Durante l’esame congiunto sindacati-azienda, fissata al 31 luglio la scadenza della cassa integrazione che sta affliggendo i 4400 lavoratori da molto tempo
Ora l’obiettivo non è solo quello di consolidare ulteriormente il successo della Panda fino a tutto il 2026 e di dare il via a quello, si spera prossimo, del nuovo suv Tonale. Adesso c’è già un secondo obiettivo da centrare, che non è affatto secondario: eliminare la cassa integrazione che da 14 anni affligge i salari e la vita stessa di migliaia di lavoratori della Stellantis di Pomigliano. Proprio per questo motivo lunedi scorso l’azienda ha voluto dare una scadenza, un termine preciso al rinnovo del contratto di solidarietà stipulato con i sindacati: il prossimo 31 luglio. Dopodiché il piano è il seguente: con l‘avvio del doppio di turno di lavoro sulla linea di montaggio del Tonale, a settembre sarà eliminata la cassa integrazione. Lo ha fatto sapere la Fiom dopo l’incontro con l’azienda, vale a dire il sindacato che, a differenza di Fim, Uilm e Fismic, non ha firmato, nel 2011, il contratto specifico aziendale ingaggiando anche un lungo braccio di ferro per la conseguente fuoriuscita dell’allora FCA da Confindustria e dal contratto nazionale di lavoro.
I metalmeccanici della Cgil hanno comunicato che durante l’incontro nello stabilimento di Pomigliano, avvenuto nel pomeriggio del 28 marzo, l’azienda ha ufficializzato l’annuncio della fine della cassa integrazione (peraltro già anticipato da Jean Philippe Imparato, ceo di Alfa Romeo, durante la sua visita mattutina all’impianto in cui si stanno assemblando i primi modelli del nuovo suv compatto del Biscione). “L’azienda – scrive Mario Di Costanzo, segretario della Fiom per il settore automotive, nella pagina FCA Pomigliano-gruppo operaio – nella riunione di ieri ci ha comunicato che a settembre, con l’implementazione di due turni sul Tonale e con la speranza che la guerra non causi altre vittime e danni economici, la cassa verrà tolta”. Comunque anche Giuseppe D’Alterio, responsabile della Uilm per lo stabilimento di Pomigliano, conferma sostanzialmente quanto annunciato dalla Fiom nella riunione a tavoli separati. “Ovviamente però – precisa D’Alterio – la stessa azienda ci ha fatto capire che l’obiettivo è si di eliminare a settembre la cassa integrazione ma che oltre alle conseguenze della guerra ci sarà da fare i conti con la crisi della carenza dei semiconduttori, che continua e che potrebbe continuare fino alla fine dell’anno. Lo ha specificato lo stesso Imparato del resto”.
Le incognite ci sono. Ma se il Tonale dovesse ingranare subito la marcia i giochi potrebbero essere fatti anche sul fronte salariale e occupazionale. Almeno questo è il piano. La cig iniziò a colpire duramente la grande fabbrica automobilistica di Pomigliano nel 2008, quando le due vetture di punta Alfa Romeo, la 159 e la 147, andarono in fine produzione. Da allora la cig non ha più lasciato i circa attuali 4400 addetti. A ogni modo il contratto di solidarietà, in vigore da oltre otto anni qui, l’altro ieri è stato rinnovato. Contratto di solidarietà varato nel 2014 per alleggerire le dure conseguenze della cassa integrazione ed evitare i rischi di discriminazione per i cassintegrati e che appunto prevede l’applicazione di un’equa rotazione dei lavoratori in cig. Ma la cassa è stata rinnovata soltanto fino al 31 luglio, il che conferma la prospettiva di una sua cessazione con la piena commercializzazione del Tonale, il cui lancio produttivo è previsto a maggio. Intanto Di Costanzo ironizza sul lunghissimo periodo di cassa. “Più che togliere la cassa, diciamo che l’INPS, l’ente che eroga gli ammortizzatori sociali, praticamente ci “licenzia” – la battuta del dirigente sindacale – non saremo più suoi dipendenti, perché dopo 14 anni di ammortizzatori sociali più che dipendenti di FCA siamo diventati dipendenti pubblici con la qualifica di impiegati INPS”.



