Politica, Il modello “FreeBacoli” arriva a Casoria, San Giorgio a Cremano, Giugliano e Melito

Riceviamo e pubblichiamo dal movimento politico #FREE
– “Il progetto Free è uno spazio libero in cui i cittadini, attraverso i vari gruppi locali, possono esprimersi”: questo è l’incipit del manifesto del nuovo movimento politico nato sulle orme di “FreeBacoli”, che vede in Josi Della Ragione, attuale Sindaco della cittadina flegrea, l’esponente di punta. Dopo pochi mesi dalla nascita del movimento sono già cinque i gruppi territoriali che hanno aderito alla rete nei Comuni dell’area metropolitana. Dopo San Giorgio a Cremano hanno risposto all’appello Casoria, Giugliano e Melito. Un effetto domino che pare non arrestarsi ponendosi come obiettivo quello di coinvolgere prossimamente altre realtà territoriali. Modelli di partecipazione della cittadinanza attiva dal basso, attraverso la libertà di espressione e la capacità di unire anime e competenze diverse per contribuire alla crescita dei propri territori. “Free” inteso come l’intento di liberare le rispettive comunità non solo dalla cattiva gestione della cosa pubblica, ma anche per liberarle dall’apatia e dalla rassegnazione che non possa mai esserci cambiamento. In merito ai valori su cui si poggia il progetto politico gli attivisti hanno le idee chiare: “Ispirati e motivati da valori – si legge nel manifesto politico – come la legalità, l’equità, la giustizia sociale e l’inclusione ci poniamo l’obbiettivo di essere un’incubatrice di idee, nata dalla consapevolezza e dalla necessità di dover ricostruire il senso di comunità, attraverso la partecipazione attiva dei cittadini”. Spazio anche alle tematiche ambientali “esercitando una funzione di crescita politica, con progetti e iniziative tesi esclusivamente al raggiungimento del bene comune, favoriamo e promuoviamo attività volte alla preservazione e alla difesa dell’ambiente e del paesaggio”. E infine la puntualizzazione sull’azione che caratterizzerà il nuovo soggetto politico: “cercheremo di realizzare le nostre idee attraverso un dialogo costruttivo ed un confronto diretto con le istituzioni e tutte le componenti della società civile, promuovendo la partecipazione attiva dei cittadini alla vita politica, culturale ed amministrativa del territorio, nel pieno rispetto dei valori di democrazia, trasparenza, solidarietà e sussidiarietà.”. Sulle prime fasi del nascente movimento politico piena soddisfazione è stata espressa dal primo cittadino bacolese Josi Della Ragione: “E’ un vero orgoglio, a 12 anni dalla fondazione di Freebacoli, aver ispirato questa rete associativa e politica coinvolgendo attivisti presenti nei vari territori che avevo avuto già modo di conoscere e con cui c’è un rapporto di stima. L’idea di questa “Rete dei Comuni Free” è quella di diffondere uno spazio aperto di partecipazione e di democrazia dal basso, capace di penetrare nei territori. L’invito è aperto a tutti coloro che vogliano avvicinarsi, coinvolgendo la propria comunità. Una rete associativa, sociale, politica, ambiziosa, che sia in grado di diffondere e raccontare che è possibile, concretizzabile, un modello di politica sana, fuori e dentro le istituzioni, in grado di raccogliere e mettere assieme tutte le risorse positive dei propri territori. Un modello rivelatosi vincente per un cambiamento reale e possibile. Se si è riusciti una volta, lo si può fare sempre”.

