Casalnuovo, calza sicura: sequestrate 5mila ciocciolate

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CASALNUOVO – Militari del Gruppo Carabinieri Forestale di Caserta unitamente agli ispettori dell’Ispettorato Centrale Qualità e Repressione Frodi ICQRF-Italia Meridionale sequestrano 300 kg di sweet candy e contestano sanzioni amministrative per un importo complessivo di oltre 10000,00 Euro.

Nelle giornate del 04 e del 05 gennaio 2022, militari del Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale Agroalimentare e Forestale e della Stazione CC Forestale di Marcianise (CE), reparti operanti in seno al Gruppo Carabinieri Forestale di Caserta, unitamente agli ispettori dell’Ispettorato Centrale Qualità e Repressione Frodi ICQRF -Ufficio territoriale Italia Meridionale hanno svolto più controlli volti alla tracciabilità e rintracciabilità dei prodotti alimentari, nonché verifiche inerenti l’etichettatura dei prodotti destinati al commercio, con particolare riferimenti ai prodotti dolciari tipicamente messi in vendita nella ricorrenza della festività dell’epifania.

Oltre che in tutte le province della Regione Campania, le verifiche degli Ispettori dell’I.C.Q.R.F. si sono estese anche alle città di Cosenza e Reggio Calabria interessando esercizi commerciali, bar e pasticcerie, laddove sono state riscontrate irregolarità amministrative inerenti la normativa specifica del settore agroalimentare.

In particolare nella Provincia di Caserta le irregolarità hanno riguardato due punti vendita siti nell’agro aversano ove è stata accertata la commercializzazione di 2400 dolciumi di tipologia mista e mini snacks risultati sprovvisti, in tutto o in parte, delle informazioni obbligatorie al consumatore, poiché privati dell’imballo esterno originario contenente le singole unità in vendita, nonostante su alcuni di essi risultasse ben specificato, ed in diverse lingue, che gli stessi non potevano essere venduti singolarmente. A ciò si aggiunga, poiché privi di confezione di immissione al commercio, anche la carenza dell’indicazione della data di preferibile consumo, informazione obbligatoria per il consumatore.

In altro esercizio commerciale è stata invece accertata la commercializzazione di circa 100 kg di “cioccolatini” di diversa tipologia, risultati anonimi e mancanti di qualsivoglia indicazione di etichettatura, ivi compreso il lotto di produzione o altro elemento utile a metterli in correlazione con la documentazione di rintracciabilità. Detti prodotti dolciari, che avrebbero potuto fruttare, se venduti, un profitto pari ad Euro 1800,00, sono stati posti in sequestro e al contravventore è stata applicata una sanzione amministrativa pari ad Euro 1500,00.

Nella Provincia di Napoli, inoltre, militari della Guardia di Finanza della Compagnia di Casalnuovo di Napoli, congiuntamente agli ispettori dell’ICQRF, hanno posto in sequestro una partita di circa 5.100 generi alimentari tra cioccolate e caramelle di varie marche e tipologie per omissione delle indicazioni obbligatorie inerenti l’etichettatura dei prodotti dolciari. Detti prodotti, se venduti, avrebbero fruttato introiti per circa € 3.500,00.

In altri casi, infine, gli ispettori dell’ICQRF hanno proceduto a diffidare la parte ai fini della regolarizzazione, avendo riscontrato l’omessa indicazione della tabella nutrizionale su confezioni di cioccolata non ancora poste in vendita.

Test rapido al nodo Omicron, antigenico a rischio taglio: “Sfuggono troppi positivi”

