Il nuovo farmaco è arrivato troppo tardi: Rosario non ce l’ha fatta

Si è spento il ragazzo di 19 anni del Vomero colpito da una grave forma di leucemia. Per lui c’era stata una mobilitazione popolare.

E’ una storia terribile. L’appello disperato della mamma di Rosario viene diramato qualche settimana fa dai microfoni del telegiornale regionale della Rai, il 21 gennaio. La sanità pubblica nostrana fino a questo momento non si è rivelata in grado di fornire al ragazzo diciannovenne del Vomero, affetto da una grave forma di leucemia, il nuovo farmaco americano specifico per la cura del suo male.  Scatta allora la mobilitazione dell’opinione pubblica. Del caso s’interessa, tra gli altri, anche il consigliere regionale Francesco Emilio Borrelli. Il 25 gennaio, quindi, fa capolino la speranza: l’azienda straniera che produce il farmaco annuncia di poterlo fornire gratuitamente, subito. Ma le condizioni del giovane precipitano. Rosario Fioretti è morto ieri sera. Secondo quanto finora trapelato il farmaco sarebbe giunto a Napoli ma non sarebbe stato possibile utilizzarlo a causa delle condizioni del diciannovenne.

Ecco la testimonianza del consigliere Francesco Emilio Borrelli:

Francesco, ma il farmaco era arrivato a casa di Rosario?

“Il problema è che Rosario è rimasto in rianimazione tutto il tempo e non potevano somministrargli nulla, neanche volendo”.

Quindi c’è stato lo sblocco del farmaco ma già era troppo tardi?
 
“Esatto. Purtroppo abbiamo fallito. Non ho mai conosciuto il ragazzo e i familiari nonostante li abbia sentiti al telefono decine di volte, eppure mi sento partecipe di questa tragedia”.

 

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