Marigliano, droni in volo per la sicurezza dei cittadini e dell’ambiente

Tredicimila persone fermate e 200 sanzioni emesse per spostamenti non autorizzati: sono i risultati della campagna antiassembramento promossa dall’amministrazione comunale di Marigliano attraverso la Polizia locale diretta dal comandante Emiliano Nacar. Le operazioni sono state condotte anche grazie all’utilizzo dei droni i cui voli sono stati realizzati dall’Agenzia di Sviluppo dei Comuni dell’Area Nolana di cui è amministratore unico Vincenzo Caprio. L’iniziativa messa in campo per tutelare la sicurezza dei cittadini in piena emergenza Covid-19 rientra nell’ambito del progetto di sicurezza e legalità sostenuto dal sindaco Antonio Carpino e dall’assessore all’Ambiente Giovanni Ricci. Un progetto che, sempre attraverso i velivoli a pilotaggio remoto, ha riguardato anche i controlli ambientali effettuati nelle zone più a rischio del territorio comunale. Anche in questo caso i risultati non si sono fatti attendere: sono, infatti, 20 le attività produttive sospese. In corso di accertamento anche i recenti ritrovamenti in via Nuova del Bosco dove sono state sequestrate 4 discariche abusive. Il video.

M5S, Ciarambino: “Covid center vuoti e contagiati a fare da untori negli altri ospedali”

La capogruppo regionale: “Nessun paziente nel presidio di Ponticelli, mentre salgono i contagi al Cardarelli”.

“Siamo al paradosso. La Regione investe milioni di euro per realizzare Covid center prefabbricati che allo stato risultano completamente vuoti, mentre i pazienti Covid continuano a essere sparpagliati in tutti gli altri ospedali della Campania, contagiando operatori sanitari e pazienti ricoverati per altre patologie. Dopo quanto accaduto con l’ospedale di Pozzuoli e con la rsa Villa Mercede, l’emblema recente di un autentico disastro è ora Cardarelli, dove si sono registrati otto contagiati in due settimane, tra questi anche un medico e un’infermiera. Sono stati spesi 12 milioni per avere tre ospedali modulari vuoti, ma che dovrebbero ospitare i pazienti Covid di tutta la Regione, mentre ci sono contagiati che vengono assistiti da sanitari che contemporaneamente prestano le loro cure anche ad altri degenti, in reparti dove mancano dispositivi di protezione e non sono stati attivati percorsi differenziati”. Lo denuncia la capogruppo regionale M5S e responsabile nazionale sanità Valeria Ciarambino, che sulla vicenda depositerà un’interrogazione nelle prossime ore.

“Ed è assurdo che oggi il 118 denunci la mancanza di ricettività nei Pronto soccorso degli ospedali di Napoli e provincia, occupati da pazienti in isolamento in attesa dei risultati dei tamponi. De Luca ci spieghi per quale ragione, dopo averli pagati profumatamente, gli ospedali modulari di Ponticelli, Caserta e Salerno sono ancora operativi e vuoti. Sempre che la loro realizzazione non rientri in una delle solite operazioni mediatiche ma inutili a cui il governatore ci abituato in questi cinque anni”.

“Comunicare il sociale”: nel segno del volontariato nasce il connubio tra CSV Molise e CSV Napoli

