Pomigliano, movida sempre più violenta: rissa tra ragazzine. Il video fa il giro del web

Impressionante violenza tra giovanissime. Norme a anti covid calpestate dal popolo della movida.     Le norme anti covid stanno mollando la presa e nella movida di Pomigliano il clima di ritrovata libertà è stato inaugurato da una rissa a parti invertite, con i ragazzi, i ” maschietti”, che tentano di frenare la furia di un gruppo di ragazze, le “femminucce”, impegnate a picchiarsi di brutto. Una scena registrata in un video che racconta l’ennesima follia minorile e che sta impazzando, com’è ormai consuetudine, nei vari social network. Stavolta le immagini hanno immortalato sei ragazzine inviperite, quattro da un lato e due dall’altro, probabilmente tutte minorenni, che se le danno di santa ragione a causa del “solito” futile motivo. Il problema però è che le tragedie scaturite da questi episodi, che purtroppo si stanno moltiplicando a dismisura, avvengono proprio a causa del cosiddetto “futile motivo”. Una parola o uno sguardo di troppo, un affetto conteso, uno stupido pettegolezzo sono sufficienti a far scattare la violenza più cieca. La rissa tra minorenni del “gentil” sesso è esplosa nel centro vecchio della città delle fabbriche, poco dopo le 22 di sabato sera, davanti a un pub di una stretta traversa che dà su piazza Mercato, luogo della movida nell’intero territorio a nordest della provincia di Napoli. Violenza bieca in mezzo alla folla e che ha visto come protagoniste alcune ragazzine, forse tra i 14 e i 17 anni, a malapena trattenute dai ragazzi che le accompagnavano. Si sono azzuffate tra le auto in sosta, a schiaffi, calci e pugni. A un certo punto due delle contendenti hanno deciso di mettere in piazza una sorta di singolar tenzone ingaggiando una colluttazione prolungata proprio davanti all’ingresso di un locale dove si vendono hot dog, in via Felice Cavallotti. Capelli reciprocamente tirati, botte, parolacce. Il tutto condito da un assembramento inaccettabile, un capannello enorme di decine e decine di giovani, quasi tutti privi di mascherina, assiepati uno sull’altro per assistere allo “spettacolo” offerto dalle piccole valchirie in versione nostrana. La rissa è avvenuta più o meno un’ora prima della mezzanotte, ora del penultimo coprifuoco anti covid. Coprifuoco che stasera sarà abolito, almeno per il momento, almeno fino a quando la follia collettiva non prenderà di nuovo il sopravvento. Follia che genera pericoli proprio nella movida più partecipata del Napoletano, insieme con quelle di Napoli centro e della zona flegrea. E’ dunque allarme rosso. A Pomigliano e nelle zone vicine le risse durante i fine settimana non si contano più. E questo nonostante nell’ultimo anno siano sopraggiunti lockdown e restrizioni varie anti pandemia.

Concorso di bellezza “Bellissimi d’Italia”: tra i finalisti c’è un ragazzo di Somma Vesuviana

Torna per il quattordicesimo anno di fila il concorso di bellezza “Bellissimi d’italia” dopo mesi di selezioni effettuate da Nord a Sud. Un’opportunità per tantissimi giovani che vogliono lavorare nel campo della moda e dello spettacolo, il concorso è un vero e proprio trampolino di lancio e si pone l’obiettivo, grazie ad agenti esperti, di selezionare ragazzi e ragazze provenienti da tutta l’Italia i quali, poi, verranno giudicati da una giuria composta da esperti di vari settori e prenderanno parte alla finalissima che quest’anno si terrà proprio in Campania dal 12 al 17 settembre presso L’hotel Villaggio La Marée di Pisciotta. L’edizione di quest’anno vede tra i finalisti Alfredo Pio Armenio, un ragazzo di 16 anni originario di Somma Vesuviana, che si introduce tra le trafile del mondo dei grandi. “Bellissimi d’Italia” infatti non aveva mai avuto tra i suoi finalisti un ragazzo così giovane, dunque un riconoscimento maggiore per il ragazzo che è riuscito a trionfare tra tantissimi partecipanti. Un onore anche per Somma Vesuviana che guarda con orgoglio un giovane  portare in alto il nome della sua città di origine. Non resta allora che augurare buona fortuna al ragazzo e ricordare che, comunque vada, questa esperienza sarà solo il trampolino di lancio per il futuro.  

