Somma Vesuviana, approvato il progetto di riqualificazione del campetto sportivo di Rione Trieste
Dal Comune di Somma vesuviana riceviamo e pubblichiamo
Sergio D’Avino: “Approvata la riqualificazione dell’area del campetto sportivo di Rione Trieste con la realizzazione di spogliatoi, docce, bagni, video – sorveglianza”.
Salvatore Di Sarno (sindaco di Somma): “In città altre 30 telecamere per garantire la video – sorveglianza su tutto il territorio”.
“Pochi minuti fa abbiamo approvato la riqualificazione dell’area del campetto sportivo di Rione Trieste con la realizzazione del sistema di video – sorveglianza ma anche di spogliatoi con docce e bagni il tutto con aperture e chiusure. E’ stato approvato anche l’acquisto di ben 30 telecamere al fine di migliorare la sicurezza del cittadino a Somma Vesuviana e per contrastare anche lo sversamento illegale dei rifiuti. Importante anche l’approvazione dell’acquisto di arredo per la realizzazione di un micro – nido comunale”. Lo ha annunciato Sergio D’Avino, Vice – Sindaco con deleghe allo Sport e alle Politiche Sociali e Giovanili.
La soddisfazione del primo cittadino, Salvatore Di Sarno.
“Le 30 telecamere si vanno ad aggiungere alle altre già installate e dunque stiamo puntando ad una video – sorveglianza completa su tutto il territorio sommese. Non ci fermiamo: strade, scuole, infrastrutture sportive, turismo lento, laboratori di studio dei reperti archeologici rinvenuti nella Villa Agustea, eventi. Siamo dinanzi ad un percorso concreto e di crescita del paese.
Qualche giorno fa abbiamo approvato il Piano delle Performance 2020 – 2023. Le finalità ed i principi di tale Piano sono quelle di migliorare la qualità dei servizi sul territorio di Somma Vesuviana. Il Piano prevede: pareggio di bilancio, riduzione e contenimento delle spese pubbliche – ha affermato Salvatore Di Sarno, sindaco di Somma Vesuviana nel napoletano – implementazione della raccolta differenziata, bonifica dei siti pubblici, costituzione di una cabina di regia al fine di puntare ai finanziamenti europei in tutti i settori, in particolare cultura e turismo, riqualificazione del Centro Storico, potenziamento e miglioramento del patrimonio scolastico, realizzazione di un Centro Servizi per la famiglia, di una Consulta permanente per le problematiche dei giovani, massima valorizzazione delle tradizioni culturali del territorio. Il Piano prevede la Campagna di Ascolto del Cittadino con il supporto di esperti con i quali affrontare le varie problematiche”.
Castel Volturno, bimbi puniti con metodi da tortura in una scuola materna:arrestati due coniugi
Un asilo degli orrori, in cui i bimbi non venivano accuditi o educati, ma puniti con metodi da tortura, come lo spezzamento delle unghie e il peperoncino negli occhi, tenuti segregati in stanze buie: lo ha scoperto a Castel Volturno (Caserta) la Polizia, che ha messo agli arresti domiciliari, su ordine del Gip del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, due coniugi ghanesi di 35 anni, che gestivano l’asilo abusivo.
Sono state le piccole vittime di cinque e sei anni, prevalentemente di origine nigeriana, a tracciare il quadro dell’orrore, permettendo agli inquirenti di raccogliere elementi tali da ottenere l’arresto della coppia.
Marigliano, arrestato titolare di un locale per furto di energia elettrica
I Carabinieri si fingono clienti per un controllo agroalimentare. Titolare arrestato per furto
I militari della Stazione Carabinieri forestale di Marigliano insieme ai Carabinieri dalla locale Stazione territoriale si sono finti clienti del locale per evitare di essere scoperti. Così hanno tratto in arresto il titolare dell’attività in pieno centro di Marigliano per furto aggravato di energia elettrica. Il controllo dei militari inizialmente mirato al rispetto della normativa in materia agroalimentare si è spostato sul contatore visto che, nonostante la pizzeria fosse in piena attività, segnalava un consumo ridotto di energia. Il proprietario, alla fine, ha consegnato un telecomando che azionato all’occorrenza rallentava i consumi. Il titolare è stato arrestato in attesa della direttissima di questa mattina. Il furto, così come calcolato dai tecnici enel, ammonta ad una cifra di 46mila euro.