Già dallo scorso ottobre, il Governo stava variando l’ipotesi di ridurre o abolire totalmente tutti i test rapidi che ci sono circolazione che vengono effettuati per capire se si è contratto il covid-19 e che permettevano ai non vaccinati di ricevere la certificazione verde momentanea.  Già da tempo, quindi, la comunità scientifica si interroga sulla validità del Green Pass per tutti coloro che si sottopongono ad un tampone, soprattutto se rapido, in quanto essi vengono messi al pari delle persone vaccinate nonostante effettivamente le due cose siano totalmente differenti. Il Governo sta infatti valutando l’ipotesi di non concedere più il green pass temporaneo tramite tampone, soprattutto a causa del balzo dei contagi in Italia per cui molte regioni rischiano sensibilmente la zona rossa. Una correzione di cui ha parlato anche il Consigliere del Ministro della Salute che si è espresso anche sull’effettiva pericolosità dei test antigenici che, stando alla statistiche nazionali, sono tra i test rapidi più effettuati al momento. Purtroppo però questo tipo di tampone non è attendibile in alcuni casi e proprio per questo risulta non efficace. Si affrontava questo argomento già ai tempi della comparsa della variante Delta, per cui circa il 20% di test antigenici eseguiti risultavano dei falsi negativi. Con lo sviluppo della variante Omicron, pare che la percentuale di questa eventualità sia aumentata del 10%, motivo per cui il Cts si sta interrogando sui cambiamenti che dovranno avvenire nei prossimi mesi. Già da febbraio-marzo, infatti, questo tipo di tampone rapido potrebbe essere abolito in Italia in vista green pass vista la percentuale molto alta di non attendibilità che ha mostrato negli ultimi mesi. Non si può dunque rischiare di andare in giro e rischiare dopo aver fatto un tampone antigenico risultato negativo che in alcuni casi potrebbe aver mostrato un risulto errato e ricevere un Green Pass momentaneo che risulterebbe non attendibile e per questo molto rischioso. Si attendono pertanto modifiche del Governo alle procedure da utilizzare nei prossimi mesi.    

Somma spinge IosonoRama al premio De Andrè

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  SOMMA VESUVIANA. Raffaella De Falco, in arte IosonoRama, è pronta spiccare il volo: l’artista sommese è in lizza per il premio De Andè e rivolge un appello ai suoi sostenitori per consentirle di raggiungere un sogno.
“Ormai il 10 gennaio è sempre più vicino, e hanno dato l’occasione anche di vincere un premio speciale per i cantautori più votati. Quindi questo è quello che vi chiedo: cliccare su questo link della Repubblica e votarmi, ne sarei onorata.”
Ecco il link per votare…https://www.premiofabriziodeandre.it/

Blitz nella fabbrica di dolci, sequestrati 3 quintali pronti per le calze

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  CASANDRINO. Tre quintali di dolci per le “calze” dell’Epifania sequestrati. C’erano anche 100 chili di zucchero carbone. Carabinieri denunciano titolare azienda dolciaria Avrebbero inondato per l’Epifania i negozi e le bancarelle dei mercati. 320 chili di dolciumi destinati alle calze per i bambini in trepidante attesa della Befana, tutti sequestrati. E’ accaduto nel comune di Casandrino, in un’azienda dolciaria. I carabinieri forestali della stazione di Napoli hanno denunciato il titolare per violazioni alla normativa sulla sicurezza sui luoghi di lavoro e per gravi inadempienze igienico-sanitarie. Degli oltre 3 quintali di dolci conservati in condizioni igieniche pessime, coperti anche da polvere, 100 chili erano di “zucchero carbone” e 30 di cioccolato. I locali sono stati sequestrati e oltre alla denuncia penale, il titolare sarà sanzionato per oltre 3mila euro.

Decreto Omicron, le nuove misure: obbligo vaccinale per gli over 50 e nuove restrizioni