L’Italia in zona bianca: ecco le nuove regole

Da oggi, lunedì 21 giugno, l’Italia sarà zona bianca, unica eccezione la Valle d’Aosta.         Bianco come la libertà. Bianco come la pace. Bianco come la purificazione. Bianco come il nuovo inizio. Bianco come l’Italia… Ebbene sì, da lunedì 21 giugno l’Italia intera si colorerà di bianco, fatta eccezione per la Valle d’Aosta che resterà gialla fino al 28 giugno. Tutto questo, fino a poco tempo fa poteva sembr un’utopia, ma oggi è realtà. I dati di oggi sul Covid, indicano una curva ancora in discesa: contagi sotto quota mille e tasso di positività che resta stabile. Ma cosa succede nella zona bianca? Quali sono le nuove regole? Addio al coprifuoco notturno e ci si può dunque spostare senza limiti di orario. Regole meno vincolanti per i ristoranti: nessun limite alle presenze al tavolo all’aperto, mentre nei bar e nei ristoranti al chiuso è tollerato un massimo di sei commensali al tavolo. Riaprono le piscine al chiuso, le sale da gioco e sale slot. Resta comunque l’obbligo di indossare la mascherina e il divieto di assembramenti. Sulla questione delle mascherine, Mario Draghi, nel corso della conferenza stampa di venerdì a Palazzo Chigi dice: “Chiederò un parere al comitato tecnico scientifico perché ci dica esplicitamente se possiamo togliere la mascherina all’aperto oppure no”. Pur non indicando una data precisa, il tema rappresenta per il Governo il prossimo traguardo da raggiungere. (fonte foto: rete internet)

Somma Vesuviana, Sergio D’Avino: “La ZTL al Casamale è confermata. Questa è l’Amministrazione che segue la politica del fare” 

Dal Comune di Somma Vesuviana riceviamo e pubblichiamo   Sergio D’Avino (Ass. alla Viabilità) : “La ZTL al Casamale è confermata. Purtroppo abbiamo dovuto seguire l’iter burocratico che in Italia è lungo anche per fare una ZTL, ma la Zona a Traffico Limitato prevista e già deliberata dalla Giunta è pienamente confermata. Questa è l’Amministrazione che segue la politica del fare”. Salvatore Di Sarno : “La ZTL è ampiamente confermata, anche perché il Casamale dovrà diventare un Borgo di richiamo turistico”. “La ZTL al Casamale è stata già deliberata e l’iter avviato, dunque è ampiamente confermata e ci sarà nell’interesse della comunità sommese. Siamo solo dinanzi ad un primo passo verso l’ampia riqualificazione del nostro Borgo Antico” Lo ha affermato Salvatore Di Sarno, sindaco di Somma Vesuviana. Una Ztl voluta fortemente dall’Assessore alla Viabilità, Sergio D’Avino. “La ZTL è stata già deliberata, l’iter è avviato e dunque la ZTL è confermata. Questa Amministrazione, guidata dal sindaco Salvatore Di Sarno, sta già puntando sul recupero del trasporto urbano e sulla valorizzazione del Borgo. Come già detto in precedenza per questa Ztl rilevante sarà il contributo della telematica. Dunque la Ztl avverrà tramite sistemi automatizzati e continui di controllo degli accessi con l’identificazione  dei veicoli in transito attraverso ciascun varco al fine di verificare l’autorizzazione all’accesso alle zone controllate. In Italia si devono seguire iter burocratici lunghi anche per una ZTL ma è tutto confermato. Se qualcuno dovesse pensare che il salto di qualità per questo paese non dovesse essere mai possibile, allora si sbaglia di grosso. Si credeva impossibile una ZTL a Somma Vesuviana ed invece è confermata.  Come già detto e scritto in precedenza la Ztl sarà in funzione dalle ore 21 alle ore 24 per quanto riguarda i giorni che vanno dal Lunedì al Giovedì mentre il Venerdì, il Sabato e in tutti i giorni festivi, la Ztl sarà attiva dalle ore 20 alle ore 24. La Domenica la Ztl funzionerà dalle ore 12 alle ore 14 e dalle ore 20 alle ore 4 del mattino seguente. Inoltre in caso di eventi, manifestazioni, cantieri, od altre esigenze motivate che interessino direttamente od indirettamente il “centro storico”, l’orario di validità della ZTL potrà essere modificato. Ricordo ancora una volta che la circolazione all’interno della ZTL, è sempre vietata ai veicoli con massa complessiva a pieno carico superiori a 3.5 t, quelli con altezza superiore a mt. 2,5 e ai motoveicoli con esclusione dei veicoli in servizio di emergenza o soccorso e di pubblica utilità o dotati di specifiche autorizzazioni. All’interno della ZTL vige sempre il limite massimo di velocità di 30 km/h. Altri dettagli saranno nei vari comunicati stampa che seguiranno nei prossimi giorni”.

