Cuochi in piazza a Nola: è festa grande con i prodotti del territorio

  Migliaia di partecipanti, studenti provenienti da tutta la regione, un’esplosione di colori e sapori. La valorizzazione dei prodotti enogastronomici è stata al centro della “Festa del Cuoco” a Nola, in piazza Duomo e proseguita presso il ristorante “Villa Perrotta” a Roccarainola con una cerimonia alla quale hanno partecipato ospiti ed organizzatori dell’evento. La manifestazione è stata organizzata dall’amministrazione comunale e dall’assessorato alla cultura e voluta dall’Associazione Cuochi Torre Del Greco – Area Vesuviana -Nolana e Strianese. I prodotti di eccellenza del territorio sono stati elaborati da circa 15 Chef per la preparazione di finger food che sono stati offerti gratuitamente ai cittadini, alle autorità e agli alunni delle scuole coinvolte. Le derrate alimentari sono state offerte dalla ditta “Dac”. Molto apprezzati gli show cooking di due chef stellati, Paolo Barrale di Marennà e Lino Scarallo, executive di Palazzo Petrucci, e due chef emergenti, Maurizio De Riggi del Markus di San Paolo Belsito e Luigi Salomone del ristorante Piazzetta Milù. Applausi anche per l’esibizione degli chef intagliatori di prestigio, tra i quali gli chef Domenico Lucignano, componente del team Campania e lo chef Luigi Malafronte. Presenti anche i funzionari dell’assessorato all’Agricoltura della Regione Campania, i rappresentanti dell’IZSM (Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno), le associazioni di categoria: Coldiretti e Slow Food. Ha partecipato anche Rocco Pozzulo, presidente nazionale dell’Associazione italiana Cuochi, insieme ai tanti rappresentante dell’ Unione Regionale Cuochi Campania, presieduta da Luigi Vitiello, e dell’Associazione Cuochi Torre Del Greco – Area Vesuviana – Nolana e Strianese, presieduta da Raimondo di Cristo. Spiega Antonio Nunziata, membro dell’associazione e tra i promotori dell’evento: “La valorizzazione dei nostri prodotti può essere uno straordinario volano di sviluppo dell’intero territorio, sia dal punto di vista turistico che economico. L’evento ha coinciso con la ricorrenza del Santo Patrono dei Cuochi, San Francesco Caracciolo” “Abbiamo offerto alla cittadinanza uno spettacolo gastronomico accompagnato da momenti informativi con professionisti del settore. Un argomento importantissimo per conoscere l’origine e la produzione degli alimenti che quotidianamente consumiamo e che sono alla base della nostra alimentazione.”, aggiunge l’assessore alla cultura del Comune di Nola, Cinzia Trinchese. festa1 festa2

San Giorgio, le perplessità dei “5 Stelle”

L’intervista al consigliere pentastellato Danilo Cascone sugli ultimi sviluppi emersi dalla consulta all’ANAC ed esposti in una conferenza stampa lo scorso lunedì.

Abbiamo incontrato Danilo Roberto Cascone, il consigliere comunale del Movimento Cinque Stelle al comune di San Giorgio a Cremano che ci ha esposto in questa breve intervista i fatti legati al richiamo da parte dell’autorità presieduta dal giudice Cantone sull’operato dell’amministrazione sangiorgese in riferimento a delle irregolarità su alcune gare d’appalto.

Ci spieghi le ragioni di questa conferenza stampa. «Questa conferenza stampa è stata fatta perché volevamo annunciare alla stampa e ai cittadini presenti che lo scorso mese d’agosto abbiamo presentato un esposto all’ANAC (Autorità Nazionale Anticorruzione) su quattro procedure d’appalto ritenute da noi inusuali, sospette, perché vi erano, dal nostro punto di vista, alcuni profili che meritavano un’attenzione. Ad esempio la tipologia di procedura adottata, una procedura negoziata senza previa pubblicazione del bando prevista dal codice degli appalti, questa procedura prevede tra i motivi giustificativi l’urgenza ma dal momento che questi contratti di questi quattro appalti sono stati sottoscritti dopo molto tempo, in alcuni casi dopo quasi due anni dall’avvio della procedura, abbiamo per questo sollevato questa problematica perché, dal nostro punto di vista, l’urgenza non sussiste.»

Quali erano questi quattro appalti in questione? «Uno era per i lavori in via Margherita di Savoia, che si faranno a breve, un altro riguarda la risistemazione della scuola Mazzini, un altro riguarda la manutenzione delle fontane ornamentali, e un quarto riguarda la manutenzione delle caldaie della scuola Noschese. Due appalti affidati alla D’Alessandro Costruzioni e gli altri due alla DALCO, ma in realtà tutte e quattro le società riconducibili allo stesso titolare, la D’Alessandro Costruzioni, e questo è un altro punto perché affidando tutti e quattro i lavori alla stessa ditta manca il principio di rotazione previsto dal codice dei contratti e anche questo è stato fatto presente al sindaco dall’ANAC.»

