Pasquale Piccolo: «So che la mia scelta mi esporrà a sciacallaggio politico, lo faccio per la città». Nella relazione del primo cittadino, step dopo step, la crisi vista dal più alto scranno di Palazzo Torino.
Ieri mattina aveva ritirato le dimissioni, in serata si è presentato in consiglio comunale con una relazione che non lascia adito a dubbi: stando alle sue parole la «colpa» della crisi sarebbe del gruppo «Moderati per Somma». «È necessaria una premessa circa i motivi per cui sono giunto alla decisione di dimettermi – ha esordito il sindaco Piccolo – così come è necessario spiegare il perché di questo confronto oggi. Comincio dai motivi che mi hanno indotto a dimettermi: in primis voglio evidenziare che le mie dimissioni non sono scaturite da motivi personali, come a qualcuno piacerebbe far credere, ma da comportamenti squisitamente politici non condivisibili. Negli ultimi due mesi la formazione del nuovo gruppo «Moderati per Somma» ha creato all’interno della maggioranza dei contrasti inaspettati, perché senza alcuna motivazione di ordine politico faceva richiesta dell’azzeramento della giunta e non di verifica della stessa come sostenuto».
Poi Piccolo entra nei particolari e snocciola passo per passo i momenti che hanno, stando alle sue parole, portato la città a questo punto. «Io vengo a conoscenza della nascita di questo nuovo gruppo attraverso comunicazioni fatte al protocollo del Comune, senza che i componenti si fossero mai interfacciati con il sottoscritto; In seguito, c’è stato un voto contrario da parte del gruppo nel consiglio del 4 agosto nel quale gli stessi componenti sollecitavano la minoranza ad unirsi al voto su una proposta del sindaco per la realizzazione di un’opera pubblica che avrebbe risolto un problema atavico ad un quartiere della periferia e questo senza che ci fosse alcuna motivazione politica, da qui nasce la mia missiva tanto decantata. La mia lettera ha valore esattamente contrario a ciò che loro precisano, essa è stata un avvertimento per chiarire che cominciavo a dubitare della bontà delle vere intenzioni della nascita del gruppo».
Si arriva, a questo punto, all’autosospensione dei due assessori del Moderati per Somma. «Remissione delle deleghe senza un motivo, bloccando così i lavori della giunta in prossimità di scadenze importanti – prosegue Piccolo in aula – e in occasione della seduta di giunta del 17 settembre, dove era in programma la proposta di delibera di carattere urbanistico in merito al cambio di destinazione d’uso degli immobili ad uso agricolo in commerciale, gli stessi assessori chiedevano di non procedere alla deliberazione di un atto così importante per il rilancio economico e sociale tanto atteso dalla nostra città. La stessa veniva votata successivamente solo dai cinque assessori in quanto, al mio rifiuto di soprassedere ai lavori della giunta, gli assessori che facevano riferimento al gruppo dei Moderati, rassegnavano le loro dimissioni incuranti dell’importanza storica della delibera, la 102 del 2015». Non poteva mancare, nella relazione di Piccolo al consiglio comunale, un cenno alla conferenza stampa tenuta dai MdS in una stanza del comando vigili urbani. «Sono venuto a conoscenza che si era tenuta in una stanza di un edificio comunale soltanto a mezzo stampa, appunto, il giorno dopo – prosegue il sindaco – il gruppo dei Moderati parlava di rilancio politico precisando che loro non erano per la politica del “tirare a campare”. Ed è apparsa come una conferenza tipica di un gruppo che già di fatto siede nei banchi di opposizione. I componenti del gruppo mancano dalla casa comunale da oltre due mesi, comunicando con il sottoscritto e con la città solo attraverso incomprensibili manifesti murali dai quali si intravedee chiaramente il loro allontanamento e la loro insofferenza. Ultimissima, ma non in ordine di importanza, la conferenza del giorno 8 ottobre nella sala Santa Caterina, dove appare strano che ci si accorgo solo dopo 15 mesi che alcuni organi e alcune delibere potrebbero essere illegittime, sbandierando fogli di carta in bianco e facendo appello a leggi di ordine nazionale».
