“Speciale emergenza Coronavirus”: nasce la guida per volontari ed enti del Terzo settore

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa dal CSV Napoli

Una guida operativa per volontari e associazioni affinché siano sempre informati sulle regole da seguire per operare in maniera consapevole. È la nuova iniziativa del CSV Napoli, che ha inserito la guida all’interno della sezione del sito, denominata “Speciale emergenza Coronavirus” già attiva da tempo.

La guida fornisce indicazioni utili agli enti che intendono avviare o proseguire attività di sostegno alle fasce deboli sul territorio dell’area metropolitana di Napoli, ad esempio relativamente agli spostamenti dei volontari e alla documentazione necessaria da portare con sé, nonché informazioni sugli obblighi assicurativi o le misure di sicurezza da adottare per tutelare la propria salute e quella di chi è intorno a noi.

Si tratta, dunque, di un ulteriore strumento operativo che offre la possibilità di scaricare modulistica e documenti, e che si pone a sostegno del volontariato, per accrescere la consapevolezza di chi opera oggi in questa fase di emergenza e valorizzare il lavoro di quanti sono scesi in campo per restare al fianco di chi è più fragile.

Wedding. Gianni Molaro: “Il governo non ha preso misure per il settore che coinvolge numerose professioni e imprese”

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa dallo stilista Gianni Molaro.

“Mancanza assoluta di provvedimenti per il settore wedding da parte delle istituzioni”. È la denuncia dello stilista di abiti da sposa Gianni Molaro, che da trent’anni trasforma in realtà i desideri delle donne in procinto di andare all’altare. Molaro – due atelier, uno a Napoli e l’altro a Roma, che da sette anni conduce tutorial su RaiDue nel corso del programma televisivo “Detto Fatto” – vuole rappresentare i lavoratori di un settore che genera da sempre grande occupazione.

“Il governo sta progettando la ripartenza di alcune piccole produzioni, tuttavia occorre dare anche la possibilità di raggiungere l’acquirente finale – spiega Molaro – ovvero, nel caso specifico di trovare soluzioni per permettere alle coppie di sposarsi, con tutti gli investimenti che conosciamo”. Il profeta dell’Art Couture passa in rassegna alcuni dati: “I mobilifici, nell’anno 2018, hanno fatturato 7,5 miliardi, di cui 4 miliardi in Italia, considerando che il 90% dell’arredamento viene acquistato  da future coppie di sposi. Sempre nel 2018 – prosegue – i fiorai italiani hanno fatturato 5 miliardi, provenienti per la maggior parte dai 196 mila matrimoni celebrati”.

Ma non solo, i matrimoni da sempre rappresentano un indotto a cui collaborano numerose maestranze. “Esistono 700 aziende italiane, tra piccole e medie, che producono bomboniere, con circa 6000 punti vendita sparsi su tutto il territorio nazionale, con un fatturato di circa 800 milioni di euro e offrendo occupazione a circa 30mila persone – racconta Molaro –  mentre i fotografi fatturano, ogni anno, circa 400 milioni di euro unicamente grazie al settore wedding”. Intorno ai “fiori d’arancio”, in Italia, girano decine e decine di miliardi di euro e centinaia di lavoratori. Basti pensare all’edilizia (con idraulici, elettricisti, fabbri , falegnami, imbianchini), e l’intera filiera di produzione delle materie prime. “E i viaggi di nozze? – chiede lo stilista – sono bloccati ma si potrebbero veicolare, in buona parte, nella nostra nazione; e potremmo risolvere, sempre in parte, le probabili difficoltà del settore turistico per quest’anno. O ancora, vogliamo parlare del comparto gioielleria? – continua – ci sono poi estetisti e parrucchieri, che da sempre mantengono grazie ai matrimoni una gran parte del loro fatturato”.

