Somma Vesuviana, l’assessore Di Marzo: “Pronti per il contratto con MATE, società che svilupperà il PUC”
Somma Vesuviana, la tomba cimiteriale del filosofo italiano Francesco Montalto
Il suo pensiero filosofico, infatti, nel suo passaggio dal positivismo all’idealismo, è compiutamente espresso nella sua opera L’intuizione e la verità di fatto, che uscì in due edizioni, nel 1924 e nel 1930, e che, sin dal suo primo apparire, ebbe favorevole accoglienza fra gli studiosi dell’epoca. Ad esso, comunque, si affiancano – afferma la nipote Maria Tentori Montalto – numerosi contributi a riviste, discorsi commemorativi, relazioni a convegni, conferenze, prolusioni a corsi accademici, apparsi fra il 1893 e il 1941, cioè fino a pochi anni prima della morte, avvenuta a Roma nel 1946. Ho avuto il piacere, altresì, di conoscere e intervistare, seppure indirettamente, la Dott.ssa Laura Tentori Montalto di Roma, cardiologa e pronipote del prof. Francesco Montalto.
Dottoressa, da dove discende la famiglia Montalto?
“La storia della famiglia Montalto inizia lontano nel tempo e nello spazio, quasi certamente nell’anno 966 d.C. in Francia, quando per la prima volta compare in un documento il nome di Odon de Montault. Un suo discendente Trasmondo, figlio di Unfrido barone di Montault, militò con Ruggero II d’Altavilla durante la conquista di quello che diventerà il regno normanno in Italia. I Montalto ottennero feudi in Calabria (dando il nome a Montalto Uffugo), in Puglia e in Sicilia. Il nostro ramo alla fine del ‘500 si trasferì in Calabria a Laureana di Borrello e a Drosi – Rizziconi”.
Cosa ci racconta del suo bisnonno Francesco?
“Il professor Francesco Montalto nacque il 29 aprile del 1863 a Laureana di Borrello, in provincia di Reggio Calabria. Sostenne i suoi studi a Monteleone di Calabria, oggi Vibo Valentia, dove conseguì la licenza liceale nel 1881. Ammesso per concorso alla Scuola Normale Superiore di Pisa, vi frequentò il primo biennio per poi passare all’Università di Napoli, dove si laureò brillantemente in filosofia nel 1885 con una tesi sul filosofo Pasquale Galluppi (1770 – 1846). Nel gennaio del 1888 sposò a Rizziconi una sua lontana cugina, Elvira Montalto, dalla quale ebbe otto figli. Francesco Montalto iniziò la sua carriera didattica nel 1886, come docente di filosofia, dapprima nel liceo ginnasiale Filangieri di Monteleone Calabro e, successivamente, nel Liceo T. Campanella di Reggio Calabria; nel 1894 fu trasferito al liceo N. Spedalieri di Catania. Nel 1900, la famiglia si trasferì a Napoli, dove Francesco incontrò Benedetto Croce di cui divenne fervente amico. Una fitta corrispondenza tra i due è stata donata dalla nostra famiglia alla Fondazione Croce a Napoli. Sempre a Napoli, Francesco divenne strettissimo amico del collega Giovanni Gentile (1875 – 1944): entrambi abitavano in Vico Storto Purgatorio ad Arco, condividendo lo stesso pianerottolo. In quell’anno, per la graduatoria di merito ottenuta nel concorso per la cattedra di filosofia del liceo T. Mamiani di Roma, ebbe il trasferimento al liceo classico Vittorio Emanuele di Napoli. L’anno accademico successivo, 1901/1902, passò ad insegnare al liceo A. Genovesi della stessa città, dove rimase senza interruzione fino al suo collocamento a riposo nel 1933. Oltre con Croce e Gentile, il bisnonno Francesco strinse una forte amicizia anche con Salvatore Di Giacomo, Libero Bovio, lo Spaventa e molti altri personaggi che il giovedì si riunivano nei salotti delle loro abitazioni. Parallelamente all’incarico nel liceo Genovesi, insegnò pedagogia dal 1900 al 1909 nella Scuola normale pareggiata Suor Orsola Benincasa e Filosofia e Storia della Filosofia nell’Istituto pareggiato omonimo di Magistero superiore femminile fino al 1933. Nel 1924, comunque, aveva conseguito la libera docenza in Storia della filosofia all’Università di Napoli”.
