Contromano in autostrada, 3 morti e 2 feriti: tra le vittime due fratelli
CASTELLAMMARE DI STABIA – È stata un’auto entrata contromano in autostrada a scatenare il terribile impatto che ha coinvolto altre due auto – tre le persone rimaste uccise e due ferite in modo grave, tutti di sesso maschile – sul tratto casertano dell’A1 tra Capua e Santa Maria Capua Vetere (direzione Napoli). Sembra confermata infatti la dinamica emersa dai primi accertamenti effettuati dalla Polizia Stradale di Caserta, le cui pattuglie sono giunte sul posto poco dopo l’incidente; sull’asfalto gli agenti hanno trovato i corpi di alcuni occupanti delle auto, sbalzati fuori in seguito allo scontro, mentre altre persone erano intrappolate tra le lamiere.
Sono dovuti intervenire i vigili del fuoco di Caserta per liberare i feriti dagli abitacoli ormai distrutti. Dalle indagini della polizia stradale è emerso che l’auto contromano ha imboccato l’autostrada al casello di Santa Maria Capua Vetere, risalendo verso nord in senso contrario alla marcia, e impattando frontalmente un’altra vettura il cui conducente è morto; anche una terza auto è rimasta coinvolta e gli occupanti sono rimasti feriti.
Le vittime. Nell’impatto sono deceduti due fratelli di Castellammare di Stabia che erano a bordo della Ford Mondeo centrata dalla 500L: si tratta di Vittorio e Pietro Verone di 77 e 73 anni. Nell’altra vettura è deceduto Gennaro Casafredda, 67 anni di Sant’Egidio del Monte Albino (SA).
Schiano di Visconti (FdI). “Rifiuti tunisini ad Acerra? Nemmeno per ipotesi”
Il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Regione, Michele Schiano di Visconti, ha smentito con un comunicato ufficiale che il presidente della commissione trasparenza, Nunzio Carpentieri, del suo partito, abbia proposto alla giunta regionale di portare ad Acerra i rifiuti salernitani tornati dalla Tunisia, dove erano stati spediti e poi parcheggiati all’interno di centinaia di container stoccati nel porto di Salerno. Intanto ieri anche il vicepresidente della giunta regionale, Fulvio Bonavitacola, ha confermato la versione dei fatti sottolineata da Schiano di Visconti. Alla fine si converge dunque sulla circostanza che sarebbe stato il sindaco del comune di Serre, Franco Mennella, uomo di destra della piana ebolitana, ad avanzare la proposta “indecente”. Intanto, di seguito, ecco il comunicato stampa ufficiale del capogruppo regionale di Fratelli d’Italia.
Consiglio Regionale Della Campania
Gruppo Consiliare Fratelli D’Italia
COMUNICATO STAMPA
Schiano di Visconti: “Rifiuti tunisini ad Acerra? Nemmeno per ipotesi”
“Come gruppo di Fratelli d’Italia siamo assolutamente contrari all’eventuale
trasferimento dei container con 7900 tonnellate di rifiuti provenienti dalla Tunisia ad
Acerra. La scartiamo come soluzione, ma anche come ipotesi: il territorio paga e ha
già pagato un contributo pesante in termini ambientali ed economici. I cittadini sono
giustamente preoccupati per quello che potrebbe essere l’ennesimo sfregio a
quest’area. Scatenare una guerra a distanza tra i territori non fa bene ad alcuno. La
giunta regionale ha il compito di gestire e risolvere questa situazione che si conosce
già da tempo e per la quale c’è stata solo confusione”. Lo dichiara Michele Schiano
di Visconti, capogruppo di Fratelli d’Italia alla Regione Campania.
Napoli, 5 marzo 2022
L’ufficio stampa
La “buona novella” di Faber riletta da talentuosi interpreti umbri
Nella splendida Orvieto, la Corale Vox Et Jubilum apre i festeggiamenti per il suo XX anno di attività con un evento straordinario.
La buona novella, il concept album capolavoro del 1970, di Fabrizio De André, ispirato alle narrazioni dei Vangeli apocrifi, verrà riproposto integralmente dalla corale, che condividerà il palco dell’incantevole Teatro Mancinelli con il quintetto vocale Cherries on a Swing set e gli Ultimo Secondo Live Band.