Sant’anastasia, Covid-19, la Protezione Civile per le strade della città con un altoparlante che ricorda le norme da seguire

0
In seguito ad un concreto aumento dei casi di positività al covid-19, il Sindaco di Sant’anastasia, Carmine Esposito, ha espresso sui social la propria vicinanza ai cittadini raccomandando loro di continuare ad osservare tutte le norme fin ora predisposte a seguito della zona rossa. “I contagi sono in crescita, in calo quelli delle età scolaresche”- conferma il Sindaco, evidenziando che la decisione preventiva di bloccare la didattica in presenza fosse necessaria – “siamo consapevoli dei disagi, delle sofferenze e delle difficoltà che stiamo vivendo. Supereremo questo brutto periodo se ognuno di noi farà la sua parte.” Inoltre, ieri sera la Protezione Civile ha presidiato tutto il territorio Anastasiano per controllare l’eventuale presenza di assembramenti, munita di un altoparlante che ricordava le regole da seguire e invitava i cittadini ad assumere il giusto comportamento. Nelle ultime settimane il numero dei contagi in Campania è esponenzialmente aumentato nonostante le persone guarite risultino essere tante. Intanto la campagna vaccinale prosegue molto lentamente, probabilmente troppo lentamente. Nella solita diretta del venerdì, Vincenzo De Luca ha confermato che dopo aver bloccato i lotti posti sotto osservazione da parte dell’istituto Superiore di Sanità, nelle prossime settimane si continuerà con la somministrazione del vaccino Astrazeneca. Molte persone hanno espresso però le proprie preoccupazioni visti gli improvvisi decessi di alcune persone dopo essersi sottoposti al vaccino. Risulta, infatti, essere ingente il numero delle cancellazioni per la vaccinazione dopo le ultime brutte notizie che sono circolate. La preoccupazione è tanta e ora anche i cittadini che inizialmente erano estremamente entusiasti del vaccino sembrano nutrire dei grossi dubbi.

Codici, caos vaccini AstraZeneca , Codici Campania: “Si fornisca un servizio di assistenza chiaro e puntuale”

Riceviamo e pubblichiamo da Codici Campania

Cittadini vaccinati con AstraZeneca non riescono ad avere informazioni sul lotto utilizzato, non gli è consegnato il certificato vaccinale e non trovano nemmeno traccia della vaccinazione nel fascicolo sanitario online. La vicenda ha innescato un allarme su scala europea.

Lo stop dell’Aifa, l’intervento delle aziende sanitarie, le rassicurazioni delle autorità. Sulla vicenda del vaccino AstraZeneca, che ha innescato un allarme su scala europea, in Italia si sta cercando di fare chiarezza e, al tempo stesso, di assistere i cittadini, comprensibilmente preoccupati. Non tutto, però, sembra stia andando per il verso giusto, stando almeno alle segnalazioni arrivate alla delegazione campana dell’associazione Codici.

Siamo stati contattati da alcuni cittadini – dichiara Giuseppe Ambrosio, Segretario di Codici Campania – che hanno fatto il vaccino AstraZeneca presso i centri istituti alla Mostra d’Oltremare a Napoli ed a Torre del Greco. Si sono rivolti a noi per segnalare che non riescono ad avere informazioni sul lotto utilizzato. Stando a quanto ci hanno riferito, non gli è stato consegnato il certificato vaccinale e non trovano nemmeno traccia della vaccinazione nel fascicolo sanitario online. Come è facile intuire, stanno vivendo ore di grande preoccupazione. Qualcuno ha avuto anche qualche problemino di salute, per fortuna nulla di grave, ma è chiaro che in un contesto del genere tutto si ingigantisce e si aggrava. Stiamo facendo le opportune verifiche, ma vista la gravità delle segnalazioni chiediamo alle autorità di intervenire per fare chiarezza, considerando anche che casi analoghi si sarebbero verificati in tutta la regione”.

“Invitiamo i cittadini – afferma Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici – a segnalare eventuali problemi con la vaccinazione, in particolare per quanto riguarda le informazioni sul lotto utilizzato. Al tempo stesso chiediamo alle autorità, a partire dalle aziende sanitarie, di attivare tutti i canali necessari per fornire un servizio di assistenza chiaro e puntuale. Mai come ora i cittadini non devono essere lasciati soli. Il rischio psicosi è elevatissimo e non possiamo permetterci che venga alimentato da una gestione approssimativa delle vaccinazioni o, peggio ancora, carente su aspetti fondamentali come le informazioni fornite ai cittadini”.

