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Acerra, benzina sul negozio di abbigliamento: incendio e danni, in pieno centro storico

Esclusa la matrice camorristica dell’attentato.   

 

 

Un gesto da criminali, benzina rovesciata sulla facciata di un negozio, in pieno centro, e poi incendiata. Le fiamme hanno danneggiato entrambe le vetrine della GDB collection, un esercizio di abbigliamento, pelletteria, calzature e accessori, in via Annunziata, nel cosiddetto “squadro” di Acerra, la zona ultra popolata degli antichi decumani della cittadina. I teppisti hanno agito circa trenta minuti dopo la mezzanotte di ieri. Hanno cosparso la benzina sulle due vetrine del negozio innescando un incendio. Le fiamme hanno immediatamente diffuso un odore acre e un fumo che in pochi minuti hanno avvolto la zona densamente abitata. Sul posto sono accorsi i vigili del fuoco e i carabinieri. Le vetrine dell’esercizio commerciale sono andate in frantumi a causa del calore sprigionato dall’incendio. Che a ogni modo è stato domato in poco tempo. C’è paura. E’ la terza volta in poche settimane che proprio in questo perimetro circoscritto del centro storico si consumano intimidazioni davvero inquietanti. Qui c’era stato prima il furgoncino, poi risultato rubato, lanciato sulla ditta di pompe funebri e poi dato alle fiamme nelle vetrate della “Pacilio”, in via Trento e Trieste, a pochi metri da via Annunziata. Quindi, qualche giorno fa, sono stati rinvenuti alcuni colpi di calibro 7 e 65 nelle carrozzerie di altrettante autovetture parcheggiate sotto un palazzo residenziale di via Soriano. Anche in questo caso il luogo dell’ennesima violenza dista solo duecento metri dall’atto di teppismo dell’altra notte. Comunque i carabinieri stavolta escludono la matrice mafiosa dietro l’incendio doloso divampato sulla facciata del negozio di abbigliamento e pelletterie. Alcune telecamere piazzate su altri esercizi commerciali ubicati di fronte alla ditta DGB hanno filmato le varie fasi dell’atto delinquenziale ma, in base a indiscrezioni, finora non è stato possibile identificare bene il codice della targa dell’auto degli attentatori. Nel frattempo la pista battuta dai carabinieri della compagnia di Castello di Cisterna, diretti dal capitano Tommaso Angelone, e della stazione di Acerra, diretti dal maresciallo Vincenzo Vacchiano, sta facendo emergere elementi che escludono l’ipotesi di una tentata estorsione o di altri moventi sempre riconducibili ai clan della camorra locale. Si pensa piuttosto a un gesto sconsiderato e isolato, a una sorta di vendetta di piccolo cabotaggio dovuta a questioni personali. La sensazione è che i militari abbiano anche individuato i responsabili dell’incendio doloso. Rimane però una situazione complessiva d’insicurezza ad Acerra e in tutto l’hinterland napoletano funestato come sempre da episodi di criminalità di vario tipo, sia legati alla grande criminalità organizzata che alla piccola delinquenza quotidiana. Ma si tenta di correre in qualche modo ai ripari. La scorsa settimana il consiglio comunale di Acerra ha approvato un ordine del giorno finalizzato alla realizzazione di un sistema di videosorveglianza nei vari punti del territorio cittadino maggiormente sensibili al rischio criminalità. Pure su questo fronte però c’è da rilevare un altro episodio disarmante, quando cioè, circa un mese e mezzo fa, in una sola notte sono state rubate nella vicina Castello di Cisterna tutte le telecamere fatte installare dal ministro dell’interno Angelino Alfano come misura di contrasto e prevenzione dei fenomeni criminali adottata dopo l’omicidio di Anatolij Korol, l’immigrato eroe ucciso mentre tentava di sventare una rapina in un supermercato del paese. Le telecamere erano state installate su una serie di pali molto alti. Puntavano tutte sulle principali basi di spaccio della zona.

  

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