L’appuntamento è al Teatro Mav di Ercolano il 20 e 21 febbraio.
In occasione delle celebrazioni per la “Giornata Nazionale del Braille”, le rappresentanze di Portici ed Ercolano dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli ipovedenti organizzano, con il patrocinio delle rispettive Amministrazioni Comunali, per i giorni sabato 20 alle ore 20:30 e domenica 21 febbraio 2016 alle ore 18:.30 presso la sala teatro del MAV (Museo Archeologico Virtuale) di Ercolano (Via 4 Novembre 44), la commedia “Questi fantasmi!” – 3 atti di Eduardo De Filippo.
La commedia sarà messa in scena dalla filodrammatica U.I.C.I. diretta da Bruno Mirabile e composta da attori non vedenti, ipovedenti e amici dell’Unione che ancora una volta cercheranno di stupire il pubblico. Questa compagnia teatrale amatoriale così particolare, che fin dal 1996 propone con notevole successo commedie della tradizione partenopea, quest’anno metterà in scena una delle commedie più complesse e particolari del grande “Eduardo”.
La rappresentazione è organizzata in collaborazione con “Radio Siani”- la radio della legalità, la Cooperativa sociale “Bambù ONLUS”, e diversi imprenditori locali che supportano le attività della filodrammatica da molti anni.
Per informazioni e prenotazione dei biglietti, ci si può rivolgere a:
Sede U.I.C.I. di Portici, Corso Garibaldi 200 – Villa Savonarola (lunedì e mercoledì 17.00/19.00) Mario Mirabile cell. 339 34 56 120 e-mail mariomirabile@alice.it
Antonella Improta cell. 334 60 48 860e-mail antonella.improta@alice.it
Sede U.I.C.I. Ercolano, via 4 Novembre 240 (lunedì, mercoledì e venerdì 17.00-20.00) tel. 0810482594
Matteo Cefariello cell. 347 60 49 301
Donato Lupinetti cell. 3355751815 e-mail lupinetti@libero.it
L’intero incasso verrà utilizzato per finanziare le attività dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti.
(Fonte foto: Rete internet)
Il Comune aderisce alla giornata del risparmio energetico prevista per oggi.Presso lo stand che sarà appositamente istituito in via Cesare Battisti saranno divulgati consigli e distribuite “buone pratiche” da tenere in mente per poter ridurre gli sprechi quotidiani.
La Giunta comunale di San Giuseppe Vesuviano ha scelto di aderire, in collaborazione con l’Associazione “Cittadini per l’Ambiente”, alla giornata del risparmio energetico e della mobilità sostenibile “M’illumino di meno”, promossa da Caterpillar, il programma di Rai Radio 2. L’iniziativa si avvale dell’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, dell’alto patrocinio del Parlamento Europeo, del patrocinio del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati, dell’adesione del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.Oggi, pertanto, sarà dedicato alla sensibilizzazione al risparmio energetico ed alla promozione delle energie alternative e rinnovabili. I volontari dell’Associazione Cittadini per l’Ambiente, con la collaborazione dei docenti e degli alunni del I Circolo Didattico, saranno impegnati dalle ore 9:00 alle ore 12:00 a divulgare ai cittadini le più recenti tecniche e strategie di risparmio energetico. Presso lo stand che sarà appositamente istituito in via Cesare Battisti saranno divulgati consigli e distribuite “buone pratiche” da tenere in mente per poter ridurre gli sprechi quotidiani. Nel corso della giornata, poi, si svolgeranno anche alcune visite guidate agli impianti fotovoltaici installati presso gli istituti scolastici della città. In particolare gli alunni delle scuole della città potranno visitare gli impianti dei plessi Nappi e Belvedere, comprendendone il funzionamento ed approfondendone i vantaggi. Alle ore 19:00, in segno simbolico di adesione, le luci di piazza Garibaldi saranno spente fino alle 20:00 ed i cittadini presenti potranno successivamente godersi un momento di spettacolo musicale folcloristico. Con una nota del 16 febbraio indirizzata ai dirigenti scolastici della città l’Assessore al Governo del Territorio Luigi Miranda ha invitato le scuole ad una partecipazione piena e consapevole all’evento, esortando, in particolare, gli alunni ed i genitori a raggiungere gli edifici scolastici a piedi o in bici. “L’intera giornata – spiega Luigi Miranda – sarà un momento cruciale per tutta la città, per poter dimostrare di voler aderire realmente alle politiche di risparmio energetico e di disinquinamento, spegnendo luci ed apparecchiature elettroniche non necessarie e riducendo al minimo ogni forma di illuminazione artificiale”.
