CONDIVIDI

Opere di riqualificazione della città e piscina comunale: l’antimafia interviene. Zona  occidentale nel caos per il cantiere fermato. La rabbia dei commercianti        

 

Appalti pubblici milionari, imprese, politica e camorra. L’allarme è del prefetto di Napoli, Marco Valentini, che ha emanato un’interdittiva antimafia ai danni di un’azienda gestita da una famiglia di imprenditori edili acerrani con un passato nella politica locale. Secondo il prefetto l’azienda ha rapporti con i clan per cui si è reso necessario il provvedimento che l’ha estromessa da qualsiasi legame con la pubblica amministrazione. E’ la prima volta dopo decenni che ad Acerra non emergevano intrecci del genere a causa dell’azione esercitata dai controlli dello Stato. Intanto in città è il caos. L’interdittiva antimafia ha automaticamente fatto bloccare i lavori, commissionati dal Comune e assegnati dal Provveditorato alle Opere Pubbliche, di un intero pezzo di Acerra, un cantiere aperto nel settembre dello scorso anno, al corso Italia, e sul quale però non risulta esposto nessun cartello di riferimento, che è un obbligo di legge. Il cantiere è lungo più di un chilometro. Lo si può distinguere facilmente perché i suoi ampi e lunghissimi recinti di metallo ingabbiano interi pezzi di strada e marciapiedi, resi polverosi da ampie aree di scavo a cielo aperto. Risultato: traffico che va spesso in tilt e cittadini costretti a camminare lungo la strada, accanto alle auto in corsa. Un’emergenza che sta facendo indispettire anche i commercianti della zona. “Oltre al Covid ci mancava anche questo”,  lo sconforto dei negozianti  L’ appalto bloccato è di quelli strategici. Si tratta di opere di riqualificazione urbanistica, finanziate dall’Unione Europea, per la realizzazione di nuove strade, nuovi marciapiedi, rotonde e piste ciclabili dal centro cittadino verso il confine con Casalnuovo e il vicino parco commerciale Ipercoop e la stazione Porta dell’alta velocità ferroviaria, nel territorio di Afragola. I lavori sono stati aggiudicati da un consorzio con sede a Bologna di cui fa parte una ditta con sede a Napoli ma i cui titolari sono di Acerra. La ditta è incaricata di realizzare le opere per un importo complessivo di 3milioni e 400mila euro: è questa l’azienda interdetta dall’antimafia. Il titolare di fatto è un ex consigliere comunale di Acerra, a sua volta fratello di un altro imprenditore edile molto attivo nella politica locale perché è stato candidato nelle due ultime tornate elettorali per le comunali del 2012 e del 2017 ed anche perché si è rivelato un dichiarato sostenitore di una candidata alle elezioni regionali. Il figlio dell’ex consigliere comunale figurava invece fino tempi recenti come legale rappresentante della ditta interdetta. Contesti ambientali complessi per una vicenda intricata e di non facile soluzione. Poco prima che fosse emanata l’interdittiva il Comune di Acerra aveva già liquidato due somme di danaro, rispettivamente di 200mila e 300mila euro, al consorzio di imprese che stava lavorando alla riqualificazione del corso Italia e di cui fa appunto parte la ditta interdetta. Soldi erogati per due stati di avanzamento dei lavori. Ma c’è un altro elemento che complica tutto. La stessa ditta interdetta, che però in questo caso risulta con sede a Caserta, ha vinto l’appalto di 3 milioni di euro per il completamento della piscina comunale, il cui cantiere aveva già subito per altri motivi un lunghissimo stop