Quindi è stata questa la nota dell’ANAC? «La risposta dell’ANAC, a seguito del nostro esposto, fa presente che non c’è stata la rotazione e che il criterio dell’urgenza non sussiste e per questo ha richiamato il sindaco di San Giorgio a Cremano. Ricordiamo che, all’epoca di queste procedure d’appalto, il sindaco, era assessore alle opere pubbliche e a maggior ragione parte in causa.»

Quali saranno le vostre azioni successive rispetto a questo caso? «Noi naturalmente coinvolgeremo l’autorità giudiziaria per verificare se sussistano elementi di illegittimità o delle proprie irregolarità perché è evidente, lo dice l’ANAC, che ci sono state delle violazioni del Codice degli Appalti. Diciamo che in passato eravamo una voce isolata nel dire alcune cose, nel far presente e nel denunciare delle situazioni, stavolta siamo supportati da un organo sovraordinato, un’autorità indipendente. L’auspicio è che ci sia maggiore attenzione nel futuro per quel che riguarda le procedure d’appalto.»

“Adotta un albero” per il Boschetto del Palazzo Ducale di Marigliano

La solidità dello spirito civico e la cultura dell’ambiente “creano” una splendida iniziativa per riportare la vita nel Boschetto Ducale, gravemente danneggiato da una tromba d’aria. Il piccolo boschetto del Palazzo Ducale di Marigliano, col suo tranquillo laghetto, è un’oasi di pace e di benessere nel cuore pulsante di una cittadina che, in questi giorni, sta dando a tutti una lezione di civiltà, con un garbo e una raffinatezza davvero encomiabili. Il 31 dicembre del 2014 una tromba d’aria ha divelto, distruggendoli, ben 150 alberi del Giardino e ne ha danneggiati molti altri, infliggendo una ferita gravissima alla storia stessa del Boschetto. Alcune specie arboree, tra cui le querce, sono state pazientemente piantate e ripiantate fin dai tempi dei Romani e rappresentano ancora oggi la preziosa risorsa naturale del delicato ecosistema vegetale ed animale dell’agro mariglianese. Falchetti, upupe, barbagianni e civette, così come passeri e picchi, in special modo quello rosso, che è una specie protetta, fino ad arrivare al più piccolo scarabeo rinoceronte, tra i rami di questi alberi trovano la loro casa o riposano, come le rondini, prima di partire per i loro esotici viaggi. C’è una vita incredibile tra queste foglie, ci hanno spiegato gli esperti agronomi e naturalisti nell’incontro-dibattito svoltosi sabato, 3 ottobre, presso il Palazzo. E’ un mondo incantato, di una magia non cupa e minacciosa, ma luminosa e gioiosa, per il canto degli uccelli e per le voci dei tanti bambini che lo colorano coi loro giochi e i loro sorrisi: questo è il commosso racconto della responsabile delle Figlie della Carità che vivono nel Palazzo da anni e che, in qualità di “custodi” morali e materiali del Parco, lanciano l’accorato appello per il rimboschimento dell’area danneggiata. I cittadini mariglianesi, l’ Amministrazione, le scuole, le associazioni, si stringono intorno alle suore e al loro Boschetto e si attivano col proprio personale contributo per l’acquisto delle nuove piante, ma il loro sforzo non copre la spesa. Perciò nasce una nobile iniziativa: “Adotta un albero” per la rinascita del bosco del Castello Ducale. L’ossigeno prodotto dalle piante lo respiriamo tutti, del verde possiamo usufruirne tutti, tramandare nei secoli un patrimonio così prezioso, perché vitale, è compito di tutti, e tutti possono dare il loro contributo. Un gruppo volontario di lavoro , composto da varie figure professionali, intende spendere conoscenze e competenze al fine di organizzare varie iniziative sul territorio destinate alla raccolta di fondi per il progetto. Contattiamo questo gruppo. Un noto adagio ebraico dice: “Quando nasce una vita, pianta un albero”. Noi potremmo dire: “Piantiamo un albero, perché rinasca la vita”. Tutti noi, che crediamo in questi valori, ringraziamo “ilmediano.it” che sostiene questo appello con la sua autorevolezza.

