Un weekend a teatro per sfuggire dalla mediocritĂ  di vivere

Un altro weekend con tanta voglia di andare a teatro. Tanti spettacoli di spessore che hanno come tema l’amore per l’arte e la cultura in generale. Il messaggio è educare lo spettatore a vivere credendo che queste due componenti da sole possano salvare il mondo dall’ignoranza e dalla mediocritĂ . Come non essere d’accordo?

Partiamo dalle sale in provincia di Napoli

Maria Nazionale domani sarĂ  protagonista al Teatro Italia di Acerra con lo spettacolo-musicale “Canto D’Autore”, omaggio alla canzone italiana d’autore. La cantante interpreterĂ  brani di Pino Daniele, Battiato, De AndrĂ©,De Gregori, Ron, Gragnaniello e molti altri. Il repertorio spazierĂ  dai brani classici napoletani alla musica italiana nel mondo. Attraverso le canzoni e le poesie, l’artista inviterĂ  il pubblico a inseguire e trovare la felicitĂ  nella cultura, nell’arte, in un mondo che oggi è attanagliato dalla mediocritĂ  e sembra aver perduto i valori piĂą alti della vita.

Dopo il successo ottenuto lo scorso mese di settembre al San Giorgio Teatro festival, domani torna in scena al Siparietto di S.Giorgio a Cremano, l’ultimo lavoro di Roberto Capasso, protagonista e regista di “Pacchiello, venditore di taralli caldi caldi e di guai neri neri” copione scritto da Pasquale Ferro. Lo spettacolo è un monologo che parte dalla favola per arrivare alla cruda realtà di una storia di usura. Pacchiello, attraverso il ricordo di una vita distrutta e distruttiva, rivive una Napoli contemporanea, che porta sulle spalle una tradizione pesante da sostenere, come quella della festa dei Gigli che fa da sfondo alle vicende raccontate

Da stasera sino a domenica, alla sala Ichos di San Giovanni a Teduccio sarĂ  in scena la compagnia Franca Battaglia Teatro con “Corpo celeste”, spettacolo liberamente tratto dalle opere di Brecht, Dostoevskij, Neiwiller. Lo scopo è creare un ponte immaginario tra passato e presente ed interrogarsi sul ruolo dell’arte, della scienza e della libertĂ  di pensiero. Lo spettacolo vede la regia di Ilaria Migliaccio.