C’è da aggiungere tutti coloro che si occupano di noleggio autovetture; la stampa delle partecipazioni; la musica per l’intrattenimento; le società di animazione, etc. “E infine, ma non ultimo, il mondo della moda cerimonia, che in Italia ha svariati miliardi di fatturato, e poi ci siamo noi, produttori di abiti da sposa – conclude Molaro – dal governo vogliamo, dunque, direttive certe per coloro che sono in procinto di sposarsi e per tutti gli operatori del compart

Ottaviano, emergenza coronavirus, Capasso: “Stop a bollette per chi non può pagare”

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa dal Comune di Ottaviano

 

“I gestori di compagnie telefoniche, i fornitori di energia elettrica e i fornitori di servizi idrici continuano a mandare fatture e bollette ai cittadini. Probabilmente non procederanno mai ad un distacco della fornitura, ma è inquietante che la gente riceva richieste di pagamento in un momento così drammatico. E allora mi chiedo: cosa aspetta il Governo a intervenire? Oggi chi non è in grado di pagare deve essere aiutato: il Governo dia la possibilità ai cittadini in difficoltà economica di non pagare le bollette attraverso un’autodichiarazione”, è la proposta del sindaco di Ottaviano, Luca Capasso, che interviene sulle misure di aiuto alla collettività in questo periodo di emergenza sanitaria.

Capasso aggiunge: “Ovviamente i controlli successivi staneranno eventuali imbroglioni, ma intanto è necessario dare segnali concreti alla gente che, dopo settimane di annunci, non vede né soldi né agevolazioni”.

Saviano, misure di solidarietà alimentare,  risposta del Comune all’interrogazione on. Luigi Iovino”

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa dal Comune di Saviano.
In riferimento alla interrogazione presentata dall’on.le Luigi Iovino circa “ il ritardo nell’erogazione delle misure di sostegno varate dal Governo nei confronti dei cittadini che versano in stato di bisogno”, il vice Sindaco Carmine Addeo comunica che “ le procedure di verifica delle domanda di accesso alle misure di cui sopra (buoni spesa), sono cominciate al rientro del personale dipendente in ufficio, precedentemente posto in stato di quarantena a seguito della risultanza positiva del tampone al quale è stato sottoposto il Sindaco Carmine Sommese tuttora ricoverato in ospedale”.
Ad oggi sono pervenute circa 700 domande di accesso alla misura e gli uffici sono impegnati nella verifica preventiva dei requisiti. “ Sul numero delle domande verificate – dice Addeo – il solo 10% risulta avente diritto alla erogazione della misura in base ai requisiti richiesti dal bando”.
Intanto una consistente somma è stata impegnata su fondi del bilancio comunale e trasferita alla Caritas interparrocchiale per far fronte alle richieste di famiglie più esposte.
A cominciare da lunedì infine, comincerà la distribuzione dei buoni a mezzo dei volontari del Gruppo comunale di Protezione Civile direttamente al domicilio degli aventi diritto.

M5S, Iovino: “Comune di Saviano in grave ritardo nell’erogazione di fondi per famiglie in difficoltà”

Il deputato scrive all’amministrazione cittadina: “Risorse pubbliche disponibili da settimane, ma ai cittadini aiuti solo da volontari”

“Sono trascorse già oltre due settimane dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale di uno stanziamento di risorse a favore degli enti locali e destinati a famiglie in difficoltà economica per effetto dell’emergenza sanitaria, eppure dal Comune di Saviano non risulta essere stata disposta ancora alcuna erogazione a beneficio di cittadini che versano in stato di bisogno. Nella fattispecie, degli oltre 50 milioni destinati alla Campania, al solo Comune di Saviano sono stati destinati 152.804 euro. Parliamo di un territorio che vanta una straordinaria rete di associazioni, pronte a sostenere e a coadiuvare qualunque iniziativa dell’amministrazione e che già stanno operando da tempo e in autonomia nella raccolta e nella distribuzione di generi di prima necessità a beneficio di nuclei familiari in seria difficoltà. Ed è paradossale che, a fronte di straordinari esempi di questo tipo, chi è invece deputato a distribuire risorse pubbliche messe a disposizione per questa precisa finalità, per incomprensibili ragioni organizzative non si faccia in quattro per dare tempestivamente una mano a cittadini che hanno difficoltà anche a mettere un piatto a tavola”. E’ quanto denuncia il deputato del Movimento 5 Stelle Luigi Iovino, che sulla questione ha inviato una nota indirizzata al vice sindaco del Comune di Saviano.