Somma Vesuviana. Ancora una medaglia d’argento al club Busen Marino

Al Trofeo Italia Emilia Romagna di Modena sono arrivati cinque tra i judoka del Busen Club Marino e Davide Brignola è riuscito a salire sul podio classificandosi secondo nella sua categoria. Il Busen Club Marino e i suoi atleti non si fermano mai: domenica 11 ottobre 2015 cinque dei judoka della Società Sportiva di Somma Vesuviana hanno partecipato al Trofeo Italia Emilia Romagna organizzato a Modena dalla FIJLKAM (Federazione Italiana Judo Lotta Karate Arti Marziali) e anche qui questi atleti di Judo si sono distinti per la loro bravura e la loro grinta. Fabiana Aprea, Davide Brignola, Bruno Rossomando, Rossella Tramontano e Emily Viterbo, accompagnati dal Coach Raffaele Napolitano, sono partiti con tanta voglia di mettersi in gioco e affrontare un torneo che ha visto sfidarsi più di 500 atleti e partecipare 64 società. E, naturalmente, non sono mancati gli ottimi risultati: Davide Brignola, 14 anni, cintura Marrone, si è classificato secondo vincendo la medaglia d’argento nella categoria degli Esordienti -66Kg con 34 judoka in sfida, dopo un match duro, fronteggiato con nervi saldi a fine di una lunga giornata, incontro dopo incontro, emozione dopo emozione. «Il Busen Club Marino ha partecipato ad una importante gara assieme a Club provenienti da tutta Italia e a judoka con una considerevole preparazione tecnica ed atletica – ha spiegato a fine giornata il Maestro Salvatore Iovine, amministratore della Società Sportiva – Si è trattato di un buon banco di prova in vista delle Finali della categoria degli Esordienti B che si terranno a fine anno che ha permesso di testare la nostra preparazione e concentrarci sui punti di forza da sfruttare e le debolezze da migliorare. Devo ammettere che il livello di preparazione di tutti i partecipanti è stato uno dei migliori degli ultimi anni quindi possiamo dirci davvero soddisfatti del nostro lavoro. Per quanto riguarda gli atleti del mio club Davide Brignola ha soddisfatto le mie attese vincendo la medaglia d’argento nella sua categoria, ma devo dire che sono state buone anche le performance dei miei altri judoka in gara visto l’altissimo livello dei partecipanti sia nella categoria maschile che femminile». «I ragazzi in questo torneo hanno fatto tanto, ma devono impegnarsi e fare ancora meglio e dare sempre di più – ha chiarito il coach Raffaele Napolitano subito dopo la fine del Trofeo – Solo se si alza ogni volta il livello delle proprie aspettative, si può pretendere tanto da se stessi e riuscire a dare davvero il massimo, senza arrendersi mai». Gli atleti di Somma Vesuviana stanno tenendo alto il nome della propria città e a tal riguardo il Maestro Iovine si è espresso pensando anche al futuro di questo paese: «Sono orgoglioso di affermare che la nostra Società Sportiva sta lavorando molto e con ottimi risultati, ma per fare il salto di qualità è necessario il supporto dei nostri concittadini e soprattutto degli amministratori: è fondamentale per noi, per i tecnici e soprattutto per gli atleti che vengano create delle strutture adatte ad ospitare club nazionali ed internazionali per importanti eventi che ci vedano tra i protagonisti. Solo così possiamo dire di fare davvero tanto per la nostra Somma Vesuviana».

Consorzi di Bacino, senza soldi e occupazione da tre anni: De Luca organizza un vertice

Per il prossimo 20 ottobre il presidente della Regione tenterà una mediazione con i comuni. Il vertice che il prossimo 20 ottobre si terrà in Regione con i sindacati e con l’Anci Campania costituisce il tentativo del governatore Vincenzo De Luca di convincere almeno un centinaio di comuni della Campania ad assumere ciascuno, e in pianta stabile, un gruppo formato da almeno 6 o 7 addetti dei consorzi di bacino, addetti rimasti senza soldi e senza incarichi da tre anni e mezzo. E se i comuni dovessero dire di si ciò avrebbe come prima conseguenza una notevole riduzione degli organici dei consorzi, che solo in provincia di Napoli ammontano a 1350 persone. Tutti ex disoccupati iscritti ai vari movimenti e che quindici anni fa furono assunti da questi enti regionali per effettuare la raccolta differenziata nei comuni e per compiti di sorveglianza e manutenzione delle discariche. Poi però la ex giunta Caldoro ha tolto tutto, o quasi, di mezzo. I soldi di sicuro. Da tre e mezzo i lavoratori dei consorzi non percepiscono più il salario. Molti sono rimasti senza incarichi. Altri continuano a sorvegliare i siti delle ecoballe. Tutti però sono rimasti negli organici dei consorzi. Figurano ancora come personale assunto e in attività. Una matassa che De Luca tenterà di sbrogliare la prossima settimana. Ma già serpeggia molto scetticismo sulla riuscita di questa che appare come una vera impresa.  