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    Con il 2022 appena cominciato il Governo è pronto a varare un nuovo decreto per fermare l’avanzata di Omicron. Per la prima volta viene introdotto l’obbligo del vaccino per fascia di età, ovvero dai cinquantenni in su. Il super Green pass viene invece esteso praticamente in tutto il mondo del lavoro, sempre per gli ultracinquantenni, ma anche in altri nuovi ambiti. Mentre il Green pass base servirà per i servizi alla persone. Nuove regole anche per la Dad a scuola Ecco le disposizioni contenute nella bozza del nuovo provvedimento. – OBBLIGO DEL VACCINO PER OVER 50. In Italia chiunque abbia più di 50 anni dovrà vaccinarsi, affinché sia tutelata “la salute pubblica e per mantenere adeguate condizioni di sicurezza nell’erogazione delle prestazioni di cura e assistenza”. L’obbligo vale fino al 15 giugno. Sono esentati i casi di “accertato pericolo per la salute”, attestate dal medico di medicina generale o dal medico vaccinatore. – SUPER GREEN PASS AL LAVORO O NIENTE STIPENDIO. A partire dal 15 febbraio i lavoratori pubblici e privati – compresi quelli in ambito giudiziario e i magistrati – che hanno compiuto i 50 anni, dovranno esibire al lavoro il Super Green pass, che si ottiene con il vaccino o con la guarigione dal Covid. Chi non lo farà non riceverà lo stipendio ma conserverà il posto di lavoro e sarà considerato “assente ingiustificato, senza conseguenze disciplinari e con diritto alla conservazione del rapporto di lavoro, fino alla presentazione”. L’accesso ai luoghi di lavoro senza certificato che attesti vaccino o guarigione è vietato e chi non rispetta il divieto subirà una sanzione amministrativa tra 600 e 1500 euro. Tutte le imprese, senza eccezione dunque sul numero complessivo di dipendenti, potranno sostituire i lavoratori sospesi perché sprovvisti di certificazione verde. La sostituzione rimane di dieci giorni rinnovabili fino al 31 marzo 2022. – GREEN PASS ‘BASE’ PER BANCA E PARRUCCHIERE. Per l’accesso ai servizi alla persona, ai negozi, alle banche e gli uffici pubblici basterà il Green pass base, quello che si ottiene anche con il tampone, oltre che per vaccino o guarigione. Praticamente per ogni servizi pubblico o privato servirà il pass base, eccetto che per andare a comprare il cibo. – ALLE SUPERIORI CON 2 CONTAGI, I NON VACCINATI IN DAD. Alle scuole elementari, con un solo contagio, la classe resta in presenza con testing di verifica, ma con due va tutta in Dad. Alle scuole superiori e alle medie la Dad scatterebbe solo al terzo caso in classe, mentre con due casi solo i vaccinati completi resterebbero in presenza e comunque monitorati (ma con la Dad per chi non ha completo il ciclo vaccinale). Anche alle superiori, con un caso è prevista l’autosorveglianza per tutti e utilizzo Ffp2. – TEST GRATIS A STUDENTI IN AUTOSORVEGLIANZA – Nelle scuole secondarie di primo e secondo grado, gli studenti che dovranno fare autosorveglianza potranno essere sottoposti a test gratuitamente. Per questo tipo di misura, il Commissario per l’Emergenza ha autorizzato lo stanziamento 92 milioni e 505mila euro fino al 28 febbraio.

Pomigliano, accuse d’intrecci politica-camorra, il sindaco: “Noi abbiamo voltato pagina”