L’emergenza apre opportunità nuove. Sono le chance che, scavando nelle difficoltà, trova chi cerca di non abbandonarsi alla paura e porta avanti la sua missione di solidarietà. Possibilità che hanno trovato in maniera naturale e spontanea i Centri di servizio per il volontariato del Molise e dell’area metropolitana di Napoli. Le loro strade si sono incrociate proprio adesso, durante un periodo delicato e difficile per l’Italia e che ha segnato una fase epocale per tutto il mondo. Il super lavoro che i due CSV stanno svolgendo a sostegno delle associazioni e in favore di progetti che diano sollievo alle persone sole, alle prese con problemi economici e impegnate nella lotta al coronavirus ha portato allo studio di iniziative innovative, volte ad ampliare il raggio d’azione di entrambi gli organismi e ad aprire un confronto costruttivo, basato su storie comuni e su un’interazione utile soprattutto agli enti del Terzo Settore. Il CSV Napoli e il CSV Molise hanno siglato un’intesa, attraverso una serie di incontri rigorosamente svolti in videoconferenza, finalizzata allo scambio di esperienze e ad avviare un percorso che costruisca ulteriori sbocchi per rendere sempre più ‘professionali’ e presenti nel tessuto sociale gli enti del non profit. Sul tavolo ci sono già tante idee e si sta lavorando per concretizzare questa partnership sul fronte della formazione, una delle priorità dei Centri di servizio, su quello delle progettualità da concretizzare e su altri ambiti in cui operare congiuntamente. Si parte dalla comunicazione. Ed è questo un comparto a cui entrambi i CSV danno un grande rilievo, ritenendo fondamentale, maggiormente durante questa crisi sanitaria ed economica, la diffusione all’esterno non solo delle proprie iniziative, ma anche e soprattutto dell’impegno profuso dalle associazioni di volontariato. E allora ecco che l’intreccio tra CSV Molise e CSV Napoli parte dal periodico ‘Comunicare il sociale’. La rivista creata dal Centro di servizio partenopeo ben dieci anni fa rappresenta un punto di forza dello stesso CSV e un riferimento per il Terzo Settore. Il CSV Molise avrà a disposizione una pagina al mese per raccontare storie di solidarietà e illustrare buone pratiche di volontariato, ma potrà diffondere i propri contenuti anche sul web. ‘Comunicare il sociale’, infatti, è un mensile cartaceo ma anche una testata giornalistica online e nel tempo è riuscito a ‘sdoganare’ l’idea che l’opera svolta dai protagonisti del Terzo Settore sia indirizzata solo a una nicchia di persone. I contenuti, trattati in maniera oggettiva e a tratti critica, vertono su approfondimenti, inchieste, testimonianze. Il tutto compone quel ‘giornale dei volontari’ che viene distribuito, nella sua versione cartacea, in oltre 3mila copie in tutta la Campania e che è diretto da Nicola Caprio, presidente del CSV Napoli. «Con questa operazione diamo inizio a un progetto destinato a crescere nel tempo e che ha come obiettivo quello di accendere i riflettori sul volontariato del Sud Italia – ha affermato il presidente Caprio – che, in questo periodo di emergenza sanitaria, ha dimostrato capacità di inventiva, spirito di organizzazione, generosità e passione. Racconteremo storie ed esperienze di persone che, come ha avuto modo di dire il nostro Presidente Mattarella, sono fonte irrinunciabile di umanità». Entusiasta il presidente del CSV Molise Gian Franco Massaro per questo accordo che comporterà una grande crescita per il Centro di servizio di questa piccola regione. «Sarà una collaborazione proficua – le parole di Gian Franco Massaro -. Noi vogliamo crescere sempre di più e confrontarci con un CSV importante, che opera in un’area così vasta e che ha una grande esperienza ce lo consentirà sicuramente». Il CSV Molise offrirà altrettanto spazio sul proprio sito web a informazioni e racconti provenienti dai ‘cugini’ del CSV Napoli, sempre nell’ottica di un interscambio proficuo, che aprirà ulteriori orizzonti.