Napoli, a lezione di Bon Ton per Emergency

Giovedì 15 ottobre al Policlinico Federico II il primo corso di bon ton i cui proventi saranno devoluti ad Emergency. L’evento è organizzato dal Segretariato Italiano Giovani Medici in collaborazione con il Segretariato Italiano Studenti Medicina. Appuntamento all’insegna del galateo e della solidarietà a Napoli. Il SIGM (Segretariato Italiano Giovani Medici) in collaborazione con il SISM (Segretariato Italiano Studenti Medicina) organizza per il prossimo giovedì 15 ottobre presso l’aula grande dell’Edificio 20 del Policlinico Federico II dalle 14:30, il primo corso di bon ton i cui proventi saranno devoluti ad Emergency. Nel corso del pomeriggio i volontari dell’associazione italiana, nata nel 1994 per offrire cure medico-chirurgiche gratuite e di elevata qualità alle vittime delle guerre, delle mine antiuomo e della povertà, illustreranno ai partecipanti i loro progetti realizzati e quelli da realizzare, attraverso video e materiale informativo. A seguire poi ci sarà il “corso di bon ton”, occasione per ricordare alcune buone maniere e codici di comportamento da adottare in situazioni particolari. La partecipazione all’evento è gratuita, ma gli aderenti potranno lasciare una libera offerta ai volontari di Emergency, oltre ad informarsi su come continuare ad aiutare in maniera personale l’associazione da anni impegnata in maniera radicale anche nel nostro territorio. Per l’occasione abbiamo rivolto qualche domanda ad uno degli organizzatori dell’evento, Ovidio De Filippo, giovane medico e membro del Sigm. Come nasce l’esigenza di organizzare questo evento e perché proprio un corso di bon ton? «È stata volontà del SIGM far sentire che i giovani medici possono e devono dare un esempio di solidarietà, un campo in cui tutti, e in particolare chi per professione aiuta gli altri, possono e devono essere sensibilizzati a fare qualcosa in più. Non so se sia corretto quindi definirla un’esigenza, ma di certo c’è stata una forte volontà di dare un esempio. Il corso di bon ton è la dimostrazione di come una cosa di cui pochi si interessano per hobby o semplicemente per curiosità possa essere condivisa con tutti ed abbinata ad un fine più grande quale quello di sostenere un’associazione come Emergency. Sarebbe stato di certo più semplice organizzare una classica raccolta fondi, ma crediamo che invece attraverso questa formula si possa creare una tradizioni di eventi a scopo benefico, oltre che di importanti momenti di aggregazione». Qual è il target delle persone che creda partecipino alla kermesse? «Svolgendosi al policlinico Universitario Federico II, in pieno periodo di corsi, ci aspettiamo sicuramente una cospicua presenza di studenti di medicina e specializzandi, che comunque rappresentano il target a cui solitamente si rivolgono il SIGM ed il SISM. Tuttavia, questa volta, l’oggetto non esclusivamente scientifico della manifestazione ed il fine maggiore per cui si terrà ci ha consentito di estendere l’invito a chiunque e, se mi è consentito, sfrutterei anche questo canale per chiedere a quante più persone possibile di aderire». In un momento storico difficile e delicato come quello che stiamo vivendo oggi, che valore sociale può avere la solidarietà in generale ed in ambito di assistenza sanitaria in particolare? «Purtroppo ci si ricorda di quanto sia necessario aiutare i meno fortunati soltanto quando accadono eventi sensazionali come il recente bombardamento dell’ospedale di MSF a Kabul. Queste situazioni portano alla luce l’enorme lavoro di assistenza che i volontari compiono nel mondo senza aspettarsi medaglie in cambio e talvolta, ahimè, nel disinteresse generale. In quanti sanno ad esempio che Emergency ha recentemente aperto un poliambulatorio per poveri e migranti nel quartiere di Ponticelli? Chi lavora in ambito sanitario ha l’opportunità di mettere le proprie competenze al servizio di chi ne ha bisogno e di poter fare della solidarietà il proprio lavoro, sarebbe bello non lasciarsela sfuggire». A tutti i partecipanti sarà donato un oggetto simbolico come ricordo dell’evento. (Fonte foto: Rete Internet)

Ercolano capitale della Cultura, sostegno unanime dei sindaci del Parco Vesuvio

“L’investitura di Ercolano a capitale della Cultura sarebbe una vittoria di tutto il territorio e di tutti i Comuni che fanno parte del Parco nazionale del Vesuvio”, ha dichiarato il sindaco Luca Capasso. La comunità del Parco nazionale del Vesuvio ha votato all’unanimità un documento di sostegno alla candidatura della città di Ercolano a Capitale della Cultura per il prossimo anno. Lo rende noto il sindaco di Ottaviano, Luca Capasso, che della comunità del Parco è presidente. “L’investitura di Ercolano a capitale della Cultura sarebbe una vittoria di tutto il territorio e di tutti i Comuni che fanno parte del Parco nazionale del Vesuvio. L’area protetta può riservare una serie di opportunità e la candidatura di Ercolano, in questo senso, è un esempio concreto. Facciamo tutti il tifo per Ercolano”, spiega Luca Capasso.

