Emergenza caldo, domani previsti fino a 38 gradi

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La Protezione civile della Campania ha emanato un avviso di criticità per rischio meteo da “ondata di calore”.   A partire dalle 8 di domani, mercoledì 23 giugno e fino alle 20 di venerdì 25 giugno su tutto il territorio regionale si prevedono temperature al di sopra dei valori medi stagionali di 7-8 gradi (la colonnina di mercurio potrà raggiungere i 37-38 gradi) e un tasso di umidità che, soprattutto nelle ore serali e notturne sul settore costiero, potrà superare anche il 60-70% e in condizioni di scarsa ventilazione. La Sala Operativa regionale, in considerazione dell’avviso emesso dal Centro Funzionale della protezione civile, invita i sindaci e gli enti competenti a porre in essere le procedure di propria pertinenza relative alla vigilanza per le fasce fragili della popolazione. Si raccomanda di non esporsi al sole o praticare attività sportive nelle ore più calde. Particolare attenzione devono prestare i cardiopatici, gli anziani, i bambini e i soggetti a rischio. (fonte foto: rete internet)

Somma Vesuviana, nasce il movimento civico Somma Popolare Libera e Riformista

Riceviamo  e pubblichiamo dal  gruppo Somma Popolare Libera Riformista.   Nasce il Movimento civico Somma Popolare Libera e Riformista. Un movimento libero dai poteri forti, dai partiti politici, dai feudatari e dai loro servi sciocchi. Un progetto di rinascita per la nostra città, che mette al centro il cittadino con le sue esigenze poco ascoltate. Un programma aperto al contributo di tutti coloro che, nella pienezza della loro libertà, vogliono impegnarsi per risalire dal baratro, in cui è caduta l’aleatoria politica locale. Un futuro migliore per la nostra città è sicuramente possibile! Insieme: noi con voi. Questo è l’appello, che si legge nel documento programmatico del movimento e che presto sarà presentato in città. Bisogna, innanzitutto, ascoltare le esigenze di coloro che non si riconoscono più nei rappresentanti dell’attuale scena politica cittadina. Per realizzare questa rinascita occorre rinunciare subito all’improvvisazione e agli interessi particolari del potentato locale. Siamo stanchi di inesperienza, favoritismi e di idee prive di progettualità: auspichiamo, perciò, una serena visione della politica. A riguardo, anche il simbolo adottato dal Movimento racchiude il senso autentico del progetto, che mira ad aprire finalmente uno squarcio di luce nei decenni bui del passato. In esso, il simbolo della nostra tradizione rimane, senza dubbio, la maestosa montagna, che ci ricorda non solo i valori del nostro passato contadino, ma si impone con la sua bellezza come elemento di identificazione del nostro territorio in ogni dove. In basso, inoltre, la foglia verde della vite rappresenta la ricchezza naturale ed enogastronomica del nostro territorio. Un patrimonio, questo, da porre non solo in risalto, ma da collocare al centro del progetto di rilancio dell’economia locale. Le ricchezze del nostro territorio, senza dubbio, devono stimolare la crescita e dare impulso ad imprese agricole d’avanguardia, consorzi, società, turismo, commercio e così via. In alto, invece, l’arcobaleno, che unisce la nostra amata montagna con il cielo, vuole esaltare il senso della rinascita e della solidarietà, in un momento così tanto delicato dal punto di vista sanitario e sociale. Uno sguardo attento si rivolge, soprattutto, alla periferia della città: in questi luoghi, la nostra storia ha trovato la propria esaltazione nelle antiche e rustiche masserie angioine. Per quest’ evidente politica auto referenziale e clientelare, che oggi sta massacrando la nostra città, l’unico vaccino possibile rimane il riformismo popolare di matrice cattolica. Il movimento, quindi, si propone come laboratorio di idee e proposte, aperto a tutti: un luogo di confronto sui temi, che interessano la vita quotidiana della nostra comunità. L’obiettivo è mobilitare le migliori risorse umane, spirituali, associative e professionali della città per costruire un degno tragitto comunitario.

