Tutti invitati in piazza Vittorio Emanuele III. Domenica 7 febbraio, dalle 10.30 alle 13, si terrà un evento dedicato in particolare ai bambini, con animazione, sfilata in maschera e premiazioni finali. L’iniziativa è organizzata dal Comune di Somma Vesuviana, in collaborazione con le associazioni C.S. Villa Summa e Onda Bianca.
Luigi Coppola, assessore agli Eventi, e Milena Di Palma, assessore alla Pubblica Istruzione, intendono valorizzare la tradizione del Carnevale. L’idea è quella di partire da una manifestazione semplice, e di arricchirla, nel corso degli anni, con interessanti novità. Il Carnevale sommese potrebbe rappresentare una valida alternativa alla festa tradizionale, mirando allo sviluppo del turismo di settore.
In attesa del martedì grasso, nella piazza principale della città sarà possibile passeggiare indossando abiti stravaganti e maschere colorate, tra coriandoli, musica e divertimento.
(Fonte foto: rete internet)
Assegnato ai lavoratori del gruppo il premio in danaro tutto legato alla produttività personale e di fabbrica.
Premio di efficienza in FCA Italia: quello più alto è stato assegnato ai lavoratori dello stabilimento di Pomigliano. L’impianto partenopeo è infatti risultato lo stabilimento automobilistico nazionale maggiormente performante del 2105. Ha riportato un coefficiente del 7,2 %, il più elevato insieme a quello fatto registrare dall’impianto FCA di Verrone, in Piemonte, dove si producono cambi. Questo vuol dire che una fetta consistente di addetti del Giambattista Vico riceverà alla fine di questo mese in busta paga un premio lordo consistente: 1476 euro per i dipendenti di quinto livello, 1584 euro per quelli di terzo e quarto livello e 1944 euro per quelli di primo e secondo livello. Prenderanno gli stessi soldi anche i lavoratori di Pomigliano in contratto di solidarietà ( sono 1981 su 4500 circa ) che avranno raggiunto il 50 % delle presenze timbrate in cartellino dai loro colleghi che lavorano stabilmente nelle produzioni dirette Panda. Per tutti gli addetti che invece risulteranno sotto questa quota i premi saranno inferiori. Stesso criterio è stato adottato negli altri impianti del gruppo. Il premio di efficienza, novità apportata dal nuovo contratto specifico dell’auto del 2010, slegato dalla contrattazione nazionale, è il frutto della produttività qualitativa e quantitativa di ogni singolo lavoratore e di ogni singolo stabilimento determinate dal Wcm, il World Class Manufacturing, l’organizzazione del lavoro coniata dal professore giapponese dei sistemi industriali Hajime Yamashina. Intanto al secondo posto in termini di coefficiente di efficienza finalizzato al premio sono arrivati, con 6 punti percentuali, dietro Pomigliano e Verrone, gli impianti di Pratola Serra ( Avellino ), Melfi (Potenza), Cassino ( Frosinone ), Mirafiori presse ( Torino ) e Maserati di Modena. In questi stabilimenti il premio lordo è di 1230 euro per i quinti livelli, 1320 euro per i terzi e quarti livelli e 1620 euro per i primi e secondi livelli. In ogni caso anche qui varrà il criterio prevalente della presenza assicurata in fabbrica da ciascun lavoratore. Chi avrà fatto registrare molte ore di cassa integrazione riceverà premi inferiori. Nessun premio di efficienza per la Pcma di Napoli-Poggioreale, che ha fatto registrare coefficiente zero.
Finalmente è giunta al punto di arrivo per migliaia di famiglie e milioni di persone la legge per il ‘Dopo di noi’, destinata ai disabili gravi che restano senza genitori.
