Cemento e appalti: a Pomigliano è divorzio tra M5S-Pd e sinistra

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il consiglio comunale di Pomigliano di venerdi, da sx, in piedi, Antonio Avilio

Rinascita passa all’opposizione dopo che la formazione politica si è vista bocciare l’ennesima proposta.

 

 

“Sono all’opposizione”. Il messaggio inviato ieri da Antonio Avilio, unico consigliere comunale del movimento politico “Rinascita”, decreta il divorzio tra la sinistra di Pomigliano e il duo M5S-PD. Una rottura che appare paradossale se si pensa che fu proprio Rinascita a promuovere, nella scorsa estate elettorale, il cosiddetto “primo laboratorio”, cioè l’alleanza comunale tra i grillini dei pomiglianesi Luigi Di Maio e Valeria Ciarambino e i democrat di tradizione socialista. Un patto promosso nella Casa del Popolo e che portò alla sconfitta del lungo, decennale, potere locale di centrodestra dell’ex sindaco Raffaele Russo, fino al 1994 figura di spicco del PSI campano. Intanto l’altra sera in consiglio comunale si è consumato quel divorzio che era già nell’aria dal primo momento, da ottobre, cioè quando a Rinascita, nell’ambito della composizione del nuovo esecutivo comunale guidato dal neo sindaco Gianluca Del Mastro, non furono concessi ruoli di governo, nonostante i circa mille voti portati al mulino della coalizione e dello stesso Del Mastro. Da allora quasi tutte le proposte di Rinascita non sono state accolte dalla maggioranza, composta a questo punto da 15 consiglieri, con i quali però stanno imbastendo un rapporto “costruttivo” alcuni colleghi dell’opposizione civica provenienti dal potere di centrodestra che ha dominato Pomigliano dal 2010 al 2020. “Abbiamo avuto il merito di mettere d’accordo maggioranza e opposizione”, l’amara ironia di Avilio, parole pronunciate durante l’assemblea cittadina di venerdi nel corso della quale c’è stata l’approvazione del bilancio di previsione di spesa ed è avvenuto lo strappo definitivo in maggioranza. Strappo scaturito dalla bocciatura, per motivi di “correttezza ed efficacia amministrativa”, sia da parte della maggioranza M5S-PD-Civiche che delle opposizioni, di due proposte di Rinascita, due emendamenti al bilancio di previsione che porta la firma del vicesindaco PD, Eduardo Riccio. La prima proposta, poi respinta, puntava su una “stretta” antimafia e anticorruzione da applicare negli affidamenti degli appalti di somma urgenza. Appalti da affidare, secondo Rinascita, solo per “comprovata necessità”. La seconda proposta, anche questa respinta, chiedeva l’istituzione di una commissione comunale di esperti indipendenti in grado di valutare le concessioni edilizie rilasciate o pendenti allo scopo di agevolare il lavoro dell’ufficio tecnico e di rimettere ordine nel settore urbanistico. Una questione che è divenuta il più grande problema del momento da queste parti: sono stati sequestrati dalla magistratura penale decine di cantieri per un totale di 320 appartamenti.