Marigliano, emergenza COVID: termina il servizio di assistenza sanitaria domiciliare, si cerca una soluzione

In piena zona rossa arriva il report del Nucleo Operativo di Emergenza “Salamandra”, il gruppo di protezione civile mariglianese che negli ultimi mesi ha garantito alla comunità un prezioso servizio di assistenza sanitaria a domicilio, attraverso un ambulanza COVID comunale attivata in virtù di una convenzione con l’ente. La cattiva notizia è che questa convenzione è scaduta e dunque per il momento il servizio non è più assicurato, nonostante la situazione di emergenza pandemica che vive una delle fasi più acute. I dati relativi all’attività svolta sul territorio mariglianese dai volontari della “Salamandra”, guidati dal presidente Peppe Sepe, fanno riferimento all’ultimo trimestre, contemplando le azioni eseguite tra la fine di novembre 2020 e la fine di febbraio 2021. In totale si contano 116 interventi, di cui 107 su pazienti positivi (che avevano richiesto un soccorso sanitario) e 9 interventi ordinari (su richieste ricevute dal 118 e dalle forze dell’ordine). Sono stati 42 i codici verdi, urgenza minore, con presenza di sintomi che non interessano le funzioni vitali, ma su pazienti che hanno necessità di ricevere delle cure; 21 i codici gialli, urgenza, non c’è un immediato pericolo di vita ma il paziente necessita quanto prima di un controllo da parte del medico; 6 codici rossi, emergenza, con pazienti che si trovano in immediato pericolo di vita; infine anche un codice blu, che riguarda i pazienti con funzione vitale compromessa e che viene assegnato fuori dal reparto ospedaliero. Sono state effettuate anche 38 terapie domiciliari, in particolare per cittadini delle fasce più deboli quali anziani, disabili e persone che vivono da sole. I ricoveri evitati (e questo, stando all’attuale emergenza negli ospedali, è forse il risultato più significativo dello strumento messo in campo) sono stati 18, tutti cittadini con sintomatologia degenerativa trattati medicalmente con un’assistenza di 72, in sinergia con i professionisti di medicina territoriale. Infine si contano 7 pazienti ricoverati per grave insufficienza respiratoria. Su Facebook i volontari del Nucleo di Emergenza scrivono: “Ci dispiace non poter fornire ancora assistenza sanitaria, ma non avendo più convenzione con Ente Pubblico non siamo autorizzati, legalmente tutelati ed assicurati al servizio”. I commenti dei cittadini sottolineano l’importanza dell’iniziativa e si chiedono come mai proprio adesso, in piena zona rossa, il servizio debba venir meno. Tuttavia apprendiamo che l’ente comunale è al lavoro per dare continuità allo strumento di assistenza sanitaria a domicilio ed è verosimile che già nelle prossime ore possa sbloccarsi qualcosa in tal senso. Bisogna trovare ulteriori fondi per coprire le spese, evidentemente. Intanto sono saliti a 118 i casi attualmente attivi in città, come comunicato dal sindaco Jossa nella serata di ieri. Dunque si contano 7 casi in più rispetto all’aggiornamento dello scorso 11 marzo fornito dall’Agenzia di Sviluppo Area Nolana.

Inquinamento e patologie oncologiche, i Medici per l’ambiente Campania: “Avviare bonifiche e prevenzione primaria”

