Marigliano, la polizia locale sequestrata un impianto pubblicitario a ridosso della SS162

Riceviamo e pubblichiamo dalla polizia locale di Marigliano.   Continuano i controlli della polizia locale di Marigliano e del nucleo di polizia edilizia, diretti dal maresciallo Ardolino . Nella giornata di ieri, a ridosso della SS 162, i caschi bianchi guidati sul posto dal comandante, intervenivano in via Bosco a ridosso della superstrada e riscontravano che tre operai stavano montando e fissando un impianto pubblicitario enorme (di metri 10X9), senza alcun tipo di autorizzazione né permesso a costruire. Immediatamente scattava il sequestro dell’opera abusiva, tanto più pericolosa perché a ridosso della superstrada con problemi anche di viabilità. Durante il sopralluogo vi era anche emersione di lavoro nero, che veniva segnalato con nota per ispettorato di lavoro.

Terzigno, caos al centro vaccinale: convocati per il vaccino ma le dosi sono finite

Inaugurato solamente pochi giorni fa, il centro vaccinale di Terzigno è già nel pieno del caos più totale. Molte persone convocate sono state poi rimandate a casa per mancanza di dosi vaccinali. Sono già tre giorni che questa storia va avanti, cioè dall’apertura stessa del centro: decine e decine di persone che per una mancata organizzazione sono costrette a ritornare al centro vaccinale nei giorni seguenti perché la materia prima, ossia il vaccino, manca. Non solo, ad alcune persone che avrebbero dovuto ricevere il vaccino oggi ricordiamo, sotto previa convocazione, è stato addirittura detto “provate a ritornare venerdì o sabato, venite presto perché l’orario è dalle 8 del mattino fino alle 14, altrimenti poi vi conviene provare settimana prossima“. Secondo quanto raccontato da alcuni presenti che stamattina attendevano invano di sottoporsi alla vaccinazione, la goccia che ha fatto letteralmente traboccare il vaso è stato scoprire non solo che le dosi disponibili per la giornata di oggi fossero 150 ma che a quanto pare non erano destinate a chi era stato convocato oggi stesso. Molte persone che hanno fatto il vaccino oggi in realtà avrebbero dovuto farlo ieri, altre ancora erano state convocate addirittura lunedì e oggi hanno riprovato a recarsi presso il centro per sottoporsi al vaccino. Insomma, tutto è in mano al destino, al caso o forse sarebbe meglio dire al caos. E pare proprio che quei pochi che sono stati vaccinati nel giorno della loro convocazione siano stati semplicemente baciati dalla fortuna. Presente al centro vaccinale stamattina anche il sindaco di Terzigno, Francesco Ranieri, il quale però ha semplicemente ribadito ciò di cui tutti i presenti erano già a conoscenza, ovvero che le dosi di vaccino erano terminate. Le dosi sono poche, le persone convocate troppe, dunque è l’intero sistema organizzativo ad essere fallimentare. Si attende una spiegazione da chi di dovere e un conseguente cambio di rotta perché è evidente a tutti che le cose non stiano andando secondo i piani.

Pomigliano e provincia est, polveri sottili: allarme rosso. Processioni e preghiere contro l’inquinamento

Sforamenti oltre i limiti di legge anche ad Acerra, San Vitaliano, Volla-Casalnuovo e Casoria. Insufficienti le contromisure delle istituzioni       