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La tensione è ancora altissima a Pomigliano dopo l’attentato di Capodanno al comando di polizia municipale, un incendio doloso nel corso del quale sono state distrutte tre vetture di servizio ed è rimasta danneggiata una parte dell’ antico edificio che ospita la sede dei caschi bianchi. Atmosfera rovente. A seguito delle dichiarazioni choc pubblicate sui social dal comandante della municipale, Luigi Maiello, circa presunti intrecci, a Pomigliano, tra politica e criminalità, il sindaco, Gianluca Del Mastro, da un anno e tre mesi in carica, ha commentato le parole del dirigente affermando che a Pomigliano “c’è stata una speculazione edilizia contro cui si sta agendo”  e che c’è “un’ inchiesta antimafia sui servizi sociali che coinvolge i passati assetti del Comune”. Del Mastro, a proposito dell’opportunità dello sfogo del comandante, ha specificato che “è responsabilità del sindaco tenere unita la coalizione di governo”.   Sindaco, che cosa si sente di dire sulle presunte collusioni istituzionali e politiche di cui parla il dirigente della polizia locale ? Dal primo giorno del mio insediamento la legalità e quindi la regolarità delle licenze edilizie e la trasparenza nell’espletamento delle gare sono state le mie priorità. Dopo una settimana avevo già affidato al comandante Maiello la responsabilità dell’intero ufficio tecnico. Poi sono arrivati i sequestri edilizi disposti dall’autorità giudiziaria e abbiamo avviato l’iter per l’approvazione di un nuovo PUC, il piano urbano comunale. Insieme all’assessore Iovine e al nuovo dirigente dell’ufficio tecnico Casalvieri e agli uffici competenti, con il sostegno di tutte le forze politiche di maggioranza, abbiamo lavorato ad un piano urbanistico che fermasse finalmente la speculazione edilizia e desse certezza alle imprese e ai cittadini. È chiaro che l’amministrazione che mi ha preceduto e coloro i quali non hanno ammesso alcun errore pensano che le cose andassero meglio prima. Ma per me non è così. Lei condivide la presa di posizione di Maiello ? Da primo cittadino e da guida dell’amministrazione comunale è mia responsabilità mettere in campo azioni e politiche ispirate ai valori che più cementano la coalizione di governo che mi sostiene, principi ispirati alla legalità e alla trasparenza. Con il comandante Maiello ci legano questi valori.   Quanto pesa la questione edilizia sulle tensioni politiche a Pomigliano ? Basti pensare che nel quinquennio che ha preceduto l’insediamento di quest’amministrazione sono state rilasciate circa 200 pratiche edilizie che invocavano le deroghe del piano casa. Si tratta di interventi edilizi che hanno fatto aumentare i volumi da 120mila metri cubi fino ad oltre 250mila: una percentuale media d’incremento maggiore del 100%. Ma ci sono stati anche casi che hanno raggiunto il 500%. Questi interventi hanno portato alla realizzazione di quasi 500 alloggi che l’allora vigente piano regolatore non prevedeva. In deroga alle previsioni del PRG è stato realizzato oltre il 50% di tutto il fabbisogno abitativo della città. Questa amministrazione ha affrontato la questione con decisione, adottando il nuovo PUC in tempi rapidissimi e fermando le speculazioni edilizie che stavano sconvolgendo il disegno e la vivibilità della città.   Il comandante ha detto che il Comune, in passato, ha rilasciato autorizzazioni edilizie a ditte in odore di camorra… Le ripeto, con me è stata voltata del tutto pagina. Sull’edilizia, ma non solo, si è passati dall’andare avanti per inerzia ad un’assunzione di responsabilità politica da parte della mia amministrazione, che è andata a guardare alla regolarità dei permessi rilasciati e si è assunta l’onere di lavorare in tempi record ad un nuovo piano urbanistico che chiarisse una volta per tutte ciò che è consentito e ciò che non si può più fare.   C’è stato un momento a Pomigliano in cui parlare di camorra era un taboo. Ci sono stati politici locali che hanno affermato pubblicamente che la camorra non esiste qui e che chi ne parla infanga la città. Lei cosa ne pensa ? Per me le chiacchiere stanno a zero. Contano i fatti e le risultanze delle inchieste della magistratura e delle forze dell’ordine, così come l’indagine della Direzione distrettuale antimafia sugli appalti del Comune alle cooperative sociali. Inchiesta sul passato assetto di questo settore e che come abbiamo letto dalla stampa vedrebbe coinvolto l’ex coordinatore dell’ufficio di Piano. Anche qui abbiamo invertito completamente marcia. Nelle politiche sociali, in totale discontinuità e con una visione strategica opposta a quella delle precedenti amministrazioni, abbiamo deciso di avviare le procedure per l’internalizzazione dei profili professionali più importanti. Vogliamo garantire legalità e trasparenza. Prima gran parte dell’attività dell’ufficio di Piano veniva svolta anche con soggetti del terzo settore.

Le riflessioni di Umberto Eco sul rapporto tra la libertà dell’artista e una bistecca

