Acerra, Casa dell’Architettura è già un caso: “Sparite carte del Puc”

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Riceviamo e pubblichiamo la nota del gruppo “Ecologistici & Cittadini” ACERRA – Casa dell’Architettura: stessa iniziativa andava fatta per il PUC. Abbiamo visitato stamattina al Castello Baronale “la Casa dell’Architettura”, iniziativa del Comune di Acerra su una serie di schede progettuali su come potrà essere la città nei prossimi anni. “Strano manchino le cartografie del Piano Urbanistico comunale – dichiarano gli ecologisti – senza inquadramento generale urbanistico questa infografiche non sono valutabili. Andava fatta una iniziativa di ascolto e partecipazione sul PUC della stessa tipologia, ma forse non se ne vuole parlare affatto”. “Da una prima visione degli elaborati proposti – aggiungono gli ecologisti – ancora una volta vediamo tanto cemento e poco verde. Acerra ha bisogno di alberi, di ossigeno, non di ulteriore cementificazione senza senso. D’altronde se si parla di CASA dell’Architettura un  perché ci sarà”.

Somma Vesuviana, elezioni, incontri e scontri tra le coalizioni

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E’ calma apparente nella politica sommese che a poco più di due mesi dalle elezioni, fissate per il 12 giugno,  sembra avere ancora le idee confuse.    Si susseguono gli incontri e anche gli scontri in particolare al tavolo del Pd che, stando a voci di corridoio, sarebbe ormai completamente saltato. Intanto si allarga la coalizione costituita da  socialisti ,  Siamo Sommesi, Il laboratorio politico, la lista Progetto Somma,  Bianco e la sua lista,  e il gruppo “Per Somma”  e ci sarebbe ( il condizionale in questa fase è d’obbligo) già un documento programmatico e l’accordo sul nome Bianco . Pare che quello che resta del Pd vorrebbe entrare in questa coalizione. Ma il Pd trova ostacoli per la presenza di alcuni noti personaggi ritenuti “inaffidabili”. Sempre voci di corridoio parlano di pressioni da parte dei vertici del Pd per far aprire a questo tavolo ma, nel caso qualcuno decidesse di accettare, altri minacciano di uscirne. Questa sera dovrebbe esserci l’incontro decisivo.

San Giorgio, Zinno cambia la giunta: due le new entry

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Il Sindaco Zinno modifica l’esecutivo. Entrano in giunta Carlo Lembo e Simona D’Agostino. Pietro De Martino, vicesindaco.

 

Zinno: “Obiettivo è rendere la squadra ancora più performante rispetto ai prossimi obiettivi da raggiungere sul nostro territorio”  

San Giorgio a Cremano – Dopo un anno e mezzo di consiliatura, il Sindaco Giorgio Zinno apporta alcune modifiche alla giunta per rendere l’esecutivo più performante rispetto ai prossimi obiettivi da raggiungere in città. Questa mattina il Primo Cittadino ha ufficializzato l’ingresso di due nuovi assessori; si tratta di Carlo Lembo e Simona D’Agostino. Hanno preso il posto  di Aldo Raucci e Maria Tarallo, mentre a Pietro De Martino passa la carica di Vicesindaco.

Carlo Lembo, 52 anni, è stato già consigliere comunale durante le consiliature di Aldo Vella, Nando Riccardi e Domenico Giorgiano. Persona quindi di esperienza amministrativa, a lui il Sindaco ha assegnato le deleghe alla Polizia Municipale e Videosorveglianza, Urp, Servizi Demografici e Personale. Carlo è sangiorgese doc, è sposato con tre figli. Laureato in sociologia, lavora attualmente presso il comune di Casoria come responsabile dei Servizi Sociali.

Simona D’Agostino, anche lei sangiorgese, ha 45 anni.  E’ pedagogista, criminologa, mediatrice familiare, con particolare esperienza rispetto alle problematiche dei minori a rischio. Attualmente è incaricata come esperto pedagogista (ex art.80) presso l’Istituto Penitenziario per i Minorenni.  Sposata con due figli, si occuperà di Pari Opportunità, Sport, Politiche Giovanili e Avvocatura.

