Somma Vesuviana, «OmbrediLuce» al Casamale: no ai permessi per tutelare l’opera d’arte

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Se l’intento è quello di guardare al borgo come una sorta di percorso artistico – dalle bellezze antiche della Collegiata, al fascino dei vicoli, fino all’opera d’arte che fu realizzata qualche tempo fa dal Bosoletti grazie anche al collettivo Tramandars che ha lo scopo di portare arte e cultura nei luoghi storici– il principio è chiaro: la burocrazia dovrebbe accompagnare chi lavora affinché l’intento divenga realtà.

 

Ebbene, sull’installazione Ombre di Luce dell’artista Mary Pappalardo, con l’associazione Botteghe al Centro in collaborazione con ‘o Vascio room gallery, Il Torchio, Jesce Sole, Borgo Onlus, Arci, che sta pian piano prendendo forma sulle mura del borgo tra via Botteghe e via Campane, ci si è imbattuti in un problema pratico che ora richiede soluzioni: alla richiesta – avanzata dal responsabile PO4, l’architetto Giuseppe Rossi – di installare a tutela dell’opera cinque dissuasori di sosta in conformità con il contesto storico ed i luoghi, è arrivato il parere sfavorevole della Polizia Locale. Non per ostruzionismo, bensì per applicazione di norme specifiche: i dissuasori di sosta servono ad impedire materialmente la sosta abusiva, a delimitare zone di parcheggio, ad impedire il transito di veicoli, «la tutela di un’opera d’arte non è contemplata nella norma in questione» replicano all’architetto Rossi due responsabili della polizia locale dopo verifiche in loco.
Dunque chi di dovere, a Palazzo Torino, dovrà risolvere la questione in altra maniera.
Intanto, cos’è Ombre di Luce? L’opera tridimensionale rappresenterà, in sapienti giochi di luce e senza dettagli che ne individuino la fisionomia, come a simboleggiare dunque più persone, figure quali: una virtuosa suonatrice di tammorra, un cantatore, ballerini di tammurriata, donne al lavoro intente ad arti e mestieri popolari, il guardiano delle lucerne, componenti delle paranze. «Il termine OMBREDILUCE vuole suggerire il concetto di un vuoto lasciato da alcune persone, colmato con la luce della condivisione e la memoria collettiva che l’opera invita a fare. Conoscere chi ha segnato i luoghi con la propria presenza, il proprio modo di essere come nutrimento per la memoria di una comunità» – si evince dal progetto.


L’artista Mary Pappalardo è diplomata all’ Accademia di Belle Arti nella sezione “Pittura”. Nel 2000 è stata co-fondatrice del gruppo artistico “Il Torchio, spazio per le arti”, insieme ad attori ed altri artisti con cui ha curato gli allestimenti teatrali, progettato e realizzato eventi, mostre, performance artistiche/musicali. I suoi lavori hanno come punto di partenza il territorio vesuviano d’origine dal quale prende costantemente ispirazione e sul quale sperimenta e propone interventi di riqualificazione e valorizzazione, come ’o Vascio-room gallery di cui è ideatrice. Utilizza la pittura e la scultura come principali canali espressivi, ma realizza anche opere dal micro (gioielli) al macro formato (installazioni). E’ insegnante di arte.