Nella missiva a sua firma, il parlamentare M5S chiede all’amministrazione cittadina “di conoscere quali siano le ragioni di questo ritardo, se è stata ultimata la graduatoria di assegnazione ai nuclei familiari in condizione di grave disagio economico e se, infine, è stata effettuata l’istruttoria di ciascuna istanza da parte degli uffici comunali competenti finalizzati a fronteggiare le esigenze primarie legate all’approvvigionamento di generi alimentari a causa dell’emergenza sanitaria da Covid-19”.

Covid 19, il Presidente di Somma Trekking:”Un grazie ai docenti, lontani ma vicini ai nostri bimbi”

Riceviamo e pubblichiamo una riflessione del presidente di Somma Trekking sul lavoro dei docenti della primaria al tempo del Coronavirus.   “Non ci sono parole per descrivere e ringraziare i medici, gli infermieri, le forze dell’ordine e la protezione civile per lo straordinario lavoro che stanno svolgendo. Ma non dobbiamo dimenticare che ci sono tantissimi eroi silenziosi che con poca considerazione e con grande sacrificio tengono in piedi il paese. In questa tragica emergenza ci sono delle persone che lavorano in silenzio e che fanno la loro parte in questa sconvolgente crisi sanitaria…mi riferisco ai docenti di tutte le scuole, che, silenti, fanno il loro dovere in una condizione del tutto nuova e imprevista. Sto parlando di professionisti che in questo momento lavorano incessantemente per portare la didattica all’interno delle case di tutti gli studenti, con grande difficoltà. Un lavoro importantissimo da non sottovalutare perché questi docenti stanno costruendo le menti e le coscienze dei futuri cittadini. Questi   eroi silenziosi chiusi nel loro silenzio fanno cose strabilianti, senza mezzi, a volte tra mille difficoltà creano lezioni a distanza con connessioni lente e a volte inesistenti, sempre in contatto con i loro alunni, di mattina, di sera, di sabato, di domenica… Questa è la storia dei docenti della scuola primaria del primo circolo Arfè, della scuola  Don Minzoni e  del Terzo Circolo di Somma Vesuviana, e posso dire con certezza di tutti i docenti di qualsiasi scuola,   primaria, secondaria ed universitaria, pubblica e privata. Sono queste le persone che tutti i giorni, a volte fino a notte fonda, impartiscono lezioni, correggono compiti, e la cosa più bella, ascoltano i loro alunni. Attraverso piattaforme o più spesso con strumenti semplici come il WhatsApp mantengono un contatto continuo tra loro e i “bambini” che, a loro volta, coinvolgono i genitori, e insieme si confortano, anche se a distanza stabiliscono un contatto, un sostegno di cui tutti quanti noi in questo momento abbiamo bisogno. Questa è la scuola che io ammiro, che auspico, quella scuola dal volto umano che non lascia nessuno indietro e che è sempre in prima linea per dare molto e ricevere poco, sempre di meno, quella che fa gruppo, che sorride anche nel disagio, quella che è sempre presente anche in momenti così drammatici e cruciali per il nostro paese. Sono anni che frequento in modo indiretto il mondo della scuola (mia moglie è una docente elementare), eppure posso dire che in questo periodo di segregazione forzata tutti stanno facendo la loro parte, padri, mamme e alunni. In questi giorni lunghi e difficili ho capito che le maestre sono persone con la schiena dritta e con il volto pulito che non strombazzano, non proclamano, mantengono le distanze dalle parate quotidiane di questo nostro tempo inquieto ed inquietante… Ma la gratificazione arriva… Gli occhi delle maestre si illuminano quando, in serata, squilla il telefono e la vocina di un alunno dice : Buonanotte, maestra, ti voglio bene!…”    

Anche la Porta chiusa del Santuario di Madonna dell’Arco è un “messaggio”: ci invita a riflettere e a rinnovarci