Gaetano Minieri, sindaco di Nola, rassegna le dimissioni

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Gaetano Minieri rassegna le dimissioni da sindaco di Nola. La sofferta decisione ha chiare motivazioni politiche alle spalle: troppi i problemi con un’amministrazione per niente serena e dinamica, molti gli sterili attacchi spesso ricevuti. Con una lettera saluta i suoi concittadini, nella speranza che sappiano fare la scelta giusta al momento delle nuove elezioni. Gaetano Minieri rassegna le dimissioni da sindaco del comune di Nola. Dopo aver chiarito la situazione attuale in cui si trova la città con due casi positivi al Covid in meno rispetto a ieri, specificando che i soli 3 casi attuali sono situati in una famiglia dell’estrema periferia, l’ormai ex sindaco spiega: «Le motivazioni che mi hanno spinto a prendere questa sofferta decisione sono di carattere politico. Quello che io avevo promesso in campagna elettorale, di fare un’amministrazione libera, serena, che prendesse delle decisioni veloci per il bene della città, purtroppo, durante questi 11 mesi di amministrazione, non si è verificato. Mi sono trovato in difficoltà, sono rimasto spesso solo per gestire questa drammatica situazione del Covid», lamentando di aver subito attacchi sterili e spesso futili. Tramite la sua pagina personale Facebook, che fino ad oggi ha utilizzato per mantenere una dinamica comunicazione con i suoi cittadini, ha preferito salutare la città con un video per rispondere alle domande di quanti cercano di capire il motivo di questo abbandono. «Lasceremo la città a chi ci succederà con delle opere già iniziate che hanno bisogno solo del completamento», così Minieri introduce la lunga lista di provvedimenti e attività svolte in favore del territorio nolano:
  • siglato con la Parthenope il ritorno della sede dell’università a Nola;
  • 5 milioni di fondi già approvati per la mitigazione del rischio idrogeologico;
  • acquisto di attrezzature per il potenziamento della raccolta differenziata;
  • stanziati fondi per il completamento dei lavori della scuola in via San Massimo, di quella a Piazzolla in via Mameli;
  • riqualificazione di piazza Risorgimento;
  • acquisto di attrezzature per la Protezione Civile e per risolvere il problema degli allagamenti;
  • finanziato impianto per la videosorveglianza;
  • organizzata la aquadra di manutenzione per le scuole;
  • acquisto di attrezzature per la manutenzione del verde pubblico;
  • distribuiti ticket per la spesa alimentare tramite via telematica;
  • consegnati circa 1300 pacchi alimentari con il supporto delle aziende e dei volontari del territorio;
  • effettuata la pulizia dei Regi Lagni;
  • asfaltate le strade principali di Nola con attenzione all’arredo urbano.
In diretta Facebook Gaetano Minieri dice addio alla sua carica con questa lettera: A quasi un anno dal mio mandato di sindaco, onere che ho assunto con entusiasmo e responsabilità, con grande volontà di voler riportare la mia città ad essere faro portante dell’intero territorio, mi ritrovo a dover dare un bilancio del mio operato. Mai avrei immaginato di dover affrontare un’emergenza sanitaria di siffatta entità ed anche in questo caso ho assunto ogni decisione con impegno e senso del dovere, conscio di aver agito per il bene della comunità. Spero che non solo Nola, ma l’intero paese sia oggi nelle condizioni di poter più serenamente guardare al futuro con spirito rinnovato e propositi migliorati. L’emergenza è arrivata mentre Nola trovava linfa vitale per ripartire per auspicare un futuro migliore per le generazioni avvenire, ma rilevo che il mio entusiasmo va scemando, sovrastato da continui attacchi ad ogni operato, dal dover giustificare ogni scelta e non trovare un appoggio o un supporto che auspicavo da più parti. Per questi motivi reputo che sono venuti meno i presupposti prefissati per portare avanti un progetto comune e condiviso. Pertanto, per onestà intellettuale, per la fiducia riposta in me un anno fa dalla città di Nola, fiducia che non intendo in nessun modo tradire, con la presente rassegno le mie dimissioni da primo cittadino. Quest’atto di democrazia porterà ad una nuova tornata elettorale e darà alla città il compito di scegliere su chi riporre la propria fiducia per amministrare la gestione del bene pubblico. Voi, cari concittadini, saprete bene valutare le vostre scelte. Nel frattempo, ringrazio quanti hanno creduto in me, sopportandomi lungo il cammino. L’ormai ex sindaco ricorda che non è sua intenzione abbandonare la città che ama, rimanendo a disposizione del paese. «Buona vita a tutti!» con questo augurio chiude il suo messaggio di saluto a Nola.

Marigliano, Masseria Don Rocco e Castello Ducale candidati a I Luoghi del Cuore 2020

