Napoli, a lezione di Bon Ton per Emergency

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A lezione di bon ton

Giovedì 15 ottobre al Policlinico Federico II il primo corso di bon ton i cui proventi saranno devoluti ad Emergency. L’evento è organizzato dal Segretariato Italiano Giovani Medici in collaborazione con il Segretariato Italiano Studenti Medicina.

Appuntamento all’insegna del galateo e della solidarietà a Napoli. Il SIGM (Segretariato Italiano Giovani Medici) in collaborazione con il SISM (Segretariato Italiano Studenti Medicina) organizza per il prossimo giovedì 15 ottobre presso l’aula grande dell’Edificio 20 del Policlinico Federico II dalle 14:30, il primo corso di bon ton i cui proventi saranno devoluti ad Emergency.

Nel corso del pomeriggio i volontari dell’associazione italiana, nata nel 1994 per offrire cure medico-chirurgiche gratuite e di elevata qualità alle vittime delle guerre, delle mine antiuomo e della povertà, illustreranno ai partecipanti i loro progetti realizzati e quelli da realizzare, attraverso video e materiale informativo. A seguire poi ci sarà il “corso di bon ton”, occasione per ricordare alcune buone maniere e codici di comportamento da adottare in situazioni particolari. La partecipazione all’evento è gratuita, ma gli aderenti potranno lasciare una libera offerta ai volontari di Emergency, oltre ad informarsi su come continuare ad aiutare in maniera personale l’associazione da anni impegnata in maniera radicale anche nel nostro territorio. Per l’occasione abbiamo rivolto qualche domanda ad uno degli organizzatori dell’evento, Ovidio De Filippo, giovane medico e membro del Sigm.

Come nasce l’esigenza di organizzare questo evento e perché proprio un corso di bon ton?
«È stata volontà del SIGM far sentire che i giovani medici possono e devono dare un esempio di solidarietà, un campo in cui tutti, e in particolare chi per professione aiuta gli altri, possono e devono essere sensibilizzati a fare qualcosa in più. Non so se sia corretto quindi definirla un’esigenza, ma di certo c’è stata una forte volontà di dare un esempio. Il corso di bon ton è la dimostrazione di come una cosa di cui pochi si interessano per hobby o semplicemente per curiosità possa essere condivisa con tutti ed abbinata ad un fine più grande quale quello di sostenere un’associazione come Emergency. Sarebbe stato di certo più semplice organizzare una classica raccolta fondi, ma crediamo che invece attraverso questa formula si possa creare una tradizioni di eventi a scopo benefico, oltre che di importanti momenti di aggregazione».

Qual è il target delle persone che creda partecipino alla kermesse?
«Svolgendosi al policlinico Universitario Federico II, in pieno periodo di corsi, ci aspettiamo sicuramente una cospicua presenza di studenti di medicina e specializzandi, che comunque rappresentano il target a cui solitamente si rivolgono il SIGM ed il SISM. Tuttavia, questa volta, l’oggetto non esclusivamente scientifico della manifestazione ed il fine maggiore per cui si terrà ci ha consentito di estendere l’invito a chiunque e, se mi è consentito, sfrutterei anche questo canale per chiedere a quante più persone possibile di aderire».

In un momento storico difficile e delicato come quello che stiamo vivendo oggi, che valore sociale può avere la solidarietà in generale ed in ambito di assistenza sanitaria in particolare?
«Purtroppo ci si ricorda di quanto sia necessario aiutare i meno fortunati soltanto quando accadono eventi sensazionali come il recente bombardamento dell’ospedale di MSF a Kabul. Queste situazioni portano alla luce l’enorme lavoro di assistenza che i volontari compiono nel mondo senza aspettarsi medaglie in cambio e talvolta, ahimè, nel disinteresse generale. In quanti sanno ad esempio che Emergency ha recentemente aperto un poliambulatorio per poveri e migranti nel quartiere di Ponticelli? Chi lavora in ambito sanitario ha l’opportunità di mettere le proprie competenze al servizio di chi ne ha bisogno e di poter fare della solidarietà il proprio lavoro, sarebbe bello non lasciarsela sfuggire».

A tutti i partecipanti sarà donato un oggetto simbolico come ricordo dell’evento.
(Fonte foto: Rete Internet)