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Marigliano, istituita la “Giornata della Cittadinanza”: Costituzione ai neo diciottenni e confronto con i giovani del territorio
Riceviamo e pubblichiamo
Il Comune di Marigliano istituisce la “Giornata della Cittadinanza”, iniziativa dedicata ai neo diciottenni del territorio e pensata per promuovere partecipazione civica, senso delle istituzioni e conoscenza della Costituzione. L’evento si svolgerà il 29 maggio nel cortile della Casa Comunale e sarà celebrato annualmente in prossimità della Festa della Repubblica.
La decisione è stata approvata dalla giunta comunale su proposta degli assessori alla Cultura e alle Politiche giovanili. L’iniziativa prevede la consegna ufficiale di una copia della Costituzione italiana ai residenti che hanno compiuto o compiranno diciotto anni nel corso dell’anno.
La mattinata del 29 maggio inizierà alle 8.45 con l’accoglienza dei partecipanti. Alle 9 sono previsti i saluti del sindaco Gaetano Bocchino, seguiti dall’Inno nazionale. Interverrà poi la dottoressa Rita Aliperta, giovane magistrata del territorio vincitrice del concorso ordinario in magistratura, che terrà una riflessione sul tema “Riflessioni di una giovane giurista sulla Carta Costituzionale”. Previsto anche un dibattito con gli studenti prima della consegna delle copie della Costituzione.
«Abbiamo voluto istituire una giornata che rappresenti un momento simbolico ma anche concreto nel percorso di crescita dei nostri giovani cittadini – dichiara il sindaco Gaetano Bocchino –. La consegna della Costituzione rappresenta un invito alla partecipazione, alla consapevolezza e al rispetto dei valori democratici che sono alla base della nostra comunità. Quest’anno, inoltre, la manifestazione assume un significato ancora più importante perché ricorre l’ottantesimo anniversario del voto alle donne, una conquista fondamentale della storia repubblicana italiana».
Sottolinea il valore educativo dell’iniziativa anche l’assessore Annarita Maione: «La Giornata della Cittadinanza nasce per avvicinare i ragazzi alle istituzioni e per far comprendere loro che la cittadinanza è fatta di diritti ma anche di responsabilità. Abbiamo scelto di coinvolgere una giovane eccellenza del territorio come la magistrata Rita Aliperta proprio per offrire ai ragazzi una testimonianza concreta di impegno, studio e partecipazione civile. Vogliamo che questa giornata diventi un appuntamento stabile e riconoscibile per la città».
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Abusi su baby allieve della scuola di danza, arrestato maestro di musica
Una lunga attività investigativa, intercettazioni ambientali e un intervento scattato in tempo reale hanno portato all’arresto di un 66enne accusato di violenza sessuale aggravata nei confronti di alcune minorenni. I fatti sarebbero avvenuti a San Giorgio a Cremano all’interno di una scuola di danza dove l’uomo svolgeva lezioni private di musica.
L’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Napoli e condotta dagli agenti del locale Commissariato di Polizia, avrebbe fatto emergere una serie di comportamenti reiterati nei confronti delle giovani allieve. Tra le presunte vittime ci sarebbe anche una ragazza infraquindicenne, circostanza che ha aggravato il quadro accusatorio.
Gli investigatori, dopo aver raccolto gli elementi iniziali, hanno installato dispositivi audio e video all’interno dei locali utilizzati per le lezioni. Le immagini e le registrazioni acquisite avrebbero consentito agli agenti di assistere in diretta a uno degli episodi contestati, facendo così scattare il blitz e l’arresto in flagranza.
Il 66enne è stato portato nel carcere di Casa Circondariale di Napoli Poggioreale, mentre il giudice per le indagini preliminari ha successivamente convalidato il provvedimento disponendo la custodia cautelare in carcere.
Gli inquirenti hanno precisato che la scuola di danza non avrebbe alcun coinvolgimento nella vicenda e sarebbe totalmente estranea ai fatti contestati all’uomo. Come previsto dalla legge, il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e l’indagato resta presunto innocente fino a eventuale condanna definitiva
Somma Vesuviana, rubato il gazebo del presidio Dema
A poco più di un mese dal ristabilimento del presidio Dema al di fuori dei cancelli dell’azienda, è stato rubato il gazebo dove si riunivano i lavoratori
La situazione nella quale si trovano i lavoratori della Dema, acquisita solo un anno fa dal gruppo Adler, è da tempo al centro di polemiche. Ritardi di pagamenti, alcuni stipendi non distribuiti per mancanza di fondi: diciamo un’emergenza a tutti gli effetti.
La mancanza di attenzione da parte dei vertici dell’azienda ha costretto 48 dipendenti ad abbandonare il posto di lavoro, che denunciano un progetto poco credibile e precario.
