Marigliano, diritti e doveri degli eletti: rischio multe e decadenza per alcuni consiglieri comunali

Hanno di tempo fino al prossimo 25 marzo gli esponenti politici che non hanno ancora provveduto a dichiarare le spese elettorali relative alle consultazioni per il rinnovo degli organi comunali avvenute nel settembre 2020: lo fa sapere l’ente comunale mariglianese con un avviso pubblicato anche sul sito istituzionale. A quanto pare diversi consiglieri comunali, di quasi tutte le liste partecipanti alle ultime elezioni amministrative, non hanno provveduto, entro il termine di tre mesi dalla loro proclamazione, all’invio della dichiarazione e del rendiconto delle spese elettorali al Collegio di Garanzia Elettorale presso la Corte di Appello del competente distretto, nonché al Presidente del Consiglio comunale, come previsto dalla legge n. 6/2021 N. 96. “L’inadempimento accertato – si legge nell’avviso comunale firmato dal nuovo segretario Gianluca Pisano – espone ciascun candidato all’esborso di una rilevante sanzione pecuniaria (da euro 25.822,84 a euro 103.291,38) e comporta l’ineleggibilità e la decadenza del candidato eventualmente eletto”. Urge, dunque, procedere a regolarizzare ciascuna posizione omessa. A tutti i rappresentanti delle liste interessate sono stati inviati gli elenchi dei candidati inadempienti, e copia è anche visionabile presso l’Ufficio Elettorale del Comune di Marigliano. La riflessione, che può valere anche come tiratina d’orecchi, riguarda il fatto che già si parla di avvicendamenti e poltrone che rischiano di saltare per interessi e intrighi di sorta, e intanto molti eletti, da circa sei mesi in sella, non hanno nemmeno espletato i loro obblighi istituzionali. Un’attenzione in più ai propri doveri, prima ancora che ai propri diritti, potrebbe portare a un maggiore rispetto per la comunità, orientando il nobile lavoro di rappresentanza politica a obiettivi e traguardi sempre più virtuosi.

Marigliano, Saiello (M5S): “No ai fanghi nell’impianto di compostaggio, la Regione riconsideri la scelta”

Si torna a parlare del centro di compostaggio in arrivo a Marigliano, uno di quelli previsti dalle nuove strategie per la filiera dello smaltimento dei rifiuti da parte della Regione Campania, tese a valorizzare la raccolta differenziata. Nel corso del recente question time in consiglio regionale, il consigliere Gennaro Saiello del Movimento 5 Stelle è intervenuto per ribadire l’ok al compostaggio quale processo virtuoso di trattamento dell’organico, ma nello stesso tempo ha espresso contrarietà alla decisione di individuare proprio a Marigliano uno dei quattro siti che presto si concentreranno in una specifica area geografica, sostanzialmente tra Napoli Est e Tufino, passando per Pomigliano d’Arco e quindi toccando anche la famigerata zona del cosiddetto “Triangolo della Morte”. Proprio su questo punto si fondano le perplessità del consigliere pentastellato, preoccupato – come tanti cittadini – dal fatto che si rischia di sottoporre a uno stress supplementare un territorio già martoriato. “Il compostaggio come superamento della strategia inceneritorista è una battaglia che, come Movimento 5 Stelle, portiamo avanti da anni – ha affermato Saiello – Una visione che deve però coniugarsi con una equa distribuzione degli impianti su un dato territorio. Oggi ho voluto interrogare in aula l’assessore regionale all’Ambiente (Bonavitacola, ndr) sull’opportunità della previsione di un impianto di compostaggio nell’area del comune di Marigliano, in località Boscofangone. Alla Regione ho chiesto di valutare tale scelta in considerazione dell’elevata presenza sul territorio di siti di trattamento. Così come ho chiesto di considerare che l’impianto in questione è previsto in un’area in cui sono state stoccate ecoballe per dieci anni e il cui suolo è in attesa del piano di caratterizzazione, per procedere alla successiva bonifica. Preoccupa, inoltre, che il progetto preveda la possibilità che nel sito di Boscofangone, oltre al compost, siano destinati anche fanghi, che andrebbe a compromettere la qualità del prodotto e ad incidere diversamente sull’ambiente circostante”. “Di cattivo gusto – secondo il consigliere M5S – l’ironia dell’assessore all’Ambiente nella risposta a un tema che preoccupa non pochi diverse comunità di cittadini e che l’esponente di giunta ha bollato come insalata mista. Sulla salute dei cittadini non è ammissibile alcuno scherno, ma pretendiamo che la giunta dia risposte puntuali, a noi come agli amministratori dei comuni coinvolti. Ho chiesto di riconsiderare la scelta di Marigliano, valutando la sospensione procedura autorizzativa, in attesa degli esiti della caratterizzazione e della eventuale bonifica del sito. E che, soprattutto, si riparta dalla valutazione di impatto ambientale, di cui allo stato non c’è alcuna traccia”, ha poi concluso Saiello nella replica concessa dal vicepresidente del consiglio regionale Valeria Ciarambino.