Un’unione di talenti ed energie guidati dall’amore per questa piccola grande opera e dal rispetto per il suo autore, arricchita dal cameo dell’attore Davide Simoncini.
Lo spettacolo, in scena sabato 12 marzo, prevede una doppia rappresentazione nella stessa serata, con un primo turno alle ore 18.30 e un secondo turno alle ore 21.00.
L’evento è promosso dal Comitato Cittadino per i Festeggiamenti del Santo Patrono, con il patrocinio della Parrocchia del Duomo di Orvieto e apre la settimana interamente dedicata a San Giuseppe.
Le ricette di Biagio: totani con patate. Quanta gente “tene’o totaro”……
Totani e polpi ispirarono motti e espressioni in lingua napoletana e tra il ‘700 e l’800 alimentarono una vendita di “contrabbando” gestita sul lungomare della città dalle donne dei pescatori, le “pisciaiole”, descritte con maliziosa attenzione dal Capaccio e da Nello Oliviero. Correda l’articolo anche la “Venditrice di polipi” di Teodoro Duclère.
Ingredienti: 1 kg. di totani, 4 patate, 2 spicchi d’aglio, 1 rametto di maggiorana, 1 peperoncino, olio extravergine di oliva, sale. In una pentola fate soffriggere, nell’olio e con uno spicchio d’aglio, le patate pelate e tagliate a cubetti; aggiungete acqua e il rametto di maggiorana e lasciate cuocere per un quarto d’ora. Tagliate ad anelli o a cubetti i totani, dopo averli puliti, e fateli soffriggere a parte nell’olio, con l’aglio e il peperoncino. Unite poi i totani alle patate e lasciate che la cottura duri un quarto d’ora. Aggiustate di sale e servite a tavola (www. napoli today).
Le espressioni napoletane “si ‘no totaro”, “si’ no purpo” non sono dei complimenti: i molluschi vi diventano metafora della stupidità, perché, un tempo, totani, calamari e polpi si facevano catturare facilmente, e in grande quantità, lungo gli scogli del lido di Napoli e nei giorni di pesca felice potevano arrivare, “a vil prezzo”, anche sulle tavole degli “umili”: lo racconta il Cossovich. Un tempo era diffusa, tra Napoli e il Vesuviano, l’espressione “tene ‘o totaro”, rivolta a persone che cercavano di apparire infastidite e ingrugnite e mettevano nella maschera tanta esagerazione da risultare, alla fine, ottuse, stupide, e, soprattutto, goffe nei movimenti, come è goffo il totano. Non mi convince molto il ragionamento di chi pensa che in questa espressione napoletana ci sia un riferimento al “Sior Todero Brontolon”, il protagonista della commedia di Carlo Goldoni: quel “Todero” è la variazione veneta del nome “Teodoro”. I “piatti” di totani e calamari resero famosa la cucina della locanda Moriconi, che venne frequentata anche da Hackert e da Goethe e che sul finire del ‘700 era uno dei luoghi di riferimento delle “pescivendole”, le donne dei pescatori che lungo la passeggiata di Chiaia aspettavano il passaggio delle carrozze dei nobili e offrivano al loro gusto e alla loro borsa “spaselle” di frutti di mare, di totani e di calamari: era una vendita di contrabbando, che cercava di evitare le tagliole delle gabelle, dei dazi e delle “regalie” pretese dai camorristi che “governavano” il mercato ufficiale, quello della “pietra del pesce”. Queste venditrici così vennero descritte dal Capaccio:
con graziosi e splendenti occhi
dalle rustiche case
con tante belle spase
dei vari pesci or dall’onda usciti
presi dai lor mariti
….facendo dolci inviti
con uno sguardo al pesce e l’altro al fronte
Si capisce perché la parola “pisciaiola” incominciò ad esprimere significati equivoci: osserva Nello Oliviero che “l’attrazione di quelle procaci figure femminili un po’ maliziosamente discinte doveva esercitare un’influenza decisiva all’acquisto non preventivato.”. La procacità non veniva sminuita nemmeno dai denti che l’umidità anneriva. E’ facile immaginare quali intrecci di allusioni la maliziosa ironia delle donne napoletane intrecciasse intorno alle “spase” colme di pesce: e si capisce perché le “pisciaiole” furono il bottino preferito dai corsari turchi che le vendevano ai sultani. E’ probabile che le torrette di Piedigrotta e di Piazza Vittoria siano state costruite a difesa della spiaggia e delle pescivendole che la frequentavano. Non si può dire che sia avvenente la “venditrice di polipi” di T. Duclère (vedi immagine in appendice), ma la donna vende polpi cotti, insomma è una cuoca, ed è giusto che le cuoche siano di florido corpo.