Riceviamo e pubblichiamo dall’Associazione Italiana Medici per l’ambiente Campania “Noi Medici per l’Ambiente ISDE Campania, preoccupati per la importante correlazione tra inquinamento e patologie oncologiche rilevate dal recente studio scientifico dell’Istituto Superiore di Sanita, commissionato dalla Procura di Napoli 2 Nord, lanciamo un appello al mondo medico regionale, per implementare, nonostante la pandemia, gli Screening Oncologici soprattutto per il tumore della mammella e del colon-retto, ridotti ai minimi termini in questo ultimo anno. Vorremmo evitare che l’alto tasso di Inquinamento, che persiste nella Terra dei Fuochi, non faccia ulteriori vittime.  Siamo pertanto solidali con il monito alle istituzioni espresso dalla Conferenza Episcopale Campana, auspicando una legittima attività di Alta Prevenzione Sanitaria, purtroppo ad oggi, colpevolmente inefficace”. Di seguito la Nota dei vescovi della Campania sullo studio epidemiologico commissionato dalla Procura della Repubblica di Napoli Nord e realizzato dall’Istituto Superiore di Sanità «Si estenda il monitoraggio sugli altri territori interessati all’inquinamento ambientale», chiedono i presuli della regione commentando la recente pubblicazione dei dati dello studio epidemiologico commissionato dalla Procura della Repubblica di Napoli Nord e realizzato dall’Istituto Superiore di Sanità. I vescovi ritengono «il Rapporto di particolare importanza» e chiedono di «bloccare qualsiasi attività illecita e non controllata di smaltimento di rifiuti»; infine, annunciano per il prossimo 17 aprile ad Acerra «il Convegno nazionale “Custodire le nostre Terre. Salute, ambiente, lavoropromosso dalle Commissioni e dagli Uffici competenti della CEI e da noi vescovi della Campania».  CONFERENZA EPISCOPALE CAMPANA  Abbiamo preso atto del recente studio epidemiologico e sanitario, commissionato dalla Procura della Repubblica di Napoli Nord e realizzato dall’Istituto Superiore di Sanità, pubblicato il 10 febbraio u.s. Il Rapporto è frutto di un accordo di collaborazione scientifica con l’Istituto Superiore di Sanità «finalizzato allo scambio di dati e di informazioni derivanti dalla sorveglianza epidemiologica della popolazione residente nel Circondario di Napoli Nord, con riferimento agli eccessi della mortalità e dell’incidenza tumorale … ». Riteniamo il Rapporto di particolare importanza, in quanto si riconosce, per la prima volta, «un possibile ruolo causale e/o concausale dei siti di rifiuti, in particolare quelli incontrollati e illegali di rifiuti pericolosi, nell’insorgenza di queste malattie». È la conferma, da parte di indiscusse autorità, di quanto la popolazione ha percepito da tempo. Riconosciamo che si tratta di un atto ufficiale di notevole portata con il quale tutti, anche la cosiddetta “corrente negazionista” dovrà confrontarsi. Auspichiamo che tale esempio virtuoso di collaborazione tra Enti ed Istituzioni possa continuare; chiediamo che:
  • si estenda il monitoraggio sugli altri territori interessati all’inquinamento ambientale, sviluppando “un sistema di sorveglianza epidemiologica in particolare nelle province di Napoli e Caserta”;
     si realizzino gli interventi evidenziati dai risultati dell’indagine che lo stesso Rapporto     raccomanda:
  • bloccare qualsiasi attività illecita e non controllata di smaltimento di rifiuti;
  • bonificare i siti;
  • incentivare un ciclo virtuoso della gestione dei rifiuti;
  • attivare un piano di sorveglianza epidemiologica permanente per le  popolazioni;
  • sviluppare attività educative alla corresponsabilità.
 annunciamo che il prossimo 17 aprile si terrà ad Acerra, dalle 9.00 alle 13.00, il Convegno nazionale Custodire le nostre Terre. Salute, ambiente, lavoro, promosso dalle Commissioni e dagli Uffici competenti della CEI e da noi vescovi della Campania. Invochiamo dal Signore, per tutti in questo tempo di Quaresima, il dono di una costante conversione alla salvaguardia del creato. I Vescovi della Conferenza Episcopale Campana  (fonte foto: avvenire.it)  

Le ricette di Biagio: Pasta e piselli. ‘”E pesielle ‘nziriusi” come certi versi di Di Giacomo