Ci sono particolari inediti sulla vita familiare del prof. Montalto?
“La sua vita familiare conobbe molte sventure: i figlioletti, Pasquale e Ugo, morirono piccolissimi, prima di compiere i due anni. A Reggio nacque l’11 dicembre del 1888 la prima figlia, Maria, chiamata familiarmente Amina, in omaggio all’eroina della Sonnambula di V. Bellini, tanto amata da suo padre negli anni degli studi alla Normale di Pisa. Amina morì il 13 agosto del 1889 ad appena otto mesi. La nascita della seconda figlia, assai somigliante alla prima, tanto da ripeterne il nome, Maria, avvenne il 24 febbraio del 1890. La diciottenne morì a Napoli il 15 giugno del 1908 per le conseguenze di un’endocardite e fu sepolta a Somma Vesuviana. Il 4 marzo del 1891 nacque Francesco Antonio. Una malattia tubercolare, purtroppo, minò anche la sua giovane vita. Morì a Somma Vesuviana il 29 ottobre del 1907 all’età di sedici anni.
Un altro figlio, infine, Domenico, nato nel 1892, morì a Roma nel 1931 all’età di 39 anni per una setticemia causata da una scheggia di bomba mai rimossa che gli ulcerò lo stomaco: partecipò, infatti, al primo conflitto mondiale come volontario. Prese parte, inoltre, alla Marcia su Roma, occupando alte cariche sindacali durante i primi anni del Ventennio. Fu un avvocato di grido. Della numerosa famiglia, comunque, rimasero in vita solo due figlie: Lina (1894 – 1967) e Silvia (1895 – 1972)”.
Il rapporto del professor Montalto con la città di Somma Vesuviana?
“La famiglia Montalto si stabilì a Somma Vesuviana per consiglio di medici, ad avvantaggiare la prima figliuola Maria, che quindicenne, si era ammalata di endocardite, effetto postumo di morbillo sofferto da bambina a Catania. All’epoca, nel 1905, la cittadina vesuviana era circondata da campi e giardini e presentava un incantevole panorama agreste, in cui si respirava un’aria profumata e salubre.
Il clima di quella villeggiatura autunnale nelle campagne sommesi giovò molto a Maria. La famiglia viveva in via Strettola nella proprietà Raimondi. Il professore si alternava tra Somma e Napoli. Vi era un circolo per villeggianti, poco frequentato dai miei bisnonni. La vita della famiglia continuò felicemente nella residenza di Somma Vesuviana, fino a quando la malattia non colpì il figlio Francesco Antonio, chiamato da tutti Totò. Per l’occasione era stato affidato alle amabili cure del dott. Alberto Angrisani. A nulla, però, valsero le amabili cure: il ragazzo si addormentò per sempre il 29 ottobre del 1907, lasciando un grande e profondo sconforto nei genitori. Il 15 giugno dell’anno successivo, un altro dramma colpì la famiglia: Maria morì a Napoli e la sua salma fu trasportata a Somma Vesuviana. La ragazza era stata mandata a Napoli per cambiamento d’aria e ospitata nella bella casa a Margellina del generale Angelo Cavaliere e dalla cara moglie Sofia Scala. L’esequie si tenne nella monumentale Chiesa di San Domenico, retta all’epoca dall’Ordine dei Carmelitani Scalzi. La giovane fu inumata in un riquadro della Cappella del SS. Rosario, accanto a quella del fratello. Nel 1913, il professor Montalto chiese in concessione agli amministratori della suddetta cappella cimiteriale un pezzo di terra (m. 3,60 x 5,40) a sinistra del vano d’ingresso all’ipogeo per erigere un luogo destinato a raccogliere e custodire i resti mortali dei propri figli, oltretutto comprò due loculi nella cappella del Rosario. La famiglia provvide a recintarlo con una ringhiera di ferro, ma si obbligò a restituirla alla confraternita del Rosario qualora fosse servito, all’epoca, per erigere le scale d’accesso alla chiesa superiore. Un’ eloquente epigrafe murale, in marmo di Carrara, omaggia i due giovani figli Antonio e Maria, i cui resti sono depositati negli attuali loculi della cappella del Rosario insieme ai resti dell’altra figlia Silvia e del piccolo pronipote Ettoruccio Capecelatro; mentre nella tomba a terra sono situati i resti dei bisnonni Francesco ed Elvira.