Somma, l’appello del sindaco: “Date ospitalità ai profughi della guerra”
SOMMA VESUVIANA – L’appello del sindaco ai cittadini a dare ospitalità ai profughi ucraini!
Salvatore Di Sarno (sindaco di Somma Vesuviana) : “Facciamo rete Comune – Caritas – Diocesi Di Nola – comunità. Chiedo a tutti i cittadini disposti ad ospitare profughi ucraini di comunicarlo ai canali ufficiali del Comune. Inoltre a disposizione dei profughi sarà anche il Drive In allestito in via San Sossio per il controllo sanitario tramite tamponi. Oggi Somma Vesuviana ha ricordato un suo figlio: Ferdinando Aliperta, sentinella della libertà e difensori della vita. Ora è il nostro momento per essere portatori di pace!”.
Per la prima volta sede ANPI dedicata a Ferdinando Aliperta morto per la libertà in Valle D’Aosta durante la lotta partigiana.
Maria Aliperta (nipote del partigiano Ferdinando Aliperta) : “La mia è stata una ricerca durata più di 20 anni. Ho ritrovato le spoglie di mio zio ed oggi un’altra tappa importante con l’inaugurazione della sede ANPI a Somma Vesuviana. Spero che si arrivi ad intitolargli una strada!”
Ciro Raia ( Presidente ANPI NAPOLI) : “Nelle nostre manifestazioni non c’è guerra, non parliamo di guerre ma di pace! Specialmente per chi come noi non ha potuto combattere sul campo, l’essere significa presenza di libertà, presidio democratico per l’affermazione dei diritti civili ed anche di quelli ambientali perché diritti civili e ambientali devono camminare insieme”.
“Chiedo a tutti i cittadini di Somma Vesuviana, che possono farlo, che ad esempio hanno case sfitte o possibilità di ospitare i profughi di comunicarlo al Comune, dobbiamo dare un segnale forte e di solidarietà che il nostro territorio è vicino in questo momento anche ai cittadini ucraini che stanno arrivando. Dunque chiunque volesse ospitare cittadini ucraini lo comunicasse al Comune in modo tale da fare rete con Comune e Caritas, Diocesi di Nola. In questo modo riusciremo a dare loro un luogo sicuro ed accogliente. Inoltre terremo sotto controllo la situazione sanitaria e i cittadini ucraini provenienti dalla guerra potranno sottoporsi a tampone al Drive In che abbiamo allestito in via San Sossio”. Lo ha annunciato Salvatore Di Sarno, sindaco di Somma Vesuviana, nel napoletano, a margine dell’inaugurazione della prima sede dell’Associazione Nazionale Partigiani Italiani dedicata al cittadino sommese “Ferdinando Aliperta”.
“Ferdinando Aliperta ha dato la propria vita per la nostra libertà. Ferdinando è stato ucciso dai nazisti in Valle D’Aosta. E’ un messaggio forte che giunge da Somma Vesuviana – ha continuato Di Sarno – perché negli stessi minuti in cui in Europa si combatte una guerra, nasce un seme di speranza: a Somma Vesuviana abbiamo voluto questa inaugurazione e adesso affinché le nuove generazioni non dimentichino chi ha dato la vita per la libertà. Se oggi scoppiasse una Centrale Nucleare anche l’Italia ne sarebbe coinvolta ed allora cerchiamo di lavorare tutti nella stessa direzione a tutela della vita e della libertà”.
Oggi, davvero un fatto nuovo: ha aperto una nuova sede dell’ANPI, in provincia di Napoli e dedicata ad un giovane che ha perso la propria vita a tutela della libertà per le nuove generazioni.