0
Un “piatto” vesuviano, che faceva parte, a Ottaviano, dei riti della festa di San Michele. Perché una signora ottavianese, “’e copp’’a Toppa”, chiamava  “’nziriusi” i piselli di questo “piatto”.  Il confronto con una poesia di Di Giacomo, in cui l’armonia concorde dei versi viene rotta dai giochi fonosimbolici di un verso “’nziriuso”, che però non offende, anzi  rinforza  la “musica” degli altri versi. Come fanno i piselli  nella sostanza cremosa del piatto.   Ingredienti: gr. 400 di piselli freschi; gr. 350 di tubetti; 1 cipolla bianca ; una fetta di pancetta affumicata;  olio; menta; sale e pepe.  La cipolla sminuzzata ponetela in una casseruola con tre cucchiai di olio extravergine. Lasciate che il tutto soffrigga per pochi momenti, aggiungete la pancetta, lasciate che di nuovo il tutto soffrigga per un minuto, poi versate i piselli, aggiungete una foglia di menta, girate, rosolate a fuoco medio per due minuti, coprite continuamente con acqua calda i piselli, e quando il tutto incomincia a bollire, calate i tubetti, girate su fuoco moderato per sei minuti, avendo cura  di mescolare lentamente, per evitare che i piselli si rompano e si sciolgano. Fate in modo che la pasta assorba tutto il liquido, perché la caratteristica prima di questo piatto è la consistenza cremosa. Biagio aggiunge a fine cottura sale e pepe, ma respinge categoricamente, in questa pasta e piselli “alla napoletana”, l’uso di qualsiasi tipo di formaggio, perché, a parer suo, ne risulterebbe danneggiato il sapore dei piselli: che invece viene esaltato dalla pancetta ( ma non dal prosciutto). Fino alla metà del ‘900 l’agricoltura vesuviana dedicò grande cura alla coltivazione dei piselli, in particolare dei piselli nani, gli zimperinielli, dei “rampicanti precoci di Napoli”, e del “verde di Trecase, che raggiunge altezze superiori ai due metri ed offre uno spettacolo meraviglioso con i suoi frutti pendenti a cascata” (S. Sannino). “Pasta e piselli” era un “piatto” delle comunità: a Ottaviano l’ 8 maggio, il giorno sacro a San Michele, nei tempi in cui le tradizioni avevano ancora significato e valore, ogni famiglia consumava quel “piatto”, e “pasta e piselli” era il pranzo dei “lavoratori a giornata” che curavano le vigne e i frutteti: è probabile che i “piselli” riuscissero a dare forza e sapore anche all’ “acquata” che di solito accompagnava quel “pranzo”. I pastori avellinesi che portavano le loro greggi a svernare negli stalli lungo gli alvei di Madonna dell’Arco fecero conoscere la squisitezza dell’arrosto di agnello con contorno di piselli, e questo “piatto” diede fama e lauti guadagni alle osterie e alle locande di Santa Anastasia e dei Comuni confinanti. Una “scena” di molti anni fa: “Zi’ Speranza” che, per l’età e per la saggezza, era Maestra di vita e di cucina per le famiglie che abitavano dietro il Municipio, “’ncoppa ‘a Toppa”, ricordava alle sue allieve che, se facevano “squagliare” i piselli, era meglio gettare via tutto, perché avrebbero portato in tavola non la “pasta e piselli”, ma “polvere di piselli”, lo sciagurato pastrocchio che gli Americani imposero ai Napoletani nei giorni della loro presenza in città, dopo il crollo del fascismo e la ritirata dei Tedeschi. Diceva “Zi’ Speranza” che i piselli sono “’nziriusi”, splendido aggettivo napoletano dall’oscura etimologia e dal significato complesso, perché può intendersi come “capriccioso, cocciuto”, ma anche come “orgoglioso”. I piselli vogliono conservare intatta l’identità del loro sapore – e su questo sapore la forma sferica imprime un segno di perfezione, di compiutezza – fino all’incontro con il palato: insomma, non accettano di confondersi con la uniformità cremosa del “piatto”, aspirano a distinguersi, a farsi notare da chi sta mangiando, e per questo misto di orgoglio e di vanità sono “’nziriusi”. Mi ricordano certe poesie di Di Giacomo, nelle quali la musica concorde e cremosa dei versi viene rotta all’improvviso da parole “’nziriose” che “suonano” una musica propria.  I versi della prima strofa di “Doppo l’anno” hanno lo stesso impianto melodico , alla cui coerenza contribuiscono il ritmo pacato dei versi e il fonosimbolismo delicato delle parole: “ ‘O nniro ‘e ll’uocchie mie, bella, vuie site, / ma site amara e nun ve n’addunate, / e specialmente quanno me vedite / tanno me pare ca v’amareggiate…”. Ma il secondo verso della seconda strofa inverte ritmo e gioco fonetico:  “Dint’o core mio……” “ io ve purtava scritta e siggillata”: la forza di questo “sigillata” non “offende” l’armonia delicata degli altri versi, al contrario le dà un senso nuovo e un nuovo vigore. Come i piselli al piatto. (FONTE FOTO.RETE INTERNET)

Marigliano, emergenza COVID: confronto tra i consiglieri comunali per una comune azione di contrasto