Per la prima volta in 568 anni la Porta del Santuario è rimasta chiusa: non c’è stata eruzione, non c’è stata epidemia, non c’è stata guerra in cui quella Porta non sia rimasta aperta. Le riflessioni di Paolo Giordano e di Antonio Scurati. La riflessione di don Antonio Mazzi ci induce a dire che quella Porta chiusa è un luminoso messaggio: si aprirà realmente solo per chi saprà diventare una persona “nuova e vera”.   Cosa accadrà dopo, nessuno lo sa con certezza. Secondo Paolo Giordano, quando avrà inizio la ricostruzione, “sarà il momento delle pacche sulle spalle tra la classe dirigente, mentre noi, distratti, avremo solo voglia di scrollarci di dosso tutto.”(CdS, 21 marzo). E invece fin da ora dobbiamo “riflettere su ciò che non vorremmo tornasse uguale”. Lorenzo Marone (la Repubblica, 22 marzo) pensa che oggi abbiamo compreso quanto valga la libertà vera, quella interiore, quella che ci libera dai pregiudizi, nostri e degli altri, e rende ampio il nostro sguardo, e ci dà fiducia nel futuro. Non dovremo dimenticare mai che in questi terribili giorni c’è chi può chiudersi in una casa ampia, con terrazzo e giardino, e “c’è chi la quarantena la vive in due stanze umide dove a stento arriva una vrenzola di sole nella controra”. E usando la parola “vrenzola” Lorenzo Marone ha reso splendidamente l’idea. Antonio Scurati si augura che i “potenti” (CdS,10 aprile) sappiano trovare le parole adeguate per rendere accettabile una realtà terribile e cita “la portata epocale” della preghiera di Papa Francesco nella “scenografia” di “immane potenza” della piazza del Vaticano deserta. Nella stessa pagina don Antonio Mazzi scrive: “Ieri eravamo mezzi uomini e mezze macchine produttive, dotate di tecnologie sempre più raffinate, ma con l’unico scopo di produrre. Il domani sarà vero se da macchine torneremo creature, figli del mondo, col sorriso, con la parola sempre appena nata dentro, contenti del necessario per vivere, ma soprattutto vogliosi di stare insieme.”. Ci sono parole che cambieranno significato, e ci sono immagini che nessuno dimenticherà, che conserveranno dentro di noi il segno di questi giorni angosciosi, e saranno come il capo del filo che svolge il groviglio dei pensieri e dei ricordi. Nessun Vesuviano potrà dimenticare il Lunedì dell’Angelo a Madonna dell’Arco, senza i pellegrini, senza i canti e i movimenti e l’entusiasmo dei “fujenti”, e tutti ricorderemo la Porta chiusa del Santuario, chiusa per la prima volta in 568 anni. Quella Porta è rimasta aperta durante la peste del 1656, quando da Napoli e dai Comuni vesuviani migliaia di pellegrini entrarono nella chiesa implorando la protezione della Vergine e ottenendo dai Domenicani gocce preziose dell’ olio delle lampade che ardevano davanti alla cappella della Madonna e che li avrebbero salvati dal morbo e dalla morte. Quella Porta era rimasta aperta durante l’eruzione del 1631, quando i fulmini scatenati dal Vesuvio entrarono nella chiesa attraverso le ampie finestre, girarono intorno alla cappella con l’immagine della Vergine e uscirono da dove erano entrati risparmiando la folla dei fedeli che invocavano la protezione della Madre di Cristo. Non c’è stata eruzione del Vesuvio, non c’è stata epidemia, non c’è stata guerra in cui quella Porta non sia rimasta aperta. Oggi è chiusa, ma anche così ci comunica un messaggio. Quella Porta chiusa ci dice, per via di simbolo e con la forza chiara della fede, che si aprirà solo per chi, in questa spaventosa e incredibile tragedia, è diventato una persona “nuova”, una persona vera, capace di guardare all’indietro e di ammettere, come suggerisce Don Mazzi, che prima del virus non c’erano né amore, né famiglia, né rispetto degli altri, né solidarietà. Quella Porta si aprirà realmente, nel segno dell’ abbraccio divino, solo per chi già ora sa che “il panico si placherà il giorno in cui il NOI ” sarà più importante dell’ “IO”, più importante “del profitto” e del denaro.