“Ognuno di noi è emotivamente legato a luoghi unici che rappresentano una parte importante della nostra vita e che vorremmo fossero protetti per sempre. Preparati a votarli e con i Luoghi del Cuore potrai assicurare loro un futuro. Per sempre, per tutti”. Queste parole rappresentano il cuore del nobile progetto “I Luoghi del Cuore”, istituito nel 2003 dal FAI (Fondo Ambiente Italiano) e giunto quest’anno alla decima edizione. Il concorso del FAI, promosso con Intesa Sanpaolo, nel corso del tempo è cresciuto esponenzialmente e oggi conta oltre il 9000% di voti in più rispetto a quando fu lanciato, 17 anni fa: per questo motivo è ormai considerato uno strumento di coesione sociale del Paese. I voti raccolti servono, infatti, a ottenere contributi concreti per salvare, ristrutturare o bonificare edifici, chiese, palazzi storici, castelli, ma anche fiumi, borghi, giardini e altre bellezze naturali del Belpaese che necessitano un aiuto o comunque una vetrina. Lo scorso anno, per esempio, migliaia di voti dei cittadini italiani sono andati a realtà colpite da calamità naturali o incendi e che più di altre necessitavano di un immediato sostegno. La nona edizione de “I Luoghi del cuore”, quella del 2019, ha raccolto numeri straordinari: 2.227.847 voti, oltre 37.200 siti segnalati, 6.412 comuni coinvolti. Tra i luoghi premiati da un consistente numero di voti c’è anche il Santuario della Madonna della Speranza di Marigliano, ex convento francescano dei Frati Minori di San Vito, premiato da oltre diciassettemila voti e risultando così tra i beneficiari del contributo economico di 24mila euro per effettuare lavori di restauro. Quest’anno, invece, altri due beni architettonici della città si candidano a raccogliere un numero di voti che consenta loro di raggiungere l’obiettivo di essere ricordati e conservati intatti per le generazioni future, grazie alle opportunità di recupero e tutela offerti dal progetto del Fondo Ambiente Italiano. Si tratta del Castello Ducale, simbolo storico, architettonico e culturale della città, dimora dei duchi Mastrilli e dal 1935 di proprietà dell’ordine vincenziano delle Figlie della Carità, e della Masseria Don Rocco (Nicotera), splendido casale rurale situato nelle campagne di Faibano, di proprietà della Chiesa e ormai vittima di degrado, che ancora ospita alcuni affreschi della rinomata Scuola di Resina. Partecipare soprattutto contribuire è molto facile: dal 6 maggio e fino al 15 dicembre 2020 è possibile votare e far votare i Luoghi del Cuore prescelti. Si possono votare più luoghi, ma per ognuno è possibile esprimere solo un voto. Si può votare tramite il sito o il modulo cartaceo scaricabile direttamente dalla scheda luogo. Per votare il Castello Ducale di Marigliano Per votare la masseria Don Rocco (Nicotera) Entrando con il proprio profilo Facebook risulta veramente semplice dare il proprio voto, altrimenti è necessario registrarsi. Lasciando un voto si contribuirà a rendere possibile il sogno che questi straordinari esempi di architettura, cuori pulsanti di storia e cultura del nostro territorio possano tornare a vivere e a splendere. “L’Italia è costellata di luoghi unici, speciali perché legati alla nostra identità e ai nostri ricordi. Piccoli o grandi, famosi o sconosciuti, i luoghi compongono e raccontano la storia di ognuno di noi: un sogno, una scoperta, un traguardo, una certezza, una gioia, un rifugio. Vederli in stato di degrado o di abbandono, senza le cure necessarie né adeguata valorizzazione, ci rattrista come se perdessimo parte di noi stessi. Ogni anno pari, da maggio a novembre, puoi contribuire a salvarli votando i tuoi Luoghi del Cuore.”

Emergenza Coronavirus, fase 2: riaprono i mercati, ma la ripresa è lenta

Pochi clienti ma felici nei pochi mercati che hanno già riaperto in Campania, in seguito all’ordinanza n.46 firmata dal governatore Vincenzo De Luca: “Prezzi più bassi e stop file ai market”. In effetti la possibilità di tornare al mercato consente anche di riequilibrare i prezzi dopo gli aumenti denunciati dai consumatori.

Presidiati da polizia municipale e volontari come neanche un obiettivo sensibile, hanno riaperto a Napoli e in tutta la regione i mercati di generi alimentari. Doverose le precauzioni anti Covid per evitare assembramenti in luoghi solitamente affollati e dove è complicato tenere le distanze. Anche se, a giudicare dai primi riscontri, il rischio è minimo. Non tutti i negozi hanno riaperto. Ed è stata pigra la risposta dei clienti nel primo giorno di attività dopo due mesi di stop a causa dell’emergenza Coronavirus. Tuttavia per quei pochi che stamattina a partire dalle 8 (e fino alle 14 in questa prima settimana sperimentale) sono tornati a fare la spesa dai propri fruttivendoli o salumieri di fiducia, è stato un po’ come rivedere qualcuno di famiglia di cui si erano perse le tracce. A Napoli, al mercatino di Mergellina, punto di riferimento di una clientela che arriva fino a Posillipo, gli ingressi sono alla spicciolata. (Foto ANSA Campania)

