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Nel 1927, il Duce Benito Mussolini, per le migliori sorti della città di Somma Vesuviana, scelse il dr. Alberto Angrisani, combattente valoroso e professionista esemplare, come podestà. Angrisani rimane, ancora oggi, un eccezionale riferimento per gli studiosi locali grazie ai suoi numerosi approfondimenti condotti come critico d’arte e famose sono le sue trascrizioni, fatte di suo pugno, delle tavole dei registri angioini nelle quali è citato il nome di Somma.

 

 

Alberto Carlo Antonio Angrisani nacque a Somma Vesuviana in vico Dogana il 4 novembre del 1878 dal farmacista Gennaro (1830-1912) e da Donna Teresa d’Amore. Il padre gestiva ed era proprietario di una farmacia in paese: una tradizione di famiglia, ancora oggi, viva in città. Alberto conseguì una discreta formazione umanistica, che coltivò nell’intero arco della sua vita, interessandosi – come riporta il professor Jacopo Pignatiello nella rivista Summae Civitas – soprattutto di storia, archeologia e arte, sebbene i suoi studi spingevano all’epoca in una direzione del tutto scientifica. La sorella Almerinda (1872 – 1947) fu ricevitrice postale ed è ricordata sia per le mirabili collezioni delle cartoline illustrate della sua città e sia per l’elogio ricevuto il 21 dicembre del 1921 dal Ministero delle Poste e dei Telegrafi per aver scoperto con grande oculatezza e diligenza una banda di falsari. Almerinda fornì ai Regi Carabinieri il mezzo di poter scoprire l’associazione a delinquere, facendo trarre in arresto tutti i componenti (Bollettino del Ministero, cit. Domenico Parisi). Un’altra sorella, Elisa (1874 – 1955), sposerà nel 1906 l’impiegato postale telegrafico Armando De Martino di Napoli: dalla coppia nascerà lo storico del diritto romano e politico Francesco De Martino. Altro consanguineo fu Paolino Angrisani (1863 – 1945), sindaco e primo laureato in giurisprudenza di Somma Vesuviana. Ricordiamo ancora Pasqualina (1865 – 1954), Attilia (n. 1868) e Giuseppe (n. 1871).

Alberto conseguì una prima laurea in medicina e chirurgia, poi una seconda con indirizzo farmaceutico, per subentrare al padre nella gestione di famiglia. Già da giovane, divenne parte attiva nella vita politica della sua città di appartenenza, ricoprendo vari ruoli e cariche politiche.  Nel 1911, partecipò come volontario alla guerra coloniale in Libia, nella quale si guadagnò una medaglia di bronzo al valore militare. All’alba della Grande Guerra, divenne un acceso interventista e vi combatté con il grado di ufficiale medico, conquistando vari meriti. Convolò a nozze in Taurano, in provincia di Avellino, il 13 ottobre 1919 (data matrimonio parte civile) con la nobildonna Angela Maria Maffettone. Nel 1922, sedette nel Consiglio scolastico provinciale di Napoli in qualità di rappresentante del gruppo dei Comuni che conservavano l’amministrazione delle scuole; mentre, al contrario, tutte le altre erano amministrate dal Consiglio scolastico stesso.