Wellness and Health, riscopriamo la pasta: non demonizziamola!

I dati dell’ Unione italiana food ci rilevano un aumento di consumi di pasta che raggiunge più del 40% di Marzo dello scorso anno. Sicuramente questo lungo anno pandemico ha fatto riscoprire un piatto tutto italiano: la pasta! Il motivo è da ricercarsi nella sua facile preparazione e nella sua adattabilità ad ogni stagione. La pasta fresca e ripiena riusciamo a trovarla in tutto il mondo ma quella secca è l’elemento caratterizzante ed esclusivo della cucina italiana, è il vero Made in Italy non solo perché la produciamo da sempre ma perché viene lavorata secondo una legge che tutela la salute del consumatore a cominciare dalla materia prima: solo grano duro! Tutti i processi, prima di arrivare al piatto in tavola, sono  nelle mani dei maestri pastai e validati da secoli e secoli di tradizioni. Perché allora demonizzarla? Perché pensare che è un piatto che fa ingrassare? Come tutti gli alimenti , il consumo in eccesso o smodato della pasta può comunque dare problemi alla nostra linea ma, se consumata nella giusta maniera e nella giusta misura, non può che essere definita anch’essa perfetta per il giusto equilibrio alimentare. La pasta ha un buon contenuto di proteine e la loro quantità è stabilita per legge e cioè  non inferiore al 10,5% (11,5% per la versione integrale ) Più è alto questo valore e maggiore è la qualità della pasta perché le proteine garantiscono la tenuta in cottura e l’effetto “al dente” oltre che dare il giusto apporto alla dieta. Sopra il 12% si tratta di una pasta ottenuta da una buona semola e sopra il 13% la materia prima è ottima. La pasta integrale apporta tanti vantaggi in più rispetto a quella di semola raffinata perché più ricca di fibre e più saziante. Nello stesso tempo regolarizza anche l’intestino e riduce l’assorbimento di carboidrati e grassi assunti nel pasto. Inoltre, ha un basso impatto glicemico che limita la trasformazione dei carboidrati in grassi. Ha grandi proprietà nutritive perché anche ricca in vitamine minerali antiossidanti. Alternarla a  quella raffinata è un’ottima idea, a meno che non si soffra di colon irritabile, di diverticoli oppure allergia al nichel perché in questi casi la presenza maggiore di fibre potrebbe creare problemi. Ma se la pasta integrale piace? Gli effetti salutari si ottengono comunque anche con la pasta bianca ma solo se il condimento è fatto a base di verdure che arricchiscono il piatto di fibre. Insieme a quella di semola integrale, nell’ultimo anno è cresciuta anche la pasta da grani 100% italiani cosiddetti “grani antichi”. Questi grani negli anni 50 furono abbandonati perché poco produttivi, oggi però sono stati riscoperti perché più ricchi di proteine nutrienti ed inoltre molto più tollerato da chi soffre di sensibilità al glutine non celiaca : un disturbo oggi molto più frequente anche della celiachia stessa. Il merito è di una struttura glutinica più facilmente digeribile dal nostro organismo. I grani antichi, a differenza di quelli moderni, sono naturalmente resistenti alle infestanti e , dato che sono coltivati solo in Italia, si ha la certezza che non contengano pesticidi come il glifosato, bandito in Europa ma ancora usato in Canada grande esportatore di frumento. Per poter consumare la pasta in modo giusto è importante tener presente anche l’acqua di cottura perché il rilascio di amido deve essere minimo, indice che la semola contiene proteine di ottima qualità oltre che la consistenza nel piatto deve essere uniforme perché, indipendentemente dal tempo indicato sulla confezione per la cottura, la consistenza deve essere giusta. È importante riuscire a sentirne anche il profumo del grano e della farina ed il suo colore deve essere giallo nelle sfumature dell’ ambrato e del dorato e se c’è qualche puntino bianco qua e là vuol dire che la semola non è stata idratata a dovere e l’impasto non è stato bagnato in maniera uniforme. Persino il formato della pasta fa la sua differenza e detiene grande potere anche nella digeribilità. Le linguine per esempio, essendo più spesse al centro e sottili ai lati , in cottura rilasciano quel pò di amido in più per ottenere nel piatto un effetto mantecato oppure le tagliatelle, che si avvolgono in modo da intrappolare il ragù che altrimenti resterebbe sul fondo,  o le farfalle le quali con la propria parte liscia e piatta fanno da paletta e permettono di raccogliere facilmente i condimenti a pezzi come per esempio il tonno o il salmone. Ma chi ha detto che la pasta si può mangiare solo come….PASTA? Spaghetti e fusilli possono avere anche altri inaspettati utilizzi come per esempio nell’aperitivo . In questo caso la pasta soffiata diventa uno snack sorprendente: basta mettere rimasugli di rigatoni in pentola ad essiccare in forno a bassa temperatura e poi si friggono! E se la pasta è scotta? La possiamo frullare ancora calda , insaporirla con spezie o formaggio e poi stenderla in foglia sottile per farne delle cialde o dei crackers. A questo punto come demonizzare la pasta? E’ un ottimo alimento: basta solo non esagerare!