  Dopo le piogge e i venti di primavera che ne avevano attutito l’impatto i killer delle nostre vie respiratorie, le polveri sottili, riprendono il sopravvento nel territorio della “mal’aria”, la zona orientale dell’hinterland napoletano. Dati preoccupanti. A Pomigliano sono già stati raggiunti e superati i 35 giorni di sforamento massimo delle polveri PM 10 consentito dalla legge nell’arco di un anno: qui ammontano a 36 i superamenti dal primo gennaio. Una situazione di allarme percepita da una parte della popolazione, tanto che il parroco della chiesa madre della città delle grandi fabbriche, don Peppino Gambardella, ha dato il via a una serie di processioni contro l’inquinamento: marce silenziose e preghiere nei luoghi dello scempio ambientale. Ma il quadro è sconfortante in un’ampia fetta di questa parte della provincia. Tremendi i dati rilevati dalle centraline dell’Arpac anche nei comuni vicini. Ben 61 gli sforamenti delle PM 10, sempre dal primo gennaio, a San Vitaliano, 39 al confine tra Volla e Casalnuovo, 33 a Casoria, 33 ad Acerra. Numeri che confermano il triste primato campano della peggiore aria consolidato dal territorio a est della provincia. Peggio di così in nessun altro posto della regione, nemmeno nella trafficatissima piazza Garibaldi, a Napoli, dove gli sforamenti sono stati 17 da gennaio. A tutto questo si deve aggiungere l’inadeguatezza dei sistemi di controllo. Alcuni esempi lampanti. A Pomigliano non fornisce dati da un anno, da maggio 2020, la seconda centralina per il controllo della qualità dell’aria, quella del Comune, installata sul tetto del municipio. L’altra, quella dell’Arpac, attualmente funzionante, si trova nella zona industriale, sul lato occidentale degli stabilimenti Stellantis ex Fiat e Leonardo ex Alenia. Infrastrutture precarie anche ad Acerra, dove sta rilasciando dati in modo più o meno costante la centralina dell’Arpac piazzata nel centro cittadino mentre non funziona da mesi quella installata dall’Agenzia regionale nell’area industriale, in cui peraltro sono attivi l’inceneritore e diversi impianti che emettono continuamente fumi dai camini e polveri durante le quotidiane attività industriali. “C’è una carenza di fondo – fa notare Marì Muscarà, consigliere regionale M5S –  le attuali centraline non sono in grado di stabilire da dove provengano le fonti inquinanti. Cosa che invece sono in grado di fare quelle di ultima generazione, che non abbiamo”. Molto debole la risposta delle istituzioni al pericolo incombente, un allarme alimentato dai recenti studi scientifici secondo cui le polveri sottili sarebbero volano del contagio da Coronavirus. Nel frattempo quei pochi chilometri di piste ciclabili fino adesso realizzate (due si trovano a Pomigliano e ad Acerra) restano inutilizzate: snobbate dalla stragrande maggioranza della popolazione. Quasi inesistenti poi le isole pedonali e le zone a traffico limitato. ZTL che laddove esistono spesso funzionano a singhiozzo e per un lasso di tempo troppo breve. Oppure non funzionano proprio. “Dulcis in fundo” è ripresa la stagione dei roghi tossici, cioè degli incendi dolosi di rifiuti scaricati abusivamente. Per non parlare delle discariche mai bonificate, dei rifiuti occultati nei terreni e rimasti sepolti per decenni a pochi metri dalla superficie. Contro tutto ciò è scesa in campo la Chiesa. Don Peppino Gambardella, parroco della chiesa patronale di Pomigliano, San Felice, sta chiamando a raccolta la popolazione nell’ambito di una serie di processioni organizzate nei luoghi dello sfregio ecologico. Finora il sacerdote ha portato i suoi fedeli nell’area occidentale di Pomigliano, dove c’è chi sta combattendo le attività di un impianto di rottamazione e l’insediamento del futuro impianto di compostaggio di rifiuti organici. Processioni e preghiere anche a Masseria Chiavettieri, sede storica di una grande discarica illegale di rifiuti, e a Masseria Fornaro-Ciccarelli, la cui popolazione sta lottando contro scarichi abusivi e un cementificio-bitumificio. “Non stiamo facendo nient’altro – puntualizza don Peppino – che portare tra la gente l’enciclica di papa Francesco “Laudato si’” per la difesa del Creato”.

