Napoli, Santa Brigida, 1845: nella “Cantina Siciliana” una canzone di Bellini e i vini di Terzigno. Un cameriere geniale

Una serata di Emanuele Bidera tra Caffè e cantine. La raccolta di caricature e di testi poetici di Gennaro Durante, proprietario dell’omonimo Caffé, poco lontano dalla Chiesa di Santa Brigida.La “Cantina Siciliana” e i vini “del Somma e di Terzigno”. Una poesia siciliana del Meli musicata, secondo Bidera, da Bellini. Gli incontri notturni: uno “straccione” e gli “spazzini”.   Quando, nel 1844, a Piazza San Ferdinando concluse definitivamente l’attività il “Caffè d’Italia”, il capo dei camerieri, Gennaro Durante, aprì un suo Caffè al n. 58 di via Toledo, di fronte alla “via che mena alla chiesa di Santa Brigida”: qui è custodito il “Miracolo di San Nicola” di Luca Giordano, che correda l’articolo. Emanuele Bidera, il drammaturgo, librettista e giornalista, che merita in questa rubrica più di un articolo, accolse con entusiasmo il nuovo Caffè: dopo la chiusura del Caffè d’ Italia “Artisti, Maestri, Cantanti, Poeti, Metafisici e Sfaccendati ci aggirammo gran tempo come guerrieri sbandati e senza bandiera. Il Caffè del Gigante era troppo lontano”, quello d’Europa era “spesoso” – così scrive Bidera, per dire che i prezzi erano esosi -, il Caffè di Santa Brigida era riservato alla “noblesse”, e quello di “Donzelli” agli studenti. Gennaro Durante, che si presentava ancora come “Il Primo Giovine del Caffè d’Italia”, arredò il suo ritrovo con le “caricature” e i testi di poesie che disegnatori e poeti avevano tracciato direttamente sui marmi dei tavoli del Caffè d’ Italia  e che lui aveva “copiato per impressione” su cartapesta umida: così si diceva. E si diceva che della stessa tecnica egli si servisse per “riprodurre” i disegni dei caricaturisti che erano diventati suoi clienti, primo tra tutti Gaetano Dura. Dal “Caffè Durante” Emanuele Bidera e gli altri si spostavano alla “Cantina Siciliana”, tra piazza Santa Brigida e il vico della Campana. L’aveva aperta un palermitano, tale Verdone, che aveva gestito a Palermo ben “7 depositi di vino” e ora era venuto a Napoli a dare “una pratica lezione di civiltà ai nostri ricchi, ma goffi cantinieri”:  Bidera era innamorato di Napoli, ma non dimenticava mai di essere nato in Sicilia, e quindi sottolinea la “pulitezza” dei tavoli “imbanditi” e paragona i camerieri “accorti e svelti” a “ganimedi” nelle cui vene scorreva sangue arabo. Frequentavano la cantina cantanti, pittori e giornalisti, ma anche guappi all’inizio della carriera, come Giovanni Attingenti, cugino di quel Vincenzo a cui Marc Monnier dedica un lungo ritratto, e Pasquale Bascolo che proprio in quegli anni cercava, “con i suoi compari”, di mettere le mani sui mercati del Porto e di Piazza del Carmine, approfittando del fatto che il capocamorra Vincenzo Zingone era stato inviato al confino nelle isole Tremiti. Nella sua cantina il Verdone serviva vini siciliani “il vino di Mascali, il Moscato di Catania, il Castevetrano, il Marsala”, ma secondo una “strenna” del 1847, anche “vini del Somma” – e forse l’autore voleva dire “di Somma” -, e “del Terzigno”. Non dobbiamo meravigliarci: sappiamo dalle carte che i Bifulco di Terzigno, amministratori dei vigneti dei Principi di Ottajano, già negli anni ’20, sotto l’alta protezione di Luigi de’ Medici, inviavano decine di botti di lacryma a Napoli, a mercanti e a proprietari di trattorie, cantine e alberghi. Inoltre, i Bifulco importavano Marsala dalla Sicilia e lo distribuivano per tutta la Campania. Una sera, Bidera e i clienti della cantina ascoltano estasiati una canzone siciliana, il cui testo è di Giovanni Meli e la cui musica, garantisce Bidera, è di Bellini: “spacca l’alba da lu mari/ eccu già lu suli affaccia / e li tenebri discaccia / cu lu chiaru raggiu sò”.  E’ già notte quando Bidera, attraversata via Toledo, entra nel vicolo “Conte di Mola” per tornare a casa. Incontra uno “straccione” che raccoglie in una cesta “stracci, ossetti e mozziconi di sigari” e intanto “canticchiava”: “Munnezzariello / senza malizia / sola sporchizia saccio levà”. Bidera gli regala il suo mezzo sigaro: il silenzio è rotto dal rumore delle “zappe degli spazzini” e dalla “voce: stà” con cui essi cercano di calmare gli “asini bardati”. “ Tutti in questa capitale vivono, solo l’ozioso e il superbo vi languiscono”, commenta il drammaturgo giornalista, mentre i latrati del cane fedele annunciano a quelli di casa che il “padrone”  è tornato.

