La nuova razza prese nome dal Real Sito di Persano, nel comune di Serre: il “persano” era un ottimo cavallo da battaglia, come il “napoletano”, ma meglio del “napoletano” resisteva alla fatica e si adattava allo sport equestre. I cavalieri napoletani, che sotto il comando di Murat e del generale D’Ambrosio, seguirono Napoleone Bonaparte in Russia, montavano cavalli di razza “persano”: e questi cavalli suscitarono l’ammirazione di Francesi e di Russi. L’eleganza dei loro movimenti fece sì che essi, attaccati alle carrozze dei nobili e dei “ dandy”, diventassero i protagonisti dei cortei che si snodavano ogni sera nei luoghi “mitici” della Napoli raffinata: Toledo, Chiaia, Santa Lucia. Nel 1858 nella scuderia del Palazzo di Ottajano Giuseppe IV Medici “alloggiava” 8 cavalli “persano” e 4 ”arabi”, affidati alle cure di 5 stallieri, Antonio Pagano, Pasquale Leccese, Michele Nappo, Francesco Ferraro, Giuseppe Crispo, e di 2 cocchieri, Domenico Criscuolo e Michele Ammirati. Nel parco carrozze c’erano 2 phaeton, 2 break e 3 landau. La passione per i cavalli venne condivisa da tutti i Medici di Ottajano: l’ultimo principe, Giuseppe V, nel 1888 vinse la quinta edizione del Derby con il cavallo “Filiberto”, montato da J. Hunter: al vincitore toccò un premio di lire 32.800. La passione dei principi e il flusso ininterrotto di carri che si sviluppava lungo le strade di Ottajano fecero sì che la fiera di animali, che si svolgeva ogni anno il 7 e l’8 maggio, durante la festa in onore di San Michele, diventasse una delle fiere più importanti dell’ Italia Meridionale. Nel 1922 il veterinario ispettore, il dott. Vincenzo Tropeano, scrisse nella relazione al sindaco di aver esaminato quasi 4000 capi di bestiame, “distribuiti nelle traverse laterali alla via Provinciale: 1800 cavalli, 700 muli e bardotti, 900 asini, 300 animali “attaccati ai veicoli”, 50 bovini, 200 suini, 40 ovini”. Quando nella scuderia di Palazzo Medici, a Ottajano, c’erano cavalli “persano” e “arabi”…
La nuova razza prese nome dal Real Sito di Persano, nel comune di Serre: il “persano” era un ottimo cavallo da battaglia, come il “napoletano”, ma meglio del “napoletano” resisteva alla fatica e si adattava allo sport equestre. I cavalieri napoletani, che sotto il comando di Murat e del generale D’Ambrosio, seguirono Napoleone Bonaparte in Russia, montavano cavalli di razza “persano”: e questi cavalli suscitarono l’ammirazione di Francesi e di Russi. L’eleganza dei loro movimenti fece sì che essi, attaccati alle carrozze dei nobili e dei “ dandy”, diventassero i protagonisti dei cortei che si snodavano ogni sera nei luoghi “mitici” della Napoli raffinata: Toledo, Chiaia, Santa Lucia. Nel 1858 nella scuderia del Palazzo di Ottajano Giuseppe IV Medici “alloggiava” 8 cavalli “persano” e 4 ”arabi”, affidati alle cure di 5 stallieri, Antonio Pagano, Pasquale Leccese, Michele Nappo, Francesco Ferraro, Giuseppe Crispo, e di 2 cocchieri, Domenico Criscuolo e Michele Ammirati. Nel parco carrozze c’erano 2 phaeton, 2 break e 3 landau. La passione per i cavalli venne condivisa da tutti i Medici di Ottajano: l’ultimo principe, Giuseppe V, nel 1888 vinse la quinta edizione del Derby con il cavallo “Filiberto”, montato da J. Hunter: al vincitore toccò un premio di lire 32.800. La passione dei principi e il flusso ininterrotto di carri che si sviluppava lungo le strade di Ottajano fecero sì che la fiera di animali, che si svolgeva ogni anno il 7 e l’8 maggio, durante la festa in onore di San Michele, diventasse una delle fiere più importanti dell’ Italia Meridionale. Nel 1922 il veterinario ispettore, il dott. Vincenzo Tropeano, scrisse nella relazione al sindaco di aver esaminato quasi 4000 capi di bestiame, “distribuiti nelle traverse laterali alla via Provinciale: 1800 cavalli, 700 muli e bardotti, 900 asini, 300 animali “attaccati ai veicoli”, 50 bovini, 200 suini, 40 ovini”. Somma Vesuviana, approvato il piano triennale 2020/22
Ottaviano, il Comune partecipa a un bando per riqualificare il plesso D’Aosta, via Riella, via Santa Teresa e via Mozzoni
Dal Comune di Ottaviano riceviamo e pubblichiamo
Nell’ambito dei progetti di rigenerazione urbana previsti dal Governo, con tre delibere di giunta il Comune di Ottaviano ha programmato investimenti per circa 5 milioni di euro, partecipando a uno specifico bando.
