Pollena Trocchia, laboratorio di analisi dell’ospedale Apicella verso la chiusura

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Dopo la chiusura dei servizi di Pomigliano e di Ottaviano in base ai decreti regionali, continua ancora la politica dell’azzeramento della sanità pubblica di base sul tutto il territorio vesuviano.

Sono trascorsi ben dieci anni da quando il pronto soccorso dell’ospedale Apicella è stato chiuso. Poi, in occasione della pandemia, c’è stata la chiusura dei reparti di  medicina, chirurgia, diabetologia ed una parte della cardiologia. L’ospedale, che ha sempre rappresentato il fiore all’occhiello della sanità campana, sta morendo lentamente. La pandemia, sembra strano, ha dato l’estrema unzione. Attualmente, oltre al centro vaccinale, è ancora in piedi il formidabile reparto di gastroenterologia e colonoscopia del Dott. Sabatino Di Marzo, quello di oncologia, di farmacia e radiologia.

Stavolta, mentre il Governo stanzia fondi per potenziare la sanità territoriale, l’ASL NA 3 Sud sta procedendo alla chiusura del laboratorio di patologia clinica dell’ospedale. Un accanimento totale, provocato, purtroppo, dalla bassa politica gestionale, che dovrebbe alloggiare fuori dalla sanità pubblica, poiché non solo la indebolisce, ma la fa funzionare male. Questo è il grido d’allarme lanciato in questi giorni dagli addetti ai lavori. In questo momento c’è tutto l’interesse di convogliare il cittadino verso il privato, dove i loro tornaconti sono, purtroppo, più allettanti. Questo è ciò che sta accadendo al laboratorio di analisi dell’Ospedale Apicella, dove si è deciso di rimodulare le prestazioni delle analisi cliniche, recando danni e disagi ai cittadini. In questo modo, non tutte le analisi verranno eseguite in loco, ma andranno un po’ a zonzo tra  Boscotrecase, Gragnano, Vico Equense ed altri paesi, trasportate con auto aziendali, o con un appalto pubblico ad hoc.  E come sta sempre accadendo negli ultimi tempi, si chiude un reparto quando il primario si avvia in pensione.