Angrisani rimane, ancora oggi, un eccezionale riferimento per gli studiosi locali grazie ai suoi numerosi approfondimenti condotti come critico d’arte e famose sono le sue trascrizioni, fatte di suo pugno, delle tavole dei registri angioini nelle quali è citato il nome di Somma.     Alberto Carlo Antonio Angrisani nacque a Somma Vesuviana in vico Dogana il 4 novembre del 1878 dal farmacista Gennaro (1830-1912) e da Donna Teresa d’Amore. Il padre gestiva ed era proprietario di una farmacia in paese: una tradizione di famiglia, ancora oggi, viva in città. Alberto conseguì una discreta formazione umanistica, che coltivò nell’intero arco della sua vita, interessandosi – come riporta il professor Jacopo Pignatiello nella rivista Summae Civitas – soprattutto di storia, archeologia e arte, sebbene i suoi studi spingevano all’epoca in una direzione del tutto scientifica. La sorella Almerinda (1872 – 1947) fu ricevitrice postale ed è ricordata sia per le mirabili collezioni delle cartoline illustrate della sua città e sia per l’elogio ricevuto il 21 dicembre del 1921 dal Ministero delle Poste e dei Telegrafi per aver scoperto con grande oculatezza e diligenza una banda di falsari. Almerinda fornì ai Regi Carabinieri il mezzo di poter scoprire l’associazione a delinquere, facendo trarre in arresto tutti i componenti (Bollettino del Ministero, cit. Domenico Parisi). Un’altra sorella, Elisa (1874 – 1955), sposerà nel 1906 l’impiegato postale telegrafico Armando De Martino di Napoli: dalla coppia nascerà lo storico del diritto romano e politico Francesco De Martino. Altro consanguineo fu Paolino Angrisani (1863 – 1945), sindaco e primo laureato in giurisprudenza di Somma Vesuviana. Ricordiamo ancora Pasqualina (1865 – 1954), Attilia (n. 1868) e Giuseppe (n. 1871). Alberto conseguì una prima laurea in medicina e chirurgia, poi una seconda con indirizzo farmaceutico, per subentrare al padre nella gestione di famiglia. Già da giovane, divenne parte attiva nella vita politica della sua città di appartenenza, ricoprendo vari ruoli e cariche politiche.  Nel 1911, partecipò come volontario alla guerra coloniale in Libia, nella quale si guadagnò una medaglia di bronzo al valore militare. All’alba della Grande Guerra, divenne un acceso interventista e vi combatté con il grado di ufficiale medico, conquistando vari meriti. Convolò a nozze in Taurano, in provincia di Avellino, il 13 ottobre 1919 (data matrimonio parte civile) con la nobildonna Angela Maria Maffettone. Nel 1922, sedette nel Consiglio scolastico provinciale di Napoli in qualità di rappresentante del gruppo dei Comuni che conservavano l’amministrazione delle scuole; mentre, al contrario, tutte le altre erano amministrate dal Consiglio scolastico stesso. La sua progressiva ascesa politica lo porterà a ricoprire la carica di podestà della sua città il 2 giugno del 1927, aderendo ufficialmente al Partito Nazionale Fascista e abbracciando in pieno l’ideologia. A riguardo, il quotidiano Roma del 29 maggio così riportava: Il Duce…per le migliori sorti della nostra Somma ha scelto il dr. Alberto Angrisani, combattente valoroso e professionista esemplare, Podestà di Somma Vesuviana (cit. G. Cocozza). Il 29 aprile del 1928, alla presenza del direttorio del fascio, Angrisani pose la prima pietra per la costruzione del monumento ai Caduti della Grande Guerra, ultimato sette anni dopo tra alterne vicende giudiziarie. In questo periodo, in un clima politico arroventato in città, il podestà fu bersaglio di due colpi di fucile, che fortunatamente non andarono a segno. La notizia fu riportata in prima pagina, addirittura, da