Terra dei Fuochi, alta nube nera a Cicciano: in fiamme rifiuti speciali

Un incendio di rifiuti speciali a Cicciano  ha provocato un’alta nube nera visibile ad alcuni chilometri di distanza per oltre due ore.   Le fiamme, la cui origine è ancora da accertare, hanno avvolto scarti tessili e rifiuti industriali abbandonati in una strada vicinale in località Boscofangone, dove sono intervenuti i vigili del fuoco che sono riusciti a domare l’incendio dopo quasi due ore. Il cumulo dei rifiuti, sversato da sconosciuti nelle scorse settimane, era in attesa di essere classificato, mentre le forze dell’ordine stavano cercando di risalire agli autori dello smaltimento illegale di quelli che, ad una prima ispezione, sembravano anche rifiuti chimici. Oggi invece le fiamme hanno avvolto tutto, provocando un’alta nube nera visibile anche dall’autostrada. Il fumo ha reso l’aria irrespirabile nelle campagne circostanti, tanto che i contadini al lavoro sono stati costretti ad allontanarsi.

Somma Vesuviana, cimitero : avviati i lavori nella cappella del Santo Rosario

Riceviamo e pubblichiamo dal Comune di Somma Vesuviana.   D’Avino: (Ass. ai Servizi cimiteriali): “Iniziati i lavori per la realizzazione di ben 318 loculi nuovi nella Cappella sepolcrale ottocentesca del Santo Rosario, presso il Cimitero di Somma Vesuviana”. “Era una notizia attesa da ben 17 anni: sono iniziati al Cimitero di Somma Vesuviana i lavori di recupero di un importante opera quale la cappella sepolcrale del Santo Rosario. Il progetto prevede la realizzazione di loculi di due distinte capacità: ben 145 loculi di tipo 1 con 6 cassetti di zinco e altri 173 loculi di tipo 2 con 4 cassetti di zinco. Dunque si tratta della realizzazione di ben 318 loculi nuovi. Era una notizia attesa da tempo, da tutta la città. Si tratta inoltre di una cappella dell’800”.  Lo ha affermato Sergio D’Avino, assessore con delega ai Servizi Cimiteriali, del Comune di Somma Vesuviana nel napoletano. Intanto da Lunedì il Cimitero riaprirebbe parzialmente al pubblico. Con decorrenza dalla data del 29 Marzo 2021, salvo ulteriori ordinanze legate all’andamento epidemiologico e fermo restando l’adozione da parte del concessionario, sentito l’ufficio Cimitero, di un piano di contingentamento degli ingressi al fine di arginare eventuali assembramenti si stabilisce riapertura del Cimitero Comunale per i giorni del Lunedì, Martedì, Giovedì e Venerdì per il solo orario antimeridiano.

Sant’Anastasia, l’ora della terra: stasera luci spente a palazzo Siano

Riceviamo e pubblichiamo dal Comune di Sant’Anastasia
In occasione della giornata mondiale della Terra il comune di Sant’Anastasia si unisce ad un inno mondiale ed ha deciso spegnere le luci della casa comunale sita a Palazzo Siano dalle 20:30 alle 21:30.
In quell’ora ci saranno spegnimenti simbolici in tutto il mondo al fine di contrastare ed arrestare i cambiamenti climatici.
A tal proposito le dichiarazioni dell’Assessore all’Ambiente Ciro Pavone:
“Da quando ci siamo insediati come Amministrazione l’unico nostro obiettivo è stato quello di rendere il nostro paese un posto migliore: vivibile e sostenibile.
Aderire ad iniziative simili manda messaggi chiari alla nostra popolazione. Invito tutti ad adottare cambiamenti, nella vita di tutti i giorni, che possano essere sostenibili ed avere cura dell’Ambiente.”
“Oggi 27 marzo, infatti, dalle 20.30 alle 21.30, le luci di Palazzo Siano, sede della casa comunale, si spegneranno per un’ora unendoci così a quelle di tutto il mondo per testimoniare la lotta al cambiamento climatico oggi quanto mai un tema centrale
Un lavoro di contrasto che non può non tenere conto dell’importanza di una pianificazione e gestione delle nostre città e una manutenzione del territorio e delle risorse naturali.
Ci uniamo ad un inno collettivo alla bellezza e alla fragilità del Pianeta.”
Queste le parole del Sindaco di Sant’Anastasia Carmine Esposito.