Acerra, imprese e camorra: lavori pubblici bloccati. Interdittiva del prefetto Valentini
Opere di riqualificazione della città e piscina comunale: l’antimafia interviene. Zona occidentale nel caos per il cantiere fermato. La rabbia dei commercianti
Appalti pubblici milionari, imprese, politica e camorra. L’allarme è del prefetto di Napoli, Marco Valentini, che ha emanato un’interdittiva antimafia ai danni di un’azienda gestita da una famiglia di imprenditori edili acerrani con un passato nella politica locale. Secondo il prefetto l’azienda ha rapporti con i clan per cui si è reso necessario il provvedimento che l’ha estromessa da qualsiasi legame con la pubblica amministrazione. E’ la prima volta dopo decenni che ad Acerra non emergevano intrecci del genere a causa dell’azione esercitata dai controlli dello Stato. Intanto in città è il caos. L’interdittiva antimafia ha automaticamente fatto bloccare i lavori, commissionati dal Comune e assegnati dal Provveditorato alle Opere Pubbliche, di un intero pezzo di Acerra, un cantiere aperto nel settembre dello scorso anno, al corso Italia, e sul quale però non risulta esposto nessun cartello di riferimento, che è un obbligo di legge. Il cantiere è lungo più di un chilometro. Lo si può distinguere facilmente perché i suoi ampi e lunghissimi recinti di metallo ingabbiano interi pezzi di strada e marciapiedi, resi polverosi da ampie aree di scavo a cielo aperto. Risultato: traffico che va spesso in tilt e cittadini costretti a camminare lungo la strada, accanto alle auto in corsa. Un’emergenza che sta facendo indispettire anche i commercianti della zona. “Oltre al Covid ci mancava anche questo”, lo sconforto dei negozianti L’ appalto bloccato è di quelli strategici. Si tratta di opere di riqualificazione urbanistica, finanziate dall’Unione Europea, per la realizzazione di nuove strade, nuovi marciapiedi, rotonde e piste ciclabili dal centro cittadino verso il confine con Casalnuovo e il vicino parco commerciale Ipercoop e la stazione Porta dell’alta velocità ferroviaria, nel territorio di Afragola. I lavori sono stati aggiudicati da un consorzio con sede a Bologna di cui fa parte una ditta con sede a Napoli ma i cui titolari sono di Acerra. La ditta è incaricata di realizzare le opere per un importo complessivo di 3milioni e 400mila euro: è questa l’azienda interdetta dall’antimafia. Il titolare di fatto è un ex consigliere comunale di Acerra, a sua volta fratello di un altro imprenditore edile molto attivo nella politica locale perché è stato candidato nelle due ultime tornate elettorali per le comunali del 2012 e del 2017 ed anche perché si è rivelato un dichiarato sostenitore di una candidata alle elezioni regionali. Il figlio dell’ex consigliere comunale figurava invece fino tempi recenti come legale rappresentante della ditta interdetta. Contesti ambientali complessi per una vicenda intricata e di non facile soluzione. Poco prima che fosse emanata l’interdittiva il Comune di Acerra aveva già liquidato due somme di danaro, rispettivamente di 200mila e 300mila euro, al consorzio di imprese che stava lavorando alla riqualificazione del corso Italia e di cui fa appunto parte la ditta interdetta. Soldi erogati per due stati di avanzamento dei lavori. Ma c’è un altro elemento che complica tutto. La stessa ditta interdetta, che però in questo caso risulta con sede a Caserta, ha vinto l’appalto di 3 milioni di euro per il completamento della piscina comunale, il cui cantiere aveva già subito per altri motivi un lunghissimo stop
Storie ai tempi del covid-19: quando la speranza è più forte del virus
In questo lungo anno e mezzo sono state davvero tante le storie di persone che hanno dovuto lottare contro il coronavirus. Alcune hanno avuto un lieto fine, altre invece no.