Somma Vesuviana, l’intervento del sindaco in consiglio comunale

Pasquale Piccolo: «So che la mia scelta mi esporrà a sciacallaggio politico, lo faccio per la città». Nella relazione del primo cittadino, step dopo step, la crisi vista dal più alto scranno di Palazzo Torino.   Ieri mattina aveva ritirato le dimissioni, in serata si è presentato in consiglio comunale con una relazione che non lascia adito a dubbi: stando alle sue parole la «colpa» della crisi sarebbe del gruppo «Moderati per Somma». «È necessaria una premessa circa i motivi per cui sono giunto alla decisione di dimettermi – ha esordito il sindaco Piccolo – così come è necessario spiegare il perché di questo confronto oggi. Comincio dai motivi che mi hanno indotto a dimettermi: in primis voglio evidenziare che le mie dimissioni non sono scaturite da motivi personali, come a qualcuno piacerebbe far credere, ma da comportamenti squisitamente politici non condivisibili. Negli ultimi due mesi la formazione del nuovo gruppo «Moderati per Somma» ha creato all’interno della maggioranza dei contrasti inaspettati, perché senza alcuna motivazione di ordine politico faceva richiesta dell’azzeramento della giunta e non di verifica della stessa come sostenuto». Poi Piccolo entra nei particolari e snocciola passo per passo i momenti che hanno, stando alle sue parole, portato la città a questo punto. «Io vengo a conoscenza della nascita di questo nuovo gruppo attraverso comunicazioni fatte al protocollo del Comune, senza che i componenti si fossero mai interfacciati con il sottoscritto; In seguito, c’è stato un voto contrario da parte del gruppo nel consiglio del 4 agosto nel quale gli stessi componenti sollecitavano la minoranza ad unirsi al voto su una proposta del sindaco per la realizzazione di un’opera pubblica che avrebbe risolto un problema atavico  ad un quartiere della periferia e questo senza che ci fosse alcuna motivazione politica, da qui nasce la mia missiva tanto decantata. La mia lettera ha valore esattamente contrario a ciò che loro precisano, essa è stata un avvertimento per chiarire che cominciavo a dubitare della bontà delle vere intenzioni della nascita del gruppo». Si arriva, a questo punto, all’autosospensione dei due assessori del Moderati per Somma. «Remissione delle deleghe senza un motivo, bloccando così i lavori della giunta in prossimità di scadenze importanti – prosegue Piccolo in aula – e in occasione della seduta di giunta del 17 settembre, dove era in programma la proposta di delibera di carattere urbanistico in merito al cambio di destinazione d’uso degli immobili ad uso agricolo in commerciale, gli stessi assessori chiedevano di non procedere alla deliberazione di un atto così importante per il rilancio economico e sociale tanto atteso dalla nostra città. La stessa veniva votata successivamente solo dai cinque assessori in quanto, al mio rifiuto di soprassedere ai lavori della giunta, gli assessori che facevano riferimento al gruppo dei Moderati, rassegnavano le loro dimissioni incuranti dell’importanza storica della delibera, la 102 del 2015». Non poteva mancare, nella relazione di Piccolo al consiglio comunale, un cenno alla conferenza stampa tenuta dai MdS in una stanza del comando vigili urbani. «Sono venuto a conoscenza che si era tenuta in una stanza di un edificio comunale soltanto a mezzo stampa, appunto, il giorno dopo – prosegue il sindaco – il gruppo dei Moderati parlava di rilancio politico precisando che loro non erano per la politica del “tirare a campare”. Ed è apparsa come una conferenza tipica di un gruppo che già di fatto siede nei banchi di opposizione. I componenti del gruppo mancano dalla casa comunale da oltre due mesi, comunicando con il sottoscritto e con la città solo attraverso incomprensibili manifesti murali dai quali si intravedee chiaramente il loro allontanamento e la loro insofferenza. Ultimissima, ma non in ordine di importanza, la conferenza del giorno 8 ottobre nella sala Santa Caterina, dove appare strano che ci si accorgo solo dopo 15 mesi che alcuni organi e alcune delibere potrebbero essere illegittime, sbandierando fogli di carta in bianco e facendo appello a leggi di ordine nazionale». «Trovo inoltre ridicolo – continua Piccolo    –   che il voto del Bilancio debba apparire come se fosse un piacere fatto al sindaco, dimenticando che per un consigliere di maggioranza è un atto dovuto, un dovere nei confronti dei cittadini e della città e in modo particolare in questa circostanza, quando l’estensore dello stesso è un componente dell’attuale gruppo dei Moderati per Somma». Dopo l’affondo al capogruppo Nocerino, il sindaco Piccolo prosegue con quelle che sono le sue intenzioni e con le considerazioni politiche sulle forze di opposizione. «In questi giorni ho messo in atto tutto quello che prevede l’etica politica, ho fatto una apertura a tutte le forze presenti in consiglio comunale, supportato in questa circostanza dalla grossa sensibilità dimostratami dagli assessori che con le loro dimissioni volontarie hanno dimostrato ancora una volta di credere nella mia persona. Colgo l’occasione di ringraziare il Pd per il grosso atto di responsabilità dimostrato per aver aderito alla richiesta di un confronto al fine di trovare una soluzione alla crisi. Mentre, con sommo rammarico, devo dire che alcun riscontro ufficiale ho avuto dai responsabili di Forza Italia alla mia analoga richiesta, il che denota un comportamento arrogante e noncurante delle sorti della nostra città». Infine, il sindaco elenca i tre motivi per cui sostiene di aver ritirato le dimissioni: «Per evitare l’avvento di una gestione commissariale che durerebbe diversi mesi – comincia e va avanti – portare avanti alcuni progetti nell’interesse della comunità. Ve ne enuncio solo alcuni: governo del territorio con la rivisitazione delle zone a destinazione industriale, progettando piani attuativi per poter finalmente, dopo trent’anni, garantire quello sviluppo economico che il paese non ha mai avuto. Rivisitazione del Prg, oggi Puc (piano urbanistico comunale) che ugualmente da più trent’anni è diventato oggi obsoleto non rispondendo alle norme e alle leggi vigenti, deve obbligatoriamente rapportarsi a quelle che sono le esigenze attuali; completamento dei cantieri già aperti  e che, con incessante lavorio  finanziario, in base alle disponibilità sempre più esigue di un governo centrale siamo a finanziare: parcheggio dietro le torri, campetto rione Trieste, scuola di via Trentola; e non ultimo, la necessità della mia presenza, in qualità di sindaco, in Bruxelles, nei giorni 14 -15 -16  ottobre per sottoscrivere un protocollo di intesa inerente al Covenant of Mayors, “patto dei sindaci” per l’attivazione del piano di energia sostenibile al fine di ridurre le emissioni di Co2 in atmosfera, senza il quale la città di Somma Vesuviana perderebbe importantissimi e cospicui finanziamenti». La mission, come presentata da Piccolo in aula: «È mia intenzione individuare alcuni punti programmatici essenziali per la crescita della città. Convocherò al mio rientro da Bruxelles in tempi brevi un nuovo consiglio comunale per decidere tutti insieme le sorti della stessa secondo la mia idea d concepire la politica e avendo sempre quale obiettivo principale l’interesse della comunità che ha accomunato anche i componenti del gruppo dei Moderati. Voglio fare una considerazione strettamente personale, per la mia scelta partecipativa al governo della città con una lista civica, senza alcun indennizzo, senza velleità politiche future extra sommesi, tutto questo tran tran, questa corsa spasmodica a raccogliere fitme per sfiduciarmi, da un lato mi lascia basito per ché mi rendo conto che negli anni  nulla è cambiato  nella politica sommese; dall’altro mi fa sorridere perché è un dispendio di forze inutili, in quanto il messaggio alla città è ormai chiaro: la mi sfiducia sarebbe una ulteriore vittoria. So che questo estremo tentativo di evitare il commissariamento mi esporrà ad un possibile sciacallaggio politico ma è necessario che in questi momenti cruciali ognuno si assuma la responsabilità delle proprie azioni e dimostri la sua maturità politica».  Esaurita la sua relazione, il sindaco Piccolo ha ascoltato tutti gli interventi dei consiglieri, di opposizione e di (?) maggioranza. Poi è uscito dall’aula, senza replicare.