Nola, Nasce un dolce per la sposa di San Paolino : un fiore per Therasia

Riceviamo e pubblichiamo.    Un cuore di caprese al limone con gocce di cioccolato dedicato a Therasia, la donna di origini spagnole di cui si innamorò Paolino da Bordeaux (prima della sua conversione) e che divenne sua sposa. Il dolce nasce da un’idea dell’associazione “United for life” di cui è presidente la giovane nolana Angela Carbone con l’obiettivo preciso di raccogliere fondi da destinare ai progetti della Breast Unit dell’ospedale Cardarelli di Napoli.   Il sodalizio nolano, infatti, da anni collabora con il polo di eccellenza napoletano impegnato nella prevenzione e nella cura del tumore al seno, sostenendo gran parte delle iniziative in favore delle donne. Ultima, in ordine temporale, la donazione di reggiseni specifici post operatori per le pazienti che hanno subito un intervento al seno. Il dolce, che può essere acquistato fino alla fine di giugno con una donazione minima di 12 euro, è stato realizzato dal pastrychef Raffaele Nappi della pasticceria Coco’s che ha la doppia sede a Comiziano (da trenta anni) e in piazza Duomo a Nola da dieci anni. La torta si presenta come una caprese al limone a forma di cuore con gocce di cioccolato. Al centro è inserito un fiore di zucchero che simboleggia un giglio (da qui il nome “un fiore per Therasia” in onore del mese di giugno) creato dalla cake designer Linda Sicondolfi. “Sempre al fianco delle donne che lottano per la vita – spiega la presidente dell’associazione “United for Life”, Angela Carbone – In questo tempo di sospensione in cui, per il secondo anno consecutivo, anche la Festa dei Gigli di Nola si ferma a causa dell’emergenza sanitaria, abbiamo pensato ad un qualcosa che rispecchiasse i valori di fede e speranza. Da qui nasce l’idea del dolce ispirato a Therasia, donna forte e coraggiosa che ha accompagnato la vita di San Paolino avvicinandolo alla fede prima ed alla conversione poi, soprattutto dopo la morte del loro figlioletto Celso. Therasia potrebbe essere una di noi – continua Angela – nel nostro immaginario incarna infatti la donna di oggi alle prese con le difficoltà e gli imprevisti, talvolta anche tragici, della vita. Ma nonostante ciò non si arrende e continua a vivere, mossa dalla fede che è il primo veicolo di avvicinamento alla speranza. Grazie alle tantissime richieste che stiamo ricevendo. In questi giorni siamo in contatto con la Breast Unit del Cardarelli di Napoli per capire quale potrebbe essere il prossimo progetto da sostenere e di cui – aggiunge – come sempre, daremo conto alle persone che ci danno fiducia. Insieme possiamo vincere. Anche il cancro”.

Poggiomarino, quindicenne non si ferma all’alt dei carabinieri, fugge e tampona un’auto:ferita una donna

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Un ragazzo  di 15 anni e con 3 coetanei guida l’auto del papà. Fugge per 4km dai Carabinieri e tampona altro veicolo mandando una donna in ospedale. Denunciato I carabinieri della stazione di Poggiomarino hanno denunciato per resistenza a pubblico ufficiale e lesioni un quindicenne di San Giuseppe Vesuviano, sorpreso alla guida dell’auto del padre, ovviamente senza patente e con a bordo altri 3 coetanei. Accade in via Palma, nel comune di Poggiomarino. I militari impongono l’alt al veicolo notando che a bordo vi fossero persone apparentemente troppo giovani. Il quindicenne non rispetta l’ordine e fugge. Viene inseguito per 4 km fino a via Vasca Pianillo, nel confinante comune di San Giuseppe vesuviano. È lì che il veicolo termina la sua corsa, dopo aver tamponato violentemente una seconda autovettura occupata da marito, moglie e due bambini di 1 e 3 anni. E proprio la mamma dei due bambini a finire in ospedale, trasportata dal 118 per un trauma cervicale. I minori sono stati ri-affidati ai genitori, mentre il 15enne dovrà rispondere  penalmente delle sue azioni sconsiderate dinanzi al Tribunale per i Minori.