Il Nobel per l’Economia 2019: le amare verità sulla lotta contro un mostro, la “povertà globale”

La pandemia in atto e gli effetti che essa sta producendo e  produrrà sull’economia globale  conferiscono un significato drammatico alle ricerche sulla “povertà globale” dei tre studiosi a cui è stato assegnato il Premio Nobel 2019 per l’Economia. Un metodo radicalmente nuovo, simile a quello usato nella ricerca biomedica,  per studiare la povertà non solo nei suoi effetti, ma anche e soprattutto nelle sue cause.   In una situazione economica estremamente delicata come quella che stiamo vivendo, viene spontaneo fare qualche riflessione. Il premio Nobel 2019 per l’Economia è stato assegnato a tre macroeconomisti, Abhijit Banerjee, Esther Duflo e e Michael Kremer – i primi due marito e moglie ed entrambi docenti all’ MIT di Boston, il terzo docente ad Harvard -, perché è stato riconosciuto il loro fondamentale contributo alla “nostra capacità di lottare in concreto contro la povertà globale”. Al centro delle loro ricerche c’è, dunque, la  “povertà globale”, analizzata, “in concreto”, con un metodo innovativo : quasi come ricercatori biomedici, si sono serviti del metodo della randomizzazione e campionando scuole e ambienti sub-urbani di parti estremamente povere del mondo, hanno applicato diverse “cure” ai campioni (allo stesso modo di una sperimentazione vaccinale) e sono arrivati a proporre soluzioni eccezionali per i problemi della macroeconomia. Primo tra tutti Kremer, pioniere di questa tecnica, ha misurato l’attendibilità e la fondatezza di un “luogo comune”, secondo cui i deludenti risultati educativi possono essere ricondotti alla scarsità di risorse economiche. In un esperimento sul campo- caratteristica fondamentale di questo metodo – alcune scuole  in Kenya hanno ricevuto una dotazione di libri, altre di pasti gratis. In entrambi i casi gli alunni delle scuole non hanno mostrato alcun miglioramento rispetto ad un altro campione di alunni che non avevano ricevuto alcun aiuto. Ciò dimostra, secondo lo studioso, che effettivamente gli aiuti economici a Paesi in via di sviluppo non sono la panacea per tutti i mali:  servono, prima di tutto, riforme mirate a cambiare preparazione e metodi di chi fornisce il servizio sociale, e il cambiamento non necessariamente passa per l’elargizione di fondi. Banerjee e Duflo dal loro canto hanno invece dimostrato, in un importante “paper” dedicato alle scuole Indiane, che i bambini hanno reagito in maniera molto positiva alla presenza di percorsi di studio “dedicati”. Analogamente, l’introduzione di incentivi adeguati per gli insegnanti ha sortito un effetto clamorosamente positivo, così come la stipula di contratti a tempo determinato, che vengono prolungati solo in presenza di buoni risultati. Sulla base dell’ esperimento condotto in India la Duflo sostiene che la distribuzione di computer può essere utile per i ragazzi che frequentano le scuole, ma è altrettanto utile e assai meno costoso pagare una insegnante che aiuti gli studenti in difficoltà. “Quindi la sperimentazione sul campo ci ha detto che la politica di distribuire ovunque dei computer non è poi così utile”. La povertà nei Paesi afflitti da gravi problemi economici si combatte orientando l’impiego dei fondi internazionali messi a disposizione non solo sugli effetti immediati della miseria, ma anche e soprattutto sulle sue radici: bisogna riscrivere le leggi dell’economia dello sviluppo, e bisogna riorganizzare le istituzioni eliminando tutti gli aspetti della burocrazia e del sistema sociale che risultano di fatto fonti di povertà. Questo vale anche per i Paesi della Comunità Europea. Non vogliamo entrare nel merito – non è il momento adatto – della polemica sul “MES”, il “meccanismo europeo di sviluppo”: diciamo solo che l’atto costitutivo prevedeva, realisticamente, che i Paesi in difficoltà che chiedevano i finanziamenti si impegnassero a rimuovere, in profondità, le cause della crisi. Dunque, il danaro da solo non basta a risolvere i problemi della povertà. Ha detto la Duflo in una recente intervista alla TV italiana che non esistono soluzioni miracolose, anche perché le istituzioni del sistema finanziario non sempre hanno una conoscenza chiara e oggettiva della realtà sociale. Lo dimostra il fallimento sostanziale del meccanismo del microcredito, basato sull’idea, in verità molto superficiale, che sia sufficiente un prestito per avviare un’impresa e per uscire dalla povertà. Pochi, in verità, sono i poveri che hanno la vocazione a diventare imprenditori. Quasi tutti i poveri, ha detto la Duflo, vogliono solo un salario e un lavoro, vogliono solo la sicurezza del vivere quotidiano. Le osservazioni e le proposte dei tre studiosi diventano di drammatica attualità in un momento in cui le istituzioni di tutto il mondo  si preparano ad affrontare un modello di “povertà globale”, quello prodotto dalla pandemia,  in cui sono coinvolti gruppi sociali che qualche mese fa mai avrebbero pensato di doversi confrontare  con il terribile problema. ARTICOLO A CURA DI VINCENZO ORABONA

