Pomigliano D’Arco/Volla, indiziato di tentato omicidio e porto abusivo di armi:arrestato

 Carabinieri eseguono misura cautelare emessa nei confronti di 1 persona indagata per tentato omicidio e porto abusivo aggravati dalle modalità mafiose Nella tarda serata di ieri, i Carabinieri della Compagnia di Castello di Cisterna (Na) hanno dato esecuzione ad un provvedimento cautelare emesso dal GIP del Tribunale di Napoli, su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di CIPOLLETTA Francesco (pluripregiudicato, esponente dell’emergente clan “RICCIARDI”, operante nel quartiere “219” di Pomigliano d’Arco), ritenuto gravemente indiziato di tentato omicidio e porto abusivo di armi aggravati dalle modalità mafiose. L’emissione della misura cautelare consegue alle indagini svolte della Sezione Operativa del Nor della Compagnia Carabinieri di Castello di Cisterna – avviatesi all’indomani dell’agguato a colpi d’arma da fuoco avvenuto in Volla (Na) il 01.09.2017 in danno del pregiudicato CICCARELLI Danilo (36enne, ritenuto esponente del clan camorristico “MASCITELLI” di Pomigliano d’Arco e Castello di Cisterna) – che hanno permesso in particolare di: – ricostruire le dinamiche consumative dell’evento (addivenendo all’identificazione di due dei tre autori materiali): nella circostanza, la vittima, mentre si trovava alla guida della propria autovettura, veniva affiancata da altro veicolo con a bordo tre soggetti che esplodevano al suo indirizzo 7 colpi di pistola, tutti andati a segno all’altezza del torace e degli arti superiori; – appurare che detto episodio era maturato nello scenario di conflittualità e contrasto per il controllo del territorio e delle “piazze di spaccio” tra esponenti del suddetto clan “MASCITELLI” e l’emergente clan RICCIARDI – operante nel quartiere “219” di Pomigliano d’Arco – promosso e guidato dalla pregiudicata RICCIARDI Teresa. L’arrestato, al termine delle formalità di rito, è stato associato presso la Casa Circondariale di Napoli-Secondigliano a disposizione dell’AG.

Somma Vesuviana, la Processione del Venerdì Santo anche quest’anno sarà “virtuale”

Il covid ferma  per il secondo anno consecutivo la storica processione del Venerdì Santo. Anche quest’anno però ci sarà la processione virtuale, promossa ed organizzata dall’associazione  “Antonio Seraponte”. Abbiamo chiesto i dettagli della manifestazione  a Ciro Seraponte, vera anima dell’associazione che porta il nome del compianto maestro Antonio Seraponte “Nessuno si sarebbe aspettato che, a distanza di un anno e più dall’inizio pandemia, la Madonna e il Cristo Morto non avrebbero fatto il giro delle strade della nostra Città, preceduti dalla marea di Confratelli e seguiti dall’immensa folla di fedeli attenti, composti e in religiosa preghiera. Eppure, purtroppo, sarà così e le preghiere dovremo recitarle da casa nostra. magari in modo più convinto e incisivo, per fare in modo che, con la Resurrezione di Gesù, ci sia anche la Rinascita della nostra vita, che ci consenta il ritorno alla normalità, sia negli ambiti lavorativi che nella coltivazione dei nostri sogni e delle nostre passioni! Anche quest’anno- spiega Ciro Seraponte-  l’Associazione Culturale Musicale “Antonio Seraponte” APS si sta prodigando per stare vicino ai fedeli, ai cittadini e alle Istituzioni. I Ragazzi della Banda Musicale da giorni si stanno preparando per essere pronti, ognuno dalla propria postazione di casa, per suonare le note della Marcia Funebre “Dolores” di Giovanni Orsomando, sotto la Direzione Artistica del M° Mauro Seraponte, Cittadino Onorario di Somma Vesuviana. Quest’anno la Processione “virtuale” sarà più ricca perchè abbiamo il consenso dell’intera Comunità Parrocchiale e delle Istituzioni locali e non. Infatti ci sarà la partecipazione a distanza dei cinque Parroci di Somma Vesuviana, del Sindaco Salvatore Di Sarno, del Presidente del Consiglio Comunale Giuseppe Sommese, del Presidente dell’Ente Parco Nazionale del Vesuvio Agostino Casillo, dei Consiglieri Regionali On. Carmine Mocerino e On. Paola Raia e del Deputato On. Gianfranco Di Sarno. Inoltre “Dolores” sarà suonata per intera ed andrà anche in filodiffusione dalle sedi istituzionali e dalla Chiesa Collegiata. Quindi- conclude Ciro Seraponte-  non ci resta che prepararci spiritualmente e partecipare all’evento storico atteso da tutti, collegandoci sulla pagina facebook dell’Associazione Culturale Musicale “Antonio Seraponte”, a partire dalle ore 19,30 del 2 Aprile 2021. Un grazie di cuore ai Ragazzi della Banda Musicale per lo spirito di sacrificio e di abnegazione”. (fonte foto: rete internet)