Riconfermati: Eva Lambiase, che da oltre un anno sta lavorando instancabilmente con l’ufficio tecnico sui progetti del PNRR, per un importo pari a quasi 60 milioni di euro e che ha rimesso la carica di vicesindaco proprio per continuare a concentrarsi su questi obiettivi importantissimi per San Giorgio a Cremano; Pietro De Martino, nominato Vicesindaco per la sua comprovata esperienza politica e a cui sono state lasciate invariate le deleghe alla Cultura, Urbanistica, Arredo Urbano e Cimitero; Giuseppe Giordano che continuerà ad essere impegnato nei delicati ambiti delle Politiche Sociali, Scuola, Gestione dei Beni Confiscati, Bilancio e Innovazione Tecnologica.

Restano nell’esecutivo anche Nunzia Sirica con delega alle Attività Produttive e Carlo Sarno con gli incarichi all’Ambiente, Patrimonio e Associazionismo.

Il nuovo esecutivo così composto – ha detto il Sindaco Giorgio Zinno –  rappresenta una sintesi di esperienza ed innovazione, capace di valorizzare sia le competenze individuali che i prossimi obiettivi che ci siamo prefissati per migliorare sempre più la nostra città. Ringrazio Aldo Raucci e Maria Tarallo per il lavoro svolto finora, certo che continueremo a collaborare per la nostra amata San Giorgio a Cremano e do il benvenuto a Carlo Lembo e Simona D’Agostino consapevole di poter contare sulla loro professionalità e dedizione al territorio”.  

“Un grazie sincero al Sindaco Giorgio Zinno per la fiducia e la stima  conferitemi – ha detto Lembo – e colgo l’occasione per ringraziare tutti gli amici e i colleghi per il lavoro svolto nella passata campagna elettorale. Responsabilità e ragionevolezza guideranno le  mie scelte con un impegno che va divulgato e comunicato ai nostri concittadini per un confronto quotidiano come nutrimento di trasparenza e democrazia”.

“Il mio impegno per questo incarico che mi è stato conferito dal Sindaco Zinno sarà pieno e appassionato – ha concluso D’Agostino – certa di collaborare con tutta la giunta per raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissati, al servizio della comunità”.

Il Consiglio dei Ministri ufficializza la data delle elezioni

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Ora si conosce finalmente la data in cui si andrà al voto. Il Consiglio dei ministri ha ufficializzato le date delle elezioni amministrative: 12 giugno il primo turno, secondo turno il 26 giugno e referendum il 12 giugno. Lo riferisce su twitter il dem Stefano Ceccanti e lo confermano fonti ministeriali. Nella tornata elettorale del 2022 si sceglieranno nuovi sindaci e consigli comunali in realtà importanti come Somma Vesuviana, Nola ed Acerra, solo per citare alcuni dei Comuni maggiormente sotto la luce dei riflettori. In totale nella città Metropolitana di Napoli si voterà in 14 Comuni, tra i quali spiccano oltre ai già citati i tre più popolosi: Portici, Pozzuoli e Torre Annunziata.

Orrore in campagna, trovato carbonizzato in un terreno

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Nella giornata di ieri, precisamente in serata, i Carabinieri di Castellammare sono stati allertati presso la zona di Lettere, al confine con Sant’Antonio Abate, a causa di un incendio. All’arrivo sul posto, però, la macabra scoperta: è stato ritrovato in un fondo agricolo in via San Paolo un cadavere carbonizzato il cui riconoscimento non è ancora certo. Presenti sul corpo della vittima degli evidenti segni di violenza visibili nonostante le gravi ustioni riportate. La salma è stata prontamente trasferita all’obitorio di Castellammare di Stabia per ulteriori accertamenti medico legali dai quali si attendono informazioni certe circa l’identità della vittima e la causa della morte. Al momento i Carabinieri di Castellammare, coordinati dalla Procura di Torre Annunziata e dal sostituto Procuratore Maria Colangelo, non escludono alcuna ipotesi ma visti i segni di violenza e le gravi ustioni è certamente plausibile l’ipotesi di un omicidio che dovrà essere verificata dagli inquirenti durante le indagini.