La Regina di Napoli voleva solo i garofani coltivati a Cacciabella e a Villa Albertini

Cenni di storia dei “Casini reali” di Palazzo Albertini e di Cacciabella negli ultimi anni del ‘700: l’agricoltura, la lavorazione della seta, i “mestieri” degli artigiani che vi lavoravano. Le notizie sono fornite dai registri dell’amministratore Patturelli. Nel settembre del 1779 arrivano, per una battuta di caccia, Ferdinando IV e la regina Maria Carolina, che chiedeva, due volte alla settimana, per la Reggia, i garofani coltivati a Cacciabella. Introduce l’articolo il ritratto di Maria Carolina d’ Asburgo, dipinto da  Raphael Mengs nel 1768.   Alla fine del sec.XVIII i Casini Reali di Cacciabella e di Albertini diedero un contributo notevole all’economia del territorio. I registri dell’amministratore Crispino Patturelli ci dicono che dal 1788 al 1792 le entrate annue erano più del doppio delle “uscite”, grazie alla vendita della legna del Bosco Gaudo, delle castagne, del fitto della Taverna della “Piazzola” ad Arcangelo Tuzzoli e dei giardini a Pietro Pizza e ad Antonio Saviano. Più intensa era diventata tra il 1760 e il 1780 la coltivazione del gelso, che alimentava l’allevamento dei bachi da seta: Felice Romano, che alla storia della “sua” Piazzolla ha dedicato uno splendido libro, scrive che nel 1790 il Palazzo Albertini e il bosco di Cacciabella vennero affidati, per 500 ducati all’anno, al controllo del genovese Giacomo Bruzone, che si impegnava a costruire nel territorio una filanda di sete “organzine” e a dare lavoro ai “telajuoli” di Ottajano. Lavoravano nelle due masserie il “cristallaro” Giovanni Armenio, il “materazzaro” Raffaele Troiano, e gli “esperti di montagna” Ignazio D’Avino, Domenico Sangiovanni, Arcangelo Cutolo e Simone Annunziata. Questi “esperti” conoscevano non solo la preziosa e delicata varietà di piante e ortaggi del territorio, ma anche i “segreti” degli alvei attraverso i quali l’acqua dai “tuori” del Somma scendeva a valle risultando quasi sempre assai utile per l’agricoltura e per la rete delle cisterne, ma talvolta anche molto dannosa. Notevole era il ruolo del canonico Pietro Luciano, che curava le anime, riforniva d’olio i fanali che di notte illuminavano i due Casini, e di vino, di ostie e di arredi le cappelle, e fungeva da testimone quando il Patturelli dava la paga ai “bracciali” che non sapevano firmare e quando il notaio Carlo Pisanti rogava i contratti, gli atti di vendita dei prodotti delle masserie  e gli atti di acquisto di asini e muli. E’ forse proprio il Luciano il “prete” che passava alle guardie di Ottajano e di Nola notizie sulle riunioni dei “rivoluzionari” del territorio e sul movimento dei libri “pericolosi”. La