Stando ai grafici forniti due giorni fa dall’Agenzia di Sviluppo Area Nolana, basati su dati dell’ASL, al momento in città si registrano 111 casi di positivi attivi al coronavirus, un numero in leggera discesa rispetto al dato comunicato dall’ente comunale il 9 marzo: quel giorno i positivi erano infatti 117. Un elemento interessante che emerge dall’aggiornamento dell’Agenzia riguarda il numero dei positivi minorenni: a Marigliano sono al momento 12 su 111, quasi l’11%. Questo significa che 99 degli attualmente positivi al COVID hanno più di 18 anni. In generale nella settimana tra il 4 e l’11 marzo i nuovi positivi in città sono stati 59: questi numeri comportano che il comune guidato dal sindaco Jossa presenti una delle più basse percentuali di incidenza dei positivi sulla popolazione, pari allo 0,38%, un dato più basso anche della media nell’area nolana che si attesta sullo 0,63%.
Incidenza dei cittadini attualmente positivi al COVID sulla popolazione
Tuttavia le istituzioni cittadine invitano a non abbassare la guardia: anzi, nel corso dell’ultimo consiglio comunale la minoranza si è fatta sentire, lamentando il fatto che già il 22 febbraio, quando la situazione non si era ancora aggravata, era stata protocollata la richiesta di un consiglio monotematico, interamente dedicato alla discussione sull’emergenza COVID. La cosa non si è concretizzata e adesso i consiglieri di minoranza rinnovano a maggior ragione l’invito: sono pacati i toni del confronto, tant’è che chi siede tra i banchi dell’opposizione ribadisce la piena disponibilità a collaborare nell’azione di contrasto all’emergenza. La consigliera Rosa Capua di Periferia 2030 invita il sindaco a essere più concentrato sul tema, migliorando la comunicazione con aggiornamenti più puntuali e rigorosi e puntando su ulteriore supporto, in caso di bisogno. Le fa eco il consigliere Molaro che da remoto si chiede come mai non si sia intervenuti prima, a prescindere dalle recente ordinanze del governatore De Luca, per interdire l’accesso alla piazza principale della città, cosa avvenuta solo ieri grazie all’intervento del comando di Polizia Municipale che ha effettuato controlli lungo Corso Umberto I e sigillato con del nastro le sedute tra il municipio e il Giudice di Pace. La minoranza chiede dunque di fare squadra e rinnova la proposta di istituire una commissione consiliare ad hoc per l’emergenza COVID, oltre a una cabina di regia che già sarebbe dovuta arrivare da tempo. A replicare ci pensa il consigliere di maggioranza Sebastiano Sorrentino, di professione biologo, che entra nel merito della questione sottolineando, da professionista del settore, la gravità del momento e affermando che i positivi sono anche di più di quel che riportano i dati ufficiali: questo perché molte persone che si scoprono positive al virus non lo riportano alle autorità, soprattutto per timore di vedere interrotta la propria attività lavorativa. Ad ogni modo il comando guidato da Emiliano Nacar sta intervenendo anche per mitigare il rischio che certe situazioni comportano per l’intera comunità. La chiosa sulla questione è arrivata poi dal sindaco Jossa, il quale ha ammesso che la situazione pandemica in città si sta aggravando, ma ha anche sottolineato un approccio infelice da parte di alcuni cittadini evidentemente refrattari al rispetto delle regole: “Dopo un anno di pandemia” – rimarca il primo cittadino – “rappresenta senza dubbio un limite il fatto che qualcuno non percepisca ancora il pericolo e non sappia come comportarsi”. È necessario reprimere, dunque, ma è quasi impossibile controllare tutto e tutti a qualunque ora del giorno e in particolare di sera. Senza contare che – come riportato proprio dal sindaco – si verificano diversi casi di persone che chiedono l’annullamento delle sanzioni elevate: un’abitudine decisamente deprecabile che si aggiunge al mancato senso di responsabilità.

Palma Campania, raccolta differenziata oltre il 70%. Il sindaco: «Dati sempre più incoraggianti»

 Riceviamo e pubblichiamo dal Comune di Palma Campania

«In sei mesi, da giugno 2020 a dicembre 2020, abbiamo fatto crescere la raccolta differenziata a Palma Campania in maniera esponenziale. Siamo passati dal 59, 93% di giugno al 73,76% di dicembre, con il superamento dell’80% in diversi mesi dell’anno: è un risultato eccezionale, per il quale dobbiamo ringraziare i cittadini palmesi, che hanno collaborato in maniera significativa. Questo è l’ambientalismo che ci piace, quello dei dati, dei fatti concreti, dei risultati oggettivi». Così il sindaco di Palma Campania, Nello Donnarumma, commenta i dati sulla raccolta differenziata in città, migliorati costantemente nel corso degli ultimi tempi.