In programma per oggi giovedì 18 febbraio alle ore 11:00 in Via Napoli. Presenti i vertici GORI ed il sindaco di San Gennaro Vesuviano, Antonio Russo.
La “Casa dell’Acqua”, erogatore di acqua liscia e frizzante refrigerata, nasce da un progetto realizzato da GORI, in collaborazione con il Comune di Torre del Greco, utilizzando fondi messi a disposizione dalla ex Provincia di Napoli (ora Città Metropolitana).
L’obiettivo è quello di ridurre la produzione e, quindi, lo smaltimento di bottiglie di plastica, promuovendo al contempo l’utilizzo dell’acqua proveniente dalla rete acquedottistica pubblica, gestita da GORI.
(Fonte foto: rete internet)
Lunedì 22 febbraio conferenza stampa ad Eccellenze Campane con Luca Capasso e Paolo Scudieri.
Non più un esodo verso le regioni d’Italia, ma un trasferimento razionale in quattro province della Campania, evitando così di allontanare la popolazione dai propri affetti e dai propri interessi culturali, sociali ed economici. È il progetto “Convivenza Vesuvio”, messo a punto dalla Fondazione Convivenza Vesuvio e già recepito dalla legge regionale n.13 del 2008. Riguarda tutti gli abitanti dei Comuni della zona rossa del Vesuvio chiamati, in caso di eruzione del vulcano, a lasciare le proprie abitazioni. L’attuale piano della Protezione Civile prevede uno spostamento nelle restanti regioni dell’Italia, “Convivenza Vesuvio”, invece, indica la possibilità di un allocamento nelle province campane.
Ottaviano è il primo Comune della zona rossa ad aver aderito al progetto, con la firma di un protocollo d’intesa i cui dettagli verranno illustrati nel corso di una conferenza stampa che si terrà lunedì 22 febbraio alle 11 nei locali di Eccellenze Campane, in via Brin 69 a Napoli.
Parteciperanno il sindaco di Ottaviano Luca Capasso, il patron di Eccellenze Campane Paolo Scudieri e il presidente della Fondazione Convivenza Vesuvio Vincenzo Coronato.
Il progetto si propone di anteporre il concetto di opportunità a quello di emergenza, evitando il drammatico sradicamento della popolazione dalla propria terra e la conseguente dispersione in tutta Italia. Il team della Fondazione ha individuato 4 aree in provincia di Caserta, Benevento, Avellino e Salerno con scarsa densità abitativa e significativa presenza di alloggi disabitati, dove i residenti dei Comuni della zona rossa del Vesuvio potrebbero essere trasferiti in caso di eruzione.
“Si tratta di sensibilizzare la popolazione nei confronti del rischio vulcanico ma anche di indicare una opportunità diversa da un esodo che sarebbe drammatico. Abbiamo sposato l’idea della Fondazione perché ci sembra credibile e basata su dati concreti”, spiega il sindaco Luca Capasso.
Costituita nel 2008, la Fondazione Convivenza Vesuvio è stata premiata dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ed ha ricevuto il riconoscimento giuridico della Provincia di Caserta.
Fonte foto: (rete internet)
Zona rossa del Vesuvio
L’associazione culturale “Fontana Chiara” presenta Venerdì 19 febbraio 2016, alle ore 18:30 al teatro Summarte,il libro “Auanasgheps” dello scrittore Luca Fiorentino.
Luca Fiorentino, 30 anni, nato alle pendici del Vesuvio, è un promoter musicale indipendente e uno tra blogger partenopei più divertenti della rete.
Scrive su tutto ciò che accade nel mondo ed è costantemente sul pezzo.
Il suo è uno stile ironico, dissacrante, utilizza un maccheronico dialetto che alla fine lancia segnali e spunti di riflessione.
Si dedica anche alla scrittura di libri che mantengono la stessa impronta stilistica.
“Auanasgheps” è il suo terzo libro o, come lo ha descritto lui, la sua terza fatica, un’apologia dell’autoerotismo trattata in maniera sapientemente ironica e anticonvenzionale.
Assemblea dei lavoratori molto affollata ieri.