Sant’Anastasia, il messaggio di cordoglio del Sindaco di Somma Vesuviana alla famiglia De Simone

Riceviamo e pubblichiamo dal Comune di Somma Vesuviana.

Il Sindaco Salvatore Di Sarno con un messaggio di cordoglio si unisce al dolore del Prof. Antonio De Simone per la scomparsa del fratello.

Apprendiamo con profonda tristezza del lutto che ha colpito la famiglia dell’archeologo, prof. Antonio De Simone. Abbraccio con affetto e stima il professore per la scomparsa del caro fratello ovviamente non legata al Covid. Ci uniamo al dolore del prof. Antonio De Simone, anima della missione archeologica italo – nipponica che è in corso a Somma Vesuviana e che vogliamo valorizzare nel migliore dei modi”. Lo ha affermato Salvatore Di Sarno, sindaco di Somma Vesuviana nel napoletano.

Si uniscono al messaggio di cordoglio del sindaco anche Rosalinda Perna, Assessore ai Beni Culturali del Comune di Somma Vesuviana e Franco Mosca, Presidente della ProLoco di Somma Vesuviana.

Covid, il premier Draghi: “Ritorno in classe anche in zona rossa”. In Campania arriva il vaccino Sputnik

Con ancora 24mila casi e 450 morti in un giorno, il governo conferma la linea del massimo rigore anche dopo Pasqua decidendo però di investire il “tesoretto” garantito dai primi segnali di inversione della curva sulla scuola: si tornerà in presenza fino alla prima media nelle zone rosse, mentre in quelle arancioni saranno in classe tutti gli studenti fino alla terza media e al 50% quelli delle superiori.     Fino al 30 aprile, dunque, niente spostamenti tra le regioni, saracinesche ancora abbassate per bar e ristoranti, riapertura di palestre, piscine, cinema e teatri a data da destinarsi, zona gialla cancellata fino alla fine del mese. unica novità dovrebbe riguardare il ritorno in classe fino alla prima media anche in zona rossa. Novità confermata dal  premier Mario Draghi in conferenza stampa.  “Il ministro Bianchi sta lavorando perché avvenga in modo ordinato. La volontà complessiva era che, se ci fosse stato uno spazio, lo avremmo utilizzato per le scuole fino alla prima media. La scuola è un punto di contagio limitato solo in presenza di altre restrizioni. Ciò che è fonte di contagio è tutto ciò che avviene attorno alla scuola, quindi più si alza l’attività scolastica più aumentano le possibilità di contagio”, ha spiegato il premier. Intanto, la Campania resta in zona rossa e nella consueta diretta del venerdì il Presidente De Luca fa il punto della situazione sui contagi e ,soprattutto, sui vaccini. “Siamo in forte ritardo noi e l’Europa, abbiamo un conflitto aperto con le aziende produttrici di vaccini. L’unica cosa che doveva fare lo Stato centrale – ha ribadito il governatore – era preoccuparsi di produrre i vaccini in Italia. Poi ha provveduto il Governo a distribuire i vaccini, avvenuta sulla base del mercato nero, con la Campania penalizzata fortemente. E’ stato un disastro”. De Luca annuncia di aver firmato il contratto per la fornitura del vaccino Sputnik. “Il contratto firmato -spiega De Luca- prevede l’immediata esecutività dopo l’approvazione dell’Ema o dell’Aifa. E’ indispensabile, a questo punto, che le Agenzie di controllo si diano tempi rapidi di verifica e di decisione, adeguati alla gravità della pandemia. Ringrazio l’Ambasciata italiana a Mosca per il supporto fornito”.   .

Somma Vesuviana, politica, il consigliere De Nicola lascia il gruppo “Svolta Popolare”