Scoperto a rubare 26mila euro di corrente, macellaio prova a corrompere carabinieri

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POZZUOLI – Macellaio tenta di corrompere i Carabinieri per evitare arresto. Nei guai 37enne, “Passate dopo che vi faccio un regalo!” Non è la promessa di un animo gentile ma un tentativo di corrompere Carabinieri e dipendenti dell’ENEL. E’ successo a Pozzuoli, in una macelleria, dove poco prima era stato accertato un allaccio abusivo alla rete elettrica. Il contatore non rilevava consumi ma militari della locale stazione e specialisti tecnici ENEL hanno scoperto che oltre 26mila euro non erano arrivati nelle tasche del gestore, nonostante l’erogazione di energia. Il titolare 37enne si è visto alle strette e per evitare l’arresto ha giocato una carta disperata, quella della corruzione. Ha chiesto di chiudere un occhio, di non concludere il controllo e promesso un regalo in cambio. Non è chiaro cosa volesse donare loro se carne o denaro. Ciò che è certo è che per l’imprenditore sono scattate le manette. E’ ora ai domiciliari, arrestato per furto di energia elettrica e tentata corruzione.

Stellantis Pomigliano, l’obiettivo: a settembre addio cig, dopo 14 anni

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Durante l’esame congiunto sindacati-azienda, fissata al 31 luglio la scadenza della cassa integrazione che sta affliggendo i 4400 lavoratori da molto tempo    Ora l’obiettivo non è solo quello di consolidare ulteriormente il successo della Panda fino a tutto il 2026 e di dare il via a quello, si spera prossimo, del nuovo suv Tonale. Adesso c’è già un secondo obiettivo da centrare, che non è affatto secondario: eliminare la cassa integrazione che da 14 anni affligge i salari e la vita stessa di migliaia di lavoratori della Stellantis di Pomigliano. Proprio per questo motivo lunedi scorso l’azienda ha voluto dare una scadenza, un termine preciso al rinnovo del contratto di solidarietà stipulato con i sindacati: il prossimo 31 luglio. Dopodiché il piano è il seguente: con l‘avvio del doppio di turno di lavoro sulla linea di montaggio del Tonale, a settembre sarà eliminata la cassa integrazione. Lo ha fatto sapere la Fiom dopo l’incontro con l’azienda, vale a dire il sindacato che, a differenza di Fim, Uilm e Fismic, non ha firmato, nel 2011, il contratto specifico aziendale ingaggiando anche un lungo braccio di ferro per la conseguente fuoriuscita dell’allora FCA da Confindustria e dal contratto nazionale di lavoro.   I metalmeccanici della Cgil hanno comunicato che durante l’incontro nello stabilimento di Pomigliano, avvenuto nel pomeriggio del 28 marzo, l’azienda ha ufficializzato l’annuncio della fine della cassa integrazione (peraltro già anticipato da Jean Philippe Imparato, ceo di Alfa Romeo, durante la sua visita mattutina all’impianto in cui si stanno assemblando i primi modelli del nuovo suv compatto del Biscione).  “L’azienda – scrive Mario Di Costanzo, segretario della Fiom per il settore automotive, nella pagina FCA Pomigliano-gruppo operaio – nella riunione di ieri ci ha comunicato che a settembre, con l’implementazione di due turni sul Tonale e con la speranza che la guerra non causi altre vittime e danni economici, la cassa verrà tolta”. Comunque anche Giuseppe D’Alterio, responsabile della Uilm per lo stabilimento di Pomigliano, conferma sostanzialmente quanto annunciato dalla Fiom nella riunione a tavoli separati. “Ovviamente però – precisa D’Alterio – la stessa azienda ci ha fatto capire che l’obiettivo è si di eliminare a settembre la cassa integrazione ma che oltre alle conseguenze della guerra ci sarà da fare i conti con la crisi della carenza dei semiconduttori, che continua e che potrebbe continuare fino alla fine dell’anno. Lo ha specificato lo stesso Imparato del resto”.   Le incognite ci sono. Ma se il Tonale dovesse ingranare subito la marcia i giochi potrebbero essere fatti anche sul fronte salariale e occupazionale. Almeno questo è il piano. La cig iniziò a colpire duramente la grande fabbrica automobilistica di Pomigliano nel 2008, quando le due vetture di punta Alfa Romeo, la 159 e la 147, andarono in fine produzione. Da allora la cig non ha più lasciato i circa attuali 4400 addetti. A ogni modo il contratto di solidarietà, in vigore da oltre otto anni qui, l’altro ieri è stato rinnovato. Contratto di solidarietà varato nel 2014 per alleggerire le dure conseguenze della cassa integrazione ed evitare i rischi di discriminazione per i cassintegrati e che appunto prevede l’applicazione di un’equa rotazione dei lavoratori in cig. Ma la cassa è stata rinnovata soltanto fino al 31 luglio, il che conferma la prospettiva di una sua cessazione con la piena commercializzazione del Tonale, il cui lancio produttivo è previsto a maggio. Intanto Di Costanzo ironizza sul lunghissimo periodo di cassa. “Più che togliere la cassa, diciamo che l’INPS, l’ente che eroga gli ammortizzatori sociali, praticamente ci “licenzia” – la battuta del dirigente sindacale – non saremo più suoi dipendenti, perché dopo 14 anni di ammortizzatori sociali più che dipendenti di FCA siamo diventati dipendenti pubblici con la qualifica di impiegati INPS”.      