salute degli abitanti delle masserie veniva controllata dagli “speziali di medicina” Giuseppe Sanziani, Giovanni Ammirati, Arcangelo dell’Annunziata e da quel Giovanni Vivenzio che possedeva, nel territorio di Ottajano, molte moggia di campagna coltivata a gelso e un palazzo “con cisterna, cantina e due stalle”. Luca De Paoli, il guardarobiere dei due Casini Reali, lavava le “mappine”, lucidava i mobili, rimetteva in sesto i materassi lavorando con “l’ago seccolare” e accudiva due gatti che, scrive il Patturelli nei suoi registri, costavano, per il vitto, dieci ducati all’anno. Nel 1778 la struttura dei due “casini” venne risistemata: Nicola Gabrielli, che l’anno prima aveva lavorato al Palazzo Medici, diede nuova luce agli stucchi, per 1300 ducati; Giovanni Liguoro sistemò le “crete cotte, fornite”, per 200 ducati, dalle “Reali Fornaci di Portici”; Saverio Napolitano e Carlo Menzione, “tagliamonti di pietra dolce”, rimisero in sesto, per 800 ducati, le cornici in pietra di porte e finestre e il tetto delle stalle. L’11 settembre 1779 arrivarono il re Ferdinando IV e la moglie Maria Carolina: li accompagnavano, in gran numero, i cortigiani e i servi addetti ai cani da caccia. Restarono a Cacciabella e al Palazzo Albertini per un mese, in un ininterrotto movimento di ospiti, di messi e di corrieri: Domenico Montanino era il corriere incaricato di custodire i fucili della regina, mentre l’ottajanese Giuseppe Boccia aveva il compito di portare alla “fasaneria” di Caiazzo le pernici inviate dal Re. Di solito, almeno due volte alla settimana, i fiorai di Cacciabella, Angelo D’Alterio e Domenico e Ferdinando Annunziata portavano, a Napoli,  alla regina, i garofani coltivati nei due Casini Reali e spesso ne faceva richiesta anche la Regina Madre che passava i suoi giorni nella villa di Portici. La regina Maria Carolina d’Asburgo – Lorena (1752- 1814) era figlia di Maria Teresa d’Austria e dell’imperatore Francesco I, e sorella di Maria Antonietta, l’infelice regina di Francia.

Somma Vesuviana, nasce il progetto La Giusta Somma

Riceviamo e pubblichiamo la seguente nota.
La nuova compagine politica racchiude in sé lo spirito dell’impegno civile per Somma Vesuviana.
Un gruppo di cittadini Sommesi hanno dato vita ad un nuovo progetto politico.
Oggi è nata la Giusta Somma che sarà punto di riferimento per tutti quei cittadini che vogliono impegnarsi in prima persona per un territorio che merita non solo attenzione ma anche certezze in termini di sicurezza e sviluppo, non dimenticando le periferie.
Un’attenzione particolare al decoro urbano .
Ciliberto Gennaro testimone di giustizia

Nola, in diretta a Nola, Piazzolla e Polvica il Pontificale in onore di San Paolino