Aggiunge il consigliere delegato all’ambiente, Nello Nunziata: «Anche questi primi mesi del 2021 fanno registrare dati incoraggianti. A febbraio siamo arrivati al 78,54 %, a gennaio oltre l’80%. Fondamentale è stato il cambiamento del calendario. Allo stesso tempo, le nostre Guardie Ambientali fanno un grande lavoro nel controllo del territorio e nella lotta agli sversamenti abusivi: dobbiamo proseguire su questa strada»

Somma Vesuviana, installato il rilevatore “gentile” di velocità in via Circumvallazione

Riceviamo e pubblichiamo dal Comune di Somma Vesuviana Di Sarno: “Alimentato da energia green, il rilevatore ringrazia quando l’automobilista rispetta il limite della velocità. In questo modo ci ricorda che non dobbiamo mettere a repentaglio la nostra e la vita degli altri. Pochi mesi fa proprio in Via Circumvallazione morì un povero operaio di rientro dal lavoro”. Tecnologia a LED con pubblica illuminazione nuova, manto stradale nuovo, rotonda nuova in località Macedonia con tecnologia verde, nuova segnaletica stradale. D’Avino: “Continueremo a puntare sulla sicurezza dei cittadini. Lungo via Circumvallazione abbiamo ora anche un rilevatore di velocità, in Via Macedonia che è collegata alla stessa strada esterna, abbiamo realizzato una rotonda nuova la cui segnaletica notturna è alimentata da tecnologia green”. “A Somma Vesuviana arriva il rilevatore “gentile” di velocità. Due le particolarità: alimentato con energia pulita e ringrazia l’automobilista quando rispetta le norme, dunque quando viaggia nei limiti di velocità. Lo abbiamo installato lungo un asse viario estremamente importante quale quello della Circumvallazione che collega da una parte Somma Vesuviana a Sant’Anastasia e dall’altra Somma Vesuviana ad Ottaviano congiungendosi con le rispettive strade interne. Sembra una banalità, ma è un’azione semplice che riesce a creare un dialogo costruttivo tra il cittadino e le istituzioni. La stessa parola “grazie” è scomparsa quasi dall’uso comune ed invece la fretta e la velocità non devono farci dimenticare il rispetto per gli altri e per la vita.  Sulla stessa Circumvallazione abbiamo anche realizzato due rotonde nuove di cui una in località Macedonia e l’altra in località Pomintella. Quella di Macedonia è con pannelli alimentati da energia green. Oltre al rilevatore di velocità abbiamo realizzato una pubblica illuminazione a LED, in via di completamento. Qualche mese fa proprio in via Circumvallazione morì un giovane operaio mentre era di rientro a casa ed io vorrei dedicare a lui lo sforzo fatto dalla mia Amministrazione. Avevo promesso che quella strada sarebbe stata messa in sicurezza e lo abbiamo fatto grazie all’impegno dell’Assessore alla Viabilità, Sergio D’Avino, dell’allora Assessore ai Lavori Pubblici, Stefano Prisco e dell’attuale Assessore ai Lavori Pubblici, Ciro Cimmino e del Comandante del Corpo dei Vigili Urbani, Claudio Russo che ha portato avanti il progetto sulla sicurezza stradale in modo davvero egregio”. Lo ha affermato Salvatore Di Sarno, sindaco di Somma Vesuviana comune del napoletano. Un asse viario importante messo in sicurezza. In campo tecnologia innovativa con segnaletica ad energia verde sulla rotonda di Macedonia, e ad energia verde è anche il rilevatore di velocità installato su Via Circumvallazione. “Avevamo promesso ai cittadini una Somma Vesuviana sempre più sicura e lo stiamo facendo. Abbiamo installato decine e decine di telecamere in più punti della città ma ora mettiamo anche i rilevatori di velocità. In questo caso si tratta di un rilevatore “gentile” che ringrazia l’automobilista quando rispetta le norme – ha affermato Sergio D’Avino, assessore alla Viabilità e alla Polizia Municipale di Somma Vesuviana – e sanziona invece quando la legge non viene rispettata. Il contrasto alla velocità è fondamentale per garantire la vita delle persone. Ed allora in Via Circumvallazione che spesso veniva scambiata per autostrada abbiamo messo dossi, dissuasori ed ora c’è anche un rilevatore ad energia solare.  Abbiamo e stiamo ancora eliminando gli incroci pericolosi. Ad esempio in località Macedonia che è collegata alla Circumvallazione, abbiamo installato un impianto in grado di accumulare energia solare durante la giornata per poi attivarsi al calare della sera e rendere ben visibile la segnaletica su una rotonda completamente nuova. E’ la stessa tecnologia installata sulle piste dell’aeroporto di Fiumicino a Roma per consentire il passaggio di mezzi di soccorso. E’ un impianto dotato di tecnologia innovativa, all’avanguardia. Il consumo di energia è anche a costo zero per la comunità, in quanto l’intero impianto è alimentato dall’energia solare. Inoltre, aggiungo che trattasi di tecnologia a led. Un grande ed innovativo lavoro reso possibile grazie alla collaborazione con il Corpo di Polizia Municipale”.  Lo ha affermato Sergio D’Avino, assessore alla Viabilità e alla Polizia Municipale di Somma Vesuviana. (FONTE FOTO:RETE INTERNET)