Sant’Anastasia, prende a calci il convoglio EAV: denunciato un 16enne

Denunciato dai Carabinieri il ragazzo di 16 anni che lo scorso 3 marzo ha preso a calci un convoglio EAV: è stato rintracciato grazie alle telecamere di sorveglianza.

I Carabinieri della stazione di Sant’Anastasia hanno denunciato un 16enne del posto per danneggiamento aggravato. Grazie alle immagini raccolte dalla videosorveglianza della stazione ferroviaria locale, i militari hanno accertato che il minore, lo scorso 3 marzo, aveva danneggiato con un calcio il finestrino di un convoglio EAV diretto a Napoli. Dopo aver colpito il treno era scappato temendo di essere beccato.

Sant’Anastasia, pezzi di ricambi auto rubati: sequestrato un capannone

Pezzi di ricambi auto rubati, i Carabinieri sequestrano un capannone e denunciano una persona per ricettazione.

I Carabinieri della stazione di Sant’Anastasia hanno individuato un capannone di circa 100 metri quadri al cui interno sono state trovate centinaia di parti meccaniche e di carrozzeria di veicoli di varie marche e modelli. I militari hanno accertato che parte di essi fosse provento di furti denunciati nei mesi scorsi in provincia di Napoli. Il locatario della struttura, risultata abusiva, è stato denunciato per ricettazione. L’intera area con annessa officina meccanica è stata sequestrata.

Cercola, il satellitare suggerisce ai carabinieri dove trovare un’auto rubata : arrestato un 62enne di Sant’Anastasia

Riceviamo e pubblichiamo dal Comando Provinciale dei Carabinieri di Napoli.

Il satellitare suggerisce ai Carabinieri dove trovare un’auto rubata. Trovato meccanico 62enne in un garage ad alterarne il telaio: è finito in manette.


I Carabinieri della tenenza di Cercola hanno arrestato per riciclaggio un 62enne incensurato di Sant’Anastasia. È stato sorpreso nella sua officina meccanica mentre alterava il telaio di una vettura risultata provento di furto, consumato a Roma il 26 marzo scorso. Anche il nottolino era stato sostituito con uno nuovo, sbloccabile con una chiave codificata.
L’auto, rintracciata dai militari grazie alle coordinate geografiche suggerite da un avanzato antifurto satellitare installato a bordo, è stata sequestrata e sarà restituita al legittimo proprietario. Il 62enne è stato sottoposto ai domiciliari in attesa di giudizio.

 

*Precisazione 

Riceviamo e pubblichiamo una nota  dall’avvocato Gennaro Mottola:

Il meccanico  di Sant’Anastasia a cui si fa riferimento nell’articolo di cui sopra  è stato scarcerato  il giorno 30/3/2021  su ordine del gip di Nola dopo l’interrogatorio di convalida .
 

San Sebastiano al Vesuvio, spintona 13enne e gli ruba la bici: arrestato 49enne

San Sebastiano al Vesuvio, arrestato un 49enne per furto di bici ad un ragazzo di 13 anni: è stato individuato subito dai militari e la bici è stata restituita al ragazzino.