Somma Vesuviana, covid 19, Di Sarno : “Al polo vaccinale ben 1000 vaccinazioni in due giorni”

Dal Comune di Somma Vesuviana riceviamo e pubblichiamo     C’è un modello innovativo: Caritas, Protezione Civile, guardie AISA, Curia Vescovile di Nola, Comune, ASL, Vigili Urbani, tutti insieme nell’interesse della comunità! Salvatore Di Sarno: “Ben 503 vaccinazioni nelle 12 ore di Sabato e altre 497  Venerdì. Mettiamo sempre la mascherina! In Europa preoccupa la variante indiana”. “Vola la campagna vaccinale a Somma Vesuviana dove il Polo Vaccinale sta dimostrando davvero efficacia ed efficienza. Negli ultimi due giorni, al Polo Vaccinale di Somma Vesuviana sono state effettuate ben 1000 vaccinazioni di cui 503 nella sola giornata di Sabato. Ricordo che il Polo funziona ininterrottamente dalle ore 8 del mattino alle ore 20.  Dunque in 24 ore sono stati effettuate ben 1000 vaccinazioni”. Lo ha annunciato Salvatore Di Sarno, sindaco di Somma Vesuviana nel napoletano. “Un Polo Vaccinale di ottimo livello nato grazie alla piena sinergia tra Comune, Curia, Asl, Centro Caritas Elim ed ognuno ha fatto la sua parte. E fondamentale è stato anche il mondo del volontariato che ha dato vita ad un modello innovativo per la Campania e non solo. Un grande grazie è doveroso a Mons. Francesco Marino, Vescovo della Diocesi di Nola, a Raffaele Cerciello, Vice Direttore della Caritas Diocesana di Nola e Presidente Fondazione S.I.C.A.R. Ringrazio la dirigente dell’Asl Na 3, Distretto 48, dott.ssa Nunzia Tavella, la referente del Polo, dott.ssa Carmela Tufano, il coordinatore dott. Pasquale Fornaro, la Protezione Civile Base Cobra 2, il Corpo dei Vigili Urbani, la Croce Rossa Italiana. Grazie davvero di cuore perché tutti insieme stiamo realizzando un piccolo ma grande miracolo! L’obiettivo di vaccinare almeno il 50% della popolazione sommese entro Agosto è vicino”. Ora mettiamo tutti le mascherine anche all’aria aperta! “Dobbiamo continuare tutti sulla strada del sacrificio – ha proseguito Di Sarno che poi si è rivolto ai ragazzi – e ai giovani ricordo l’obbligo della mascherina sempre, anche all’aria aperta. Somma Vesuviana per il quarto giorno consecutivo non ha avuto nuovi positivi ma dobbiamo prestare particolare attenzione. In Europa c’è la preoccupazione che oggi ha un nome preciso: Variante Delta”.