Pomigliano D’Arco, l’associazione “Fare Ambiente”organizza la festa dell’albero nel rispetto della normativa anti covid

Riceviamo e pubblichiamo   Abbiamo scelto due zone simboliche dove piantumare  due alberi per sensibilizzare l’opinione pubblica ed istituzionale a tutti i livelli su una cultura per la centralità della natura,  per accrescere la sensibilità e le scelte coerenti  per il verde. Come scrive il Presidente nazionale occorre  aumentare la capacita del polmone verde della nostra Terra per promuovere la vita e la transizione ecologica del pianeta attraverso iniziative virtuose e partecipate dei territori.  Le aree interessate sono la rotonda di Masseria Ciccarelli e l’Area antistante la 219 all’altezza dell’ASL in Via Nilde Iotti. Vi rassicuriamo che Il tutto sarà fatto con una piccola partecipazione di cittadini pomiglianesi rispettando le norme di distanziamento anti covid.  La prima manifestazione si terra’ alle ore 11 e la seconda alle ore 12.  Una manifestazione civica e culturale alla presenza del Comandante dei Carabinieri Forestale Alessandro Cavallo. Siamo sicuri  di avere una Vostra partecipazione fattiva, come è già  stato l’anno scorso nel piantare gli alberi nel giardino del nostro socio Mattiello,  in segno della sensibilità  di questa amministrazione alla campagna green , da continuare e  sviluppare sul territorio a partire dalle scuole, oggi purtroppo chiuse. (fonte foto: rete internet) Anna Rea Presidente Laboratorio area Nolana FARE AMBIENTE