I Carabinieri della stazione di San Sebastiano al Vesuvio e della sezione radiomobile di Torre del Greco hanno arrestato per rapina G. E. , 49enne del napoletano già noto alle forze dell’ordine.
In Via Roma ha spinto con violenza un 13enne – facendolo cadere a terra – e gli ha portato via la bicicletta. I militari, allertati dai familiari del ragazzino, lo hanno individuato in pochi minuti.
È stato bloccato in Via Luca Giordano a Cercola e la bici restituita al proprietario.
È ora in carcere in attesa di giudizio.

Somma Vesuviana, «OmbrediLuce» al Casamale: no ai permessi per tutelare l’opera d’arte

Se l’intento è quello di guardare al borgo come una sorta di percorso artistico – dalle bellezze antiche della Collegiata, al fascino dei vicoli, fino all’opera d’arte che fu realizzata qualche tempo fa dal Bosoletti grazie anche al collettivo Tramandars che ha lo scopo di portare arte e cultura nei luoghi storici– il principio è chiaro: la burocrazia dovrebbe accompagnare chi lavora affinché l’intento divenga realtà.   Ebbene, sull’installazione Ombre di Luce dell’artista Mary Pappalardo, con l’associazione Botteghe al Centro in collaborazione con ‘o Vascio room gallery, Il Torchio, Jesce Sole, Borgo Onlus, Arci, che sta pian piano prendendo forma sulle mura del borgo tra via Botteghe e via Campane, ci si è imbattuti in un problema pratico che ora richiede soluzioni: alla richiesta – avanzata dal responsabile PO4, l’architetto Giuseppe Rossi – di installare a tutela dell’opera cinque dissuasori di sosta in conformità con il contesto storico ed i luoghi, è arrivato il parere sfavorevole della Polizia Locale. Non per ostruzionismo, bensì per applicazione di norme specifiche: i dissuasori di sosta servono ad impedire materialmente la sosta abusiva, a delimitare zone di parcheggio, ad impedire il transito di veicoli, «la tutela di un’opera d’arte non è contemplata nella norma in questione» replicano all’architetto Rossi due responsabili della polizia locale dopo verifiche in loco. Dunque chi di dovere, a Palazzo Torino, dovrà risolvere la questione in altra maniera. Intanto, cos’è Ombre di Luce? L’opera tridimensionale rappresenterà, in sapienti giochi di luce e senza dettagli che ne individuino la fisionomia, come a simboleggiare dunque più persone, figure quali: una virtuosa suonatrice di tammorra, un cantatore, ballerini di tammurriata, donne al lavoro intente ad arti e mestieri popolari, il guardiano delle lucerne, componenti delle paranze. «Il termine OMBREDILUCE vuole suggerire il concetto di un vuoto lasciato da alcune persone, colmato con la luce della condivisione e la memoria collettiva che l’opera invita a fare. Conoscere chi ha segnato i luoghi con la propria presenza, il proprio modo di essere come nutrimento per la memoria di una comunità» – si evince dal progetto. L’artista Mary Pappalardo è diplomata all’ Accademia di Belle Arti nella sezione “Pittura”. Nel 2000 è stata co-fondatrice del gruppo artistico “Il Torchio, spazio per le arti”, insieme ad attori ed altri artisti con cui ha curato gli allestimenti teatrali, progettato e realizzato eventi, mostre, performance artistiche/musicali. I suoi lavori hanno come punto di partenza il territorio vesuviano d’origine dal quale prende costantemente ispirazione e sul quale sperimenta e propone interventi di riqualificazione e valorizzazione, come ’o Vascio-room gallery di cui è ideatrice. Utilizza la pittura e la scultura come principali canali espressivi, ma realizza anche opere dal micro (gioielli) al macro formato (installazioni). E’ insegnante di arte.