Vediamo cosa c’è di scena nei teatri di Napoli Al Bellini sino a fine mese, Luca Zingaretti dirige e interpreta, “The Pride”. Il testo costruito su un’alternanza tra due storie distinte e separate che si svolgono in periodi diversi: il 1958 e il 2015. In entrambe, tre personaggi principali condividono gli stessi nomi e, per volere dell’autore, sono interpretati dagli stessi attori, a sottolineare che i personaggi di una storia sono le ombre di quelli dell’altra. “Solo andata”, è il testo di Erri De Luca che sarĂ  di scena al Piccolo del Bellini sino a questa domenica. Lo spettacolo affronta il tema dell’emergenza immigrazione e racconta di coloro che il mare lo affrontano per disperazione, necessitĂ , fame e speranza di una vita migliore. Antonello Cossia dĂ  vita al testo in un monologo in cui è accompagnato dalla chitarra e dalla voce del musicista Francesco Sansalone, mentre sullo sfondo scorrono le immagini dell’Agenzia Fotogiornalistica Controluce scelte dal fotografo Mario Laporta, che documentano i viaggi dei migranti clandestini. Ricco il cartellone dello Stabile. Al San Ferdinando sono in scena sino a domenica Lello Arena e Isa Danieli, con la riscrittura in chiave ironica di Ruggero Cappuccio del testo di “Sogno di una notte di mezza estate”. Tra fedeltĂ  ed irriverenza lo spettacolo interpreta il “Sogno” per cercare ulteriori rifrangenze all’incanto musicale della lingua del bardo. Al Merdante è in scena “Medea” , uno dei personaggi piĂą celebri del mondo classico, per forza drammatica, complessitĂ  ed espressivitĂ . Euripide la mette in scena nel 431 a.C. e per la prima volta nel teatro greco, la protagonista di una tragedia è la passione, violenta e feroce, di una donna. La traduzione della rappresentazione è a cura di Maria Grazia Ciani, mentre l’adattamento e la regia sono di Gabriele Lavia. Il Ridotto invece, dopo i cicli dedicati a Anna Maria Ortese, Raffaele La Capria, Patroni Griffi, è di nuovo protagonista del progetto di “Letteratura e Teatro” dello Stabile che propone adattamenti teatrali di opere di autori napoletani, o legati alla cittĂ , particolarmente rappresentativi del panorama letterario contemporaneo. Oggetto del nuovo ciclo il romanzo di Enzo Striano, “Il resto di niente”. Liberamente tratto dal Decamerone di Giovanni Boccaccio con l’adattamento e la regia di Marco Baliani è di scena al Diana sino a domenica “Decamerone vizi, virtĂą, passioni” con Stefano Accorsi. Ci spostiamo a Salerno L’appuntamento col secondo incontro di “Mutaverso Teatro”, stagione teatrale ideata da Vincenzo Albano, è fissato per questa sera al Piccolo teatro del Giullare. La compagnia “Gli Omini” porta in scena “La famiglia Campione”, di Francesco Rotelli, Francesca Sarteanesi, Giulia Zacchini, Luca Zacchini, con Francesco Rotelli, Francesca Sarteanesi, Luca Zacchini. Lo spettacolo, nato in collaborazione con Fondazione Teatro della Pergola – residenza artistica Associazione Teatrale Pistoiese- e con il sostegno della Regione Toscana, è stato insignito di due importanti riconoscimenti: il Premio Franco Enriquez 2014 come “Compagnia d’innovazione per ricerca drammaturgica e impegno civile” e il Premio Rete Critica come “Migliore Compagnia anno 2015”. COLPI DI SCENA http://ilmediano.com/category/colpi-di-scena/

Somma Vesuviana, la solidarietĂ  del Vescovo di Nola ai lavoratori della Dema

Sabato prossimo il Vescovo, P. Beniamino Depalma, incontrerà una delegazione dei lavoratori della Dema di Somma Vesuviana. Ha sollecitato anche le autorità regionali a fare quanto è nelle loro possibilità per evitare un’altra e vera catastrofe sociale. Un’azienda, la Dema, in crisi e  che rischia di chiudere o di mandare a casa più di cento lavoratori. Ma c’è qualche spiraglio. Ci auguriamo tutti che il problema si risolva al più presto. Tanti lavoratori, insieme alle loro famiglie, stanno vivendo con angoscia momenti drammatici. Alle tante difficoltà della nostra Regione, se ne aggiunge un’altra. Criminalità organizzata, corruzione, usura, spaccio della droga, prostituzione, lavoro sfruttato, cassintegrazione, sanità che non funziona, inquinamento ambientale, etc…. Sono questi, insieme ad altri, i drammi del nostro territorio. Ma, ne siamo tutti convinti, la mancanza di lavoro è il vero problema, atavico e sempre più grave. Tanti nostri giovani, purtroppo, non possono realizzarsi mediante il lavoro e sono costretti ad andare all’estero, con tutte le conseguenze del caso. Ma, a questa grande tragedia, spesso se ne aggiunge un’ altra, forse ancora più pesante: la perdita del lavoro di tanti padri e madri di famiglia.  Tutto questo crea insicurezza, sfiducia, mancanza di speranza, tensioni nelle case. Tanti uomini, così, non si sentono più uomini. Sono senza dignità. Perché il lavoro non è carità: è dignità. Ovviamente, a pagare, sono sempre i più deboli. Ieri Papa Francesco, in Messico, affrontando il tema della dignità umana di chi lavora, ha detto: “La mentalità dominante propugna la maggior quantità possibile di profitti, a qualunque costo e in modo immediato. Non solo provoca la perdita della dimensione etica delle imprese, ma dimentica che il miglior investimento che si può fare è quello di investire sulla gente, sulle persone, sulle loro famiglie. Il miglior investimento è quello di creare opportunità. La mentalità dominante pone il flusso di persone al servizio dei flussi di capitale provocando in molti casi lo sfruttamento dei dipendenti come oggetti da usare e gettare (cfr Enc. Laudato si’, 123). Il flusso di capitale non può determinare il flusso e la vita delle persone. Il guadagno e il capitale non sono beni al di sopra dell’uomo, ma sono al servizio del bene comune. E quando il bene comune è piegato al servizio del profitto e il capitale è l’unico guadagno possibile, questo si chiama esclusione”. Parole santissime che, particolarmente i responsabili della “cosa pubblica” e il mondo delle imprese devono impegnarsi ad attuare, per dare un po’ di serenità alla nostra gente, già provata da tanti ed altri problemi. Meno egoismo sociale e più solidarietà e lavoro. La Chiesa non si stancherà mai di “rompere le scatole” ai potenti e ai “ricchi epuloni” di questo mondo. ANNUNCIARE DENUNCIARE RINUNCIARE http://ilmediano.com/category/sociale/annunciare-denunciare-rinunciare/