Coronavirus, 100 fotografi professionisti a supporto della ricerca medica

Oltre 100 fotografi professionisti napoletani hanno deciso di impegnarsi in prima linea per sostenere i ricercatori della Fondazione Pascale. L’iniziativa spiegata dal fotografo Renato Esposito.
 
 Ogni professionista darà il suo contributo, mettendo in vendita, al costo di 200 euro, un proprio scatto. Si tratta – spiega il fotografo Renato Esposito – di un prezzo solidale in molti casi inferiore alle individuali quotazioni di mercato. Sarà una duplice opportunità, quindi, per chi acquisterà queste formidabili opere: non solo offrirà un valido contributo alla scienza, ma entrerà in possesso anche di un formidabile documento.  Il  fotografo Renato Esposito ha vissuto per trent’anni a Somma Vesuviana e ora svolge la sua attività a Firenze. Il suo scatto sarà quello dei Ragazzi sul pontile di Castel dell’Ovo. Renato nasce nel 1984 a Bra (Cuneo) e compie i suoi studi presso l’Accademia delle Belle Arti di Napoli, dove consegue brillantemente il diploma in scenografia.
Inizia a collaborare con diversi teatri. Dal 2009 è collaboratore del Teatro Stabile d’Innovazione – Galleria Toledo di Napoli. Dal 2013 inizia a maturare esperienze professionali nell’ambito della Fotografia, spaziando nel settore del Fotogiornalismo. Le sue foto sono state pubblicate su diverse testate nazionali ed internazionali come La Stampa, La Repubblica, New York Dailnews, Press Reader e cosi via.   L’iniziativa – spiega il fotografo –   è stata voluta e creata da Anna Camerlingo, Alessandro Leone, Mario Laporta e Gianni Fiorito. Nel mio piccolo sarò contento di poter contribuire a fornire un aiuto alla Fondazione Pascale di Napoli. Tanti saranno i fotografi professionisti che aderiranno per dare un segnale esemplare in un momento molto delicato per l’umanità.  
 Per acquistarla basterà collegarsi al sito web www. Photolifenapoli.com, fare un clic sulla foto scelta, procedere con il bonifico a favore dell’ Istituto Nazionale Tumori Fondazione Pascale – raccolta Fondi Emergenza Coronavirus: IBAN IT86 1030 6903 5681 0000 0300 008, inviare la ricevuta di versamento all’indirizzo mail specificato sulla piattaforma e la foto stampata e firmata dall’autore vi sarà consegnata a casa.

