Crescenzo De Falco (Pd): «Era un agguato al sindaco». Salvatore Di Sarno (Alleanza per Somma): «Giochi di potere». Giuseppe Nocerino (Moderati per Somma): «Il sindaco ci dica quale posizione assume nei confronti del programma». Antonio Granato (Fi): «Ci dica qui, in consiglio, cosa sta accadendo».
Una volta concluso l’intervento del sindaco che ha aperto i lavori del consiglio con un solo punto all’ordine del giorno, ossia la situazione politico – amministrativa, il presidente del consiglio comunale Pasquale Di Mauro ha chiesto ai presenti chi volesse intervenire. Non una sola mano si è alzata, finché ha deciso di parlare il capogruppo dei Moderati per Somma, Giuseppe Nocerino. «Se questo consiglio comunale fosse stato convocato quando è stato chiesto da ben nove consiglieri che ora tacciono e non adesso, a dimissioni ritirate, non sarebbero stati affissi manifesti, non ci sarebbero stati equivoci, sarebbero stati spiegati allora i motivi per cui questa amministrazione ha avuto uno stop, ma noi non siamo qui per fare polemiche. Noi non rifuggiamo le nostre responsabilità, non abbiamo mai pensato che dopo un anno e mezzo di amministrazione potevamo già essere perfetti. Però non è giusto che – come nella relazione fatta dal sindaco, si dia un’immagine sbagliata. Le colpe vanno divise in 16 non in 4 o in 5. Se non siamo più in maggioranza, come si è vociferato, possiamo fare opposizione? No, perché abbiamo un’etica. Non credo che il Pd o Forza Italia abbiano il nostro stesso programma. Alle riunioni non ci avete invitato, non siamo in maggioranza e non siamo opposizione, cosa dobbiamo fare? In coscienza non avrei voluto fare questo intervento ma il silenzio dell’opposizione, la stessa che ha voluto questo consiglio comunale, me lo impone. Se il sindaco ha ritirato le dimissioni spetta a lui ripartire, noi non siamo partiti per sfiduciarlo ma per realizzare insieme perciò, quando sarà tornato da Bruxelles, ci faccia sapere quale posizione assume nei confronti del programma».
A prendere la parola dopo Nocerino è Giuseppe Sommese, capogruppo di Forza Italia che incalza subito: «Vogliamo sapere perché l’azione amministrativa si è bloccata 40 giorni fa. Vogliamo sapere anche cosa è cambiato in questi venti giorni visto che il sindaco ha ritirato le sue dimissioni. Se Piccolo non ha commesso alcun errore come dice e i Moderati sono tutti bravi come ascoltiamo stasera, allora questa crisi da dove nasce? Il sindaco deve avere il coraggio di dire che ha tentato di raccattare consiglieri, che ha provato a fare un ribaltone nel più becero dei modi. Cinque giorni fa ha chiamato il commissario di Forza Italia, dica la verità a Somma Vesuviana! Noi vogliamo sapere perché c’è una crisi politica, vogliamo sapere cosa è accaduto».
A Sommese replica subito un ex del suo partito ora con L’Aurora, il consigliere Vincenzo Piscitelli: «Ciò che dice Sommese è un inciucio. Le motivazioni che lui vuole conoscere le ha appena dette il sindaco, in italiano e la realtà sulla crisi è probabilmente quella che dice Nocerino: in questi mesi la maggioranza si è impegnata per dare tanto e a volte non è riuscita, noi riponiamo nel sindaco la stessa fiducia che avevamo in lui durante le elezioni».
La parola passa al consigliere e segretario cittadino Pd, Giuseppe Auriemma: «Mi sembra di essere spettatore di un immagine che mi appare come l’Urlo di Munch. L’urlo di una città prostrata in ginocchio. Stanno per partire le onoratio funebris e noi non sappiamo ancora se esiste o no una maggioranza. Il sindaco deve dimostrare di avere una maggioranza non risicata per governare, altrimenti è bene andare al voto: non c’è nulla di male in questo. Il Pd è e resta all’opposizione, sia chiaro e sgomberiamo il campo da eventuali inciuci. Ci sono purtroppo dei problemi atavici che non avete saputo affrontare e risolvere, la città vive in bilico: dimostrate di essere maggioranza e di saper gestire; in caso contrario, voto sia. Dobbiamo e vogliamo capire se questo governo ha semplicemente una febbre oppure è allo stadio terminale di una malattia».