Campania: Moxedano, Napoli tra ultime per impianti sportivi

”L’assessorato allo sport del comune di Napoli ha effettuato un censimento sull’impiantistica sportiva dal quale risulta che le strutture esistenti nella cittĂ  di Napoli sono 46; questo significa che ci sono meno di 5 strutture sportive per ogni 100 mila abitanti. Un rapporto tra popolazione e impianti sportivi che fa risultare la cittĂ  di Napoli tra gli ultimi in classifica in Italia”. Lo dice il consigliere regionale Idv, Francesco Moxedano. ”Alla luce di questi dati, il Comune di Napoli pensa di investire 20 milioni di euro per cambiare i sediolini e ristrutturare i bagni dello stadio S. Paolo. Sarebbe piĂą utile utilizzare questi 20 milioni di euro del credito sportivo per costruire un impianto sportivo in ogni municipalitĂ , incrementando il patrimonio impiantistico ,dando così maggiore possibilitĂ  ai nostri giovani alla pratica sportiva. I tifosi napoletani hanno bisogno che la cittĂ  si doti di un nuovo stadio polifunzionale, aperto 365 giorni all’anno, che sia consono ai parametri del calcio moderno ed europeo, così come i napoletani hanno diritto che venga ricostruito il Mario Argento abbandonato da anni e che gli sia restituito il Collana dalla Regione”, conclude Moxedano. (Fonte foto: rete internet)

Duplice omicidio di Saviano, carabinieri vicini alla svolta

Nessuna conferma ufficiale. Eppure i controlli serrati che da questa mattina le forze dell’ordine stanno svolgendo sul territorio, lasciano intendere una probabile svolta nelle indagini sull’omicidio di Francesco Tafuro e Domenico Liguori, i giovani titolari di un centro scommesse freddati la scorsa settimana a Saviano. Si stringe il cerchio intorno ai colpevoli dell’omicidio di Francesco Tafuro e Domenico Liguori, i giovani titolari di un centro scommesse a Somma Vesuviana, uccisi con 13 colpi di arma da fuoco la scorsa settimana, in via Olivella, a Saviano. Dall’alba di questa mattina, infatti, le forze dell’ordine a bordo di elicotteri, stanno svolgendo un controllo serrato sul territorio sommese e dintorni. Secondo indiscrezioni dell’ultim’ora i killer sarebbero stati fermati, ma al momento non c’è  conferma ufficiale. Non lascerebbe invece dubbi la frase postata su Facebook dal fratello di una delle vittime: “Adesso dovete solo marcire in galera”.