Marigliano, fondi ministeriali alle scuole per agevolare l’accesso agli strumenti digitali

In tempo di smart working e didattica a distanza si muove anche il Ministero dell’Istruzione, impegnato a garantire l’accesso agli strumenti digitali oggi indispensabili. A causa dell’emergenza Coronavirus gli istituti scolastici hanno dovuto ripensare la loro consuetudini didattica, di conseguenza la platea delle persone coinvolte in dinamiche straordinarie di studio e insegnamento si è inevitabilmente ampliata: tuttavia sono ancora molte le famiglie che non possono assicurare ai propri figli una connessione adeguata o una postazione pc. Per venire incontro alle esigenze dei cittadini vittima del cosiddetto “digital divide”, il Ministero presieduto da Lucia Azzolina ha stanziato 85 milioni di euro da destinare alle scuole del territorio nazionale, mettendo a disposizione risorse concrete per piattaforme e strumenti digitali, dispositivi digitali, connettività di rete e formazione del personale. Il divario digitale è ancora oggi una lacuna profonda del nostro Paese ed evidenzia una sempre maggiore disuguaglianza nell’accesso e nell’uso delle tecnologie: questa divaricazione certifica una netta esclusione dai vantaggi della società digitale, con notevoli danni socio-economici e culturali alla fetta di popolazione colpita. Al momento, per farsi un’idea, solo il 16,28% dei comuni italiani è coperto dalla fibra ottica. A farla da padrone però è il Sud e in particolare la Calabria, con quasi il 57% dei comuni coperti: a seguire è proprio la Campania  con il 41%. Con il Decreto Ministeriale n. 187 dello scorso 26 marzo 2020, Decreto di riparto dei fondi e degli assistenti tecnici a tempo determinato ai sensi dell’articolo 120, comma 5 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18 e misure per l’emergenza, il MIUR ha disposto l’erogazione di 10 milioni di euro per la dotazione immediata di piattaforme e di strumenti digitali utili per l’apprendimento a distanza, o di potenziare quelli già in dotazione, nel rispetto dei criteri di accessibilità per le persone con disabilità; di 70 milioni di euro da mettere a disposizione degli studenti meno abbienti, in comodato d’uso gratuito, per dispositivi digitali individuali atti alla fruizione delle piattaforme e degli strumenti digitali, nonché per la necessaria connettività di rete; infine, di 5 milioni di euro per la formazione del personale scolastico in merito alle metodologie e alle tecniche per la didattica a distanza. Nel piano straordinario sono coinvolte anche le scuole di Marigliano, attualmente coperta al 24.21% dalla fibra ottica 100 mega, alle quali vengono erogati oltre sessantamila euro, così suddivisi:
  • Primo Circolo Didattico G.Siani – Marigliano 8.731,17 €
  • IC “Pacinotti” 11.093,21 €
  • IC “Don Milani – Aliperti” 12.200,29 €
  • IISS “Manlio Rossi Doria” Marigliano – Napoli 10.343,97 €
  • Scuola secondaria di I grado “Dante Alighieri” 9.568,64 €
  • Liceo C. Colombo Marigliano 9.584,79 €
Nel decreto si legge che entro tre mesi dalla data di efficacia dello stesso, la Direzione generale per i fondi strutturali per l’istruzione, l’edilizia scolastica e la scuola digitale e la Direzione generale del personale scolastico del Ministero dell’istruzione hanno predisposto una dettagliata relazione di monitoraggio sugli esiti delle misure adottate.

Coronavirus, Assoutenti propone di sospendere per sei mesi i piani del consumatore per affrontare il sovraindebitamento