Successo del progetto “Pacco Serenella”: la Croce Rossa Italiana porta doni e sorrisi a casa dei più piccoli

“Nonna, nonna è per me quel pacco? Grida così dal balcone di casa una piccola in felice attesa del suo regalo, saltando di gioia. Circa 100 visi stupiti, occhi grandi per la sorpresa, gote che sprizzano gioia contagiosa, le mani che frugano nella busta e ad ogni scatolo ed oggetto tirato fuori un rapido sguardo soddisfatto, ridente o furbetto, felice: sono i bambini e le bambine che hanno ricevuto dal gruppo giovani della CRI un pacco dono, chiamato “Pacco Serenella – il dono della Felicità”. Tra venerdì e sabato scorso sono stati confezionati e consegnati pacchi a 98 bambini dai 3 mesi ai 14 anni. Studiati nel minimo dettaglio, adattati alle età dei più piccoli cittadini anastasiani, il dono conteneva quaderni, penne, libri per imparare i numeri, l’alfabeto, l’inglese; e ancora acquerelli, tempere, album da disegno e puzzle di legno per far giocare bimbi con patologie diagnosticate. Il progetto realizzato con successo dalla Croce Rossa Italiana nasce da una donazione di Serenella, una cittadina che ha chiesto loro di raggiungere persone non servite dalle diverse forme di solidarietà, che pure in Paese sono state tante. Tutti i giovani della CRI hanno pensato ai più piccoli: costretti in casa dalla quarantena obbligatoria, privati di rapporti e momenti sociali importanti per la loro crescita, indubbiamente tra le categorie più vulnerabili in questo difficile momento storico. L’idea è piaciuta subito anche all’Amministrazione ed ha stimolato il cuore nobile della piccola e media impresa, nonché della cittadinanza, che ha dato vita ad una spirale di solidarietà, ha contribuito a riempire i pacchi Serenella anche di palloncini, pannolini, quadernoni, agende e altri doni insperati  arrivati di continuo da parte di cittadini privati, che hanno comprato materiale di cartoleria e di altri imprenditori di zona, senza chiedere in cambio niente, solo di portare un sorriso ai bambini del territorio. Ed è così che hanno consegnato il dono ai bambini delle famiglie che il gruppo di Croce Rossa di Sant’Anastasia già aiuta con i pacchi alimentari o che sono stati segnalati dalle scuole e dai servizi sociali, in una collaborazione sinergica. “Vedere tutti i bimbi e le bimbe illuminarsi in viso ci ha riempito il cuore, nonostante la giornata intensa trascorsa a comporre i pacchi e relative consegne. Sono questi semplici dettagli che fanno fare all’animo mille capovolte e fanno battere il cuore. Siamo grati alla Commissaria Stefania Rodà e al sub commissario Gennaro De Santis – dicono i giovani CRI – per la fiducia che ci stanno accordando e per il supporto che ci stanno fornendo quotidianamente. Lavorare con loro, per i nostri concittadini, è per noi motivo di orgoglio. Per la confezione dei pacchi dono ci hanno concesso l’aula consiliare, casa dei cittadini ma luogo al tempo stesso istituzionale e solenne. Questo gesto di sostegno e condivisione ci ha resi ancor più consapevoli del valore della nostra iniziativa”. “Questi mesi di chiusura in casa ed isolamento sono stati sicuramente duri per tutti, quindi i piccoli gesti assumono un’importanza straordinaria. Il mio pensiero grato – dice la dott.ssa Stefania Rodà, Commissaria Straordinaria – va agli operatori della RSA di Madonna dell’Arco che hanno regalato una rosa a tutte le nonnine nel giorno della festa della mamma. Ed ai volontari della CRI, che con la consegna di un semplice dono hanno reso felici tanti bambini. Sono due esempi di attenzione verso il prossimo, dedizione per il proprio lavoro e amore verso l’altro. Anche di questi gesti di solidarietà concreta la nostra comunità ha bisogno per affrontare con fiducia il prossimo futuro”.