Cemento e appalti: a Pomigliano è divorzio tra M5S-Pd e sinistra

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Rinascita passa all’opposizione dopo che la formazione politica si è vista bocciare l’ennesima proposta.     “Sono all’opposizione”. Il messaggio inviato ieri da Antonio Avilio, unico consigliere comunale del movimento politico “Rinascita”, decreta il divorzio tra la sinistra di Pomigliano e il duo M5S-PD. Una rottura che appare paradossale se si pensa che fu proprio Rinascita a promuovere, nella scorsa estate elettorale, il cosiddetto “primo laboratorio”, cioè l’alleanza comunale tra i grillini dei pomiglianesi Luigi Di Maio e Valeria Ciarambino e i democrat di tradizione socialista. Un patto promosso nella Casa del Popolo e che portò alla sconfitta del lungo, decennale, potere locale di centrodestra dell’ex sindaco Raffaele Russo, fino al 1994 figura di spicco del PSI campano. Intanto l’altra sera in consiglio comunale si è consumato quel divorzio che era già nell’aria dal primo momento, da ottobre, cioè quando a Rinascita, nell’ambito della composizione del nuovo esecutivo comunale guidato dal neo sindaco Gianluca Del Mastro, non furono concessi ruoli di governo, nonostante i circa mille voti portati al mulino della coalizione e dello stesso Del Mastro. Da allora quasi tutte le proposte di Rinascita non sono state accolte dalla maggioranza, composta a questo punto da 15 consiglieri, con i quali però stanno imbastendo un rapporto “costruttivo” alcuni colleghi dell’opposizione civica provenienti dal potere di centrodestra che ha dominato Pomigliano dal 2010 al 2020. “Abbiamo avuto il merito di mettere d’accordo maggioranza e opposizione”, l’amara ironia di Avilio, parole pronunciate durante l’assemblea cittadina di venerdi nel corso della quale c’è stata l’approvazione del bilancio di previsione di spesa ed è avvenuto lo strappo definitivo in maggioranza. Strappo scaturito dalla bocciatura, per motivi di “correttezza ed efficacia amministrativa”, sia da parte della maggioranza M5S-PD-Civiche che delle opposizioni, di due proposte di Rinascita, due emendamenti al bilancio di previsione che porta la firma del vicesindaco PD, Eduardo Riccio. La prima proposta, poi respinta, puntava su una “stretta” antimafia e anticorruzione da applicare negli affidamenti degli appalti di somma urgenza. Appalti da affidare, secondo Rinascita, solo per “comprovata necessità”. La seconda proposta, anche questa respinta, chiedeva l’istituzione di una commissione comunale di esperti indipendenti in grado di valutare le concessioni edilizie rilasciate o pendenti allo scopo di agevolare il lavoro dell’ufficio tecnico e di rimettere ordine nel settore urbanistico. Una questione che è divenuta il più grande problema del momento da queste parti: sono stati sequestrati dalla magistratura penale decine di cantieri per un totale di 320 appartamenti.