Chi si è sottoposto al vaccino ma non ha ricevuto informazioni sul vaccino somministrato e sul lotto a cui appartiene la dose utilizzata può inviare una segnalazione all’associazione Codici, scrivendo un’email a segreteria.sportello@codici.org oppure a codici.campania@codici.org.

Portici, truffa del finto maresciallo:”Paga o arrestiamo tuo figlio”

I Carabinieri della stazione di San Giorgio A Cremano hanno arrestato per truffa aggravata un  18enne del quartiere pendino già noto alle forze dell’ordine.   Il 91enne ha risposto al telefono, l’interlocutore gli dichiara di essere un Maresciallo dei Carabinieri e di aver arrestato suo figlio per aver provocato un incidente stradale. C’era però una possibilità per evitare la galera: dare 6mila euro all’avvocato per le spese processuali. Il 91enne accetta e attende l’arrivo di una persona per consegnare il denaro. Sarebbe dovuto essere il figlio dell’avvocato o almeno così aveva anticipato l’interlocutore dall’altra parte della cornetta. A presentarsi a casa il 18enne che si è fatto consegnare i 6mila euro pattuiti. Un attimo di lucidità ha permesso all’anziano di attirare l’attenzione dei vicini che, accogliendo i consigli contenuti nelle opere di sensibilizzazione del comando provinciale di Napoli, hanno bloccato il 18enne e chiesto aiuto ai Carabinieri. I militari dell’Arma – allertati dal 112 – erano poco distanti e una volta intervenuti hanno constatato la truffa, arrestato il giovane e riconsegnato i risparmi all’anziano. Il 18enne è stato sottoposto agli arresti domiciliari in attesa di giudizio.

Somma Vesuviana, addio al Prof. Mario Indolfi decano degli insegnanti sommesi

E’ scomparso all’età di 87 anni il professore Mario Federico Arturo Indolfi, decano degli insegnanti della città che a partire dalla metà degli anni cinquanta ha educato con prestigio generazioni di fanciulli sommesi presso la scuola elementare di via Don Minzoni fino al pensionamento.     Era nato il 20 luglio del 1934 a Somma Vesuviana in via Principe Amedeo da Giovanni, ufficiale giudiziario, e Anna Sorrentino. E’ stato per tanti giovani ragazzi, ora adulti, un vero e proprio punto di riferimento.  Uomo giusto, leale e saggio, fulgido esempio di dedizione alla scuola e alla cultura. Il Prof. Indolfi rimane, senza dubbio, per tutti noi un esempio da seguire. Il prof. Luciano Esposito così lo ricorda: frequentai negli anni ’50 un doposcuola istituito nella sagrestia della Chiesa di san Pietro, quando evidentemente era solo un insegnante precario. Ricordo che aveva interessi per l’elettronica, per cui iniziò a riparare le prime televisioni che cominciavano a diffondersi sul nostro territorio.  Il prof. Ciro Raia celebra, infine, la sua figura con queste ammirevoli parole: Con la scomparsa di Mario Indolfi si chiude definitivamente il capitolo riguardante i vecchi maestri della scuola elementare di Somma Vesuviana. Bisognerà, un giorno, scrivere anche la storia della scuola sommese, una sorta di epopea del secolo scorso, quando i maestri erano un punto di riferimento importante – se non unico – per la crescita civile, culturale e politica di intere generazioni. Il ricordo che ho di Mario è quello di una figura di intellettuale assorto nell’elaborazione del pensiero e sempre attento alle sollecitazioni che gli venivano dall’ambiente circostante. Alto, bel portamento, sobriamente vestito e di amabile disponibilità. Non lo vedevo da alcuni anni, ma ogni volta che incontravo la moglie  – che stringo in un affettuoso abbraccio – chiedevo sue notizie e gli inviavo attestati di stima e di amicizia. Ciao, maestro Indolfi, autentico galantuomo e prezioso testimone di una città in cui, a differenza di oggi, il valore dell’amicizia e dell’educazione era una cifra di nobiltà.   