Sant’Anastasia/Concorsopoli, l’ex segretario Lombardi «scagiona» la giunta Abete: «Era una cosa a tre, nessuno degli assessori sapeva».

Dinanzi ai pm, negli interrogatori, Lombardi è un fiume in piena e racconta tutto facendo nomi e cognomi dei concorrenti paganti e di chi nella vicenda dei concorsi truccati era coinvolto a pieno titolo: tra i secondi un funzionario che ricopre tuttora un ruolo chiave nella pianta organica del Comune di Sant’Anastasia.   Il sindaco, il suo «figlioccio» poi divenuto consigliere, il segretario: Abete, Iorio, Lombardi e, in un secondo momento, l’imprenditore dell’agenzia selezioni e concorsi Alessandro Montuori. Nessun altro, tranne i concorrenti paganti, sapeva del «trucco» sui concorsi. Né gli assessori (parliamo della prima giunta Abete, quella che approva l’indizione dei concorsi), né la funzionaria responsabile. Tutti, lo dice sempre Lombardi, condividevano però il fine «politico», vale a dire aumentare la possibilità di successo alle elezioni imminenti grazie al potere attrattivo dei concorsi pubblici e al contempo rimediare ad una carenza di personale divenuta ormai pesante. Alcuni di loro, lo confessa sempre l’ex segretario Lombardi ai pm, avevano anche segnalato qualcuno ma non erano a conoscenza del mercimonio. Non sapevano cioè, e nemmeno potevano sospettarlo perché si fidavano del sindaco e di lui stesso, che in questa vicenda ci fosse stato passaggio di denaro. Una condivisione del fine politico e di conseguenza del ritorno elettorale, null’altro. Quando Lombardi arriva a Sant’Anastasia dopo aver lasciato San Giuseppe Vesuviano per contrasti insanabili con il sindaco Vincenzo Catapano, Lello Abete lo sceglie tra altri candidati e gli fa fare una «audizione» con tutta la giunta. Una volta divenuto segretario, era più o meno il periodo dopo l’estate 2018, si inizia a parlare dei concorsi. Lombardi conosceva già Iorio che non era ancora consigliere, si erano presentati in un bar dove entrambi erano soliti fare colazione, il bistrot Zì Rosa, poco lontano dalla casa di Iorio. I due poi stringono di più i rapporti quando Abete – stando sempre al racconto che Lombardi fa ai pm Pisciotta e Vitagliano – cala sul tavolo la carta dei concorsi. Lui stabilisce ciò che vuole fare ma affida la parte «tecnica» al segretario e quella di reclutamento a Pasquale Iorio. Dei dettagli, compresa la parte economica e il ricavato per loro stessi ne parlano poi in riunioni a tre a casa del primo cittadino. Lombardi quantifica in tre dette riunioni- tutte a casa del sindaco, dice – e sottolinea che Abete aveva necessità di far cassa non per mettersi i soldi in tasca e usarli per sé, bensì per pagare la campagna elettorale. Una campagna elettorale che almeno fino ad un mese prima del voto – la primavera 2019 e a tratti anche più avanti – non pensava di vincere senza ballottaggio. I tre, a questo punto, avevano bisogno di qualcuno che mettesse in opera quanto avevano deciso anche perché alcuni dei concorrenti (le liste di coloro che dovevano vincere e degli altri che dovevano risultare idonei variavano costantemente a seconda degli accordi politici), confessa Lombardi ai giudici, erano vere e proprie «capre». Ed è Lombardi a chiamare Montuori. I due si erano conosciuti a San Giuseppe Vesuviano e avevano già in ballo altre collaborazioni come quella del comune di Piancastagnaio, in provincia di Siena. Qui sorge un problemino perché a Sant’Anastasia Montuori ci era già stato per un altro concorso, la selezione per vigili urbani. In quel frangente – come poi l’imprenditore stesso ha confessato – il sindaco Abete non era per nulla contento di come stessero andando le cose e aveva provato a registrare una conversazione con Montuori per tentare di incastrarlo. Si era però evidentemente confidato con qualcuno che non se ne restò a guardare e decise di avvisare Montuori, facendo saltare il piano di Abete. Il secondo incontro è più, come dire, «rilassato» perché c’è Lombardi a garantire al sindaco il buon esito che di fatto, per loro, è diventato alla fine un incubo. La ripartizione del denaro, secondo quanto raccontato ai pm, sarebbe stata «un terzo, un terzo e un terzo» tra segretario, sindaco e futuro consigliere aspirante vicesindaco poi deluso dalle scelte di Abete che a Iorio preferì il più votato Mariano Caserta. Ancora, ci sono le trattative personali del segretario: tra coloro che Lombardi ha nominato ai pm, parliamo di chi ha consegnato direttamente nelle sue mani il denaro occorrente per aggiudicarsi le prove concorsuali, c’è una donna di San Giuseppe che arriva al segretario per intercessione del marito con il quale aveva già avuto contatti nel comune vesuviano (dodicimila euro); un padre che gli consegna, per favorire la figlia, trentamila euro; altri due genitori che pagano il futuro lavoro dei figlioli rispettivamente diecimila e dodicimila euro e altri ancora. Tra le confessioni di Lombardi, confermate dagli altri due indagati che hanno deciso di collaborare, ossia Iorio e Montuori, c’è il coinvolgimento di un funzionario attualmente in carica al Comune di Sant’Anastasia e che alcune volte si era prestato persino, in compagnia del segretario, a sostituire materialmente gli elaborati dei concorsi, mettendo a disposizione, in più occasioni, anche il suo studio professionale nel comune di residenza, a pochi chilometri da Sant’Anastasia.  