Sciopero e sit in dei lavoratori di Medicina Futura: sbloccati gli stipendi arretrati

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Fino a ieri si attendeva la tredicesima 2021. Il centro diagnostico di Acerra è uno dei più importanti a livello nazionale. Punto di riferimento della Terra dei Fuochi.   E’ stato messo a segno per tutta la giornata di lunedi ed è proseguito fino alle 8 di martedi lo sciopero indetto dal sindacato di categoria Cgil Funzione Pubblica in uno dei più prestigiosi centri di diagnostica sanitaria nazionali, Medicina Futura. Dunque non demorde la Cgil-FP, sindacato che raccoglie un grande numero dei circa 150 addetti del centro capofila di Acerra di Medicina Futura e degli altri 150 colleghi che lavorano nelle altre strutture del gruppo dislocate a Napoli città e in provincia. Ieri decine tra tecnici e infermieri iscritti all’organizzazione di categoria hanno inscenato un sit-in davanti alla sede principale di Acerra, in via De Gasperi.   “L’azienda lunedi – fa sapere Marco D’Acunto , segretario della Cgil FP di Napoli – ha finalmente erogato ai lavoratori le spettanze di febbraio ma mancano ancora all’appello le tredicesime di dicembre 2021 per cui abbiamo deciso di non revocare l’astensione”. Secondo  D’Acunto allo sciopero ha aderito circa il 65 % delle maestranze del gruppo. Un’azienda fondamentale per la Terra dei Fuochi. Qui infatti si eseguono visite specialistiche ed esami diagnostici di altissimo livello. La popolazione servita è enorme. Sono moltissimi ogni anno i cittadini di tutto il Napoletano che si rivolgono a Medicina Futura per ottenere importanti risposte sul fronte della richiesta sanitaria.  

I “vasolari” che nell’’800 lastricarono le strade di Ottajano con i basoli del Vesuvio

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La lastricatura di strade di Ottajano con basoli del Vesuvio venne avviata in modo sistematico dopo il 1861, ma già nel 1748 Giovanni Perillo aveva lastricato la strada che porta dal Palazzo Medici a piazza Annunziata e a piazza San Francesco, e da qui a piazza Taverna. I nomi dei “mastri”, dei “vasolari” e dei “muntagnari” che portarono a termine la lastricatura delle strade tra il 1861 e il 1880.