Si tratta di una legge nuova per il nostro Paese e di un provvedimento concreto e con fondi certi, che conta sugli stanziamenti della legge di stabilità destinati ai disabili. E’, questo, un problema molto serio, per il futuro delle persone disabili, quando i loro genitori non ci saranno più. Proprio tale è la più grande paura di tante famiglie. Sono stati stanziati 124 milioni in due anni : 57 milioni per il primo anno e 67 il secondo. L’obiettivo di questo provvedimento è quello di evitare la ‘sanitarizzazione’ dei casi più gravi nel momento in cui vengono a mancare i parenti che li hanno seguiti, consentendo loro di continuare a vivere nelle proprie case o in case-famiglia con supporti tecnologici ad hoc e attraverso regimi fiscali agevolati. Previsto un fondo per l’assistenza e l’istituzione di fondi di sostegno attraverso la tutela del patrimonio familiare che si vuole destinare al futuro dei disabili. La legge, poi, prevede iniziative volte ad agevolare la sottoscrizione di polizze previdenziali e assicurative con le indicazioni specifiche di progetti che abbiano come obiettivo prioritario la vita indipendente delle persone disabili, integrando le risorse a cui hanno diritto. E, ancora, si prevede una progettazione della vita quotidiana dei disabili gravi privi di sostegno familiare, con progetti mirati alla creazione di famiglie-comunità e di case-famiglia in cui inserire le persone che lo desiderano. Insomma, con la legge del ‘Dopo di noi’ il welfare assume una nuova forma e si aiutano di più le famiglie che devono assistere un familiare con disabilità e c’è un coinvolgimento di più, in questo processo, del privato sociale. E, così, anche per rispondere al principio di sussidiarietà, tanto caro alla dottrina sociale della Chiesa. Io credo che, questa, sia una legge buona. Per la prima volta si sostiene un’ accoglienza diffusa , si va oltre gli istituti e ci si avvia verso un sistema misto, prendendo finalmente in considerazione il peso sostenuto dalla famiglia, per garantire una vita dignitosa ai figli e il potenziamento dell’autonomia. Importanti, in tal senso, anche gli sgravi fiscali, che danno un grande aiuto ai parenti più prossimi. E, finalmente, si offre una risposta alle ansie di tanti genitori con figli da assistere. A tal proposito ho letto un’intervista ad un papà che a mettere il suo ragazzo in un istituto non ci pensa neppure, perché, ha detto: «mio figlio sta bene, suona la batteria, fa mille attività ». E allora perché dedicare molti fondi ai centri di ricovero (costano allo Stato centinaia di euro al giorno) e riservare invece somme residuali al sostegno delle stesse persone a casa propria? Ecco, questa legge va in questa direzione. Certo, ci sono tantissimi altri problemi da risolvere per chi vive drammaticamente queste situazioni. Ma, finalmente, la politica, timidamente, dà qualche risposta concreta a problemi concreti. Io credo che, se i nostri politici pensassero davvero al bene comune (di tutti e di ciascuno), la nostra società sarebbe più bella e piena di speranza. Ma quando ancora dobbiamo aspettare, per avere altre leggi che tutelino i più deboli?
Dalle carte dell’inchiesta emerge l’inquietante personalità di Pietro Di Marzo, giovane di Pomiglian, como capace di addestrare rapinatori seriali adolescenti.
Nascondono un retroscena davvero terribile i quattro ragazzi di quindici e sedici anni, tre dei quali studenti, tutti incensurati, che l’altro ieri sera sono stati arrestati dai carabinieri del capitano Tommaso Angelone, comandante della compagnia di Castello di Cisterna, con l’accusa di aver messo a segno in meno di un mese ben undici rapine tra Pomigliano, Somma Vesuviana e Sant’Anastasia. Questo perché secondo quanto finora è trapelato uno di questi ragazzini ( tre sono di Sant’Anastasia, un altro è di Pomigliano ) avrebbe confessato ai carabinieri che un ragazzo più grande di loro, un certo Pietro Di Marzo, 21 anni, di Pomigliano, già noto alle forze dell’ordine, avrebbe fatto da “Lucignolo”, li avrebbe cioè indotti a fare cose spiacevoli dopo averli reclutati nei luoghi della movida notturna locale. Di Marzo sarebbe stato in grado, sempre in base alla testimonianza dell’adolescente reo confesso, di convincere i quattro ragazzetti a commettere le rapine in serie, tra il mese di ottobre e i primi di novembre. Nel frattempo i giovanetti sono stati trasferiti dal tribunale dei minori in varie case di accoglienza per minori mentre Di Marzo si trova agli arresti domiciliari per una delle rapine contestate, o meglio, per una tentata rapina al negozio di casalinghi “Tutto per Tutti Perri” di via Nazionale della Puglie. Sempre secondo quanto emerso il ventunenne avrebbe messo in atto una sapiente opera di plagio psicologico per indurre i ragazzini a mettere a segno quell’impressionante serie di rapine. ” Se non sei in grado di farlo non sei un uomo “, la frase abitualmente adottata da Di Marzo per spingere gli adolescenti a delinquere. Il risultato di questa pressione è stato di quelli più che efficaci: undici rapine e il furto di alcuni veicoli per un totale di più di quattromila euro in contanti di bottino. Danaro che, ancora in base alle indiscrezioni investigative, sarebbe stato quasi tutto intascato dal maggiorenne di Pomigliano. Al gruppetto di ragazzini reclutati sarebbero andate solo poche briciole, giusto per pagarsi qualche serata nei bar e nei pub della movida pomiglianese. Resta il dramma che stanno vivendo i genitori dei quattro adolescenti, tutte persone perbene, tutti onesti lavoratori. Alcuni di loro, quando sono stati convocati in caserma, non hanno potuto fare a meno di scoppiare in lacrime davanti al capitano Angelone.