Mendelssohn, il grande musicista, ammirò, di Napoli, il Golfo e…i broccoli

Il genio precoce del musicista, che venne in Italia nel 1830 e visitò Napoli nel 1831. La descrizione “musicale” della Grotta Azzurra, e la riflessione sul “contrasto” tra la bellezza del paesaggio e la miseria dei Napoletani che, tuttavia, vinti dall’ “accidia”, nulla fanno per uscire dalla povertà e per diventare un popolo. I broccoli consigliati alla sorella Fanny, che visitò Napoli nel 1840.  Correda l’articolo l’immagine di un quadro che Rubens Santoro dedicò a Capri.   Che Felix Jakob Ludwig Mendelssohn- Bartholdy fosse un genio della musica era già chiaro quando il ragazzo non aveva ancora compiuto quindici anni. Il suo maestro di composizione, K.F. Zelter, così scrisse a Goethe nel 1824: “Per parte mia non so riavermi dallo stupore.E’ un fanciullo e ciò che fa è musica vera, originale…Impossibile mostrare maggiore abilità nell’uso delle voci e manifestare nella strumentazione un genio al tempo stesso più ardito e più spontaneo”. Nel 1830 il giovane genio fece visita a Goethe a Weimar e poi, seguendo i consigli del poeta, visitò Venezia, Firenze e Roma. “Immaginatevi – egli scrive in una lettera  inviata al padre da Roma – una piccola casa in piazza di Spagna al n.5, dove c’è un buon pianoforte di Vienna…di mattina, quando sto nella mia camera e faccio colazione, mi appare il sole splendido (vedete come i poeti mi hanno guastato) e ciò produce in me un senso infinitamente piacevole, perché siamo già alla fine dell’autunno, e chi può pretendere dalle nostre parti il caldo, il cielo sereno, i grappoli d’uva e i fiori? Dopo colazione lavoro un poco; suono, canto e compongo fin verso mezzogiorno.”. A Roma Mendelssohn frequentò lo scultore Bertel Thorwaldsen, uno dei Maestri della scultura neoclassica, e il pittore Wilhelm von Schadow che stava affrescando con le storie bibliche di Giuseppe in Egitto la casa del console prussiano Bartholdy, zio del musicista. Il giovane conobbe anche Hector Berlioz, ma non lo frequentò, perché la sua musica non gli piaceva. A Mendelssohn Roma dettò certamente motivi e ritmi per la “Italienische Symphonie” che egli aveva intenzione di comporre, ma disse che avrebbe dato inizio ai lavori solo dopo aver visto Napoli, “perché questa città deve farne parte”. Nell’aprile del 1831 egli si recò a Napoli e prese alloggio nella locanda “Santi Combi a Santa Lucia”. Il giovane genio espresse sulla città giudizi molto simili a quelli formulati da altri viaggiatori tedeschi: ammirazione per lo spettacolo del paesaggio, forti perplessità sui costumi del popolo. Lo spettacolo della Grotta Azzurra, “dove si entra solo col tempo calmo o a nuoto”, gli dettò parole e immagini che “suonano” come una sinfonia di luci, di ombre, di colori e di suoni: “Là si vedono presso gli scogli i coralli e i polipi; giù in fondo si incontrano pesci di tutte le qualità che nuotano via l’uno dopo l’altro; gli scogli quanto più sono vicini all’acqua più diventano oscuri, e alla fine là dove sono quasi a contatto con l’acqua, sono neri, e più in giù si vede ancora l’acqua cristallina con i granchi, con i pesci e con tutti gli animali marini. Inoltre, ogni colpo di remo echeggia meravigliosamente nella grotta e, quando si gira attorno alle pareti, essa presenta nuovi aspetti.”. Il giovane musicista paragonò l’azzurro del mare, “il più abbagliante che io abbia mai visto, senza ombra, senza oscurità”, a “una lastra del più limpido vetro smerigliato”. Capri gli parve un luogo dell’Oriente: per il caldo che rendeva l’aria rovente, per le palme, per le rotonde cupole delle chiese, che avevano l’aspetto di moschee. A Napoli passava molte ore al balcone, a contemplare il Golfo e il Vesuvio: non aveva voglia né di fare né di progettare “cose serie: mi sento irresistibilmente spinto dall’esempio di molte migliaia di persone”, che sebbene siano afflitte da una terribile miseria, passano il loro tempo a vagabondare nell’ozio. “Si passeggia sul lungomare, si guarda l’isola di fronte e, andando verso l’interno si è in mezzo a storpi che si fanno beffe delle proprie disgrazie.”. Napoli era abitata da un “volgo”, che non poteva chiamarsi popolo. Così egli scriveva ai genitori, nella lettera del 6 giugno 1831: “L’idea di un grosso centro per un grande popolo, che rende Londra così straordinariamente bella, mi sembra che a Napoli non ci sia, proprio perché manca il popolo; infatti, non posso chiamare popolo i pescatori e i lazzaroni. Essi sono piuttosto selvaggi, e il loro punto d’incontro non è Napoli, ma il mare. Il ceto medio, quelli che esercitano un mestiere, i cittadini che lavorano e che nelle altre grandi città costituiscono il fondamento della popolazione, qui sono del tutto subordinati; ma si potrebbe dire che mancano del tutto.”. Come altri “turisti” inglesi e tedeschi, Mendelssohn trovava nel clima la causa di questa “accidia” dei Napoletani. E questa convinzione gli dettò strane riflessioni sul successo che accompagnava l’attività napoletana di Donizetti. Ma a queste riflessioni dedicheremo un articolo a parte. Il musicista tedesco non si lasciava affascinare dalla “buona tavola”: nelle sue lettere non cita mai i maccheroni, ma  in una lettera del giugno 1840 consigliava alla sorella Fanny, che si trovava a Napoli, di mangiare “per insalata i broccoli con prosciutto”.  