Con 3 milioni e 300mila euro sarà riqualificato il plesso D’Aosta; con 500mila euro ci saranno interventi su via Riella, con la costruzione di una strada tutta nuova collegata a via Paradiso e, di conseguenza, a via Orto; con 940mila euro sarà realizzato un collettore fognario di acque bianche che eliminerà i problemi di allagamento in via Santa Teresa e via Mozzoni, inoltre saranno asfaltate le due strade.
“Sono opere importantissime, sono risposte concrete ai bisogni della collettività, sono una parte di quel lavoro che questa amministrazione sta portando avanti ormai dal 2013 e che ha visto Ottaviano cambiare profondamente. Oggi viviamo in una città più bella e accogliente: i problemi sono ancora tanti ma, come vedete, noi non ci fermiamo mai e pensiamo costantemente al futuro, al bene della cittadinanza. Voglio ringraziare il consigliere delegato ai lavori pubblici Vincenzo Caldarelli per il consueto impegno, l’assessore all’edilizia scolastica Virginia Nappo e l’ufficio tecnico per l’ottimo lavoro svolto”, dichiara il sindaco Luca Capasso
“Con la partecipazione al bando per via Riella, miriamo a risolvere un problema ormai datato che per anni ha arrecato un disagio ai nostri concittadini: finalmente abbiamo individuato una soluzione che i residenti della zona aspettavano da tempo. Nella medesima progettualità anche via Santa Teresa e via Mozzoni saranno riqualificate per la mitigazione del rischio idraulico. Sono anni che ormai lavoriamo sul territorio, con costante impegno per il bene di Ottaviano”, prosegue Vincenzo Caldarelli, consigliere comunale delegato ai lavori pubblici.
Afragola, evade dai domiciliari e pretende soldi da un passante per festeggiare il suo compleanno: arrestato
Reddito di cittadinanza a persone condannate per camorra: controlli e perquisizioni della GDF
500 posti a rischio negli ipermercati del Napoletano: parla il responsabile di GDM
L’avvocato Alessandro Paone fornisce la sua interpretazione del difficile momento in cui sono finiti gli ipermercati di Nola e Giugliano e anche quelli di Afragola e Quarto
Avvocato Alessandro Paone, i lavoratori degli ipermercati di Nola e Giugliano sono in tumulto a causa della prossima apertura di un supermercato Coop a Napoli e della trasformazione a marchio Coop di altri supermercati in Campania. Come legale rappresentante di GDM cosa si sente di dire ? “Questo fatto sta creando disorientamento, sta creando la percezione che Coop voglia andare per la sua strada. Noi però saremo sempre disponibili a dialogare con Alleanza per trovare insieme una soluzione in tempi brevi” L’ingresso in scena del gruppo Baiano cosa può voler significare ? “Baiano è socio del master franchising Coop tanto quanto lo dovrebbe essere GDM. Per cui se tanto mi dà tanto questa presenza di Baiano non dovrebbe dare chissà quanti problemi. Certo è che rispetto ai piani iniziali l’investimento su Baiano da parte di Coop crea più di un problema, è evidente” Siete stati informati dell’operazione del gruppo Baiano, visto che figurate con loro nel master franchising del marchio Coop per la Campania ? “Nessuno di noi ha avuto una comunicazione in merito, né dal master franchising né da Alleanza 3.0. La cosa paradossale è che l’abbiamo appreso, pur essendo soci del master, da un comunicato stampa. Tutto qua” La creazione di una catena di supermercati a marchio Coop non potrebbe entrare in contrasto con le attività di voi della GDM ? Voi avete già due Ipercoop, ad Afragola-Acerra e a Quarto, due supermercati a Torre Annunziata e a Castellammare, avete acquistato i due iper di Nola e Giugliano ed opzionato l’apertura di altre due strutture, a Volla e a Casoria… “Tecnicamente no. Non c’è un abuso di mercato o un