Riceviamo e pubblichiamo una nota stampa del consigliere di maggioranza Vincenzo De Nicola   Ieri mattina ho protocollato una comunicazione indirizzata al Presidente del Consiglio Comunale, al Sindaco ed al Segretario Comunale, con la quale ho ufficializzato la mia decisione di abbandonare il gruppo di “SVOLTA POPOLARE”, con effetto immediato. Una decisione sofferta e maturata nel corso degli ultimi mesi, in considerazione del venir meno dello spirito di condivisione delle scelte politiche, che devono necessariamente tradurre l’azione amministrativa verso la realizzazione degli interessi di tutti i cittadini. L’interruzione della mia appartenenza al gruppo di “Svolta popolare” non avrà alcuna incidenza sulla composizione della coalizione di maggioranza, che continuerò a sostenere dai banchi del gruppo misto. Mi corre, comunque, l’obbligo di ringraziare i miei colleghi di Svolta Popolare, con i quali ho avviato il mio percorso politico sempre ispirato al perseguimento dell’interesse dei cittadini, maturando un’importante esperienza e la consapevolezza che i valori della partecipazione democratica costituiscono il fondamento per il benessere sociale. Parimenti, mi preme rassicurare i miei concittadini sulla vicinanza che continuerò a preservare nei loro confronti, nonché sul ruolo cardine che la tutela dell’interesse comune avrà nella prosecuzione dell’esercizio delle mie funzioni di Consigliere comunale.

Perché strade di Ottaviano portano il nome di Oreste Bordiga e di Camillo Peano

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Dopo l’eruzione del 1906, mentre alcuni membri della Commissione nominata dal Ministero dell’Interno proponevano che ciò che restava di Ottajano venisse definitivamente demolito e che gli Ottajanesi venissero trasferiti nell’agro romano, Oreste Bordiga e Camillo Peano si schierarono a favore del Comitato “Pro Ottajano” e fecero in modo che la città venisse ricostruita e risorgesse dalle ceneri del Vesuvio.   Oreste Bordiga fu un importante studioso di agronomia e della civiltà agricola italiana: tale era la sua preparazione che, ancora giovane, ottenne dalle “Assicurazioni Generali” di Venezia il prestigioso incarico di perito estimatore. Nel 1884, vincitore di concorso, divenne professore di estimo rurale e di contabilità agraria presso la Regia Scuola di Agricoltura di Portici; e di questa Scuola fu direttore dal 1903 al 1906 e dal 1917 al 1920. Nel 1909 pubblicò i documenti conclusivi dell’“Inchiesta parlamentare” sulle condizioni di vita dei contadini della Campania: Bordiga era stato uno dei tecnici della commissione che aveva condotto l’inchiesta.“ Da Resina a Ponticelli a Sant’Anastasia – scrisse Bordiga – i contadini vivono nei ‘bassi’ dei cortili, con  il lastrico di calcestruzzo, non di rado inferiore a quello esterno, ‘avente luce dalla porta di entrata, con finestrella laterale. Infiniti sono i diritti in comune di forni, cortili, passaggi, latrine, pozzi e cisterne. In angoli nascosti vi sono le stalle, e, dove non lo vietano i regolamenti municipali, anche i porcili”. Bordiga citò come esempio via Trentola a Resina, ” lungo e stretto budello avente a dritta e sinistra numerosi cortili “, che era diventata tristemente famosa per le stragi che vi fecero le epidemie coleriche del 1884 e del 1887. ” Migliori sono le condizioni di Somma, di Ottajano e di San Giuseppe, paese di agiati negozianti di bestiame “. Bordiga osservò, tra l’altro, che la proprietà terriera risultava in Campania eccessivamente frammentata. “ Nel 1906 c’erano a Ottajano 3640 proprietari terrieri, l’87 % dei quali non possedeva più di un ettaro: la coltura dominante era quella del seminativo arborato e del vigneto consociato, mentre il 65% della superficie era occupata dal bosco ceduo.”. Il direttore della Scuola di Portici conosceva bene Ottajano.Dopo l’eruzione del 1906 Filippo Turati propose, sulla “Tribuna Illustrata”, di trasferire gli Ottajanesi “in una plaga dell’agro romano”, perché era una “certezza che Ottajano non sarebbe più risorta dalle ceneri del Vesuvio”. Il re Vittorio Emanuele III, che si era recato a Ottajano durante l’eruzione, condivideva la certezza di Turati e si accingeva a preparare il decreto per il trasferimento definitivo: ma il Comitato “Pro Ottajano”, grazie all’intervento del duca Amedeo d’Aosta e del generale A. Diaz, riuscì a convincere il comm. Nicola Miraglia, presidente del Reale Istituto di Incoraggiamento, perché ascoltasse il parere degli esperti. E Oreste Bordiga e Giuseppe Frojo diedero ragione al Comitato “ Pro Ottajano”: dopo un anno le vigne, i frutteti e gli orti avrebbero prodotto uve, mele e ortaggi ancora più preziosi, a patto che Ottajano venisse liberata, al più presto, dai mucchi di cenere e di lapilli. Non appena lesse la relazione degli esperti, Camillo Peano, che era membro della Commissione ministeriale, dispose che non venissero costruite più baracche, ma si provvedesse immediatamente a definire un progetto per la nuova Ottajano,  per avviare la ricostruzione di case, strade e quartieri. Inoltre, Camillo Peano confermò Gustavo Durelli, che era “comandante di zona”, alla direzione dei servizi civili, tenuta fino a quel momento dal commissario prefettizio cav. Pennella, uno dei membri della Commissione ministeriale “che avevano il programma di distruggere Ottajano”. Nel 1907 Camillo Peano, in qualità di Capo di Gabinetto del terzo governo Crispi, fece in modo che il governo finanziasse interventi eccezionali per la ricostruzione della stazione della Vesuviana e della linea ferroviaria. Pare dunque giusto che Ottaviano abbia intitolato una strada a Oreste Bordiga, così come molti anni fa una strada era stata intitolata a Camillo Peano, e una piazza a Gustavo Durelli.