“Ferdinando era mio zio, il fratello di mio padre ed in famiglia ne parlavamo perché con noi abitava anche il mio nonno paterno. Mio padre e mio nonno avevano relazioni molto amiche con quelle persone che hanno accolto mio zio. Tramite telefonate, lettere, un’intensa attività di ricerca sono stata in Valle D’Aosta e sono riuscita tramite l’Istituto Storico della Resistenza Valdostana ad avere documentazione storica davvero importante. Mio zio Ferdinando – ha affermato ha detto Maria Aliperta, nipote del partigiano Ferdinando Aliperta – è morto per noi, per la nostra libertà. I giovani di oggi dovrebbero saperlo, conoscerlo. Io sono riuscita a trovare i suoi resti in Valle D’Aosta e a riportarli a Somma Vesuviana dove Ferdinando era nato e cresciuto. Ora però c’è una lapide a ricordare mio zio in questo vicolo di un Borgo antico della nostra città e mio zio ha lottato per la libertà. Sono in contatto con l’Anpi nazionale e l’Anpi napoletana. E’ un grandissimo giorno, uno dei migliori della mia vita perché siamo quasi arrivati alla fine del guado. Ora mi aspetto dal Comune un riconoscimento ancora maggiore attraverso l’intitolazione di una strada che dia più ampio respiro a questo giovane, a questo partigiano che è morto per la nostra libertà e per la libertà e la democrazia dei popoli. L’emozione c’è ma nel corso degli anni perché la mia ricerca viene da molto lontano. E’ una ricerca, una lotta iniziata da ben 20 anni e passo dopo passo forse ci sono riuscita. Già l’intitolazione della sede dell’ANPI, Istituzione Nazionale, per me è già tanto ma adesso spero che si arrivi all’intitolazione di una strada”.
E a Somma Vesuviana c’è una lapide, presso il largo Gino Auriemma nel Borgo storico, dedicata proprio allo stesso Ferdinando Auriemma, le cui spoglie sono conservate nel Cimitero di Somma Vesuviana.
Ferdinando Aliperta è caduto a GRESSONEY-SAINT-JEAN , in Valle D’Aosta, dove c’è anche una lapide che lo ricorda ma i suoi resti mortali sono stati traslati a Somma Vesuviana qualche anno fa per una degna sepoltura nella terra natia. Il tutto grazie al grande e tenace lavoro di ricerca ad opera della nipote professoressa Maria Aliperta. “Io ringrazio anche il sindaco di Gressoney – Saint – Jean e la sua comunità – ha concluso Aliperta – perché ogni anno ricordano sempre la figura di mio zio”.
L’inaugurazione della sede ANPI “Ferdinando Aliperta” è stata voluta fortemente dal prof. Ciro Raia, Presidente Privinciale ANPI Napoli.
“Le manifestazioni dell’ANPI cercano di non avere mai la parola guerra – ha affermato Ciro Raia, Presidente Anpi Napoli – perché noi lottiamo per la pace, in ogni momenti della nostra esistenza perché la pace è il risultato della libertà, della giustizia, dell’uguaglianza sociale e noi ci battiamo per la pace. Specialmente per chi come noi non ha potuto combattere sul campo, l’essere significa presenza di libertà, presidio democratico per l’affermazione dei diritti civili ed anche di quelli ambientali perché diritti civili e ambientali devono camminare insieme”.
I lavori sono stati aperti dal prof. Domenico Parisi.
Travolge bambina davanti scuola, individuato 30enne di Portici grazie a video virale
PORTICI – Immagini orribili dove solo il fato ha voluto che non finisse in tragedia. E’ il 2 marzo, il rione è la sanità ed un’auto con una manovra a dir poco assurda travolge una bambina in via Santa Maria Antesaecula. I video – virali sul web – parlano chiaro. L’auto va a forte velocità ed entra nel vicolo non più largo di 2 metri. La ragazzina – ha 11 anni ed era da poco uscita da scuola – viene travolta con l’auto che rischia di investire altre persone. Rimane ferita anche un’altra ragazza, per lei 10 giorni di prognosi. L’uomo, un 30enne incensurato di portici, scende dall’auto tra l’incredulità dei passanti. Alcune persone prestano i primi soccorsi alla minorenne che miracolosamente è viva e a malapena si regge in piedi.