Poggiomarino. Inquilini degli alloggi popolari a rischio sgombero. L’opposizione interroga l’amministrazione comunale

L’aggiornamento delle graduatorie di assegnazione degli alloggi popolari ERP (edilizia residenziale pubblica) di Poggiomarino, in via Carlo Alberto Dalla Chiesa, giunge in un momento più che mai complesso per i cittadini che vogliano regolare la loro posizione. Infatti, così come concesso dal Regolamento regionale, tutti i nuclei familiari che occupino senza titolo legittimo alloggi di ERP e nel rispetto dei requisiti di cui all’art. 33 comma 2 del medesimo Regolamento, hanno la possibilità di regolarizzare la propria posizione entro il 31 marzo 2021 con istanza di regolarizzazione indirizzata all’Ente Gestore. “Tuttavia, l’Italia, la Campania e Poggiomarino, vivono attualmente, a causa del Covid-19, un momento di grave crisi sanitaria e, di conseguenza, economica – affermano i consiglieri comunali di opposizione Michele Cangianiello, Giuseppe Annunziata, Nicola Salvati, Maria Stefania Franco, Nicola Guerrasio e Rossella Vorraro – inoltre, la lentezza burocratica del processo di sanatoria non permette di individuare una data certa per il perfezionamento delle pratiche IACP, costringendo gli attuali occupanti interessati a persistere in una situazione di incertezza”. Per questo, i consiglieri comunale di opposizione hanno presentato una interrogazione in consiglio comunale: “Chiediamo all’amministrazione comunale di Poggiomarino di sapere quanto tempo ci vorrà per stilare le nuove graduatorie, quante sono le famiglie che potrebbero essere sfrattate dagli alloggi di via Carlo Alberto Dalla Chiesa e se tra loro vi sono bambini o soggetti in situazione di disagio” Proseguono i consiglieri: “Chiediamo, inoltre, se l’amministrazione ha previsto i fondi per garantire degli alloggi di emergenza ai nuclei a rischio sgombero e se, per coloro che invece sono in regola coi pagamenti, viene rilasciato una certificazione di residenza”. L’opposizione attende una risposta nel corso del prossimo consiglio comunale.

Marigliano, un consiglio comunale che spiega perché la città ha bisogno di futuro