FCA Pomigliano, dopo 6 anni 200 cassintegrati riabbracciano il lavoro stabile

E rimane in piedi la prospettiva della differenziazione salariale.      Torneranno nella catena di montaggio quasi sei anni dopo esserne stati allontanati. Si tratta di 200 dei 1981 operai e impiegati cassintegrati, in regime di contratto di solidarietĂ , della Fiat di Pomigliano attualmente inseriti nel reparto “C”, dove cioè non esistono lavorazioni manifatturiere dirette. Sono addetti che FCA ha intenzione di reinserire nel ciclo produttivo e che non sono stati piĂą utilizzati stabilmente da quando sono state eliminate dall’impianto partenopeo le produzioni Alfa Romeo. Da allora, era il 2010, l’azienda ha gradualmente utilizzato in maniera costante per le nuove produzioni manifatturiere Panda solo circa 2500 degli attuali 4700 addetti della grande fabbrica ( numero che comprende anche i 280 operai distaccati nel reparto logistico di Nola ). Ieri però FCA ha annunciato ai sindacati la decisione di aprire le porte della catena di montaggio anche a una quota parte dei cassintegrati in contratto di solidarietĂ  finora relegati nel reparto “C” e tenuti lontani dai reparti produttivi “A” e “B”. Una suddivisione dello stabilimento, questa, voluta dall’azienda automobilistica tre anni fa. Ma a quanto pare l’ascesa delle vendite Panda che si sta registrando in questi mesi e che ha determinato la necessitĂ  di dare il via a una serie di sabati di lavoro straordinario sta sollecitando l’esigenza di impiegare un numero sempre maggiore di lavoratori nelle produzioni dirette. Secondo quanto riferito dai sindacati firmatari dell’accordo Panda, Fim, Uilm, Fismic e Ugl, ieri da Pomigliano è emerso che l’accordo finalizzato all’ingresso nelle aree  “A” e “B” dei 200 dipendenti potrebbe essere siglato al massimo tra due settimane, durante l’incontro per il rinnovo di un anno del contratto di solidarietĂ , in scadenza il prossimo 31 marzo. 130 di questi addetti sono giĂ  stati formati dall’azienda nell’impianto automobilistico di Melfi, in provincia di Potenza, dove si producono le vetture Jeep Renegade, 500 X e grande Punto. Gli altri 70 saranno formati a Pomigliano sulla base del nuovo sistema organizzativo e produttivo WCM, il World Class Manifacturing. Sempre in occasione del rinnovo del contratto di solidarietĂ  sarĂ  anche ufficializzato il varo dei 12 turni di lavoro per gli addetti in regime di cds. 12 turni che prevedono il lavoro in prestazione ordinaria al sabato e che    coinvolgeranno dunque solo una parte della manodopera di Pomigliano. Applicata in questo modo la turnazione flessibile costituisce uno strumento previsto dall’accordo Panda e dal conseguente contratto dell’auto, slegato dalla contrattazione nazionale. Con questa turnazione per i lavoratori in solidarietĂ  si darĂ  infatti il via a una “sperimentazione” sindacale che consentirĂ  di utilizzare in fabbrica contemporaneamente due gruppi di lavoratori pagati in modo differenziato. Gli addetti in solidarietĂ  che lavoreranno al sabato saranno pagati in via ordinaria mentre il gruppo di dipendenti non soggetti al cds percepiranno la maggiorazione straordinaria.