Ottaviano, la peste del 1656 nei documenti del notaio Carlo dell’Annunziata

La peste di ieri, come il coronavirus di oggi, ci unisce tutti, come afferma l’appassionato storico locale dott. Giordano Attilio di San Giuseppe Vesuviano.  Tutti siamo accomunati da un’unica tragedia, un unico dolore, un’unica speranza: la salvezza materiale e dello spirito. Dobbiamo trarre il meglio dalle tragedie, farne frutto e sviluppare uno spirito costruttivo.     Nel 1656 la cittadina di Ottajano, già profondamente segnata dalla tremenda eruzione del Vesuvio del 1631, fu colpita dal terribile morbo pestilenziale. All’epoca, la comunità alle pendici del Monte Somma era governata dal Principe Giuseppe I de’ Medici (1635 – 1717 ca.). Il terribile morbo si era diffuso nel Regno di Napoli per colpa dei soldati spagnoli che avevano provveduto ad importarlo dalla Sardegna. Dott. Giordano, che danni provocò la peste? “Si calcola che questa epidemia provocò nella sola città di Napoli, nel giro di sei mesi, la morte di circa tre quarti dell’ intera popolazione. Il popolo considerò la peste come una vendetta di Dio ed in essa credette di scorgere il segno premonitore della fine del mondo.  Secondo Mons. Luigi Saviano (1920 – 2007) nella sola Ottaviano il numero dei morti ascese a 2.500 persone su un totale di 8.000 abitanti con una percentuale di decessi che si aggirava intorno al 30%. Il compianto storico sommese Giorgio Cocozza, in un suo articolo sulla rivista Summana, invece, conferma i 2500 morti, ma su 5.000 abitanti. All’epoca Ottajano comprendeva anche i villaggi di Terzigno, San Giuseppe e San Gennarello. Non siamo in possesso, purtroppo, di dati precisi in quanto i registri dei morti dell’epoca della chiesa madre di San Michele Arcangelo sono andati perduti. L’atto più antico risale al 1684, ma dalle ricerche di Luigi Iroso e dallo storico e scrittore Carmine Cimmino si evince che “sapranno le Signorie Vostre come per lo passato contagio soccesso a questa terra nell’anno 1656 se ne moresero molti cittadini et habitanti et tutti seppelliti nella nostra Maggiore Chiesa et altre sepolture di altre Chiese et per la moltitudine di morti che furono seppelliti a per evitare detto contaggio furono tutti a fatto serrate di modo che non s’avessero mai aprire”. Qualche documento, in particolare, chiarisce questo tragico momento?  “Uno spaccato interessante, che getta un lampo di luce su questa pagina buia, arriva dai diciannove protocolli del notaio Carlo dell’Annunziata conservati presso l’Archivio di Stato di Napoli. I documenti in questione partono dall’anno 1654 ed arrivano all’anno 1691. Nonostante manchi proprio quello dell’anno 1656 – molto probabilmente non redatto in quanto bloccato dalla contingenza degli eventi – si evince dopo un’attenta analisi la precisa descrizione degli eventi che portarono alla morte di ben cinque familiari del notaio. La defunta mamma, in particolare, fu descritta dal proprio figlio come  donna devotissima della Beata Vergine et tutti i Santi e Sante del Cielo e per questo collocata dallo stesso tra li angeli Beati”.   Chi era il notaio Carlo dell’Annunziata? “Il notaio Carlo dell’Annunziata nacque ad Ottaviano l’11 agosto del 1629 da Giovanni ed Angela di Prisco. Suo padre convolò a nozze nella cappella di Sant’Angelo ubicata nella Chiesa di San Michele Arcangelo il 3 marzo del 1615, mentre la madre morì di peste l’8 luglio del 1656. Il nostro notaio, il 21 dicembre del 1656, s’affidò (una sorta di promessa di matrimonio) a tale Agnese Marigliano in casa propria. Sappiamo che, successivamente, il 27 luglio del 1665 Carlo dell’Annunziata, vedovo di Agnese Marigliano, si sposò in casa con Anna Guastaferro, figlia di Fabrizio. Morì ad Ottaviano il 13 maggio del 1695 all’età di 65 anni circa. Il suo corpo venne seppellito il giorno dopo nella chiesa di San Michele Arcangelo. Una cugina, Feliciana Jervolino, nata il 29 marzo del 1639 e morta sempre di peste l’8 luglio del 1656, era figlia di Luca Jervolino e di Vittoria Esposito. Una curiosità risiede nel fatto che il cognome della mamma, riportato nel libro parrocchiale, è Esposito e non dell’Annunziata. A tal riguardo, si tratta di una mera formalità che risalta la vera provenienza del nonno del notaio. Probabilmente il bambino proveniva dalla Casa dell’Annunziata di Napoli, da ciò il cognome Esposito dell’Annunziata”.  