Tra milioni di persone c’è Teresa, donna di 39 anni, moglie di Filippo e mamma di due bambine di 6 e 12 anni. Questa famiglia di Ottaviano ha toccato con mano il lungo decorso del covid-19 e ha visto per la prima volta cosa significa essere in gabbia nella propria casa: “Siamo sempre stati attenti, fin dall’inizio del covid: doppia mascherina, distanziamento, igienizzanti. Tutto. Eppure il covid l’abbiamo preso lo stesso. Il nostro calvario è iniziato il 17 novembre ed è terminato il 10 gennaio.”
Teresa e la sua famiglia sono stati costretti in casa per due lunghi mesi, senza avere la possibilità di uscire, di respirare anche solo per un attimo un’aria diversa:” Andare a fare la spesa era diventato il mio momento di svago dallo stress che stavamo vivendo a causa della paura di poter contrarre il virus. Siamo una famiglia di persone sane e fortunatamente nessuno di noi ha subito gravi conseguenze post covid ma a livello morale e psicologico è stata davvero dura.”
Come si fa a spiegare ad una bambina di 6 anni che è prigioniera nella sua stessa casa a causa di un virus potenzialmente mortale? “Bisogna sapere dosare le parole e cercare di non far pesare troppo la situazione esterna. Non è stato facile per me e mio marito, a volte avremmo voluto piangere dalla disperazione e dalla solitudine che provavamo ma c’erano due bambine che non meritavano di vedere certe scene. Ci siamo inventati giochi impensabili, abbiamo fatto pigiama party a più non posso con annesse merende della mezzanotte. Ci abbiamo provato in tutti modi a tenerle su di morale ma a volte non bastava.”
Questa famiglia è stata molto fortunata perché ha avuto accanto tantissime persone pronte ad aiutarla anche solo con una parola di conforto:” Amici, familiari, vicini di casa, sono stati tutti fantastici. Erano tutti pronti ad aiutarci dividendosi i compiti: c’era chi faceva la spesa, chi passava in farmacia, chi veniva sotto la nostra finestra per salutarci anche per due minuti. In più siamo stati molto fortunati anche con i medici e con l’Asl: non ci sono mai stati ritardi per tutti i tamponi che abbiamo fatto, i risultati li abbiamo ottenuti molto rapidamente. Leggo storie di persone che raccontano di una mala sanità, a noi e a molte persone che conosco, invece, è andata diversamente.”
Teresa racconta di un episodio in particolare in cui dei medici hanno dimostrato di essere delle persone meravigliose oltre che ottimi professionisti:” Un giorno abbiamo chiamato un’ambulanza perché mio marito non si sentiva bene, i medici hanno subito capito che si trattava di un attacco di panico e non di un sintomo del covid. Gli hanno parlato come se parlassero ad un figlio o un fratello, gli hanno spiegato come respirare, cosa fare in caso ne avesse avuto un altro in seguito e come capirlo. Hanno anche parlato con le nostre bimbe: alla più piccola, uno dei due ha fatto un disegno veloce su un foglio per farle capire come il virus potesse ‘entrare nelle persone’. Da quel giorno mia figlia ha iniziato a spiegare a tutta la nostra famiglia e nostri amici la storia del covid (ride).”
Teresa racconta di una sanità che funziona e che è umana, che accoglie e dà speranza.
“Vedere dei medici sorridere in quel modo nonostante tutte le cose brutte che hanno visto in questo lungo periodo.. Non ho parole, davvero! Questo fa capire quanto alcune persone siano semplicemente speciali e quanto amino il proprio lavoro” racconta emozionata Roberta che continua “abbiamo trovato, nella nostra personale lunga lotta contro il covid-19, dei professionisti meravigliosi che, tra l’altro, hanno dimostrato di essere davvero come quei tanto agognati supereroi che vediamo al cinema. Anzi, molto di più.”