Il consiglio comunale dello scorso 10 marzo ci consegna almeno tre immagini eloquenti, una positiva e due ben poco edificanti. Per una volta iniziamo dalle buone notizie: i consiglieri, all’unanimità, hanno votato a favore della proposta di concedere la cittadinanza onoraria a Patrick Zaki, detenuto in un carcere egiziano da oltre un anno. L’iniziativa, portata in pubblica assise dal consigliere PD Peppe D’Agostino, su sollecitazione dell’Associazione Oltremarigliano che a sua volta aveva raccolto lo spirito del progetto “110 città con Patrick” lanciato dall’organizzazione no profit GoFair, ha incontrato l’approvazione di tutte le anime politiche che compongono l’assemblea. Di conseguenza, da mercoledì il giovane Zaki è cittadino onorario di Marigliano, che così facendo diventa la trentanovesima comunità italiana ad accoglierlo (ora siamo arrivati a 41). Non è dato sapere se quanto fatto servirà davvero ad accelerare la liberazione di Patrick, verosimilmente tenuto in scacco anche come pedina nell’intrigo Regeni, ma sicuramente quanto avvenuto l’altra sera rappresenta un momento prezioso per la comunità mariglianese e soprattutto per la sua politica, impegnata a riabilitare la propria immagine dopo le vicende giudiziarie che hanno coinvolto l’ex sindaco Carpino e non solo. Per una volta, insomma, si parla di Marigliano per nobili motivi, dopo i tanti, troppi inciampi che ne hanno caratterizzato la recente narrazione: dallo scandalo dei dipendenti comunali assenteisti a quello del Giudice di Pace, solo per citare gli eventi più famigerati. Bello anche il momento iniziale dell’assemblea che ha visto alcuni consiglieri (oltre al sindaco) esprimere vicinanza e sostegno all’ex primo cittadino di Brusciano, Peppe Montanile, sfiduciato dalla quasi totalità del suo consiglio comunale mentre era dal Prefetto ad apprendere la notizia di essere sotto scorta per minacce di stampo camorristico. A sostituire il sindaco ora c’è Roberto Esposito, viceprefetto e nuovamente commissario straordinario, ruolo che ha rivestito anche a Marigliano tra agosto e settembre 2020. Tuttavia, come dicevamo, l’ultimo consiglio comunale non ha offerto solo momenti edificanti, anzi. Durante la discussione sulla modifica del regolamento della sosta a pagamento, il Comandante della Polizia Municipale, Emiliano Nacar, in collegamento da remoto ha testualmente ammesso che “l’appalto per le strisce blu è talmente carente, nel suo capitolato, che ho dovuto annullarne una parte”. Non solo, Nacar ha anche aggiunto che “ci scontriamo con un appalto che è lacunoso, privo di alcuni requisiti, e le richieste che mi arrivano da alcuni cittadini cozzano, per la verità, con quanto emerge dalla discussione dei consiglieri”. Secondo il Comandante “i cittadini vogliono parcheggiare nelle aree (dei residenti) e non gli è consentito perché il capitolato è vuoto, è vuoto tecnicamente”. Un j’accuse – contro ignoti – formulato con toni anche severi che fa emergere un preoccupante livello di incompetenza, al quale avevano cercato di mettere già una toppa gli amministratori nel 2018: tentativo al quale è chiamato anche l’attuale giunta comunale. A rincarare la dose era intervenuto, già precedentemente, il consigliere di maggioranza Franco Canzerlo, il quale aveva sottolineato il bisogno inderogabile di effettuare verifiche sull’azione di governo locale, magari inserendo tra gli ordini del giorno anche una sorta di “controllo qualità” delle promesse esplicitate nei mesi della campagna elettorale. Dice infatti l’avvocato Canzerlo: “Mi sarei aspettato almeno una verifica del programma politico che siamo tenuti a portare avanti. Siamo andati nelle case della gente a proporre delle cose e sarebbe il caso di verificare punto per punto se queste cose sono state affrontate, già realizzate o se sono ancora in itinere”. Ma il punto nodale dell’intervento del consigliere, che fa il paio con la nettezza delle parole del Comandante Nacar, riguarda la sottolineatura della richiesta pressante che arriva dalla cittadinanza in merito alla necessità di migliorare i servizi di pulizia e di igiene urbana. “Questo non vuole essere un appunto a nessuno” – ha tenuto a specificare l’avvocato Canzerlo – “Però è anche giusto che chi ha degli incarichi e chi ha delle responsabilità si assuma l’onere di portare alla città un segno tangibile di un’attenzione particolare ai bisogni primari di questa città”. Dunque, nomi non ne sono stati fatti, però è indubbio che al momento nella giunta sia presente anche un assessorato all’ecologia ed è chiaro il riferimento alle responsabilità di quello specifico ruolo. Se ne ricava che il filo rosso dei due interventi succitati diventa un certo livello di incompetenza che contraddistingue la gestione della cosa pubblica mariglianese, un prezzo che i cittadini si ritrovano a dover pagare da troppo tempo (oltre alle tasse per servizi quasi inesistenti): queste sono anche e soprattutto le conseguenze di scelte politiche a dir poco infelici, come quella di confermare nel medesimo ruolo chi aveva già fallito negli anni precedenti. In un’azienda privata nessun dipendente o responsabile verrebbe riconfermato dopo una prestazione o una gestione palesemente fallimentare: perché questo deve accadere nelle istituzioni pubbliche? E allora, nel giorno del suo compleanno l’augurio migliore che possiamo fare al sindaco Jossa è di avere coraggio e operare scelte nell’esclusivo interesse dei cittadini, anche se rischiano di minare il delicato equilibrio politico che tiene in piedi l’attuale maggioranza. È tempo che si spalanchino le finestre per favorire un ricambio (anche) generazionale che sappia riconoscere i giusti valori quali meritocrazia e competenza, lasciando finalmente fuori dai giochi chi fa il bello e cattivo tempo da trent’anni. Anche perché intanto la città lentamente muore. A tal proposito, l’invito che invece rivolgiamo alla cittadinanza è quello di prendere finalmente in mano le redini della situazione, muovendo dal basso con nuove iniziative civiche e politiche che siano in grado di offrire nuova linfa alla vita pubblica della comunità. Tutti ormai guardiamo alla gestione eccellente del sindaco di Bacoli, Josi Gerardo Della Ragione, ed è proprio da lì, dal suo movimento “FreeBacoli” che arriva una grande opportunità: il lancio della “Rete dei Comuni Free”, alla quale hanno già aderito grandi centri come San Giorgio a Cremano, Casoria, Giugliano e Melito di Napoli, che ha l’obiettivo di diffondere uno spazio aperto di partecipazione e di democrazia dal basso, capace di penetrare nei territori. L’invito è aperto a tutti coloro che vogliano avvicinarsi, coinvolgendo la propria comunità, quindi perché non interessarsi e prendere per mano il futuro del territorio di residenza, forgiandone il destino? Insomma, a quando “FreeMarigliano”?