qualcosa che richiederebbe un passaggio all’antitrust. Ci sarebbe però uno squilibrio nella struttura del master franchising. Qui GDM dovrebbe avere il 20 %. Ma c’è bisogno che il master chiarisca che tipo di approccio avere nei confronti dei nostri ipermercati” Si sta lavorando per giungere ad una quadra ? “Si, per forza. Del resto la prospettiva di un contenzioso legale per GDM sarebbe molto difficile. Tutti i nostri sforzi sono puntati alla salvaguardia dei posti di lavoro” Anche gli ipermercati di Nola e Giugliano rientreranno in un eventuale accordo ? “Dovrebbero rientrare se ce li fanno rientrare. Stiamo facendo di tutto. Non è così semplice” In questo momento c’è la spada di Damocle della scadenza della cassa Covid per 240 addetti… “Vogliamo tentare di risolvere il problema il prima possibile. Stiamo tentando di trovare una soluzione conciliativa con Coop evitando un contenzioso al solo scopo di proteggere i lavoratori dipendenti, che sono centinaia”L’Università Federico II compie 797 anni, Saverio Arianna premiato come studente meritevole
“Attualmente, svolgo il tirocinio presso una nota clinica a Maddaloni, ed è proprio durante il tirocinio che ricevo la telefonata dalla segreteria del Rettore – racconta – inizialmente ero incredulo, pensavo fosse una fake news. Il giovane laureando si ritiene fortunato a svolgere il tirocinio curriculare, in quanto non è più colui che guarda inerme gli altri che svolgono il proprio lavoro, ma è colui che sta acquisendo le abilità che gli serviranno per la sua futura carriera. Inoltre, Saverio sta sviluppando una tesi sperimentale sulle tecniche di cardiochirurgia. “Non sarò uno dei tanti cervelli in fuga e spero di continuare la mia carriera nella mia città”. Dalle sue parole trapela tanta passione, voglia di fare e di mettersi in gioco. “È la passione per ciò che faccio che mi ha portato dove sono ora”. Somma Vesuviana, la Giunta Comunale ha approvato il Protocollo d’Intesa con PlasticFree.
Boscoreale, inaugurato il Museo del Parco Nazionale del Vesuvio
«Sono felicissimo di questo storico risultato – dichiara Presidente dell’ Ente Parco Nazionale del Vesuvio Agostino Casillo –. La nascita del Museo del Parco Nazionale del Vesuvio si inserisce nella strategia complessiva di rilancio della nostra area protetta, avviata già da alcuni anni dall’Ente Parco con il Grande Progetto Vesuvio. Sono sicuro che con il giusto impegno e la necessaria determinazione faremo decollare questo importante sito turistico rendendolo, inoltre, un laboratorio di sostenibilità e di cultura ambientale, di cui il nostro territorio ha estremamente bisogno».
La struttura, anche se non direttamente, è connessa alla rete dei principali attrattori vesuviani: Antiquarium di Boscoreale, cratere del Vesuvio, scavi di Pompei ed Ercolano e sede museale dell’Osservatorio Vesuviano, perché accoglie in sintesi i principali aspetti di ognuno di questi siti.
«L’Osservatorio Vesuviano è da sempre impegnato nella diffusione delle conoscenze sui vulcani campani e crediamo fermamente che questa condivisione sia una delle azioni più importanti tra quelle di mitigazione del rischio che competono alla comunità scientifica – dichiara il Direttore dell’Osservatorio Vesuviano dell’INGV Francesca Bianco –. Abbiamo collaborato con entusiasmo agli allestimenti presenti nel Museo del Parco, di cui il Vesuvio, tra i più iconici vulcani al mondo, è il protagonista indiscusso. Attraverso tali allestimenti abbiamo raccontato le caratteristiche di questo vulcano, l’influenza delle sue attività sulle proprietà del suolo e sullo sviluppo dei manufatti. E questa condivisione di saperi rende il Museo anche un presidio permanente di riduzione del rischio vulcanico».