Cosa ricorda di sua nonna Lina Montalto?
“Mia nonna Lina, le cui spoglie mortali vorremmo riunire a quelle dei suoi a Somma Vesuviana, fu una delle poche ragazze che all’epoca, in Italia, ebbe il coraggio di intraprendere studi universitari. A Roma, nel 1918, si iscrisse al corso d’arte del prof. Adolfo Venturi (1856 – 1941) e nel 1921 vinse una borsa di studio a Vienna. Viaggiò in Germania, visitando per motivi di studio Monaco, Berlino, Stoccarda. Critica d’arte, fu autrice di numerose pubblicazioni in riviste prestigiose come Napoli Nobilissima, Brutium, La Brigata, La Perla ed altre. A Roma, dove visse, insegnò Storia dell’Arte al Liceo Giulio Cesare. A Napoli diresse, per un certo periodo, il Museo San Martino. Di lei vorrei ricordare la straordinaria personalità, la vivace intelligenza e la profonda malinconia dello sguardo severo e al tempo stesso dolcissimo”.
Come nasce il doppio cognome Tentori Montalto?
“A Napoli, dove risiedeva anche la famiglia di Tullio Tentori, preside del Liceo Genovesi e noto latinista, insegnava anche il mio bisnonno Francesco. I ragazzi delle due famiglie frequentavano la stessa scuola e più tardi Lina Montalto sposò Silvio Tentori. Da questa unione deriva il nostro doppio cognome, perché con la morte di Francesco e dei suoi figli maschi si estinse il ramo della linea maschile Montalto”.
Come visse gli ultimi anni della sua vita il suo bisnonno Francesco?
“Comunque, il prof. Montalto, trovatosi per caso a Roma, presso la figlia Lina e la famiglia di lei, vi rimase bloccato a causa degli eventi dell’ultimo conflitto mondiale che gli impedirono il ritorno nella sua casa di Napoli, come afferma mia zia la Dott.ssa Maria Tentori Montalto. Alla fine del 1944, quando le comunicazioni a sud di Roma furono ripristinate, fu possibile alla figlia e ad uno dei nipoti, raggiungere Napoli, liberare l’appartamento – che da quarant’anni egli teneva in affitto, ma che era stato requisito per alloggiare gli sfollati della guerra – e raccogliere a Roma, presso Francesco Montalto, ormai più che ottantenne e malato, quanto di quella casa fu possibile trasportare ed, in primis, i libri, la corrispondenza e le sue carte che egli ebbe il tempo di rivedere e in buona parte riordinare. Morì a Roma il 22 agosto del 1946. La salma, trasportata da Roma al cimitero cittadino di Somma Vesuviana con decreto prefettizio n°1106 del 4 /9/1946, fu inumata il 5 settembre del 1946 (Archivio Storico Cimitero Somma Vesuviana, atto di sepoltura n°170/1946) accanto ai suoi figli Antonio e Maria”.
Sant’Anastasia, “Un amore intramontabile” il titolo del libro di Giulio Fortuna
Riceviamo e pubblichiamo.
“UN AMORE INTRAMONTABILE” di Giulio Fortuna: un libro riflessivo, intimistico e pieno d’amore. Un viaggio della mente che attraverso la fede aspira all’amore in ogni sua forma.