La sua progressiva ascesa politica lo porterà a ricoprire la carica di podestà della sua città il 2 giugno del 1927, aderendo ufficialmente al Partito Nazionale Fascista e abbracciando in pieno l’ideologia. A riguardo, il quotidiano Roma del 29 maggio così riportava: Il Duce…per le migliori sorti della nostra Somma ha scelto il dr. Alberto Angrisani, combattente valoroso e professionista esemplare, Podestà di Somma Vesuviana (cit. G. Cocozza). Il 29 aprile del 1928, alla presenza del direttorio del fascio, Angrisani pose la prima pietra per la costruzione del monumento ai Caduti della Grande Guerra, ultimato sette anni dopo tra alterne vicende giudiziarie. In questo periodo, in un clima politico arroventato in città, il podestà fu bersaglio di due colpi di fucile, che fortunatamente non andarono a segno. La notizia fu riportata in prima pagina, addirittura, da La Libertà – Giornale della concentrazione antifascista, che all’epoca veniva stampato a Parigi. La polizia arrestò, per tentato omicidio, i fratelli Vincenzo, Giuseppe e Maria Parisi e l’operaio Alfonso Nocerino, sospettati di essere gli autori del tentativo criminoso, come riferisce il prof. Mimmo Parisi. Nel mese di aprile del 1929, sorprendentemente, una lettera di contestazione del Partito Fascista Nazionale lo invitava a dare spiegazioni per iscritto su una serie di comportamenti che il sodalizio riteneva inaccettabili. Angrisani, allora, sconcertato, si dimise da podestà.  Il 12 dicembre 1929, l’Alto Commissario per la Provincia di Napoli – continua Mimmo Parisi –  prese atto delle sue dimissioni, che furono accettate definitivamente dal Ministero degli Interni. L’amara decisione fu comunicata ad Angrisani dal commissario prefettizio Waldimiro del Giudice, divenuto nel frattempo il nuovo podestà cittadino. Il 16 giugno del 1930, l’espulsione dal Partito Nazionale Fascista diventò ufficiale e definitiva: il provvedimento privava Angrisani sia della tessera che del distintivo del partito. Più tardi, il 29 dicembre dello stesso anno, il Podestà Waldimiro Del Giudice gli inviò una lettera di contestazione, in cui si chiedeva le motivazioni riguardanti una spesa non autorizzata di circa lire 2.000, per la quale emergevano responsabilità amministrative e contabili.

Nel 1935, infine, lo troviamo, in qualità di regio ispettore ai monumenti, componente di rilievo della Commissione Toponomastica cittadina, istituita dal podestà Mario Angrisani il 29 aprile di quell’anno. Per l’occasione, fu approntato un minuzioso studio, con precisi richiami d’archivio e rigidi criteri scientifici, dal titolo Guida Toponomastica di Somma Vesuviana e del suo territorio. L’opera doveva concorrere ad un premio d’incoraggiamento della Reale Accademia d’Italia che ne avrebbe permesso, poi, la stampa. Il progetto, comunque, non andò a buon fine e oggi siamo in possesso di quell’unica copia grazie al compianto prof. Raffaele D’Avino, che fotocopiò il prezioso esemplare in possesso dell’ufficio tecnico municipale, peraltro scomparso da quelle stanze.

Al di là delle beghe politiche – amministrative, il Dr. Angrisani rimane, comunque, ancora oggi  una grande personalità grazie ai suoi numerosi studi condotti come critico d’arte e famose sono le sue trascrizioni, fatte di suo pugno, delle tavole dei registri angioini nelle quali è citato il nome di Somma. Verso la fine dell’Ottocento e nel corso della prima metà del Novecento strinse contatti con più elementi di spicco della cultura italiana del tempo. Sappiamo che aveva contatti con Enrico De Nicola e che conoscesse personalmente Salvatore Di Giacomo, Giustino Fortunato e Matilde Serao. La sua biblioteca divenne un vero e proprio centro culturale nella quale si formarono personaggi come il senatore Gaetano Arfè, il poeta Gino Auriemma, il professore Francesco De Martino e cosi via.  Le Brevi notizie storiche e demografiche intorno alla città di Somma del 1928 è l’opera per eccellenza e costituisce – secondo il Pignatiello – una tappa bibliografica essenziale e avvincente per chi ambisca a scoprire la storia di Somma Vesuviana. Il libro è una memoria scritta in pochi giorni, propriamente quindici, in difesa dell’autonomia della città, dinnanzi all’ ardita pretesa di unire il Comune di Sant’Anastasia con la Città di Somma Vesuviana. Le appassionate e vibranti pagine scritte da Alberto Angrisani suggellarono, così, la definitiva indipendenza amministrativa della sua amata città. Si spense a Somma Vesuviana il 21 luglio del 1953.