Gli illustri Padri domenicani dell’antico convento della Terra di Somma

San Domenico rimane, nel susseguirsi dei secoli e dei giorni, il volto più bello di una chiesa che non solo ha posto le sue radici nell’amore e nella ricerca della verità, ma è stata capace di redimere l’uomo di ogni tempo. Intervista a Domenico Granata, appassionato di storia, arte e culto.     Lo storico Mimmo Granata di Sant’Anastasia, in questi giorni, stava riflettendo sulla presenza di qualche chiesa, a lui più vicina, che fosse intitolata a San Domenico di Guzman, di cui quest’anno si celebra il giubileo per gli 800 anni della morte (Bologna, 6 agosto 1221). Ed ecco che il nostro studioso, tutto d’un tratto, è arrivato in visita a Somma Vesuviana sulla soglia della monumentale Chiesa di San Domenico. In questo luogo sacro, i frati domenicani vi giunsero nel 1292 ed erano passati appena 71 anni dalla morte del loro santo fondatore. Sullo stesso luogo, intorno all’anno mille, esisteva già un convento di monaci benedettini con una chiesa annessa, intitolata a Sant’Onofrio, come spiega lo storico Domenico Russo. Lo stabile fu poi ceduto all’ Ordine Domenicano da Papa Nicolò IV (1227 – 1292) ed aggregato alla Provincia del Regno. Carlo II d’Angiò (1254 – 1309), successivamente, avrebbe concesso la vasta masseria circostante o campo Dopnico agli stessi frati, che ristrutturarono quell’insediamento religioso con una nuova intitolazione, probabilmente, a Santa Maria Maddalena. Nel 1590, la Sacra Congregazione dei Vescovi e Regolari, accogliendo la supplica di Mons. Giovanni Leonardo Bottiglieri (nativo di Somma, + 1599 Lettere), mediante l’intervento del maestro dell’Ordine Domenicano, P. Ippolito Maria Beccaria (1550 – 1600), concesse il convento e relativa chiesa ai PP. Riformati Domenicani della Provincia, nominando come priore Padre Marco Maffei da Marcianise. Tale notizia fu estrapolata dal compianto prof. Raffaele D’Avino nel fondo archivistico Monasteri Soppressi, Vol.993, c. 311 e 409. A riguardo, nel 1591, nella chiesa vi erano le seguenti cappelle: altare maggiore con custodia di legno indorata con l’arme dei PP. Domenicani; Cappella di San Vincenzo; Cappella di San Tommaso; Cappella del SS. Rosario, Cappella del SS. Crocifisso; vi era anche l’organo. Domenico, quali sono le tue ultime novità storiche su Padre Marco Maffei da Marcianise? “Tante e illustri figure domenicane si sono succedute nel convento sommese. Fra queste, il frate Marco Maffei da Marcianise, priore del convento, giunto a Somma nella notte del 24 maggio 1591. Durante il suo priorato, una terribile carestia colpì la Terra di Somma: molti mancano finanche del pane, e non sapendo a chi rivolgersi vanno a bussare alla porta del convento domenicano esistente in paese e di cui è priore fra Marco Maffei. Dinanzi alla folla degli affamati gli spuntano negli occhi le lacrime dalla commozione; il suo cuore di santo freme e – come Gesù nel deserto – esclama: questa gente mi fa compassione (…) pren­dete, dice ai frati, il pane di san Domenico, datene ad ognuno di essi un pezzo e in più un bicchier di vino (…). Padre Maffei nacque a Marcianise in provincia di Caserta nel 1542, da Gisino e Domenica Cipolla. Il 17 ottobre del 1559 vestì l’abito nel convento di San Domenico Maggiore di Napoli: fu maestro di novizi, professore in diversi Studi dell’Ordine; fu più volte priore; principale fondatore della Congregazione della Sanità, di cui fu vicario generale. Visitatore apostolico di diverse Province domenicane d’Italia e di altri Ordini religiosi; provinciale della Provincia di Napoli e procuratore generale dell’Ordine sotto il generalato di fra Girolamo Xavierre (1549 – 1617). Fu chiamato come commissario nel processo di fra Tommaso Campanella (1568 – 1639) e fu uno dei tredici consultori per la canonizzazione di San Carlo Borromeo. Morì il 15 marzo 1616 nel convento della Sanità di Napoli, dove è sepolto. Molti furono i miracoli da lui operati”. L’altra figura, che tu esalti, è il frate Giovanni Leonardo De Fusco “Una figura senza dubbio straordinaria per santità e dottrina che visse nel convento di Somma. Fra Giovanni Leonardo De Fusco, originario di Lettere in provincia di Napoli, nato nel 1569 da nobile famiglia. Ordinato sacerdote due anni dopo, fu destinato al convento di Somma, dove restò un anno. Il suo apostolato non fu caratterizzato da opere speciali o clamorose, bensì dal ministero della confessione e della predicazione che egli esercitò con eroico zelo. Fu direttore spirituale della venerabile e mistica domenicana suor Maria Villani (1584 – 1670) di Napoli. Morì in fama di santità nel convento della Sanità il 12 febbraio del 1620”. Quali altre conoscenze hai sulle personalità che hanno reso celebre questo luogo? “Siamo a conoscenza che nel febbraio del 1617, il Maestro Generale dell’Ordine domenicano fra Serafino Secchi (1560 – 1628), si trovava in visita canonica nel convento vesuviano di Somma. Un altro priore che si distinse fu il frate napoletano Vincenzo Ferreri (omonimo del famoso santo): vestì l’abito domenicano nel convento della Sanità in Napoli il 1 febbraio 1673. Compì lodevolmente moltissimi uffici: priore del convento San Domenico in Somma, di Santo Spirito in Napoli, di Sant’Anna in Nocera dei Pagani e nel convento della Sanità di Napoli. Era priore del convento di Benevento quando, il 18 aprile del 1725,  fu nominato vescovo di Gravina. Nel 1730 fu trasferito alla Diocesi di Lu­cera. Morì il 4 ottobre 1733”. Ci presenti la mistica figura di Fra Gregorio Rocco? “Per la storiografia, il convento San Domenico di Somma Vesuviana viene ricordato per esserci vissuto il grande predicatore delle strade di Napoli del ‘700, fra Gregorio Rocco. Nel 1762 lo troviamo nel convento di Somma. Era il predicatore e moralizzatore del popolo napoletano, che definiva il suo popolo. A Somma vi rimase circa due anni, poi fu richiamato a Napoli nel 1764 dove una terribile carestia ed epidemia aveva colpito la città: organizzò una specie di ospedale da campo al Pon­te della Maddalena, ove i ricoverati, che furono migliaia, venivano svesti­ti, lavati nel fiume Sebeto, sbarbati, rivestiti con abiti nuovi e rifocillati. Suggerì la costruzione del primo cimitero di Napoli e la costruzione del Grande Albergo dei Poveri di Piazza Carlo III. Viene ricordato soprattutto per aver illuminato la città di Napoli, facendo tenere lampade accese davanti a trecento immagini del­la Madonna e a duecento crocifissi da lui sistemati specialmente nei vicoli invasi da lazzaroni e prostitute, dove si commettevano furti, rapine, risse, omicidi, violenze carnali. Fondò oratori per giovani, che affidava ai mastri per apprendere un mestiere. Alle ragazze povere procurava la dote perché po­tessero sposarsi. Morì il 2 luglio del 1782. Il suo busto è stato collocato attualmente nel Museo degli Uomini illustri Grandi Benefattori dell’Umanità a Londra”.
Scala del Convento di San Domenico
Hai qualche attestazione, infine, di frati domenicani originari di Somma? “Ricordiamo, anche, alcuni frati domenicani originari di Somma: fra Antonio Vellerano, sacerdote, buono e premuroso del religioso servizio, nato in Somma città nobilissima. Morì ai  23 di ottobre del 1589; il converso fra Paolo Rianna, che nel 1650 era figlio del convento di Santa Maria dell’Arco. Con decreto n°40 del 7 agosto 1809 si stabilì la soppressione dell’ Ordine Domenicano e, di conseguenza,  i frati dovettero lasciare il convento. A Somma Vesuviana, comunque,  i padri domenicani furono presenti anche nei conventi di San Sossio tra la fine del ‘700 e i primi decenni dell’800 e in quello della Madonna del Carmine per un brevissimo periodo, subito dopo la soppressione francese. La chiesa di San Sossio, oltretutto, fu consacrata nel 1712 da un altro illustre domenicano, fra Vincenzo Maria Orsini (venerabile), arcivescovo di Benevento (1686-1724), divenuto pontefice con il nome di Benedetto XIII (1724-1730)”                                                                                                                                  