Una storia, quella di Teresa e della sua famiglia, che fa sorridere e sperare, che quasi mette di buon umore. Perché tra le tante tragiche storie che abbiamo raccontato in questi mesi, è sempre bello poter accorgersi che dove c’è tanto buio a volte c’è anche tanta luce.
San Giorgio a Cremano, il collettivo FreeCremano propone una consulta comunale sulle Ville Vesuviane
Dal collettivo FreeCremano riceviamo e pubblichiamo
Una consulta comunale sulle Ville vesuviane: è l’ultima proposta trasmessa stamane al Sindaco, all’Assessore alla Cultura e al Presidente del Consiglio comunale da parte del collettivo FreeCremano. L’idea, in buon sostanza, consisterebbe nella istituzione di un tavolo permanente aperto a tutti gli attori del territorio interessati alla valorizzazione delle Ville del Miglio d’Oro, per lo più di proprietà privata, ubicate nella Città. L’ iniziativa si pone l’obiettivo di sviluppare delle sinergie tra associazioni del territorio, istituzioni e privati proprietari per consentire una migliore fruizione da parte dei visitatori del patrimonio storico e architettonico formato circa 30 Ville vesuviane ufficialmente censite.
“Con la conclusione della nostra iniziativa di successo lanciata a Maggio sulle visite gratuite alle Ville vesuviane presenti sul nostro territorio ci siamo resi conto che gran parte di esse, di proprietà privata, versano in condizioni a dir poco indecorose”: è l’allarme lanciato da Danilo Cascone, referente di FreeCremano.
“Su queste premesse – dichiara l’ex Consigliere comunale – è nata l’esigenza di promuovere l’idea di una consulta comunale per riunire attorno a un tavolo tutti coloro che hanno a cuore la nostra storia, la nostra cultura con l’intento di valorizzare un patrimonio di inestimabile valore, fino ad oggi molto sottovalutato e poco conosciuto. Parliamo di Ville per lo più del ‘700 e dell’800, abitate da privati, con ingressi maestosi di particolare pregio storico, artistico e architettonico che oggi sono per lo più negate alle visite e che, talvolta, versano in pessime condizioni. Consentire l’accesso disciplinato a questi cortili e giardini storici all’interno di queste Ville antiche, migliorandone il loro decoro, costituirebbe un valido elemento di attrattività coniugando storia, cultura ma anche tradizioni culinarie. Senza considerare che a beneficiarne sarebbe l’economia locale innescando meccanismi virtuosi dal basso. Di tutto questo credo che una Amministrazione locale debba occuparsi. Noi di FreeCremano siamo disponibili a fornire un valido contributo qualora ci venga richiesto”
Pollena Trocchia, laboratorio di analisi dell’ospedale Apicella verso la chiusura
Dopo la chiusura dei servizi di Pomigliano e di Ottaviano in base ai decreti regionali, continua ancora la politica dell’azzeramento della sanità pubblica di base sul tutto il territorio vesuviano.
Sono trascorsi ben dieci anni da quando il pronto soccorso dell’ospedale Apicella è stato chiuso. Poi, in occasione della pandemia, c’è stata la chiusura dei reparti di medicina, chirurgia, diabetologia ed una parte della cardiologia. L’ospedale, che ha sempre rappresentato il fiore all’occhiello della sanità campana, sta morendo lentamente. La pandemia, sembra strano, ha dato l’estrema unzione. Attualmente, oltre al centro vaccinale, è ancora in piedi il formidabile reparto di gastroenterologia e colonoscopia del Dott. Sabatino Di Marzo, quello di oncologia, di farmacia e radiologia.