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Dal Comune di Nola riceviamo e pubblichiamo
Tre maxi schermo posizionati nelle piazze centrali di Nola, Piazzolla e Polvica per consentire la diffusione del messaggio paoliniano a tutta la comunità nolana dei fedeli.
Sarà un Pontificale diverso quello in programma domani, martedì 22 giugno, alle ore 20.00 nella cattedrale di piazza Duomo. Il giorno del Santo, a cui è dedicata la Festa dei Gigli, sarà infatti vissuto all’insegna dei valori della fede e della condivisione con la celebrazione del vescovo Francesco Marino che sarà trasmessa in contemporanea a Nola, Piazzolla e Polvica ma anche in streaming sulla fanpage istituzionale del comune.
L’iniziativa è dell’amministrazione comunale con il sindaco Gaetano Minieri e sarà resa possibile grazie al contributo del Cis Interporto che ne sosterrà i costi.
Per favorire la partecipazione, inoltre, in ottemperanza alle misure anti Covid,  sarà anche posizionato un numero preciso di sedie nelle aree individuate così da garantire il giusto distanziamento.
“È un giugno insolito vissuto con sobrietà all’insegna dei valori cristiani – dichiara il sindaco Gaetano Minieri – veniamo da un anno duro in cui l’Italia, in linea con il resto del mondo, è stata sotto pressione a causa dell’emergenza sanitaria che non ha risparmiato nemmeno il nostro territorio.  È necessario riscoprirsi, oggi più che mai, comunità. Ecco perché, grazie alla disponibilità del Cis Interporto che sosterrà i costi di questa operazione divulgativa del messaggio paoliniano, daremo la possibilità a tutta la comunità nolana di partecipare anche nelle piazze (comprese Polvica e Piazzolla) alla celebrazione religiosa officiata dal vescovo. Affidiamoci al nostro Santo e facciamo nostri i suoi insegnamenti che – aggiunge Minieri – assumono oggi un valore ancora più forte, di fede e speranza”.

Palma Campania, al via la rassegna teatrale estiva “Palm’Arte”

Dal Comune di Palma Campania riceviamo e  pubblichiamo

Sarà presentata mercoledì 23 giugno, alle 10:30 nel  Teatro comunale (via Municipio, 74, nei pressi della Casa comunale), la rassegna teatrale estiva “Palm’Arte”. Gli spettacoli, otto in tutto, prenderanno il via il prossimo 7 luglio e termineranno il 15 settembre.

Alla conferenza stampa di presentazione parteciperanno il sindaco di Palma Campania, Nello Donnarumma, l’assessore alla cultura Elvira Franzese, il direttore artistico del Teatro comunale di Palma Campania, Nicola Le Donne e gli artisti che saranno protagonisti della rassegna: Oscar Di Maio, Rosaria De Cicco, Gianni Parisi, Stefano Ariota, Marianna Mercurio, Ciak e Medico, Francesca Marini, Rosario Minervini, Ciro Esposito e Salvatore Catanese.

I giornalisti e gli operatori della comunicazione sono invitati a partecipare.

Nola, la Gori al lavoro per il risanamento della rete idrica e la riduzione delle perdite

Riceviamo e pubblichiamo dalla Gori     Proseguono le azioni di Gori per il risanamento della rete idrica cittadina e la lotta alla dispersione della risorsa: due obiettivi a cui l’azienda sta lavorando attraverso la ricerca e la riparazione delle perdite idriche e la dismissione delle vecchie condotte. Grazie a questi interventi, che al momento stanno interessando il centro storico di Nola e che in futuro riguarderanno tutto il territorio cittadino, si stima che non saranno più sprecati 2 milioni e mezzo di metri cubi di acqua l’anno, corrispondenti a 1.000 piscine olimpioniche. Intanto, Gori è al lavoro su circa 30 chilometri di rete idrica, con lo scopo di restituire ai cittadini un’infrastruttura funzionale e moderna, risolvendo definitivamente alcune problematiche legate alle condotte ormai obsolete. Un’attività che consente anche di salvaguardare la risorsa idrica, riducendo al minimo la quantità di acqua dispersa durante il percorso che dalle sorgenti porta alle case dei cittadini. Ciò avviene anche attraverso la distrettualizzazione, cioè la suddivisione della rete in parti più piccole e meglio misurabili, e la geolocalizzazione della rete stessa, mediante avanzati strumenti di misurazione ed evoluti software centralizzati. Lo scopo, infatti, è quello di monitorare in tempo reale le condizioni della rete idrica, in modo da avere sempre sotto controllo la quantità di acqua in entrata e in uscita. Sarà possibile, inoltre, prevenire i guasti e intervenire in modo rapido ed efficiente in caso di malfunzionamenti, migliorando complessivamente la qualità del servizio.  