Somma Vesuviana, gli interventi dei consiglieri nell’assise convocata per discutere la crisi

Crescenzo De Falco (Pd): «Era un agguato al sindaco». Salvatore Di Sarno (Alleanza per Somma): «Giochi di potere». Giuseppe Nocerino (Moderati per Somma): «Il sindaco ci dica quale posizione assume nei confronti del programma». Antonio Granato (Fi): «Ci dica qui, in consiglio, cosa sta accadendo». Una volta concluso l’intervento del sindaco che ha aperto i lavori del consiglio con un solo punto all’ordine del giorno, ossia la situazione politico – amministrativa, il presidente del consiglio comunale Pasquale Di Mauro ha chiesto ai presenti chi volesse intervenire. Non una sola mano si è alzata, finché ha deciso di parlare il capogruppo dei Moderati per Somma, Giuseppe Nocerino. «Se questo consiglio comunale fosse stato convocato quando è stato chiesto da ben nove consiglieri che ora tacciono e non adesso, a dimissioni ritirate, non sarebbero stati affissi manifesti, non ci sarebbero stati equivoci, sarebbero stati spiegati allora i motivi per cui questa amministrazione ha avuto uno stop, ma noi non siamo qui per fare polemiche. Noi non rifuggiamo le nostre responsabilità, non abbiamo mai pensato che dopo un anno e mezzo di amministrazione potevamo già essere perfetti. Però non è giusto che – come nella relazione fatta dal sindaco, si dia un’immagine sbagliata. Le colpe vanno divise in 16 non in 4 o in 5. Se non siamo più in maggioranza, come si è vociferato, possiamo fare opposizione? No, perché abbiamo un’etica. Non credo che il Pd o Forza Italia abbiano il nostro stesso programma. Alle riunioni non ci avete invitato, non siamo in maggioranza e non siamo opposizione, cosa dobbiamo fare? In coscienza non avrei voluto fare questo intervento ma il silenzio dell’opposizione, la stessa che ha voluto questo consiglio comunale, me lo impone. Se il sindaco ha ritirato le dimissioni spetta a lui ripartire, noi non siamo partiti per sfiduciarlo ma per realizzare insieme perciò, quando sarà tornato da Bruxelles, ci faccia sapere quale posizione assume nei confronti del programma». A prendere la parola dopo Nocerino è Giuseppe Sommese, capogruppo di Forza Italia che incalza subito: «Vogliamo sapere perché l’azione amministrativa si è bloccata 40 giorni fa. Vogliamo sapere anche cosa è cambiato in questi venti giorni visto che il sindaco ha ritirato le sue dimissioni. Se Piccolo non ha commesso alcun errore come dice e i Moderati sono tutti bravi come ascoltiamo stasera, allora questa crisi da dove nasce? Il sindaco deve avere il coraggio di dire che ha tentato di raccattare consiglieri, che ha provato a fare un ribaltone nel più becero dei modi. Cinque giorni fa ha chiamato il commissario di Forza Italia, dica la verità a Somma Vesuviana! Noi vogliamo sapere perché c’è una crisi politica, vogliamo sapere cosa è accaduto». A Sommese replica subito un ex del suo partito ora con L’Aurora, il consigliere Vincenzo Piscitelli: «Ciò che dice Sommese è un inciucio. Le motivazioni che lui vuole conoscere le ha appena dette il sindaco, in italiano e la realtà sulla crisi è probabilmente quella che dice Nocerino: in questi mesi la maggioranza si è impegnata per dare tanto e a volte non è riuscita, noi riponiamo nel sindaco la stessa fiducia che avevamo in lui durante le elezioni». La parola passa al consigliere e segretario cittadino Pd, Giuseppe Auriemma: «Mi sembra di essere spettatore di un immagine che mi appare come l’Urlo di Munch. L’urlo di una città prostrata in ginocchio. Stanno per partire le onoratio funebris e noi non sappiamo ancora se esiste o no una maggioranza. Il sindaco deve dimostrare di avere una maggioranza non risicata per governare, altrimenti è bene andare al voto: non c’è nulla di male in questo. Il Pd è e resta all’opposizione, sia chiaro e sgomberiamo il campo da eventuali inciuci. Ci sono purtroppo dei problemi atavici che non avete saputo affrontare e risolvere, la città vive in bilico: dimostrate di essere maggioranza e di saper gestire; in caso contrario, voto sia. Dobbiamo e vogliamo capire se questo