“Spasmi e vertigini dopo il vaccino”: l’agonia del bidello di Casalnuovo

Sarà il policlinico di Napoli, dove è stata trasportata la salma per l’autopsia, a stabilire la causa della morte di Vincenzo Russo, bidello di 58 anni deceduto l’altro ieri mattina, dopo aver assunto la prima dose del vaccino anti Covid “AstraZeneca”.   Russo si era recato lunedì nel centro vaccinale della Mostra d’Oltremare per ricevere la prima iniezione del farmaco, così come stabilito dal programma sanitario destinato al corpo docente e non docente della scuola. Ma secondo quanto hanno riferito i medici della clinica Villa dei Fiori di Acerra, dove l’uomo è stato ricoverato ed è poi morto, Russo si è sentito male poco dopo aver assunto il vaccino. “Esattamente due ore dopo – raccontano i sanitari – ce lo ha riferito la moglie: ha accusato nausea, principi di svenimento e spasmi intestinali, senza febbre”. Il collaboratore scolastico, che lavorava nell’istituto Viviani di Casalnuovo e che risiedeva nella vicina Afragola, si è subito recato al pronto soccorso della clinica. “Quando è giunto da noi – aggiungono i camici bianchi – aveva una pressione massima a 120 e una minima a 70 ma la moglie ci ha specificato che in effetti era più bassa dell’ordinario in quanto lui era iperteso”. Russo soffriva di problemi cardiovascolari. L’anno scorso era stato costretto a rivolgersi ai medici per curare una trombosi venosa. “Col passare delle ore – fanno sapere ancora gli operatori della Villa dei Fiori, presidio ospedaliero convenzionato d’eccellenza, da 242 posti letto – i livelli dei globuli bianchi e dell’emoglobina del paziente divenivano sempre più alti. Lui però era lucido, anche se ogni tanto aveva la diarrea per cui lo abbiamo idratato e gli abbiamo somministrato antibiotici”. Mercoledì mattina l’emocromo di Vincenzo Russo segnava un livello di ben 38mila per i globuli bianchi con un’emoglobina sempre alta. E l’elettrocardiogramma era critico. “A quel punto – la scena ricostruita dai responsabili del pronto soccorso – ha iniziato a sentirsi davvero male: è andato improvvisamente in arresto cardiaco. Abbiamo tentato di rianimarlo per 45 minuti ma non c’è stato niente da fare”. Secondo quanto affermano i medici della clinica “è stato un decesso strano”. I dottori non se la sentono di collegare la morte di Russo al fatto che avesse problemi cardiovascolari. “Noi lo abbiamo tenuto sotto controllo moltissimo – dettagliano i sanitari – l’esame del torace è risultato negativo, anche l’eco addome, non ha avuto né bronchite né polmonite, non ha avuto nessuna infezione, quando è giunto qui non aveva affanno e poi è andato in bradicardia senza dolori: eppure il livello dei globuli bianchi era insostenibile”. Russo è morto nella mattinata di mercoledì. I suoi familiari hanno sporto denuncia. Nella tarda serata sono giunti in clinica i poliziotti del commissariato di Acerra, che hanno sequestrato la salma. Il mattino successivo il corpo del bidello è stato trasportato nell’obitorio del policlinico di Napoli. Sarà l’autopsia a stabilire la causa della morte. Nel frattempo l’autopsia effettuata sul corpo di Annamaria Mantile, l’insegnante di Napoli deceduta la scorsa settimana dopo aver assunto l’AstraZeneca, ha escluso che la morte della 62enne sia riconducibile al vaccino.

