I sindaci salernitani alla Regione: “ad Acerra i nostri rifiuti tornati dalla Tunisia”

0
891
la piazzola numero 2 di acerra_edited
la piazzola numero 2 di acerra_edited

Gli ambientalisti pronti ad alzare le barricate: “Una proposta spudorata”. Dura anche la posizione della consigliera regionale Marì Muscarà    

 

Rifiuti del Salernitano tornati dalla Tunisia e parcheggiati nel porto di Salerno: il presidente della commissione regionale trasparenza, Nunzio Carpentieri (Fratelli d’Italia), ha registrato la proposta  di stoccarli ad Acerra per poi distruggerli nell’inceneritore. La notizia è stata confermata nel tardo pomeriggio di ieri dal vicepresidente della giunta campana, Fulvio Bonavitacola, presente ieri all’audizione in commissione trasparenza dei sindaci del Salernitano nei cui territori sono stati prodotti i rifiuti che avevano preso la strada della Tunisia. Poi però il fatto ha assunto i caratteri dello scandalo. Ne è nata un’inchiesta che ha fatto tornare i container carichi di scarti nel porto di Salerno, dove si trovano tuttora parcheggiati. Intanto sono stati gli stessi sindaci della provincia di Salerno a chiedere a Carpentieri di proporre alla giunta regionale di destinare ad Acerra l’immondizia. Proprio qui, ad Acerra, la Regione Campania ha appena definito un appalto per la rimozione delle ecoballe, che stazionano da vent’anni in quest’area, dalla piazzola che si trova davanti all’inceneritore. E’ in questa piazzola che i sindaci salernitani vogliono mettere i loro rifiuti. “Alzeremo le barricate – preannuncia l’ambientalista Alessandro Cannavacciuolo – questa proposta dei sindaci salernitani è un’offesa brutale a un territorio agricolo ricco di coltivazioni che è già stato devastato da scelte scellerate, come il polo dei  rifiuti e l’inceneritore stesso”. “Agli amministratori salernitani che ambiscono a un’agricoltura di qualità – aggiunge la consigliera regionale Marì Muscarà – ricordo che Acerra è famosa per il San Marzano, il fagiolo dente di morto, il carciofo mammarella e che era la terra più fertile della Campania. Una terra che ha già dato. Se i sindaci avessero voluto veramente preservare la loro terra avrebbero partecipato al bando, vecchio di due anni, per le compostiere di comunità, che contribuiscono a ridurre i costi di smaltimento e che avrebbero prodotto compost per migliorare la qualità proprio di quelle terre che adesso vogliono difendere”.