La Croazia rilancia il turismo e punta sulla sicurezza con il marchio nazionale Safe Stay in Croatia

La Croazia rilancia il turismo e punta sulla sicurezza con il marchio nazionale Safe Stay che, adeguatamente visibile, informa i visitatori che la struttura turistica, nella qualeintendono recarsi, rispetta le raccomandazioni attuali del World Travel & Tourism Council e dell’Istituto Nazionale di Sanità Pubblica.

Safe Stay in Croatia è il nuovo marchio nazionale per i protocolli di sicurezza nel settore del turismo e della ristorazione assegnato dal 2021 alle aziende del settore turistico dal Ministero del Turismo e dello Sport. Il progetto “Safe stay in Croatia” (Soggiorno sicuro in Croazia), che integra il famoso marchio World Travel and Tourism Council (WTTC), è stato presentato in questi giorni dal Ministro del Turismo e dello Sport della Repubblica di Croazia Nikolina Brnjac e dal Direttore dell’Ente Nazionale Croato per il Turismo Kristjan Staničić. Questo contrassegno consente ai visitatori di riconoscere più facilmente le destinazioni, i fornitori dei servizi e trasporto, le attrazioni turistiche e simili che hanno adottato in Croazia gli standard globali di igiene e salute. Il marchio Safe Stay, adeguatamente visibile, informa i visitatori che la struttura turistica, nella qualeintendono recarsi, rispetta le raccomandazioni attuali del World Travel & Tourism Council e dell’Istituto Nazionale di Sanità Pubblica. Con l’introduzione di questo marchio, la Croazia comprova che la salute dei viaggiatori è la priorità assoluta.

Grazie alle buone condizioni epidemiologiche, lo scorso anno la Croazia è stata riconosciuta come una destinazione sicura, mentre i dati del 2021 sono confortanti. Durante le operazioni per la preparazione all’anno turistico, purtroppo ancora in pandemia, la sicurezza e la salute sono al primo posto, il Ministro Brnjac ha sottolineato che i protocolli prescritti hanno riguardato più di 200.000 ristoratori e fornitori di servizi del settore turistico della Repubblica di Croazia. L’Ente Nazionale Croato per il Turismo ha fortemente sostenuto la campagna promozionale, iniziata a marzo e che continuerà per tutto il mese di aprile in: Italia, Germania, Austria, Polonia, Gran Bretagna, Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria, Francia e Paesi Bassi. Le attività promozionali prevedono video turistici da diffondere sui canali e portali online maggiormente seguiti, nonché sui social network con #SafeStayInCroatia. Il Direttore dell’Ente Nazionale Croato per il Turismo Kristjan Staničić, ha dichiarato: «Per noi l’Italia è un mercato importante e con questa campagna vogliamo far conoscere ai nostri fedeli ospiti italiani i protocolli e le misure epidemiologiche attuate a tutti i livelli del turismo». Ha aggiunto la Direttrice dell’Ente Nazionale Croato per il Turismo in Italia, Viviana Vukeli: «L’obiettivo è posizionare la Croazia come una destinazione diversificata e ben preparata in grado di garantire ai suoi ospiti un soggiorno sicuro e di qualità nel nostro paese».

Covid 19 in Campania, il Presidente De Luca: “Situazione estremamente seria”

I contagi in Campania aumentano a ritmo esponenziale. Gli ospedali per il momento reggono ma in caso di ulteriore crescita del contagio si potrebbe arrivare a uno stop dei ricoveri negli altri reparti.   “In Italia, secondo le previsioni, siamo nel pieno della terza ondata e ci avviamo ad avere un paese tutto in zona rossa, in Campania ci siamo già. Continuiamo a registrare un numero di positivi estremamente elevato, ieri 2700 in più con quasi 500 positivi sintomatici, se nell’ambito di questi 500 soltanto un 10% richiede il ricovero capite che dovremo liberare ogni giorno 50 posti letto in più nel nostro sistema ospedaliero”. Così il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, nella consueta diretta Fb del venerdì. “Abbiamo una situazione estremamente seria – ha aggiunto – reggiamo ancora con le degenze, con i posti letto in intensiva ma è assolutamente necessario bloccare la crescita del contagio altrimenti diventa inevitabile nel giro di dieci giorni dover chiudere altri reparti per dover accogliere pazienti covid”. (fonte foto: rete internet)