La cassa integrazione ormai viene utilizzata con criteri poco chiari e il fondo integrativo dei dipendenti viene pagato saltuariamente, con la paura di non avere un futuro che si insedia piano piano nei cuori dei lavoratori.
Come dichiarato dai sindacati e dagli stessi dipendenti, in dodici mesi sono mancati per ben 3 volte i fondi per saldare gli stipendi. Cosa inaccettabile.
Data questa enorme situazione di emergenza, nella prima metà del mese di aprile è stato ristabilito il presidio al di fuori dell’azienda e indetto lo stato d’agitazione con articolazione su diverse giornate.
Ma ora, a poco più di un mese dal ristabilimento, il gazebo del presidio Dema non c’è più. Si sospetta un furto da parte di quattro persone, ma l’unica cosa che per ora si sa con certezza è che tutti i dipendenti che lottano insieme per i propri diritti non si fermeranno davanti a questo atto vandalico.
La notizia della scomparsa del gazebo si è diffusa su facebook, grazie ad un post di cittadino dove spiega che nonostante questo episodio, il gazebo verrà ripristinato e che nulla potrà fermare la battaglia contro il declino.
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Ottaviano, Chiesa di San Michele: il “San Giovannino” di Guido Reni e la “Santa Maria Egiziaca” di Carlo Cignani
In un documento del 1963 un funzionario della Soprintendenza scrive che il quadro di Guido Reni “è in deposito” nella Chiesa Patronale di Ottaviano. Del quadro di Carlo Cignani (1628- 1719) già ho scritto sei anni fa, ma è utile sottolineare ancora la bellezza dell’opera. Gli studiosi ritengono che Cignani realizzi una sintesi “estetica” e tecnica tra le tendenze dell’ultima stagione del Barocco e il ritorno ai moduli del classicismo, tra le lezioni di Correggio, di Annibale Carracci e di Guido Reni. Il “classicismo” di Carlo Cignani è documentato dalla sua attenzione per la simmetria, dal suo “amore” per la linea curva e per gli atteggiamenti “meditativi” dei suoi personaggi, mentre l’eco del Barocco si percepisce nella cura dei particolari, nel “realismo” di alcune soluzioni, nei contrasti spesso netti tra luce e ombra, e nell’interesse, talvolta “malizioso”, per il corpo femminile.
A questa lettura “maliziosa” si presta la figura di Santa Maria Egiziaca, la misteriosa eremita egiziana che, prima di convertirsi alla fede in Cristo, visse giorni di manifesta dissolutezza. Il restauro, eseguito qualche anno fa dal dott. Umberto Maggio, ha rivelato lo smalto dei colori e permette di cogliere la raffinatezza dell’“impaginazione”. La forma stessa del “tondo” consente di vedere con chiarezza che la testa dell’angelo e il fluire dei suoi capelli servono a bilanciare la rilassatezza, verso il basso, del florido corpo dell’Egiziaca: una rilassatezza che conferisce all’estasi il carattere di una morbida sensualità. Le lunghe trecce di capelli conducono il nostro sguardo verso il volto trasognato della santa eremita, dopo aver sottolineato, incrociandosi sul petto con la linea dell’ombra, la pienezza del seno e gli ultimi impulsi della tensione.
Il verde, i grigi, l’azzurro della veste che copre la parte inferiore del “tondo” contribuiscono a rendere più netta la suggestione del silenzio mistico, in cui le pieghe dei panni, l’asimmetrico “movimento” dei lacci e delle chiome e i colori delle carne introducono note significative di realismo. Memore della lezione del Correggio e di Guido Reni, Carlo Cignani affida alle mani, splendidamente disegnate e dipinte, il compito di “commentare” le “intenzioni” del personaggio: è chiaro che qui esse esprimono un “abbandono” assoluto, totale: Maria Egiziaca si affida tutta alla luce della fede che sta rischiarando il suo cuore e il suo corpo. In questo quadro le soluzioni tecniche realizzano con rigorosa coerenza l’“idea” dell’artista, che par di vedere, mentre con l’aiuto del figlio Felice, dipinge le figure con i piccoli pennelli e con quella “lentezza” che i contemporanei consideravano una caratteristica della sua tecnica di lavoro: una lentezza causata, soprattutto, dalla cura con cui egli stendeva il colore fresco – i chiari, in primo luogo – sugli strati di colore già perfettamente asciutti. E confermano che lo sguardo dell’osservatore deve entrare nei quadri di Cignani dal basso e poi salire gradualmente, lungo la figura, fino al volto. E’ una fortuna trovare questi e altri capolavori lungo la strada che porta al Vesuvio, lungo il sentiero n.1 del Parco Nazionale del Vesuvio: potrebbe essere…. 
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