Il Presidio UICI di Sant’Anastasia- Paesi Vesuviani e Pomigliano D’Arco,
nella persona del referente Giuseppe Fornaro, da molti anni impegnato in
attività a favore della riabilitazione e dell’inclusione dei disabili visivi, ha accolto con entusiasmo ed è lieta di promuovere il lavoro svolto dal socio Uici, Giulio Fortuna.
L’Uici attraverso le proprie attività sostiene con forza ed incentiva con vigore la piena realizzazione delle capacità e dei sogni di ciascuno, sostenendo che le proprie passioni vanno coltivate ed i propri sogni perseguiti sempre e comunque, perché un limite fisico non può essere un ostacolo alla piena realizzazione di un individuo, ma è proprio dal limite fisico che nasce una spiccata sensibilità ed umanità, ed il caro amico
Giulio, con la sua tenacia, ha dato dimostrazione di tutto ciò, scrivendo
una raccolta di poesie, dal titolo “UN AMORE INTRAMONTABILE“, pubblicata da
Colorando i Pensieri Edizioni. Un libro riflessivo, intimistico e pieno
d’amore. Un viaggio della mente che attraverso la fede aspira all’amore in
ogni sua forma.
Ottaviano, il Pd : “Celebrata una liturgia al Palazzetto dello Sport con 200 persone”
Ercolano, controlli congiunti Buttol-Municipale: arrivano le sanzioni
Stamattina il personale Buttol insieme alla polizia municipale per scovare i furbetti dei rifiuti: da calendario era prevista la raccolta della frazione umida ma sono spuntati quantitativi di rifiuti indifferenziati senza rispettare le ordinanze vigenti.
Controlli a tappeto per scovare i furbetti dei rifiuti. Questa mattina il personale della Buttol, intervenuto a supporto della polizia municipale, ha effettuato verifiche anti-abbandono di sacchetti sul territorio di Ercolano. In una giornata in cui, da calendario, era prevista la raccolta della frazione umida sono spuntati quantitativi ingenti di rifiuti indifferenziati depositati fuori orario o comunque senza rispettare le ordinanze sindacali vigenti.
I controlli hanno permesso di identificare cinque cittadini residenti a Ercolano e tre titolari di attività commerciali, attraverso un’attività di ricerca volta a risalire all’identità dei trasgressori. Le sanzioni spetteranno alla polizia municipale, dopo i dovuti riscontri.
La Buttol Srl, ancora una volta, esorta la cittadinanza a seguire alla lettera il calendario di conferimento e di depositare i rifiuti indifferenziati solo nel giorno dedicato, vale a dire il venerdì.
L’associazione Urbe Vesuviana presenta “Il sonetto misterioso di Dante” di Emanuele Cerullo
Riceviamo e pubblichiamo.
“Il sonetto misterioso di Dante” stasera la presentazione del libro di Emanuele Cerullo alle 21:30 con una diretta dal profilo Instagram dell’associazione Urbe Vesuviana.
Una diretta sul celebre social network Instagram per discutere del libro “Il sonetto misterioso di Dante” di Emanuele Cerullo e, attraverso ciò, rendere omaggio alla figura del poeta fiorentino di cui quest’anno si ricordano i settecento anni dalla morte. L’appuntamento è per stasera, a partire dalle ore 21:30, con il live streaming sulla pagina Instagram di Urbe Vesuviana: sarà direttamente l’autore Emanuele Cerullo a far entrare appassionati e curiosi tra le pagine del suo libro.