Pietro Di Marzo
Due turni di chiusura per la Curva Nord all’Olimpico e 50.000 euro di ammenda alla Lazio per i cori razzisti e discriminatori nei confronti di Kalidou Koulibaly e dei tifosi del Napoli. Questa la decisione del giudice sportivo a margine di quanto accaduto nella gara tra Lazio e Napoli, che ha visto la vittoria della squadra azzurra col risultato di 0-2.
Ci abbiamo provato ad essere soddisfatti della vittoria del Napoli, la settima consecutiva che non arrivava da 28 anni. Un record che andava festeggiato e onorato, ma che per molti è passato in secondo piano. È come se il tempo si fosse fermato a quei circa cinque minuti in cui un uomo ha applicato gli ideali del calcio e dei valori umani. L’arbitro Massimiliano Irrati, ha detto basta. Basta a quello che persone incivili ci hanno abituati a vedere negli stadi. Basta all’ignoranza e alla presunzione! Basta all’offesa, perché sappiatelo è un’offesa! Non perché siamo napoletani ed amiamo lamentarci, ma perché lo è, punto! Perché non si può sentire nel 2016 un insulto ad una persona di colore e restare in silenzio.
Una vittoria che ha raccolto tutto, gioia di restare primi in classifica, il piacere di vedere campioni di altre nazionalità indossare la maglia azzurra con la stessa passione di un napoletano di nascita, la voglia di fare sempre meglio e poi quella sensazione che resta in gola… la delusione di veder infangato ancora una volta il calcio. Quei cori, che come ha detto il tecnico Maurizio Sarri “sembra brutto da dire, ma siamo abituati a sentire ad ogni partita”, quelli che recitano “Vesuvio lavali col fuoco”, quelli che d’amore per lo sport ed il calcio in particolare, non hanno nulla. Perché quei “tifosi” non sanno neanche il significato della parola squadra, non sanno che lo sport è fratellanza ed è fatto per stare insieme. Sfogano la rabbia di una società viziata e difettata in uno stadio, come se ne avessero diritto. È questo quello che insegnate ai vostri figli? Vorremmo chiedere a questi individui. Lo sport non è odio, non è rabbia e non è offesa. È stare insieme, senza distinzioni di razza. Ma questi “tifosi” non lo sanno. Loro credono che denigrare un ragazzo di 24 anni per il colore della pelle sia da veri sostenitori. Non sanno che, questo giovane campione senegalese di nome Kalidou Koulibaly, è uno dei più forti al mondo, che con la maglia del Napoli ha segnato anche un gol nonostante sia un difensore, non sanno quanta passione e quanto amore mette nel gioco. A loro non importa quanto sia sudata la sua maglia a fine gara. Non gli importa di offendere gratuitamente Kalidou e i propri giocatori di colore – che nella Lazio ci sono e come – perché “fa parte del gioco”… del vostro gioco forse, non del calcio.
Da Olimpia fino alle paralimpiadi per disabili, lo sport è sempre servito a diffondere principi di tolleranza ed integrazione.
Con all’avvento dell’imperialismo britannico nel XIX secolo, il legame tra sport-fratellanza è stato sostituito da sport-razzismo. L’uomo bianco, aveva il diritto-dovere di colonizzare e civilizzare i popoli “pimitivi”.