Somma Vesuviana, in Consiglio “perle” di fantozziana memoria

Il consiglio comunale di ieri sera a Somma Vesuviana avrebbe potuto richiamare alla memoria una “perla” del ragionier Fantozzi, personaggio cult: “Com’è umano lei!”. Già, perché oltre alla surroga di un consigliere comunale e all’elezione della nuova vicepresidente, si é discussa la richiesta di cinque esponenti di minoranza rispetto ad una diretta Facebook in cui il sindaco aveva appellato come “feccia” alcuni cittadini. Ebbene sia dal sindaco, sia da alcuni consiglieri intervenuti a suo favore, la giustificazione é che il sindaco sia “umano”. Non lo diceva in questo senso Fantozzi, ma non ci sembrava il caso di scomodare Alien. Chiedere scusa senza capire di aver sbagliato è inutile, chiedere scusa di un gesto per poi dire che non si pensava potesse avere tanta risonanza, che è uno sfogo, che è umano. Cadere nel vittimismo e nella demagogia trincerandosi dietro il concetto: «è una perdita di tempo mentre la gente fuori muore di Covid». Qualcuno, nel consiglio comunale di ieri sera, ha paragonato Salvatore Di Sarno a Vincenzo De Luca: sì, è vero, il governatore della Campania sbrocca spesso e volentieri inveendo contro un bersaglio o l’altro. Ma non è paragonabile al sindaco di Somma Vesuviana, perché lui, il presidente, si rende conto di quel che dice ed è esattamente quel che voleva dire. Inoltre, proprio per questo, non chiede scusa. Meglio? Peggio? Lasciamo a voi. Qui il concetto è di altra natura: Di Sarno non è certo l’unico primo cittadino della provincia di Napoli che con le dirette social ormai diffusissime è soggetto a scivoloni e gaffes o a parole di troppo, ma questo è esattamente ciò che sono nella vita, piaccia o meno. La gente li ha votati così, non c’è da meravigliarsi. L’attuale sindaco è colui che in campagna elettorale causò la diffusione virale di un video in cui lo si sentiva dire dal palco di un comizio che gli piaceva la «ciaccarella». Colui che prometteva «’ e fuoss nterr».  Perché meravigliarsi ora se dà voce ai pensieri in diretta social? Parafrasando don Abbondio, ma in quel caso era il «coraggio», se uno non ha freni non se li può certo dare. Ieri sera hanno utilizzato per lui vari termini alcuni consiglieri di maggioranza con l’intento di difenderlo: genuino, spontaneo, umano. Altri hanno dato un colpo al cerchio e uno alla botte e l’intervento di qualche consigliere di maggioranza è stato, pur con un certo garbo, peggiore di un attacco. Ora, questo lungo prologo è dato dalla seduta del consiglio comunale di ieri nel quale era all’ordine del giorno una richiesta di cinque consiglieri di minoranza (Vincenzo Piscitelli, Lucia Di Pilato, Pasquale Piccolo, Umberto Parisi, Celestino Allocca), l’ordine del giorno recitava così: «Affermazioni durante la diretta social Facebook  del sindaco per comunicazioni alla città, avvenuta a mezzo della sua pagina istituzionale “Salvatore Di Sarno sindaco di Somma Vesuviana” tenutasi il giorno 10 febbraio 2021, Ingiurie e offese ai cittadini. Richiesta dimissioni del sindaco. Discussione». I più ricorderanno quella diretta in cui Di Sarno, riferendosi a «pseudocontatti» che avrebbero offeso lui e la sua famiglia, li appella come “feccia della città”. In prima battuta questo argomento, che non richiede votazione e che per norma non può costituire una richiesta di dimissioni formale del primo cittadino, era da discutersi in adunanza segreta ma alfine la convocazione è arrivata in forma pubblica. E difatti se ne è discusso. Ampiamente.  Dei cinque firmatari sono intervenuti Piccolo, Piscitelli e Allocca.  