Covid 19, il Presidente di Somma Trekking:”Un grazie ai docenti, lontani ma vicini ai nostri bimbi”

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Riceviamo e pubblichiamo una riflessione del presidente di Somma Trekking sul lavoro dei docenti della primaria al tempo del Coronavirus.

 

“Non ci sono parole per descrivere e ringraziare i medici, gli infermieri, le forze dell’ordine e la protezione civile per lo straordinario lavoro che stanno svolgendo. Ma non dobbiamo dimenticare che ci sono tantissimi eroi silenziosi che con poca considerazione e con grande sacrificio tengono in piedi il paese.

In questa tragica emergenza ci sono delle persone che lavorano in silenzio e che fanno la loro parte in questa sconvolgente crisi sanitaria…mi riferisco ai docenti di tutte le scuole, che, silenti, fanno il loro dovere in una condizione del tutto nuova e imprevista. Sto parlando di professionisti che in questo momento lavorano incessantemente per portare la didattica all’interno delle case di tutti gli studenti, con grande difficoltà. Un lavoro importantissimo da non sottovalutare perché questi docenti stanno costruendo le menti e le coscienze dei futuri cittadini.

Questi   eroi silenziosi chiusi nel loro silenzio fanno cose strabilianti, senza mezzi, a volte tra mille difficoltà creano lezioni a distanza con connessioni lente e a volte inesistenti, sempre in contatto con i loro alunni, di mattina, di sera, di sabato, di domenica…

Questa è la storia dei docenti della scuola primaria del primo circolo Arfè, della scuola  Don Minzoni e  del Terzo Circolo di Somma Vesuviana, e posso dire con certezza di tutti i docenti di qualsiasi scuola,   primaria, secondaria ed universitaria, pubblica e privata. Sono queste le persone che tutti i giorni, a volte fino a notte fonda, impartiscono lezioni, correggono compiti, e la cosa più bella, ascoltano i loro alunni. Attraverso piattaforme o più spesso con strumenti semplici come il WhatsApp mantengono un contatto continuo tra loro e i “bambini” che, a loro volta, coinvolgono i genitori, e insieme si confortano, anche se a distanza stabiliscono un contatto, un sostegno di cui tutti quanti noi in questo momento abbiamo bisogno. Questa è la scuola che io ammiro, che auspico, quella scuola dal volto umano che non lascia nessuno indietro e che è sempre in prima linea per dare molto e ricevere poco, sempre di meno, quella che fa gruppo, che sorride anche nel disagio, quella che è sempre presente anche in momenti così drammatici e cruciali per il nostro paese. Sono anni che frequento in modo indiretto il mondo della scuola (mia moglie è una docente elementare), eppure posso dire che in questo periodo di segregazione forzata tutti stanno facendo la loro parte, padri, mamme e alunni. In questi giorni lunghi e difficili ho capito che le maestre sono persone con la schiena dritta e con il volto pulito che non strombazzano, non proclamano, mantengono le distanze dalle parate quotidiane di questo nostro tempo inquieto ed inquietante… Ma la gratificazione arriva… Gli occhi delle maestre si illuminano quando, in serata, squilla il telefono e la vocina di un alunno dice : Buonanotte, maestra, ti voglio bene!…”