Somma Vesuviana, la nuova giunta: tutte le deleghe

Due conferme nell’esecutivo di Somma Vesuviana: Raffaele Irollo e Stefano Prisco. Sergio D’Avino si dimette dal consiglio comunale per ricoprire la carica di vicesindaco. Tre donne in squadra. Vicesindaco con funzioni vicarie, Sergio D’Avino avrà le deleghe alle politiche sociali, politiche giovanili, sport e tempo libero, cimitero, ecologia, polizia locale, viabilità, risorse agricole, contenzioso. Raffaele Irollo torna alla delega al Bilancio, con tributi, commercio e attività produttive, rapporti con enti esterni, digitalizzazione dell’ente, fondi europei e regionali, trasparenza, personale, aziende partecipate. Confermato Stefano Prisco che oltre ai lavori pubblici avrà la delega alla scuola e alla pubblica istruzione, rapporti con Asl e sanità. Salvatore Esposito, capogruppo dei Verdi in consiglio, si dimette dall’assise per ricoprire l’incarico di assessore all’edilizia scolastica, parcheggi, trasporti, servizi al cittadino, sicurezza sul lavoro  e protezione civile. Tre donne in esecutivo: Maria La Montagna, con deleghe all’ambiente, sicurezza del territorio, tutela della montagna, verde pubblico, decoro e arredo urbano, lavoro e formazione, pari opportunità e patrimonio; Elena Di Marzo che sarà delegata alle politiche energetiche, sviluppo e recupero periferie, urbanistica, edilizia privata; infine, Rosalinda Perna: turismo, cultura e spettacolo, tutela e promozione dell’immagine dell’ente, valorizzazione centro storico, volontariato e associazionismo, beni archeologici, storici e monumentali, randagismo.                      

Fascicoli distrutti e marche da bollo false, tra i quindici indagati avvocati di Somma Vesuviana, Pomigliano e Sant’Anastasia