Pomigliano D’Arco, al via la presentazione del libro “Lavorare in fabbrica oggi”

Riceviamo e pubblichiamo dal Circolo Prc di Marigliano
In questi giorni le forze di Movimento, della sinistra di classe e antiliberiste ci ricordano che nel giugno di quest’anno cade il decennale della vittoria referendaria per l’acqua pubblica, una data molto significativa che rappresentò un temporaneo blocco della privatizzazione dei servizi pubblici tuttora in atto. Tuttavia sempre in questo mese è bene ricordare che cade un altro anniversario perché il 22 giugno 2010 ci fu il referendum sull’accordo separato FIAT-OO.SS. in cui gli operai di Pomigliano furono messi difronte ad un vero e proprio ricatto consistente nell’accettare un accordo con vari elementi di peggioramento della condizione lavorativa oppure, in caso di bocciatura dello stesso, perdere i promessi investimenti miranti a riportare alcune linee produttive in Italia secondo i piani dell’allora Amministratore delegato Sergio Marchionne. Per noi di Rifondazione Comunista, presenti con un forte circolo di fabbrica in quella battaglia, non si tratta di rievocare una triste storia di divisione sindacale ma di ricostruire elementi di memoria operaia indispensabili per capire la situazione presente e futura di uno degli ultimi poli operai dell’area metropolitana napoletana e lo vogliamo fare a partire da preziosi elementi d’inchiesta contenuti nel volume della Fondazione Feltrinelli “Lavorare in fabbrica oggi” invitando sia ricercatori che hanno contribuito all’analisi scaturente dai dati dell’inchiesta che dirigenti sindacali e politici che figure istituzionali. Il libro è andato in distribuzione a fine 2020, ossia qualche mese prima della fusione tra FCA e PSA che ha dato vita al gruppo multinazionale Stellantis, ora bisognerà capire le ricadute della formazione del nuovo gruppo anche su quell’organizzazione del lavoro minuziosamente descritta attraverso l’inchiesta e anche questo aspetto cercheremo di approfondirlo nel dibattito che svolgeremo.
Presiede: Carmela Cantone, segretaria circolo PRC di Pomigliano
Presentazione iniziativa: Paolo Esposito Mocerino commissione lavoro federazione provinciale PRC
Interventi: Rosario Marra segretario provinciale PRC Napoli
Davide Bubbico, ricercatore presso il Dipartimento di studi politici e sociali Università di Salerno, co-autore volume “Lavorare in fabbrica oggi”
Simone Marinelli coordinatore nazionale Automotive FIOM CGIL
Mario Di Costanzo, responsabile automotive FIOM Napoli
Antonello Patta, responsabile Dipartimento Lavoro Nazionale PRC
Conclude: Elena Coccia consigliera metropolitana e autrice del volume “Sabbia di Lava”.
L’evento si svolgerà il 22 GIUGNO 2021 ORE 17 PRESSO CENTRO POLISPORTIVO COMUNALE SANDRO PERTINI – VIA S. PERTINI 40 – POMIGLIANO D’ARCO

Somma Vesuviana, Lega Giovani: “Soddisfatti per la pulizia in via Malatesta”

Riceviamo e pubblichiamo da Lega Giovani Antonio Giuliano (Lega):” Con molta soddisfazione noto che l’istanza presentata da Lega Giovani con la raccolta firme per riqualificare Via Malatesta, sta cominciando ad avere seguito. Da ieri sono cominciati i lavori di rimozione delle erbacce lungo la carreggiata! Ovviamente, seguiremo tutto l’iter lavorativo affinché i diritti dei cittadini della periferia vengano rispettati come chiunque altro cittadino che abiti in altre zone del paese.”