E’ stata molto affollata l’assemblea dei lavoratori tenuta ieri mattina davanti ai cancelli della fabbrica, ferma per sciopero a oltranza. Intanto sul destino dei 99 dei 457 addetti da licenziare della Dema di Somma Vesuviana si apre un piccolo spiraglio. Sempre ieri infatti, al termine dell’assemblea all’aperto, l’azienda ha ricevuto i sindacati nello stabilimento di componenti aeronautici annunciando la sua disponibilità a valutare eventuali misure alternative ai tagli. Lo ha confermato Francesco Griffo, della segreteria provinciale della Fim-Cisl. ” Comunque la Dema – spiega però Griffo – ci ha confermato la decisione di vendere l’azienda all’acquirente il cui nome è stato reso noto in Regione l’altro giorno. Del resto ci è stato anche detto che se non si vende l’azienda rischia il fallimento “. Ma è proprio questo il “vulnus” che fa storcere il naso alle maestranze. Il titolare della Dema, l’imprenditore puteolano Vincenzo Starace, vuole cedere alla Seri di Piedimonte Matese, azienda che si occupa di pannelli solari e di batterie. Alla Seri quindi è stato offerto un salto di qualità industriale di quelli “arditi”, visto che la Dema produce componenti per gli Atr dell’Alenia, per i jet della Boeing e della Bombardier e per gli elicotteri dell’Agusta. A ogni modo la tensione diminuisce nella grande fabbrica vesuviana. E’ stato infatti deciso di sostituire lo sciopero a oltranza con un pacchetto di astensioni di quattro ore al gionro, fino al prossimo 24 febbraio, data in cui sindacati e azienda dovranno incontrarsi al Mise, il ministero per lo sviluppo economico. L’ultima data utile per scongiurare i 99 licenziamenti è però quella dell’esame congiunto fissato per il 26 febbraio negli uffici dell’assessorato regionale al Lavoro della Regione Campania. La scadenza della procedura di licenzimento collettivo, aperta a dicembre, è stabilita al 4 marzo prossimo. Dunque, tempi stretti per decidere il futuro della più grande azienda campana dell’indotto aeronautico. La Dema ha complessivamente circa 800 dipendenti. Possiede altre due fabbriche, a Paolisi, in provincia di Benevento, e a Brindisi, in Puglia, che occupano complessivamente circa 240 persone. Nel frattempo l’impianto di Montreal, in Canada, è stato chiuso.
Cortocircuito Flegreo incontra a Pozzuoli Tatawelo: economia solidale e agricoltura ecocompatibile sfidano il mercato globale.
Dulce Chan Cab, la presidentessa dell’Associazione Tatawelo, è una donna maya dello Yucatan. Parla con la tipica dolcezza sudamericana e spiega con calma le ragioni del suo impegno e tutte le fasi di realizzazione del progetto Tatawelo, per la cui attuazione è nata l’associazione. Nelle sue parole non c’è traccia di tensione o rabbia, come se si trattasse solo di coltivare dell’eccellente caffè in maniera ecocompatibile e sana e invece si tratta di guerra. Una guerra senza armi (da parte dei contadini), che si svolge sul piano economico ed è durissima e, spesso, cruenta. Ma tutto questo dalle parole di Dulce non compare. Lei sorride e spiega il video illustrativo sui sistemi di produzione delle comunità che fanno capo al progetto.
E’ solo l’inizio di un interessantissimo appuntamento organizzato dall’associazione Cortocircuito flegreo alla Multicenter school di Pozzuoli. Maria Rosaria Mariniello, presidentessa di Cortocircuito Flegreo è l’anima e la mente della serata. L’associazione che dirige è impegnata da anni sul territorio per promuovere un’economia solidale, che valorizzi e promuova la produzione e lo scambio locali, di beni e servizi di qualità, rispettosa dell’uomo e dell’ambiente. Un’economia rispettosa dei diritti dell’uomo, che favorisca inclusione e dignità, solidale appunto. Ed è su questo terreno che le attività di Tatawelo e di Cortocircuito flegreo si incontrano. Cortocircuito Flegreo mira a costituire il Distretto di Economia solidale all’interno della regione campana, creando una rete di produttori a diretto contatto con i consumatori tramite GAS, gruppo di acquisto solidale. Molto simile è l’attività del Tatawelo, solo che i produttori, comunità indigene del Chiapas, devono vedersela con le multinazionali. Perché? La Nestlè, ad esempio, ha bisogno per il suo caffè solubile di grandi quantità di caffè di varietà robusta. L’arabica non va bene. Ma le comunità del Chiapas, ad esempio la cooperativa Ssit Lequil Lum coltivano proprio l’arabica, adatta all’altitudine dei loro terreni. Coltivare, si sa, ha dei costi, bisogna spendere in anticipo e solo con il raccolto e la vendita arriveranno i guadagni. La Nestlè distribuisce piantine di robusta gratuitamente. Sembra non ci sia niente di male in questo. Invece c’è, ed è un problema che incide sempre più sulla vita dei contadini e delle comunità agricole di tutto il mondo, perché pratiche simili sono diffuse anche in Africa e in Asia. Portano alla totale dipendenza dei contadini e, alla fine, alla perdita della terra e della casa. La varietà robusta distribuita dalla Nestlè è un ibrido, quindi i semi sono sterili: l’anno successivo i contadini si troveranno a dover acquistare di nuovo le piantine. Inoltre la varietà robusta non è resistente quanto l’arabica alla Roya, un fungo dannosissimo. Quindi se si accetta l’offerta della Nestlè si dovrà chiedere altro denaro in prestito per acquistare prodotti antifungini. Le comunità zapatiste in rete con Tatawelo, insistono nel coltivare arabica e stanno sperimentando la coltura di microorganismi anti Roya perfettamente eco-compatibili, garantendo così la propria autonomia. Dulce Chan e Walter Vassallo, referente del progetto, hanno spiegato, con l’aiuto del video, tutte le fasi del lavoro agricolo delle comunità.