Concorsopoli, i Comuni dell’inchiesta: Cercola/Somma Vesuviana

Sono molti, in Campania e fuori, i comuni che a vario titolo compaiono nell’inchiesta Concorsopoli che ha portato, il 6 dicembre scorso, all’arresto del sindaco di Sant’Anastasia, del segretario comunale, di un consigliere e dell’imprenditore che gestiva le prove concorsuali. A Cercola, stando alle risposte degli indagati (Egizio Lombardi, ex segretario, Alessandro Montuori, imprenditore, Pasquale Iorio, consigliere comunale), il concorso per il ruolo di comandante della polizia locale fu truccato su espressa richiesta di un assessore, così come gli altri. A Somma Vesuviana non vi è stato invece alcun concorso, ancorché truccato, ma in compenso due personaggi della politica locale, entrambi tuttora con ruoli delicati e di responsabilità, sono citati nel corso delle «confessioni» e nei racconti di Lombardi, Montuori e Iorio. Le dichiarazioni rese da Lombardi e Montuori ai pm Luca Pisciotta e Antonella Vitagliano concordano: per le procedure di Cercola, il titolare dell’agenzia Selezioni e Concorsi chiamò Lombardi a ricoprire il ruolo di componente nella commissione d’esame. «Me lo chiese lui – ha raccontato Lombardi ai pm – l’accordo era che mi avrebbe riconosciuto un supplemento economico. La gestione del concorso doveva essere la solita, avremmo dovuto agevolare talune persone e mi chiese di fornirgli copia delle tracce d’esame. Ritengo che anche gli altri componenti della commissione esaminatrice, come me, abbiano consegnato a Montuori le tracce da loro redatte». Tra i candidati c’era una giovane donna di 28 anni. Lombardi la conosceva perché la ragazza svolgeva la pratica forense proprio al Comune di Sant’Anastasia ma fu Montuori a dirgli che gli era stata segnalata direttamente. Per la precisione da un assessore del Comune di Cercola. La donna, nei ricordi di Lombardi, va a trovarlo spesso nel suo ufficio al Comune per «chiedere consigli sugli studi da affrontare per le prove concorsuali». Aggiunge poi, il segretario, che ebbe anche modo di anticiparle gli argomenti delle prove scritte. Le tracce però le consegnò a Montuori e sarebbe stato lui a trasferirle alla concorrente. Così anche per le domande degli orali. Lombardi racconta poi, nel corso degli interrogatori, di non sapere se l’agevolazione concessa fosse frutto di un mercimonio ma di sicuro erano entrambi a conoscenza che la stessa era «indicata» dalla politica. Montuori, dal canto suo, conferma ogni cosa e racconta che tra i concorsi truccati a Cercola c’era anche quello di istruttore direttivo di vigilanza, categoria D. Sostiene poi di essere stato avvicinato da un assessore il quale gli chiese di agevolare alcuni soggetti. Tra questi c’era la ventottenne che sarebbe stata anche segnalata da un noto imprenditore di Sant’Anastasia. La donna fece pure da speaker a taluni comizi di Lello Abete in campagna elettorale, come quello di apertura, in piazza Cattaneo a Sant’Anastasia.  Ma gli indagati negano ci fosse un collegamento, un presunto scambio di favori, per esempio, tra due comuni o due sindaci. In questa storia, sia pure senza concorsi, c’entra Somma Vesuviana che compare sia nelle dichiarazioni rese da Montuori che nelle confessioni di Lombardi. L’assessore che avrebbe segnalato a Montuori le «preferenze» seguendo le quali l’imprenditore alterò i concorsi, lui lo conosceva già. Glielo aveva presentato un politico attualmente in carica a Somma e che con l’omologo di Cercola condivide le insegne politiche. «Mi chiese di aderire alle richieste del suo amico, promettendomi che se avessi agevolato quella candidata mi avrebbe favorito nei concorsi che la Regione doveva organizzare».  Ed è la stessa persona che altre volte compare nelle dichiarazioni rese da Montuori giacché gli avrebbe presentato altre persone, sempre per raccomandazioni ma inerenti, quella volta, il Comune di Lettere. E c’è ancora Somma Vesuviana, nelle confessioni di Lombardi. Stavolta per dei soldi consegnati direttamente nelle sue mani da un tecnico anastasiano che ad oggi ricopre un incarico di responsabilità nell’amministrazione della città limitrofa. Il segretario ha raccontato nei particolari come gli siano stati anticipati cinquemila euro su una somma totale di trentamila per assicurarsi vittoria e idoneità in uno dei concorsi di Sant’Anastasia. Denaro perso, giacché al momento degli arresti avvenuti il 6 dicembre per mano della Guardia di Finanza, quel particolare concorso non si era ancora concluso. E difficilmente lo sarà mai.    