L’eclettico Ivan Cattaneo celebra l’anniversario di uno dei suoi brani più rappresentativi

Da pochi giorni è stato pubblicato un lavoro discografico coraggioso e assolutamente unico nel suo genere, il concept-album dell’eclettico Ivan Cattaneo intitolato Polisex_40thAnniversary.   Nel progetto lo spumeggiante artista bergamasco ripropone in dieci versioni diverse, con alcuni ospiti, il suo primo grande successo musicale Polisex, brano sempre attuale, soprattutto in tempi in cui l’identità di genere e le diverse forme d’amore e di sessualità sono oggetto di discussione e di disegni di legge. La canzone è un inno alla libertà sessuale, all’amore dichiarato senza remore, all’identità di genere senza chiusure. Lo stesso Ivan apre il progetto con un’inedita e grintosa incisione, Polisex (40th), prodotta dall’attivissimo Daniele Franzese, producer fra i più ricercati della nuova scena indie che ha dato al brano una veste elettronica con l’assolo di sax suonato da Saverio Giugliano e le chitarre di Luigi Calmo Ferrara. La canzone viene poi presentata da altri artisti, anch’essi trasversali ed eclettici, come Adèl Tirant in una sofistica electropop version, prodotta da Giovanni Paolo Liotta, Attilio Fontana, già voce de I Ragazzi Italiani in una suadente Polisex versione bossa nova realizzata con Franco Ventura e Stefano Formato; i Recall Madame X in una Polisex decisamente dark e Gianni Leone con la sua versione progressive, già inclusa nel progetto Un Tipo Atipico. Il tributo procede con altri cinque pezzi nelle versioni Club, Orchestral, Future house, Trap realizzate da noti produttori della scena dance italiana come Andrea K Cappelletti, Joe Mangione, Diego Mates, MVC Project, Marco Ferracini, tutte ricantate da Ivan Cattaneo, che chiude questa release con una emozionante versione acustica voce e chitarra da lui stesso suonata. Il singolo, tratto dall’album Urlo, uscì nell’autunno 1980 per l’etichetta CGD e diventò molto presto un brano cult degli anni ’80. L’album Polisex 40th Anniversary, pubblicato dall’etichetta Soter e distribuito dalla Self, in uscita l’11 giugno in formato CD e, successivamente in versione Vinile 180gr Gold e Picture Disc Limited Edition, è stato ideato e prodotto da Salvatore De Falco con Giuseppe Russo Spena.