Secondo il consigliere Piccolo, a Somma Vesuviana «mai interlocuzione fu così scurrile, se il sindaco si è sentito offeso da qualcuno può fare uso delle querele ma intanto chieda scusa alla città». Per Piscitelli: «Chi si impegna in politica deve sapere che una parte della sua vita sarà resa pubblica, ma è il ruolo che deve avere primato e la critica fa parte del gioco. Chi non è capace di reggere sotto pressione non può candidarsi a rappresentare una città». «Il compito di un sindaco è mantenere la calma, non dare contro» – ha detto Allocca. Tra i consiglieri di maggioranza, Angelo De Paola ha battuto sul concetto dei sindaci «impegnati» in prima linea. «Un linguaggio colorito frutto dell’esasperazione, uno sfogo eccessivo». Per Luigi Molaro: «Oltre alle parole ci sono anche i fatti, il soggetto politico si valuta in un arco temporale e il sindaco è umano e a costante contatto con i cittadini». Sulla stessa linea la consigliera Rubina Allocca – eletta nella stessa seduta vicepresidente del consiglio comunale, ruolo che era di Luisa Cerciello, oggi in giunta e alla quale è subentrato il primo dei non eletti di Svolta Popolare Pasquale Menichino – ma pure Vincenzo Neri che ha detto del sindaco: «Il suo essere così umano è qualcosa in più». Tutto molto prevedibile e anche a tratti naturale che i consiglieri di maggioranza (con i vari distinguo) difendano il loro sindaco. Ma ci chiediamo, chi non cede al linguaggio scurrile, chi non si fa trascinare, chi non crolla sotto pressione, chi interpreta il ruolo in altra maniera, cos’è? Non è umano? Forse una diversa interpretazione l’ha data un’altra consigliera di maggioranza, la capogruppo Adele Aliperta: «Sulle offese personali che a quanto il sindaco dice gli sono state rivolte, ci sta che si perda la calma ma la forma è altro: il nostro modo di parlare, di esprimersi, la comunicazione, sono la rappresentazione della nostra cultura, della nostra formazione e lui è così». Per il suo collega Peppe Nocerino, lo «scivolone» del sindaco, è stato «errore d’impeto». «Ma è diseducativo – ha aggiunto Nocerino – e anche inopportuno discutere qui di una diretta facebook, quale valutazione può mai darne un consiglio comunale? Il sindaco ha ascoltato tutti gli interventi in silenzio, poi ha letto il suo. «Fare il sindaco è un privilegio ma ho saputo adeguarmi, ce la metto tutta, ma è anche complicato, sono arrivati attacchi personali a me e alla mia famiglia» – ha esordito. Poi, Di Sarno ha fatto riferimento ad altri episodi occorsi a Somma Vesuviana, con tanto di offese inaudite e strascichi penali. Infine ha chiesto scusa.  «Dimissioni perché, per aver detto quel che pensavo? Crocifiggetemi». Gli ingredienti di un consiglio comunale che – se qualcuno vuole esercitare la querela o l’offesa anche con noi faccia pure, ma è quel che pensiamo – è stato superfluo. Nel senso che non ha dato nulla alla città. Perché è inutile chiedere a qualcuno di fare le scuse per ciò che pensa e ciò che è. Perché se è davvero quello che è ci cadrà mille altre volte, a meno che non accetti il suggerimento del consigliere di opposizione Salvatore Rianna e vada in diretta solo con testo scritto da altri. Come ieri sera, appunto. Magari un testo in cui non si punti agli errori degli altri per giustificare i propri. «Fa molto meglio a leggere, così mantiene un canovaccio e non sbrocca – gli ha suggerito Rianna – quanto alle dimissioni, io le chiederei per quattro anni di risultati non raggiunti e per l’esperienza negativa che ritengo sia stata la sua amministrazione. Questo paese merita molto di più». Insomma, il sindaco ha sbagliato? C’è chi può giustificarlo e chi no, chi attribuisce al surplus di lavoro per la pandemia un momento di debolezza (ma nella sua condizione ci sono tutti i sindaci italiani ai quali nessuno ha ordinato di prendersi una tale responsabilità), ma su una cosa di certo sbaglia, ovvero quando si riferisce con toni sprezzanti a chi «parla meglio di me», ad un linguaggio «aulico» che non gli appartiene. Eh, no sindaco. Che lei sia orgoglioso di com’è ci sta – del resto ci risulta abbia due o tre diplomi di laurea –  ma che nel 2021 la cultura o l’educazione possano diventare una nota negativa, no. Non ci sta. Soprattutto se da quel pulpito poi accusa un consigliere comunale di sbagliare i congiuntivi. Se ci si arrabbia perché si viene offesi, tanto da imprecare, poi non ci si difende con le offese. Tant’è, forse è meglio che i consigli comunali ritrovino il loro “perché”, quello naturale: si parli di fatti, di opere, di iniziative che possano dare respiro e sviluppo. Qualche congiuntivo si storpierà di certo, ma il rispetto per le istituzioni che si rappresentano non sarà inficiato da uno strafalcione.   .          