Stavolta, mentre il Governo stanzia fondi per potenziare la sanità territoriale, l’ASL NA 3 Sud sta procedendo alla chiusura del laboratorio di patologia clinica dell’ospedale. Un accanimento totale, provocato, purtroppo, dalla bassa politica gestionale, che dovrebbe alloggiare fuori dalla sanità pubblica, poiché non solo la indebolisce, ma la fa funzionare male. Questo è il grido d’allarme lanciato in questi giorni dagli addetti ai lavori. In questo momento c’è tutto l’interesse di convogliare il cittadino verso il privato, dove i loro tornaconti sono, purtroppo, più allettanti. Questo è ciò che sta accadendo al laboratorio di analisi dell’Ospedale Apicella, dove si è deciso di rimodulare le prestazioni delle analisi cliniche, recando danni e disagi ai cittadini. In questo modo, non tutte le analisi verranno eseguite in loco, ma andranno un po’ a zonzo tra Boscotrecase, Gragnano, Vico Equense ed altri paesi, trasportate con auto aziendali, o con un appalto pubblico ad hoc. E come sta sempre accadendo negli ultimi tempi, si chiude un reparto quando il primario si avvia in pensione.
Pollena Trocchia, striscione al Comune “Giustizia per Mario Paciolla”
Dal Comune di Pollena Trocchia riceviamo e pubblichiamo
Da oggi anche il Comune di Pollena Trocchia esibisce lo striscione che chiede verità e giustizia per Mario Paciolla, cooperatore ONU e giornalista trovato senza vita a luglio dello scorso anno in circostanze non ancora chiarite mentre si trovata a lavoro nel cuore dell’Amazzonia colombiana. A seguito dell’approvazione della delibera di giunta comunale numero 52 del 9 giugno, con la quale la squadra di governo locale ha autorizzato l’esposizione sulla facciata della casa comunale del banner con la foto del giovane e una sola, emblematica frase: «Giustizia per Mario Paciolla», nella mattinata odierna alla presenza dei genitori di Mario e di diversi componenti della giunta e del locale consiglio comunale c’è stata l’esposizione dello striscione che ha lo scopo di mantenere alta l’attenzione sulla vicenda. «Il Comune di Pollena Trocchia, da sempre favorevole alla divulgazione e al rispetto dei diritti umani, ha risposto prontamente alla richiesta di Anna e Pino Paciolla, genitori di Mario, volta ad ottenere supporto morale al loro desiderio di verità sulla morte del figlio. Siamo certi che l’apposizione del volto e del nome del giovane in un contesto istituzionale così importante qual è la facciata del municipio possa servire a sensibilizzare la cittadinanza e promuovere ulteriormente la richiesta di giustizia» hanno detto a una voce il sindaco Carlo Esposito e il vicesindaco Pasquale Fiorillo. «Siamo molto contenti che la rete degli enti locali che chiedono giustizia per Mario si allarghi ulteriormente. Ringraziamo il Comune di Pollena Trocchia e gli altri comuni presso i quali abbiamo davvero sempre trovato accoglienza e affetto, unitamente a un sincero spirito di collaborazione per la richiesta di verità su quanto accaduto. Sul manifesto oltre al nome e alla foto di Mario ci sono anche i simboli dei canali social su cui si possono trovare informazioni su quello che faceva: invitiamo tutti a visitarli» hanno detto i genitori del cooperatore ONU e giornalista che qualche mese fa avrebbe compiuto 34 anni.