Ottaviano è tutta un operoso cantiere: si costruiscono marciapiedi, si rinnova il disegno di piazze e strade, si asfalta e si modella. Tutto il sistema è in ordinato movimento: operai, direttori, tecnici e architetti. E osservando i moti del sistema, mi sono ricordato dei“vasolari” ottajanesi che nel sec. XIX cambiarono l’aspetto e la struttura di molti luoghi della città. Nel 1861 il Consiglio Comunale consentì al Principe di Ottajano di lastricare a sue spese il Largo del Passo, la Taverna, “per dove scorre il rigagnolo che cala da Casalnuovo dovendo però il Principe apporre un termine lapideo con le lettere iniziali C.O. “ per confermare che il luogo era proprietà del Comune”. Via Casalnuovo era l’ultimo tratto della strada che scendeva da Palazzo Medici fino alla Taverna, attraverso piazza Annunziata: era già stata lastricata nel 1748 per consentire ai principi di scendere in carrozza fino alle masserie e agli edifici che essi possedevano tra Rione Greco, la Taverna del Passo e Piazza Mercato. Il mastro “basolaro” Giovanni Perillo volle ricordare questa lastricatura, che era una delle prime nel territorio vesuviano, in un “foglio” di pietra che ancora oggi è incastrato nel muro di un edificio presso il Palazzo Medici (v. foto in appendice). “Il basolato” di via Casalnuovo venne rifatto nel 1862 da Saverio Di Palma, che usò non i basoli così detti “passa e non passa”, come imponeva il contratto, ma “basoli di pessima qualità, la maggior parte bucati e rosi dalla schiuma della lava vulcanica”. Nello “Statino di Misure e Valutazione dei lavori fatti in via Casalnuovo” vengono indicati il palazzo del sig. Smargiassi, che sta là dove la strada “esce” da piazza Municipio, il Palazzo Rizzi e il Palazzotto del Principe, di fronte al quale “i ciottoli sono stati rimessi a crudo e battuti con il mazzapicchio”. Gabriele Smargiassi aveva sposato una Rizzi, che portava in dote il Palazzo di via Casalnuovo e vasti vigneti sul “tuoro” di fronte al Monastero del Carmine: quel “tuoro” il grande pittore lo raffigurò in uno splendido acquerello (in collezione privata) che pare uscito dalla mano di Pitloo. Tra il 1860 e il 1870 furono lastricate anche le strade che da piazza San Lorenzo conducono a piazza San Giovanni e a piazza San Francesco, e che erano ancora in terra battuta; notevole fu l’intervento dell’architetto Vincenzo Del Giudice “per rialzare con una catena di fabbrica il tratto di strada da San Lorenzo a Casalvecchio e contemporaneamente addolcire ancora la rampa in principio della strada lungo il muro di Antonio Avino e per tondeggiare l’angolo del giardino di don Antonio Cutolo nel trivio di detta strada, ove i carri a stento riescono a svoltare per l’angustia del sito”. Oggi Vincenzo Del Giudice sarebbe l’architetto delle “rotonde”. L’intensità crescente dei traffici, l’incremento delle attività commerciali e i bisogni della gente fecero sì che nel 1881 si provvedesse a selciare la strada da San Francesco a San Michele, che in un primo momento doveva essere “costruita a brecciame”. Ma l’appaltatore Luigi Scudieri spiegò agli amministratori che il brecciame non avrebbe liberato piazza San Francesco dal pericolo di “restare interrata in caso di pioggia” dalla esondazione dell’alveo Rosario e che i basoli, oltre a risolvere questo problema, avrebbero consentito di risparmiare lire 600 ogni anno “per il mantenimento della strada”. Lo Scudieri aveva ragione: tra l’altro la nipote aveva sposato un Ricciardi di Cercola, e la famiglia Ricciardi governava con mano ferma il mercato dei basoli del Vesuvio forniti dalle cave di San Sebastiano e di Portici. Era un mercato ricco, soprattutto grazie alle richieste che venivano da Napoli: e, come tutti i mercati ricchi, anche quello dei basoli vesuviani alimentò contese, “guerre” e trattati di pace. Grande parte della lastricatura di Ottajano venne portata a termine, tra il 1861 e il 1880, da tre squadre, guidate dai “mastri” Gennaro Ruoppolo, Tobia Ambrosio e Carmine Luzzi. Con Ruoppolo lavoravano i “vasolari” -gli scalpellini- Felice Avino, Vincenzo Liccardo e Luigi Saviano. Saverio Coppola, Domenico Annunziata e Antonio Minichino stavano con l’Ambrosio, e il Luzzi guidava Nicola Pappalardo, Pascale Iuliano e Ignazio Boccia.I “muntagnari”, Giuseppe Nappo, Tommaso Di Prisco, Michele Catapano e Saverio Ranieri, cercavano sul Somma – Vesuvio le “vene” di lava adatte a fornire basoli: era un lavoro difficile e pericoloso: pericoloso per il rischio di crolli e di sprofondamenti, pericoloso per le ragioni della concorrenza e per le questioni connesse ai diritti di proprietà privata. C’erano poi i fabbri che curavano gli attrezzi usati da “vasolari” e “muntagnari”. Ma di essi parleremo in un altro articolo.