Intercettazioni sulle utenze ed ambientali, pedinamenti, documentazioni fotografiche e ricostruzioni minuziose nell’ordinanza del gip Fortuna Basile che ha accolto le richieste di misure cautelari del pm Aurelia Caporale. Quindici le persone ritenute responsabili dei reati di corruzione, soppressione, distruzione e occultamento di atti pubblici, falsità in atti pubblici, uso di valori di bollo contraffatti e truffa ai danni dello Stato. Nei loro confronti ieri i carabinieri del nucleo investigativo di Castello di Cisterna e i carabinieri del comando antifalsificazione monetaria di Roma, al termine di un’indagine coordinata dalla Procura di Nola, hanno eseguito un’ordinanza applicativa di misura cautelare personale per i quindici indagati. Custodia in carcere per Antonietta Briaca, una dipendente del comune di Marigliano distaccata presso la cancelleria del Giudice di Pace con la qualifica di cancelliere addetta alle iscrizioni a ruolo dei fascicoli presso lo stesso ufficio. Arresti domiciliari, invece, per Pasquale Ambrosino (Saviano), Mattia Conelli (ex dipendente del Comune di Marigliano, ivi residente), Maria Luisa D’Avino (avvocato del Foro di Nola, residente a Somma Vesuviana), Pasquale Guadagni (Pomigliano d’Arco), Umberto Guarino (avvocato, Pomigliano d’Arco), Maurizio Incarnato (avvocato, Napoli), Massimo Marra (avvocato del Foro di Napoli, ivi residente), Pietro Marzano (avvocato, Napoli), Raffaele Montella (avvocato del Foro di Nola, residente a Castello di Cisterna), Raffaele Pellegrino (praticante avvocato del Foro di Napoli, residente a Somma Vesuviana), Anna Sommese (avvocato del Foro di Nola, residente a Sant’Anastasia).  Per altri tre indagati, Angelo Guadagni (avvocato del Foro di Nola, residente a Pomigliano d’Arco), Filomena Liccardo (avvocato del Foro di Nola, residente a Somma Vesuviana) e Maria Rosaria Santoro (avvocato, residente a Casalnuovo di Napoli) una misura interdittiva che riguarda l’esercizio della professione di avvocato: non potranno esercitarla per un anno. L’indagine ha origine da un esposto pervenuto nell’agosto del 2018 al reparto carabinieri antisofisticazione monetaria di Roma. Un esposto anonimo in cui si raccontava dell’esistenza di un’organizzazione criminale dedita alla produzione e alla distribuzione di valori di bollo falsi, operante nel nolano. Nell’esposto venivano indicati quali partecipanti al sodalizio alcuni avvocati e un medico del pronto soccorso di Nola. Nessuno degli avvocati nominati in quell’esposto è tra i destinatari delle misure cautelari.  I militari comunque provvidero alle verifiche del caso presso gli uffici del Giudice di Pace del circondario e accertarono che a quei nomi contenuti nell’esposto erano riconducibili valori di bollo falsi con conseguenti danni erariali. Disposte le intercettazioni, quell’indagine non ebbe esito perché ben presto i militari si resero conto che gli avvocati erano a conoscenza delle intercettazioni ed evitavano ogni riferimento che potesse metterli nei guai. Però ormai la pulce nell’orecchio dei carabinieri quell’esposto e quelle conversazioni caute l’avevano messa e i militari avevano intuito che il fenomeno dell’utilizzo delle marche da bollo false potesse essere uno degli stratagemmi utilizzati dagli avvocati per scegliersi, con la compiacenza di cancellieri e personale amministrativo, il Giudice di Pace con il quale tenere la causa. Deciso perciò di comprendere l’esatta dimensione del fenomeno, il 7 marzo 2019, i carabinieri del nucleo investigativo di Castello di Cisterna installano un sistema di videoripresa all’interno della Cancelleria Civile del Giudice di Pace di Marigliano, ossia proprio nell’ufficio dove avvenivano le iscrizioni a ruolo, ma anche in una stanza al pianterreno dello stabile, spesso utilizzata dagli avvocati.  Ed è con quelle telecamere che si riesce ad accertare gli illeciti ad opera della cancelliera Briaca e degli avvocati che a lei si rivolgevano per le iscrizioni a ruolo, ripresi mentre occultavano fascicoli in uno zaino scuro appoggiato sulla scrivania della cancelliera la quale assisteva, senza opporsi o meravigliarsi. Accertato quanto accadeva in quell’ufficio, iniziano le intercettazioni che vanno avanti dal 16 marzo fino al 29 aprile del 2019. Ed è così che gli investigatori accertano il coinvolgimento della cancelliera che si adoperava, insieme ad avvocati “amici” ad occultare, sostituire, sopprimere o distruggere, secondo l’esigenza del momento atti pubblici su alcuni dei quali, tra l’altro veniva riscontrata l’affrancatura di valori di bollo falsificati. I reati contestati sono parecchi, a cominciare da quelli commessi nel periodo che va dall’8 al 14 marzo 2019 e qui il gip fa un‘ipotesi ben precisa: alcuni avvocati avevano saputo delle indagini che il reparto antisofisticazione monetaria dei carabinieri stava compiendo, tant’è che un’ispezione era avvenuta il 7 marzo. Dal giorno successivo, alcuni avvocati (Montella, D’Avino, Pellegrino, Marra, Sommese, Liccardo, Guadagni) cominciano a portarsi via i fascicoli iscritti a ruolo sui quali vi erano certamente marche da bollo false.  E lo fanno con l’ausilio della compiacente cancelliera che, con Conelli, ne distrugge a sua volta altri. Gli episodi di questo tenore sono molteplici e i fascicoli non venivano solo distrutti o occultati ma spesso creati ex novo e dunque completamente falsi, aventi quali parti processuali soggetti deceduti o di fantasia. Per ringraziare il cancelliere Briaca dei favori ricevuti, gli avvocati le regalavano, in occasione di una cena organizzata a casa sua, un costoso oggetto in oro (leggi qui). E nella nota stampa della Procura, firmata dal procuratore capo di Nola, Anna Maria Lucchetta, si evince che le attività di indagine hanno accertato il sistematico utilizzo, da diversi anni, da parte di alcuni indagati (Pasquale Guadagni, Umberto Guarino, Maria Rosaria Santoro e Pietro Marzano), di marche da bollo contraffatte. Il danno accertato alle casse dello stato è pari a circa 40mila euro.  