L’ umorismo di Cicerone: gli atti e i modi che rendono ridicoli gli uomini sono sempre gli stessi

0
Cicerone era abilissimo nell’uso dell’ironia, dell’invettiva del sarcasmo; sapeva giocare sui significati delle parole, e sapeva cogliere di sorpresa il suo interlocutore. Celebri le sue “battute” su Servilia,   madre di Bruto e amante di Cesare, e sul triumviro Crasso. Conquistò la fama di grande avvocato sostenendo l’accusa contro Verre, e sfruttando abilmente il fatto che il nome del propretore, Verre, in latino significa anche “porco”.     E’ smisurato l’elenco delle “battute” che ci danno la prova  della magistrale capacità di Cicerone di usare l’umorismo in tutte le sue gradazioni, dall’ironia al sarcasmo e all’invettiva. Dopo la disfatta dei Pompeiani a Farsalo, Cesare  vendette all’asta i loro beni.  Servilia,  la madre di Marco Bruto, amante di Cesare, ottenne per quattro soldi una tenuta di grande valore, e Cicerone  la fulminò: Servilia si è procurata il terreno, con lo sconto della terza parte: tertia deducta. Ma Terzia si chiamava anche una figlia di Servilia, sposa di C.Cassio, e perciò Cicerone intendeva dire, con un’allusione assai pesante,  che Servilia non si era limitata ad essere l’amante di Cesare, ma, per conquistare completamente il suo favore, gli aveva “portato, aveva messo a sua disposizione” anche sua figlia Terzia. La forza comica di un motto si percepisce integralmente solo se l’uditorio ha una conoscenza preventiva e esauriente di personaggi e vicende. Cicerone sta a cena da Damasippo, che fa portare in tavola un vino mediocre e nel presentarlo la spara grossa: questo Falerno ha quaranta anni. E l’oratore: li porta bene. E’ un altro esempio di comico da ellissi: ma molto più di noi hanno riso quei Romani che, conoscendo  Damasippo, riuscivano a “ drammatizzare “ la scena e a “ vedere ” i gesti e le smorfie dell’uomo che decantava enfaticamente il mediocre suo vino. E la stessa cosa vale per  Publio Cornelio Lentulo Dolabella, genero di Cicerone, un nanetto che si presenta in pubblico con una lunga spada che gli pende dal fianco. E il suocero non lo risparmia: Chi ha legato mio genero a una spada ?. Cicerone esercita questa mordace comicità da inversione anche contro un altro nanetto, il fratello Quinto.  Attraversando la provincia d’ Asia, che Quinto aveva amministrato, egli lo vede raffigurato in un “busto” di grandi dimensioni, secondo la moda: Mio fratello, esclama Cicerone, a metà è più grande che tutto intero. Plutarco ammetteva che è proprio dell’ oratore servirsi di “battute” anche abbastanza acide contro nemici e avversari, ma a parer suo Cicerone aveva esagerato: metteva in ridicolo chiunque gli capitasse  a tiro, e questo gli procurò l’astio di molti. Certamente quello di Voconio, che un giorno, accompagnato dalle sue bruttissime figlie, si imbatté nell’oratore, il quale commentò impietoso: costui ha fatto figli contro la volontà di Febo Apollo.  Crasso, il triumviro, fu un facile bersaglio. Tutti sapevano quanto fosse smisurata la sua avidità: ma poiché egli diceva di ammirare gli Stoici,  Cicerone gli domandò argutamente se per caso tanta ammirazione non venisse ispirata dalla massima che il filosofo stoico è padrone di tutto. Chiacchiere maligne si addensavano sulla fedeltà della moglie di Crasso, perché uno dei figli assomigliava troppo a un certo Assio: un giorno, dopo aver ascoltato uno splendido discorso che il triumviro aveva tenuto in senato, Cicerone espresse in lingua greca il suo elogio: axios Krassou, è un discorso degno di Crasso. Ma i presenti capirono altro. E’ probabile che i Metelli avessero una predisposizione a tirarsi addosso i colpi dell’umorismo. A Metello Nepote che in una discussione gli chiese più volte. “ Ma tu, Cicerone, di chi sei figlio ? ” l’oratore rispose: “ a te tua madre ha reso troppo difficile questa risposta .”: la madre di Metello, dice Plutarco, non aveva costumi irreprensibili, e il figlio aveva fama di essere un voltagabbana cronico, eumetabolos, uno che cambia idea e schieramento con grande facilità  Quando Metello fece collocare sulla tomba del suo maestro Filagro un corvo di marmo, Cicerone approvò: “ Hai fatto la cosa giusta: egli, più che a parlare, ti ha insegnato a volare di qua e di là.”. Questa sua arte Cicerone la mostrò fin dal primo processo, quello contro Verre, propretore della Sicilia, che i Siciliani accusavano di essere stato un saccheggiatore dell’isola. Ma Verre aveva mostrato le sue “virtù” anche da pretore, e non si era reso conto del fatto che il suo nome lo esponeva agli insulti, perché “verres” in latino significa anche “porco”. E mentre i magistrati romani di solito prendevano gli auspici dagli uccelli stando seduti, e poi, preso l’auspicio, si alzavano,  Verre pretore li prendeva da una rondine particolare, Chelidone, che era il nome della sua amante, un nome che in latino significa “rondine”: e non dalla sedia si alzava, dopo aver ricevuto gli ordini, ma dal letto di quella . La casa di Chelidone diventa l’ufficio della pretura: lì si vendono le sentenze, che la donna detta all’orecchio del suo amante. L’indignazione suggerisce ai Romani amare battute di spirito: qualcuno dice che non bisogna meravigliarsi se ius tam nequam esse verrinum : se le sentenze di Verre sono così ingiuste, se il brodo di porco è così indigesto. Il gioco di parole è intraducibile: ius è la giustizia, ma anche il brodo, mentre verrinus  significa di Verre, e di porco. E poiché il predecessore di Verre si chiama Sacerdote, i Romani maledicono il sacerdote che ha lasciato vivo un porco spregevole. Cicerone usa con destrezza i modi del sarcasmo paradossale. Chi è eletto al governo di una provincia subito si dedica a programmare una saggia amministrazione. Verre, appena gli tocca in sorte la Sicilia, cerca di individuare, con i suoi amici, i mezzi che gli consentiranno di accumulare ingenti ricchezze in un solo anno: e non vuole imparare dall’esercizio quotidiano del potere, ma decide di arrivare nell’isola già pronto e organizzato ad everrendam provinciam, a “ripulire la provincia”: e perciò  a Roma, prima di partire, predispone l’elenco non solo delle tecniche di furto, ma anche delle vittime predestinate. Ancora una volta, un abile gioco sul nome del ladrone e sul verbo “everro” che significa “ripulire, spazzare con cura”: insomma rubare tutto quello che c’è da rubare.  