Una parte fondamentale del progetto Tatawelo, come in tutta l’economia equa e solidale, è il prefinanziamento. Prefinanziare significa svincolare i contadini dalle banche e dagli strozzini. La serata punta quindi a far conoscere il caffè e a prefinanziarlo.
E’ a questo punto che si inserisce la terza donna della serata: Silvana Mariniello, attrice, autrice e regista, che mette in scena la sua performance: “Il caffè non si beve si sorseggia”. Silvana conduce da anni a Roma un laboratorio multietnico alla Magliana, Insensinverso. Da sempre impegnata nel sociale, presta la sua opera questa sera a titolo volontario. “Ho pensato di realizzare una specie di spot pubblicitario”, dice Silvana, “iniziando con dei video di vecchi Carosello. Poi, certo, c’è la citazione da Edoardo, come poteva mancare?”. L’idea principale del suo lavoro si intuisce già dal titolo. Il caffè non è una bevanda come le altre, è un rito sociale. Significa chiacchiere, pausa dagli affanni, amicizia, ospitalità. Insomma il caffè può essere anche solidale. E combattere le politiche inique dell’economia globale.
Duro colpo per il sistema sanitario convenzionato campano
Sanità in bolletta, sanità allo sbando: la clinica Trusso è fallita. Il tribunale di Nola ha respinto la richiesta di concordato del debito optando per il fallimento della nota società vesuviana, proprietaria di uno dei più grandi presidi sanitari convenzionati della provincia di Napoli. La sentenza che stabilisce il crack del grande impianto è uscita l’altro pomeriggio. E ora scatta l’allarme rosso nei sindacati e tra i 110 dipendenti della struttura dotata di pronto 8soccorso. Un grande edificio abbarbicato sulla pendice settentrionale del Vesuvio. Eppure appena un anno fa qui era scattato il piano di salvataggio. La proprietà aveva infatti comunicato la cessione della struttura. Si era parlato dell’arrivo all’ombra del Vesuvio di Neuromed, società specializzata nella ricerca sanitaria e che fa capo ad Aldo Patriciello, europarlamentare molisano di Forza Italia. Nel frattempo in quel periodo la Trusso aveva subito l’occupazione a causa di una serie di licenziamenti avviati dall’azienda. Che non ha revocato i licenziamenti. ” E ora è arrivato il fallimento – spiega Lenina Castaldo, della Cgil sanità – vuol dire che Neuromed non ha rispettato i termini dell’accordo che ne ha consentito l’ingresso “. Neuromed è un grande gruppo specializzato nella ricerca e che fa capo all’ex vicepresidente della Regione Molise, Patriciello appunto. La nuova azienda subentrante era stata anche presentata alle maestranze. L’anno scorso la clinica Trusso era stata occupata dai lavoratori scesi sul piede di guerra contro i licenziamenti, poi attuati. Appena un anno fa gli organici della clinica ammontavano infatti a 180 addetti, che si sono poi ridotti agli attuali 110. Intanto resta irrisolta la questione dei tanti stipendi arretrati e della valanga di debiti con Equitalia, l’azienda di riscossione delle insolvenze che non dà scampo e che troppo spesso ha determinato, con i suoi provvedimenti, il fallimento di molte realtà con il conseguente carico di suicidi. E c’è caos anche nei reparti. Molti pazienti ricoverati nella Trusso hanno progressivamente abbandonato la struttura. Ma si spera ancora nella mediazione delle istituzioni. Tensioni e accuse. I lavoratori hanno sempre attribuito questa drammatica situazione a una serie di errori gestionali dell’azienda commessi con la responsabilità dell’Asl Napoli 3 sud e della Regione Campania. Quando la Trusso si è ingrandita ha ricevuto dalle autorità pubbliche tutti i permessi necessari per cui, evidentemente, qualcosa dev’essere