Fallimento Trusso, la nuova gestione: “Non cambierĂ  nulla. PiĂą forti di prima”

Attraverso il manager Pietracupa la societĂ  Cardiomed garantisce un presente e un futuro in totale sicurezza per la struttura di Ottaviano.         La societĂ  Trusso è stata dichiarata fallita dal tribunale di Nola ma secondo quanto riferisce la nuova gestione, subentrata l’anno scorso, questa situazione non danneggerĂ  in alcun modo l’attuale andamento complessivo del grande presidio sanitario di Ottaviano. Lo conferma l’amministratore di Cardiomed , il dottor Mario Pietracupa, manager non solo della Trusso ma anche di altre aziende ospedaliere. La Cardiomed ha rilevato in fitto il ramo d’azienda della Trusso ed è controllata dalla Neuromed, grande gruppo sanitario che opera soprattutto nella ricerca. Dottor Pietracupa, quali saranno le conseguenze del fallimento della precedente azienda denominata “Trusso” ?      ” Nella gestione non cambia nulla, nĂ© per quanto riguarda la continuitĂ  aziendale, nĂ© per quanto riguarda  il discorso civilistico. A ogni modo la dichiarazione di fallimento è un atto unilaterale che è soggetto alla valutazione di chi la subisce per cui è possibile che Trusso faccia ricorso. Comunque, lo ripeto: abbiamo rilevato un fitto di ramo d’azienda e ci sono le garanzie di Neuromed. Intanto il nostro ospedale funziona a pieno regime. Non c’è nessun tipo di problema. Neuromed non può che garantire anche i nostri creditori “.  Spesso però sono stati lamentati i ritardi nei pagamenti da parte delle Asl….                 ” Sotto questo profilo non possiamo lamentarci. La dietrologia non serve a nulla. Il sistema sanitario nazionale garantisce a sufficienza “. La precedente gestione ha tagliato decine di posti di lavoro. Ciò cosa ha comportato ?    ” Il problema degli organici riguarda la gestione pregressa. Noi non licenziamo. Noi stiamo assumendo “. Dottor Pietracupa, ma tutto questo è stato riferito alle maestranze ?   ” Lunedi in clinica  ci metterò la faccia e chiarirò la situazione a tutti. L’ospedale continua regolarmente le sue attivitĂ  rilevate in fitto d’azienda dalla Cardiomed. Intanto Neuromed ha dovuto garantire il tribunale. E comunque villa Trusso è un ospedale di primo livello, di altissima qualitĂ , come lo sono pochissimi in Campania. A questo proposito mi sento in dovere di ribadire il mio massimo rispetto per il personale che si impegna con dedizione quotidianamente in questa struttura “.   Ecco intanto  una parte del curriculum di Mario Pietracupa: è nato a Campobasso il 17 giugno 1955; coniugato, padre di quattro figli, vive a Pozzilli (IS). E’ laureato in Economia e Management. Manager della sanitĂ , ha iniziato la sua carriera giovanissimo quale impiegato presso il Tribunale di Campobasso. Dal 1977 al ’97, ha lavorato in diversi istituti di credito ricoprendo incarichi direzionali. Dal 1997 al 2006, è stato amministratore delegato dell’Istituto di Ricovero e Cura a carattere Scientifico Neuromed di Pozzilli, ospedale e centro di ricerca di valenza internazionale, ricoprendo anche l’incarico di direttore generale e vice presidente del consiglio d’amministrazione.  E’ docente di Economia e Organizzazione Aziendale presso il Polo didattico del Molise dell’UniversitĂ  “La Sapienza” di Roma. Giornalista pubblicista, è iscritto all’Ordine Regionale del Molise. E’ componente della commissione sanitaria della F.I.G.C. Lega Nazionale Dilettanti. Dal novembre 2003 al febbraio 2005, presidente della sezione “Industrie Sanitarie” dell’Associazione Industriali del Molise. Dal 2005 al 2006, componente del Consiglio di Amministrazione dell’I.R.Fo. Istituto di Ricerca e Formazione con sede in Pescara. Il 6 novembre 2006 è stato eletto Consigliere Regionale del Molise e con 2888 voti è risultato il secondo eletto nella circoscrizione di Isernia. Dall’11 dicembre 2006 al 26 giugno 2009 è stato Presidente del Consiglio Regionale del Molise; nel 2008 è stato eletto nel Comitato di Coordinamento della Presidenza delle Assemblee Legislative Regionali e ricopre l’incarico di revisore dei conti. Dal 26 giugno 2009 è componente della I Commissione Consiliare permanente, (ordinamento e organizzazione amministrativa). Dal 25 ottobre 2009 è Vice Segretario Nazionale di Alleanza di Centro per le LibertĂ .