La Libertà – Giornale della concentrazione antifascista, che all’epoca veniva stampato a Parigi. La polizia arrestò, per tentato omicidio, i fratelli Vincenzo, Giuseppe e Maria Parisi e l’operaio Alfonso Nocerino, sospettati di essere gli autori del tentativo criminoso, come riferisce il prof. Mimmo Parisi. Nel mese di aprile del 1929, sorprendentemente, una lettera di contestazione del Partito Fascista Nazionale lo invitava a dare spiegazioni per iscritto su una serie di comportamenti che il sodalizio riteneva inaccettabili. Angrisani, allora, sconcertato, si dimise da podestà.  Il 12 dicembre 1929, l’Alto Commissario per la Provincia di Napoli – continua Mimmo Parisi –  prese atto delle sue dimissioni, che furono accettate definitivamente dal Ministero degli Interni. L’amara decisione fu comunicata ad Angrisani dal commissario prefettizio Waldimiro del Giudice, divenuto nel frattempo il nuovo podestà cittadino. Il 16 giugno del 1930, l’espulsione dal Partito Nazionale Fascista diventò ufficiale e definitiva: il provvedimento privava Angrisani sia della tessera che del distintivo del partito. Più tardi, il 29 dicembre dello stesso anno, il Podestà Waldimiro Del Giudice gli inviò una lettera di contestazione, in cui si chiedeva le motivazioni riguardanti una spesa non autorizzata di circa lire 2.000, per la quale emergevano responsabilità amministrative e contabili. Nel 1935, infine, lo troviamo, in qualità di regio ispettore ai monumenti, componente di rilievo della Commissione Toponomastica cittadina, istituita dal podestà Mario Angrisani il 29 aprile di quell’anno. Per l’occasione, fu approntato un minuzioso studio, con precisi richiami d’archivio e rigidi criteri scientifici, dal titolo Guida Toponomastica di Somma Vesuviana e del suo territorio. L’opera doveva concorrere ad un premio d’incoraggiamento della Reale Accademia d’Italia che ne avrebbe permesso, poi, la stampa. Il progetto, comunque, non andò a buon fine e oggi siamo in possesso di quell’unica copia grazie al compianto prof. Raffaele D’Avino, che fotocopiò il prezioso esemplare in possesso dell’ufficio tecnico municipale, peraltro scomparso da quelle stanze. Al di là delle beghe politiche – amministrative, il Dr. Angrisani rimane, comunque, ancora oggi  una grande personalità grazie ai suoi numerosi studi condotti come critico d’arte e famose sono le sue trascrizioni, fatte di suo pugno, delle tavole dei registri angioini nelle quali è citato il nome di Somma. Verso la fine dell’Ottocento e nel corso della prima metà del Novecento strinse contatti con più elementi di spicco della cultura italiana del tempo. Sappiamo che aveva contatti con Enrico De Nicola e che conoscesse personalmente Salvatore Di Giacomo, Giustino Fortunato e Matilde Serao. La sua biblioteca divenne un vero e proprio centro culturale nella quale si formarono personaggi come il senatore Gaetano Arfè, il poeta Gino Auriemma, il professore Francesco De Martino e cosi via.  Le Brevi notizie storiche e demografiche intorno alla città di Somma del 1928 è l’opera per eccellenza e costituisce – secondo il Pignatiello – una tappa bibliografica essenziale e avvincente per chi ambisca a scoprire la storia di Somma Vesuviana. Il libro è una memoria scritta in pochi giorni, propriamente quindici, in difesa dell’autonomia della città, dinnanzi all’ ardita pretesa di unire il Comune di Sant’Anastasia con la Città di Somma Vesuviana. Le appassionate e vibranti pagine scritte da Alberto Angrisani suggellarono, così, la definitiva indipendenza amministrativa della sua amata città. Si spense a Somma Vesuviana il 21 luglio del 1953.  