saltato in questo meccanismo, basti pensare che l’Asl non riconosce più alla struttura le coperture in convenzione per una serie di attività importanti. C’è dunque paura a Ottaviano. La paura di perdere una grande realtà sanitaria, moderna e confortevole, e, ovviamente, la paura di perdere tanti posti lavoro e cospicue attività imprenditoriali. Ma nemmeno l’arrivo di Neuromed ha tolto queste preoccupazioni. Nel frattempo l’allarme occupazionale e produttivo nell’ambito della sanità convenzionata sta coinvolgendo praticamente tutte le cliniche ricadenti nella giurisdizione dell’Asl Napoli 3 Sud. Le difficoltà finanziarie sono all’ordine del giorno mentre la sanità regionale non riesce a far fronte al buco miliardario del sistema convenzionato.
Prosegue caparbia la lotta dell’addetto del Consorzio Unico di Bacino, senza stipendio da 40 mesi.
Da due giorni e tre notti Giovanni D’Errico, l’addetto del Consorzio regionale Unico di Bacino senza salario da 40 mesi, è sempre lì, abbarbicato e barricato sul tetto del Castello Baronale di Acerra. Nemmeno la telefonata, giunta nel primo pomeriggio di ieri, del vescovo Antonio Di Donna lo ha convinto a scendere. ” Si – conferma D’Errico al telefono – Di Donna mi ha fatto chiamare per poter dialogare con me nel vescovado ma io da qui non scendo “. Giovanni D’Errico, 49 anni, una figlia, è ancora molto arrabbiato con le istituzioni locali e con la Regione Campania. Ieri ha preso qualche altra tegola del tetto dell’antico maniero minacciando di scagliarla al suolo, come del resto ha fatto l’altro ieri, quando ha iniziato questa protesta disperata. ” Adesso basta – aggiunge – ci devono restituire il lavoro che ci hanno tolto, ci devono dare tutti i soldi che ci spettano “. Gli addetti del Consorzio di Bacino di Napoli e Caserta sono circa 2mila. Dal gennaio del 2015 non figurano più come dipendenti dell’ente regionale in liquidazione, che si occupava della raccolta differenziata dei rifiuti e che tuttora si occupa, attraverso l’impiego di 166 addetti nella sola provincia di Napoli, del controllo dei siti di stoccaggio provvisorio. Questa manodopera figura però nella disponibilità del Consorzio per cui dovrebbe ricevere un salario pari all’80 % di quello pieno.
Dieci anni di informazione, al servizio del territorio e delle sue dinamiche: il racconto di un’intera area, cambiata nel tempo ma anche ancorata alla sua tradizione, ai suoi retaggi, ai problemi.
Il Mediano.it, testata giornalistica on line con redazione a Somma Vesuviana, compie dieci anni di vita e celebra il compleanno non con una semplice festa ma con un convegno dal titolo “Il racconto del territorio in 10 anni di comunicazione”.
L’evento si terrà venerdì 26 febbraio alle 18,30 all’Holiday Inn del Vulcano Buono, a Nola. Interverranno, oltre al direttore de Il Mediano.it Carmela D’Avino, il giornalista Gianluca Gifuni, il presidente dell’ordine dei giornalisti della Campania Ottavio Lucarelli e Luciano Brancaccio, docente di Sociologia Urbana e Reti sociali, politiche e comunicative presso la facoltà di sociologia dell’Università Federico II di Napoli.
Nel corso della serata, sarà proiettato un video realizzato dalla redazione de Il Mediano.it e saranno premiate quattro testate giornalistiche che si sono distinte per il loro impegno sul territorio: Fanpage.it, L’Espresso napoletano, Radio Kiss Kiss e Canale 21.
Sono stati, inoltre, invitati tutti i collaboratori della testata che in questi dieci anni hanno conseguito il tesserino di giornalista pubblicista, i sindaci dell’area vesuviana e nolana, i rappresenti delle istituzioni.
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