«Trovo inoltre ridicolo – continua Piccolo – che il voto del Bilancio debba apparire come se fosse un piacere fatto al sindaco, dimenticando che per un consigliere di maggioranza è un atto dovuto, un dovere nei confronti dei cittadini e della città e in modo particolare in questa circostanza, quando l’estensore dello stesso è un componente dell’attuale gruppo dei Moderati per Somma». Dopo l’affondo al capogruppo Nocerino, il sindaco Piccolo prosegue con quelle che sono le sue intenzioni e con le considerazioni politiche sulle forze di opposizione. «In questi giorni ho messo in atto tutto quello che prevede l’etica politica, ho fatto una apertura a tutte le forze presenti in consiglio comunale, supportato in questa circostanza dalla grossa sensibilità dimostratami dagli assessori che con le loro dimissioni volontarie hanno dimostrato ancora una volta di credere nella mia persona. Colgo l’occasione di ringraziare il Pd per il grosso atto di responsabilità dimostrato per aver aderito alla richiesta di un confronto al fine di trovare una soluzione alla crisi. Mentre, con sommo rammarico, devo dire che alcun riscontro ufficiale ho avuto dai responsabili di Forza Italia alla mia analoga richiesta, il che denota un comportamento arrogante e noncurante delle sorti della nostra città».
Infine, il sindaco elenca i tre motivi per cui sostiene di aver ritirato le dimissioni: «Per evitare l’avvento di una gestione commissariale che durerebbe diversi mesi – comincia e va avanti – portare avanti alcuni progetti nell’interesse della comunità. Ve ne enuncio solo alcuni: governo del territorio con la rivisitazione delle zone a destinazione industriale, progettando piani attuativi per poter finalmente, dopo trent’anni, garantire quello sviluppo economico che il paese non ha mai avuto. Rivisitazione del Prg, oggi Puc (piano urbanistico comunale) che ugualmente da più trent’anni è diventato oggi obsoleto non rispondendo alle norme e alle leggi vigenti, deve obbligatoriamente rapportarsi a quelle che sono le esigenze attuali; completamento dei cantieri già aperti e che, con incessante lavorio finanziario, in base alle disponibilità sempre più esigue di un governo centrale siamo a finanziare: parcheggio dietro le torri, campetto rione Trieste, scuola di via Trentola; e non ultimo, la necessità della mia presenza, in qualità di sindaco, in Bruxelles, nei giorni 14 -15 -16 ottobre per sottoscrivere un protocollo di intesa inerente al Covenant of Mayors, “patto dei sindaci” per l’attivazione del piano di energia sostenibile al fine di ridurre le emissioni di Co2 in atmosfera, senza il quale la città di Somma Vesuviana perderebbe importantissimi e cospicui finanziamenti».
La mission, come presentata da Piccolo in aula: «È mia intenzione individuare alcuni punti programmatici essenziali per la crescita della città. Convocherò al mio rientro da Bruxelles in tempi brevi un nuovo consiglio comunale per decidere tutti insieme le sorti della stessa secondo la mia idea d concepire la politica e avendo sempre quale obiettivo principale l’interesse della comunità che ha accomunato anche i componenti del gruppo dei Moderati. Voglio fare una considerazione strettamente personale, per la mia scelta partecipativa al governo della città con una lista civica, senza alcun indennizzo, senza velleità politiche future extra sommesi, tutto questo tran tran, questa corsa spasmodica a raccogliere fitme per sfiduciarmi, da un lato mi lascia basito per ché mi rendo conto che negli anni nulla è cambiato nella politica sommese; dall’altro mi fa sorridere perché è un dispendio di forze inutili, in quanto il messaggio alla città è ormai chiaro: la mi sfiducia sarebbe una ulteriore vittoria. So che questo estremo tentativo di evitare il commissariamento mi esporrà ad un possibile sciacallaggio politico ma è necessario che in questi momenti cruciali ognuno si assuma la responsabilità delle proprie azioni e dimostri la sua maturità politica». Esaurita la sua relazione, il sindaco Piccolo ha ascoltato tutti gli interventi dei consiglieri, di opposizione e di (?) maggioranza. Poi è uscito dall’aula, senza replicare.







