Sant’Anastasia/Concorsopoli, l’ex segretario Lombardi «scagiona» la giunta Abete: «Era una cosa a tre, nessuno degli assessori sapeva».

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La Procura della Repubblica di Nola

Dinanzi ai pm, negli interrogatori, Lombardi è un fiume in piena e racconta tutto facendo nomi e cognomi dei concorrenti paganti e di chi nella vicenda dei concorsi truccati era coinvolto a pieno titolo: tra i secondi un funzionario che ricopre tuttora un ruolo chiave nella pianta organica del Comune di Sant’Anastasia.

 

Il sindaco, il suo «figlioccio» poi divenuto consigliere, il segretario: Abete, Iorio, Lombardi e, in un secondo momento, l’imprenditore dell’agenzia selezioni e concorsi Alessandro Montuori. Nessun altro, tranne i concorrenti paganti, sapeva del «trucco» sui concorsi. Né gli assessori (parliamo della prima giunta Abete, quella che approva l’indizione dei concorsi), né la funzionaria responsabile. Tutti, lo dice sempre Lombardi, condividevano però il fine «politico», vale a dire aumentare la possibilità di successo alle elezioni imminenti grazie al potere attrattivo dei concorsi pubblici e al contempo rimediare ad una carenza di personale divenuta ormai pesante. Alcuni di loro, lo confessa sempre l’ex segretario Lombardi ai pm, avevano anche segnalato qualcuno ma non erano a conoscenza del mercimonio. Non sapevano cioè, e nemmeno potevano sospettarlo perché si fidavano del sindaco e di lui stesso, che in questa vicenda ci fosse stato passaggio di denaro. Una condivisione del fine politico e di conseguenza del ritorno elettorale, null’altro.

Quando Lombardi arriva a Sant’Anastasia dopo aver lasciato San Giuseppe Vesuviano per contrasti insanabili con il sindaco Vincenzo Catapano, Lello Abete lo sceglie tra altri candidati e gli fa fare una «audizione» con tutta la giunta. Una volta divenuto segretario, era più o meno il periodo dopo l’estate 2018, si inizia a parlare dei concorsi. Lombardi conosceva già Iorio che non era ancora consigliere, si erano presentati in un bar dove entrambi erano soliti fare colazione, il bistrot Zì Rosa, poco lontano dalla casa di Iorio. I due poi stringono di più i rapporti quando Abete – stando sempre al racconto che Lombardi fa ai pm Pisciotta e Vitagliano – cala sul tavolo la carta dei concorsi. Lui stabilisce ciò che vuole fare ma affida la parte «tecnica» al segretario e quella di reclutamento a Pasquale Iorio. Dei dettagli, compresa la parte economica e il ricavato per loro stessi ne parlano poi in riunioni a tre a casa del primo cittadino. Lombardi quantifica in tre dette riunioni- tutte a casa del sindaco, dice – e sottolinea che Abete aveva necessità di far cassa non per mettersi i soldi in tasca e usarli per sé, bensì per pagare la campagna elettorale. Una campagna elettorale che almeno fino ad un mese prima del voto – la primavera 2019 e a tratti anche più avanti – non pensava di vincere senza ballottaggio.

I tre, a questo punto, avevano bisogno di qualcuno che mettesse in opera quanto avevano deciso anche perché alcuni dei concorrenti (le liste di coloro che dovevano vincere e degli altri che dovevano risultare idonei variavano costantemente a seconda degli accordi politici), confessa Lombardi ai giudici, erano vere e proprie «capre». Ed è Lombardi a chiamare Montuori. I due si erano conosciuti a San Giuseppe Vesuviano e avevano già in ballo altre collaborazioni come quella del comune di Piancastagnaio, in provincia di Siena. Qui sorge un problemino perché a Sant’Anastasia Montuori ci era già stato per un altro concorso, la selezione per vigili urbani. In quel frangente – come poi l’imprenditore stesso ha confessato – il sindaco Abete non era per nulla contento di come stessero andando le cose e aveva provato a registrare una conversazione con Montuori per tentare di incastrarlo. Si era però evidentemente confidato con qualcuno che non se ne restò a guardare e decise di avvisare Montuori, facendo saltare il piano di Abete. Il secondo incontro è più, come dire, «rilassato» perché c’è Lombardi a garantire al sindaco il buon esito che di fatto, per loro, è diventato alla fine un incubo.

La ripartizione del denaro, secondo quanto raccontato ai pm, sarebbe stata «un terzo, un terzo e un terzo» tra segretario, sindaco e futuro consigliere aspirante vicesindaco poi deluso dalle scelte di Abete che a Iorio preferì il più votato Mariano Caserta. Ancora, ci sono le trattative personali del segretario: tra coloro che Lombardi ha nominato ai pm, parliamo di chi ha consegnato direttamente nelle sue mani il denaro occorrente per aggiudicarsi le prove concorsuali, c’è una donna di San Giuseppe che arriva al segretario per intercessione del marito con il quale aveva già avuto contatti nel comune vesuviano (dodicimila euro); un padre che gli consegna, per favorire la figlia, trentamila euro; altri due genitori che pagano il futuro lavoro dei figlioli rispettivamente diecimila e dodicimila euro e altri ancora.

Tra le confessioni di Lombardi, confermate dagli altri due indagati che hanno deciso di collaborare, ossia Iorio e Montuori, c’è il coinvolgimento di un funzionario attualmente in carica al Comune di Sant’Anastasia e che alcune volte si era prestato persino, in compagnia del segretario, a sostituire materialmente gli elaborati dei concorsi, mettendo a disposizione, in più occasioni, anche il suo studio professionale nel comune di residenza, a pochi chilometri da Sant’Anastasia.