I Carabinieri – ormai in prima linea nel monitoraggio dei social network – acquisiscono i video e indagano. Nessuno denuncia ma quei frame così violenti meritano particolare attenzione da parte dei militari che decidono di approfondire la vicenda.
I militari individuano il responsabile e rintracciano la vittima. La bambina ha 11 anni e in ospedale fu “refertata” con 15 giorni di prognosi dai medici dell’ospedale Santobono Pausillipon per “diversi traumi e una tumefazione all’occhio sinistro”. La madre della bambina questa mattina è stata invitata dai Carabinieri a denunciare, perché bisogna farlo.
Denunciato a piede libero l’irresponsabile. Risponderà del reato di lesioni colpose con l’aggravante di aver compiuto il reato in danno di minori in prossimità di istituti scolastici.
Sant’Anastasia, in piazza per l’Ucraina
Amministratori, associazioni, cittadini si riuniranno alle 11,00 di domani, domenica 6 marzo, in piazza Madonna dell’Arco per pregare insieme alla comunità Ucraina in un invito simbolico per la Pace.
«Ieri abbiamo incontrato associazioni, parrocchie e rappresentanze di alcune scuole anastasiane – dice l’assessore alle politiche sociali Cettina Giliberti per creare una rete in grado di convogliare gli aiuti e il supporto ai cittadini ucraini che stanno arrivando e arriveranno a Sant’Anastasia dove c’è già una comunità molto nutrita. Si è deciso insieme di organizzare un momento di raccoglimento e preghiera e l’amministrazione comunale ha accolto e condiviso la proposta».
«La tragedia che l’Ucraina sta vivendo in una guerra ingiustificata, in un’invasione che sta mietendo vittime anche tra anziani e bambini merita un momento di raccoglimento, per i cittadini ucraini e anche per chi, in Russia, viene incarcerato e perseguitato solo per essersi espresso contro la guerra – dice il sindaco Carmine Esposito – noi faremo tutto quanto in nostro potere per aiutare chi arriverà a Sant’Anastasia in fuga dalla guerra». Sindaco, assessori e consiglieri comunali sono compatti nel sostenere tutte le iniziative che possano portare sollievo ai concittadini ucraini. Il Sindaco Esposito e l’amministrazione comunale hanno fatto consegnare, ad ogni esponente della comunità ucraina sul territorio, una lettera con tutte le informazioni e i recapiti che possano essere di aiuto e supporto negli adempimenti burocratici e negli aspetti della vita quotidiana, dalle cure sanitarie al sostentamento. A loro disposizione c’è il numero 0818930211
I sindaci salernitani alla Regione: “ad Acerra i nostri rifiuti tornati dalla Tunisia”
Gli ambientalisti pronti ad alzare le barricate: “Una proposta spudorata”. Dura anche la posizione della consigliera regionale Marì Muscarà
Rifiuti del Salernitano tornati dalla Tunisia e parcheggiati nel porto di Salerno: il presidente della commissione regionale trasparenza, Nunzio Carpentieri (Fratelli d’Italia), ha registrato la proposta di stoccarli ad Acerra per poi distruggerli nell’inceneritore. La notizia è stata confermata nel tardo pomeriggio di ieri dal vicepresidente della giunta campana, Fulvio Bonavitacola, presente ieri all’audizione in commissione trasparenza dei sindaci del Salernitano nei cui territori sono stati prodotti i rifiuti che avevano preso la strada della Tunisia. Poi però il fatto ha assunto i caratteri dello scandalo. Ne è nata un’inchiesta che ha fatto tornare i container carichi di scarti nel porto di Salerno, dove si trovano tuttora parcheggiati. Intanto sono stati gli stessi sindaci della provincia di Salerno a chiedere a Carpentieri di proporre alla giunta regionale di destinare ad Acerra l’immondizia. Proprio qui, ad Acerra, la Regione Campania ha appena definito un appalto per la rimozione delle ecoballe, che stazionano da vent’anni in quest’area, dalla piazzola che si trova davanti all’inceneritore. E’ in questa piazzola che i sindaci salernitani vogliono mettere i loro rifiuti. “Alzeremo le barricate – preannuncia l’ambientalista Alessandro Cannavacciuolo – questa proposta dei sindaci salernitani è un’offesa brutale a un territorio agricolo ricco di coltivazioni che è già stato devastato da scelte scellerate, come il polo dei rifiuti e l’inceneritore stesso”. “Agli amministratori salernitani che ambiscono a un’agricoltura di qualità – aggiunge la consigliera regionale Marì Muscarà – ricordo che Acerra è famosa per il San Marzano, il fagiolo dente di morto, il carciofo mammarella e che era la terra più fertile della Campania. Una terra che ha già dato. Se i sindaci avessero voluto veramente preservare la loro terra avrebbero partecipato al bando, vecchio di due anni, per le compostiere di comunità, che contribuiscono a ridurre i costi di smaltimento e che avrebbero prodotto compost per migliorare la qualità proprio di quelle terre che adesso vogliono difendere”.