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Il 5 gennaio Umberto Eco avrebbe compiuto 90 anni. Ricordiamo il grande intellettuale pubblicando le sue riflessioni su un concerto che Maurizio Pollini avrebbe dovuto tenere a Milano il 19/12/ 72 e che non iniziò per un clamoroso scontro “politico” tra il pianista e il pubblico. L’episodio provocò anche violente liti famigliari. La società dei consumi vuole che l’artista accetti di essere giullare e saltimbanco.Cosa diremmo di un cameriere che prima di porgerci il piatto con la bistecca ci volesse comunicare le sue inquietudini politiche?”.   La sera del 19 /12/ 1972 la sala Verdi del Conservatorio di Milano era piena come un “uovo”. C’era il concerto di Maurizio Pollini, e tutti i rappresentanti della “Milano bene” erano venuti ad applaudire il giovane pianista, che era già famoso e, inoltre, apparteneva anche lui al ceto di “quelli che contano”, essendo figlio dell’architetto Gino e nipote, per parte di madre, dello scultore Fausto Melotti. Iniziato lo spettacolo, il musicista non andò a sedersi al pianoforte, ma tirò fuori dalla tasca un foglietto e incominciò a leggere un “messaggio”, firmato anche da Claudio Abbado, da Luigi Nono e da Bruno Canino, contro i bombardamenti americani in Vietnam. Non appena Pollini pronunciò la parola “Vietnam” “la sala scoppiò in un boato improvviso, come se fosse stata messa una miccia sotto ogni sedia”. Offeso dagli scrosci di fischi e di insulti, il musicista abbandonò la sala e dichiarò agli organizzatori che sarebbe rientrato e avrebbe suonato, solo se gli fosse stato permesso di leggere il “messaggio”. Ma non gli fu permesso, e il concerto non si tenne. Con gravi conseguenze per alcune signore che, tornate a casa, parlarono ai mariti dell’arte sublime di Pollini e del magnifico spettacolo organizzato al Conservatorio. La mattina dopo, quando lessero che non c’era stato concerto, i mariti capirono che le loro spose erano andate ad altri “incontri” e ad altri “spettacoli”: e alcuni matrimoni saltarono in aria. L’ episodio accese polemiche aspre. Indro Montanelli si schierò contro Pollini, ritenendo “imperdonabile” il suo tentativo di mescolare arte e politica, mentre Eco difese “rumorosamente” il musicista in un articolo che poi pubblicò, con il titolo “La bistecca e la politica”, nel libro “Il costume di casa”. Se Pollini – argomentò Umberto Eco – avesse letto “una dichiarazione di commossa solidarietà” per le vittime di un’alluvione del Polesine, o di un terremoto in Sicilia, o di una spaventosa sciagura aerea, quello stesso pubblico che non gli ha consentito di parlare delle “vittime di feroci bombardamenti che hanno commosso gli uomini di ogni nazione” si sarebbe alzato in piedi e avrebbe applaudito. Questo pubblico fa distinzione tra vittime e vittime: “quindi chi ha fatto politica, aperta, dichiarata, brutale, è la platea che ha zittito Pollini: essa gli ha detto “questi morti non sono di tutti, come i morti di un terremoto; sono solo tuoi e dei tuoi amici; ci sono morti e morti”. Osservò, con grande profondità, Umberto Eco, che gli artisti hanno non il diritto, ma il dovere di collegare continuamente la loro arte al mondo circostante: del resto, i grandi autori dei “testi” che Pollini suona al pianoforte hanno scritto la loro musica “reagendo alle circostanze storiche, agli avvenimenti concreti, alle passioni del momento”. Se Pollini si fosse dimenticato del Vietnam e degli infelici massacrati dalle bombe, avrebbe ridotto il concerto a “un rituale cimiteriale”, e così avrebbe accontentato il pubblico che proprio questo voleva, un concerto simile a “una cerimonia funebre per musica devitalizzata”,  un “luogo di castrazione intellettuale”. La società contemporanea, concluse Eco, pretende che l’artista sia un “divo”: gli perdona tutto e gli consente di esercitare una enorme influenza sul pubblico, a patto che si tenga lontano “dalla sfera della gestione pubblica” e non dimentichi mai che egli fa parte, sì, di una “élite”, ma di una “élite senza potere”. “Questo significa semplicemente che il divo ( si tratti di Mina o di Picasso) è considerato dalla società borghese, che lo paga e lo invita  a passare il week-end in villa, come il giullare di antica tradizione. Diamoci del tu, ma sia chiaro” chi sono i padroni, quelli che possono dichiarare “le guerre sono cosa nostra”, e chi sono i saltimbanchi, il cui solo compito è quello di far divertire i padroni. Insomma, il pubblico volle dire a Pollini che l’artista è come un cameriere: “ Cosa diremmo di un cameriere che prima di porgerci il piatto con la bistecca ci volesse comunicare le sue inquietudini politiche? La platea dissenziente ha ricordato a Pollini, e a tutti noi, che per i gestori e le vittime consenzienti di una società dei consumi l’arte è un bene gastronomico”. Conclusione caustica, sferzante, tipica dell’arte “polemica” di Umberto Eco.  

