Ha 8mila euro in contanti ma prende Reddito grazie alla madre. A Pomigliano sussidio alla famiglia del ras
POMIGLIANO D’ARCO E BRUSCIANO – Tra le condotte illecite più frequenti, l’omessa comunicazione di variazioni della condizione economica. Un esempio è l’acquisto, durante il periodo in cui si percepisce il reddito, di beni mobili come auto e moto. Oppure la mancata comunicazione della presenza nel nucleo familiare di detenuti o soggetti sottoposti a misura pre-cautelare e cautelare. Tutte condizioni che farebbero decadere l’opportunità offerta dal Governo.
Altrettanto frequente l’inserimento “ad arte” nel nucleo familiare beneficiario del R.d.C. di soggetti in difficoltà economica che in realtà risiedono in altre località e che dimorano in altre case o altre famiglie.
A questo trucco si è affidato un pregiudicato di Brusciano ora in carcere che, insieme alla moglie, ha dichiarato la presenza nel proprio nucleo familiare della madre disoccupata. L’anziana in realtà viveva altrove ed era stata denunciata per riciclaggio dai Carabinieri della locale stazione. Nella sua abitazione erano custoditi 8.000 euro in contante la cui origine non era stata giustificata.
E ancora, a Pomigliano, un pregiudicato sottoposto alla detenzione domiciliare nel cui nucleo familiare c’era una persona condannata per associazione di tipo mafioso, aveva richiesto ed ottenuto il beneficio semplicemente omettendo di comunicare la situazione dei congiunti.
Alessandro e Riccardo, domani l’ultimo abbraccio di Ottaviano ai suoi ragazzi
Dopo giorni di angoscia e tristezza in cui Ottaviano è improvvisamente sprofondata dopo l’incidente stradale che ha portato alla morte di Alessandro e Riccardo, è stato confermato il giorno delle esequie. Verranno svolte nella giornata di domani, giovedì 4 novembre, ed avverranno separatamente: amici e parenti potranno dare l’ultimo saluto ad Alessandro domani mattina presso la Chiesa di San Francesco, dove a partire dalle 11 arriverà il feretro, mentre le esequie di Riccardo verranno svolte sempre domani ma nel pomeriggio, alle 15, presso la Chiesa di San Gennarello.
Come già precedentemente affermato dal sindaco Luca Capasso, domani dunque sarà lutto cittadino ad Ottaviano che mostrerà il rispetto dovuto e la propria vicinanza alle famiglie e agli amici delle vittime scomparse prematuramente.
Sono giorni tristi nella città vesuviana e non solo, tantissime sono infatti le persone anche di altri paesi che hanno voluto esprimere il proprio cordoglio soprattutto ai genitori di Alessandro e Riccardo per quella che tutti hanno inevitabilmente vissuto come una drammatica tragedia.
Amici uccisi, domani i funerali celebrati dal vescovo. L’arma “sportiva” del camionista
PORTICI – Sarà l’arcivescovo di Napoli, don Mimmo Battaglia, a celebrare i funerali di Giuseppe Fusella e Tullio Pagliaro, i due giovani di 26 e 27 anni, di Portici, uccisi a colpi di pistola la notte tra giovedì 28 e venerdì 29 ottobre scorsi, ad Ercolano, da Vincenzo Palumbo, l’autotrasportatore di 53 anni accusato ora di duplice omicidio volontario. Le esequie prenderanno il via alle 15,30 nella Chiesa di San Ciro.
Le salme giungeranno alle 14, per la camera ardente. Il sindaco di Portici, Vincenzo Cuomo, ha proclamato il lutto cittadino. Intanto oggi, alle 16, nel Secondo Policlinico di Napoli si terranno gli esami autoptici: i sostituti procuratori di Napoli Luciano d’Angelo e Daniela Varone, secondo quanto si è appreso, Varone dovrebbero chiedere il rito immediato nei confronti del camionista che ha chiamato i soccorsi 26 minuti dopo avere esploso 11 colpi all’indirizzo sulla vettura a bordo della quale c’erano i due ragazzi, morti quasi subito in quanto raggiunti alla testa dalle ogive.
I rilievi sull’arma. Aveva il porto d’armi per la caccia e un porto d’armi per uso sportivo ma non per la difesa personale, Vincenzo Palumbo, il camionista di 53 anni accusato del duplice omicidio volontario di Giuseppe Fusella e Tullio Pagliaro, i due giovani di 26 e 27 anni, di Portici, uccisi a colpi di pistola la notte tra giovedì 28 e venerdì 29 ottobre scorsi, ad Ercolano.