Non voglio fare lezioni di storia, ma questa ve la voglio raccontare. Nel 1936, Hitler decise di ospitare i Giochi Olimpici, solo per il piacere di “celebrare la razza ariana”, impedendo la partecipazione degli atleti tedeschi di origine ebrea, anche se top athletes. Allora, quest’ideologia razzista fu ridicolizzata dalla vittoria di 4 medaglie d’oro da parte di Jesse Owens. Non sapete chi è? Ve lo dico subito. É stato un alteta afro-americano, dunque di colore, che non solo fu la stella dei Giochi nel 1936, ma nel 1955 fu nominato dal Presidente Dwight D. Eisenhower, “Ambasciatore dello Sport”.
L’oro di Owens è rimasto nella storia: “Vero, Hitler non mi ha stretto la mano ma fino a qui non lo ha fatto neanche il presidente degli Stati Uniti” disse umilmente l’atleta alla stampa.
Ma parliamo di calcio. Alla fine di tanti congressi e riunioni, i vertici sono giunti ad una conclusione: per eliminare il razzismo, bisogna prevenirlo. La Commissione Europea insieme alle federazioni sportive hanno a cuore di applicare dure norme e sanzioni contro la discriminazione. Così è stato anche per il match Lazio-Napoli. Irrati non solo ha fermato il gioco, ma ha redatto un referto arbitrale preciso, che ha permesso al giudice di applicare l’ammenda. La speranza di chi ama il calcio, è che questo possa essere un inizio di un percorso sano. Per la prima volta ci troviamo a parlare del miglior arbitraggio italiano, quello giusto che solo i grandi uomini che hanno rispetto e amore per il proprio lavoro sanno fare bene. Per quanto possa sembrare un comportamento normale, in una civiltà come la nostra, una cosa del genere è segno di coraggio. Non ci resta che dire grazie a Massimiliano Irrati, che il suo lavoro sia di esempio anche per i colleghi.
A dire grazie è stato anche Kalidou Koulibaly, che tramite instagram ha dichiarato: “voglio ringraziare tutti per i messaggi di solidarietà che mi sono arrivati. Voglio ringraziare anche i giocatori della Lazio, ma soprattutto l’arbitro Irrati per il suo coraggio. Ringrazio i miei compagni di squadra, la società e i nostri tifosi che sono stati di un grande sostegno contro questi brutti cori! Andiamo avanti e forza Napoli sempre!”
Sono di Sant’Anastasia e di Pomigliano. Sono di Sant’Anastasia e di Pomigliano D’Arco i quattro ragazzi minorenni arrestati ieri sera dalla compagnia carabinieri di Castello di Cisterna per aver commesso undici rapine a mano armata e il furto di un veicolo in appena un mese, nello scorso autunno. Le rapine sono state commesse per la maggior parte a Pomigliano, il resto tra Somma Vesuviana e Sant’Anastasia.
Tre dei quattro adolescenti arrestati, tutti incensurati, sono studenti degli istituti superiori della zona. Sono figli di persone perbene, lavoratori onesti. Intanto si indaga sul ruolo di un maggiorenne, un giovane di 21 anni noto alle forze dell’ordine, anche lui di Pomigliano, che secondo quanto emerso avrebbe reclutato i ragazzini per sfruttarli attraverso una costante opera di plagio psicologico. Il ventunenne è agli arresti domiciliari. I quattro minorenni sono stati affidati alle comunità di recupero per minori a rischio.
Arrestato un minorenne per furti ai turisti ad Ercolano. Domiciliari per una quarantenne di Volla in possesso di droga e manette ai polsi per un 46enne di Poggiomarino per maltrattamenti familiari.
I carabinieri della tenenza di Ercolano hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in comunità emessa dal gip presso il tribunale per i minorenni di Napoli a carico di un 14enne del luogo già noto alle forze dell’ordine e già ristretto in comunità. L’ag ha emesso il provvedimento concordando in pieno con risultanze investigative dei militari dell’arma: nella notte del 17 luglio scorso aveva rubato dai ben 700 euro di oggettistica varia dai chioschi adibiti a vendita di souvenir nei pressi dell’area archeologica di Ercolano.