Somma Vesuviana, l’appello del PD:” Tutti uniti per contrastare chi vuole affermare il proprio dominio sulla nostra Città”

Riceviamo e pubblichiamo dal segretario cittadino del Pd   Gli incresciosi episodi che si stanno verificando sul nostro territorio comunale, atti d’intimidazione indirizzati a due esponenti dell’attuale amministrazione comunale, e a un noto tecnico locale con l’utilizzo di bombe, hanno generato sgomento e determinato un clima di preoccupazione . Tali atti vengono compiuti in una situazione già estremamente difficile e incerta dovuta all’emergenza sanitaria in corso, che sta amplificando il disagio, la precarietà e la paura, facendo emergere tante fragilità. Episodi come questi, sui quali dovranno fare chiarezza le forze dell’ordine e la magistratura, gettano ombre e pongono interrogativi, ma soprattutto non fanno sentire al sicuro la nostra comunità. Il Partito Democratico lancia un appello alle istituzioni, alle forze politiche ed alla società civile ad  essere vigili e solidali. Solo facendo sentire, unitariamente, la presenza e la voce di tutti  si può contrastare chi, con la violenza, vuole affermare il proprio dominio ed esercitare il  controllo sulla nostra Città. Il segretario cittadino Filomena Tiziano    

Somma Vesuviana, restrizioni covid, l’aiuto del Comune ai commercianti: eliminata la parte variabile

Eliminata la parte variabile  per gli esercenti sommesi. “Per tutte quelle attività che hanno dovuto chiudere durante questa pandemia sarà eliminata la parte variabile in relazione al periodo di chiusura. E’ giusto, corretto andare incontro a quei commercianti, a quelle imprese chiuse e che sono in difficoltà per la situazione economica generata dall’emergenza sanitaria che oramai dura da ben un anno. Purtroppo dal punto di vista fiscale possiamo intervenire solo su questo anche se ulteriori azioni saranno al vaglio della Giunta comunale nei prossimi giorni”. Lo ha annunciato  il sindaco Salvatore Di Sarno. In cosa consiste l’aiuto?  Quando arriva l’avviso per il pagamento della TARI, dalla GESET, il tributo  è suddiviso in due tipologie: una fissa e una variabile. Quella fissa serve a coprire tutti i costi di gestione del servizio, quella variabile copre tutti i costi di smaltimento ed è legata in qualche modo alla produzione di un rifiuto, materialmente a ciò che produci. Siccome la parte fissa è prevista dai contratti del Comune con la società, l’amministrazione può intervenire sulla parte variabile. Per i commercianti che hanno dovuto chiudere per diverso tempo a causa dei decreti anti covid , saranno messi a  disposizione dei fondi che il governo ha stanziato con i quali si va a coprire il costo variabile del tributo al posto del commerciante. La parte variabile corrisponde a circa il 44% del tributo complessivo. Facciamo un esempio.  Se  un bar o un ristorante  ha dovuto chiudere i battenti per circa cinque mesi a causa del Covid, se  il  tributo ammonta  a 650 euro: di cui 330 di quota fissa e 282 di quota variabile e  se ha dovuto chiudere per sei mesi,  gli saranno tolti 150 euro da quei 282. Così facendo il commerciante arriva a risparmiare circa il 23% sul totale del tributo. I soldi per coprire questi interventi vengono presi dal fondo per le funzioni fondamentali stanziato dal governo già lo scorso anno. È chiaro che  per chi  ha un locale piccolo, il risparmio è contenuto, ma per chi ha un grande negozio il risparmio può essere maggiore”.    

Terra dei Fuochi, sequestrata a Caivano un’area di 10mila metri quadri di rifiuti pericolosi