Il sacrificio dei piccoli eroi giunti a Somma: 80 km a piedi per scappare dalle bombe

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  Alcuni di loro hanno percorso ben 80 km, di notte, di giorno, sotto la neve, tra le bombe e poi ancora altri 5 km ai confini con la Polonia. Ora sono in salvo a Somma Vesuviana ed oggi questi tre ragazzi hanno per la prima volta varcato l’ingresso della Scuola Media Statale San Giovanni Bosco – Summa Villa dove sono stati accolti pochi minuti fa con tanta, tanta gioia!   Non scappano dalla povertà ma scappano dalla guerra! Grande il coraggio delle madri per mettere in salvo i propri figli! Alcuni di questi ragazzi, in Ucraina frequentavano ballo classico!   “E’ stata una mattinata emozionante che ci è costata molto perché sappiamo dietro questo ingresso di questi ragazzi cosa c’è. C’è una sofferenza perché loro sono stati sradicati dai loro affetti e dalla loro quotidianità e noi abbiamo pensato di accoglierli in quelle classi dove sono già presenti altri ragazzi ucraini in modo da favorire il ponte verso un’accoglienza efficace. Abbiamo anche richiesto dei mediatori culturali che ci possano supportare in questa fase di accoglienza e poi di studio. E’ stata una giornata di gioia, tralasciando il dolore che è alle spalle ma la gioia di accogliere e di poter contribuire speriamo per un piccolo tempo di poter contribuire anche alla crescita di questi ragazzi. La speranza che possano ritornare quanto prima per ricongiungersi ai loro affetti”. Lo ha dichiarato poco fa, Rosa Liguoro, Dirigente della Scuola Media Statale “San Giovanni Bosco – Summa Villa” di Somma Vesuviana che oche ore fa accolto con gioia ed amore ben tre ragazzi provenienti dall’Ucraina con le loro rispettive mamme. E Somma continua a dimostrarsi città dell’accoglienza. Ragazzi che con le loro mamme hanno percorso ben 80 Km a piedi sotto la neve per scappare dalla guerra. “Vedendo tutte quelle scene drammatiche non potevo girare la faccia da un’altra parte –ha affermato Michele Rea, cittadino – e quindi ho deciso di accogliere in casa una famiglia ucraina. Una famiglia che ha percorso ben 80 km a piedi, un giorno ed una notte sotto la neve e superato il confine polacco hanno dovuto camminare per altri 5 Km. Mentre loro sono a Somma, il papà è al fronte a combattere e speriamo che possano abbracciare il papà. Questa mattina ho fatto vedere delle immagini alla dirigente scolastica. Questo ragazzo in Polonia era un campione nel ballo classico. Putin ha spezzato tutti i loro sogni”.   Somma risponde, città della pace. Ad oggi sono circa 20 i ragazzi o bambini provenienti dall’Ucraina accolti dalle scuole del paese. Tutta la Scuola Media San Giovanni Bosco – Summa Villa ha accolto con sventolio di palloncini e canti, l’arrivo dei tre ragazzi. Particolare commozione tra insegnanti, dirigente e operatori scolastici. Anche la Scuola Media Statale San Giovanni Bosco – Summa Villa è una grande famiglia che oggi ha accolto i suoi nuovi figli! E toccante è stato il momento in cui gli studenti hanno suonato flauto e pianole con canti coinvolgenti. Ad un certo punto, la musica si è fermata ma il Canto degli Italiani, quale è l’Inno Nazionale, è diventato il canto anche della comunità ucraina. “Somma Vesuviana sta dando il meglio e sono fiero di rappresentarla – ha dichiarato Salvatore Di Sarno, sindaco di Somma Vesuviana – e la dirigente scolastica, Rosa Liguoro, con i professori ha organizzato davvero un’accoglienza intensa. Ho notato molta emozione ed è bello perché significa che ci sono anche i sentimenti. Non è un dare per forza, c’è voglia di accogliere e di dare amore. Noi dobbiamo ricordare che sarà il bello a porre fine alla guerra: la cultura, la storia!”.