Escalation criminale ora tocca anche bambini: 12enne accoltellato

Nei giorni scorsi sono accaduti degli episodi di violenza che hanno sconvolto davvero tutti. Si parla di violenza gratuita (non che ci siano casi in cui episodi violenti siano giustificati, sia ben chiaro), su cui le forze dell’ordine stanno ancora indagando, che sono avvenuti proprio durante le festività natalizie. Una delle notizie che ha sicuramente shockato i cittadini è quella del ragazzino di 12 anni accoltellato a Frattamaggiore qualche giorno fa. A quanto risulta dalle prima indagini, il ragazzo si trovava in via Roma all’altezza di un negozio di telefonia intorno alle 20.30 ed è proprio lì che è stato colpito da alcuni soggetti presumibilmente con un’arma da taglio. Le forze dell’ordine che stanno provando a far luce sulla vicenda hanno prontamente richiesto le registrazioni delle telecamere presenti sul luogo in cui potrebbero emergere le immagini dell’accaduto. Al momento, dunque, non è chiara l’identità degli aggressori, non si sa quanti erano né se il ragazzo ferito li conoscesse. L’unica informazione certa è che il 12enne è stato trasporto all’ospedale più vicino per fornirgli le cure necessarie dopo l’accoltellamento subito.

Somma, 175 nuovi casi in un giorno: summit urgente. Vaccinati oltre 20 bimbi all’ora

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Riceviamo e pubblichiamo
Salvatore Di Sarno (sindaco Somma Vesuviana): “In 24 ore altri 175 nuovi positivi. Oggi, alle ore 16 vertice con i sindaci dell’area nolana”.
Maria Giuliano (referente pediatri Somma Vesuviana): “In 5 ore abbiamo vaccinato 110 bambini. Il vaccino è fondamentale per tutelarli”.
“Nelle ultime 24 ore, a Somma Vesuviana abbiamo registrato altri 175 nuovi positivi. Molti i positivi tra ragazzi ed anche operatori scolastici. I positivi attivi sono arrivati a 885 ed abbiamo 141 persone in sorveglianza sanitaria. Alle ore 16 di oggi parteciperò al vertice con tutti i sindaci dell’Area Nolana, in programma in presenza presso la sede dell’Agenzia dell’Area Nolana. Il tema centrale del vertice sarà relativo alla riapertura delle scuole”. Lo ha affermato Salvatore Di Sarno, sindaco di Somma Vesuviana nel napoletano.
E corre la campagna vaccinale a Somma anche per i bambini dai 5 agli 11 anni.
“In 5 ore abbiamo vaccinato altri 110 bambini. Le sedute riprenderanno  – ha affermato Maria Giuliano, referente dei pediatri di Somma Vesuviana –  Venerdì 7 Gennaio dalle ore 14 alle ore 19, presso il Centro Vaccinale Asl di Via Tenente Indolfi a Somma Vesuviana. E’ fondamentale vaccinare i bambini”.
Prosegue a ritmo serrato anche la campagna vaccinale adulti presso il Polo Vaccinale riservato alle fasce dai 12 anni in poi, situato in Via Trentola in località Rione Trieste a Somma Vesuviana con attività dalle ore 8 e 30 alle ore 20. Nei festivi mezza giornata.

Cisterna, Covid fa breccia in Comune: 7 casi e il sindaco chiude gli uffici

Il sindaco ha disposto la chiusura della sede comunale dopo i 7 casi di positività registrati fra i dipendenti comunali.           Un focolaio tra i dipendenti comunali nella cittadina di Castello di Cisterna fa scattare la chiusura degli uffici comunali. Sono stati riscontrati 7 casi di positività. Attivato il nuovo servizio dell’anagrafe attraverso il quale è possibile scaricare online i diversi certificati senza doversi recare agli sportelli. Rapidamente i contagi sono saliti a 200, negli ultimi giorni. Infatti, è stato anche sospeso l’evento “Il dono delle calze” previsto per il 6 gennaio. “Sul territorio comunale si sta registrando, in linea con quanto sta accadendo a livello regionale e nazionale, un’impennata della situazione epidemiologica territoriale. Pertanto, è opportuno adottare azioni restrittive per contrastare la diffusione del virus” – spiega il primo cittadino, Aniello Rega.                                                                                                 (Fonte foto: facebook)