Somma Vesuviana, la città sotto la lente d’ingrandimento dei militari dell’arma

0

Controlli straordinari dei carabinieri : undici persone sanzionate per violazione delle norme anti Covid-19. Perquisizioni, personali e domiciliari, e posti di blocco

  Prosegue l’attività di controllo del territorio dei Carabinieri del Comando Provinciale di Napoli: da diverse ore i militari della compagnia di Castello di Cisterna stanno presidiando le principali arterie della città di Somma vesuviana, in provincia di Napoli, con posti di controllo e pattuglie. Insieme al personale delle restanti compagnie del gruppo di Castello di Cisterna e ai militari del Reggimento Campania, sono state eseguite delle perquisizioni all’interno di complessi di edilizia popolare, con posti di controllo rinforzati alla circolazione stradale. Denunciato un 25enne per guida senza patente (mai conseguita con violazione reiterata nel biennio); segnalato alla Prefettura di Napoli un assuntore di sostanze stupefacenti 29enne trovato in possesso di sostanza stupefacente (hashish); sottoposti a controllo alla circolazione stradale 118 veicoli e 144 persone (di cui 38 con precedenti); elevate per violazioni al codice della strada a carico di 9 utenti della strada; eseguite 4 perquisizioni domiciliari e 4 personali; elevate sanzioni amministrative per violazione delle norme anti Covid-19 nei confronti di 11 persone.