Il particolare emerge dagli approfondimenti fatti dai carabinieri e dalla Procura di Napoli (sostituti procuratori di Napoli Luciano d’Angelo e Daniela Varone), nell’ambito delle indagini sulla morte dei due ragazzi. Secondo le norme italiane in materia d’armi, la licenza per uso sportivo consente di caricare l’arma da fuoco e sparare solo al poligono di tiro. In casa deve essere scarica come lo deve essere anche durante il tragitto predeterminato verso il poligono di tiro.
Covid, 17enne intubato dopo contagio: non si era vaccinato
Al pronto soccorso dell’ospedale Cotugno di Napoli, lunedì sera è arrivato un ragazzo di 17 anni che presentava i classici sintomi del covid-19 tra cui tosse, febbre e un’infezione polmonare. Il ragazzo, non vaccinato, ha presentato una tipica polmonite interstiziale bilaterale da Sars-Cov-2 con un un danno valutato in 12 punti su 20, dunque una grave infezione, palesata attraverso una tac svolta in ospedale. Come riporta Il Mattino, il ragazzo è stato immediatamente ricoverato in terapia sub intensiva (assistenza in ossigeno) e, dati altri fattori come una leggera ipertensione, resterà monitorato fino a nuovo ordine.
Sono tante le persone ricoverate al Cotugno a causa dei sintomi del covid-19, molti sono casi di sottovariante Delta e soprattutto non sono vaccinati. Si tratta di circa del 93% di persone che non si sono sottoposte al vaccino anticovid, una percentuale altissima che testimonia quanto il vaccino sia stato efficace e abbia trasformato il covid in una malattia assolutamente non mortale rallentando i sintomi o addirittura eliminandoli.
Parlando delle fasce d’età maggiormente colpite dal coronavirus nell’ultimo periodo, è palese che i ragazzi compresi tra i 12 e i 18 anni siano quelli più frequenti ad aver contratto il virus. Lo testimoniano i continui contagi all’interno delle scuole per cui bisogna attenersi alla didattica a distanza, osservare la quarantena obbligatoria o, in casi estremi, addirittura chiudere l’intero plesso scolastico. Ovviamente, la maggior parte di ragazzi risultati positivi non sono vaccinati, rendendo dunque la situazione nelle scuole spesso incerta e pericolosa nonostante la maggior parte risultino asintomatici o comunque con sintomi lievi.
Intanto, dopo la notizia di una terza dose di vaccino ormai certa, ci si concentra sul vaccino monodose Johnson&Johnson che è stato somministrato a più di un milione di italiani, tra cui tantissimi giovani. L’obiettivo è di procedere con una somministrazione eterologa, con un vaccino a mRna, dopo circa 6 mesi dalla somministrazione del monodose, dunque un richiamo obbligatorio soprattutto considerando che ad oggi il Jonhson&Jonhso risulta il vaccino con la diminuzione di anticorpi più veloce di tutti.
Scoperta contabilità in nero della società, sequestro milionario a imprenditore nolano
NOLA. Il Gruppo della Guardia di Finanza di Nola, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Nola, ha eseguito il sequestro preventivo, disposto dal Gip del locale Tribunale, di beni del valore di oltre 1.300.000 euro, nei confronti di un imprenditore operante nel settore tessile, indiziato di aver sottratto all’imposizione, dal 2015 al 2019, elementi attivi di reddito pari a circa 6 milioni di euro, con una conseguente evasione d’Iva pari ad oltre 1.300.000 euro.
Il provvedimento del Tribunale rappresenta l’epilogo di un’ampia attività d’indagine che ha avuto origine dal sequestro di un’ingente somma di denaro contante, superiore ad 1.500.000 euro, operato presso la sede della società.
Le indagini si sono da subito concentrate sulla individuazione della provenienza di tale considerevole cifra e si è rivelato fondamentale, a tal fine, l’esame della contabilità “in nero” rinvenuta dai finanzieri in un locale della sede sociale inaccessibile al pubblico.
I dati contenuti nella documentazione extracontabile sono stati, infatti, decisivi in quanto, dal confronto degli stessi con la contabilità ufficiale, hanno consentito di quantificare le imposte evase dall’indagato, ricostruendo in tal modo la cifra sottratta all’Erario.
Irregolarità nel Bilancio, assolto l’ex sindaco Carfora
CASORIA. Erano accusati di aver attestato falsamente il rispetto del patto di stabilità per l’anno 2012: il tribunale di Napoli Nord ha assolto l’ex sindaco di Casoria, un assessore e un dirigente al termine del dibattimento.
Ad essere liberati dalle accuse sono stati Vincenzo Carfora, ex primo cittadino di Casoria, Alfonso Setaro ex dirigente dell’Agenzia Area Nolana ed ex dirigente comunale e Valeria Esposito all’epoca dei fatti assessore dell’ente di piazza Domenico Cirillo.