Somma Vesuviana, covid, Di Sarno: “Registriamo altre due vittime ma la curva dei contagi sembrerebbe fermarsi”

Riceviamo e pubblichiamo dal Comune di Somma Vesuviana   Di Sarno: “Purtroppo i decessi salgono a 24. La curva dei contagi sembrerebbe fermarsi anche se abbiamo 219 positivi attivi”.  “Registriamo purtroppo altre due vittime a Somma Vesuviana per un totale di 24 decessi. Sembrerebbe però arrestarsi la curva dei contagi in quanto nelle ultime 48 ore abbiamo registrato 16 nuovi positivi per un totale di 219 positivi attivi e abbiamo 161 persone in sorveglianza sanitaria. Sul fronte campagna di vaccinazione siamo in stretto contatto con l’Asl per l’organizzazione di un apposito centro in località Rione Trieste, utilizzando l’ex convento delle Suore. In questo modo si darebbe la possibilità ai cittadini di Somma Vesuviana di fare il vaccino senza spostarsi e penso ad esempio alle categorie fragili”. Lo ha dichiarato Salvatore Di Sarno, sindaco di Somma Vesuviana, comune del napoletano. C’è la vita e Domenica avverrà un qualcosa di bello! Domenica il sindaco consegnerà la chiave della gentilezza alla prima femminuccia nata nel 2020 e all’ultimo maschietto nato nel 2020. “Nel 2020, anno caratterizzato quasi per intero dalla pandemia, a Somma Vesuviana sono nati 271 bambini. Domenica mattina, nel pieno rispetto delle norme di sicurezza sanitaria terremo il cerimoniale per la gentilezza ai nuovi nati. Doneremo ai genitori della prima femminuccia nata nel 2020 – ha continuato Di Sarno – e dell’ultimo maschietto nato sempre nel 2020, la chiave della gentilezza fatta da un artigiano con i nomi dei bambini e la pergamena della gentilezza. Dunque un anno di pandemia raccontato con luce dal sorriso della natività.  A tutti gli altri 269 bambini di Somma Vesuviana, nati nel 2020, arriverà direttamente a domicilio una mia lettera con un messaggio di Martin Luther King. Un messaggio chiaro mettendo al centro la famiglia con i suoi valori. Il tutto nel pieno rispetto delle norme sanitarie. Avrei voluto incontrare tutti i 271 bambini con i rispettivi genitori ma le condizioni attuali non lo permettono. L’iniziativa è promossa dall’Assessorato Cultura Eventi e dall’Assessorato alle Politiche Giovanili”. Oltre al sindaco saranno presenti: Rosalinda Perna, Assessore alla Cultura, Sergio D’Avino, Vice – Sindaco ed Assessore alle Politiche Giovanili

Ospedale del Mare, muore il nonno e i nipoti sferrano pugni alle porte urlando “vergogna”

Un gruppo di giovani è entrato urlando nell’ “Ospedale del Mare” di Napoli dopo la morte del loro nonno, ricoverato nella struttura. L’ irruzione è stata mostrata in un video postato dagli stessi giovani su Internet. Nelle immagini, si vede il gruppo attraversare un corridoi dell’ ospedale, che si trova a Ponticelli, a periferia Est di Napoli , gridando che l” anziano “stava bene” e chiedendo di poter incontrare il primario. Il video mostra anche altri parenti dell’ anziano morto che piangono e sferrano calci alle porte dell’ospedale. Non vi sono stati, tuttavia, danni alla struttura ne aggressioni al personale sanitario.. La direzione dell’ “Ospedale del Mare” ha reso noto che presenterà denuncia sull’ accaduto.