I carabinieri della locale tenenza di Ercolano hanno tratto in arresto Ciro Rondini, 40enne del luogo, già noto alle forze dell’ordine, raggiunto da un ordine di carcerazione domiciliare emesso dalla procura di Salerno per un furto commesso a Vietri sul Mare nel 2013: dovrà espiare quasi 8 mesi di reclusione. Dopo le formalità di rito è stato tradotto ai domiciliari.
A Volla I carabinieri della locale stazione hanno fermata una 40enne alla guida della sua auto e dopo aver notato la sua impazienza e il suo atteggiamento troppo ansioso per un semplice controllo stradale, l’hanno sottoposta a controlli trovandola in possesso di 22 dosi di cocaina -un totale di ben 82 grammi- e di un bilancino di precisione. Anna Criscuolo, 40enne, di Barra, incensurata, è stata arrestata per detenzione di cocaina a fini di spaccio. Dopo le formalità di rito in caserma è stata tradotta ai domiciliari, ove attende il previsto rito direttissimo.
I carabinieri del nucleo radiomobile di Torre Annunziata hanno tratto in arresto A Poggiomarino per maltrattamenti in famiglia e lesioni personali un 46enne del luogo già noto alle forze dell’ordine. I militari dell’arma sono intervenuti d’urgenza a seguito di segnalazione pervenuta al 112: c’era una violenta aggressione in famiglia in corso. Giunti sul posto, i militari hanno subito bloccato il 46enne accertando che poco prima aveva selvaggiamente picchiato la moglie 45enne, cagionandole tumefazioni su tutto il corpo ed escoriazioni multiple guaribili in 10 giorni. In sede di denuncia, la signora ha riferito anche passati episodi di violenza che finora non aveva mai voluto denunciare, un po’ per timore ma anche per affetto e con la speranza che il suo uomo la smettesse. L’arrestato è in attesa di rito direttissimo.
La sede della brillante iniziativa è il Primo Circolo Didattico Statale “G.Marconi” e il progetto nasce grazie al laborioso impegno del suo preside e dei suoi collaboratori.
La Cultura popolare di un territorio al servizio della cittadinanza, che trova dimora nella più alta forma di presidio democratico locale: la scuola. Un progetto innovativo che si candida ad essere un prototipo socio-culturale da esportare su tutto il territorio nazionale.
La sede della brillante iniziativa è ad Afragola, città alle porte di Napoli che all’interno del Primo Circolo Didattico Statale “G.Marconi” ha visto la luce, grazie al laborioso impegno del suo preside e dei suoi collaboratori, interni ed esterni. “Le radici del nostro sentire sono il futuro e il nostro avvenire” è il moto di questa grande iniziativa che unisci storia, cultura, artigianato, senso civico e amore sconfinato per la propria terra.
“L’idea di creare un Museo Civico Scolastico, nasce da una profonda consapevolezza sull’importanza della “Memoria Storica ” attraverso la quale ricostruire la nostra identità e il senso del tempo– spiega il Preside Fernando Spagnuolo– niente fa rivivere il passato più intensamente, che immergersi tra le sue autentiche testimonianze.Un grande lavoro in cui il dirigente scolastico è stato coadiuvato dalla referente maestra Cristina Giannota e che regala ai suoi visitatori un tuffo nel passato: singolari reperti, oggetti, cartografie e ricerche storiche, capaci di suscitare una miriade di sensazioni profonde che rievocano la laboriosità, la dedizione profusa nella vita semplice di un tempo.
I destinatari di questo meraviglioso itinerario storico culturale sono, oltre alla comunità scolastica del territorio anche le associazioni e i visitatori amatoriali che avranno la possibilità di osservare le radici di un territorio che ha ancora bisogno di essere stimolato a dare di più per la sua cittadinanza.
“Divulgare, sensibilizzare, convincere, che valorizzare l’identità culturale, aiuta a valorizzare il passato, comprendere il presente e costruire con più consapevolezza il futuro– sottolineano i promotori del progetto.
L’Obiettivo generale è ampliare l’offerta formativa attraverso una didattica innovativa integrata ed inclusiva, valorizzare il senso della “memoria storica”, stimolare la curiosità, attraverso un viaggio nel tempo e soprattutto far acquisire la consapevolezza che perdere le tracce del passato equivarrebbe a svuotare l’ identità culturale.