governo ha semplicemente una febbre oppure è allo stadio terminale di una malattia». E dopo Vittorio De Filippo (Fratelli d’Italia) che ha precisato di essere in attesa, stavolta non solo come spettatore, della nuova base di partenza del governo Piccolo, sottolineando come il suo partito abbia più volte chiesto lumi rispetto alla gestione amministrativa, ha preso la parola un altro consigliere azzurro, Giandomenico Di Sarno: «Credo sia giusto ridare la parola ai cittadini, un commissario prefettizio non è l’uomo nero ma un uomo dello Stato, lavorerà nell’interesse della comunità». Poi tocca al capogruppo azzurro, Antonio Granato, commissario cittadino di Forza Italia. «I consiglieri del mio partito sono sempre stati propositivi e costruttivi. Con loro e i vertici provinciali abbiamo analizzato ogni aspetto. Abbiano ricevuto convocazioni dai Moderati per Somma già 20 giorni fa che ritenevano fosse finita l’esperienza e volevano ci dimettessimo dal Consiglio. Così come gli amici della maggioranza ci hanno chiamato. Ai vertici del partito ho letto la lettera del sindaco che richiama al senso di responsabilità. Quello che a noi fa preoccupare è il passaggio dove Piccolo motiva le dimissioni e parla di ‘personaggi noti’, certe dichiarazioni ci hanno preoccupato e ritenevamo che solo il consiglio potesse fare chiarezza. Abbiamo rifiutato di firmare per mettere fine a questa esperienza, finora. E abbiamo anche rifiutato un confronto con il sindaco perché quello che vuol fare deve dircelo qui, in consiglio comunale, non altrove». Il consigliere Pd Giuseppe Cimmino incalza anche lui con le domande, chiede cosa sia cambiato dall’estate quando i Moderati votarono il Bilancio. E dichiara che il sindaco non doveva dimettersi, ma convocare un consiglio e spiegare. «I cittadini vorrebbero sapere» – dice. Salvatore Di Sarno (Alleanza per Somma) parla di crisi di potere, di sfacelo. «Vogliamo sapere chi sono i Mercanti del Tempio cui il sindaco si riferisce e qual è il destino della città». «L’opposizione non si fa sui social, se non avete i numeri per governare basta dirlo». Dopo un battibecco tra Di Sarno e Nocerino, prende la parola il consigliere Crescenzo De Falco (Pd): «Questo era un agguato premeditato al sindaco, è mancata la spinta finale. I consiglieri di Forza Italia sono stati addosso ai Moderati per molti mesi cercando di trovare le firme per la sfiducia. Ma hanno trovato un partito serio come il Pd, pronto a tutto per evitare il saccheggio della città e difenderne i cittadini. Volevano tornare all’ordine degli ultimi sei anni, un sindaco che ripristinasse lo status». E De Falco, infine, si rivolge a Piccolo: «Se c’è una soluzione la trovi, perché i cittadini abbiano beneficio dalla sua attività di amministratore, penso che lei non debba rubare ma qualcun altro ha fatto della politica un mestiere». Per replicare a De Falco interviene nuovamente Sommese (Fi): «Ancora non sappiamo se il sindaco ha una maggioranza e, se si, quale. Se il consigliere De Falco pensava di tirare fuori il coniglio dal cilindro lo ha tirato fuori spelacchiato. Se poi il suo intervento è per giustificare un suo passaggio in maggioranza è tutto più chiaro. Dovete però discutere della crisi e spiegarla alla città». Il consigliere Piscitelli sbotta: «Mi chiedo se Forza Italia abbia mai fatto opposizione politica e se sappia farla». Giuseppe Cimmino del Pd aggiunge: «Continuo a non capire, questo consiglio comunale come si chiude?». Il capogruppo dei Moderati, Nocerino punta il dito sulla presidenza del consiglio comunale: «Doveva convocare l’assise venti giorni fa, dovrebbe dimettersi adesso». Di Mauro, dal banco della presidenza, ringrazia ironicamente il capogruppo Nocerino e chiude la seduta. È il caos. Il sindaco va via, i banchi della maggioranza si svuotano, i consiglieri di Forza Italia devono essere tranquillizzati dall’intervento del maresciallo dei carabinieri Raimondo Semprevivo già presente in aula. Quelli del Pd rimangono seduti. E tutti si chiedono: «Piccolo ha la maggioranza o no? E soprattutto: quale sarà, nel caso?»    