San Vitaliano, il Comune regala il libro di Pietro Grasso agli alunni dell’istituto “Omodeo Beethoven”

Riceviamo e pubblichiamo.

San Vitaliano: il libro di Pietro Grasso in regalo agli alunni dell’istituto comprensivo “Omodeo Beethoven” grazie all’iniziativa promossa dal comune. Lunedì 22 marzo alle ore 11:00 l’incontro con l’autore in streaming.

Una copia del libro di Pietro Grasso, “Borsellino parla ai ragazzi“, per gli alunni dell’istituto comprensivo “Omodeo Beethoven” di San Vitaliano. Il regalo arriva direttamente dal comune guidato dal sindaco Pasquale Raimo su spinta dell’assessore alla cultura e alla pubblica istruzione Ivana Mascia che in questi giorni ha fatto recapitare il testo a tutti i bambini di quinta elementare e a quelli del corso di scuola media.
L’iniziativa si inserisce nell’ambito delle attività promosse dall’amministrazione comunale per avvicinare i giovani alla lettura con l’opportunità di offrire loro un confronto diretto con autori e scrittori impegnati su più fronti. Lunedì 22 marzo alle ore 11:00 i ragazzi del plesso guidato dalla dirigente Rosanna Lembo incontreranno Grasso, ex Procuratore nazionale Antimafia e Senatore della Repubblica nel corso di un incontro in streaming sulla piattaforma scolastica.

Un’opportunità per i giovani ma anche l’occasione per tenere alta l’attenzione sui temi della legalità e della giustizia attraverso una delle voci più autorevoli ed impegnate sul campo come Pietro Grasso – spiega l’assessore Ivana MasciaNon è un caso che questo appuntamento è stato organizzato in occasione della ricorrenza della “Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie” del 21 marzo, una data a cui il mio assessorato tiene particolarmente come dimostrano le tante iniziative rivolte ai giovani per favorire progetti di condivisione sociale. Per ovvi motivi legati all’emergenza sanitaria l’incontro si terrà a distanza – aggiunge l’assessore – ma sono certa che i ragazzi sapranno cogliere ogni attimo di questo confronto con Grasso sollecitati anche dalla lettura del testo che ripercorre un pezzo di storia italiana cruciale con la descrizione delle figure di Falcone e Borsellino. Regalare libri rappresenta sempre un’occasione di crescita. In questo periodo buio di pandemia è sicuramente un valore aggiunto. Ringrazio i dipendenti dell’ufficio comunale di pubblica istruzione con Antonio Di Costanzo ed il dirigente Ciro Cirillo per il loro prezioso lavoro finalizzato alla realizzazione dell’evento grazie anche alla proficua sinergia con la Feltrinelli Point di Pomigliano d’Arco con la quale sono in programma tante altre iniziative”.


Sono questi gli strumenti che favoriscono dialoghi costruttivi di cui oggi più che mai si sente una grande necessità – aggiunge il sindaco Pasquale RaimoAlimentare percorsi con i giovani attraverso idee progettuali identificative dei grandi temi di attualità è sicuramente tra gli obiettivi principali di questa amministrazione. Nonostante il periodo di pandemia mettiamo in campo ogni sforzo per non lasciare indietro nessuno, a cominciare dai giovani con proposte letterarie valide come quella di Pietro Grasso che, ci auguriamo, di avere presto anche in presenza appena possibile”.

Una gran bella iniziativa che risponde al cammino formativo intrapreso da questo istituto che sulla legalità ha incentrato le sue attività come testimonia l’adesione al progetto del “Parlamento Internazionale della legalità” – dichiara la dirigente scolastica Rosanna LemboRingrazio l’amministrazione comunale ed in particolare l’assessore alla cultura Ivana Mascia per aver intercettato questa opportunità per i nostri ragazzi avvalorandola con il dono del libro che, sono certa, offrirà interessanti spunti di riflessione”.