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Un grosso quantitativo di rifiuti speciali pericolosi è stato sequestrato stamattina dalla Polizia Metropolitana a Caivano  in una operazione- della Cabina di Regia per il contrasto ai roghi della “Terra dei Fuochi” con il supporto dell’ Esercito. E’ stata ispezionata un’azienda di Caivano con un’autorizzazione per la messa in riserva ai fini del recupero di rifiuti non pericolosi di ferro e acciaio.  Ma gli agenti della Polizia Metropolitana e di militari hanno trovato invece: circa 18 mila metri cubi di rifiuti misti di vario genere, pericolosi, accatastati in cumuli alti fino a 8 metri in violazione delle norme ambientale. I rifiuti speciali pericolosi erano depositati su un’area di circa 10mila metri quadrati, senza alcuna pavimentazione, con oli, percolato ed altre sostanze inquinanti che penetrano nel terreno, batterie esauste, pneumatici fuori uso, bombole di gas non bonificate, motori e altro materiale inquinante. Il titolare della ditta è stato denunciato per gestione illecita di rifiuti speciali pericolosi e inquinamento. L’ ‘area è stata sequestrata. Sono stati elevati anche verbali di contestazione per violazioni amministrative. Mentre erano in corso i controlli, un camion che trasportava rifiuti destinati all’ impianto ha invertito il senso di marcia tentando la fuga. Inseguito dagli agenti, è stato accertato che trasportava illecitamente rifiuti che non potevano essere conferiti nella struttura. (foto: ansa.it)

Cercola, allaccio alla rete elettrica pubblica e scarico delle acque nelle fogne comunali: denunciate 4 persone

 Sicurezza ambientale. Carabinieri e Guardia Costiera denunciano 4 persone  I carabinieri della tenenza di Cercola insieme al personale della guardia costiera di torre del greco hanno denunciato per furto di energia elettrica e per scarico di reflui industriali 4 persone. I militari hanno controllato un autolavaggio in via collodi ed hanno accertato che l’attività non aveva la prevista autorizzazione per lo scarico delle acque reflue nelle fogne comunali. Accertato anche l’allaccio abusivo alla rete elettrica pubblica. L’intera area è stata sequestrata e i 4 – gestori dell’attività – sono stati denunciati.

Ok da Regione e Arpac: arriva ad Acerra la centrale a biometano. Gli ecologisti: “Presi in giro da Comune e Asi”

Un progetto imponente in dirittura d’arrivo che consentirà lo stoccaggio e il trattamento in località Pantano di 60mila tonnellate all’anno di rifiuti organici      Dopo la centrale elettrica a olio di palma, dopo l’inceneritore, dopo le tante aziende di stoccaggio e trattamento che ormai formano il più grande polo regionale dei rifiuti, adesso l’area industriale di Acerra sta per ospitare la seconda centrale privata di biometano della provincia di Napoli, impianto che seguirà uno analogo da tempo operativo nel poco distante territorio di Giugliano. Ma gli ambientalisti della zona sono infuriati. “A questo punto – commentano – si è rivelata un clamoroso flop la moratoria sulla realizzazione delle fabbriche impattanti annunciata a febbraio dal sindaco di Acerra e dal presidente dell’Asi”. A ogni modo il nuovo stabilimento sarà costruito tra poche settimane nel recinto della Montefibre, la grande fabbrica chimica dismessa per sempre, smantellata e spedita in Turchia cinque anni fa. Proprio qui, nel suo recinto, è entrata in azione, dal 2008, la centrale di produzione elettrica dalla combustione dell’olio di palma, la “Friel”, che per la fuoriuscita dei fumi sfrutta il camino della Montefibre. Ora però la zona industriale di Acerra si appresta a diventare lo scenario di una grossa operazione finalizzata allo stoccaggio e al trattamento dei rifiuti organici da trasformare in gas metano, carburante destinato al mercato dell’autotrazione. La Valutazione d’Impatto Ambientale, la cosiddetta “VIA”, è stata rilasciata qualche giorno fa dalla Regione Campania e dall’Arpac, l’Agenzia regionale per la protezione ambientale. Tutto ok, dunque. Il progetto è della napoletana New Green Fuel. E’ un progetto imponente: 81mila tonnellate all’anno di rifiuti organici provenienti dalla raccolta differenziata, di scarti vegetali, legno e cartone da mettere ogni anno nella vasca di un “biodigestore” capace di produrre in fase anaerobica dalla decomposizione di materiale “organico” e “ligneo-cellulosico” quasi 10 milioni di metri cubi annuali di metano da destinare ai distributori di carburante. Il business punta su tre fattori: lo stoccaggio dei rifiuti organici, la produzione e la vendita del metano e gli eco incentivi statali. Più marginale invece si prospetta il ricavo dalla produzione di compost, il fertilizzante agricolo. Attività che comunque sono in grado di creare un volume di affari di almeno una ventina di milioni di euro all’anno con margini di guadagno molto elevati grazie ai costi complessivi sul lavoro e sulla manutenzione relativamente contenuti e al relativamente facile ammortamento di quelli di costruzione dell’impianto. La fabbrica di biometano della New Green Fuel sarà realizzata nell’area verde della Montefibre, quella non occupata da attrezzature industriali, in località Pantano, al confine con quella denominata Pagliarone, zone di campagna decantate per la loro fertilità e salubrità fino agli anni Sessanta. Intanto il nuovo biodigestore anaerobico, cioè con un processo produttivo che si svolge in assenza di ossigeno, sarà in grado di trattare 60mila tonnellate all’anno di rifiuti organici scaturiti dalla differenziata urbana. Vale a dire che avrà una capacità quattro volte superiore a quella del futuro impianto di compostaggio aerobico previsto a pochi chilometri, nella vicina Pomigliano (inizio dei lavori a luglio) e che sarà realizzato con i fondi della Regione e gestito dal Comune. Produrrà compost dal trattamento di 18mila tonnellate all’anno di organico e da altre 6mila tonnellate di scarti cellulosici. A questo proposito l’obiettivo della giunta regionale e del suo vicepresidente, l’assessore con delega all’ambiente Fulvio Bonavitacola, è di realizzare in Campania 15 impianti pubblici di compostaggio aerobico per rendere meno cara la tassa sui rifiuti e per abbassare il prezzo dello smaltimento dell’organico, attualmente condizionato dal monopolio dei privati. Privati che peraltro stanno puntando al massimo sfruttamento dei rifiuti anche attraverso la produzione di biometano. E’ infatti in progetto un terzo impianto del genere, ad Afragola, un tiro di schioppo da Acerra. “Daremo battaglia – conclude però l’ambientalista Alessandro Cannavacciuolo – il sindaco di Acerra e il presidente dell’Asi avevano detto che questa storia sarebbe finita firmando provvedimenti scritti: tutte parole al vento”.