Presentato un progetto anticrisi che mette al centro gli autori

Arriva in radio, negli store e sulle piattaforme digitali “È viva la musica”, progetto nato per dare attenzione e dignità alla professione dell’autore. Autori uniti è il nome scelto dal gruppo di artisti e autori che insieme vogliono portare a tutti un grido di aiuto per il settore artistico e autorale che, in questo momento storico, in piena pandemia, si è visto sottrarre ingenti risorse e sicuramente più di ogni altro, ha risentito in termini economici, visto il blocco totale da più di un anno di eventi artistici. Gli autori, in particolare quelli puri, che non cantano le loro canzoni, non hanno voce risultando spesso invisibili nelle politiche dei governi. Enzo Leomporro e Gianni Donzelli, gli Audio 2, hanno pensato di dare voce agli autori scrivendo una canzone che parla della centralità dell’autore nel mondo della musica, del cinema, della televisione e dello spettacolo in generale, e hanno voluto condividere il progetto invitando a cantare con loro ben quattordici artisti, autori di canzoni e autori di spettacoli televisivi. Hanno aderito Eugenio Bennato, Sergio Cammariere, Bobby Solo, Gigi e Ross, Mariella Nava, Tony Esposito, Pietra Montecorvino, Davide De Marinis, Luisa Corna, Franco Simone, Mimmo Cavallo, Franco Fasano e Carmine Faraco. Il progetto gode del patrocinio della SIAE e dell’arrangiamento, programmazione e coordinamento di Luigi Pignalosa supportato da Enzo Rizzo. Il ricavato del singolo sarà interamente devoluto all’associazione culturale Insolisuoni di Polignano a Mare, paese natio di Domenico Modugno, che ogni anno con la Rassegna di musica d’autore accende l’attenzione su autori e musicisti (come dicono loro): “non che vendono di più ma che emozionano di più”. Sembra scontato dirlo ma, di fatto, senza autori non esisterebbe nulla che possa dirsi arte.

Le ricette di Biagio: fusilli al trito di carne. Quanno ‘a carne va sotto ‘e maccarune….