Ad emettere la sentenza i magistrati della seconda sezione penale del Tribunale di Napoli Nord. A presiedere il collegio Rossella Marro, giudici a latere Giacinta Santaniello e Antonella Autorino. I magistrati hanno emesso sentenza di assoluzione con la formula “perchè il fatto non costituisce reato”. A condurre gli accertamenti sono stati i Pm della Procura di Napoli Nord, i quali chiusero le indagini nel febbraio de
Colpo da 3mila euro al distributore della parafarmacia, preso grazie al video
TORRE DEL GRECO – Con un complice aveva preso di mira il distributore automatico di prodotti paramedicali di una farmacia.
A quasi un mese e mezzo dal colpo che aveva fruttato circa 3.000 euro, i carabinieri della compagnia di Torre del Greco hanno dato esecuzione ad una misura cautelare applicativa della custodia cautelare in carcere emessa dal gip del Tribunale di Torre Annunziata, su richiesta della Procura oplontina, nei confronti di un uomo di 27 anni accusato di furto aggravato.
Dopo la denuncia presenta dal proprietario della farmacia, i militari della stazione Centro hanno avviato le indagini e, grazie alla visione dei sistemi di videosorveglianza della zona e ai filmati delle telecamere comunali, hanno potuto accertare come il ventisettenne, insieme ad un complice, nella notte del 24 settembre scorso, utilizzando arnesi da scasso, aveva danneggiato il distributore automatico impossessandosi della gettoniera e del contenitore delle banconote, per un ammontare di circa 3.000 euro, per poi fuggire a bordo di un’auto.
I successivi accertamenti hanno permesso di individuare con certezza entrambi gli autori del reato: il complice del giovane è stato infatti rintracciato in ospedale dove si trova ricoverato. Il ventisettenne è stato chiuso nel carcere napoletano di Poggioreale.
Scoperti 300 furbetti del Reddito in 8 città dell’area acerrano-pomiglianese-vesuviana
Reddito di cittadinanza. Camorristi & famiglia, parcheggiatori abusivi, rapinatori, truffatori e lavoratori irregolari. Oltre 5 milioni di euro sottratti indebitamente allo Stato dai 2441 “furbetti” individuati dai Carabinieri. Il bilancio dei risultati da giugno ad oggi
Dal mese di giugno i militari dell’Arma sono impegnati in una campagna di controllo e verifica sulla legittimità della percezione del reddito di cittadinanza che ha visto impegnati tutti i reparti territoriali, del Comando Carabinieri Ispettorato del Lavoro con la collaborazione dell’I.N.P.S.
Dalle verifiche effettuate sono emerse molteplici irregolarità che hanno portato ad arresti e denunce in varie parti del territorio.
on sono casi isolati e lo sanno bene i Carabinieri del Comando Provinciale di Napoli e quelli del Nucleo Ispettorato del Lavoro partenopeo.
Per questo motivo hanno approfondito per mesi le posizioni di migliaia di persone, specie quelle che per un motivo qualunque hanno avuto grane giudiziarie.
Ma anche infaticabili lavoratori “in nero” e addirittura elementi della criminalità organizzata.
2441 le persone alle quali è stato revocato il beneficio su tutto il territorio della provincia partenopea, 716 denunciati per truffa ai danni dello Stato.
Tra i denunciati 422 hanno pregiudizi penali e, di questi, ben 64 per associazione di tipo mafioso.
Tra i denunciati la maggioranza è italiana. Dei 716 segnalati alle Procure sono 673 i connazionali richiedenti mentre solo 43 gli stranieri: 394 gli uomini, 322 le donne.
Un danno erariale impressionante che raggiunge, spiccioli compresi, i 5.127.765,71 euro.
Dal venditore ambulante di calzini al rapinatore, dal garzone del bar al familiare del camorrista e al camorrista stesso.
Perché a sfogliare tra le centinaia di denunce fatte dai carabinieri spuntano anche persone legate alla criminalità organizzata. Una di queste è per esempio l’esponente di spicco del clan Frizziero. Sebbene fosse sottoposto alla detenzione domiciliare per associazione per delinquere di stampo mafioso, estorsione e diverse condotte aggravate dal metodo mafioso in materia di sostanze stupefacenti ed armi, l’uomo è risultato beneficiario indiretto del reddito dì cittadinanza che veniva percepito dalla moglie convivente.
Per la sola area che raggruppa i comuni di Castello di Cisterna, Acerra, Marigliano, Pomigliano, Brusciano, Somma Vesuviana, Casalnuovo di Napoli, Sant’Anastasia sono state controllate le posizioni di 579 nuclei familiari. Più di 300 i percettori indebiti denunciati, per un danno all’erario che supera i 350.000 euro.