Torna la campagna M’illumino di Meno

Dalle 18:00 luci spente per aderire alla campagna M’illumino di meno, in nome della sostenbilitĂ .

Tutto pronto per spegnere le luci. Il 19 febbraio 2016 torna M’illumino di Meno, l’iniziativa dedicata dal risparmio energetico, promossa dalla trasmissione Caterpillar di Rai Radio2 per salvaguardare il Pianeta.

Basterebbe modificare il nostro comportamento per ottenere un risparmio energetico del 20% annuo. Un risparmio che potrebbe arrivare anche fino al 50%, se i nostri edifici non fossero dei veri e propri colabrodi energetici. Pochi accorgimenti come spegnere le luci quando non servono, e sostituirle con quelle a risparmio energetico, niente standby per i dispositivi elettronici, occhio anche ai riscaldamenti e ai condizionatori: non oltre sei gradi in meno rispetto alla temperatura esterna. Utilizzare meno possibile l’automobile, meglio se condivisa con chi fa lo stesso tragitto, e sfruttare di più la bicicletta.

Questa dodicesima edizione infatti è dedicata in particolare alla mobilitĂ  sostenibile, e l’invito è ad usare tutti i mezzi a basso impatto energetico come simbolo di pace e di rispetto per l’ambiente. E’ stata proprio Caterpillar a lanciare la candidatura della bicicletta al Nobel per la Pace, con la petizione Bike the Nobel coinvolgendo Paola Gianotti, ciclista pluripremiata, che ha pedalato da Milano ad Oslo per portare le firme raccolte dalla trasmissione radiofonica, come atto simbolico di consegna della candidatura.

Luci spente, dunque, a partire dalle 18.00, per i monumenti e i luoghi simbolo in tutta Italia. A Napoli verranno spenti il Maschio Angioino e il Castel dell’Ovo e alcune parti di Palazzo San Giacomo. Il programma Caterpillar ha anche stilato un decalogo per l’iniziativa sostenuta dall’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, dal Parlamento Europeo, dal Senato della Repubblica, dalla Camera dei Deputati e dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e dal Ministero dell’Istruzione, dell’UniversitĂ  e della Ricerca.

Acerra, arriva De Luca e i senzatutto sfasciano tutto

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Ieri sera si è sfiorata la rivolta nella cittĂ  dell’inceneritore.      Arriva il presidente della giunta regionale, Vincenzo De Luca, e i senza lavoro di Acerra, insieme ad alcuni addetti del Consorzio Unico di Bacino, scatenano tutta la loro rabbia nel centro storico della cittĂ  dell’inceneritore. Alla fine la recinzione del nuovo cantiere per il rifacimento delle zone centrali è stata in buona parte divelta mentre un addetto del Consorzio di Bacino senza salario da 40 mesi, Giovanni D’Errico, barricato da quattro giorni di fila sul tetto del Castello Baronale, ha lanciato da venti metri di altezza di tutto e di piĂą: tegole, tubi di metallo, pezzi di impalcature. Intanto il presidente De Luca teneva, intorno alle 18 di ieri, un convegno sulla sanitĂ  ad alcune centinaia di metri in linea d’aria, nella clinica Villa dei Fiori. Poi però è stato proprio da qui, dalla clinica, che è arrivata la schiarita. De Luca infatti ha reso noto che lunedi riceverĂ  a palazzo Santa Lucia i senza salario del Consorzio. La notizia è stata consegnata ai “ribelli” di piazza Castello dal vicequestore Antonio Cristiano, dirigente del locale commissariato, ed ha spinto i senzatutto a sotterrare l’ascia di guerra. Alle sette Giovanni D’Errico è sceso dal tetto ed è tornato a casa, dopo quattro giorni al freddo.