Inchiesta Giudice di Pace di Marigliano, i regali, le cene e i carabinieri scambiati per “malviventi”

Antonietta Briaca, la dipendente del Comune distaccata nel ruolo di cancelliera all’ufficio del Giudice di Pace di Marigliano, l’unica dei quindici indagati (leggi qui) per la quale gli inquirenti hanno applicato la misura cautelare di custodia in carcere, accettava regali dagli avvocati “amici” ai quali asserviva la sua funzione: un bracciale in oro modello tennis, per esempio. La Briaca alterava l’assegnazione dei fascicoli, consentendo in pratica agli avvocati di scegliersi il giudice. Nell’ufficio di Marigliano l’assegnazione non è informatizzata bensì manuale perciò la cancelliera avrebbe dovuto seguire un criterio di rotazione tra i cinque giudici assegnati a quell’ufficio: Pirozzi, Paolizzi, Scandale, Chianese e Ciaramella. E il 21 marzo 2019, mentre era già intercettata, ne parla con l’avvocato Maria Luisa D’Avino, moglie del consigliere regionale (e presidente della commissione anticamorra della Regione Campania) Carmine Mocerino nonché figlia di Vincenzo D’Avino che, come il marito, è stato sindaco di Somma Vesuviana,  raccontandole gli stratagemmi utilizzati per alterare il sistema legale di assegnazione dei fascicoli: «Li ho messi a capocchia…ho scritto il nome del compagno di un’amica mia che è morto». «Hai fatto bene, che te ne importa» -le risponde la D’Avino. Il 17 aprile 2019, a casa della Briaca, si svolge una cena. Vi partecipano Raffaele Pellegrino, Anna Sommese (avvocato che nella scorsa primavera debuttò in politica a Sant’Anastasia nelle liste in sostegno del candidato sindaco Mario Gifuni, tant’è che la Briaca la definisce “la politica”), Massimo Marra e Raffaele Montella. Durante la cena, regalano alla cancelliera il bracciale al cui acquisto hanno partecipato anche Maria Luisa D’Avino, Pasquale Ambrosino e Maurizio Incarnato che però non vanno alla cena. Il motivo è di quelli che non sfigurerebbe nella sceneggiatura di un poliziesco: alcuni di loro, giunti al parcheggio nei pressi dell’abitazione della Briaca si accorgono di movimenti strani e di alcune persone che giudicano poco raccomandabili, malintenzionati, quindi avvisano telefonicamente gli altri e se ne vanno. In effetti non erano malintenzionati, bensì carabinieri appostati sul luogo per identificare i partecipanti alla cena conviviale. Qualche giorno prima l’invito era pervenuto dalla Briaca alla Sommese che si era poi accordata con la D’Avino per scegliere il regalo e raccogliere le quote (cento euro a testa per ogni avvocato, alcuni ritrosi a sborsare tutta la cifra). Intercettata pure una telefonata della D’Avino alla Briaca, una conversazione in cui l’avvocato si dice preoccupata della presenza di un maresciallo dei carabinieri nei pressi del palazzo della cancelliera e le chiede cosa ci facesse lì, preoccupandosi che in una eventuale perquisizione potessero scovare qualche prova. La sera della cena però la stessa D’Avino decide di non partecipare. O meglio, arriva al parcheggio vicino all’abitazione della cancelliera e chiama la collega Sommese che le chiede «Stai giù?». «Stavano certi sotto il palazzo, mi mettevo paura e me ne sono tornata – risponde la D’Avino – se mi rubavano…io tenevo pure i bracciali, la collana con i brillanti, il rolex al braccio». Mentre l’avvocato D’Avino rientra a Somma Vesuviana, nella casa della cancelliera a Marigliano, gli altri colleghi le offrono il regalo, qualcuno le soffia pure il numero di un fascicolo e il nome del giudice al quale desidera sia assegnato e lei li ragguaglia sulle visite dei carabinieri che, dice, hanno «identificato pure gli addetti alle pulizie». Nelle telefonate successive tra la D’Avino e la Briaca, la cancelliera ringrazia per il regalo, facendo cenno anche ad una borsa rossa di marca ricevuta in dono da un altro avvocato e la D’Avino le dice: «Tu lo sai, noi ti teniamo come una zia, come ti voglio dire, ti vogliamo bene».