Le nuove regole anti Covid a scuola: in Dad dai tre casi in su e niente quarantena se c’è un solo positivo in classe
La prima stesura del documento con le indicazioni per “l’individuazione e la gestione dei contatti di casi Covid-19 in ambito scolastico” è stato redatto dall’Istituto superiore di sanità, dai ministeri della Salute e dell’Istruzione e dalle Regioni e pare aver ottenuto anche il via libera dal Garante della Privacy; per cui è quasi alla redazione finale.
La novità più significativa che si avrebbe con il nuovo protocollo, è che nelle scuole primarie e secondarie, secondo la bozza, in presenza di un caso positivo tra gli alunni, i compagni saranno sotto “sorveglianza con testing” e in caso di risultato negativo dei loro test potranno tornare in classe.
La quarantena per tutta la classe sarebbe prescritta solo in presenza di tre casi positivi.
Le attuali norme dispongono che se viene trovato uno studente positivo, quest’ultimo viene disposta la quarantena per tutta la classe. L’isolamento dura sette giorni per i vaccinati e dieci per i non vaccinati. Dopo il periodo di quarantena, bisogno essere sottoposti ad un tampone per poter essere riammessi in classe.
La bozza del nuovo protocollo dispone che, ove la Asl non possa agire tempestivamente, è il dirigente scolastico congiuntamente al referente Covid a dover individuare i possibili “contatti scolastici” del caso positivo e a ordinare le misure del caso, procedendo secondo le indicazioni contenute nel documento.
La scuola deve poi comunicare le prescrizioni che devono seguire gli studenti (o i genitori se gli alunni sono minorenni) e gli insegnanti che sono entrati in contatto con il positivo entro le 48 ore precedenti l’insorgenza dei sintomi o l’esecuzione del tampone. Il referente Covid deve poi provvedere a comunicare alla Asl tutte le misure adottate.
Il nuovo protocollo prescrive due tempi per l’esecuzione del tampone; un tampone da effettuare il prima possibile dal momento in cui si è stati informati del contatto (“tempo zero” T0), all’esito del quale se il risultato è negativo si può ritornare a scuola senza fare la quarantena. Occorre poi effettuare un secondo tampone dopo cinque giorni (“tempo 5” T5).
Ipotesi di un solo positivo in classe
Per i docenti che hanno svolto didattica in presenza nella classe dell’alunno o con un collega positivo la situazione secondo la bozza del nuovo protocollo cambierebbe. Se sono vaccinati fanno il test e restano a scuola, se non lo sono vanno in quarantena per 10 giorni anche se il primo test è negativo. Rientrano se il nuovo tampone dà il via libera. Per le altre classi non sono previsti provvedimenti, salvo disposizioni diverse della Asl.
Le indicazioni nell’ipotesi di due casi positivi
Gli alunni vaccinati o negativizzati negli ultimi 6 mesi proseguono la sorveglianza con i due test, a zero e cinque giorni. Gli alunni non vaccinati invece sono posti in quarantena per 10 giorni anche se risultati negativi al primo tampone.
Nell’ipotesi di tre casi Covid, è previsto il ritorno in Dad: docenti e alunni che hanno svolto attività in presenza, eseguito il primo tampone, anche se negativo, sono posti in quarantena. L’isolamento dura 7 giorni per i vaccinati e 10 per i non vaccinati.
Disposizioni diverse sono previste per il caso dei servizi per l’infanzia, primaria e alunni di prima media, dato che gli under 12 non possono ancora essere vaccinati. Per i bambini appartenenti alla stessa sezione del positivo è prescritta la quarantena di dieci giorni con tampone alla fine del periodo di isolamento.
Gli educatori che hanno svolto didattica in presenza nella sezione del bambino positivo dovranno osservare un periodo di quarantena che varia da sette giorni (per i vaccinati) a dieci giorni (per i non vaccinati) e fare un tampone dopo l’isolamento.
Foto: fonte internet.
Muore stimato primario: diverse comunità colpite dalla grave perdita
MARIGLIANO – Saranno celebrati domani a Marigliano i funerali di Carmine Pizza, stimatissimo oncologo, fiaccato dalla malattia che lui stesso ha combattuto con tanta competenza e forza.
Il rito funebre sarà officiato alle 9,30 nella chiesa di San Vito. Pizza, primario del reparto oncologico dell’ospedale Apicella di Pollena e responsabile in quelli di Torre del Greco, Sorrento, Gragnano e Nola, lascia la compagna e la figlia.
In tantissimi in queste ore lo stanno ricordando con grande affetto e tra mille lacrime: professionista esemplare e uomo dagli indubbi valori, era riuscito in pochi mesi a mettere in piedi due centri per la prevenzione del melanoma all’ospedale di Pollena e a Torre del Greco.