Vaccini anche agli adolescenti, si attende l’ufficialità dell’EMA

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Dopo l’Open Day dello scorso fine settimana in cui tantissimi giovani hanno finalmente avuto la possibilità di ricevere il vaccino anti-Covid-19, ora si punta ad incrementare la campagna vaccinale, sottoponendo a vaccino anche le fasce d’età minori. In vista della riapertura delle scuole il prossimo settembre, l’obiettivo sarebbe vaccinare anche gli adolescenti, dunque i ragazzi la cui età è compresa tra i 12 e i 18 anni, tema discusso abbondantemente nelle scorse settimane. Diversi sono stati gli studi e le sperimentazioni dei virologi il cui fine era quello di capire come un organismo in via di sviluppo avrebbe reagito ad un possibile vaccino anti-Covid-19, e la risposta è stata assolutamente positiva. Pare infatti che i sintomi, qualora ci fossero, dovrebbe essere relativamente lievi o simili a quelli della maggior parte degli adulti già vaccinati. Si attende solo l’ufficialità da parte dell’EMA, l’Agenzia Europea dei Medicinali, che dovrebbe arrivare proprio nelle prossime ore. Vaccinare anche gli adolescenti è un passo importante per raggiungere l’immunita di gregge che l’Italia auspica da mesi ormai e per aumentare esponenzialmente la percentuale della popolazione vaccinata. Intanto, per quanto riguarda i diversi vaccini che circolano in Italia, Pfizer ha già ricevuto l’approvazione dell’EMA per la fascia d’età compresa tra i 12 e i 15 anni, dopo le ricerche con esito estremamente positivo e, soprattutto, tenendo conto degli ottimi risultati ottenuti negli USA per quanto riguarda la campagna vaccinale. Non solo Pfizer, anche Moderna dopo aver effettuato i doverosi test e aver riscontrato un’efficacia del 100% dopo la seconda dose sugli adolescenti, ha ufficialmente fatto richiesta per sottoporre il vaccino ai ragazzi dai 12 ai 17 anni. L’obbiettivo è quello di riuscire a sottoporre al vaccino anche i bambini più piccoli, ad esempio la fascia di età compresa tra i 6 mesi e gli 11 anni. Anche Johnson&Johnson è già al lavoro per ottenere i primissimi risultati; Astrazeneca che inizialmente aveva sospeso i test sui bambini nell’attesa di scoprire la correlazione tra i casi di trombosi ed il vaccino, pare invece abbia ricominciato con la sperimentazione. Nell’attesa di buone nuove, bisogna ricordare l’importanza dell’immunità di gregge. In un paese in cui la maggior parte della popolazione è stata vaccinata, si può davvero ripartire in toto e ricominciare a vivere come lo si faceva prima del covid. Mascherine, igienizzanti, distanziamento sociale, ansie, paura dell’altro diventeranno un ricordo solo quando tutti saranno sottoposti al vaccino e il virus non avrà più modo di diffondersi. (fonte foto:rete internet)  

Somma Vesuviana, strane segnalazioni sulle precedenze per i vaccini, la città nel mirino dei dirigenti Asl

Vaccini per tutti, sì. Ma con equità e giustizia, secondo le regole. Con questa premessa pare che il centro vaccinale di via Trentola a Somma Vesuviana, pur organizzato in maniera eccellente dalla Caritas, nel suo centro di formazione, in sinergia con Comune e Asl ,sia nell’occhio del ciclone, anzi nel mirino della dirigenza Asl a causa di centinaia di segnalazioni di utenti.   Perno della questione non è quanto accade all’interno della struttura, dove in verità le vaccinazioni procedono bene e finora in sicurezza, ma da qualche giorno si parla, anche troppo spesso, di una criticità riguardo le “precedenze”. Sono molti i “cinquantenni” che si sono registrati sulla piattaforma prenotandosi per la prima dose di vaccino, in tanti sono stati convocati, altri invece sono rimasti al palo, pur trattandosi di persone dello stesso nucleo familiare magari, vedendosi passare avanti coetanei che si sono registrati molto dopo o che, in qualche caso, nemmeno avevano la prenotazione. Stessa situazione per i sessantenni e i settantenni  che, ad oggi, si sono visti “sorpassare” da gente più giovane.  Come può accadere una cosa simile, ammesso che le segnalazioni pervenuteci siano veritiere? E’ dovuto solo alla mancanza dei vaccini?  In tanti ci hanno confermato che qualcuno o più di uno  addetto avrebbe “spinto” affinché amici degli amici fossero convocati in anticipo o gli fosse ripianificata la convocazione a Somma.  Piccoli “aiutini” prima discreti e man mano più sbracati, tanto da far giungere voci in merito alla direzione generale Asl. Visite di commissari sarebbero già avvenute e proprio oggi dovrebbe essere affissa al centro una comunicazione  della Direzione Generale che invita a rispettare poche semplici regole. Sarebbe inoltre accaduto che a fine giornata di campagna vaccinale, con dosi rimaste, queste ultime sarebbero andate a beneficio di fortunati “assistiti”. Ci auguriamo si tratti solo di chiacchiere e a breve contatteremo i vertici Asl per approfondire la questione.  In ogni modo, stamattina tutti i medici di famiglia impegnati nelle vaccinazioni sono stati convocati per una riunione urgente all’Asl di Marigliano. Considerato che Somma non sarebbe l’unico paese in cui segnalazioni di episodi simili a quelli descritti abbondano, sarà questo un argomento trattato nella riunione? Fatto sta che da un paio di giorni cittadini di Somma, anche anziani, si sono visti convocati a Gragnano, a Roccarainola, a Cercola e nessuno ha potuto ottenere più di farsi spostare a Somma. Sulla questione sono intervenuti il comandante  della polizia municipale e il responsabile del centro vaccinale, il dottor Fornaro, i quali chiariscono: “Si alla possibilità dei cittadini sommessi di vaccinarsi a Somma, no alle convocazioni anticipate o di amicizie. No a privilegi. Ci atteniamo all’elenco delle convocazioni.  Qui si vaccina solo chi è stato convocato.  Tutto è stato fatto  e continuerà ad essere fatto nel massimo della trasparenza.  Nel frattempo- aggiunge Fornaro- abbiamo chiesto ed ottenuto di poter utilizzare anche lo spazio della chiesa che si trova nel centro Elim per avere  più postazioni vaccinali”