L’amore secondo Wong Kar-wai: “In the mood for love”.

Un film di una bellezza struggente e indimenticabile, al centro del quale c’è una storia d’amore particolare, mai forzata e falsa, solo disperatamente nostalgica.  “In the mood for love” , il cui titolo originale tradotto dal giapponese sarebbe “Gli anni fioriti”, è un film drammatico del 2000 diretto dal regista Wong Kar-wai. Il film racconta della storia d’amore di un uomo e una donna ( “Mr. Chow,” interpretato da Tony Leung e “la signora Chan,” interpretata da Maggie Cheung), da poco divenuti vicini di casa, i quali scoprono che i loro rispettivi coniugi stanno intrecciando una relazione amorosa segreta. La reciproca necessitĂ  di comprendere le ragioni del tradimento avvicinerà i protagonisti fino a farli innamorare; i due cercheranno in tutti i modi di compensare le proprie solitudini senza cascare nel vortice di bugie e di tradimento di cui sono a loro volta vittime. Mr. Chow e la signora Chan percepiscono l’intensitĂ  crescente dei loro sentimenti in ogni gesto, dal piĂą consuetudinario (come sbrigare faccende lavorative) al piĂą originale (come scrivere un libro), ma sono troppo intrappolati nella paura di intraprendere una relazione sostanziata di tradimento, basata solo sull’istinto umano piĂą primordiale, la vendetta, per trovare il coraggio di muovere un concreto passo in avanti, di iniziare una “loro” storia. L’evidente necessitĂ  del ricordo è l’unico modo attraverso il quale i due protagonisti riescono ad appropriarsi, seppur con fatica e confusamente, di questo  loro amore mai vissuto per davvero. “In the mood for love” è una superba poesia, esaltata fino allo stordimento dallo spirito romantico che è stato assente nel cinema per troppi anni, e arricchita da intelligenti enjambement. Molti lo considerano il film migliore di Wong Kar-wai, probabilmente lo è: a dargli tale merito contribuisce, oltre alla linearitĂ  della trama, caratteristica nuova – non potremmo individuarla negli altri suoi lavori -, anche, e direi soprattutto, una sinuosa tecnica registica. L’uso dei primi piani è magnetico, in una conversazione a due l’altra persona, il destinatario, non è mai visibile e questo schema genera un clima di ambiguitĂ , spaziale e sentimentale, che si carica a poco a poco di forti emozioni. L’ambientazione del film nella Hong Kong degli anni Sessanta, la meticolosa descrizione dei dettagli (abiti e cibo in particolar modo), la calda voce di Nat King Cole, segnano il destino di “In the Mood for love”, che certamente diventerĂ  un classico del genere del  “melodramma romantico”. L’atmosfera di questa pellicola  suggerisce la nostalgia di un tempo in cui commuoversi era segno di una grande ricchezza interiore: potremmo percepire un sentimento del genere solo nelle  migliori opere di Alain Resnais, prima fra tutte “Hiroshima mon amour”. A completare il tutto contribuisce la fotografia del pluripremiato Christopher Doyle: egli dĂ  vita ad un ambiente che è degna cornice di una storia romantica saggiamente calibrata, in cui la commozione non è mai teatrale languore. Quest’ opera avvince gli spettatori a tal punto che essi si sentono sollecitati a tentare di vivere la loro vita sentimentale  secondo i modi e i ritmi dettati da Wong Kar-wai: e credo che non si possa fare un elogio piĂą grande a un film che ci fa riscoprire la bellezza pura, luminosa e malinconica dell’amore.    