Marigliano, reddito di cittadinanza e buoni spesa illegittimi: indagine della polizia locale

Riceviamo dal Comando di Polizia Municipale di Marigliano e pubblichiamo. Stretta di indagini della polizia locale di Marigliano sui furbetti del reddito di cittadinanza e dei buoni spesa. Intrecci con buoni spesa, legami con la delinquenza locale e fruizione di elargizione illegittime e false dichiarazioni. Dopo una azione congiunta con l’ufficio politiche sociali si è svolto il primo screening di controllo su chi aveva tentato di fruire dei buoni spesa con dichiarazioni mendaci, omettendo l’ottenimento del contributo del reddito di cittadinanza. Controlli incrociati, sommarie informazioni, indagini incrociate e primi 8 indagati tra chi ha presentato false dichiarazioni per ottenere il buono spesa del comune di Marigliano. Nel frattempo nuova stretta su occupazione delle case abusive e nuovo sopralluogo su lotto Acer con una casa occupata abusivamente da alcuni soggetti già sfrattati dal comandante Nacar nel 2019 in una nota località di Marigliano, dove furono abbattuti 7 appartamenti, cosa più unica che rara: appartamenti inagibili e acquisiti al patrimonio comunale, i cui abitanti sottraevano luce ed acqua abusivamente. In quell’occasione il comandante procedette a due arresti. “Non si fermerà il contrasto alla illegalità e indagheremo ulteriormente sui buoni spesa e sulle dichiarazioni tese ad ottenere un illecito beneficio”, fa sapere il Magg. Emiliano Nacar.

Casoria e Afragola, Carabinieri impegnati nel controllo del territorio: 1 arresto e 8 sanzioni anti-Covid

Riceviamo e pubblichiamo dal Comando Provinciale dei Carabinieri di Napoli.

I Carabinieri della Compagnia di Casoria hanno presidiato le strade della città di Casoria e Afragola: arrestata una donna e otto le sanzioni anti-covid.

Continuano i servizi alto impatto dei Carabinieri della Compagnia di Casoria disposti dal comando provinciale di napoli. I militari dell’arma hanno presidiato le strade delle città di Casoria e Afragola. Arrestata una 64enne di Casoria in esecuzione di un provvedimento emesso dal tribunale di napoli nord. La donna – che dovrà scontare la pena in regime di detenzione domiciliare – deve rispondere dei reati di furto e delle violazioni alle prescrizioni imposte dalla misura a cui era sottoposta.

Durante i controlli, i Carabinieri hanno identificato 108 persone e controllato 80 veicoli. Sono 8 le persone sanzionate per il mancato rispetto delle normative anti-contagio.