Brusciano,controlli serrati: arresti, denunce e sequestri di armi e droga

Il Comando Provinciale Carabinieri di Napoli ha disposto – già dall’inizio dell’anno – un massiccio controllo del territorio nel comune di brusciano. I carabinieri setacciano quotidianamente le strade ed hanno effettuato svariati arresti, perquisizioni e sequestri.   I militari del comando provinciale di napoli sono impegnati nei controlli a brusciano per il contrasto di vari reati: dalle armi alla droga per passare poi al servizio sempre più fondamentale di vicinanza al cittadino con una massiccia presenza sul territorio. Rinvenute e sequestrate diverse armi e munizioni. Il 21 gennaio scorso i Carabinieri della Sezione Operativa della compagnia di Castello di Cisterna hanno rinvenuto e sequestrato 6 pistole semiautomatiche di vario calibro, 1 pistola mitragliatrice, 1 carabina munita di silenziatore e 350 proiettili di vario calibro. L’arsenale era nascosto all’interno di una cassaforte murata all’interno di una intercapedine ricavata negli scantinati del complesso di edilizia popolare “219”. Il 29 gennaio scorso, in un fondo agricolo, i Carabinieri della compagnia di Castello di Cisterna hanno rinvenuto e sequestrato 1 pistola revolver a tamburo calibro 38 special con matricola abrasa, 3 cartucce calibro 9 corto e 2 giubbotti anti proiettile. Era tutto nascosto in una botte. Durante una perquisizione dello scorso 7 febbraio, i militari della Stazione di Brusciano hanno trovato – in un sottotetto di un palazzo del complesso popolare ex legge 219 – un fucile a canne mozze calibro 16 con matricola abrasa. Arresti per droga e sequestri di sostanza stupefacente. In questi 2 mesi appena trascorsi i Carabinieri hanno arrestato un 24enne di Casalnuovo di Napoli, per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. L’uomo fu trovato in possesso di 5 grammi di Cocaina, 22 grammi di Crack, di una dose di “Hashish” e della somma contante di 788 euro provento del reato. Sempre in via Paolo Borsellino, i militari dell’Arma hanno arrestato un 25enne di Castello di Cisterna per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti perché trovato in possesso di 27 grammi di “Crack”. A finire in manette anche un 44enne del posto trovato – in via de filippo – in possesso di varie dosi di hashish e marijuana e di denaro provento del reato. Analoga sorte per un 47enne del luogo. L’uomo, fermato dai Carabinieri in via caccia, è stato trovato in possesso di una pistola a tamburo con matricola abrasa calibro 7,65, di 120 grammi di marijuana e 55 grammi di hashish. Durante una delle svariate perquisizioni – disposte dal comando provinciale di napoli – i Carabinieri, all’interno del rione popolare, hanno sequestrato 676 grammi di cocaina e vario materiale per il confezionamento della droga. In un’altra operazione, i militari hanno rinvenuto e sequestrato 286 grammi di sostanza stupefacente (135 gr hashish e 151 gr marijuana). Numeri importanti che rispecchiano l’impegno degli uomini e delle donne dell’arma messi in campo e che sono frutto di una presenza costante sul territorio. Sono 10, ad oggi, i servizi di alto impatto disposti dal Comando Provinciale di Napoli. Durante questi servizi i Carabinieri della Compagnia di Castello di Cisterna insieme a quelli del Reggimento Campania hanno effettuato 4 arresti e denunciato 10 persone a piede libero. Più di 200 le persone identificate e 158 i veicoli controllati. I servizi continueranno senza sosta.

