Concorsopoli, i Comuni dell’inchiesta: Cercola/Somma Vesuviana

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Sono molti, in Campania e fuori, i comuni che a vario titolo compaiono nell’inchiesta Concorsopoli che ha portato, il 6 dicembre scorso, all’arresto del sindaco di Sant’Anastasia, del segretario comunale, di un consigliere e dell’imprenditore che gestiva le prove concorsuali. A Cercola, stando alle risposte degli indagati (Egizio Lombardi, ex segretario, Alessandro Montuori, imprenditore, Pasquale Iorio, consigliere comunale), il concorso per il ruolo di comandante della polizia locale fu truccato su espressa richiesta di un assessore, così come gli altri. A Somma Vesuviana non vi è stato invece alcun concorso, ancorché truccato, ma in compenso due personaggi della politica locale, entrambi tuttora con ruoli delicati e di responsabilità, sono citati nel corso delle «confessioni» e nei racconti di Lombardi, Montuori e Iorio.

Le dichiarazioni rese da Lombardi e Montuori ai pm Luca Pisciotta e Antonella Vitagliano concordano: per le procedure di Cercola, il titolare dell’agenzia Selezioni e Concorsi chiamò Lombardi a ricoprire il ruolo di componente nella commissione d’esame. «Me lo chiese lui – ha raccontato Lombardi ai pm – l’accordo era che mi avrebbe riconosciuto un supplemento economico. La gestione del concorso doveva essere la solita, avremmo dovuto agevolare talune persone e mi chiese di fornirgli copia delle tracce d’esame. Ritengo che anche gli altri componenti della commissione esaminatrice, come me, abbiano consegnato a Montuori le tracce da loro redatte». Tra i candidati c’era una giovane donna di 28 anni. Lombardi la conosceva perché la ragazza svolgeva la pratica forense proprio al Comune di Sant’Anastasia ma fu Montuori a dirgli che gli era stata segnalata direttamente. Per la precisione da un assessore del Comune di Cercola. La donna, nei ricordi di Lombardi, va a trovarlo spesso nel suo ufficio al Comune per «chiedere consigli sugli studi da affrontare per le prove concorsuali». Aggiunge poi, il segretario, che ebbe anche modo di anticiparle gli argomenti delle prove scritte. Le tracce però le consegnò a Montuori e sarebbe stato lui a trasferirle alla concorrente. Così anche per le domande degli orali. Lombardi racconta poi, nel corso degli interrogatori, di non sapere se l’agevolazione concessa fosse frutto di un mercimonio ma di sicuro erano entrambi a conoscenza che la stessa era «indicata» dalla politica. Montuori, dal canto suo, conferma ogni cosa e racconta che tra i concorsi truccati a Cercola c’era anche quello di istruttore direttivo di vigilanza, categoria D. Sostiene poi di essere stato avvicinato da un assessore il quale gli chiese di agevolare alcuni soggetti. Tra questi c’era la ventottenne che sarebbe stata anche segnalata da un noto imprenditore di Sant’Anastasia. La donna fece pure da speaker a taluni comizi di Lello Abete in campagna elettorale, come quello di apertura, in piazza Cattaneo a Sant’Anastasia.  Ma gli indagati negano ci fosse un collegamento, un presunto scambio di favori, per esempio, tra due comuni o due sindaci.

In questa storia, sia pure senza concorsi, c’entra Somma Vesuviana che compare sia nelle dichiarazioni rese da Montuori che nelle confessioni di Lombardi. L’assessore che avrebbe segnalato a Montuori le «preferenze» seguendo le quali l’imprenditore alterò i concorsi, lui lo conosceva già. Glielo aveva presentato un politico attualmente in carica a Somma e che con l’omologo di Cercola condivide le insegne politiche. «Mi chiese di aderire alle richieste del suo amico, promettendomi che se avessi agevolato quella candidata mi avrebbe favorito nei concorsi che la Regione doveva organizzare».  Ed è la stessa persona che altre volte compare nelle dichiarazioni rese da Montuori giacché gli avrebbe presentato altre persone, sempre per raccomandazioni ma inerenti, quella volta, il Comune di Lettere.

E c’è ancora Somma Vesuviana, nelle confessioni di Lombardi. Stavolta per dei soldi consegnati direttamente nelle sue mani da un tecnico anastasiano che ad oggi ricopre un incarico di responsabilità nell’amministrazione della città limitrofa. Il segretario ha raccontato nei particolari come gli siano stati anticipati cinquemila euro su una somma totale di trentamila per assicurarsi vittoria e idoneità in uno dei concorsi di Sant’Anastasia. Denaro perso, giacché al momento degli arresti avvenuti il 6 dicembre per mano della Guardia di Finanza, quel particolare concorso non si era ancora concluso. E difficilmente lo sarà mai.