Nel contesto di generale emergenza in cui versa il Paese, un problema che potrebbe presto riguardare decine di migliaia di persone è quello della sospensione dei piani omologati per rientrare da crisi da sovraindebitamento. La legge 3 del 2012, conosciuta anche come “Salva Suicidi”, permette ai debitori di dilazionare i debiti proponendo un piano di rientro in accordo con i creditori e omologato da un giudice, ma è prevedibile che chi ne stesse usufruendo al momento dello scoppio della crisi ora non riesca più a rispettare il piano di rientro. “Si è data giustamente la possibilità alle famiglie di ottenere la sospensione del mutuo prima casa e alle imprese di rinviare i pagamenti fiscali ed ottenere credito in maniera più semplice – spiega Furio Truzzi, Presidente di Assoutenti – ma non è stata prevista alcuna misura per consentire la sospensione dei piani omologati nei casi di comprovata difficoltà economica”. “Ad oggi l’unico strumento a disposizione del debitore beneficiario degli strumenti di questa legge”- aggiunge il Vice Presidente Gabriele Melluso – “è il deposito di un’istanza di modifica da avanzare al giudice, con allegata una nuova attestazione di fattibilità da richiedersi ad un professionista”. Appare chiaro come tale percorso non risponda alle esigenze di celerità e semplificazione richieste dalla fase emergenziale che gli italiani stanno vivendo. Per questa ragione Assoutenti è in stretto contatto con i vertici tecnici del Ministero dello Sviluppo Economico e del Ministero di Grazia e Giustizia, alla cui attenzione ha portato una proposta di emendamento all’art. 9 del “Decreto Liquidità” (D.L. 29 8 Aprile 2020) finalizzato alla sospensione per sei mesi di tutti quei piani in cui il debitore, persona fisica o giuridica, abbia subito una riduzione del reddito. La proposta prevede la sospensione dei piani del consumatore e degli accordi di composizione della crisi nei confronti delle persone fisiche come previsto dall’art. 1, co. 1, Decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 25 marzo scorso. L’emendamento, alla cui stesura della proposta hanno collaborato l’avv. Claudio Liguori dello Sportello del Debitore di Assoutenti Campania e il dott. Vincenzo Di Paolo, membro della Commissione per l’attuazione della Riforma Rordorf 2 presso il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti, risponde a due fondamentali esigenze, come ricorda ancora il Vice Presidente Melluso: “Da una parte l’esigenza pragmatica di non ingolfare ulteriormente il sistema Giustizia e gli organismi anticrisi, dall’altra quella di scongiurare un’ulteriore penalizzazione di chi versa in condizioni economiche critiche – come nello spirito della legge anti suicidi – offrendo un sostegno concreto per evitare il verificarsi di condotte avventate, che potrebbero minare l’incolumità dei soggetti più deboli”. “Come associazione ci ritroviamo a non poter offrire ai nostri clienti uno strumento adeguato che permetta la sospensione dei pagamenti in questo periodo di grave emergenza. È necessario prendere anche per le procedure ex L. 3/2012 la stesse misure adottate per concordati preventivi e accordi di ristrutturazione, al fine di garantire la conservazione dei piani omologati, con reciproco beneficio sia dei debitori che dei creditori”, sottolinea l’avvocato Liguori. “Chiediamo infine l’intervento del Governo perché istituisca un fondo ad hoc – aggiunge il Presidente Truzzi – utile a evitare che i beneficiari della sospensione non si trovino poi a dover pagare gli interessi nel frattempo maturati. Tale fondo sarebbe di vitale importanza anche una volta conclusa la fase emergenziale: potrebbero infatti attingervi tutti quei soggetti che oggi non accedono alle tutele perché impossibilitati a coprire i costi dei professionisti incaricati di redigere il piano di rientro”.

Coronavirus, l’accorato appello di Luigi che induce a riflettere sulla sofferenza invisibile di questa pandemia