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“ E’ gghiuta  ‘a carne ‘a sotto, e ‘e maccarune ‘ncoppa”: il significato complesso di questo detto napoletano, in parte smentito dalla ricetta di oggi, poiché essa prevede una sapiente rimestata  e l’incontro tra i pezzi di trito e i fusilli che stanno in fondo al piatto. L’identità dei fusilli.  Al detto pensano i Napoletani quando in TV sentono certi personaggi, che sono solo dei “cuopp’e allesse”  cianciare di pandemia, di vaccini, di economia. Le citazioni: Bruno,  Schopenhauer, Gombrich, e il poeta napoletano D’Arienzo.   Ingredienti (per 5 persone): gr. 400 di fusilli; gr. 300 di carne di manzo tritata grossa;  1 kg. di pomodori pelati; dl. 1,5 di olio extravergine; 1 bicchiere di vino rosso del Vesuvio; aglio, sedano; provolone Auricchio stravecchio grattugiato; cipolla: prezzemolo e sale. Mettete a soffriggere il trito d’aglio e di cipolla con l’olio d’oliva in un tegame di coccio ( è un dettaglio importante, che il tegame sia di coccio). Al momento giusto aggiungente al soffritto  il trito di prezzemolo, di menta e di sedano, poi immergete la carne tritata, e versate a poco a poco il vino rosso e lasciate rosolare. Quando il vino sarà evaporato, aggiungete i pomodori e lasciate cuocere per circa un’ora. Fate cuocere i fusilli, scolateli “al dente”, aggiustateli in un piatto di portata, conditeli con il ragù, rimestate con cura, spargete con moderazione  il provolone grattugiato e portate in tavola.   Una nota in premessa. La ricetta di oggi pare quella dei fusilli “alla beneventana”. In realtà due dettagli la rendono originale: la “grattata” di provolone Auricchio stravecchio e la radicale e lenta rimestata a cui viene sottoposto il “piatto”. Il provolone dà forza alla concentrazione di chi mangia, mentre il parmigiano distrae. E la distrazione è un insulto per i fusilli, che sono un tipo di pasta particolare, un tipo fiero della sua certezza di stare oltre i vermicelli, oltre gli ziti, di rappresentare concretamente, e saporosamente, l’immagine del tempo che torna indietro per andare avanti. Il tempo degli Stoici, il tempo di Seneca. E la forma particolare, che finge di aprirsi agli altri ingredienti per catturarne e dominarne i sapori, fa sì che ogni fusillo conservi integra una sua identità e dia un contributo originale al piacere della gola. Dunque la “sentenza” napoletana, “ ‘è ghiuta ‘a carne ‘a coppa e ‘e mmaccarune ‘a sotto” non si adatta a questo “piatto, perché il trito di carne al pomodoro deve scendere fino all’ultimo fusillo, e “sposarsi” con lui: i fusilli non salgono su dal fondo del piatto in un anonimo “arravuoglio”, come se fossero spaghetti qualsiasi. Ma poi qual è il senso vero di quella “sentenza” napoletana? In linea generale, essa si riferisce a quelle situazioni in cui viene capovolto l’ordine logico – che sembra logico – dei ruoli e dei tempi: ma c’è anche chi dà, di questa “sentenza”, una lettura sociale, e la riferisce a persone che pretendono di svolgere compiti e occupare ruoli che non sono alla loro “portata”. L’avrebbe pronunciato, il proverbio – così si racconta – Salvatore De Crescenzo, Tore ‘e Crescienzo, capo della camorra napoletana, quello che Monnier definì il “Lacenaire” dei camorristi, quando gli dissero che Antonio Lubrano, “Totonno di Porta di Massa” aveva deciso di prendere il suo posto al vertice dell’ “Onorata Società”. Noi Napoletani pensiamo spesso a questa immagine, soprattutto quando, seduti davanti alla TV, vediamo e sentiamo parlare di pandemia, di vaccini, di economia e di politica personaggi che a noi sembrano solo “cuopp’e allesse” e a cui riconosciamo tutt’al più la capacità di parlare di struffoli. Certo, di solito le regole vanno rispettate. Soprattutto in questi tempi, e soprattutto le regole che ci difendono dal virus. Ma non possiamo dimenticare che anche in cucina questo rispetto viene spesso violato e che i cuochi, grandi e piccoli, si divertono a portare novità nelle ricette. E se queste novità funzionano, diventano anche esse delle regole, in attesa di altri innovatori. Diceva Giordano Bruno che la poesia “non nasce dalle regole, se non per leggerissimo accidente; ma le regole derivano dalle poesie”. Il gesto della “rimestata” che è fondamentale nella preparazione di questo “piatto” ci ricorda che il sistema sociale è un divenire continuo, e che spesso ‘e maccarune sono molto meglio della carne.  Dice Ernst Gombrich che nell’arte le “norme” esistono perché ogni artista, violandole con saggezza, possa prendere consapevolezza della propria libertà. E diceva Schopenahauer  che “dare troppa importanza all’opinione altrui è un errore universalmente diffuso”, un errore che è “nemico della nostra felicità”.  Ma forse sto esagerando, nel citare Giordano Bruno, Schopenhauer e Gombrich a proposito di un piatto di fusilli.  Mi salvo in calcio d’angolo ricordando che un filosofo ha sentenziato che l’uomo è ciò che mangia e che un poeta napoletano, Marco D’Arienzo, che aveva letto Orazio, così canta : “Magnammo, amice mieie, e poi vevimmo /…Lo presente è no sciuscio e nun nse vede,/ lo passato è passato e chiù nun vene / e a lo dimane chi nce mette pede…. (fonte foto: rete internet)    

San Gennaro Vesuviano, covid-19: contagi in diminuzione ma i tamponi effettuati sono la metà

È stata una settimana confortante per San Gennaro Vesuviano in termini di covid-19. Secondo il bollettino epidemiologico dell’Unità di Crisi di questa settimana il numero dei contagi è diminuito molto rispetto alla scorsa con i casi positivi che sono passati da 137 a 98. Curva di contagi in discesa ma con un decesso registrato proprio in questi giorni in cui sono stati effettuati in totale 191 tamponi di cui 31 nuovi positivi. C’è da sottolineare però che nella settimana che va dal 14 al 20 marzo il numero dei tamponi effettuati era circa il doppio rispetto a quelli di questi giorni, in totale 355, di cui positivi 78, sempre più del doppio rispetto alle persone risultate positive in questa settimana appena terminata. L’invito costante del sindaco Russo che chiede un ulteriore sforzo ai suoi cittadini resta lo stesso: “È solo grazie al rispetto delle regole e delle ordinanze che possiamo andare veramente nella direzione giusta e verso la libertà sociale.”