La Gestione è stata affidata alla Fondazione Cives/MAV di Ercolano.
«Ecco il museo che mancava, dedicato al Vesuvio. La causa di quella “incantevole sventura” (per citare Plinio il Giovane), che hanno reso nei secoli Napoli e la sua area metropolitana un luogo di affascinante attrazione – dichiara il Presidente della Fondazione Cives/MAV Luigi Vicinanza –. L’apertura al pubblico del museo ha il significato di un atto di coraggio e di una testimonianza di speranza, ancor più evidenti dopo la lunga paralisi provocata dalla pandemia. Un contributo importante alla ripresa delle attività culturali e alla ripartenza del turismo. La sinergia avviata con il Parco Nazionale del Vesuvio per la gestione del museo di Boscoreale è la manifestazione concreta del valore della collaborazione tra le istituzioni del territorio, insieme all’Osservatorio Vesuviano dell’INGV e al Comune di Boscoreale. La Fondazione CIVES, con la ultradecennale esperienza di successo del MAV (museo archeologico virtuale) di Ercolano, si caratterizza ancora più come struttura al servizio dell’area vesuviana e dell’intera Regione Campania per crescita della cultura digitale».
Il Comune di Boscoreale è stato l’Ente Capofila per la realizzazione dei lavori di allestimento del Museo del Parco Nazionale del Vesuvio (finanziato con i fondi del Ministero dell’Ambiente), affiancato da un Comitato d’Indirizzo composto dal Presidente del Parco e dal Direttore dell’INGV-OV di Napoli e da un Gruppo di Lavoro Tecnico-Scientifico composto da personale dei tre Enti.
«Sono veramente felice che, grazie all’intesa raggiunta con l’Ente Parco Vesuvio, l’INGV e la Fondazione Cives, siamo riusciti a portare a conclusione questa opera, progettata da oltre vent’anni quando sedevo tra i banchi dei consiglieri comunali – dichiara il Sindaco del Comune di Boscoreale Antonio Diplomatico –. Il Museo arricchisce l’offerta per un turismo culturale e naturalistico, e contribuirà a far sì che Boscoreale diventi una vera e propria porta d’ingresso al Parco Nazionale del Vesuvio. È indispensabile anche la sinergia con il Parco Archeologico di Pompei per garantire ai visitatori un ventaglio completo di proposte per condurli nella millenaria storia di questi territori».
Il Centro Culturale – Museo del Parco Nazionale del Vesuvio, è composto da un complesso di edifici: un Polo Espositivo, un Auditorium e un’Arena all’aperto. Il Polo Espositivo ospita il Museo del Parco Nazionale del Vesuvio e un Centro Multimediale, oltre ad un bookshop e alla sede operativa del Reparto Carabinieri Parco di Boscoreale. Il Museo del Parco, composto da tre grandi sale collegate da due brevi corridoi, è allestito con pannelli illustrativi, apparecchiature multimediali, teche espositive, diorami, video e giochi interattivi, secondo un filo conduttore che è la descrizione del suolo vesuviano a partire dalla roccia madre, generata dagli eventi vulcanici; degli eventi che ne generano la trasformazione in humus, del suo legame con l’ambiente vegetale, animale, e con l’uomo. Fanno parte di questo allestimento anche quattro aiuole, che rappresentano alcuni tra i principali sistemi ambientali vesuviani. Il Centro Multimediale comprende quattro ambienti, entro i quali si snoda un percorso fatto di pannelli ed installazioni multimediali, in parte interattive, che descrivono alcuni aspetti della vita ed dell’alimentazione nell’area vesuviana prima del 79 d.C. L’Auditorium ha una superficie complessiva di circa 1.300 mq, con una platea capace di ospitare 324 spettatori. Il Comune, nell’ambito dell’allestimento del Centro Multimediale, ha previsto nell’Auditorium la proiezione di un filmato della durata di circa 25 minuti, dal titolo “Pompei Storie nella Storia” in cui, sullo sfondo di una ricostruzione virtuale della Pompei antica, alcuni personaggi raccontano gli ultimi attimi di vita prima dell’eruzione del 79 d.C. L’Arena Scoperta, posta tra l’Auditorium e il Polo Espositivo, può ospitare fino a 350 spettatori, ed è anche attrezzata con un proiettore e uno schermo motorizzato per proiezioni serali.