Brusciano, minacce e scorta a Montanile, presentata interrogazione alla Camera e al Senato

Riceviamo e pubblichiamo dal Comune di Saviano   L’avvocato penalista, Giuseppe Montanile, per tutti Peppe, è stato Sindaco di Brusciano dal 3 luglio 2018 al 14 marzo 2021. Il suo mandato elettorale è finito anzitempo per le sopraggiunte dimissioni di 14 Consiglieri Comunali su 16, tranne Rina Onofrietto e Gianfranco Castaldo. . Da lunedì, 8 marzo 2021, è operativo nella sede comunale il Commissario prefettizio, Vice Prefetto Roberto Esposito, nominato per la provvisoria amministrazione dell’Ente dal Prefetto di Napoli, Marco Valentini. Le dimissioni avvenivano, come ha raccontato sulla sua pagina FB l’ex Sindaco Montanile, «nel mentre ero dal Prefetto a rappresentare il lavoro fatto dalla mia Amministrazione ed a ricevere informazioni circa le misure di protezione personale, disposte nei miei confronti per le minacce subite nel realizzare la lotta alla criminalità a tutela della nostra comunità». Domenica 7 marzo 2021, presso la Casa Comunale, Peppe Montanile, è stato raggiunto dal Senatore Sandro Ruotolo, dal sociologo Antonio D’Amore, referente di “Libera” per la provincia di Napoli, dall’ex Senatore, Tommaso Sodano, con il Consigliere Comunale di Pomigliano D’Arco, Antonio Avilio, insieme a Vito Fender, ambedue dell’Associazione “Rinascita”, dal Deputato, On. Gennaro Migliore, della “Commissione parlamentare d’inchiesta sul fenomeno delle mafie”, tutti che hanno espresso all’ex Sindaco di Brusciano, vicinanza e solidarietà. Ma non solo di parole si è trattato bensì dell’innesco di immediate azioni. Dalla esordiente pagina FB Brusciano libera dalle camorre per «Solidarietà al sindaco di Brusciano Giuseppe Montanile, finito sotto tutela per minacce e poco dopo decaduto. Nasce il Manifesto-Appello per Brusciano libera dalle camorre a cui aderiscono associazioni, società civile, politica e personalità», apprendiamo quanto segue: «CASO BRUSCIANO, PRESENTATA DOPPIA INTERROGAZIONE AL SENATO E ALLA CAMERA AL MINISTRO DELL’INTERNO». «Siamo preoccupati per Giuseppe Montanile, il sindaco di Brusciano, comune del napoletano, decaduto per le dimissioni di 14 consiglieri presentate mentre al primo cittadino veniva assegnata la protezione da parte del prefetto di Napoli per le pesanti minacce subite. Dopo il manifesto-appello per ‘Brusciano libera dalle camorre’ a cui hanno aderito decine di associazioni, esponenti sindacali, comitati, gruppi del volontariato, parlamentari, dai social sono giunte all’ex sindaco ulteriori minacce. Una in particolare è già all’esame dei carabinieri a cui è stato consegnato un video nel quale una donna residente al rione 219 dice: ‘Te lo dico per l’ennesima volta devi fare la morte del topo, ti devo vedere schiacciato’. Intanto, è stata depositata nei due rami del Parlamento la nostra interrogazione rivolta al Ministro dell’Interno Luciana Lamorgese in cui tra l’altro chiediamo di ‘Rafforzare l’attività di contrasto alla criminalità organizzata a Brusciano e in particolare nella lotta alle piazze di spaccio e alla sua filiera criminale del rione 219 e congiuntamente istituire una commissione d’indagine per verificare se i gravi episodi di minacce, aggressioni anche via social e boicottaggio emersi in questi mesi nei confronti dell’ex sindaco Giuseppe Montanile e della sua amministrazione, siano tali da aver alterato, influito, condizionato su una parte del Consiglio comunale e contrastato con gli atti compiuti dall’amministrazione’. È rilevante e va segnalata la grande mobilitazione e solidarietà che si è creata attorno al manifesto-appello per ‘Brusciano libera dalle camorre’ a testimonianza che la battaglia di liberazione dei territori dai clan non riguarda solo Brusciano ma tutti i comuni della Provincia di Napoli, da tempo interessati da un escalation criminale con attentati, intimidazioni e minacce. La lotta alle camorre per noi è prioritaria, anche se dobbiamo rilevare come sia scomparsa dall’agenda politica, ed è fondamentale per liberare le nostre terre e garantire un vero sviluppo del Mezzogiorno d’Italia». Questo è quanto affermano, in una nota, i Senatori, Sandro Ruotolo, Loredana De Petris e Vasco Errani del Gruppo Misto, Silvana Giannuzzi, Sabrina Ricciardi, Vincenzo Presutto, Sergio Vaccaro, Raffaele Mautone del Movimento 5 Stelle, Franco Mirabelli e Valeria Valente del Pd, i Deputati, Gennaro Migliore di Italia Viva, Umberto Del Basso De Caro, Raffaele Topo e Paolo Siani del Pd, Conny Giordano, Gilda Sportiello, Catello Vitiello, Iolanda Di Stasio, Virginia Villani, Silvana Nappi, Alessandro Amitrano, Cosimo Adelizzi, Luigi Gallo, Nicola Provenza, deputati del Movimento 5 Stelle, Flora Frate deputata di Azione +Europ