San Giorgio a Cremano, al via il polo vaccinale. Il sindaco: “Apertura in tempi record”

Riceviamo e pubblichiamo dal Comune di San Giorgio a Cremano

   

 E’ iniziata ieri la campagna vaccinale a San Giorgio a Cremano, presso il Centro Polifunzionale in via Mazzini che da ieri, e per i prossimi mesi, sarà il polo vaccinale del Distretto 54, pronto ad accogliere i cittadini di San Giorgio a Cremano  e San Sebastiano al Vesuvio.

Alle 7.30 del mattino sono arrivati i primi 84 vaccini Pzfizer destinati agli ultraottantenni. Le dosi sono state prelevate dagli agenti di Polizia Municipale di San Giorgio a Cremano, presso la farmacia ospedaliera della Asl Na 3 a Castellammare di Stabia. Entro venerdì le dosi aumenteranno a 100 al giorno per altrettante persone. Quelle che eventualmente avanzeranno saranno riportate, al termine dei due turni di somministrazione quotidiana (8.00/14.00 e 14.00/20.00) presso la farmacia, per evitare il depauperamento delle stesse.

La struttura è capace di accogliere senza alcuna criticità tutti gli over 80 che la Regione ha “mandato” presso il polo vaccinale sangiorgese e che erano già registrati sulla piattaforma  secondo la prassi stabilita.

L’iter vaccinale prevede: l’accettazione, effettuata al desk alla presenza di informatici e medici di medicina generale, che è comprensiva di un breve screening sul proprio stato di salute; la somministrazione del vaccino a cura di infermieri della Asl, nelle tre postazioni messe a disposizione e infine l’osservazione post vaccinale che dura dai 15 ai 20 minuti presso la sala d’attesa, per verificare eventuali reazioni avverse ed intervenire tempestivamente.

Il primo paziente a vaccinarsi presso il Centro sangiorgese si chiama Vincenzo ed ha 84 anni. La prima donna è stata la sig.ra Anna, di 83.

Abbiamo aperto questo polo vaccinale in tempi record – ha detto il Sindaco Giorgio Zinno – perchè era giusto che la nostra comunità avesse quanto prima una sede di prossimità dove poter effettuare il vaccino e iniziare così questa nuova fase di lotta al virus. Voglio ringraziare tutti coloro che hanno contribuito a questo obiettivo: dipendenti comunali, medici di medicina generale, naturalmente la Asl, in particolare il direttore Amministrativo Gennaro Sorto e direttrice del Distretto, Maria Teresa Stocchetti, oltre alla nostra Protezione Civile, sempre preziosa per il suo supporto“.