Negli ultimi due mesi oltre ventimila persone sono decedute in Italia a causa del COVID-19, il coronavirus che ha scatenato la pandemia. Nel frattempo, per fortuna, molte altre persone sono guarite dopo essersi ammalate, ma soprattutto dopo aver vissuto sulla propria pelle una sofferenza profonda eppure silenziosa: sì, perché essere contagiati significa innanzitutto piegarsi al silenzio di un disagio che non può essere condiviso, spesso nemmeno a parole per via dei gravi problemi respiratori. In queste settimane qualcuno ha provato, anche dal letto di ospedale, a esternare il dolore vissuto in perfetta solitudine, di certo per condividere la propria esperienza, ma anche per manifestare la complessità della situazione, e di conseguenza, l’assoluta importanza di rispettare le disposizioni dell’isolamento e del distanziamento sociale. Due imposizioni che, giustamente, ci scuotono come esseri umani liberi e senzienti, ma che rappresentano almeno per il momento le uniche barriere che abbiamo a disposizione per contrastare la diffusione del contagio. Dal suo letto di ospedale anche il giovane Luigi, di Somma Vesuviana, ha voluto esprimere un pensiero, affidato alle pagine virtuali del suo profilo Facebook, teso a corroborare l’idea di una sofferenza angosciante che fatica ad assumere contorni reali nella prospettiva di chi continua imperterrito a vivere come se niente fosse. “Non si è mai pronti ad affrontare certe situazioni. Un conto è sentirne parlare e un conto è viverle sulla propria pelle. Ho 27 anni e da circa un mese sono ricoverato in ospedale per positività al COVID-19. Non la auguro a nessuno questa odissea, notti insonni, incubi, febbre alta, bruciore atroce ai bronchi e ai polmoni, agitazioni, crisi respiratorie, ossigeno indispensabile h24, braccia bucate e piene di lividi, dolori ovunque, impossibilità ad alzarsi dal letto, flebo e terapie continue, provette su provette piene di sangue, tac e radiografie, tamponi su tamponi negativi prima del tanto atteso positivo. Ho combattuto e sto continuando a combattere. Oggi sto un po’ meglio ma non si può dire che questa odissea sia finita, né per me né per la mia famiglia! Io non mi arrendo! Uscirò e- continua Luigi-  sarò pronto ad affrontare anche chi in seguito mi additerà come l’infetto perché si sa è questa la società in cui viviamo! Colgo l’occasione di questo post per ringraziare tutte le persone che con una chiamata, un messaggio o un piccolo gesto mi sono state vicine. Mi sono reso conto dei tanti amici e delle tante persone che mi vogliono bene e che ricambio con lo stesso bene immenso. Concludo con lo scopo principale di questo post: state a casa e seguite le regole che ci sono state imposte! Vi assicuro che è meglio restare a casa e non avere contatti con nessuno piuttosto che affrontare questa enorme battaglia! #iononmollo” Buone notizie arrivano dalla curva dei contagi e dei decessi, che per fortuna tendono a diminuire la loro portata devastatrice. Inoltre i ricercatori annunciano notevoli passi avanti nella creazione di un vaccino. Tuttavia è ancora oltremodo raccomandabile osservare le disposizioni, attuate ormai da tempo, che pur limitando la nostra libertà di movimento e azione, proteggono la nostra salute. Come ci insegna l’esperienza di Luigi, per affrontare sfide così difficili ci vuole una grande forza, mai grande, però, come quella collettiva che può evitare a tante altre persone una indicibile sofferenza solitaria. (FONTE FOTO IN EVIDENZA: RETE INTERNET)   La foto postata da Luigi

Napoli, picnic di Pasquetta con grigliata nel giardino di una scuola

Giornata di Pasquetta all’insegna dell’inciviltà. La protesta monta sul web A Napoli  “un gruppo di persone a Pasquetta è entrato nella scuola e nel nido Ammaturo al Rione Amicizia vandalizzandolo. Hanno portato fuori nel giardino tavoli e sedie, acceso una brace e festeggiato così il lunedì in albis.  Non ho parole per voi, siete il male di questa città”. Lo scrive in un post su Facebook, Ivo Poggiani, presidente della III Municipalità, che comprende anche il Quartiere Sanità di Napoli. “Alla Preside, al personale scolastico, ai tanti genitori e residenti nel quartiere, alle associazioni che proprio nei mesi scorsi ci avevano dato una mano a dipingere, abbellire la scuola, organizzato attività con i bambini, posso solo dire che sto con voi – aggiunge – Una volta finito questo periodo torneremo a lavorare ancora di più per rendere quello spazio pubblico più sicuro e più accogliente per i tanti ragazzi del quartiere”. (fonte foto: ansa.it)

“Speciale emergenza Coronavirus”: nasce la guida per volontari ed enti del Terzo settore

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa dal CSV Napoli

Una guida operativa per volontari e associazioni affinché siano sempre informati sulle regole da seguire per operare in maniera consapevole. È la nuova iniziativa del CSV Napoli, che ha inserito la guida all’interno della sezione del sito, denominata “Speciale emergenza Coronavirus” già attiva da tempo.

La guida fornisce indicazioni utili agli enti che intendono avviare o proseguire attività di sostegno alle fasce deboli sul territorio dell’area metropolitana di Napoli, ad esempio relativamente agli spostamenti dei volontari e alla documentazione necessaria da portare con sé, nonché informazioni sugli obblighi assicurativi o le misure di sicurezza da adottare per tutelare la propria salute e quella di chi è intorno a noi.