Somma Vesuviana, Lega Giovani: “L’amministrazione non dà risposte alle nostre istanze. Noi non ci fermeremo”
Da Lega Giovani riceviamo e pubblichiamo
Comunichiamo alla cittadinanza con molto dispiacere che alle nostre cinque istanze presentate finora.. dall’apertura dei servizi igienici comunali, dalla manutenzione stradale di diverse strade da noi segnalate, fino ad arrivare ad un servizio di trasporto pubblico locale e ad una riduzione dell’Imu e della Tari, ancora oggi l’amministrazione comunale sommese non ci ha dato risposta! Considerando che almeno due di cinque avrebbero dovuto ricevere risposta visto che sono passati i canonici trenta giorni dal protocollo della medesima istanza, quindi vorremmo chiarimenti in merito, perché non rispondere ad un’ istanza presentata da un partito nazionale, ma prima ancora da un gruppo di ragazzi sommesi, che hanno fatto proposte di buonsenso all’amministrazione comunale, ascoltando i veri problemi della popolazione, e non solo facendone atto del problema stesso, ma trovando anche la soluzione più veloce ed efficace all’eliminazione del problema, non ricevere risposta per noi é una cosa alquanto ingiusta e ingiustificabile. Non rispondere a noi significa fregarsene dei veri problemi che una parte di popolazione sente sulle proprie spalle, e rivolgendosi a noi prova a far sentire la propria voce, non rispondere a noi significa non rispondere al popolo, significa non considerare le proposte dei sommesi, ed un’ amministrazione seria non é degna di entrare a far parte di tale scena. Se questa é una mossa da parte di qualche specifico gruppo di maggioranza per scoraggiarci o farci mollare, oppure non rispondono per criteri ideologici, non hanno capito nulla, noi andremo avanti sempre con istanze, proposte, raccolta firme, avanti ad ascoltare i problemi della gente ed a proporre soluzioni, a fare la vera politica, quella tra la gente.
Pomigliano, la sinistra a PD ed M5S: “Nostri emendamenti nel prossimo bilancio”
Rinascita annuncia due proposte, una sul cemento e l’altra sugli appalti
Sale la tensione politica alla vigilia della discussione sul primo bilancio di previsione di spesa dell’amministrazione comunale, guidata dall’ottobre dello scorso anno dal sindaco Gianluca Del Mastro, espressione del “laboratorio” M5S-PD. Ieri la compagine politica di sinistra “Rinascita”, che ha sostenuto Del Mastro ottenendo alle elezioni dello scorso anno 919 voti e un consigliere, ha tenuto in municipio una conferenza stampa attraverso cui ha preannunciato due proposte di emendamento da inserire nell’approvazione del bilancio preventivo. In sostanza gli esponenti di Rinascita (ieri in municipio c’erano il consigliere comunale Antonio Avilio e i militanti della compagine Vito Fender, Daniele De Somma e Flora Di Monda) chiedono al consiglio comunale di “istituire una commissione tecnica composta da professionisti esperti, esterni al Comune, per valutare la situazione urbanistica e suggerire le conseguenti azioni da intraprendere, soprattutto alla luce dei numerosi sequestri di cantieri edili messi a segno in circa otto mesi dalla magistratura”. Il secondo emendamento proposto riguarda gli appalti in affidamento diretto per lavori di importo fino a 200mila euro. Secondo Rinascita “in quest’ambito molto delicato sul fronte dei rischi per la legalità è necessario imporre una “stretta” dando il via libera agli affidamenti diretti solo in caso di estrema e inderogabile necessità”. “Al di là dei contenuti relativi all’inchiesta della magistratura – dichiara Flora Di Monda – è un dato di fatto che il centro storico di Pomigliano negli ultimi dieci anni di amministrazione di centrodestra è stato stravolto. I cortili sono stati snaturati con costruzioni incompatibili con l’ambiente, la vivibilità e la struttura stessa della città. E questo è un dato politico inequivocabile”. Ora però viene da chiedersi quale direzione potrebbe assumere la linea politica di Rinascita se gran parte della maggioranza non dovesse accogliere queste proposte. “Questa maggioranza ci dovrà dire da che parte sta”, anticipa Antonio Avilio. “Valuteremo ovviamente dopo il consiglio comunale – spiega Vito Fender – in che modo dovremo posizionarci in caso di respingimento delle nostre proposte”. Intanto Rinascita ha anticipato anche il suo giudizio complessivo sul bilancio di previsione ormai al voto. “Il nostro giudizio è negativo- affermano Avilio e Di Monda – perché riteniamo che il suo contenuto non possa dare risposte vere alla città. E’ un bilancio che tradisce le attese di cambiamento, è solo di gestione d contiene peraltro elementi di continuità con la vecchia amministrazione di centrodestra bocciata dai cittadini con il voto di settembre”.