«Per i 700 anni dalla morte di Dante abbiamo voluto omaggiarlo attraverso il libro di Emanuele Cerullo su un sonetto misterioso del Sommo Poeta: riteniamo che la memoria di un gigante della letteratura e la cultura siano fondamentali per la costruzione e lo sviluppo di una società migliore. Vi aspettiamo stasera in diretta per una chiacchierata con l’autore, non mancate» ha detto Vincenzo Di Costanzo, presidente di Urbe Vesuviana, che stasera porterà i saluti istituzionali dell’associazione. Associazione che, dunque, nonostante la pandemia e l’impossibilità, al momento, di realizzare eventi in presenza, continua a portare avanti sul web e sui canali social la propria attività culturale e sociale. Lo fa, questa volta, con un nuovo evento di cultura che vedrà protagonista il giovane poeta e scrittore Emanuele Cerullo, già ospite di una presentazione libraria targata Urbe Vesuviana: nel 2019, infatti, fu presentata la sua raccolta di poesie “Il ventre di Scampia”.
Centrale biometano ad Acerra, ambientalisti in Procura: “Illegittimo l’ok del Comune. Ecco perché”
Dopo un’indagine fatta presso l’Agenzia delle Entrate gli ecologisti acerrani hanno denunciato l’incompatibilità urbanistica del progetto
Centrale per la produzione di metano dalla decomposizione dei rifiuti: per gli ambientalisti “il Comune ha rilasciato un parere favorevole del tutto illegittimo”. Gli ecologisti sostengono che il nulla osta della municipalità di Acerra, firmato già nel 2019, darà la possibilità alla New Green Fuel srl di realizzare il grande impianto in un’area in cui però non è possibile edificare poiché destinata esclusivamente alla presenza di un’area verde annessa all’ex impianto chimico Montefibre. Per questo motivo gli ambientalisti del territorio, che per primi hanno lanciato l’allarme su questa vicenda rendendola nota all’opinione pubblica, hanno chiesto formalmente alla Regione Campania di revocare l’Autorizzazione Integrata Ambientale rilasciata nei mesi scorsi per la costruzione della centrale. “AIA” che all’interno contiene anche il parere favorevole rilasciato dal Comune di Acerra. Intanto gli attivisti ambientali hanno consegnato alla procura di Napoli e a quella di Nola una denuncia. Dentro ci sono i documenti catastali del terreno in cui dovrà sorgere l’impianto che produrrà metano per autotrazione dallo stoccaggio e dal trattamento di 81mila tonnellate all’anno di rifiuti organici prodotti dai cittadini di Napoli e provincia. Un progetto che si aggiungerà al polo dei rifiuti operativo da anni nell’area industriale acerrana all’ombra dell’inceneritore. “L’area individuata per la realizzazione della centrale – spiega Alessandro Cannavacciuolo, ecologista della Terra dei Fuochi – è stata oggetto di una compravendita molto strana. Durante la nostra indagine presso l’Agenzia delle Entrate abbiamo appurato che il consorzio Area di Sviluppo Industriale ha registrato al catasto la proprietà delle aree scelte per l’impianto con una semplice autocertificazione e non con un atto notarile. Inoltre quell’area non può ospitare un nuovo edificio, in una zona peraltro devastata dal punto di vista ambientale, perché già è stata raggiunta abbondantemente la volumetria con l’impianto preesistente, la Montefibre”.Somma Vesuviana, il Vascio Room Gallery compie quattro anni e festeggia con una singolare iniziativa
Con il loro solito e saldo obiettivo di promuovere l’arte e la cultura, le due artiste del Vascio, Mary Pappalardo e Teresa Capasso, festeggiano il loro quarto anniversario con una iniziativa speciale: prendi o lascia un libro.
“Da oggi, giorno del nostro quarto anniversario, a Via Botteghe a Somma Vesuviana troverete un mobiletto dove poter prendere gratuitamente un libro e si spera dove potrete lasciare un libro da condividere!
I primi 10 che ci manderanno una foto dello “scambio” riceveranno una nostra shopping bag.
Questo è il nostro modo per continuare a promuovere cultura e arte nel nostro territorio nonostante il fermo momentaneo. Approfittate di questo angolo nel borgo per prendere un libro che potrà arricchirvi e per lasciare a qualcuno un libro che avete voglia di condividere. Mandateci se volete le vostre recensioni e i vostri commenti, creiamo insieme uno splendido modo per sentirci vicini”.