Concorsopoli, i Comuni: Pimonte nella bufera

L’inchiesta Concorsopoli, deflagrata a Sant’Anastasia, coinvolge molto da vicino anche Pimonte, piccolo comune dei Monti Lattari che aveva lo stesso segretario generale della cittadina vesuviana: Egizio Lombardi. Le dichiarazioni di Lombardi e di Alessandro Montuori ai pm Pisciotta e Vitagliano non lasciano molto all’immaginazione: a Pimonte tutti i vincitori dei posti a bando, come pure gli idonei, sarebbero stati indicati – sostengono gli indagati – dallo stesso sindaco. Il concorso per istruttore tecnico comunale lo ha vinto, in quel dei Monti Lattari, il nipote del primo cittadino Michele Palummo. Nel corso degli interrogatori è venuto fuori quanto già si sospettava e che del resto il senatore Antonio Iannone, ben prima degli arresti, aveva messo nero su bianco in un’interrogazione parlamentare: alcuni candidati di Pimonte sarebbero stati esaminati a Sant’Anastasia e viceversa. Un cittadino di Pimonte, nipote tra l’altro dell’attuale vicesindaco Gennaro Somma, sarebbe approdato anche a Cercola, in una commissione esaminatrice e senza ricorso ad avviso pubblico. Lo stesso nipote del vicesindaco ha partecipato anche ai concorsi locali del piccolo comune esaminato da…Lombardi. Le indiscrezioni sugli interrogatori stanno causando a Pimonte una vera bufera, tant’è che il Partito Democratico è sul piede di guerra e pretende che dall’amministrazione di Palummo arrivino spiegazioni dettagliate. Il sindaco però ha affidato ad una scarna nota la sua replica parlando di «fango», inneggiando al garantismo e confidando nei giudici, unici deputati a dare sentenze. In un’aula di tribunale, naturalmente.