Ottaviano/Terzigno, la Guardia di Finanza sequestra 220 tonnellate di pellet e un autolavaggio abusivo

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Il comando provinciale della Guardia di Finanza di Napoli, nel corso di due distinte operazioni, ha sequestrato, tra Ottaviano e Terzigno, oltre 220 tonnellate di pellet e un autolavaggio abusivo.   In particolare, la compagnia di Ottaviano, nel corso di un primo intervento, ha individuato in pieno centro un immobile di 600 metri quadrati sequestrando oltre 13.000 sacchi di pellet pronti per essere messi in commercio. Denunciato il titolare dell’attività commerciale, risultato sprovvisto di autorizzazioni di conformità edilizia e urbanistica, oltre che di certificazioni antincendio, tenuto  È stata riscontrata – secondo quanto riferisce la Gdf – l’inidoneità dei locali a conservare un simile quantitativo di pellet, con conseguente situazione di potenziale pericolo per l’intero circondario: il deposito “abusivo” si trova infatti in una zona densamente popolata, a ridosso di un’arteria principale della cittadina vesuviana, con evidenti pericoli per l’incolumità degli abitanti e dei passanti. Nel corso del secondo intervento ad insospettire le Fiamme Gialle è stato, invece, un andirivieni di auto e persone presso un edificio a Terzigno. Qui la stessa compagnia ha scoperto un’attività di lavaggio auto abusiva, priva di qualsiasi autorizzazione che sversava le acque reflue all’interno di un pozzetto scollegato dalla rete fognaria. Al momento dell’accesso, i finanzieri hanno rinvenuto molte auto già lavate o pronte per essere sottoposte a lavaggio. Il gestore è stato denunciato per violazioni alla normativa sulla sicurezza sui luoghi di lavoro e illecito smaltimento di rifiuti mentre l’intera area e l’immobile utilizzato, di circa 200 metri quadrati, sono stati sequestrati unitamente alle attrezzature utilizzate e ai rifiuti prodotti. (FONTE FOTO:RETE INTERNET)

Nola, alvei e allagamenti, i sindaci del nolano scrivono a De Luca

Riceviamo e pubblichiamo
Bacino idrografico degli alvei e allagamenti: i sindaci dell’area nolana scrivono a De Luca e ai consiglieri regionali. “Occorre un intervento definitivo, ulteriori ritardi nella pulizia e ripristino del sistema idraulico potrebbe determinare conseguenze ancora più dannose”.
Su invito del Sindaco di Saviano, avv. Vincenzo Simonelli, si è tenuta nell’aula consiliare del Comune un incontro al quale hanno partecipato, oltre allo stesso Simonelli, il Sindaco di Nola, Gaetano Minieri, il Sindaco di Palma Campania, Nello Donnarumma, il Sindaco di San Gennaro Vesuviano, Antonio Russo, per discutere sull’annosa questione della pulizia dei Regi Lagni e degli allagamenti.
Al termine della proficua riunione, a cui hanno partecipato anche i tecnici comunali, i Sindaci, consapevoli che la competenza ad ogni tipo di intervento inerenti i Regi Lagni spetta alla Regione Campania, hanno deciso di inoltrare all’organo regionale, ed a tutti i Consiglieri Regionali del comprensorio Nolano, un documento congiunto al fine di “sensibilizzare dette competenti autorità ad una attiva e sollecita risoluzione delle anzidette problematiche. Un ulteriore ritardo, allo stato dei fatti, potrebbe determinare in breve tempo conseguenze dannose ancora più serie di quelle che periodicamente interessano il territorio”.
Nel contempo, è stato conferito mandato ai rispettivi tecnici di approntare un tavolo tecnico congiunto volto allo studio sistematico della problematica da sviluppare in maniera sinergica anche con gli uffici tecnici della Regione nonché degli enti tenuti alla risoluzione della fattispecie. Uno studio di tal genere contribuirà, si spera in tempi rapidi ad a risolvere i disagi della intera comunità.