Juve – Napoli (Partita 43), a mente fredda non mi lamento
A mente fredda non mi lamento. Non mi lamento se penso alla stagione turbolenta che il Napoli ha vissuto, non mi lamento di una sconfitta con la Juve, meritata. Non nascondo di aver vissuto momenti di rabbia, ma a mente fredda non posso che giudicare la prestazione distante anni luce da quelle disastrose alle quali il Napoli degli scorsi mesi ci ha abituato.
Non mi lamento, non voglio lamentarmi, o forse non ho la forza per farlo, perché la partita è stata, dopotutto, in equilibrio. La Juve l’ha giocata meglio nella prima frazione, superando bene l’uomo sulle fasce. Ha colpito il Napoli nelle sue debolezze, nell’uno contro uno, beccandolo nei momenti di appisolamento. Il Napoli lascia troppo spazio a Ronaldo in occasione del suo gol. Lozano va sostituito, Hysaj a sinistra ci prova, ma le fasce azzurre sono menomate, altra storia quelle avversarie. Ma non mi lamento anche perché poi il Napoli è tornato in campo lottando e provandoci fino alla fine. La Juve è abbastanza passiva e il Napoli la schiaccia. Arrivano le occasioni. Ma proprio nel momento migliore del Napoli, gli azzurri si fanno beccare in fallo da un gran gol di Dybala. Il Napoli continua a provarci e nel finale conquista un rigore, che Insigne segna. Osimhen lotta, conquista palloni e vede anche la porta. Buffon dall’alto dei suoi 43 anni è decisivo. Non basta e il Napoli rallenta la sua corsa.
A mente fredda non mi lamento, mi accontento dei segnali positivi di una squadra che, durante questa stagione, ha dato prova del peggio che ci potevamo aspettare. Non posso essere l’uomo più felice del mondo, ma mi accontento di vedere una squadra che sta ritrovando la sua via, e portandosi dietro i suoi limiti e anche le sue grandi capacità tenta di dar senso a questa stagione. Manca poco alla fine della stagione, sarà ancora dura, ma almeno il Napoli ci prova. A mente fredda non mi lamento.
Afragola, i Carabinieri setacciano il Rione Salicelle: perquisizioni e sequestri
I Carabinieri hanno presidiato le strade del Rione Salicelle: dai servizi di polizia giudiziaria ai controlli in materia edilizia, passando per le verifiche del rispetto delle normative anti-contagio.
I Carabinieri della Compagnia di Casoria – nell’ambito dei servizi disposti dal comando provinciale di Napoli – hanno presidiato le strade del Rione Salicelle in Afragola.
60 persone identificate, 35 veicoli controllati e svariate le perquisizioni effettuate.
Carabinieri impegnati in molteplici attività: dai servizi di polizia giudiziaria ai controlli in materia edilizia passando per le verifiche del rispetto delle normative anti-contagio.
Durante le operazioni, i carabinieri hanno sequestrato – sempre nel Rione Salicelle – 2 impianti di videosorveglianza utilizzate per “monitorare” la zona con il fine di eludere i controlli delle forze dell’ordine. Rinvenuti e sequestrati, in un vano scala dell’isolato 19, diversi bilancini di precisione e vario materiale presumibilmente utilizzato per il confezionamento della droga.
I Carabinieri della Compagnia di Casoria insieme a personale dell‘ASL Napoli 2 Nord hanno controllato 3 box in uso a un 25enne del luogo. All’interno 3 cani razza pit bull. Il personale sanitario ha predisposto il trasferimento dei cani in locali idonei.
I militari dell’arma insieme agli agenti della polizia municipale e a personale dell’ufficio tecnico del Comune di Afragola hanno ispezionato l’abitazione di una 46enne del luogo. Sono stati accertati dei lavori abusivi di ristrutturazione effettuati senza alcuna autorizzazione.
I servizi continueranno nei prossimi giorni.