Il progetto “SPEL’ dell’I.R.C.C.S. Neuromed tra le migliori innovazioni scelte per il Vivaio delle Idee

In uno spazio interamente dedicato all’innovazione, presentato  il progetto dell’Istituto di Pozzilli. E’ un club molto ristretto quello che si è creato a Expo nella giornata di ieri. Appena cinque Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico sono stati selezionati, tra tutti i trecento progetti presentati, per esporre idee innovative sul futuro della ricerca sanitaria e biomedica. Tra di essi c’è Neuromed, che con il suo Progetto SPEL (Software Platform for Electrodes Localization) sta gettando le basi per un salto di qualità nel campo delle interfacce tra cervello e tecnologie informatiche. L’evento si svolge nel Vivaio delle Idee, uno spazio creato da Padiglione Italia di Expo 2015, Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali (MiPAAF) e Fondazione ItaliaCamp, dedicato alle eccellenze italiane. Oggi quello spazio è stato dedicato interamente all’innovazione nella ricerca biomedica e sanitaria. Dopo una selezione specifica nel campo “Technology transfer in Ricerca Sanitaria e Biomedica”, organizzata da Fondazione ItaliaCamp e Ministero della Salute, oggi l’ingegner Fabio Sebastiano, Responsabile scientifico del progetto, ha esposto, nel corso dell’evento, la proposta progettuale e le idee innovative in esso contenute. “SPEL”– spiega Sebastiano – è una grande promessa di innovazione, e per questo siamo molto orgogliosi di essere stati selezionati per questo evento. Le tecnologie di interfacciamento cervello-computer rappresentano una frontiera che potrà rivelarsi cruciale sia nel capire meglio le patologie neurologiche che per aiutare tanti pazienti a contrastare gli effetti delle malattie, migliorare la qualità di vita ed essere più autonomi. Anche in questo, come in altri campi scientifici, Neuromed si sta dimostrando motore di innovazione, per il centro-sud Italia, prima di tutto, ma anche per il resto del Paese”. “Il progetto SPEL, – spiega Emilia Belfiore, Responsabile dell’Ufficio Ricerca & Sviluppo I.R.C.C.S. Neuromed – si inserisce nel più ampio programma di investimenti che Neuromed ha intrapreso nell’ambito del Polo di Neurocibernetica Cyber Brain. Una iniziativa che, partendo dall’epilessia farmaco-resistente, sta portando avanti ulteriori attività di ricerca volte alla realizzazione di software dedicati alle patologie neurodegenerative come l’Alzheimer o il Parkinson. Il Polo rappresenta il risultato dei notevoli investimenti dell’IRCCS Neuromed nell’ambito delle neurotecnologie, strumento ormai indispensabile per rispondere con ausilii d’avanguardia alle esigenze di diagnosi e cura dei pazienti”.