Saviano, Il Comune aderisce a “Sportello Amianto Nazionale”

Riceviamo e pubblichiamo dal Comune di Saviano
 Sul sito www.comune.saviano.na.it il link per tutte le informazioni e consulenze per i cittadini su argomenti sia tecnici, sia giuslavoristici che  sanitari in materia di amianto”
Il Comune di Saviano aderisce e sostiene lo Sportello Amianto Nazionale offrendo al cittadino un’assistenza a 360 gradi in materia di amianto. Sul sito istituzionale il link dove è possibile trovare tutte le informazioni ed essere guidati nell’approccio e nella risoluzione di qualsiasi problema legato all’amianto. I cittadini, anche attraverso un numero verde, potranno ricevere assistenza totale su argomenti sia tecnici, sia giuslavoristici, sia sanitari in materia di amianto: bonifica da fare, capire quali procedure seguire per determinare se il proprio amianto è pericoloso, effettuare un lavoro in casa o in azienda laddove sia presente amianto, conoscere adempimenti ed obblighi per essere in regola e tutelare la salute in caso di presenza di amianto, oltre che fare segnalazioni di abbandoni, avviare pratiche per il riconoscimento di malattie professionali, chiedere pareri. Anche per lo smaltimento è possibile contattare lo sportello e descrivere l’intervento, il servizio genererà immediatamente una “Call” (richiesta di offerta), comunicando per l’esigenza segnalata i possibili bonificatori in area provinciale o regionale in regola con la categoria di smaltimento ed automaticamente segnalate all’albo gestori ambientali del Ministero dell’Ambiente. <<Lo sportello amianto nazionale – dichiara Fabrizio Protti presidente dello Sportello Amianto Nazionale – è un servizio offerto ai cittadini di tutti i Comuni che, aderendo, dimostrano di avere finalmente colto che non possono gestire da soli questo importante problema e hanno deciso di sostenere questo progetto per aiutare la lotta e tutelare la salute dei cittadini, senza facili allarmismi attraverso una corretta informazione>>
<<L’Amministrazione comunale – afferma il Sindaco Vincenzo Simonelli – ha inteso dimostrare la propria consapevolezza del problema che rappresenta l’amianto, tenuto anche conto che risorse e competenze comunali da sole non possono risolverlo. Siamo convinti che sia necessaria un’azione coordinata e professionale che possa determinare una svolta nella lotta all’amianto e Sportello Amianto Nazionale  certamente è una opportunità per la nostra comunità>>
<<Con l’adesione allo Sportello Amianto Nazionale – aggiunge l’assessore all’ambiente Giuseppe Allocca – abbiamo compiuto una scelta coerente con gli impegni programmatici per le note problematiche del nostro territorio. Il Servizio offerto ai Comuni, è  certamente di aiuto per vincere questa difficile battaglia per la salute e per l’ambiente”