Maxi rissa davanti a un bar di Somma, 6 denunciati
SOMMA VESUVIANA – Emessi 9 provvedimenti di divieto di accesso ai pubblici esercizi e 4 DACUR.
Il Questore di Napoli ha emesso nove provvedimenti di Divieto di accesso ai pubblici esercizi o locali di pubblico trattenimento, ex art. 13bis del D.L. 14/2017, come modificato dal D.L. 130/2020, nei confronti di 9 persone tra i 23 e i 54 anni, originarie di Napoli e della zona vesuviana.
In particolare, il provvedimento ha colpito sei persone che, nel dicembre dello scorso anno, sono state denunciate per una rissa aggravata avvenuta nei pressi di un bar a Somma Vesuviana; altre due persone che, lo scorso agosto, sono state denunciate in seguito ad una lite per futili motivi avvenuta in un locale di Sorrento; infine, un uomo che, lo scorso ottobre, è stato denunciato per lesioni personali e violenza a Pubblico Ufficiale poiché, all’esterno di un bar a Giugliano in Campania, aveva aggredito un militare libero dal servizio con uno sfollagente in ferro.
Tali provvedimenti, istruiti e predisposti dalla Divisione Polizia Anticrimine della Questura, prevedono il divieto, per un anno, di accedere ai pubblici esercizi e ai locali di pubblico trattenimento siti nei Comuni in cui si sono svolti i fatti nonché di stazionare nelle loro immediate vicinanze.
Inoltre, quattro provvedimenti di Divieto di accesso alle Aree Urbane (DACUR) sono stati adottati nei confronti di altrettante persone, già sanzionate con l’ordine di allontanamento, perché nuovamente sorprese a svolgere l’attività di parcheggiatore abusivo a Napoli, in particolare in via Miano, via Capodimonte, via Kennedy, via Riccardo Filangieri di Candida Gonzaga e via Cavalli di Bronzo.
Somma perde il volontario gentiluomo: addio Carmine, una vita in prima linea
SOMMA VESUVIANA – La città di Somma piange una figura di rilievo. Il leone si è addormentato: Carmine Pentella si è arreso al male incurabile che lo tormentava da tempo ed ha lasciato questa terra.
Aveva 70 anni ed era stato sottufficiale dell’aeronautica; dopo la pensione aveva intrapreso il ruolo di volontario protezione civile, pronto ad aiutare a tutti. Sempre in prima linea, sempre pronto ad intervenire in ogni situazione di emergenza. Una persona che anteponeva gli altri ed il bene comune e che anche in quest’ultimo viaggio viene accompagnato da messaggi che delineano bene i suoi valori.
Così lo ricordano i volontari della protezione Civile Cobra2: “Per anni al nostro fianco, Per anni a sostenere e ad insegnare il valore del volontariato, Il tuo modo di fare, i tuoi consigli, Il tuo amore nell’aiutare gli altri. Rimarrai per sempre nei nostri cuori… Oggi la “COBRA 2”, perde un membro del Direttivo, un collega, ma sopratutto un grande AMICO. Buon viaggio Carmine”.
Il feretro arriverà oggi alle 15 nella chiesa di Santa Maria del Pozzo a Somma Vesuviana per l’ultimo viaggio; i funerali saranno celebrati alle 16.