Il progetto del Museo intitolato all’avv. Armando Izzo già sindaco di Afragola e al soldato decorato al merito Francesco Chianese rappresenta un’efficace e valida ricaduta dal punto di vista formativo sulla didattica curriculare. La denominazione del Museo Civico”Storigrafando” indica la composizione espositiva di dati storici, fondata sull’interpretazione e sulla rielaborazione dei fatti e reperti di una data epoca.
“Il Museo Civico Scolastico, dovrà essere inteso non solo come luogo da visitare, ma anche e soprattutto come luogo fa vivere e frequentare per apprendere, crescere culturalmente, per ravvivare il valore del concetto del passato. –conclude il preside Spagnuolo– occorre pensare alla mission museale, affinché diventi democratica e inclusiva, si faccia strumento culturale, etico e sociale. Solo attraverso una definizione della propria identità nella contemporaneità, il Museo” può incontrare le attese e i bisogni dei fruitori di oggi e di domani, considerati non solo come i beneficiari di un’offerta, ma come patrimonio da valorizzare ed integrare.”
Domenica arriva Frozen per i più piccoli e la kermesse sarà presentata da Federica Panicucci mentre martedì 8 toccherà a Francesco Facchinetti (Dj Francesco
Si avvicina la festa del Carnevale a Palma Campania e cresce l’attesa per l’appuntamento di domenica, lunedì e martedì prossimo (7,8 e 9 febbraio). Domenica 7 la kermesse sarà presentata da Federica Panicucci mentre martedì 8 toccherà a Francesco Facchinetti (Dj Francesco).
Ma anche venerdì 5 e sabato 6 ci sarà un’esplosione di colori e divertimento: si terrà, infatti, la sfilata in maschera degli alunni degli istituti scolastici “Antonio de Curtis” e “Vincenzo Russo” di Palma Campania.
La Fondazione Carnevale ha voluto, inoltre, dedicare grande attenzione ai bambini e alle famiglie: nel Villaggio delle Quadriglie, dove si stanno tenendo le prove in vista dell’evento di domenica, lunedì e martedì prossimo, c’è una tendostruttura con giochi per i più piccoli.
Domenica 7, inoltre, a partire dalle 15,45 in piazza De Martino, In attesa della partenza de Le Quadriglie, ci sarà lo spettacolo di Frozen dedicato a tutti i bambini. Durante tutta la festa, poi, previsti stand di animazione e giochi.
“Sarà il Carnevale di tutti: ci aspettiamo una folta presenza di bambini per una festa sana e ricca di divertimento”, dice il presidente della Fondazione Carnevale Daniele Rainone
Si è spento il ragazzo di 19 anni del Vomero colpito da una grave forma di leucemia. Per lui c’era stata una mobilitazione popolare.
E’ una storia terribile. L’appello disperato della mamma di Rosario viene diramato qualche settimana fa dai microfoni del telegiornale regionale della Rai, il 21 gennaio. La sanità pubblica nostrana fino a questo momento non si è rivelata in grado di fornire al ragazzo diciannovenne del Vomero, affetto da una grave forma di leucemia, il nuovo farmaco americano specifico per la cura del suo male. Scatta allora la mobilitazione dell’opinione pubblica. Del caso s’interessa, tra gli altri, anche il consigliere regionale Francesco Emilio Borrelli. Il 25 gennaio, quindi, fa capolino la speranza: l’azienda straniera che produce il farmaco annuncia di poterlo fornire gratuitamente, subito. Ma le condizioni del giovane precipitano. Rosario Fioretti è morto ieri sera. Secondo quanto finora trapelato il farmaco sarebbe giunto a Napoli ma non sarebbe stato possibile utilizzarlo a causa delle condizioni del diciannovenne.
Ecco la testimonianza del consigliere Francesco Emilio Borrelli:
Francesco, ma il farmaco era arrivato a casa di Rosario?
“Il problema è che Rosario è rimasto in rianimazione tutto il tempo e non potevano somministrargli nulla, neanche volendo”.
Quindi c’è stato lo sblocco del farmaco ma già era troppo tardi?
“Esatto. Purtroppo abbiamo fallito. Non ho mai conosciuto il ragazzo e i familiari nonostante li abbia sentiti al telefono decine di volte, eppure mi sento partecipe di questa tragedia”.
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