Sant’Anastasia, Massa di Somma ed Ercolano: arrestate tre persone vicine al gruppo Terracciano

 Carabinieri arrestano 3 persone vicine al gruppo Terracciano. Tentarono di uccidere reggente del clan rivale     Questa mattina i Carabinieri del Comando Provinciale di Napoli hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, dall’ufficio G.I.P. del Tribunale di Napoli nei confronti di 3 (tre) soggetti, riconducibili al gruppo TERRACCIANO e gravemente indiziati, a vario titolo, dei reati di tentato omicidio in concorso e porto in luogo pubblico di armi, tutti aggravati dalle finalità mafiose, per aver pianificato ed eseguito il tentato omicidio di PISCOPO Umberto, all’epoca dei fatti reggente del clan rivale  PISCOPO-PONTICELLI – operante nei comuni di Massa di Somma e San Sebastiano al Vesuvio. I fatti risalgono al 03.05.2018 quando a Massa di Somma, nei pressi del portone dell’abitazione di PISCOPO Umberto, un commando aveva esploso numerosi colpi di pistola calibro 7,65 diretti inequivocabilmente ad uccidere il PISCOPO. L’attività investigativa, condotta dai Carabinieri Nucleo Investigativo di Torre Annunziata e della Tenenza di Cercola e diretta dalla Procura della Repubblica di Napoli – DDA, è stata sviluppata con intercettazioni telefoniche ed ambientali e suffragata da dichiarazioni rese da persone informate sui fatti, da un collaboratore di giustizia e da uno dei soggetti oggi destinatari di misura cautelare in sede di spontanee dichiarazioni al PM, nonché da riconoscimenti fotografici di esecutori e mandanti. Il complesso delle attività d’indagine consentiva di: a.     individuare, per ciascuno dei tre indagati, il contributo causale ed effettivo nella realizzazione dell’agguato: –      TERRACCIANO Antonio, 32enne pregiudicato, soggetto di spicco dell’omonimo gruppo camorristico, è stato individuato quale mandante dell’azione omicidiaria – per averla decretata e pianificata – ed esecutore per avervi partecipato; –      SCOGNAMIGLIO Umberto, 50enne pregiudicato, ha partecipato alla fase esecutiva ed organizzativa dell’azione delittuosa, esplodendo materialmente i colpi di pistola nei confronti di PISCOPO Umberto; –      BORRELLI Antonio, 40enne pregiudicato, per aver fornito il proprio concorso nel reato trasportando a bordo della propria autovettura SCOGNAMIGLIO Umberto sin nei pressi dell’abitazione di PISCOPO Umberto e fungendo successivamente da “palo”; b.     riconoscere la matrice tipicamente camorristica del tentato omicidio, particolarmente evidente per le modalità esecutive con cui è stato perpetrato e per il movente, unanimemente indicato da tutti i soggetti dichiaranti nel tentativo del gruppo TERRACCIANO di ottenere il controllo del territorio nei comuni di Massa di Somma e San Sebastiano al Vesuvio, ponendo in essere azioni finalizzate ad incrementare il credito di un clan (TERRACCIANO) a scapito di quello rivale (PISCOPO-PONTICELLI).