Acerra, benzina sul negozio di abbigliamento: incendio e danni, in pieno centro storico

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Esclusa la matrice camorristica dell’attentato.        Un gesto da criminali, benzina rovesciata sulla facciata di un negozio, in pieno centro, e poi incendiata. Le fiamme hanno danneggiato entrambe le vetrine della GDB collection, un esercizio di abbigliamento, pelletteria, calzature e accessori, in via Annunziata, nel cosiddetto “squadro” di Acerra, la zona ultra popolata degli antichi decumani della cittadina. I teppisti hanno agito circa trenta minuti dopo la mezzanotte di ieri. Hanno cosparso la benzina sulle due vetrine del negozio innescando un incendio. Le fiamme hanno immediatamente diffuso un odore acre e un fumo che in pochi minuti hanno avvolto la zona densamente abitata. Sul posto sono accorsi i vigili del fuoco e i carabinieri. Le vetrine dell’esercizio commerciale sono andate in frantumi a causa del calore sprigionato dall’incendio. Che a ogni modo è stato domato in poco tempo. C’è paura. E’ la terza volta in poche settimane che proprio in questo perimetro circoscritto del centro storico si consumano intimidazioni davvero inquietanti. Qui c’era stato prima il furgoncino, poi risultato rubato, lanciato sulla ditta di pompe funebri e poi dato alle fiamme nelle vetrate della “Pacilio”, in via Trento e Trieste, a pochi metri da via Annunziata. Quindi, qualche giorno fa, sono stati rinvenuti alcuni colpi di calibro 7 e 65 nelle carrozzerie di altrettante autovetture parcheggiate sotto un palazzo residenziale di via Soriano. Anche in questo caso il luogo dell’ennesima violenza dista solo duecento metri dall’atto di teppismo dell’altra notte. Comunque i carabinieri stavolta escludono la matrice mafiosa dietro l’incendio doloso divampato sulla facciata del negozio di abbigliamento e pelletterie. Alcune telecamere piazzate su altri esercizi commerciali ubicati di fronte alla ditta DGB hanno filmato le varie fasi dell’atto delinquenziale ma, in base a indiscrezioni, finora non è stato possibile identificare bene il codice della targa dell’auto degli attentatori. Nel frattempo la pista battuta dai carabinieri della compagnia di Castello di Cisterna, diretti dal capitano Tommaso Angelone, e della stazione di Acerra, diretti dal maresciallo Vincenzo Vacchiano, sta facendo emergere elementi che escludono l’ipotesi di una tentata estorsione o di altri moventi sempre riconducibili ai clan della camorra locale. Si pensa piuttosto a un gesto sconsiderato e isolato, a una sorta di vendetta di piccolo cabotaggio dovuta a questioni personali. La sensazione è che i militari abbiano anche individuato i responsabili dell’incendio doloso. Rimane però una situazione complessiva d’insicurezza ad Acerra e in tutto l’hinterland napoletano funestato come sempre da episodi di criminalitĂ  di vario tipo, sia legati alla grande criminalitĂ  organizzata che alla piccola delinquenza quotidiana. Ma si tenta di correre in qualche modo ai ripari. La scorsa settimana il consiglio comunale di Acerra ha approvato un ordine del giorno finalizzato alla realizzazione di un sistema di videosorveglianza nei vari punti del territorio cittadino maggiormente sensibili al rischio criminalitĂ . Pure su questo fronte però c’è da rilevare un altro episodio disarmante, quando cioè, circa un mese e mezzo fa, in una sola notte sono state rubate nella vicina Castello di Cisterna tutte le telecamere fatte installare dal ministro dell’interno Angelino Alfano come misura di contrasto e prevenzione dei fenomeni criminali adottata dopo l’omicidio di Anatolij Korol, l’immigrato eroe ucciso mentre tentava di sventare una rapina in un supermercato del paese. Le telecamere erano state installate su una serie di pali molto alti. Puntavano tutte sulle principali basi di spaccio della zona.  Â