Si tratta, dunque, di un ulteriore strumento operativo che offre la possibilità di scaricare modulistica e documenti, e che si pone a sostegno del volontariato, per accrescere la consapevolezza di chi opera oggi in questa fase di emergenza e valorizzare il lavoro di quanti sono scesi in campo per restare al fianco di chi è più fragile.

Wedding. Gianni Molaro: “Il governo non ha preso misure per il settore che coinvolge numerose professioni e imprese”

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa dallo stilista Gianni Molaro.

“Mancanza assoluta di provvedimenti per il settore wedding da parte delle istituzioni”. È la denuncia dello stilista di abiti da sposa Gianni Molaro, che da trent’anni trasforma in realtà i desideri delle donne in procinto di andare all’altare. Molaro – due atelier, uno a Napoli e l’altro a Roma, che da sette anni conduce tutorial su RaiDue nel corso del programma televisivo “Detto Fatto” – vuole rappresentare i lavoratori di un settore che genera da sempre grande occupazione.

“Il governo sta progettando la ripartenza di alcune piccole produzioni, tuttavia occorre dare anche la possibilità di raggiungere l’acquirente finale – spiega Molaro – ovvero, nel caso specifico di trovare soluzioni per permettere alle coppie di sposarsi, con tutti gli investimenti che conosciamo”. Il profeta dell’Art Couture passa in rassegna alcuni dati: “I mobilifici, nell’anno 2018, hanno fatturato 7,5 miliardi, di cui 4 miliardi in Italia, considerando che il 90% dell’arredamento viene acquistato  da future coppie di sposi. Sempre nel 2018 – prosegue – i fiorai italiani hanno fatturato 5 miliardi, provenienti per la maggior parte dai 196 mila matrimoni celebrati”.

Ma non solo, i matrimoni da sempre rappresentano un indotto a cui collaborano numerose maestranze. “Esistono 700 aziende italiane, tra piccole e medie, che producono bomboniere, con circa 6000 punti vendita sparsi su tutto il territorio nazionale, con un fatturato di circa 800 milioni di euro e offrendo occupazione a circa 30mila persone – racconta Molaro –  mentre i fotografi fatturano, ogni anno, circa 400 milioni di euro unicamente grazie al settore wedding”. Intorno ai “fiori d’arancio”, in Italia, girano decine e decine di miliardi di euro e centinaia di lavoratori. Basti pensare all’edilizia (con idraulici, elettricisti, fabbri , falegnami, imbianchini), e l’intera filiera di produzione delle materie prime. “E i viaggi di nozze? – chiede lo stilista – sono bloccati ma si potrebbero veicolare, in buona parte, nella nostra nazione; e potremmo risolvere, sempre in parte, le probabili difficoltà del settore turistico per quest’anno. O ancora, vogliamo parlare del comparto gioielleria? – continua – ci sono poi estetisti e parrucchieri, che da sempre mantengono grazie ai matrimoni una gran parte del loro fatturato”.

C’è da aggiungere tutti coloro che si occupano di noleggio autovetture; la stampa delle partecipazioni; la musica per l’intrattenimento; le società di animazione, etc. “E infine, ma non ultimo, il mondo della moda cerimonia, che in Italia ha svariati miliardi di fatturato, e poi ci siamo noi, produttori di abiti da sposa – conclude Molaro – dal governo vogliamo, dunque, direttive certe per coloro che sono in procinto di sposarsi e per tutti gli operatori del compart

Ottaviano, emergenza coronavirus, Capasso: “Stop a bollette per chi non può pagare”

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa dal Comune di Ottaviano

 

“I gestori di compagnie telefoniche, i fornitori di energia elettrica e i fornitori di servizi idrici continuano a mandare fatture e bollette ai cittadini. Probabilmente non procederanno mai ad un distacco della fornitura, ma è inquietante che la gente riceva richieste di pagamento in un momento così drammatico. E allora mi chiedo: cosa aspetta il Governo a intervenire? Oggi chi non è in grado di pagare deve essere aiutato: il Governo dia la possibilità ai cittadini in difficoltà economica di non pagare le bollette attraverso un’autodichiarazione”, è la proposta del sindaco di Ottaviano, Luca Capasso, che interviene sulle misure di aiuto alla collettività in questo periodo di emergenza sanitaria.

Capasso aggiunge: “Ovviamente i controlli successivi staneranno eventuali imbroglioni, ma intanto è necessario dare segnali concreti alla gente che, dopo settimane di annunci, non vede né soldi né agevolazioni”.