Sant’Anastasia, Ezia Raia alla guida della Lega

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Ventinove anni, già candidata con la Lega nelle amministrative 2019, Ezia Raia si è laureata in Giurisprudenza dopo la maturità classica ed oggi è praticante avvocato. La giovane anastasiana è tra i nuovi coordinatori cittadini nominati da Francesco Pinto (coordinatore provinciale Napoli Nord della Lega), e mentre lei si cimenterà a far crescere il partito nella sua terra, altrettanto faranno i neocoordinatori  Eduardo Zanfardino a Casalnuovo, Angela Russo a Casoria, Michele Napolano – da commissario – a Villaricca. Responsabile amministrativo del tesseramento per la provincia nord di Napoli sarà Fabio Capone. E Pinto ha annunciato anche nuove altre nomine in provincia: Arzano, Marano, Melito, Mugnano, Massa di Somma e Qualiano. «Un riassetto organizzativo – spiega il coordinatore provinciale –  che tiene conto della complessità e della vastità del territorio e che ci metterà nella condizione di costruire una rete di amministratori capace di incidere in maniera efficace e di produrre risposte alle istanze dei cittadini. Con la nomina del nuovo responsabile amministrativo in provincia invece mettiamo in moto il tesseramento per il 2021. Saranno allestiti numerosi gazebo in provincia il 29 e 30 maggio dove sarà possibile sottoscrivere la tessera sostenitore della Lega e supportare il nostro Made in Italy con la firma di adesione alla nostra iniziativa a tutela dei prodotti tipici italiani e contro le improponibili proposte alimentari avanzate da Bruxelles. Continua la crescita del partito in provincia di Napoli». La Raia, che ha annunciato iniziative a stretto giro, ha ringraziato Pinto per la fiducia e si dice pronta a mettersi al lavoro. «Auspico che la mia nomina sia solo un punto di partenza per creare, con gli Anastasiani che si sentono vicini ai valori della Lega – un gruppo coeso che sia compatto nel difendere, per esempio, le tipicità dei nostri prodotti locali, nel tutelare l’ambiente e le nostre ricchezze culturali, nel sentirsi prima di tutto orgogliosi di essere anastasiani ed italiani».

Somma Vesuviana, ricostruire la memoria attraverso il Portale degli antenati nel progetto Family Search

E’ partita, finalmente, la digitalizzazione della parte storica dello Stato Civile, liste di Leva e Fogli di Famiglia con le schede individuali. Un ambizioso progetto reso possibile da una convenzione stipulata tra il MIBCAT e l’Associazione internazionale Family Search. A lavoro, negli uffici municipali di San Giovanni de Matha, i fotografi Vito Coratella e Carla Foglio.        Family Search ha intrapreso già da molti anni un’opera di acquisizione di fonti genealogiche a livello mondiale, consultabili gratuitamente online. La realizzazione del progetto di digitalizzazione degli atti dello Stato Civile non solo risponde all’interesse pubblico per l’acquisizione di dati e al miglioramento delle politiche in materia di società dell’informazione, di ricerca e di sviluppo, ma soprattutto esalterà la tutela e la conservazione del patrimonio documentale italiano. In riferimento a Somma Vesuviana, il progetto contribuirà a determinare un ulteriore riordino dell’Archivio storico e dell’Ufficio Stato Civile. A ciò bisogna aggiungere che i risultati di questo lavoro saranno resi disponibili sul Portale degli Antenati e verranno consegnati anche al Municipio, che potrà conservarli in copie digitali. L’adesione non comporterà alcun onere economico per l’Ente cittadino. Già nel 2006, con l’Amministrazione guidata dal Dott. Vincenzo D’Avino, in accordo con la Genealogical society of Utah, fu eseguita a Somma Vesuviana la prima microfilmatura dei registri storici del Fondo Stato Civile dal 1809 al 1929. All’epoca il responsabile del competente ufficio era il Dott. Eduardo Troianiello. Considerata, ora, la necessità di garantire una continuità operativa con il vecchio progetto, l’attuale Amministrazione cittadina, guidata stavolta dal Sindaco Salvatore Di Sarno, ha deliberato di aderire a tale programma, autorizzando l’Associazione Family Search alla digitalizzazione dei volumi che vanno dal 1930 al 1950. La microfilmatura sarà eseguita nella sede municipale di via San Giovanni de Matha presso l’ufficio Stato Civile, ben diretto dal Dott. Daniele Di Palma.  E’ un privilegio – afferma Walter G. Zaferana di Family Search – continuare a lavorare con l’ Amministrazione cittadina di Somma Vesuviana, che sin dai primi anni ha sempre mostrato una forte sensibilità e attenzione a preservare il patrimonio storico d’identità. Sarà, in ogni modo, una splendida esperienza grazie sia alla piena disponibilità dell’Archivio Storico municipale in sintonia con l’Ufficio di Stato Civile, sia grazie alla spiccata sensibilità del dirigente Dott. Francesco Ferraro, che ha sempre creduto in questa grande occasione.    