 

Covid, Acerra come un fortino: strade chiuse. Ecco l’elenco delle vie sbarrate

Il numero degli attuali positivi è sceso a 443 (questo il dato fornito ieri dall’Asl) ma fino al 2 marzo qui i cittadini risultati ancora positivi al Coronavirus erano circa 600: un rapporto di un contagiato ogni 100 abitanti. Numeri che ponevano la città dell’inceneritore al quarto posto nella triste classifica dell’Asl Napoli 2 Nord sulle cifre del contagio nei 32 comuni di competenza sanitaria. Al primo posto c’era la confinante Casalnuovo, al secondo e al terzo rispettivamente Arzano e Frattamaggiore. A ogni modo, nonostante il calo, il sindaco di Acerra, Raffaele Lettieri, ha fatto chiudere le strade d’accesso. La blindatura della città è iniziata ieri mattina, con l’inizio della zona rossa in Campania. Chiuse le strade principali con transenne e new jersey. Rimaste aperte solo quelle di collegamento strategico, purché provviste di telecamere. “L’obiettivo – ha detto Lettieri – è di controllare chi entra e chi esce attraverso il sistema di videosorveglianza. Ma la collaborazione la deve dare soprattutto la cittadinanza. Il 60 % dei contagiati sono giovani sotto i 30 anni”. Non è la prima volta che il sindaco di Acerra fa chiudere le strade. È accaduto anche l’anno scorso, durante i momenti più bui della pandemia. Ecco intanto le strade off limits: via Volturno, altezza incrocio con Via degli Etruschi ; via De Gasperi, altezza incrocio con Via degli Etruschi ; via Viviani, per il tratto non praticabile; via Massimo Troisi, altezza civico 28; via Seminario, altezza cavalcavia dell’Autostrada A30; via degli Aragonesi, altezza del confine stradale comunale in direzione via dei Normanni;  via Santa Maria la Selva, altezza del civico 31; via San Giovanni, altezza cavalcavia dell’Autostrada A30; via Valletta, all’incrocio di via Pietrabianca; via Giovanni Paolo Il, altezza incrocio Via F. Tagliamonte; via Caccioppoli, altezza incrocio Via Diaz; via Caracciolo, altezza incrocio Via Diaz; via Filangieri, altezza incrocio Via Diaz; prolungamento Via Minghetti, altezza incrocio Via Diaz e tutte le strade di accesso all’area P.I.P.

Esuberi Auchan-Conad a Mugnano, Giugliano, Pompei, colpo di scena: incontro annullato per Covid

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La terza ondata della pandemia ha fatto rinviare a data da stabilire l’importante incontro sul futuro dei 120 lavoratori dichiarati in esubero da Conad nei tre ipermercati dislocati nel Napoletano   “Ci avevano inviato dalla Regione la convocazione ufficiale ma poi, nel tardo pomeriggio di oggi, ci hanno spedito il contrordine: la riunione è stata rinviata a data da stabilire a causa dell’aumento generalizzato dei contagi da Coronavirus”.  A parlare è un rammaricato Antonio Napoletano, il sindacalista della Uiltucs di Napoli che da anni sta seguendo la vertenza dei lavoratori Auchan poi trasferiti a Conad e ora in parte messi in esubero dal perimetro degli ipermercati di Mugnano, Giugliano e Pompei. Proprio oggi Napoletano aveva annunciato l’apertura di uno spiraglio: la convocazione alla Regione dei sindacati e dell’azienda per discutere la ricollocazione degli esuberi in altre imprese. Ditte che hanno intenzione di insediarsi negli spazi lasciati liberi dal ridimensionamento degli ipermercati. Ma qualche minuto fa la Regione è stata costretta ad annullare tutto. “Ci hanno detto che l’aumento dei casi di Covid in Campania non rende più possibile l’incontro in un primo momento previsto per domattina in Regione”, dichiara Napoletano.