E dopo Vittorio De Filippo (Fratelli d’Italia) che ha precisato di essere in attesa, stavolta non solo come spettatore, della nuova base di partenza del governo Piccolo, sottolineando come il suo partito abbia più volte chiesto lumi rispetto alla gestione amministrativa, ha preso la parola un altro consigliere azzurro, Giandomenico Di Sarno: «Credo sia giusto ridare la parola ai cittadini, un commissario prefettizio non è l’uomo nero ma un uomo dello Stato, lavorerà nell’interesse della comunità».
Poi tocca al capogruppo azzurro, Antonio Granato, commissario cittadino di Forza Italia. «I consiglieri del mio partito sono sempre stati propositivi e costruttivi. Con loro e i vertici provinciali abbiamo analizzato ogni aspetto. Abbiano ricevuto convocazioni dai Moderati per Somma già 20 giorni fa che ritenevano fosse finita l’esperienza e volevano ci dimettessimo dal Consiglio. Così come gli amici della maggioranza ci hanno chiamato. Ai vertici del partito ho letto la lettera del sindaco che richiama al senso di responsabilità. Quello che a noi fa preoccupare è il passaggio dove Piccolo motiva le dimissioni e parla di ‘personaggi noti’, certe dichiarazioni ci hanno preoccupato e ritenevamo che solo il consiglio potesse fare chiarezza. Abbiamo rifiutato di firmare per mettere fine a questa esperienza, finora. E abbiamo anche rifiutato un confronto con il sindaco perché quello che vuol fare deve dircelo qui, in consiglio comunale, non altrove».
Il consigliere Pd Giuseppe Cimmino incalza anche lui con le domande, chiede cosa sia cambiato dall’estate quando i Moderati votarono il Bilancio. E dichiara che il sindaco non doveva dimettersi, ma convocare un consiglio e spiegare. «I cittadini vorrebbero sapere» – dice.
Salvatore Di Sarno (Alleanza per Somma) parla di crisi di potere, di sfacelo. «Vogliamo sapere chi sono i Mercanti del Tempio cui il sindaco si riferisce e qual è il destino della città». «L’opposizione non si fa sui social, se non avete i numeri per governare basta dirlo».
Dopo un battibecco tra Di Sarno e Nocerino, prende la parola il consigliere Crescenzo De Falco (Pd): «Questo era un agguato premeditato al sindaco, è mancata la spinta finale. I consiglieri di Forza Italia sono stati addosso ai Moderati per molti mesi cercando di trovare le firme per la sfiducia. Ma hanno trovato un partito serio come il Pd, pronto a tutto per evitare il saccheggio della città e difenderne i cittadini. Volevano tornare all’ordine degli ultimi sei anni, un sindaco che ripristinasse lo status». E De Falco, infine, si rivolge a Piccolo: «Se c’è una soluzione la trovi, perché i cittadini abbiano beneficio dalla sua attività di amministratore, penso che lei non debba rubare ma qualcun altro ha fatto della politica un mestiere».
Per replicare a De Falco interviene nuovamente Sommese (Fi): «Ancora non sappiamo se il sindaco ha una maggioranza e, se si, quale. Se il consigliere De Falco pensava di tirare fuori il coniglio dal cilindro lo ha tirato fuori spelacchiato. Se poi il suo intervento è per giustificare un suo passaggio in maggioranza è tutto più chiaro. Dovete però discutere della crisi e spiegarla alla città».
Il consigliere Piscitelli sbotta: «Mi chiedo se Forza Italia abbia mai fatto opposizione politica e se sappia farla».
Giuseppe Cimmino del Pd aggiunge: «Continuo a non capire, questo consiglio comunale come si chiude?».
Il capogruppo dei Moderati, Nocerino punta il dito sulla presidenza del consiglio comunale: «Doveva convocare l’assise venti giorni fa, dovrebbe dimettersi adesso».
Di Mauro, dal banco della presidenza, ringrazia ironicamente il capogruppo Nocerino e chiude la seduta. È il caos. Il sindaco va via, i banchi della maggioranza si svuotano, i consiglieri di Forza Italia devono essere tranquillizzati dall’intervento del maresciallo dei carabinieri Raimondo Semprevivo già presente in aula. Quelli del Pd rimangono seduti. E tutti si chiedono: «Piccolo ha la maggioranza o no? E soprattutto: quale sarà, nel caso?»