Il Premio Ambasciatore del Sorriso 2021 sarà dedicato a Diego Maradona

Dall’Associazione Vesuvius riceviamo e pubblichiamo

L’ottava edizione del  prestigioso  Premio Internazionale “Ambasciatore del Sorriso sarà dedicato  a Diego Maradona  . Nelle precedenti edizioni sono stati ricordati:   Ciro Esposito, vittima della  violenza negli stadi , Pulcinella, Luigi Necco,  Pino Daniele , Eduardo De Filippo , Massimo Troisi e Toto’.   In questa edizione  si ricorderà il calciatore più  importante al mondo che  con i suoi gool e  le  sue prodezze a donato il sorriso alla città di  Napoli,    vincendo : due scudetti , una Coppa Uefa , una Coppa Italia e una Supercoppa Italiana ,  il “Dios”  è stato  sempre a sostegno degli ultimi e delle persone indifese.

Il Premio Ambasciatore del Sorriso ideato da Angelo Iannelli  noto con l’appellativo di Ambasciatore del Sorriso per il suo impegno nel sociale e  organizzato dall’Associazione di promozione sociale Vesuvius  . L’evento si è sempre svolto con grande successo e consensi nel Cortile del Maschio Angioino di Napoli alla presenza di personaggi dell’Arte, della Cultura, del Sociale, della Chiesa , delle Istituzioni e dello Sport ,  con un unico obbiettivo ”  donare un sorriso alle persone meno fortunate”

Avvocati di Nola, la critica di Nad: «Ok al bilancio senza il via libera del Revisore dei Conti»

Riceviamo e pubblichiamo Gli esponenti della sezione nolana di Nad – Nuova Avvocatura Democratica hanno elaborato un documento di critica nei confronti del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Nola. In particolare, i rappresentanti di Nad sottolineano che l’approvazione del bilancio preventivo 2021 del Coa è avvenuta nonostante il parere negativo del Revisore dei Conti: «Si apprende tristemente dalla dichiarazione del Tesoriere che le morosità sono aumentate sino a raggiungere la cifra di euro 610.000,00 e che nonostante tutte le criticità evidenziate dal Revisore e le dichiarazioni di voto contrarie motivate da ben 7 consiglieri, una parte del consiglio, ossia la maggioranza ha approvato il bilancio preventivo». E ancora: «Abbiamo un programma di contabilità acquistato nel 2019 con i soldi nostri che non è stato ancora utilizzato, non abbiamo una pianta organica con un dipendente che gestisca la contabilità interna al Coa; apprendiamo dalle dichiarazioni del Consigliere Curcio che la Fondazione è in corso di registrazione. Tutto ciò lascia basiti» Gli attivisti di Nad criticano, inoltre, l’Ordine sulla gestione della Scuola Bruniana e, inoltre, si chiedono: «E’ stata fissata nelle date del 12 e del 13 luglio del 2021 l’assemblea degli iscritti per l’approvazione del bilancio consuntivo 2020 e preventivo 2021, ma sul sito istituzionale non è stato ancora pubblicato il bilancio preventivo, né la relazione del Revisore, né quella del Tesoriere (che deduciamo solo dal verbale della seduta consiliare del 30 aprile 2021). Cosa andiamo ad approvare il 12 luglio e quali proposte possiamo effettuare senza alcun riferimento cartaceo? I Consiglieri vogliono esibire la documentazione necessaria il più tardi possibile così da non permettere le opportune osservazioni?»